02
Dic 2008
ore 16:30
ore 16:30
Largo ai giovani. Giovani, fatevi largo.
Ricevo sempre più spesso mail, messaggi su Facebook e lettere, si, lettere, perché c'è ancora chi le scrive.
Chiedono consigli, aiuto, una indicazione, dei suggerimenti.
A volte sono giovani cuochi, a volte aspiranti giornalisti ma tutti sono alle prese con il problema della visibilità.
Oggi in un attimo si diventa "famosi" e questo affascina chi aspira al successo.
Ma troppe volte i "famosi" non hanno basi solide e quando si spengono i riflettori dei "15 minuti" che non si negano a nessuno, spariscono nel gorgo della mediocrità.
Mancano le scuole, quel piccolo master che mi ero inventato alcuni anni fa è la prova che basterebbe poco per catalizzare forze nuove.
Discorsi da fare in tempi di crisi?
Penso proprio di si, perché dalle crisi si esce puntando sulle forze e le idee nuove.
E' così ovunque, forse anche la gerontocrazia italiana lo capirà?
Io comunque ci credo e con alcuni professionisti e amici penso e progetto una scuola leggera, che trasmetta sapere e dia un indirizzo a chi vuole imparare.
Ditemi la vostra opinione qui - mi piace ragionare in gruppo.
Per i molti che chiedono dove sono sparito, ecco un indirizzo mail:
stefano.bonilli@paperogiallo.net
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Ma troppe volte i "famosi" non hanno basi solide e quando si spengono i riflettori dei "15 minuti" che non si negano a nessuno, spariscono nel gorgo della mediocrità.
Mancano le scuole, quel piccolo master che mi ero inventato alcuni anni fa è la prova che basterebbe poco per catalizzare forze nuove.
Discorsi da fare in tempi di crisi?
Penso proprio di si, perché dalle crisi si esce puntando sulle forze e le idee nuove.
E' così ovunque, forse anche la gerontocrazia italiana lo capirà?
Io comunque ci credo e con alcuni professionisti e amici penso e progetto una scuola leggera, che trasmetta sapere e dia un indirizzo a chi vuole imparare.
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Stefano Bonilli
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CATEGORIA Domande | TAG giovani, Papero Giallo, scuola
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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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Ho letto una recensione sul Sole24Ore di domenica...
I libri sul cibo spesso sono noiosi, spesso...





ragazzi è dura tra raccomandati e uomini da pubblicità e spot...usate il passaparola e studiate
Una giustizia degli invisibili dovrebbe incarnarsi in una società strutturalmente aperta, perché la moralità e la sua applicazione dovrebbero essere indipendenti dalla visione e dalla considerazione altrui.
Chi ha occhi per vedere e orecchi per intendere si convince che ai mortali non è possibile celare nessun segreto. Chi tace con le labbra chiacchiera con la punta delle dita, si tradisce attraverso tutti i pori.."(S. Freud, 1905)
Ma che cosa vuole insegnare questa scuola? Giornalismo, comunicazione, cucina, ristorazione?
Saperlo può aiutare a dare delle idee.
Sì, qualche dettaglio potrebbe aiutare ad esprimersi. Ci sono così tante cose da insegnare... :-)
Questa scuola, molto pratica, con i piedi per terra, vuole insegnare ai ragazzi appassionati del cibo e del vino o anche solo incuriositi a muoversi all'interno di questo mondo scoprendo le nuove professioni e professionalità.
Quelli che insegneranno sono i migliori del loro ramo e vengono a lavorare col Papero Giallo perché sono amici.
La scuola non dà diplomi ma ha molte relazioni italiane e internazionali per far entrare i suoi allievi a fare stage in posti altrimenti non accessibili.
Presto pubblicheremo i programmi.
Temi di insegnamento: giornalismo in tutte le sue espressioni più moderne, comunicazione specialistica del settore eno gastronomico con attenzione al turismo, basi di cucina italiana e internazionale.
Guardo la cosa da un punto di vista forse lontano dal vostro perchè vivo in una piccolissima realtà del sud, e vi dico che più volte sono stata tentata di seguire uno di quei master di cui lei parla ma ho degli impegni quotidiani che non mi permettono di allontanarmi da qui per giorni o addirittura mesi. La scuola cui aspirerei dovrebbe essere fruibile anche per noi lontani dalle varie "città del gusto" e simili. Internet è un potente mezzo che annulla le distanze...ci pensi
Mi pare importante questo aspetto della diffusione sul territorio.
da Mantova ... concordo !
La vicina università di scienze gastronomiche (Colorno) costa "solo" 13000 euri all'anno, solo di iscrizione, spererei in qualcosa di più modico 8-))
Ma scherziamo?
Mica ci metteremo a fare un'università :-)
E l'idea dell'uso della rete c'è, è bella e interessante, ma non subito.
La grande enciclopedia della cucina potrà anche usare due p ma nei manù di Alajmo, Pierangelini, Pinchiorri, Perbellini, Francescana, Arnolfo, Caino, Lorenzo, Cedroni, Chiappini, Laite, Uliassi, Desco, Pergola, Arquade eccetera, le p sono una sola. Eccelso Bonilli altro che nuove professioni, e nuovi emergenti per un quarto d'ora, il problema è che la notorietà ha un prezzo. Lo dovresti sapere bene. Meglio che parli di anguille commoventi e bottiglie introvabili e dei soliti noti anche perchè quelli poco noti non puoi più risollevarli. Non hai più i mezzi. Massì, convinci pure qualcuno a tornare alle belle lezioncine (gratis) dei tuoi amici. Dopo magari puoi fondare una rivista, poi una guida e magari pure un palazzone del gusto...ma alla fine chi paga?
Bonilli, appena attivate la rete, io sono arruolato !
Ecco, io mi potrei classificare fra gli "incuriositi a muoversi all'interno di questo mondo" (non oso chiamarmi nemmeno principiante). E dallo speduto paesino inglese nel quale vivo tifo Internet, forse l'unico modo che avrei per partecipare.
Detto questo, faccio autocritica e mi domando se non sarebbe troppo limitante ragionare di sapori, odori e di tutto cio' che ruota intorno alla gastronomia in modo puramente "virtuale". (Forse potrebbe essere integrato da workshop in alcuni week-end?)
@alezzandro. In che zona sei in Inghilterra? Anch'io ho la famiglia li', in Somerset (dire che ci abito non mi azzardo, vista la vita che faccio al momento).
@Bonilli. Penso alla tua iniziativa e mi viene in mente che quello che veramente manca in Italia non sono (tanto) le competenze individuali, ma la capacita' ad utilizzarle all'interno di un progetto comune (il famoso fare SISTEMA). Leggo ieri sul Corrire Vinicolo di una iniziativa Francese di un marchio "Sud de France" che copre vini, sopratutto, ma anche altre espressioni del territorio, e la promozione che viene poi fatta, immagino bene, e' sul territorio.
Questo per dire che ci vorrebbe una scuola che formasse persone in grado di ideare e portare avanti progetti come questi. Lo so, dovrebbero essere gli amministratori pubblici a farli, pero'...
Penso che faccia davvero bene a pensare di progettare ancora qualcosa, pensando ai giovani! credo che chi ha esperienza abbia davvero il dovere sociale di trasmetterla e di curare chi sta cercando alla rinfusa.
sarà che nella mia vita mi ritrovo ancora ad essere autodidatta, a quarant'anni, dopo tanti anni di studio, ma provo ancora nostalgia e molta riconoscenza per i pochi veri maestri (nelle discipine più disparate) che ho incontrato sula mia strada.
serve davvero passione, ma pure umiltà, confronto, scambio e collaborazione!
grazie e buon lavoro!
Personalmente, credo che potreste fare un buon lavoro con tutto quello che riguarda le professioni legate direttamente al cibo/vino. Quello che mi 'perplime' un po', per la mia esperienza nel settore cinematografico, è la questione scuola di giornalismo. Ricevo tante mail che parlano di scuole per diventare 'critico cinematografico' e ogni volta non so se ridere o piangere, considerando che in Italia di persone che vivono facendo esclusivamente questo lavoro ce ne saranno meno di 50. Insomma, nel cinema non c'è mercato sicuramente (e quindi chi fa questi corsi sta buttando i soldi), nel suo campo non so, però temo che il numero di veri posti per giornalisti sia scarsino anche nell'ambito enogastronomico. E devo ammettere che mi ha lasciato un po' inquieto quel parlare di 'stage' come grande traguardo raggiungibile grazie alla vostra scuola: possibile che ormai in Italia lavorare a gratis sia considerato qualcosa di bello e fortunato?
Ovviamente, ho espresso solo le perplessità che mi ha suscitato questo post, ma credo che sia più utile che i soliti complimenti (sono sicuro che gli insegnanti sarebbero di grande valore)...
complimenti direttore, aspettiamo i fatti prima di giudicare pero' :-)
Ric64, simpatico e civile mi ha acceso la luce e per metter fine alla tenzone dico: nei locali "pecorecci" e alle varie sagre, feste di partito comprese, si scrive cappasanta, nei locali "in", quelli di cui si è sempre occupato il Vate ( e sono tre ) si usa capasanta. Ma Immenso Direttore, possibile che è cinque giorni che fai il pelo alle p e non ti accorgi che in alcuni post qualcuno si permette di sporcare il Sommo, lui si e davvero, VERONELLI. Certo tu sei moooolto meglio. In cultura, filosofia, competenze enologiche, battaglie morali e civili portate avanti e, soprattutto, stile.
@Antonio: Intanto mi pare che come iniziativa sia lodevole, in un paese dove nessuno o pochissimi pensano alla cultura del cibo e ai giovani.
L'iniziativa gia' di per se' merita un plauso.
@ Luca: Grazie di aver annoverato il mio locale nella sezione" pecoreccia".
Anche io scrivo cappasanta.....
è una bella idea. Non c'e nessuno che si sia organizzato (almeno per quello che so io) in questo senso. I ragazzi escono in stage dalle scuole alberghiere. Non so che cosa gli dicono o forse sono proprio così,ma mai che trovo qualcuno che parli o che chieda o che dimostri interesse e curiosità. Forse sono solo troppo giovani. Uscendo dalla scuola però si trovano in un mondo che non perdona. Allora ecco che magari gli verrebbe voglia di parlare e chiedere, ma a chi? Se gli va bene conoscono qualcuno per un consiglio, ma sarebbe una bellezza se ci fosse un master per loro e per tutti gli interessati ma tenuto solo da persone che lavorano nella e con la ristorazione anche alberghiera. Sarebbe come un'istruzione mirata, di attualità e assolutamente relistica. Uso un concetto un pò forte ma capitemi: sarebbe come formare le nuove leve sulle reali necessità del settore. Porebbe diventare anche un cerco e offro lavoro, invece dell'anima gemella trovo il mio capo sala ideale, un sogno!!!;-)
Forse la rete è l'unica maniera per raggiungere tutti e offrire un prodotto che si regge grazie agli sponsor. Non lo so. L'economia non è il mio forte.
paola.
Mi sembra che scuole di giornalismo, master e corsi legati al cibo/vino siano un po' inflazionati, e come tali, non so quanto possano costituire un reale sbocco occupazionale.
Tuttavia c'è bisogno di riscoprire le tradizioni, le basi dell'enogastronomia italiana, dei suoi legami col turismo e con l'ambiente: per questo mi sembrerebbe più opportuno, invece di "corsi" o scuole con sedi definite, istituire un circuito di seminari e laboratori sotto l'egida del paperogiallo, finalizzati a diffondere un modo nuovo e attuale di intendere e comprendere il mondo del cibo. In attesa della rete.
Niente popò di meno, colui che prepara amatriciane in tivvù, e vince concorsi.....come il grande Enrico d'oltralpe. Si è offeso, o si vole far pubblicità? Un tavolo per dodici, stasera.
Ho gia' tutto prenotato per stasera, chiama un'altro giorno..nse poì mai sape'.....
pS:Io ncasomai preparo matriciane giammai amatriciane.
Orc! A Matrice (RI) saranno contenti....
Certo che si , la matriciana e' Romana e non Amatriciana, ma andremo ot.
sarebbe interessante saperne di più, diretur!
comunque da questo sondaggio l'interesse e anche qualcosa di più i lettori lo hanno dimostrato...
Fare uno stage in un'azienda di alta qualità è difficile.
Non si tratta, come qualcuno ha scritto, di andare a lavorare gratis ma di entrare in una bottega dove a fronte di cinque posti arrivano cento domande da tutto il mondo.
Bonilli, non discuto che andare da Adria o Gennario Esposito sia ottimo per un giovane. Ma stage in italiano significa, nel migliore dei casi, prendere 250 euro di rimborso spese. Basta intenderci sul discorso stage: si tratta di esperienze degnamente pagate? Sui numeri, le posso dire che il mio sito di cinema (che a malapena tira su quello che serve per pagare le spese) riceve 3-4 curriculum a settimana di gente che vuole lavorare gratis. Noi rifiutiamo sempre, anche se ci farebbe comodo, perché riteniamo che una delle cose che stanno distruggendo il nostro Paese sia la gente che lavora gratis e che ovviamente rende il mercato più povero (perché pagare qualcuno se posso avere un altro - magari anche bravo - a gratis)? Tutto qui, mi perplimeva questo, senza offesa per nessuno...
Mi pare un'idea bellissima colmare una lacuna della formazione (pubblica e privata) in Italia. Però, please, non chiamarlo Master ;-)
Fa venire in mente cose costose che rimpinguano sempre le tasche di chi le propone e solo qualche volta forniscono strumenti utili.
Scusate....ma nessuno ha mai pensato che in una buona parte dell'Italia oltre a formare nuovi professionisti , ci sarebbe urgente bisogno di formare i ristoratori!?....già perché cosa ce e facciamo di un esercito di bravi professionisti se poi mancano i posti dove questi dovranno mettere i pratica tutto quello che hanno imparato?....bisogna lavorare bene sulla mentalità dei ristoratori , nel far migliorare l'offerta,specie nei piccoli centri....
Serve proprio una stage, soprattutto per gli arrivati che dicono matriciana.... Poveretti manco il mestiere conoscono. Amatrice, paese. Amatriciana, ricetta originaria di Amatrice. Non temere per il tavolo, dodici coperti fanno gola, ancora di più se nelle guide amiche ti tolgono i puti di bonus che ti farebbero sprofondare un pochino nell'anonimato. I punti alla cucina sono un pochino meno lusingieri nella g.r.2008 No?
Matriciana ahahaha
Pure le bugie dici. C'è posto, c'è posto. Locale pieno e tu invece di preparare "matriciane" stai al pc. Ma corri in cucina!
Continui a straparlare di argomenti che non conosci , caro luca.
Non e' neanche il luogo adeguato questo, poiche' si sta' discutendo di altro.
Sii contento che ti sto' dando corda, perche' vedo che alle tue provocazioni non abbocca nessuno.
Buona giornata.
Ps: la differenza tra me e te e' che io mi firmo con nome cognome e indirizzo, di te si conosce appena un nomignolo.
non mi toccate Arcangelo!.....grande ristoratore e cuoco, onore al merito......
Non mi toccate Arcangelo!....grande professionista e ristoratore, onore al merito... e poi la sua "carbonara" è tra le migliori d'Italia....e di sicuro anche la "matriciana"...
Caro Arcangelo, dai non infierire!! Secondo me Luca è un collega che ambirebbe a potersi definire tuo concorrente invece gli riesce bene solo rosicare :-(
Ciao
Grazie della stima Salvo, e grazie anche a te Luciano.
Secondo me la crisi pazzesca nella quale ci troviamo e di cui vediamo solo i primi segnali non è avvertita veramente per quello che è e sarà.
Stage uguale lavoro gratis?
Io la vedo così: se un giovane riesce ad andare per mesi, molti, meglio se un anno, da un grande maestro ne ha tutto da guadagnare.
Perché i giovani avvocati che fanno pratica, obbligatoria, in un grande studio voi pensate siano pagati?
E i giovani architetti?
Io non lo vedo come sfruttamento se è uno stage fatto secondo regole formative.
I nostri giovani cuochi, che finalmente vanno all'estero, fanno stage dai grandi spagnoli prendendo poco ma imparando molto.
In altro modo cosa farebbero?
Bonilli lei ha ragione però forse fino a qualche anno fa quando questi giovani andavano a fare questi periodi di formazione avevano dietro una famiglia che li poteva economicamente aiutare. Adesso le disponibilità familiari di molti sono diminuite di molto e cavarsela da soli è sempre più difficile.
Inoltre il periodo di formazione deve essere ben organizzato, io conosco alcuni ragazzi che come giovani laureati in legge od in economia e commercio sono stati tenuti per mesi e mesi a fare i passacarte.
Forse il tutto, come sempre in Italia, andrebbe meglio ed ufficialmente regolamentato.
A proposito di crisi, Tremonti e Sacconi hanno appena detto che il default dell'Italia "è un'ipotesi improbabile ma comunque possibile".....Berlusconi come Carlos Menem...io non lo avrei mai detto.... :-(
Ciao
Ci sono stage e stage, in qualunque campo. Dipende, come sempre, dalle persone coinvolte.
Detto così sembra un luogo comune ...
Sarebbe un luogo comune se non parlasse la storia delle persone.
La parola stage è diventata quasi insopportabile perché ci sono un sacco di azienducole e professionistucoli senza particolari doti che sfruttano uno stagista dopo l'altro per non dover pagare qualcuno per fare alcuni lavori e per potersene liberare quando non servono più.
Ma passare un po' di tempo con un vero maestro, qualcuno che sa veramente fare ciò che fa in modo eccelso è tutta un'altra cosa: imparare è il vero guadagno. Se ne esce anche qualche euro, tanto meglio, ma oer una manciata di settimane o di mesi, secondo me vale comunque la pena fare qualche sacrificio - si può anche vivere molto a basso costo, volendo, soprattutto da ragazzetti, dai!
Brava Gumbo, ti straquoto.
Sono assolutamente d'accordo con Gumbo. Io ho fatto tre stage, in due non ho visto una lira, gli ho fatti prima del 2001 ;-) , nel terzo ho avuto un rimborso di 300 euri mensili. Non avevo aiuti dalla mia famiglia, per questo ho trovato un lavoretto per potermi pagare affitto e spese a Roma. Vale a dire 16 ore al giorno tra stage e lavoro. Ma, dallo stage, ho imparato così tanto che è valsa la pena fare il sacrificio. Perciò penso che se uno vuole, se ha delle vere motivazioni, può farcela a prescindere dalla crisi, dalla precarietà e dai contratti. Anche perché non sarei così d'accordo con Vigna del Mar sul dire che prima le famiglie avevano più possibilità: i miei genitori hanno lavorato fin da giovani nel pubblico, posto fisso quindi, dopo 35 anni stanno ancora pagando il mutuo della casa, e non hanno mai avuto tutte le cose a cui oggi nessuno rinuncia: se non ho l'iphone, ho l'enne 96 nokia, se non ho mediaset premium ho sky (anche con l'iva al 20% of course, se non ho la mini, ho la nuova 500. Ma lo stage o il lavoro da 1000 € non la faccio, mica io mi faccio sfruttare...
@giampaolo (scusa il ritardo nella risposta)
vivo in un paesino a 30Km da Oxford. Ottimo per andare a cavallo, un po' meno per mangiare qualcosa di buono, se non ne puoi più del "cibo da pub" (vero simbolo nazionale).
Al di là dello stage, mi chiedevo quale fosse il target della scuola. Solamente aspiranti cuochi/giornalisti o anche semplici appassionati che, magari, non lascerebbero il loro lavoro per intraprendere una nuova professione, ma sarebbero comunque interessati ad approfondire questo mondo in modo un po' meno "autodidatta" (come mi era sembrato di capire da uno dei primi commenti)? In questo secondo caso, mi immagino un "corso di studi" (passatemi il termine) più breve e senza stage. Ma forse ho frainteso io.
Bella idea, nella speranza che la professionalità sia cmq alla portata, non dico di tutti, ma almeno di molti.
La bella idea si modifica anche sulla base delle vostre osservazioni e consigli anche perché nessuno può rubare la mia faccia e il mio nome e io nella scuola leggera e nei giovani ho sempre creduto e quindi, in un momento di crisi con tutte le lettere maiuscole, penso che sia la strada sulla quale puntare e penso che il web sia fondamentale per arrivare a Oxford e Verbania :-))
Non è una scuola per giornalisti o cuochi ma per consumatori curiosi e golosi, come era lo slogan che avevo coniato in un'altra vita, in un altro mondo e per un'altra iniziativa :-))
"Non è una scuola per giornalisti o cuochi ma per consumatori curiosi e golosi"
ecco, questo mi tranquillizza :)
Perdona Stefano, ma Verbania ? Da dove esce... così per sapere :)
Potevo dire Anzola Emilia, così va meglio? :-))
Concordo che uno stage è utilissimo e non è affatto un modo di sfruttare gratis un giovane professionista. Poi il discorso interessante di Bonilli è quello del network. potrai anche essere bravissimo e promettente, ma se non lo sa nessuno dove vai?
Lo stage è soprattutto un modo per imparare quello che la scuola non può darti, per capire se hai scelto il mestiere che fa per te e per dimostrare quello che vali. A quel punto puoi anche andare avanti da solo.
Se non fosse una parola ormai così sporcata dalla prassi e dal nepotismo, direi che quello che Bonilli ha in mente di fare è valutare le capacità dei partecipanti e 'raccomandarli'. Una garanzia di qualità, tutto sommato.
il mio consiglio da "giovane" e' puntare tutto sulla rete. Internet e' il nuovo mondo, puo' arrivare ovunque, e' il centro d'incontro piu' importante, lo stimolo alla crescita piu' efficace perche' ci si puo' confrontare con culture e idee diverse in un istante. Sostengo anche l'esperienza dal vivo perche' questa da una sensazione unica ma credo che tutto debba partire da internet.. Facebook e' l'esempio perfetto..
Mi sembra un buon esempio di come non ci si debba "far da parte", ma si debba "farsi parte" dell'innovazione, soprattutto a favore delle nuove generazioni. La rete può essere lo strumento con cui favorire il processo, ma i contenuti devono essere inventati e sviluppati da tutti, "anziani" in primo luogo. Da formatore è l'obiettivo che tutti i professionisti dovrebbero porsi.