28
Dic 2008
ore 15:40

Raspelli e i peccati di gola

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edoardo_raspelli_funghi.jpg

Gli chiede l'intervistatore "Il suo è una lavoro?" e il Raspa risponde "E' una dannazione".
E' un frammento  dell'intervista che appare oggi sulla Stampa - pensa un po', il giornale dove Raspelli ha una rubrica da una ventina d'anni e più, quel che si dice uno scoop - e nella quale per l'ennesima volta lui si racconta.
Chiariamo subito un punto: Raspelli è bravo, batte i ristoranti, cioè li visita davvero e, come dice nell'intervista "... quando vado al ristorante mangio 3 o 4 antipasti, 2 primi, 2 secondi e un dolce".
Questo avviene di media 150 volte l'anno, tante sono le sue visite e quindi rispetto alla media dei critici viaggia alto, altissimo e pochi tengono da anni questa andatura.
Certo, questo lo si nota osservando Raspelli da vicino: ha una pancia enorme e dopo essere calato da 119 chili a 99 credo che li abbia ripresi tutti e con gli interessi.
Lui non racconta i piatti nelle sue recensioni ma le atmosfere e gli uomini.
Molto attento alle PR, se gli altri parlano bene di un cuoco lui ne parla, se solo ce n'è il minimo pretesto, male o molto male.
E' il 27 maggio 2005 e Bernardi, allora a Peperosso, gli chiede: "La cosa più buona mai mangiata? Un crudo di gamberoni rossi. La peggiore non le interessa [Certo! E molto] Sei mucchietti composti da semi di peperone su base gelatinosa, serviti in un piatto rettangolare. Da Ferran Adrià, naturalmente."
Si, perché Ferran Adrià è un po' una sua ossessione fin dall'autunno del 1999 quando sulla Stampa ha pubblicato in un'intera pagina la sua stroncatura-capolavoro intitolata "22 portate di vergogna" con la quale, dopo una prima intera colonna contro il Gambero Rosso, reo della prima copertina italiana dedicata a Adrià con un titolo che non lasciava dubbi "Il cuoco del XXI secolo" - ma senza mai fare il nome - ha demolito Adrià, la sua cucina e i gonzi anzi, i gastrogonzi, come lui li chiama, che ne parlavano bene.
Il sospetto che ebbero a quel tempo molti fra i critici e gli appassionati fu che Raspelli, che all'estero viaggia pochissimo, fosse stato spiazzato dal boom della cucina spagnola e per questo tagliato fuori dal dibattito e che per rientrarci avesse deciso di attaccare a testa bassa.
E infatti l'articolo fece molto scalpore e questo per Raspelli è ossigeno.
Come scalpore fece il suo 11,5/20 dato alla cucina di Massimiliano Alajmo e alle Calandre sulla Guida Espresso ai tempi della sua direzione.
Di quel voto e della relativa stroncatura lui va orgoglioso tanto da rivendicarla sulla Stampa del novembre del 2007 proprio nella recensione che indica il ristorante dei fratelli Alajmo come il secondo d'Italia anche grazie, dice il Raspa, a quella botta: "Se non avessi bastonato Massimiliano Alajmo, per quel gommoso pastrocchio di polenta presentatomi alle sue Calandre, oggi il secondo ristorante d'Italia (a pari merito con l'Enoteca Pinchiorri di Firenze) continuerebbe con il gastro-cazzeggio di allora."
Raspelli lo conosco da tanti anni.
Nel 1985, quando lavoravo alla trasmissione del TG2 di Tito Cortese, Di Tasca Nostra, l'ho intervistato e per lui l'apparire, a parte la vanità, essendo un free lance, fa parte degli attrezzi del mestiere.
Nel 1986 ha curato la pagina dei ristoranti sul Gambero Rosso, ai tempi supplemento del manifesto, quanto di più lontano da lui, politicamente parlando.
Oggi Edoardo Raspelli da Bresso, dedica la maggior parte del tempo a Melaverde, la trasmissione domenicale di Retequattro che conduce da dieci anni con Gabriella Carlucci, cura sempre la rubrica dei ristoranti sulla Stampa e sogna - o forse ha smesso - di avere una guida dei ristoranti tutta sua.

commenti 22

Stefano, sei sicuro che non si sia intervistato da solo? Solo lui può ancora trovare interessante quel che un Raspelli ha da raccontare oggi...

28 Dic 2008 | ore 17:26

Strano che il miglior piatto mai assaggiato da Raspelli sia stato un crudo di gamberi. Pensavo che il suo palato si limitasse ad elogiare solo le lunghe cotture da trattoria del nord. Ovviamente l'abito non fa il monaco.. o forse si?!

28 Dic 2008 | ore 19:04

Raspelli dice pubblicamente di pesare 125 chili in questo momento.

28 Dic 2008 | ore 19:50

Beh, se è a 125 tendente a crescere è pazzo!

28 Dic 2008 | ore 20:45

Parli di Raspelli e devo dirti che mi fa piacere. ne fai un ritratto non livoroso e per chi ha avuto modo di lavorare con lui devo dirti molto veritiero. Lo sbaglio maggiore è stato quello della rivista, "Buffet"mi pare, dove molti collaboratori ci hanno lascito le penne o, per meglio dire, non sono stati pagati. Su Alajmo oggi è impossibile fare una critica negativa quindi taccio,poiché l'ho visitato solo una volta ed è doveroso frequentarlo per darne un giudizio compiuto. Sul fatto che Edoardo mangi tutto quello che scrive e che riesca a ricominciare dall'antipasto dopo il dolce è vero, qundi, onore al merito. Sul peso..potrei consigliare la mia dieta ma poi non la segue..

28 Dic 2008 | ore 21:53

L'ego di Raspelli è (quasi) pari al suo peso. Da Adrià ad Alajmo fino alla recensione del novembre scorso su Cracco (colpevole di aver fatto la pubblicità ad una nota acqua minerale?), il suo giudizio è stato tranciante, salvo poi perdonare chi si converta al suo verbo. Chissa anche lo chef di Roses potrebbe un giorno accedere alla clemenza se gli preparasse un rabo de toro..
Per intanto ormai visita quasi esclusivamente agriturismi, trattorie di una volta, qualche ex osteria da "camionisti"...

28 Dic 2008 | ore 23:00

ecco il link all'intervista fatta da Alain Elkann a Raspelli:
http://www.lastampa.it/search/articolo.asp?IDarticolo=1932548&sezione=Cronache%20italiane
il suo egocentrismo e la sua considerazione di sè sono allucinanti...

29 Dic 2008 | ore 08:27

grande raspelli...e per quanto riguarda adrià il suo giudizio lo condivido... comunque il raspelli è simpatico preparato...feroce... degustatore..però si fermasse a fare programmi enogastronomici...su gli altri lasciasse il passo...certo il suo tasso di colesterolo è un pochino alto...;)) certo quanti sacrifici fate voi assaggiatori.... un po di ciccia e Kg in più distribuiamola in maniera solidale ed equa...
saluti dal marmiton

29 Dic 2008 | ore 10:44

E la sua stroncatura di Marchesi? Dove la mettiamo? Per come l'ho conosciuto, direi che il suo pregio maggiore è il fiuto per la notizia. Meglio, della necessità della notizia. Viene dalla cronaca e si vede.
Bel post

29 Dic 2008 | ore 13:00

E' il rischio che si corre in ogni campo. La tentazione per il critico di rubare la scena al giudicato.
Chi è il protagonista assoluto della cultura gastronomica italiana? il cuoco e la sua cucina dovrebbe essere la scontata risposta.
Bonito Oliva non pensa così della transavanguardia italiana degli anni '70 di cui ritiene di essere il protagonista decisivo.
E decisivo per le sorti di molti interpreti in parte lo è stato, ma non gli basta che questo gli venga riconosciuto, vuole per sè la legittiamazione che può derivargli solo dalla codifica di tale ruolo.
Raspelli appartiene a quel gruppo di pensiero.

Direttore, argomento molto interessante

29 Dic 2008 | ore 13:25

Non conosco bene Raspelli se non per qualche articolo o per l'aver visto qualcosa in televisione e non ho mai avuto particolari motivi per averlo in antipatia o per amarlo. Nè, conoscendolo poco, posso permettermi di giudicare il suo modo di lavorare.
Trovo però fantastico che ci sia qualcuno che, facendo questo lavoro, si preoccupi, almeno oggi, e di questi tempi non è poco, più di recensire agriturismi e vecchie trattorie (di cui talvolta, Direttore, ci racconta anche Lei) che non di osannare mode ai più incomprensibili (ed inarrivabili...), scienziati pazzi (tanto di cappello al genio unito alla sregolatezza) che potrebbero più utilmente occuparsi di farmacologia e fisica quantistica che non di improbabili assembaggi o, peggio, "destrutturazioni".
Mi viene in mente il post sulla carbonara nella neve che mi ha fatto pensare a quei locali dovi ti portano al tavolo una bella ciappa bollente (o pietra ollare che dir si voglia) con piatti di verdure, carni, formaggi da cucinarci sopra.
Dando per scontata un'adeguata selezione delle materie prime, la presentazione e la convivialità dell'idea... dove sta la buona cucina?
(Non me ne voglia Direttore, a parlare, in verità, è uno che da bambino si è intrufolato in un pollaio e con le chiavi della 500 della mamma ha bucato e succhiato non so quante uova con una conseguente gravissima intossicazione che per almeno un paio di decenni me ne ha reso intollerabile anche il solo odore...)
Ma, al di là di tutto questo, così come trovo assurdo stroncare un locale od uno chef sulla base di una serata che può anche essere "no", non ci vedo niente di blasfemo nel non inseguire tendenze nelle quali poi diventa difficile distinguere il genio e la classe di un Adrià dal giovane cuoco che propone delle "Fettuccine di tre farine con piccole sfere di macinato di vitello cuneese cotte a 66° in olio ligure profumato alla vaniglia del Madagascar, pomodori siciliani datterini confit e capellini croccanti di carote di orto di collina su fonduta di scalogno calabrese"... , e poi, spesso, non sa fare una bolognese che sia anche lontanamente all'altezza di quella della vecchia "Signora" che sta nelle vecchie cucine della vecchia trattoria visitata dal Raspelli.

p.s. l'idea delle fettuccine è estemporanea ma mi suona così bene che (se mi doto di un coppapasta per presentarle adeguatamente) mi sa che, con qualche piccola variante, provo a farle... e comunque i miei ragù sono meravigliosi!

29 Dic 2008 | ore 14:55

Raspelli è simpatico, un gran mangiatore, un discreto divulgatore ma, a mio giudizio, gli manca quello spessore culturale indispensabile per valutare la cucina non solo con la pancia. E poi non ha mai dimostrato di conoscere la cucina al di fuori dei confini nazionali...Tuttavia lo leggo e lo ascolto sempore con curiosità.

29 Dic 2008 | ore 14:55

Scusate, un dettaglio: ma quando menziona l'articolo sul ristorante "Carlo Gracco" cos'è, un refuso (grave) del giornale, un refuso (grave) di chi l'ha messo on line, o una presa in giro il cui senso mi sfuggirebbe?

29 Dic 2008 | ore 15:04

Raspelli mi ha spiegato, quando sono andato a intervistarlo per il Gambero Rosso come neo curatore della guida dell'Espresso, che lui non parla mai degli altri giornalisti perché sono tutti dei potenziali concorrenti in quanto lui è un free lance.
Raspelli, quando l'hanno scorso l'ho invitato al convegno che facevamo ad Alma - che non è la scuola di cucina, usurpatrice del nome, ma l'Università di Bologna - sulla storia della gastronomia degli ultimi trent'anni, mi ha chiesto quanti soldi gli davamo.
Nulla, ho detto, come a tutti gli altri, al massimo il rimborso spese per il viaggio e l'albergo.
Sono venuti tutti, ma proprio tutti, mancava solo uno...

29 Dic 2008 | ore 17:07

...direttore solo Lui non si muove senza compensi?...quanti commentatori chef tric e trac si muovono gratis?..quanti fanno a gara per apparire in Tv nei convegni..quanti fanno beneficenza? ...ancora credete al mondo gratis? a un convegno sul barolo a roma una sera un vostro conosciuto collega con suoi amici dello stesso mestiere parlavano con me (non mi conoscevano) di cucina e vini sentita la mia media competenza subito mi hanno chiesto se avevo un ristorante e dove era ...ammazza mi sono detto calma ragazzi..subito pronti!!!io fui!!!ora sono free lance anzi free... tutti accaniti in cerca di guadagno e scoop...mi dirà è il propio mestiere!!! tutto si muove per soldi...e come dice un mio amico chef tutto è pubblicità e gossip... Raspelli è un competente free lance da sempre è un competente anche come giornalista...lo si vede dal programma che conduce...e anche Lui cerca il guadagno come tutti gli altri...se fa benefecienze non lo viene a raccontare a noi, quelle sono cose personali ed intime ...mi piacerebbe vederlo scrivere a questo post rispondendo alle provocazioni...qualche giudizio positivo sulla persona? mi piacerebbe sentirla.
So di essere di disturbo tra tanta competenza
...Cordiali saluti

29 Dic 2008 | ore 18:14

Caro Marco, quando tutti vengono gratis, che poi gratis non è, almeno per chi invita, perché ti pagano viaggio e alloggio, qualcosa non funziona nella tua visione del mondo se sei l'unico a non accettare l'invito perché non ti danno 3000 euro per un intervento di 15 minuti.
Inoltre non mi sembra che ci sia bisogno che Raspelli intervenga in prima persona, lui queste cose se le legge, non mi sembra, dicevo, perché a partire dal post in generale si parla bene di lui.
E purché si parli di lui è disposto a tutto :-))
Qui è gratis.

29 Dic 2008 | ore 18:23

Secondo me è un buon palato. Per il resto non lo conosco a fondo. Mi piace il fatto che ha il coraggio di fare critiche anche a grandi nomi della ristorazione. Mi sembra meno sviolinatore di altri.

Ad Majora

29 Dic 2008 | ore 19:23

Secondo me è una buona panza.

29 Dic 2008 | ore 22:07

Grande Raspa: fu il primo a denunciare che a Bologna si mangia male, che nei ristoranti all'estero il vino italiano non esiste, che gli hotel tricolori fanno caca.. che gli spagnoli sono un branco di autoesaltati a cui noi facciamo pubblicitá gratis, che i grandi di Francia meritano rispetto e che il maialino iberico é 100 volte meglio di quello sardo...uno che non le manda a dire e che a volte ha una lingua lunga quasi quanto la sua panza...

30 Dic 2008 | ore 16:53

Uno che dopo aver pietosamente sottovalutato Alajmo ha il coraggio di scrivere che è diventato bravo grazie alle sue critiche si qualifica da solo.
L'incarnazione del pallone gonfiato, a furia di "4 antipasti., 2 primi ecc. (ci si domanda come faccia un palato a non saturarsi e un fisico a non abbrutirsi).

Lasciamo che lo si dimentichi, o che lo si ricordi solo per le sue grandi qualità imprenditoriali (Buffet docet)

30 Dic 2008 | ore 20:36

Caspita come mi piacerebbe un programma dove Bonilli e Raspelli commentassero e discutessero di gastronomia,ristoranti,ecc. Ci avete mai pensato?In fondo siete stati per decenni le penne più blasonate del settore, siete persone completamente diverse,e questo garantirebbe una analisi completa ed obiettiva di qualsiasi argomento. E permetterebbe a noi appassionati di continuare a discutere,confrontare,litigare ecc.

31 Dic 2008 | ore 12:39

@ massimo filippone
sono pienamente d'accordo con te'
posso sembrare out in questo discorso du raspini,
ma voglio dare ragione a massimo,sono negli stati uniti,e c'e' un programma che reputo carino e simpatico,si chiama "TOP CHEF" vengono selezionati 16 chef,pero' non novelli,chef abbastanza conosciuti e rinomati,sono gia alla 3 o 4 edizione,non mi ricordo bene adesso,sono cuochi abbastanza di stampo moderno,in una prova sono stati obbligati a proporre dei classici della cucina(lasagne,gnocchi,souffle',pasticcio di carne,paella ecc.ecc.)beh! volete sapere il risultato? su 16 hanno sbagliato i piatti in 12!e sono cuochi di livello!percio' do' ragione a massimo ed a raspelli per gli attacchi ai nuovi cuochi ed alla nuova cucina fatta di molta chimica e cose varie,e la mancanza dell'ABC della cucina!
raspelli non lo considero un illuminare della critica,ma certe volte ha ragione e bisogna ammetterlo.................

05 Gen 2009 | ore 11:14

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