25
Nov 2008
ore 10:05

A cena col diavolo, i cappelletti e il Gambero Rosso

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Locanda_GamberoRosso.jpg
Locanda del Gambero Rosso - San Piero In Bagno

Vi racconterò di una cena per il diavolo, di magici cappelletti e di una Locanda dal nome familiare

Dio fece il cibo, il diavolo i cuochi.
(J. Joyce)

Qualcuno penserà che stiamo giocando col nome del ristorante di Torriana, il Povero Diavolo, e invece parliamo della cena col diavolo che ha preparato Paolo Teverini.
A Sarsina c'è la Basilica che festeggia i mille anni di vita e lì, in una teca, c'è un collare in ferro che scaccia il demonio e se tu sei un indemoniato sono cavoli amari per lo zoccoluto che hai dentro se ti appaggiano il collare sul petto.
Insomma, è terra di esorcisti con tanto di bolla papale, non si scherza col diavolo.
Storie magiche, o del tutto vere per chi ci crede, ma vera certamente è stata la cena a tema che Teverini ha fatto in occasione del millenario preparando una "Ball di cioccolato farcita di gelato alle amarene, biscotto croccante e crema all'arancio bagnata con cioccolato caldo"

Ma procediamo con ordine.

Ti vengo a prendere a Rimini - mi fa per telefono Fausto - e io prima dico di no, sperando che insista, poi mi arrendo.
E così al termine del mio intervento sul futuro della gastronomia, svolto nell'ambito del convegno Indicativopresente, mi ritrovo scarrozzato fino a Torriana e mi siedo alla tavola del Povero Diavolo dopo avere salutato Stefania e stretto la mano al nuovo cuoco, nuovo per me, Pier Giorgio Parini.
E' venerdì 21 novembre sera e da Torriana inizio il mio giro tra i cappelletti, questo infatti potrebbe essere il filo conduttore di un viaggio che è anche come una zingarata dei vecchi tempi.
I cappelletti arrivano infatti in tavola, con una variante del nuovo cuoco, il brodo è al profumo di pigna. Boh,,, ci devo pensare, non male il brodo, ma perché? lo chiederò a Parini.
Cappelletto promosso a pieni voti.
Le triglie che gusto con piacere sono accompagnate dalla dichiarazione di Fausto - il miglior pesce è quello dell'Adriatico - che fa rizzare in testa i miei ultimi 14 capelli.
Vorrà dire che lo accompagnerò a Roma, in via Marmorata, da Jonny così cambia idea :-)
Poi una ventresca di maialino e dell'anatra, bei piatti ma per la grande stanchezza niente dolce.
Qui, comunque, ci torno per una sosta dell'anima, nelle stanze della locanda, qui ci torno per la gioia del palato.

Da Rimini il sabato 22 vado fino a Bagno di Romagna a salutare, dopo tanto tempo, Paolo Teverini.
C'è di mezzo la cena col diavolo e altro.
Alberto Marcomini mi aveva telefonato pochi giorni prima dicendomi - Sono qui da Paolo che sto mangiando dei cappelletti pazzeschi - e io il messaggio lo avevo memorizzato ed era un buon motivo per sbarcare all'Hotel Tosco Romagnolo.
Paolo Teverini è stato uno dei primi e storici cuochi che hanno avuto le Tre Forchette del GR, uno di quelli che hanno fatto la storia della ristorazione nella regione e non solo.
A pranzo, parlando di questi anni e delle mille cose accadute, ho naturalmente ordinato i famosi cappelletti, che vengono serviti con brodo a parte: se vuoi li mangi asciutti oppure regoli tu la quantità di brodo.
E' vero, sono strepitosi ma Teverini è anche l'uovo al tartufo che mangiamo la sera, è un ristorante con una cantina imponente, è una nuova cucina De Manincor, bella e costosissima che troneggia in uno spazio grande e luminoso, uno dei mille lavori di ammodernamento che lui e la moglie Giordana stanno facendo nel loro albergo.
Io Giordana me la ricordo agli inizi della nostra avventura, quando veniva alle premiazioni e aveva i capelli tinti di rosso, giovane, allegra, simpatica.
La bella storia che abbiamo condiviso un po' tutti negli ultimi venti anni.
Comunque prima di partire i cappelleti li ho rimangiati, repetita juvant.

Ma se uno è a Bagno di Romagna non fa quei due chilometri che lo separano da San Piero in Bagno?
Lì, nella piazza, c'è la porta della Locanda del Gambero Rosso, c'è Giuliana, c'è il marito Moreno che ti accoglie all'ingresso, c'è la figlia Michela, vera anima della sala.
Una bagno nella tradizione, nei cibi semplici ma buoni, questo vuol dire sedersi a questi tavoli.
Si, ovviamente sono arrivati i cappelletti, buonissimi, ma anche i passatelli, e la minestra di castagne e fagioli, di cui ti faresti delle pere, e poi la trippa in bianco.
Giuliana, che lavorava al comune di Forlì, ha preso la gestione della trattoria di famiglia nel 1992 e ha valorizzato le ricette di Diva Saragoni, sua mamma, e come in tutte le storie di questo tipo il passaggio di gestione ha voluto dire cambio di abitudini e se prima era il piatto pieno di tagliatelle, le pirofile di arrosti, oggi sono i mille assaggi di piatti semplici e della tradizione contadina di questa Romagna ancora bella e da visitare.
La mamma guardava e diceva - Ma Giuliana sei sicura? La gente vuol mangiare (il tutto in romagnolo stretto) - ma Giuliana ha avuto ragione e ha vinto, la Locanda è piena, la tradizione va forte, i clienti vengono da lontano, la sera c'è chi si ferma in una delle quattro stanze.

Nevica, è arrivato l'inverno, si torna a Roma, i ricordi sono belli, questo mondo della ristorazione è ancora vivo e vero, basta girare l'angolo e ti dimentichi anche la crisi.

commenti 18

Poco da dire... Locanda del Gambero Rosso. Giuliana, Moreno e la loro splendida figlia Michela... umanità e calore. Per me fra le massime espressioni della più vera, autentica, genuina, tradizionale (e per questo anche più moderna: solo il passato è veramente futuro!) cucina italiana. Lunga Vita!
Gian

25 Nov 2008 | ore 10:36

...non è poi che Teverini sia stato trattato con i guanti nelle ultime edizioni della Guida del Gambero Rosso. Pensavo a Vissani. Uomini differenti,fortunatamente

25 Nov 2008 | ore 11:50

Per fortuna Teverini non calibra i rapporti umani a seconda di come é una recensione, cosa che non si puó dire per Vissani.

25 Nov 2008 | ore 12:10

E' vero: il pesce dell'Adriatico è più buono, e quello dello Ionio ancora di più.

Ci possono ovviamente essere eccezioni per altri tipi di pesce, ma sulle triglie no. Le migliori sono quelle di Porto Cesareo (Salento, lato Ionio). Provare per credere.

25 Nov 2008 | ore 12:41

Nutro un po' di invidia, non tanto per Il Povero Diavolo, secondo me Ristorante discerto e nulla piu', ma per Teverini e il Gambero. E' passato gia' un anno dalla fantastica doppietta che ho fatto..Cucina meravigliosa, ma soprattutto persone meravigliose..

25 Nov 2008 | ore 13:52

Povero Diavolo ristorante discreto ? Pier Giorgio Parini è uno dei più nitidi talenti italiani in questo momento in circolazione, ha classe, è fine, propone una cucina con sapori ed abbinamenti in gran parte inediti ... mah, mistero

25 Nov 2008 | ore 13:58

D'accordo con Fausto sul pesce del mar adriatico.
Io ho trovato l'infusione della pigna di cipresso nel brodo, piacevolissima.
Ci siamo sfiorati, io e Daniele eravamo appena partiti, dopo una due giorni deliziosa.
Mi piacerebbe sapere la sua su questo nuovo format che stiamo girando, se non ha niente di meglio da fare e se non le si rigira lo stomaco solo a sentir parlare del canale, gli dia un occhiata: A casa dello chef, lunedì 19.30 o martedì alle 20.00.
Saluti

25 Nov 2008 | ore 14:01

D'accordo pure con Cauzzi su Pier Giorgio. Bravo, bravo e bravo. E ragazzo dai modi deliziosi, il che non guasta mai

25 Nov 2008 | ore 14:03

Se il Povero Diavolo è un ristorante "solo discreto" io sono Napoleone. :)
Con Pino Cuttaia, Parini è il cuoco che mi ha colpito di più nell'ultimo anno.
Paolo Teverini, il primo ristorante "importante" che mi "iniziò" a questa passione; fa piacere sapere che ha ancora voglia di investire e rinnovarsi.
La Locanda del Gambero, persone forti, passione e cuore.
Insomma, davvero un bel giretto... :)

25 Nov 2008 | ore 14:18

Leggo solo adesso il commento su Parini.
Sono talmente in disaccordo con la definizione "solo discreto" tanto che il mio avere scritto "qui ci devo ritornare" è dovuto proprio alla splendida prima volta di venerdì scorso, danneggiata solo dal fatto che ero cotto da una giornata di convegno e quindi mi sono ripromesso di tornare perché è una cucina che merita il viaggio.

25 Nov 2008 | ore 15:12

Si, merita il viaggio, quindi secondo i canoni michelin la stella ci sta abbondantemente Stefano :-)
Boh, saremo noi ad avere il palato spostato, non capisco ...

25 Nov 2008 | ore 15:35

Mah io sono stato due volte l'anno scorso al Povero Diavolo, non sono un assiduo frequentatore di stellati in generale, ma se mi siedo in un ristorante del genere, dopo aver avvisato nella prenotazione che mia moglie e' allergica ai latticini e la persona che viene a prendere le comande, mi risponde, testuali parole : "Ah ma in questo menu' lei non puo' mangiare niente Signora ", credo che qualsiasi altra persona si sarebbe alzata ed uscita dal ristorante. Per non parlare poi dei 15 minuti attesi fuori all'aperto, a -2, perche' il tavolo non era ancora pronto. Il vino chiesto in carta mancava e quello scelto ci e' stato portato in tavola gia' aperto. Probabilmente tutto questo ha influenzato il mio giudizio, tanto e' vero che non ricordo un piatto nitidamente. Da Teverini e al Gambero Rosso sono stato meglio. Comunque e' solo la mia opinione spassionata. Ciao

26 Nov 2008 | ore 07:45

solo discreto???!!!!o non ci sei mai andato o vuoi screditare

26 Nov 2008 | ore 07:47

Io non scredito proprio nessuno. Il Povero Diavolo e' un ristorante che funziona, lavora e' lascia contente e soddisfatte tante persone. Io preferisco Teverini ed il Gambero Rosso punto Ciao Massimo

26 Nov 2008 | ore 13:55

Caro stefano se vieni un pò più giù, (Senza offendee Jonny, tanto il pescato è lo stesso) e porti il signore che ha asserito che il pesce dll'adriatico è il migliore, vi porto in giro per barche e pescatori , così gli facciamo assaggiare il mare (isole Pontine), i Gamberoni imperiali di ponza, le triglie di scoglio e quelle di sabbia , le alici di Terracina e Gaeta, in questo periodo splendidi Dentici,Orate e Spigole pescate sul banco di Poseidonia più ricco del Tirreno, per non parlare dei calamari che in questo periodo sono abbondanti e teneri. Il tutto vivo, purtroppo quando ho assaggiato qualcosa dell'Adriatico non era appena pescato, e forse la mia opinione è basata su questa differenza.
Posso dire che del pescato assaggiato fino ad oggi sono entusiasta di tutto ciò che viene da Gaeta fino ad Anzio, e dai prodotti di MAzzara del Vallo.

26 Nov 2008 | ore 17:38

I gusti son gusti caro Massimo. Peccato che i tuoi appunti non siano sulla cucina ma su altri aspetti che, permettimi, trovo surreali conoscendo Fausto e Stefania ...

27 Nov 2008 | ore 09:41

Sono stato al Povero Diavolo, dopo un adecina d'anni, venerdì 14.11. Menù degustazione carne 60.00 Euro vino escluso. Troppo costoso, cari francesi date la stella a Fausto, così giustifica il prezzo!
Saluti.
P.S. adoro i gatti e ne ho due che girano per casa, mi ha fatto impazzire il gatto che girava per i tavoli, ma ci sono persone che sono allergiche...

Lunga vita ad Amerigo!!!

28 Nov 2008 | ore 23:37

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