25
Dic 2008
ore 18:17

Calandre 25-12-2008, a pranzo

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Massimiliano_Alajmo.jpg

Il pranzo di Natale da alcuni anni lo faccio da solo, poi la sera la famiglia si ricompone.
Lo scorso anno ho mangiato un toast sul litorale romano, bella giornata con alcuni risvolti.
Quest'anno, viste le cose fin qui accadute nel corso del 2008, ho deciso di volermi bene e ho telefonato a Raffaele Alajmo: "Io sono solo per il pranzo di Natale e pensavo di venire da voi e festeggiare lì anche Santo Stefano con alcuni amici.
Detto, fatto.
Treno, scendo a Padova, attendo il taxi 28 minuti e alle 13,30 sono a Rubano, alle Calandre, e mi siede al tavolo con vista - da lontano - di un po' di cucina.
Menu nuovo, scelgo i piatti che non conosco e si incomincia:

Gli scampi tostati con formaggio fresco di latte di fave di limone, radicchio e mela sono un bell'inizio, leggeri e perfetti per un menu di otto piccole portate.

Segue una battuta di carne cruda piemontese all'arancia e mandarino su salsa d'uovo, olive nere e germogli di crescione, si mangia con le mani, ti danno anche il tovagliolo caldo per pulirti, ma tu le mani alla fine  te le sarai leccate.

Poi una zuppetta di cime al tartufo bianco con ovetti croccanti e crema gelata di cipolla, piatto assolutamente geniale e semplice.

Tre gnocchi di verdure ripieni, uno di patate e ricotta affumicata, uno di broccoli con ricotta affumicata, cime di rapa e parmigiano, uno di rape rosse con gorgonzola e roquefort.
E' il piatto che occupa il secondo posto nella mia personale classifica di gradimento.

Trippette di baccalà alla parmigiana, piatto da ola, che ha già conquistato i clienti, e anche me, e occupa il primo posto bis nella mia personale classifica natalizia.

Arriva la carne, la costata di vitello impanata con sorbetto di salsa rubra e patate fritte all'aneto.
Mi alzo in piedi di fronte a un piatto "semplice", che non cerca il difficile e il nuovo a tutti i costi, è perfetto e ti rimanda all'infanzia, il ché a Natale non è male.

Granita di agrumi alla chartreuse con spuma frizzante, polvere effervescente e mandarino allo zenzero.
Si gode anche coi dolci, specialmente come in questo caso, quando sono belli a vedersi e dai sapori netti e profondi, che si sentono e ricordano.

Souflè caldo di marroni con spumone al caffè, un dolce finale che si gusta con piacere perché tutti i piatti che lo hanno preceduto erano buoni e leggeri e in giusta quantità.

Questo menu, che si chiama Ingredienti, costa 225 €

Il pranzo di Natale alle Calandre è terminato.

Raffaele_Alajmo.jpg
Raffaele Alajmo

Certo, quando un ristoratore ti ha come cliente sa che, in tempi di blog, tu scriverai, racconterai.
In questo caso posso dire, in attesa di pranzare a Santo Stefano gustando i piatti della tradizione, che siamo certamente nel migliore ristorante italiano del momento.
Non facendo più una guida - almeno per ora - non faccio torto a nessuno e do a Massimiliano Alajmo il giusto riconoscimento.
Raffaele in sala, e anche in azienda, è una macchina da guerra.
Schietto, diretto, anche ruvido, a me piace più di chi sorride sempre ma non sai mai come la pensa.

Dei vini, buoni, molti, intriganti, ne parliamo domani

commenti 44

mannaggia stefano, proprio l'altro giorno ci siamo reincontrati su Facebook e oggi tu eri alle Calandre e io sono passato al Calandrino per un caffè..a saperlo ti salutavo di persona, pazienza, sarà per la prossima volta! :)

Condivido il tuo giudizio sui piatti straordinari di massimiliano e sull'energia propulsiva di raffaele Piacevano molto anche al mitico Giorgio Onesti).
Pensa, ho la fortuna di abitare a pochi minuti dalle Calandre, quindi dal Calandrino e dal ristorante La Montecchia (gestito dai bravissimi genitori Alajmo). Insomma sono al centro di un formidabile triangolo culinario, conosco a memoria ogni loro piatto e ogni volta li apprezzo con piacere, come fosse la prima volta!

25 Dic 2008 | ore 18:39

Sul fatto che sia il ristorante Italiano del momento non sono d'accordo, ho altri nomi in testa. Dovendo tenere ben presente anche un coerente rapporto qualità/prezzo... di questi tempi, credo che alle Calandre dovranno riconsiderare certe "tariffe".
Hai mangiato uno scampo, gnocchi, vitello, baccalà... per soli 225 euro + bevande escluse...

Se sei andato di abbinamento al calice hai chiuso il conto DA SOLO a 330€ ...

Su Raffaele sono assolutamente d'accordo, trasparente, schietto, diretto.
Fino a quando questo atteggiamento paga buon per lui.

Buon Natale di "Lavoro" direttore.

Vuggì.

p.s. Da solo = niente foto di Sigrid , peccato.

25 Dic 2008 | ore 18:41

Se ben capisco le Calandre non sarebbero in cima alla piramide per via del prezzo.
Essendo praticamente uno dei "fondatori" del rapporto q/p nel lontano 1986, la penso in modo diverso.
Mi sembra di capire che a te Raffaele non stia simpatico e che devi avere avuto problemi per i tuoi servizi.
Quasi un conflitto di interessi :-))
Io ero qui, felice, a titolo personale e pagando di tasca mia.
Quanto a Sigrid, a Natale mi sembra dura ingaggiarla per un servizio fotografico, c'è un marito, una famiglia e i riti conseguenti :-))
Sarà per un prossimo ristorante.

25 Dic 2008 | ore 19:05

Con tutto il rispetto, a me colpisce un menù che costi 225 euro (quasi 450.000 delle vecchie lire) anche se fatto nel giorno di natale. Non voglio cadere nella retorica, ma sarebbe stato più intrigante capire cosa si é mangiato nelle tante chiese o ricoveri che hanno ospitato oggi persone in difficoltà.

Buon Natale
Enzo Cassano

25 Dic 2008 | ore 20:17

Le Calandre è, non da oggi, il miglior ristorante tricolore e Massimiliano Alajmo con Davide Scabin il miglior chef d'Italia.
Un pizzico d'invidia, ma spero in una scappata a febbrario, anche perchè i pranzi familiari natalizi diventano sempre più tristi, ma questo è un altro discorso...

25 Dic 2008 | ore 20:54

Non vedo cosa sarebbe cambiato per chi mangiato nelle chiese o nei ricoveri se il menu fosse costato che so 25 euro o se oggi Le Calandre fosse rimasto chiuso.

25 Dic 2008 | ore 20:58

@Stefano
Nei miei confronti/dialoghi quotidiani con Gourmet e addetti ai lavori che presidiano Le Calandre settimanalmente, giungono notizie sulla flessione delle Calandre sotto diversi aspetti, sempre in comparazione con il resto dell'offerta si intende... che viceversa cresce sempre più agguerrita, 8 nuovi due stelle (34 totali) vorranno dire pur qualcosa ? O qui siamo tutti fenomeni a "percepire" la differenza reale tra un due e un tre stelle ? . Riguardo i problemi, MAI avuto problemi alle Calandre, in un modo o nell'altro... mi è sempre stato concesso di fare quello che il mio "lavoro" richiedeva e di questo ringrazio i fratelli Alajmo.

@Enzo Cassano
225 euro di solo cibo menù degustazione alle Calandre si spendono tutti i giorni, non solo a Natale... Acqua, vino e caffè a parte.

@Alfonso Isinelli
Se le Calandre è il Miglior Ristorante...anche qui poi "Ristorante" troppo generico... Cucina?Servizio?Accoglienza?Location? Dove li metti Pinchiorri, Dal Pescatore, Uliassi, Cracco, Gennarino...


Vuggì.

25 Dic 2008 | ore 21:26

Nella mia esperienza, che comprende anche i ristoranti da te citati (che amo tutti ognuno per la sua peculiarità), la somma di cucina, servizio, accoglienza, mi fa dire, non da oggi, che a Rubano c'è il miglior ristorante d'Italia.
Naturalmente è un parere personale...

25 Dic 2008 | ore 21:54

@Alfonso Isinelli
Giustissimo, tutto è soggettivo. Però tu stesso dici "non da oggi" bene, nel mio sintonizzare stellati quotidianamente, devo ricalibrare ogni volta le mie personali classifiche perchè, ed è solo un esempio il personale di talento si sposta (es: Giulia Tavolaro oggi da Scabin), e non sempre ci sono adeguati rimpiazzi... viceversa noto questa tendenza di gourmet e amici addetti ai lavori di non voler mai ridiscutere le loro personali classifiche a prescindere da cambiamenti e "manovre" di mercato, in taluni casi comparando visite datate 2008, con 2006, 2000, 1990... ;-) Il mondo della ristorazione di eccellenza evolve invece davvero in fretta ed il livello dell'offerta di conseguenza. Chiudo con una considerazione, non può esserci a mio parere la definizione di Miglior Ristorante in assoluto, perchè ognuno di noi avrà la sua idea che deriva da una serie di elementi soggettivi. Ma è bellissimo confrontarsi e discuterne pacatamente.

Certo Stefano nel 2009 abbandonata la statica poltrona Romana, avrà modo tornando prevalentemente on the road di "scoprire" come Le Calandre abbiano tra i 34 due stelle e non solo... tante valide alternative e competitor a partire, e lo ribadisco dal rapporto qualità/prezzo che nel 2009 sarà determinante sotto diversi aspetti.

Vuggì.

25 Dic 2008 | ore 22:32

Beh, anche con me Raffaele Alaimo non fu molto simpatico. Domanda: ma a certi livelli e prezzi ci si può permettere di essere ruvidi e schietti?

25 Dic 2008 | ore 23:10

@Francesco Annibali
Evidentemente fino ad adesso... SI , considerato che ha comunque le spalle coperte da un certo Massimiliano Alajmo... :) Oppure c'è qualcuno qui sopra che va alle Calandre per Raffaele ? :)

Vuggì.

25 Dic 2008 | ore 23:21

Sgombriamo subito la questione del prezzo: non ho preso un volo per New York, non sono andato alle Maldive ma con un Eurostar sono andato a Padova, alle Calandre.
Avrò speso meno, si o no?
Perché uno, con rispetto, non si mette prima a fare i conti in tasca a le migliaia di persone che hanno deciso di fare le vacanze oltre oceano?
Io, sarò banale, retrogrado, borghese e tutto quello che si vuole, le mie vacanze le ho fatte a Rubano e quindi...
Sul miglior ristorante.
Io penso che le Calandre siano un grande ristorante, la guida del Gambero Rosso, invece, ne ha premiati degli altri.
Io conosco gli altri e ho detto che in questo momento Alajmo è il migliore.
Sono io che lo dico in un blog, chiunque può argomentare diversamente, non c'è problema, tanto non cambio idea.
Raffaele è tosto, è antipatico a molti, ma è un pezzo importante delle Calandre, la sala.
Comunque le discussioni sui caratteri sono iniziate con Vissani, proseguite con Pierangelini... nulla di nuovo sotto il sole.

25 Dic 2008 | ore 23:45

Il migliore...e allora perché nella guida diretta da Lei per tanti anni é stato non dico snobbato, ma comunque relegato al quinto, quarto, terzo posto mai sul podio d'argento il che stride con il doppio salto mortale di Gennaro Esposito che in un anno ha scavalcato 10 posti o giú di lí. Essendo padovano é uno dei pochi stellati che ho visitato sin dai tempi in cui Raspelli con la guida Espresso gli affibiava i voti degni di un'osteria. Cosa manca agli Alajmo per essere i Roca italiani? E comunque un giretto per Padova, da cui manco da un po', poteva pure farselo...se non le interessano le cupole del Santo perlomeno per un caffé e una fetta di torta da Biasetto Padova valeva bene un giretto...
ps: trippette di baccalá alla parmigiana? Che significa...baccalá sminuzzato e gratinato al forno con mozzarella e pangrattato...la mia fantasia non riesce ad andare oltre

26 Dic 2008 | ore 01:38

Ma non sarebbe assai innovativo rinunciare a dare pareri senza utilizzare l’aggettivo “migliore”?
Il più grande, il numero uno. Ci sono decine e decine di aggettivi che qualificano il valore di una cosa senza pretendere di porla al di sopra di tutte. Alajmo è uno straordinario chef, un fuoriclasse, è un asso dei fornelli, è un eccezionale, raro, sublime, illustre protagonista della ristorazione. Ma che sia il più bravo… Chi è che si è potuto permettere di mangiare a tutte le stelle nazionali? Un ics di persone che probabilmente non sarebbe d’accordo sulle valutazioni. Come le hanno misurate, con quale unita di misura ufficiale?
Non sarebbe da responsabili proporre guide che non diano punteggi, stelle, forchette, cappelli. Che i vini non vengano centesimati e quindi che non ci sia qualcuno che un giorno si alza e dica: questo è il miglior vino del mondo, e un altro che replica: no, è 0,50 centesimi di punto inferiore… Si faceva così da ragazzetti: che è più forte Cucchiaroni o Scagnellato :–))
Nei commenti prevale la soggettività, dunque se non c’è un metodo scientifico che senso ha stilare classifiche numerali? Ci sono cuochi che fanno parte del paradiso dei ristoratori. Ci sono vini che sono nel loro gotha. Oggi ho pasteggiato con un vino da tre calici. Al mio palato due li avrei dati in testa a chi l’ha valutato così. Mi fido tanto del mio giudizio che sarei tentato di dire che sotto sotto vi sia un elemento di corruzione. Probabilmente sbaglio, ma se così fosse, ho l'idea cheil metodo delle classifiche ordinate favorisca le speculazioni, gli imbrogli. Inoltre, credo che sia un sistema di giudizio propedeuticamente sbagliato per la formazione del gusto, perché inserisce una diversificazione di giudizio fatta di sfumature dipendenti esclusivamente da proprio gusto, cultura ed esperienza. Elementi non applicabili a la globalità dei mangiatori/bevitori, ai consumatori attenti.
I 250 euro di Stefano sono serviti – se Stefano è stato contento di spenderli – a pagarsi il miglior ristorante di livello, per lui, e in quel preciso momento.

26 Dic 2008 | ore 01:58

Ma dire "per me è il migliore" è un modo giocoso, da bambini, appunto, per manifestare stima e contentezza.
Io mica devo stare attento a come scrivo e così come le guide vanno prese come indicatori di una tendenza, non certo la bibbia, così il singolo va ascoltato, nel mio caso come uno che ha palato e conosce tante tavole e tanti cuochi, ma poi ognuno è libero di dire la sua e tutti torniamo alle nostre caselle di partenza.
La paura dei voti e delle classifiche ci dovrebbe essere quando a farle è un neofita o uno che non ci azzecca proprio.
Per il resto sono utili e divertenti e bisogna saperle leggere.
Se di fronte a una classifica di vini - che è molto più difficile da decodificare - si possono avere dei dubbi ma alla fine vince sempre il proprio palato, per un ristorante vale l'esperienza sensoriale e ambientale complessiva e si può dire che il giorno di Natale Massimiliano Alajmo per me è stato il miglior cuoco d'Italia.
Era un gioco, così state tutti più rilassati :-))

26 Dic 2008 | ore 09:56

preferivo leggerla "prima". Qui sul blog è tutto più banale e i suoi commenti sono come quelli che si ascoltano al bar. In definitiva mi è parecchio scaduto Bonilli.

Addio

26 Dic 2008 | ore 10:18

@Claudio Sacco: io andai alle Calandre per andare alle Calandre. Dunque per cucina+servizio+ambiente (pure quello so&so), ecc...
@Bonilli: è vero, Raffaele non è il primo professionista antipatico della ristorazione italiana top. Ma è sbagliato ritenerlo un pedaggio da pagare, (o forse un surplus).
Se Pierangelini fosse educato e gentile avrebbe tutta la (eccessiva, a mio avviso) considerazione che ha? O forse utilizza il carattere per evidenziare, per contrasto, i piatti?

26 Dic 2008 | ore 11:43

Per concludere, credo che molti personaggi della ristorazione top dovrebbero guardare molto al Pescatore o Pinchiorri.
Il titolare del Pescatore è il caposala più signorile e professionale che si possa immaginare, e da Pinchiorri ti trattano come se fossi l'Imperatore del Sacro Romano Impero.
O anche Perbellini: ero nella saletta a sx, l'altro tavolo c'erano Vizzari e Robuchon.
E ci trattarono - noi benemeriti sconosciuti e l'altro tavolo - nello stesso identico modo...

26 Dic 2008 | ore 11:56

Anch'io caro Direttore mi trovo spesso a discutere con amici sulle spese - a loro dire - folli che sostengo per alcuni ristoranti. Ma per me le esperienza fatte da Alaimo, Vissani, Pierangelini, Bottura e tutti gli altri equivalgono a "vacanze" memorabili. E poi una sera da Alajmo costa meno di un fine settimana a Milano Marittima! E io scelgo il primo...

26 Dic 2008 | ore 15:50

Per Bonilli questo e' il migliore ristorante del momento. Non penso che la soggettivita' di un giudizio possa essere messa in discussione.

Buon Natale e complimenti per il reportage.

26 Dic 2008 | ore 16:08

è un piacere risentire Bonilli
anche grazie a Sigrid per gli aggiornamenti sul sito del Papero Giallo

26 Dic 2008 | ore 16:35

Addio.
Ho sempre adorato i bar :-))

26 Dic 2008 | ore 17:08

Hulk è un incredibile coglione!

ps: Lasciatemelo dire.. Tanto Hulk non legge più il blog.

27 Dic 2008 | ore 22:11

Urca, anche per Natale siamo livorosi!! Io ho un ricordo poco piacevole delle Calandre, un servizio pessimo, un vino sgradevole fatto notare subito, un sommelier che è d'accordo(non dico un vino difettato, ma sgradevole, attenzione!)un bicchiere scelto dalla carta per completare il pasto, il tutto rigorosamente nel conto. Dal Pescatore o da Pinchiorri non sarebbe MAI successo. Detto questo, mi guardo bene al momento di stroncare la famiglia Aljmo, devo indubbiamente tornarci e capire meglio. Non ho capito perchè Bonilli era autorevole se scriveva sul Gambero Rosso e non lo è sul Papero Giallo..potere dei mass media:-)))

28 Dic 2008 | ore 22:05

Raffaele Alajmo è juventino, quindi simpaticissimo....
Così si continua con i commenti da bar :)

29 Dic 2008 | ore 10:10

@All
Riguardo lo "spendere" al ristorante... si possono spendere 300€ a persona dove si vuole...credo di aver speso 3.000 euro OGNI mese in ristoranti (solo per pranzo) nel mio primo anno di "rodaggio", volevo solo far presente che gli Alajmo dovranno considerare maggiormente nel panorama complessivo della ristorazione di eccellenza il loro rapporto qualità/prezzo perchè Pinchiorri alle stesse cifre e lo avete confermato anche voi, offre un accoglienza e una centralità del cliente che batte le Calandre 5 a 1.

@Francesco Annibali
Quoto in toto il tuo intervento #18 e sono contento per la tua esperienza da Perbellini.

@Rob78

Evidentemente non basta essere Juventini per ereditare la classe di Giovanni Agnelli, come evidentemente non basta essere il fratello di Massimiliano Alajmo per consacrarsi a grande "Patron" , maestro di accoglienza, fine regista , governatore di sala, ed abile PR...

Ma per Bonilli Raffaele è un "pezzo" importante delle Calandre, bene allora gli consiglierei di pensare ai 10 nomi che seguono;
Valutare le caratteristiche del Patron ideale per Accoglienza, centralità del cliente, disponibilità, regia e governo di sala, conoscenza lingue internazionali, attitudini relazionali (sintonia/empatia/pr).

e nella classifica inserire Raffaele...

Mi vengono in mente al volo... 10 persone dalle quali il bravo Raffaele con un bel bagno di umiltà avrebbe solo da imparare...

Antonio Santini, Katia Uliassi, Carlo Sacco, Angelo Valazza, Giorgio Pinchiorri, Itala Brovelli, Pino Possoni, Giorgio Chiesa, Paola Bertinotti, Davide Ostorero.

Vuggì.

29 Dic 2008 | ore 10:53

VG, quelle che hai elencate mi sembrano più caratteristiche da maitre che da patron. Il patron deve fare una cosa al meglio: tirare avanti la baracca. Credo che in questo Raffaele sia un maestro senza pari viste che tutto quello che tocca diventa oro. Penso a tutte le attività Alajmo-correlate, dalla Calandre fino alla Montecchia (fresca di stella). In questo successo, molto merito spetta indiscutibilmente a Raffaele Alajmo. Non sta simpatico a tutti, è vero. Ma sa fare il suo lavoro. Personalmente lo trovo un uomo di grande carisma, le volte che ho avuto la possibilità di parlarci l'ho sempre fatto con grande piacere: è un diesel, quando ci entri un poco in confidenza risulta una persona piacevolissima.:)
Poi i nomi che tu hai elencato non sono certo da meno, tutti grandi o grandissimi professionisti.

29 Dic 2008 | ore 13:24

io ho cenato un martedì di 4 anni fa. eravamo in 3 amici,costo della serata 230euro a testa. secondo me ben spesi, soprstutto vini,dessert e distillati. sicuramente posto da frequentare x curiosità, visto che al dolada ottima serata a 100 euuro cadauno, dal pescatore 150 euro 2 anni fa meritatissimi ecc..ecc.. sicuramente grande chef xrò costi sull'onda della notorietà. un saluto.

29 Dic 2008 | ore 16:00

Può darsi che Sacco non abbia problemi con Raffaele Alajmo, io penso che li abbia ma comunque non è questo il problema :-))
Il problema è se alle Calandre si sta bene oppure no.
Il prezzo conta meno, è importante, è vero, ma nello stare bene è l'elemento finale, cioè si ritorna a pensare al prezzo nel caso non si sia stati bene.
Ma c'è anche da aggiungere che non succede che uno capiti per caso alle Calandre, primo perché la sera non troverebbe posto, poi perché tutti, se vanno in certi ristoranti, il prezzo lo chiedono agli amici o guardando internet.
E a proposito di prezzi, di costoso o meno costoso un primo piatto a 95 euro in carta da Pinchiorri dovrebbe essermi indifferente perché sono gentili?
In realtà a un certo livello di ristorazione il rapporto tra cliente e ristoratore non è puramente mercantile e comunque, anche se le leggi del mercato ultimamente hanno fatto tilt, se le Calandre fanno fatturato e sono piene vuole dire che per ora il rapporto di prezzo e qualità e le leggi della domanda e dell'offerta funzionano.

29 Dic 2008 | ore 17:40

@Rob78

Maitre... i nomi che ti ho fatto... diciamo che si a differenza di Raffaele forse non prendono la comanda al tavolo con il blocco notes come nella trattoria da camionisti... quindi si, hai ragione fanno un altro mestiere ;-)
Vedi Raffaele si è trovato un azienda avviata (di famiglia) ... addirittura un ristorante già stellato, dell'elenco che ti ho fatto invece tutta gente o quasi che la storia di questo mestiere... spesso l'ha scritta, meritando in PRIMA PERSONA. Poi valuta tu...

@Bonilli
Nessun problema personale con Raffaele, ma visto che era apparso qua sopra (lui che si autodefinisce NOBLOGal) volevo "stuzzicarlo" per farcelo rimanere... ma vedo che non commenta, ma sappiamo che legge. Questo ci basta... ;-)

Vuggì

29 Dic 2008 | ore 18:21

Perché? La comanda al tavolo da tre stelle si deve per forza ricordare a memoria o scrivere su una pergamena dorata? :-)))

30 Dic 2008 | ore 10:59

Ma no, il blocco di carta va bene solo che a Sacco è antipatico Raffaele - nega, poi si tradisce con notazioni puerili - e a Raffaele è antipatico Sacco.
Cose viste mille volte nel mondo della gastronomia :-))

30 Dic 2008 | ore 11:28

Capisco che certe cifre vista questa aria di crisi appaiono eccessive , eppure mi trovo d'accordo con Bonilli . A certi livelli la ristorazione puo' costare molto : io sono reduce da un pranzo con moglie e 2 figli da Blumenthal e la cifra spesa , per me importante a distanza di oltre un mese mi appare del tutto giustificata . Certo la cucina ( sono un autodidatta ) e' una mia passione e questo spiega molto , ma allora che dire di telefonini auto , abbigliamento e sopratutto ristor, pizzerie etc etc dove si spendono 30/40 euro assolutamente ingiustificati frequentati con assiduita' da perone che poi stigmatizzano i 200euro dei grandi ?? Sono comunque d'accordo che a certi livelli il servizio (e la cortesia ) debbano essere impeccabili e questo a mio modo di vedere sara' uno degli elementi decisivi a condannare i "finti grandi"

31 Dic 2008 | ore 11:21

@VG
che palle! quanto sei pesante!

E' un blog, anzi è il blog di Bonilli, sarà padrone di scrivere qwuello che cazzo gli pare? Se io sto su questo blog, è perché ritengo che sb scriva le proprie esperienze, le proprie storie, le proprie informazioni e soprattutto le proprie opinioni in completa autonomia... e questo ciò che mi piace.

Frequento questo blog perché mi permette di conoscere il modo di pensare di una persona.

Mi rompe che te debba per forza convincerci del contrario... neppure nel proprio blog si è liberi?

sb ritiene il ristorante il migliore, punto. so chiaramente che quella è la sua opinione, punto.

noi sei daccordo? una riga qui va bene pure scriverla, tutte le altre per favore scrivile sul tuo blog.

Ah scusa se ti parlo e non ho due bottiglie "di tono" al seguito.

02 Gen 2009 | ore 00:06

@mario ruoppolo
Interessante anonimo... vieni che ti aspetto.

Problemi con il vino cartonato ? Ne hai bevuto troppo il 31 notte credo.

Stai sul fisso de tang che potresti incrociare orang un giorno...

Io scrivo quando mi pare e dove mi pare.

Ricchiodegometa.

Vuggì.


02 Gen 2009 | ore 13:05

@vg

lo sapevo già che eri così, cmq grazie per la squisita conferma... e te saresti il nuovo che avanza? non avevamo propio bisogno di gente come te...

contraccambio gli auguri e le minacce...

e aggiungo che mi fai pena

02 Gen 2009 | ore 14:59

Segnalo che al Fat Duck si pagano 122 sterline (ormai circa 125 euro) per il menu degustazione. Dato che e' unanimemente considerato uno dei migliori ristoranti del mondo, situato non nella provincia della provincia ma a un tiro di schioppo da una delle metropoli piu' grandi e ricche del mondo, mi sembra che il commento di VG sulle 'tariffe' - con tutto il rispetto per le Calandre- sia fattualmente corretto.

02 Gen 2009 | ore 17:40

@mario ruoppolo
Fai poco lo spiritoso, stai facendo tutto tu e da solo. Ricambi quali auguri ?
Che tristezza...
Continua a giudicare le persone senza averle mai incontrate che sicuramente avrai un vita serena.
Io continuo a viver delle mie pene, che vivo benissimo.
Fissi i topi!

02 Gen 2009 | ore 17:50

1)Anche secondo me Le Calandre (e non certo per la location) è il miglior ristorante italiano (e tra i migliori al mondo): almeno 2 volte l'anno, da 6 anni circa, cerco di andarci perchè è in grado, ogni volta, di emozionarmi. 2)Raffaele con noi (che non siamo del settore nè siamo giornalisti) è sempre stato ironico, squisito e alla mano (anche facendoci compagnia dopo cena, nella saletta privata, fino alle 4 di mattina... se non è disponibilità questa!). 3)Visto che vengono fatti dei confronti, aggiungo che Pinchiorri è più caro e quando ci sono andata sono uscita poco convinta, infatti non ci torno più (il ristorante, comunque, mi sembra più adatto a turisti americani o giapponesi ed è la stessa sensazione che ho provato in certi famossimi e pluristellati ristoranti di Parigi: il servizio è impeccabile ma sei solo un numero, quello del tavolo. 4)Come si fa a paragonare Massimiliano con Cracco ...un abisso. 5)Riconosco un gran valore a chi fa da mangiare benissimo, ogni giorno, in maniera costante, perchè è molto difficile e faticoso (nelle città turistiche è facile avere sempre il ristorante pieno 6 giorni su 7, ma in periferia...).
5)Anche per me e mio marito andare al ristorante è una gioia, è una vacanza, è un sogno: paghiamo volentieri 200/250 euro se abbiamo provato delle emozioni e se usciamo felici, ricordando anche dopo molto tempo i piatti e le sensazioni provate; se mangiamo normali pietanze, magari ben fatte ma nulla di più, siamo scontenti anche se paghiamo "solo" 100 euro.

07 Gen 2009 | ore 14:45

ma c'è ancora qualcuno che ascolta Sacco??????

ah ah ma dai come si fa solo ad ascoltarlo.... va beh dai lasciamo perdere...

13 Gen 2009 | ore 15:06

ha tutti quelli che commentano i prezzi delle calandre gli dico di guardare i prezzi di pinchiorri,ho lavorato alle calandre e gli alajmo sono persone fantastiche a differenza di questo sacco...che perde l'obiettività perche raffaele gli e antipatico..Non si puo essere tutti amici e tutti d'accordo ma essere obiettivi quello si..Impara sacco...

30 Gen 2009 | ore 16:11

Certe persone mi fanno ridere. Invece di tirare fuori argomentazioni valide ed efficaci per una sana discussione, denigrano gli altri in perfetto stile nostrano o decidono cosa può essere scritto, stabilendo anche il numero di righe, sul blog di una terza persona, utilizzando toni decisamente forti. Non capisco se dietro ci siano rosiconi (te saresti il nuovo che avanza? non avevamo propio bisogno di gente come te) oppure persone che non hanno "digerito" qualcosa (Ah scusa se ti parlo e non ho due bottiglie "di tono" al seguito) o sono solo mosse che definirei editorial-politiche (ma c'è ancora qualcuno che ascolta Sacco?????? ah ah ma dai come si fa solo ad ascoltarlo.... va beh dai lasciamo perdere...). Meglio seguire l'esempio del Papero giallo che argomenta con intelligenza, crede in ciò che scrive e sa some farlo.

30 Mar 2009 | ore 17:20

Certo che metterci 3 mesi per rispondere a Sacco..... Qualcuno nel frattempo potrebbe essere perfino morto!

30 Mar 2009 | ore 18:38

Mi scuso, ma conosco da oggi questo interessante blog! Speriamo che nessuno sia morto :-) Comunque non ho risposto a Sacco, ma a chi lo criticava. Mi piace il suo sito, come quello di altri. Sono un appassionato di questo mondo e non mi piace un certo modo di discutere. Credo sia inutile e dannoso.

30 Mar 2009 | ore 19:24

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