14
Dic 2008
ore 19:01
ore 19:01
Il fascino perduto dei blog
Qual è l'utilità di un blog come il Papero Giallo?
Quella di essere uno spazio di ragionamento su temi attinenti in prevalenza al cibo, poco al vino, spesso alla varia attualità.
Nell'ultimo mese però i visitatori del Papero Giallo e gli interventi sono diminuiti e più d'uno ha attribuito a Facebook questo calo di appeal.
Può darsi che l'immediatezza di quella piattaforma abbia spostato attenzione, persone e modo di comunicare dai blog alla lavagna elettronica.
Io stesso dedico un discreto tempo a Facebook ma non credo che quello sia lo spazio per ragionare, piuttosto è una lavagna dove si scrivono e leggono rapidi appunti, spesso cazzeggio, quasi sempre noia.
Ottimo per organizzare rapidamente piccoli eventi e riunioni, nel nostro caso riunioni gastronomiche, Facebook non è luogo di ragionamento.
E' forse per questo che si sta riempiendo di cuochi, ristoratori, uomini del vino e giornalisti?
Già, perché ho notato che lì ci sono con la la loro Face in bella mostra e intervengono i cuochi e ristoratori come Mauro Uliassi, Gualtiero Marchesi, Christian Costardi, Mauro Parizzi, Raffaele Alajmo, Walter Tassa, Maurizio Santin, Ugo Alciati, Nicola Cavallaro, Walter Ferretto, Cristina Bowerman ecc... ma anche i giornalisti del settore come Luigi Cremona, Paolo Marchi, Tommaso Farina, Marco Gatti, Licia Granello, Paolo Massobrio, Gigi Padovani, Luciano Pignataro ecc...
Quella di essere uno spazio di ragionamento su temi attinenti in prevalenza al cibo, poco al vino, spesso alla varia attualità.
Nell'ultimo mese però i visitatori del Papero Giallo e gli interventi sono diminuiti e più d'uno ha attribuito a Facebook questo calo di appeal.
Può darsi che l'immediatezza di quella piattaforma abbia spostato attenzione, persone e modo di comunicare dai blog alla lavagna elettronica.
Io stesso dedico un discreto tempo a Facebook ma non credo che quello sia lo spazio per ragionare, piuttosto è una lavagna dove si scrivono e leggono rapidi appunti, spesso cazzeggio, quasi sempre noia.
Ottimo per organizzare rapidamente piccoli eventi e riunioni, nel nostro caso riunioni gastronomiche, Facebook non è luogo di ragionamento.
E' forse per questo che si sta riempiendo di cuochi, ristoratori, uomini del vino e giornalisti?
Già, perché ho notato che lì ci sono con la la loro Face in bella mostra e intervengono i cuochi e ristoratori come Mauro Uliassi, Gualtiero Marchesi, Christian Costardi, Mauro Parizzi, Raffaele Alajmo, Walter Tassa, Maurizio Santin, Ugo Alciati, Nicola Cavallaro, Walter Ferretto, Cristina Bowerman ecc... ma anche i giornalisti del settore come Luigi Cremona, Paolo Marchi, Tommaso Farina, Marco Gatti, Licia Granello, Paolo Massobrio, Gigi Padovani, Luciano Pignataro ecc...
Molti di loro hanno anche un blog, altri compaiono inaspettatamente su Facebook, vedi Marchesi.
Certo, ci sono blog che invece di diminuire il traffico lo aumentano, specie quelli in lingua inglese come Delicious o come quello di Gourmet, il più bello a livello internazionale, o come uno dei più visti tra quelli italiani di cibo, quello di Sigrid Verbert, ma il successo è dato dal fatto che sono belli e ricchi di foto e ricette e la gente per queste cose va pazza.
Ma il Papero Giallo è stato fino a oggi uno spazio di ragionamento e in questo spazio i cuochi e ristoratori di cui ho fatto il nome non sono intervenuti mai o raramente.
Forse non sanno cosa dire?
Non lo credo perché quando ci si incontra scopro che il blog lo leggono e da dire hanno molto.
Forse non credono nel web?
Non credo neppure a questo perché poi si affacciano su Facebook.
In realtà lo strumento blog è stato visto da una gran parte della ristorazione, dopo una prima fase di disorientamento, come uno strumento pericoloso, quasi nemico perché ha dato la voce ai clienti trasformandoli in commentatori, recensori, giudici.
Certo, ci sono stati alcuni che hanno usato il loro blog come una clava ma nella maggior parte dei casi le cronache dei pranzi erano ben fatte, interessanti, le prime foto dei piatti orribili quanto a tecnica ma utili per far circolare l'informazione.
E allora perché questa avversione? Perché in molti ristoranti hanno cominciato a vietare le foto ai piatti?
Perché questa critica naif non aveva nessuna forma di internità, non era parte di quel mondo e questo spaventava.
Ma questo continua a non spiegare il silenzio costante, qui e altrove, di molti cuochi e ristoratori che anche se stimolati dai temi non sono mai intervenuti per dire la loro.
In realtà il blog è molto più impegnativo di quel che si immagini perché se si interviene non lo si può fare con una battuta, bisogna articolare un ragionamento, Facebook invece invita al cazzeggio.
continua...
Certo, ci sono blog che invece di diminuire il traffico lo aumentano, specie quelli in lingua inglese come Delicious o come quello di Gourmet, il più bello a livello internazionale, o come uno dei più visti tra quelli italiani di cibo, quello di Sigrid Verbert, ma il successo è dato dal fatto che sono belli e ricchi di foto e ricette e la gente per queste cose va pazza.
Ma il Papero Giallo è stato fino a oggi uno spazio di ragionamento e in questo spazio i cuochi e ristoratori di cui ho fatto il nome non sono intervenuti mai o raramente.
Forse non sanno cosa dire?
Non lo credo perché quando ci si incontra scopro che il blog lo leggono e da dire hanno molto.
Forse non credono nel web?
Non credo neppure a questo perché poi si affacciano su Facebook.
In realtà lo strumento blog è stato visto da una gran parte della ristorazione, dopo una prima fase di disorientamento, come uno strumento pericoloso, quasi nemico perché ha dato la voce ai clienti trasformandoli in commentatori, recensori, giudici.
Certo, ci sono stati alcuni che hanno usato il loro blog come una clava ma nella maggior parte dei casi le cronache dei pranzi erano ben fatte, interessanti, le prime foto dei piatti orribili quanto a tecnica ma utili per far circolare l'informazione.
E allora perché questa avversione? Perché in molti ristoranti hanno cominciato a vietare le foto ai piatti?
Perché questa critica naif non aveva nessuna forma di internità, non era parte di quel mondo e questo spaventava.
Ma questo continua a non spiegare il silenzio costante, qui e altrove, di molti cuochi e ristoratori che anche se stimolati dai temi non sono mai intervenuti per dire la loro.
In realtà il blog è molto più impegnativo di quel che si immagini perché se si interviene non lo si può fare con una battuta, bisogna articolare un ragionamento, Facebook invece invita al cazzeggio.
continua...







molti sono più per il cazzeggio,purtroppo, vedi anche i vari forum,GR compreso, la maggior parte dei post sono nella piazza, forse per pigrizia , forse per la "paura" del confronto, ma fatto stà che tutti leggono tutti!....continua.....
lo stesso vale anche per il vino, anche se piano piano si comincia a vedere uscire fuori dalla tana qualcuno.
Io credo che in questo atteggiamento ci sia una paura, molto italiana, di ragionare alla luce del sole, di farsi dei nemici perche' se uno prende parte facilmente diventa "nemico" dei sostenitori dell'altra parte.
E' sempre la storia Guelfi e Ghibellini se ci pensi, che continua ad incatenarci all'infinito.
secondo me la gente non ha voglia di confrontarsi, di discutere e dialogare veramente.. per questo FB ha fatto questo grande successo.. non c'è uno spazio per il vero confronto.. lo vedo come un bel mezzo per farsi "gli affari degli altri" e alla gente in fondo piace questo.. ci potrebbe essere molto di più ma chi è presente su FB non credo lo voglia.. preferisco di più i forum rispetto ai blog per avere un vero confronto forse perchè percepisco il blog come un diario personale nella maggior parte dei casi..
I blog-diario sono la maggior parte, ce ne sono a migliaia e non li legge nessuno.
E' divertente, invece, provare a ragionare con gli altri e cercare di capire cosa sta accadendo attorno a noi.
Una fatica grande perché bisogna dedicare un po' di tempo e un po' di testa e magari si è stanchi o non si ha nulla da dire.
Ecco, nell'ultimo periodo mi sembra come si sia spenta la luce, tutti si guardano attorno non capendo bene cosa sta accadendo.
La parola crisi ormai non spiega più nulla, è usurata e porta anche sfiga.
Di certo davanti ai nostri occhi sta cambiando il panorama e, anche se non lo vogliamo, stanno cambiando anche le nostre vite.
Beh, smettere di cazzeggiare cinque minuti vale la pena.
Noo???
Appunto............
Certo Facebook invita a cazzeggiare e perchè no a distrarsi cinque minuti. Io (ristoratore) uso spesso la chat (cosi almeno gli altri non ti possono leggere) per confrontarmi e dialogare con i vari colleghi (anche quelli nominati sopra). In questo senso trovo molto utile Fb perchè mette tutte le persone allo stesso livello, per spiegarmi meglio: io (sconosciuto) posso chiedere un consiglio ad un bistellato e me lo da. I vari blog spesso sembrano degli incontri fra filosofi e psicoanalisti (basta leggere come si firmano). E poi per un mese si discute solo perchè uno ha mezzo punto in meno dell'altro e perchè la stella li e la stella la. Alla fine sembrano tutti frequentatori dei soliti 10-15 ristoranti. Anche per questo spesso mi sono detto cosa mi metto a scrivere....
Credo che l'osservazione di Walter sia più che pertinente sia per quel che riguarda i soliti noti, sia per le interminabili discussioni sul mezzo punto in più o in meno ma credo che tutto questo sia il passato.
Oggi c'è bisogno di discutere di problemi veri, sia con l'ottica del cliente - e per un ristoratore è utile ascoltare e intervenire - sia con l'ottica del ristoratore.
Facebook è un luogo divertente ma caotico, leggere Te sul Tuo blog è come avere una conversazione personale :)
buongiorno! io sono qui a leggere... e a provare a ragionare ;-) mi ritrovo molto in quello che dici. faccio spesso un giretto sui blog che preferisco ma esattamente come (ancor più raramente) faccio zapping. spesso amo le foto che vi trovo anche se ormai ce ne sono tante, troppe di belle, che spesso non bastano a incantare e a tenere in piedi il resto... non sono su facebook, non mi va: l'userei come la mail o il telefono quindi non vedo perchè aggiungere una complicazione in più.
penso che perlopiù abbiano successo i blogger che continuano a proporre esattamente il clichè che sanno viene richiesto loro.
ci sono rari casi di blog in cui, con armonia, si mescola sensibilità, conoscenza e la giusta autoironia. ne conosco qualcuno perlopiù tra coloro che scrivono (senza foto, nè tantomeno sono foodblog), ma del resto i gusti sono opinabili, visto che piace ciò in cui ci si riconosce o ciò che non si ha.
tra i lettori silenti (ma costantemente presenti) si nascondono spesso predatori senza scrupoli ma fa niente... forse c'è anche quello che si dispiacerebbe sinceramente se tu smettessi di scrivere.
del resto è come aprire le porte di casa e poi pretendere che chi ci entra sia gente di un certo tipo, selezionata, magari intelligente e con un po' di garbo e non solo banale, predona o laccaculo.
è come cucinare una cena e ingenuamente aspettare sempre e comunque il piacere e l'approvazione dei commensali... meglio sarebbe invitare chi ci va e non anche chi si deve e auspicare in uno scambio e non solo nell'autocelebrazione.
forse bisognerebbe continuare a fare per il piacere di fare, per continuare a far parlare la passione, lontani da pressioni, giudizi, calcoli e malignità. ma non è facile. soprattutto se la passione si mescola col lavoro e il lavoro necessita di relazione.
ok... forse era meglio che mi bevessi un caffè per schiarirmi le idee, prima di scrivere, eh? ;-)
Il Tuo blog è nettamente diverso dagli altri. Per me è un riferimento nei momenti di pausa che voglio usare creativamente, per pensare ... Il Papero Giallo è il blog in cui commento di più, perchè pone delle domande interessanti. E' anche il blog che leggo di più, perchè oltre al Suo contributo ci sono tutti i commenti dei lettori che non sono certo irrilevanti.
Molto però è legato alla disponibilità di tempo.
Su cosa vogliano i lettori di blog, mi astengo. Per me è ancora un mistero. Posto che solo una piccola percentuale dei lettori si dedica anche ai commenti, nel mio piccolo ho cercato di invogliare i commenti ma senza risultati.
I foodblog che vivono più di foto che di contenuti per me sono uno specchietto per le allodole. Se è un foodblog, il food dovrebbe essere al centro dell'attenzione.
E' vero, la disponibilità di tempo è una variabile importante della quale tenere conto ma penso che un altro elemento, sottolineato negli interventi di Roberta e Rossella, sia anche l'importanza del dialogo tra partecipanti al blog.
E questa mi sembra la cosa più difficile da creare perché molti sono come sordi, scrivono il loro intervento senza badare agli altri e stabilire un dialogo e questo si nota e rende il dibattito-ragionamento spezzettato.
complimenti stefano, l'analisi più lucuda del momento facebook vs blog che abbia letto in giro, bravo!
e sarei più ottimista, mi pare che le discussioni siano sì meno ma anche concentrate su temi più specifici
Se non saprà continuamente rinnovarsi con tante e tante salutari potature anche il mondo blog-forum-FB perirà per autoimplosione,per raggiungimento di "massa critica". Non ho nè la preparazione nè le credenziali per analizzarne motivazioni e dinamiche ma a pelle percepisco un senso di confusione nel navigare fra i milioni di pagine, di voci, di giochi a nascondino, identità celate. Come già dissi il bene della pluralità diventa sempre più spesso ridda di voci dalle quali, a poco a poco scema, l'idea per far posto al rumore. Se agli albori si leggevano pareri circostanziati, analisi costruttive che contribuivano alla propria ed altrui crescita, che improvvisamente allargavano un orizzonte, proponevano un nuovo taglio analitico ora diventa sempre più difficile liberarsi dal cospicuo rumore di fondo; come un vecchio topo da biblioteca mi ritrovo a centellinare opinioni, recensioni, osservazioni, informazioni sempre e solo più presso quelle firme di sostanziale attendibilità, competenza, onestà e mi spingo fino alla buona fede. Con questo non voglio minimamente mettere in dubbio alcunchè e soprattutto ciò che non conosco, ma in tempi purtroppo sospetti ogni spicchio di apparente luce deve essere filtrato da un quantomeno latente, possibile conflitto di interessi. Ho sentito dire da una ristoratrice "ho il terrore che giunga.....(nome e cognome ovvero il blogger di turno n.d.r.) che con quattro righe e/o qualche foto o mi osanna o mi smonta il locale. Ha visto cosa a fatto con...." Ecco una volta c'erano solo la repressione frodi, la finanza o i Nas ora in quegli incubi rientrano i mille rivoli di una rete da cui, a leggerla bene tutta, poche volte se ne esce con un'idea coerente. Non voglio demonizzare questa enorme ricchezza, che continua a rimanere tale, ma solo mettere in guardia da una probabile malattia autoimmune nascosta nel concetto stesso di pluralità della rete e per la quale, almeno in pubblico, non ho ricette salvifiche. Solo nel mio piccolo tento di discernere, di informarmi di provare sul campo, parecchie volte tentando e riuscendo a confrontarmi de visu con uno o più interlocutori perchè questa nostra passione è e rimane una esperienza plurisensoriale fatta di sapori, profumi, di tatto vista ed udito e della quale ti puoi solo portare dietro un ricordo che fatalmente e pian piano appassirà per cui è bello poterlo tradurre pur nella stretta ed insufficiente griglia delle parole con il racconto che può diventare critica, saggio, monografia analisi tecnica e sensoriale a seconda delle inclinazioni, preparazione, competenza di ognuno. Aggettivi come buono cattivo, bello brutto elegante, rustico, dozzinale, caro, costoso, a buon mercato...ecc se non confortati da un’attenta e circostanziata documentazione e preparazione critica rimangono come luoghi e coordinate manzoniane ovvero purissimi accidenti.
Saluti
Pier
Mi ricordo che un ristoratore qui un po' di tempo fa aveva detto che preferiva FB perché lì dialoghi con persone reali con nome e un volto e non con anonimi nascosti dietro nomi inventati e incomprensibili. In realtà si può stare su FB anche con identità false, ma probabilmente la maggioranza non lo fa. Sicuramente questo ha il suo peso sul modo in cui si comunica e sul modo evolvono le relazioni.
Tutto questo trasferimento di attività e cazzeggio su FB fa anche in modo che quelli abituati a passare a dare un'occhiata ai blog e forum in ogni momento libero per vedere che c'era di nuovo trovino sempre meno movimento. E allora si passa sempre meno, si scrive sempre meno. Io ad esempio noto che in questo periodo mi dedico di più ad altre attività e chi si lamentava del fatto di trovarmi un po' ovunque a dire la mia, sarà contento perché mi vede meno. Alla fine qualche vantaggio c'è. :-)))
Comunque vedere internet quasi solo per cazzeggio e chaicchiericcio invece che per scambiare informazioni e opinioni anche articolate mi pare molto italiano. A voi no?
mi pare interessante il breve testo di Giovanni Floris su Facebook, ne riporto i passaggi salienti: "chi si iscrive porta in dote i propri amici, accetta che questi siano noti a tutti, espone se stesso alla chiacchiera altrui, rende noto a tutti quello che ritiene di essere e quello che ritiene di volere. Internet come la piazza del paese, in cui tutto va condiviso, nessun segreto rimane tale, nessune relazione rimane esclusiva. Hai chiuso un rapporto nel passato, pensi di esserti liberato di una persona? Quest'ultima ti può riafferrare in ogni momento, e il fatto che l'iscritto possa accettare o rifiutare l'amicizia altrui non garantisce, perché anche un 'no' è una scelta di relazione: se qualcuno non riuscirà a farsi accettare come amico, potrà comunque considerarsi tuo nemico. Insomma, Facebook come uno squarcio sul futuro, ma anche come uno squarcio sul passato. Sui tempi in cui ognuno sapeva tutto di tutti e se non era vero poco importava". Una visione piuttosto pessimista e conservatrice, probabilmente, ma certo non priva di elementi condivisibili.
Io uso il telefono per motivi pratici e faccio telefonate brevi.
Accendo la televisione la sera per i telegiornali e poi passo ad altro se non c'è - come in generale non c'è - nulla di interessante.
Uso internet come tutti per la posta, leggo i siti che ho segnato come interessanti, gestisco un blog e sto su facebook.
In tutte queste attività sono io che scelgo, non è lo strumento che uso a scegliere me.
In particolare - e questa discussione ne è un esempio - lo scambio di idee con persone conosciute e non diventa interessante quando è scambio e di idee e non di cazzate.
Ecco allora che non per caso i ristoratori rimangono ai margini, anche se in molti leggono, perché preferiscono non manifestare le loro idee.
La scelta mi sembra suicida perché nel prossimo futuro avranno bisogno di molte idee, non solo di cucinare bene.
Sono d'accordo con Floris, in FB avverto tanta puzza di provincialismo. Essendo cresciuta in una piazza di trecento persone, so di che si parla. La piazza funziona bene per chi ha tanta voglia di esibirsi e non teme il giudizio degli altri. In questo Fb può avere persino una funzione terapeutica, può aiutare a sbloccarsi, a mettere fuori la testa. Purtroppo lo si fa per il nulla o per il poco (una cena, due cene?). In questo senso sta vincendo anche nella rete il modello culturale berlusconiano, quello della televisione commerciale, della leggerezza, del consumare nell'attimo, dell' affermare un'identità purché essa sia. Non vale più il vecchio detto "mi si nota di più se ci sono o se non ci sono?". Se non ci sei, non esisti, se non batti un colpo ogni tanto sei squalificato, è sempre più l'apparire invece dell'essere. E' la schiuma. Se questa è la socialità di milioni di persone, c'è da tremare. Tutti felici, tutti soli, tutti rassicurati di esistere almeno su fb. In questa prospettiva il blog è quasi residuale, troppo pesante, impegnativo, verrà schiacciato dalla leggerezza
Vedere feisbuk soltanto in negativo significa non averne compreso per niente lo spirito, l'utilità.
Leggo paradossali commenti, alcuni anche autorevoli, dove si parla di mostro da cui si rischia di essere divorati...mah, sembrano commenti fatti da chi non lo ha mai utilizzato...
Io vedo feisbuc in negativo per me; per altri può andare senz'altro benissimo. Mi dispiacerebbe solo se fagocitasse completamente la comunicazione via web tra persone interessate a uno o all'altro argomento, perché a volte escono discussioni interessanti su blog e forum.
Sinceramente, faccio fatica a comprendere le visioni negative...l'ha già detto Bonilli, sono io a decidere cosa fare e cosa non fare di tutti gli strumenti web...
Scusa, me ne accorgo solo ora...ma ho inviato...
Altra cosa blog e forum; con le dovute distinzioni, però!!!
spesso i forum sono infestati da troll che rendono difficoltosa qualsiasi discussione, mentre il blog permette (non garantisce) un migliore sviluppo dei discorsi.
Io ho provato a iscrivermi a Facebook, poi ho tolto tutto perchè non riuscivo a vedere nulla oltre il pettegolezzo o il piacere (tipico della piazza del paese appunto) di impicciarsi degli affari di tutti, non importa se sciocchini... un po'come chi guarda i programmi di Maria de Filippi, per intendersi. Ho chiesto ai miei figli perchè non mi avevano accettato come amico e giustamente la risposta è stata.... perchè poi ti impicci dei miei affari!!!!
Non so forse non ho capito la potenzialità ma la posta elettronica e msn mi sembrano più che sufficienti per comunicare, mentre il blog mi piace per leggere ragionamenti (quei pochi che sul blog ragionano :-)...
Adesso me li vado a cercare su Fb i cuochi, e non solo, e chiedo loro se vengono qui a spiegare perché si sono buttati a pesce su Fb mentre dai blog sono sempre rimasti distanti e silenziosi :-))
a me il mondo dei blog sembrava stanco già da un pò e prima ancora dell'avvento di "Feisbuc", non vedo per quale motivo bisogna stare a fare inutili paragoni con due sistemi di comunicazione completamente differenti.
C'è un era per tutto, lo è stato per Newsgroup, lo è stato per i forum e lo è stato anche per i blog.
Amen.
Mucca
se la loro scelta si rivelerà suicida saranno... rogne loro! ;-)
chi diceva:"la pena viene tardi, ma silenziosamente viene"? ;-))
Certo, blog e forum non garantiscono in nessun modo che i post e le discussioni che si sviluppano siano interessanti, sostanziosi, pieni di contenuti. Però potenzialmente a me sembrano più adatti a questo utilizzo rispetto a FB (che a me, semplicemente, non mi interessa, non mi attira - un po' come il curling, il bungee jumping, l'isola dei famosi, le vacanze sulle navi da crociera o in alberghetti a pensione completa, i risto-disco, il death metal e una lunga serie di altre cose).
Scusa Mucca, ma io ho avuto la sensazione che tu fossi stanco, molto più stanco dello strumento blog. La mia impressione è stata che recitare a tutti i costi un ruolo dopo un po'stanca chiunque, credo..
Masen,
io sono del parere che le mode le lancino sempre un elitè, poi quando la massa arriva è il momento di togliere il disturbo.
E così ho fatto.
Mucca
p.s.
Non ho mai recitato alcun ruolo, forse nel mondo dei blog, sono proprio quello che se n'è fregato dell'etichette, di tutti e di tutto.
@Mucca,
se il tempo dei blog è finito, resta il fatto che non sono stati sostituiti da nulla.
Se non come trend/moda/fissa globale nel qual caso credo che il paragone con feisbuc sia azzeccato.
Però a me non sembra finita la necessità/l'esigenza/l'utilità/il divertimento di scambiarsi informazioni con un mezzo di comunicazione comodo. In altri campi e in altri paesi trovo ancora cose interessanti...musica, viaggi, libri, persino bici e qualunque cosa mi passi per la testa. Tecnicamente potrebbe esistere anche per il cibo - invece no. Perchè, non lo so.
..sulla Madia di gennaio, dovrebbe uscire un articolo sui Food Blog.
Personalmente ne ho salvato uno solo, quello di Bonilli che però, ammetto che sia un luogo piuttosto stanco.
Per il resto, se non sarò censurato, ti assicuro che ho ritratto decisamente bene gli altri blogger :D
Per il momento non sono stati tecnicamente sostituiti perchè ancora non è stato creato nulla di nuovo che effettivamente li sostituisse...
@gumbo chicken
spesso le discussioni su FB finiscono con il "perdersi" tra mille stupidaggini,
ma sui contenuti credo che dipenda da chi mette in piedi e sostiene le "chiacchierate".
Un'esempio? Luciano Pignataro, che ha un blog "no comment".
Mi riesce difficile mettere a confronto due realtà così differenti come un blog e Fb. L’uno ha come obiettivo l’esplorazione di uno o più argomenti – si muove quindi in profondità, scava – l’altro si muove in superficie e in estensione. Due modalità di comunicazione/relazione assai differenti, da utilizzare per obiettivi differenti.
Per dire: personalmente Fb mi ha giovato più di qualsiasi blog. Infatti, da quando lo utilizzo, sono molto più in contatto con i miei veri amici. Ci sentiamo più spesso, creiamo maggiori occasioni per vederci, stare insieme, andare a cena fuori e dialogare – e ci si confronta chiamandoci per nome, non con pseudimi. Prima di Fb era semplicemente più difficile. Vi pare poco?
Caro Stefano, è la prima volta in vita mia che metto un commento su un blog non l'ho mai fatto nemmeno se tentato dalla copertura di un nickname; mi hai invitato e quindi per stima nei tuoi confronti rispondo.
Essendo parte in causa come "imputato" e vedendo i livelli di critica e di discussione ho preferito e preferisco non entrarvi; ripeto a differenza di tutti quelli che ci scrivono io sono parte in causa, si parla di me, della mia vita, leggere mi fa male e discutere a certi livelli mi alza solo la pressione. FB è un mondo che ho sempre schivato, lo sto frequentando da poco, lo trovo un simpatico sistema di comunicazione aperto a tutti, ci sono clienti, amici, giornalisti, cuochi e non si parla del mio lavoro se non in rare occasioni e in maniera differente che in un blog. Questa è la grande differenza. Dovesse trasformarsi in un blog, sparirei come sono entrato ma penso che ciò non sia nell'immediato futuro e comunque c'è sempre il vantaggio di chiudere i contatti con chi t'infastidisce no?
Ne parleremo a voce la settimana prossima davanti ad un bicchiere di vino e ...senza tastiere. ciao. raffaele
Frequento la rete da qualche anno, parecchi ormai, mi ricordo quando il forum del gamberorosso era una pagina web alla quale potevi scrivere solo delle e-mail che però apparivano on line e alle quali qualcuno han sempre risposto sin dai primordi. Era forse il 1996-97 chi lo sa. Oggi come del resto tutto è maturato, cresciuto e in qualche modo anche un pò sbragat, vedi vari troll e personaggi un pò ambigui nella rete. Ci sono però esempi di grandi cescite personali e culturali in questo campo. Ricordo un amico gourmet che oggi oltre cha a Gourmet è un Grande amico che ho cazziato su idr per il suo modo di porsi nel forum, commentando un ristorante come se fosse il più buono in assoluto. Ci siamo conosciuti, spiegati e oggi lui, è una voce secondo il mio modesto parere assolutamente autorevole e dal palato allenatissimo. Siamo Cresciuti tutti dunque, anche io come cuoco si presume. Ecco che oggi però su Facebook i cuochi ci sono, ci sono perchè forse è un pò più vetrina. (PS: Marchesi non è lui secondo me mentre gli altri direi proprio di si).Il blog presume un confronto che su facebook forse non c'è. Molti cuochi oggi non lasciano che nessuno fotografi il loro cibo, vero ma secondo me è una cazzata. Una foto al cibo no, ma bei siti e bella mostra degli articoli pubblicati e delle rassegne stampa in multicolor si. Io più che altro sono contro certe foto obriobriose fatte da chi le foto non le sa fare e da la colpa alla poca luce. (possiamo mica accendere i neon per farvi fotgrafare). Sono a favore delle foto, del blog di facebook e di tutto ciò che ci permette di comunicare, discutere e perchè no anche sfogarsie smadonnare per poi capirsi. Del resto è del quotidiano anche non essere daccordo con tutti. Dunque ben venga internet, i blog e facebook nella misura in cui ci permettono di comunicare e confrontarci e certamete anche di crescere. Ho conosciuto grazie al blog molte persone che oggi sono care amiche altre le ho perdute per strada, alcuni purtroppo non ci sono più. Credo però che continuerò a sostenere come ho sempre fatto, che comunicare su internet per me e per credo molti altri, sia essenziale. Poi se uno ha un blog e si stanca lo chiude come ha fatto Mucca. O o cancella come ha fatto il sottoscritto con il suo primo. Questo è parte della crescita. Sarebbe tempo forse che qualche collega in più fosse qui a parlarne. Ma sembra che di forum i colleghi preferiscano quelli a invito esclusivo. Vedi cvgi etc
Blog o FB? Non credo che le cose siano in competizione fra loro. Forse la gente sente FB come uno spazio più libero e comunque non gestito da una persona o da un gruppo particolare. Personalmente uso FB un pò x cazzeggio e molto per contatti, mi piace poter incontrare gente che altrimenti non incontrerei mai. Quanto ai blog confesso che a me, in linea di massima annoiano, troppo autoreferenziali e spesso troppo specifici o comunque il più delle volte(e non parlo del Papero) assai provinciali, non si esce da un mondo piccolo e dal pettegolezzo. Mi piace leggere quelli che mi portano fuori, che mi fanno conoscere il mondo, non solo il mio Paese, e continuo a pensare che manchi un luogo di incontro serio per gli appassionati del cibo ad ampio raggio, un blog dove ci si scambino pareri ma anche informazioni e curiosità, un blog legato anche, e perchè no, al mondo del lavoro. Interessato e testimone comunque di ciò che accade nella società, non solo in quella del nostro Paese. Mi piacerebbe insomma un blog che narri le tante storie che il cibo può raccontare,e non solo quelle dei ristoranti o dei ristoratori alla moda. Spesso invece il blog è attento quasi esclusivamente alle nuove tendenze, che di solito durano quei 15 minuti per lasciare il posto ad altre. Per esempio mi piacerebbe che si parlasse in maniera seria di questa crisi mondiale, tragica sicuramente ma anche occasione di un vero cambiamento, forse epocale se si ha coraggio. Come è vissuta dalla tanta gente che fa parte del pittoresco mondo dell'enogastronomia? Chef, imprenditori, giornalisti, camerieri, le brigate, gli artigiani del cibo ecc. Forse è questa la differenza tra FB, sicuramente più superficiale e frivolo, e un blog. Su FB hai la sensazione di poter comunicare, potenzialmente, con il mondo, anche quello lontano, su un blog hai sempre la sensazione di comunicare con i soliti 4 gatti. E comunque alla fine, come Stefano ben sa, il mondo del cibo e della ristorazione, almeno qui da noi, è terrorizzato dal confronto, quello vero, di mettersi in discussione e di mettere in discussione. E diciamo anche che la mancanza di coraggio, di confronto, di voglia e desiderio di capire le cose, non è un problema che riguardi solo chef o gente del cibo, ma, ahimè, tutto questo nostro disastrato paese!
Stefania coglie il punto: bisogna aprire porte e finestre, allargare il dibattito, i protagonisti, gli argomenti della discussione e raccontare raccontare raccontare...
...se il tempo dei blog è finito...
Ci rendiamo conto che stamo parlando di pochi anni se non di mesi? Se è così, se uno strumento si esaurisce in semplici aliti temporali allora non è mai cominciato. Va bene correre appresso a tutto ma se la biologia, ha i suoi tempi pure tecnologia e strumenti di comunicazione devono evolvere appieno nelle loro potenzialità prima di essere bruciati. In questo caso pertinente è il contributo di Raffaella che ascrive alla commercialità, leggerezza, superficialità del pensiero la stanchezza del mezzo soprattutto ove collima con il post di Mucca (ciao Piero!) ovvero l'equazione massa-stanchezza-decadenza.
Saluti
Pier
Il cannibalismo ci porta sempre di più a macinare tecnologia e le forme di comunicazione ad essa connesse. FB oggi è di moda quanto presto sarà soppiantato da un'altro sistema, magari migliore (FB non è proprio intuitivissimo) e che - cosa importante - ci permetterà di stare più in superficie possibile, approfondire pocopoco, sbirciare le foto degli altri e - altra cosa importante - avere il nostro successo personale. E si, FB è anche questo. Magari nella vita reale arranco, ma su FB sono strafico. Belle foto, belle donne, maschi muscolosi oppure in pose "intelletualdipendenti". Su FB si possono avere amici fichi, magari qualche nome importante, far vedere i propri video/foto. Pochi segni, ma strafichi. Uno status del tipo "pinca: ha le labbra screpolate dal vento della giovinezza" è un segno minimo, ma strafico. Può essere una poesia, può essere tutto, può essere niente. Non più commentatori anonimi, ma IO notato dagli altri. Inoltre posso far vedere online il mio archivietto dei biglietti da visita e magari se, clicco il tal "vip", quello mi accetta pure, senza manco saper chi sono. Però è mio amico. Sfido a trovare qualcuno che conosca tutti i suoi amici di FB. A patto naturalmente che il qualcuno usi FB così come è stato pensato da coloro che hanno creato il "matrix". FB è anche un moderno sistema "novella 2000": guardoni si, però a vicenda. Io guardo Bonilli, Bonilli "forse" guarda me. E questo mi basta. Dopo anni di pseudonimi tipo "ominosalato", "pentolablu", "risoscotto", "mucca di qua" e "gumbo di la" ecco che abbiamo bisogno di nome, cognome e foto reale. Specialmente, abbiamo bisogno di "essere riconosciuti". Sul riconoscimento, affettivo e economico, si basa gran parte della letteratura psicologica. Nel momento in cui l'amico di turno o, meglio, il vip di turno (e per vip intendo anche una persona dal quale, inconsciamente, sento il desiderio - in qualche forma - di essere riconosciuto) mi accetta ecco che scatta una sottile forma di piacere. Sei mio amico. Sono tuo amico. E FB è la piattaforma di relazione virtuale a cui tutti fanno riferimento. Tutto questo è meraviglioso quanto inevitabile. L'unico limite è che se stai un ora su FB, non puoi stare un ora su un altro blog, su msn, su skype, ecc. ecc. Il sistema sarà windows, ma il tempo scorre sempre su un unica strada. Il tempo non è stereo.
Vorrei anche aggiungere che credo, come per qualsiasi tecnologia, che non esista quella buona e quella cattiva, perciò non credo che FB corra rischi di diventare una cosa o un'altra. Dipende solo da chi la gestisce, c'è chi ci cazzeggia 24 ore al giorno, e forse x loro ad un certo punto FB diventerà un problema, e chi ne fa usi magari più intelligenti. Quanto al pensare, al ragionare, all'analizzare, non mi sembra che sia quello il luogo adatto, semmai FB può darti spunti per poi ragionare, pensare, analizzare. Ma ripeto il futuro del blog, almeno per me, è quello di far entrare il mondo e di entrare sempre più nel mondo. In maniera intelligente.
giusto per evitare fraintendimenti: il mio pensiero è dedicato esclusivamente a quelli che usano FB un pò in maniera patologica. Per tutti gli altri: evviva.
Caro Stefano, in coda all'intervento di Raffaele mi trovo anch'io d'accordo con lui. Dal punto di vista del ristoratore non è così piacevole il mondo dei blog dove, irrimediabilmente, la critica diventa troppo spesso di livello basso.
Marchesi l'ho convinto io ad "affacciarsi" su facebook non pensando diventasse così impegnativo. Effettivamente il Maestro non è avvezzo alle nuove tecnologie ed è rimasto frastornato dall'assalto (circa 700 amici in pochi giorni) non riuscendo a stare al passo con i messaggi e non volendo lasciare questo compito ad un ghost.
E' indubbio che dal successo di FB risulta il bisogno che abbiamo di comunicare in un modo più vivo rispetto un blog o una chat. Ciò è sicuramente legato alla presenza di foto e video e all'immediatezza e facilità con la quale coinvolgere gli "amici"(spesso persone sconosciute).
Il timore è che tale mezzo diventi lo strumento preferito dagli esperti di marketing ...
A presto
Enrico
@Enrico Dandolo
timore?
FB è lo strumento preferito dagli esperti di marketing virale... ;-)
proprio perchè inconsciamente, come mosche sul miele, attira gente come te e Gualtiero Marchesi. Giusto per fare un esempio...e senza che questo significhi che siate degli sprovveduti.
:))
...io continuo a chiedermi perché pur avendo su Feisbuc quasi 600 amici continuo ad uscì con i soliti 4 stronzi!
Mucca
...E' indubbio che dal successo di FB risulta il bisogno che abbiamo di comunicare in un modo più vivo rispetto...
O millantare questo o quell'amico (vedi intervento Fabio Fassone)
...Il timore è che tale mezzo diventi lo strumento preferito dagli esperti di marketing...
O anche di network. Una domanda o una provocazione: quanti format praticamente a costo zero si costruiranno sulla miriade di storie che ormai da molte parti si richiedono via internet?
Saluti
Pier
Vedi, Enrico, Marchesi su Fb te lo dovevi aspettare che sarebbe diventato un caso anche perché i cuochi importanti fino ad ora mancavano dal web e Fb è stata per loro come la possibilità di giocare senza farsi male e marchesi è il nome più grosso comparso sulla grande lavagna elettronica.
Io capisco Raffaele Alajmo ma voglio portare una testimonianza utile: quando nel 2004 ho aperto il Papero Giallo firmando con nome e cognome ero l'unico direttore che si esponeva con la faccia e il nome e infatti per un paio di mesi ho dovuto patire anche i provocatori, gli insulti, gli anonimi, ma poi sono stati gli stessi partecipanti alle discussioni sul Papero ad isolarli e praticamente ad espellerli.
E devo dire che io dal blog ho solo guadagnato - non certo soldi - ma temi su cui discutere, interlocutori nuovi e un modo di pormi con gli altri diverso e più permeabile.
Oltre ad avere indotto alcuni dei protagonisti attuali della rete a buttarsi, mucca compreso :-))
Mucca, il solito ego smisurato...sono andato a controllare e alle ore 15.45 di oggi di amici ne hai solo 573. Non ti lamentare poi se esci solo con 4...
:)
La differenza amici miei è e sarà sempre fra qualità, e perchè no arte, e mero commercio o propaganda. riscontrati questi paletti ogni strumento è anche buono, intrigante, positivo e come dice Stefania una immensa finestra sul mondo.
e io il primo cuoco : )
Ragazzi, ma insomma...come potete affermare "speriamo che non diventi/il timore è che diventi lo strumento...ecc). Sindrome da Alice nel paese delle meraviglie?
Ma allora statevene a casa vostra e scrivetevi delle lettere carta e penna che è meglio.
La rete, la grande RETE è tutte le espressioni ad essa connesse, E' il più grande strumento di marketing esistente. E' stata pensata proprio in questo senso. E vanta parametri di efficacia ed efficienza mai visti in nessun altro strumento pensato dall'uomo. Su, su...coraggio
Marketing virtuale? E certo che sì! ma cosa oggi è immune da ciò? Quasi niente. Di nuovo dipende da noi. Ho la sensazione che al giorno d'oggi l'intelligenza o comunque la capacità di ragionare con la propria testa siano in netto declino. Sta a noi dire sì o no. Il nostro problema è proprio questo, che siamo diventati consumatori, non più individui. Ma quello che spaventa è che la gente pensa che il nostro destino di oggetti nelle mani di addetti al marketing o di pubblicitari sia inevitabile e soprattutto immanente. La volontà personale non conta più. Eppure basta dire no! E' ora di tornare ad essere soggetti pensanti e questo potrebbe e dovrebbe essere l'arma vincente di un blog rispetto a strumenti simili, FB incluso. Stimolarci a pensare, riabituarci ad utilizzare spazi e modi del pensare fuori uso e fuori moda. Abbiamo bisogno di riabilitazione, come dopo un brutto incidente che ci ha lasciati lesi. Riabilitiamo i nostri cervelli! E un blog intelligente può sicuramente aiutare!
Due pagine, la 11 e la 12 del Sole24ore di oggi, sono dedicate ai ristoranti, ai ristoratori, al mangiare fuori.
Si, certo, il tutto è fatto per lanciare il volume I Ristoranti, della collana Il low cost di qualità, ma a un ristoratore queste cose devono interessare anche perché la pagina contiene dati rasserenanti: la gente continuerà ad andare a mangiare fuori, il calo nel 2009 sarà del -1% massimo -1,5% e un cittadino su tre, secondo il Censis, ha dichiarato irrinunciabile un pranzo o cena fuori casa almeno una volta al mese.
Tutte cose sulle quali discutere e che permettono di calibrare la propria offerta.
Questo era un argomento immediato per un post e per una discussione costruttiva tra ristoratori, giornalisti e clienti... è uno degli utilizzi di un blog
x chi cerca uno spazio e un momento di gloria. Fb è IL TUO spazio e IL TUO momento di gloria (magari pure una gloria da cazzeggio) molto spesso puramente autoreferenziale. il blog invece impone la formulazione di un pensiero-idea e il confronto con gli altri.
@bonilli
Questo "eraun argomento immediato per un post" significa che ora non lo è più? :-)
E' divertente leggere cosa ci trova ognuno in FB; comunque una cosa che continuo a trovare allucinante è che una volta che metti il tuo nome e il tuo volto lì sopra, ti trovi ad aver a che fare -potenzialmente, facilmente, contemporaneamente- con tutte le persone che conosci già (in tutti gli ambienti), tutte quelle che hai conosciuto, più un'infinità di persone che ancora non conosci e che sono amici di tuoi amici o ignoti che ti chiedono di diventare "amici" per motivi misteriosi. Aaahrgh! Qualche aspetto di FB mi incuriosisce, ma io non ce la posso fare a sopportare tutto questo! Attenderò la prossima piattaforma. :D
Come ho già scritto su un forum del gamberorosso:
Da semplice utente internet, anonima e nonblogger, credo che FB abbia dato spazio anche a chi ha qualcosa da dire senza l'utilizzo dei blog: signori, un blog costa tempo e creatività (quanti ne nascono e subito muoiono) e non si percepisce la sensazione di appartenenza. FB permette di confrontarsi senza artefizi html...
Che poi ci siano gli imbrattapentole, gli snob e i pallonari... che dire: in fondo ci sono anche nella vita reale
Ma credo che in Italia FB sarà una moda: a breve ci sarà uno sfoltimento naturale.
Bacio le mani...
Giulia
Dice stefania: "Il futuro del blog è quello di far entrare il mondo e di entrare sempre più nel mondo. In maniera intelligente". Bene, vorrei riprendere a questo proposito alcune citazioni da un bellissimo articolo di John Lloyd apparso il 29 novembre su La Repubblica a proposito del rapporto tra blog e giornalismo: "...Il giornalismo ha basato sin qui la propria legittimità - e la sua stessa immagine- sull'idea di fondo che intendeva fornire alla massa dei lettori gli strumenti per diventare cittadini migliori. Se il giornalismo scompare però che cosa accadrà alla popolazione? Una risposta possibile è che saranno i cittadini a salvare la situazione grazie al giornalismo dei cittadini. Buona parte di questo tipo di giornalismo è fatto dai blog ... chi vuole portare testimonianza delle atrocità commesse o delle meraviglie scoperte può farlo diffondendo i propri testi e le proprie immagini ... tutto ciò in poche parole equivale a entrare in possesso di enormi poteri, che potrebbero consentire ai normali cittadini di diventare tramite questo tipo di giornalismo protagonisti a tutti gli effetti. Finora, però, i tentativi di far maturare e perfezionare questo giornalismo civile sono falliti... i privati cittadini forniscono montagne di commenti senza tuttavia prendersi il tempo e fare lo sforzo di approfondire, analizzare e verificare le informazioni che diffondono. Oltretutto gli apporti più famosi tramite la blogsfera al giornalismo politico convenzionale non ne hanno migliorato il livello etico... si evince in ogni caso che la stragrande maggioranza dei cittadini non vuole fare giornalismo, bensì protestare, diffondere le proprie opinioni, comunicare con estranei che la pensano come loro. E tutto ciò non è giornalismo".
Ecco, io penso con LLoyd che soltanto se il giornalismo dei cittadini sposerà la lezione del vecchio giornalismo - le lezioni e le tecniche della sua epoca eroica - , il nuovo potrà davvero aiutare il mondo a cavarsela.
Al contrario, nella confusione, c'è spazio per ogni genere di manipolazione (mentre noi si cazzeggia...).
In questo senso in FB leggo un fenomeno regressivo o esibizionistico - lo descriveva benissimo Fassone. Vi leggo piuttosto la voglia di chiudersi nel rassicurante cortile di casa anziché allungare lo sguardo e gli orizzonti sulla Rete e perché no sul mondo là fuori. Da "civili giornalisti" o da "giornalisti civili".
Quel dilemma FB o blog ?
Partecipare o ascoltare?
Io di mio sono timida, nei grandi incontri tendo ad intervenire poco e solo quando sento di avere qualcosa di veramente diverso e con un valore aggiunto da dire.
Però ho tante idee, o ideuzze meglio, che tendo più facilmente a condividere online. Perchè? Perchè scopro che le persone hanno diversi livelli di abilità ed ognuno può dire la sua.
Il blog è uno strumento diverso. E' un diario ma anche un modo per chi vive lontano da casa di stare in contatto. Di far capire come vive a tanti chilometri di distanza.
Il blog poi è un impegno, basato sulla buona volontà.
FB io non lo capisco del tutto. Ce l'ho perchè permette di rincontrare virtualmente amici (alcuni che volevo ricontattare, ma ahimè anche alcuni che non mi mancavano). Ma per me è lontano tanti forum ben fatti, dove si impara veramente l'arte ed il piacere della cucina.
Io sono di più per un bel forum o un blog ricco di commenti come questo. FB mi sa più di chiacchiera, il Papero Giallo più di dialogo, riflessione
Io ho letto l'articolo di Lloyd e leggo ogni settimana la rubrica di notizie che non erano notizie curata dal giovane Sofri su Wittgenstein da cui si evince la cialtronagine di una buona parte della stampa, italiana in primis, che spara notizie senza riscontri, come il più dilentattesco titolare di blog.
I giornalisti della carta stampata stanno trattando in modo semplicemente penoso il fenomeno di Fb, senza un minimo di approfondimento ma solo alla ricerca di nomi e titoli alla Dagospia.
Ma per favoreeeeeee :-))
..bene, appurato che il mondo dei blog sia stanco e che su Feisbuc ci si va per cazzeggiare, mi chiedo se non fosse il caso, piuttosto, di preoccuparsi della carta stampata gastronomica e della sua morte.
Mucca
E' esattamente il tema di uno dei prossimi post nel logico sviluppo di un ragionamento circolare sul mondo dei media del cibo e del vino.
..mi raccomando, non essere paraculo spara pure a zero sui tuoi ex compagni di merenda..
Mucca
credo comunque che in tutte queste discussioni su cosa e' meglio tra FB e blog abbiamo trascurato l'aspetto di FB e dei blog.. credo che un blog debba invogliare chi arriva a lasciare un commento. C'e' chi non lo lascia per non esporsi ma c'e' chi non lo lascia perche' non e' invogliato dalla forma del blog stesso anche se i contenuti sono super validi.. la forma, l'aspetto e il "marketing" dei blog devono cambiare. Bisogna trovare una nuova forma che mantenga la figura del blog e che integri l'aspetto del forum/discussione. Questo non puo' che aiutare perche' renderebbe curiosa la gente..
A mio avviso il canale che maggiormente permette un confronto costruttivo è quello dei newsgroup: gruppi di discussione categorizzati a cui si può partecipare attraverso il proprio gestore di posta elettronica (Outlook, Thunderbird, etc.).
I Blog (spesso gestiti da una sola persona che tira le redini ed incanala gli argomenti) e i social network (che assecondano le esigenze di cazzeggio ed evasione) li metto comunque in coda perchè nascono con la filosofia del "commento" e non esattamente del confronto spinto:
raramente (e il Papero Giallo riantra nella nicchia delle mosche bianche) si creano delle comunità interessanti all'interno di questi due canali e chi gestisce gli spazi deve essere bravo a mantenere vivo l'interesse dell'Utenza che è notoriamente volubile.
In ogni caso il web è un bacino enorme e chi è animato da sana curiosità, voglia di confronto e fame di informazione sicuramente può spaziare in maniera attiva o passiva arricchendosi.
Ok, l'Italia è un popolo di guardoni un pò pettegoli poco inclini a sbilanciarsi, però non trascuriamo chi si limita a "leggere" ciò che viene pubblicato: il marketing relazionale viaggia sui fili del passaparola anche per quanto riguarda i fruitori passivi.
@ mucca
Ma figurati, vorresti che parlassi male di uno o due già sputtanati e poi passassi alle riviste concorrenti, così, tanto per farmi gli ultimi nemici?
Io voglio fare un'analisi seria e con l'aiuto di lettori come te che le riviste che valgono qualcosa hanno già capito quali sono e perché.
Ma questo è guardare indietro.
E per il futuro?
C'è spazio per una stampa gastronomica che no sia solo un catalogo?
Secondo me no (ma vorrei sbagliarmi) non c'è spazio per una stampa gastronomica..
Mucca
A me non pare che il mondo dei blog sia stanco. Per informarmi sui ristoranti li consulto moltissimo. Restano per me LO strumento assolutamente indispensabile e affidabile (si', affidabie), per chi e' interessato alla gastronomia. Guardatevi questo, storcete il naso perche' le foto sono brutte ma i piatti sono descritti cosi' bene che e' come mangiarli:
http://foodsnobblog.wordpress.com/about/
E poi ci sono tanti tipi di blog: a me ad esempio piace sia questo, dove si parla molto di massimi sistemi, sia uno opposto come quello di Marchi dove si non si discute quasi per nulla ma si impara e si gode (visualmente e virtualmente) su piatti e locali specifici - odio solo i blog di ricette, spesso tanto belli quanto patetici e masturbatori.
Mi fanno pensare gli chef/maitre, sopratutto insigni, che si lamentano del livello della critica dei blog ('leggere mi fa male e discutere a certi livelli mi alza solo la pressione'). Mi chiedo se davvero, nell'intimo del loro cuore, trovino quella di tanti critici 'pro' di livello piu' alto. La differenza forse non e' nel livello ma semmai, come dice il post, il mondo dei blog 'non aveva nessuna forma di internità, non era parte di quel mondo e questo spaventava.' Ci sarebbero vari altri modi per esprimere il concetto, ma sarebbero meno eleganti.
Cari chef, i bloggers sono i vostri clienti piu' rompicoglioni, ma anche i piu' appassionati e spassionati ammiratori del vostro lavoro.
uhhh allora corro a vedere i 2 blog di Paolo Marchi..
Io continuo, ma magari sbaglio, a non capire la polemica su FB e affini, resto convinta che FB non sia nè buono nè cattivo, che intorno al mezzo, questo come altri, ci giri anche tanta paranoia e molte paure personali, e insisto invece che tutto dipende dall'uso che se ne fa. C'è chi ne fa un uso masturbatorio, chi esibizionistico, chi ci rimorchia ( tanti maschietti) chi chiacchiera, chi ritrova vecchi amici, chi cazzeggia, chi è curioso e viene a scoprire cose o facce che interessano e così via. Ognuno ne fa l'uso che crede e non capisco perchè essere spaventati dal fatto che ci siano quelli che ne fanno un uso diverso dal nostro. Il mondo è bello perchè è vario. Non mi sento minacciata da questo. Quanto al ragionare sulle cose non credo, almeno per me, che sia quella la sede adatta. E qui rivendico invece, oltre al blog, lo spazio della carta stampata. Non solo ci sarebbe lo spazio ma per ciò che mi riguarda c'è anche l'esigenza! Magari ci fosse veramente una rivista intelligente di gastronomia, scusate ma il Gambero non mi sembra più tale, magari si tentasse di usare linguaggi diversi, magari si tentasse di fare un giornale diverso che qui non esistono, ci sono le riviste di ricette e c'era il Gambero, l'unico a fare "giornalismo enogastronomico", figurarsi quindi se non ci sono spazio e necessità! Quanto mi piacerebbe una rivista come "Gourmet" o come "Saveur" o come "Gastronomica". Magari!! Il fatto è che ci sarebbe proprio da ripensare cosa vuol dire fare giornalismo enogastromico e quale sia il suo linguaggio. E sono in pochi ad aver voglia di farlo un lavoro del genere, ivi compresi gli addetti al settore.
..e chi è sta puttanella che rimorchia così tanto su Feisbuc?
Mucca se pensavi fossi io a rimorchiare,ERRORE!!!! Noto solo che ci sono tanti maschietti che in maniera più o meno velata, tentano di rimorchiare, che poi ci riescano o no è da vedersi! E comunque credimi sono più che abbondantemente fuori area rimorchio! Se posso aggiungere, ringraziando Dio!!
Io, col dovuto rispetto, trovo che la questione FB vs blog sia posta male.
Mi spiego, secondo me il punto non sta nello strumeto utilizzato, il problema, come già avete detto in tanti, è l'uso che se ne fa, e quindi, se FB in questo momento ha successo è perchè fondamentalmente, oltre ad altre motivazioni che ritengo marginali, ha colto una esigenza che era latente, quella di poter cazzeggiare allegramente e distrarsi un attimo da crisi, guerre, orrori vari.
La gente, non ne poteva più, e FB è un mezzo (transitorio) per alleviare le pene.
Appena le cose andranno un po' meglio, o appena si comincerà a sentire il peso del sovraffollamento FB comincerà a sgonfiarsi, ma perchè si ritorni in massa sui blog occorre il verificarsi più della prima che della seconda ipotesi.
Io FB lo uso a mo' di rubrica e come motore di ricerca rapido per contatti interessanti, e in questo trovo che funzioni bene.
Tutto il resto non mi interessa, preferisco i blog, ma appunto, come diceva non ricordo chi (chiedo scusa non ho il tempo di rileggermi tutti i post!) solo i blog che mi danno la possibilità di spaziare, di aprirmi sul mondo e imparare cose nuove, senza confini.
E' sempre un po' come cazzeggiare su FB, ma mi piace pensare che sia cazzeggio a fin di bene, e non il puro pettegolezzo di FB, un cazzeggio che mi ringiovanisca il cervello, e sto cercando nel mio piccolo proprio di proporre uno spazio dove si recuperi il vero spirito originale della rete: l'interconnessione.
Connessione tra cucine, ricette, e quindi popoli, storie e tradizioni diverse diverse. Vorrei che un qualsiasi "posto" (blog ? sito ? forum ? ha senso soffermarsi ancora sugli strumenti utilizzati ?) mi desse la possibilità di imparare ogni giorno qualcosa di più sul mondo, con il contributo e il confronto tra persone autorevoli.
Forse sono io che non so cercare, ma un posto così ancora non l'ho trovato, e allora cerco di farmelo da solo.
I blog sono stanchi; Mucca invece sembra in forma! :-)))
Blog, forum, FB, non importa. E' vero sono le tematiche, i commenti l'intelligenza critica che fa la differenza. E per farla valere occorrono argomenti non cazzeggi. Per esempio questo nuovo ipotizzato limite a 0.2 del tasso alcolico: esigenza reale o solo nuovo solito modo italiano cercare alibi per sopperire all'incapacità di far realmente rispettare?
Saluti
Pier
Così, per ridere, ho chiamato tre amministratori di sistema di società nostre clienti. Tutte con un range di postazioni lavoro da un minimo di 20 a un massimo di 100 e più. Ho chiesto loro, in maniera riservata e solo per dati aggregati e non assegnabili alle singole postazioni, quanto tempo i client (vedete che bravo? non parlo mai di persone ;) ) passano su internet e sui vari blog, FB, ecc. Le ore spese in giro a cazzeggiare, per certi client, arrivano anche al 50% dell'orario di lavoro. Ed è impressionante, rispetto ai vari siti porno, msn, skype, forum, blog, quanto tempo ultimamente viene dedicato a FB. Senza parlare del traffico che passa attraverso i vari iphone, chiavette e schedine varie.
Ok, ho scoperto l'acqua calda.
Ma ogni tanto, anche a voi, non vi viene da dire "in questo periodo di crisi sarebbe bene lavorare tutti di più?".
Seconda domanda. FB e company sono sistemi di "catalizzazione di massa". E la massa, scusate, quando si muove "in massa" appunto non brilla per intelligenza. Il branco che passa fino al 50% del suo tempo su FB non è in cerca di progetti fichi, approfondimenti filosofici, antropologia culturale e gastronomica o che altro. Questo è un dato certo. Dunque, definiti i contenuti (e mi sembra che sul Papero Giallo siamo già tutti - non essendo una "massa" intesa come categoria di marketing - più o meno d'accordo visto anche quanto è stato scritto fin'ora non solo in questo post) a quale target di pubblico i nuovi progetti del settore enogastronomico intendono rivolgersi? Guardate che questa domanda non è una cazzata. E' fondamentale, importantissima. E ne genera immediatamente un'altra. QUali sono gli investimenti economici e le risorse professionali da identificare? E tutto questo sarà remunerativo? Da parte mia, continuo a non capire il come/dove/quando. E' sicuramente un mio limite. Pertanto mi rimetto a lavorare (tra leggere tutto e scrivere ste tre righe mi sono già fulminato 60 minuti che, in ogni caso, non ritengo persi) e continuerò a leggervi e rispondervi.
Io personalmente sono intervenuta spessissimo in questo ed altri forum (anche il tuo mucca!).
Facebook, son d'accordo, è uno strumento "diverso" rispetto ai blog. Non ho mai considerato FB uno strumento di crescita, ma solo un'alternativa alla chiacchierata telefonica e un posto dove ritrovare vecchi amici. FB è spesso da alcuni strumentalizzato per creare database per i propri potenziali clienti. E questo, per me, è immorale se fatto all'insaputa dell'utente.
Io non credo che il ristoratore o lo chef nei blog abbiano poco da dire. Credo che forse ci sia forse un certo timore ad esprimere la propria opinione dissonante e che quindi, a volte, si preferisca tacere. D'altronde, abbiamo visto che in alcuni casi esprimere la propria opinione non paga (non riguarda me...tutt'altro).
Forse i blog hanno poco traffico rispetto a strumenti di massa come FB o Myspace...richiedono un pò più di tempo nella risposta...ma tutto ciò non fa che riflettere la nostra società: quante volte vi capita di vedere un gruppo di giovani (e non) intenti nel cazzeggio? E quante altre volte invece intenti nel condurre una discussione seria? Il problema è che solo a volte chi può cazzeggiare può affrontare una discussione seria (vedi Mucca), ma nella maggior parte dei casi chi cazzeggia può fare solo quello.
FB è il cosiddetto lancio senza mira: si dice tutto a tutti ed è solo cazzeggio oppure....pubblicità....
Ci sono anche altri aspetti molto interessanti che FB copre rispetto ai blog, ma questo lo lascio ai sociologi...
Un fattore di successo di facebook è per esempio la leggerezza con la quale ci si può "stare" dentro, che non sempre deve essere interpretata come cazzeggio o totalmente inutile. Molto spesso in certi Blog se non sei strettamente addentro vieni subito (direttamente o indirettamente) messo alla porta, e questo è uno degli elementi per il quale per esempio molti amici e clienti che ho invitato (magari poco esperti di vino) ad usare il web per cercare, scoprire, interagire con il mondo enogastronomico oggi usano facebook piuttosto che registrarsi a Blog specifici, dove oltretutto spesso gli argomenti prendono pieghe assai complesse e quasi sempre legate a problematiche personali che ai più rimangono sconosciute.
Personalmente ritengo che Facebook vada utilizzato con coscienza come del resto qualsiasi mezzo di comunicazione, proprio per evitare strascichi involontari.
Del resto non si può pretendere che i contenuti di 4milioni di persone possano essere tutti interessanti (eppure molti lo sono) però personalmente trovo fantastico poter scambiare anche una sola riga di chat con Mauro Uliassi, Paolo Barrale e Magari Maurizio Santin allo stesso momento tra un piatto e l'altro mentre si lavora ed avere una loro sensazione sulla serata...sarà pur artificiale ma è geniale!
certamente non includo tutti in questo dubbio, ma io mi chiedo se spesso alla base di molti contatti di FB non ci sia un voler essere sempre e un po' dappertutto, un tentare di fare gli esperti di, gli appassionati di, gli amici di, ecc... una sorta di superficialità omnicomprensiva che fa un gran polverone ma cosa lascia? mi spaventa chi dice che in tempo di crisi ringrazia FB per distrazione e ricreazione, ancor peggio se lo fa sul lavoro.
io sento la nostalgia di un sano approfondimento, dello studio, del dialogo tête–à–tête, della disponibilità dei pochi maestri che ho incontrato nella mia vita. cerco di rimediare come posso. talvolta mi scoraggio. talvolta mi capita effettivamente di trovare stimoli e riflessioni anche in blog interessanti (toh guarda, spesso stranieri), spunti che difficilmente avrei, vivendo in una città piccola e provinciale.
Mi vien da paragonare FB per certi versi agli sms. Grande invenzione, per carità, ma c'è chi comunica quasi solo così perché in una telefonata invece si dovrebbe esporre di più... Io credo ancora che un dialogo, una relazione (di qualunque tipo, anche quella tra blogger e lettore) richiedano più impegno, più dedizione.
Non capisco come si tema di perdere tempo nel leggere, nel riflettere e rispondere ad un quesito ma si sperperi il tempo a svolazzare in FB!
Sono io donna d'altri tempi?
I piani della discussione sono due, mi pare. Il primo riguarda i cuochi che preferiscono Fb e non i blog. Il secondo il rapporto tra blog e Fb. Sul primo non ho una idea precisa, ma mi ha fatto piacere vedere proprietari di ristoranti e chef su Fb perchè rivela sempre una voglia di esporsi e mettersi in gioco fuori dai canali usuali.
Su Fb, devo dire che mi sono iscritto dopo aver letto una frase di Stefano, a cui va dato sempre il merito di essere attento alle novità, che lo paragonava a un telefono. L'ho provato e mi piace.
Mi diverte, anzitutto, perché mi tiene in contatto con decine di persone conosciute nell'arco della vita. Perché si può cazzeggiare quando stai bloccato nel traffico, in treno, o hai perso un aereo o, semplicemente, nei tempi morti. E' utile perchè è rapido, meno ingessato di un blog. E' una jumbo-mail perché raggiungi subito tutti. E poi, questo forse aiuta anche a rispondere alla prima questione, è un mezzo di comunicazione tra persone che si conoscono, potrebbero conoscersi e che hanno interessi in comuni. Ma soprattutto hanno un volto. Uno dei motivi per cui, secondo me, molti hanno rifiutato di discutere in un blog era costituito dal rischio di vedersi piombare addosso insulti anonimi che su Fb non esistono. Questa, alla fine, è una differenza: l'atmosfera più rilassata rispetto ai match, spesso inutili, di questi anni.
@ Pignataro
Hai ragione, l'atmosfera più rilassata c'entra eccome.
I blog - tutti, anche il mio - sono dei recinti abbastanza chiusi, spesso pallosi, che spaventano i ristoratori così come i non addetti ai lavori.
Che escludono chi non fa parte di quell'impalpabile circuito del "chi è dentro e chi è fuori", club non codificato ma che tutti avvertono, riconoscono, patiscono o sbandierano.
Sì però non è che sia obbligatorio insultarsi e fare a botte sui blog e forum! Non so perché sia così nel mondo gastronomico; negli altri forum e blog che mi è capitato di frequentare - inclusi quelli sul punk rock- non è mai successo. Anche se si usano nickname; anche se la maggior parte dei partecipanti non conoscono di persona - proprio come qui.
Leggendo il commento di Roberta mi è tornato in mente che quando andavo a scuola, i miei compagni al sabato vagavano senza una meta, a comprare cose inutili e chiacchierando di nulla e poi andavano in massa in discoteca. Io passavo il pomeriggio in un polveroso negozio di dischi usati con un amico e un gruppetto di collezionisti 40-50enni; e ascoltavo, facevo domande, confrontavo le mie opinioni con le loro e scambiavamo quattro battute - ma non è che se dicevo qualcosa di sbagliato mi cacciavano a pedate! E alla sera mi mi rifugiavo con un altro gruppetto in qualche localaccio o centro occupato in cui ci fosse musica decente, a cazzeggiare e ridere da pazzi.
A me piace condividere i miei interessi con piccoli gruppi, approfondire argomenti ma anche fare quattro risate. Possibile che non si riesca a fare sul web? Qui si passa da una nicchia chiusa a doversi ritrovare con una folla di gente che vuole chiacchierare del più e del meno e l'ex capo del personale che ti chiede di diventare amici su FB!!! Ci deve essere un'alternativa!
...per questo ritengo indispensabile un uso coscienzioso del Blog come di FB. Personalmente non vado girovagando troppo tra un Blog all'altro, a parte quei tre-quattro (so' di alcuni colleghi che sono praticamente registrati su tutti i Blog specifici, come a dire di non volersi perdere proprio niente) che seguo perchè ritengo i più esaustivi per i miei interessi,ma non di rado di fronte ad una discussione ho preferito non dire la mia conscio di suscitare reazioni a catena poichè evidenziava magari un andamento essenzialmente polemico.
Il contatto personale è assolutamente fuori discussione che sia quello più esaustivo in un rapporto, ma mica bisogna per forza vedersi per dirsi "ciao come stai, come ti va" ed in effetti FB nasce per questo, per manifestare la propria presenza a chi la desidera, o no?
Posso inserirmi anche io? Da estranea al mondo dei blog - provai tempo fa a metterne su uno ma rinunciai in fretta. Io, onestamente, non riesco a vedere questa dualita' tra FB e i blog perche' li trovo estremamente diversi. Sara' un mio limite ma ho vissuto i blog come una sorta di ragionamento solitario e questo, la faccio volutamente breve, mi ha portato a preferire lo strumento del forum. A differenza dei blog, permette un maggiore scambio, una maggiore condivisione di interessi ed intenti (ad esempio, noi IMPARIAMO a cucinare insieme a volte, in vere e proprie sessioni di lavoro contemporanee). Il blog, secondo me, e' estremamente diverso. Rimane una riflessione individuale, condotta un po' in disparte, su cui certo si puo' arrivare a ragionare in piu' persone ma che strumenti che non facilitano lo scambio. Insomma ha caratteristiche tecnicche, secondo me, che lo rendono adatto a scopi diversi.
Facebook, invece, e' dinamico: e' un po' l'erede dei newsgroup di usenettiana memoria. Con in piu' la possibilita' di contenere i danni da troll che stanno un po' affossando i piu' bei gruppi di discussione italiani.
Poi, c'e' quello che diceva luciano: ci sono facce, ci sono nomi, ci sono scambi reali che lasciano immaginare persone reali: tutto questo aggiunge una valenza emozionale che manca ai blog, che difficilmente potranno avere. E che, almeno in parte, manca anche ai forum. O ad alcuni di questi.
Mi fermo qui, ma il discorso sarebbe ben piu' lungo e complesso. :)
La forza di FB è che semplifica le amicizie. Tutti uguali è più facile. Conoscersi, farsi conoscere e avere tanti amici/lettori. E così tutti riescono a usarlo (come lo usano è un'altra storia).
Qualcuno, qualche commento più in su, ha già scritto qualcosa di simile. Scusate se non cito, ma mi sono perso fra i commenti.
e aggiungo anche, a uno come me che magari un giorno sta 24 ore al computer e poi per tre giorni non lo apro....ecco nel blog questo non si può fare, i vari commenti pretendono e attendono risposte ficcanti rapide e continue, altrimenti gli interlocutori pensano che tu non voglia o non sai rispondere. Sotto questo punto di vista il blog non è rilassante, è un lavoro che pretende continuità e puntualità. FB si vive più serenamente
Mi viene da pensare a un blog aperto, un po' tematico e un po' discussione, come quest'ultimo tema, blog versus fb e viceversa, che ha attirato l'attenzione di molti e si è sviluppato per un paio di giornate con un livello di discussione alto, proposte e analisi intelligenti.
Ha ragione Luigi Cremona, capita di non riuscire a tornare davanti al computer per alcuni giorni e quindi si arriva a vivere il blog in modo nevrotico o altalenante, ma se si vuole ragionare credo che questo e il forum siano gli unici terreni possibili.
Resta il fatto che a me anche in questo caso il blog è stato di un'utilità insostituibile.
Io trovo fesbucchhe noioso e pedante,
ci si va' solo per "cazzarare".
Altra cosa sono i blog tematici....Dio salvi i blog!!!!!!!!!!
Ps: C'ho l'account su fesbucche ma non l' ho mai usato.
Tie'!!!!!!!!
La rete è uno strumento che viaggia ad una tale velocità, che se solo ci fermassimo a ragionare cosa era dieci anni fa quando pagavamo 257.000 lire all’anno per collegarci a 56k ci prenderebbe un coccolone.
“Feisbuc” rappresenta la novità del momento, eèun po’ come “second life” un paio di anni fa, non ditemi che ognuno di noi non aveva un avatar, se non altro per farsi un giretto. Piuttosto esiste ancora ?
Condivido quello che dice Nicola (Cavallaro) io prendo tutto dallo strumento internet, soprattutto la possibilità di comunicare. E di facilitarsi la vita aggiungo io, visto che per me la rete è a tutti gli effetti uno strumento di lavoro fondamentale.
“Feisbuc” ucciderà il blog ? Non credo sono due strumenti diversi, il primo è una sala di ristornate durante un banchetto, il secondo è una stanza di casa piuttosto solitaria e riflessiva. Son diminuiti i lettori dei blog? Non chiedetelo a me, ne ho talmente pochi se se ne mancano dieci sono già in percentuali a doppia cifra. Su “Feisbuc” si cazzeggia ? forse ! E’ uno strumento più facile, più veloce, più “leggero”, più immediato, consente di interagire ad una velocità che nel blog te la sogni, e che onestamente ritengo sia giusto non avere. Poi sapete, tutto dipende da noi stessi, non credo che sia la rete a generare “cazzoni”.
Marco
In ogni caso, vedendo in azione Facebookkara una serie di persone che conosco e leggendo i dati che aveva scritto Fabio Fassone da qualche parte più su, non escludo che che nel 2009 molti luoghi di lavoro blocchino l'accesso a FB; conseguentemente potrebbe diminuire drasticamente anche l'attività cazzeggiatoria di una vasta percentuale di assidui frequentatori... ;-)
...mi permetto di farvi osservare un'altro pregio di FB: la capacità di amplifcare e velocizzare l'interazione sul web a testimonianza delle quali vi è il numero di commenti ed il breve lasso di tempo nel quale si sono manifestati in questo Post.
Anche Brunetta è su Facebook, e quindi possiamo sperare che non lo blocchi sui posti di lavoro :-)
esulto per questo blog.
concordo su facebook.
W i blog.
Roberta
@gumbo
l'azienda dove lavoro da più di 1 mese ha chiuso FB...
Caro Stefano, premetto che io continuo ad amare carta e penna. Detto questo, riconosco l'importanza di internet e dei nuovi strumenti che permettono di comunicare in tempo reale. Mi è sembrata una buona idea entrare in facebook il giorno in cui ho avuto la notizia che la Guida Rossa aveva così mal interpretato la mia richiesta di non essere giudicato. Facebook è uno dei tanti modi per colloquiare direttaemente con le persone che infatti ogni giorno mi chiedono consigli, commentano i miei messaggi, le foto. Ma devo confessare che poi la maggior parte delle informazioni - come quella che mi inviti a leggere - me le faccio stampare dalla segretaria. Non riesco - e i tempi di risposta al tuo invito ne sono la conferma - ad essere tempestivo. Mi vanto di rispondere per lettera ai tanti che mi scrivono. L'amico Menta lavora con me e praticamente non fa altro. Non so stare al computer, non ne ho il tempo.
Senza quindi entrare negli aspetti tecnici della questione (blog, newsletter...) sono d'accordo con te. Continuo a prediligere l'approfondimento, l'analisi, il confronto, la riflessione. In questo, mi hai trovato e mi troverai sempre disponibile.
Ti faccio i miei auguri di cuore per un 2009 felice. Vienimi a trovare non appena puoi. Riapro il ristorante il 7 febbraio.
Con stima, Gualtiero