18
Dic 2008
ore 12:35
ore 12:35
Si fa presto a dire spigola...

... si fa presto, ma mica siamo in estate, il mare è in burrasca, le barche che vanno al largo non escono da una settimana ma se entri in un ristorante e chiedi la solita spigola non c'è problema.
Uno ha questi pensieri e dubbi e però davanti ai suoi occhi c'è una esposizione di merluzzi, sogliole, pezzogne, gallinelle, saraghi, san pietro e spigole, e non siamo in una pescheria, e allora pensa che c'è qualcosa che non va.
"C'è qualcosa che non va?" chiedo a Enrico Pierri.
Lui è il responsabile dell'esposizione di pesci, il mare è in tempesta, quindi...
"Il pesce viene da Anzio, è il solo tratto di mare riparato da dove arrivano prodotti, ma con un mare così non tutti - risponde Pierri - se ci fosse il mare calmo avremmo anche cannolicchi, tartufi, fragolini, ombrine".
Quindi il pesce c'è ma costa, ha prezzi che molti ristoranti non si possono permettere ma non per via del mare ma per la qualità e la difficoltà di rifornimento.
Perché il mercato del pesce e i ristoranti di pesce sono un mondo diviso in gironi e qui, siamo al Sanlorenzo, in via dei Chiavari, nel cuore di Roma, vendono pesce di alta qualità, quindi nel girone più impegnativo.
Già, il pesce di qualità, i prezzi e il pubblico che deve fidarsi perché nessuno è esperto ma tutti però vorrebbero certi pesci tutto l'anno, come il tonno, che adesso non c'è, arriva dai mercati esteri, ma quando si siedono al ristorante la tartare di tonno è quasi una ordinazione d'obbligo.

Pierri prende in mano delle alici, sono rovinate perché il mare le ha strapazzate.
Le porta in cucina e il piatto che preparano e poi ci servono è con la burrata e il tartufo ed è un modo per truccarle, queste alici, non nel senso di spacciarle per quel che non sono, ma per arricchirle e abbellirle essendo di loro saporite e aliciose ma non di bell'aspetto.
C'è il discorso dei clienti che vorrebbero certi pesci sempre, non hanno ancora imparato che non è possibile la spigola o i calamari, o i gamberoni tutto l'anno, sempre che vogliano pesce buono e dei nostri mari.
"Oggi le ricciole sono da un chilo - dice Pierri come esempio - ma se uno le trova più grandi quelle ricciole vengono dall'Oman".

E' così, è un mercato con riti e capricci perché ormai ci sono dei consumi di lusso generalizzati e chi non ha ordinato una spigola scagli la prima pietra.
Solo che nella giornata in cui noi siamo a far foto e parlare la spigola, che non si può/riesce a vendere a più di 80/82 euro al chilo al tavolo, costa al ristoratore 52 euro/chilo e se si aggiungono l'Iva, le lavorazioni con tutti gli annessi e il servizio "è una vendita a perdere - sentenzia il titolare del San Lorenzo - ma non puoi non averla perché il cliente te la ordina".
Le guide, dopo il primo anno di vita, l'hanno trattato bene il ristorante, l'Espresso ha dato un 15,5/20, il Gambero Rosso 80/100, il locale è molto bello, dopo i primi mesi in salita, Roma è una città grande e che funziona col passa parola, comincia a ingranare.
Soffitti alti, un bel restauro, quadri moderni alle pareti, una sala fumatori, sotto, nelle cantine, una saletta per pranzi privati e Pierri, con Elena Lenzini, che serve, consiglia, mentre lei suggerisce i vini.

Una bella carta dei vini, interessante, non banale, con un tratto ricercato, etichette non scontate ma neppure pretenziose e prezzi sopportabili.
Riprendiamo, però, a parlare del tema piatti e pesci che ci devono essere tutto l'anno e quindi, è quasi scontato e d'obbligo, degli spaghetti con le vongole.
Mentre in cucina fanno cuocere 80 grammi di spaghettoni Verrigni per la foto - e per mangiarli, va da sè - e preparano il sugo di vongole noi parliamo con Pierri del mollusco più diffuso sulle nostre tavole che può arrivare da Chioggia e dalla Laguna, dal Sud Est Asiatico e dalla Laguna di Sabaudia, queste ultime sono vongole rare, costose, incredibili, costano 22 euro al chilo e in un piatto sono così buone, grosse, dal sapore totale da bastarne 7/10 mentre quelle senza sapore che di solito vi invadono il piatto, che danno un'apparente idea di abbondanza, costano 6/8 euro al chilo e in questa forbice noi vediamo rappresentato lo spaccato di un mercato che vuole e, nella maggior parte dei casi, non sa, non conosce.
Arrivano gli spaghetti con le vongole e sono al dente come si mangiano a Roma e sono cremosi, ben conditi e buoni. Forse ne ho mangiati di migliori, sempre qui, certo ho mangiato in stagione spaghetti con i ricci da alzarsi e ballare attorno al tavolo, ma non è da critici fare certe confessioni.
Un secondo di merluzzo con asparagi e patata, buono, carni che si scompongono a lamelle, piatto e pesce da ordinare.
Conclusione: un buon ristorante di pesce che ha sempre buona materia prima, dove si spendono 80 euro di media, con un servizio che migliora progressivamente e dei proprietari attenti e sorridenti.
Il Sanlorenzo
via dei Chiavari 4-5
ROMA
tel. 06. 6865097
chiuso domenica e lunedì e sabato a pranzo
ferie in agosto
carte di credito: tutte
FOTO SIGRID VERBERT









bellissimo, stefano. e certamente molto utile. complimentissimi
emmegi
Tanta attenzione alla stagionalità del pesce è lodevole. Sarebbe bello estenderla anche agli ortaggi, perchè gli asparagi a dicembre o sono congelati o vengono da fuori. Nel secondo caso non è detto che sia per forza peggio, ma del resto anche il pesce di Anzio, pur eccellente, non è che sia l'unico pesce buono.
A proposito di prezzi, avvicinandosi la vigilia, speriamo che migliori il tempo. Altrimenti, alla faccia della crisi, i prezzi saranno da record!
p.s. sul nuovo look del blog mi riservo un commento dopo qualche giorno di navigazione. Comunque complimenti.
Quasi tutti quelli che conosco mangiano pesce comprato già a tranci e filetti o surgelati semipronti (tipo anelli di calamari). Occasionalmente pesce intero da mettere in forno, rigorosamente orata o spigola. Di stagioni e provenienza se ne disinteressano completamente. Questo in effetti è assurdo, soprattutto in un paese con così tanto mare intorno come l'Italia.
Sulla solita spigola però...i negozi e supermercati non vendono mai solo pesce proveniente solo dall'Italia o da una piccola zona. Quindi magari c'è burrasca da una parte -e non solo d'inverno!- ma non da un'altra parte del Mediterraneo, senza necessariamente passare agli angoli remoti e al Mekong; e poi tutto il pesce d'allevamento in vasche (da cui proviene credo un gran numero di spigole in circolazione), raramente si accorge del maltempo!
L'importante è essere consapevoli di cosa si sta comprando, no?
Il pesce, come le fragole, c'è tutto l'anno ma in realtò non è vero.
Poi c'è il discorso del congelato e del fresco.
Prendiamo i polipi: la ristorazione ama quelli congelati perché sono morbidi, sfibrati, una volta scongelati. Costano 6/8 euro al chilo e vengono in gran parte dal Sud Africa.
I polipi veraci di sabbia o di scoglio sono più buoni e più difficili da trattare per un ristoratore, rimangono più duri, devono essere trattati più a lungo, tra i due comunque quello di sabbia risulta più facile da ammorbidire.
Costano 8/10 euro al chilo.
Molte volte capita che il congelato diventi fresco per miracolo e per migliorare i conti.
E questo è uno degli esempi tra mille sulla giungla del pesce.
Mah, non vorrei sembrare pessimista, ma da un articolo, della rebubblica on line di qualche giorno fa, in cui si raccontava dell'ennesimo scandalo legato al cibo avariato (in questo caso pesce congelato venduto come fresco http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2008/12/12/lo-scandalo-del-pesce-congelato-del-2005.html) appare anche che il 70% del pesce consumato in italia... non è italiano anche se è spacciato come tale.
Ma allora, di chi ci possiamo fidare? La risposta ai posteri, mi sa.
Complimenti per il suo nuovo blog, Sig Bonilli: grafica gradevole, organizzazione delle rubriche "aerea e spaziosa".
Chapeau bas, come si dice da queste land, così vicine ma nello stesso così lontane.
www.radicchiodiparigi.wordpress.com
Mi scuso per l'OT. Complimenti al Direttore, blog molto bello, grafica avvincente e foto...magnifiche. Buon lavoro e auguri sinceri, di cuore.
sbuso
Complimenti per il blog...
@Lucia, veramente preferirei qualche risposta adesso, senza attendere i posteri!
Ci sono cose impossibili da controllare. Però informarsi con attenzione, facendo domande, prove, verifiche e confronti, scegliere con calma di chi fidarsi (venditori o ristoratori)...un po' di differenza la fa, rispetto ad andare completamente a caso!
p.s. Come zona "complimenti per il sito"non sarebbe meglio questa?
Il pesce va con la legge della domanda e dell'offerta .
Si puo avere tutto e quasi sempre .
E' solo questione di quanto
Si possono avere scampi vivi a natale con 2 settimane di mare da bora
Quello che non si deve mai acquistare è il pesce in frega o fuori periodo o che ha superato le 24 ore .
Il mare grosso centra poco .(ovviamente entro i limiti )
Inoltre esistono metodologie di conservazione perfette x conservare una spigola d'amo di 12 ore x 30 giorni sotto vuoto a 40 gr sotto zero senza avere la piu piccola variazione organolettica
Quindi si può acquistare preventivamente
E' molto romantico pensare al ristorante che chiude con il mare in burrasca, ma assolutamente improbabile .
Poi ovviamente è tutta una questione di intelligenza ,conoscenza e sensibilità .
Se un cliente ordina scampi a natale ed è disposto pagarli 300 euro il kg perchè non soddisfarlo .
IL pesce fresco (12ore) costa tantissimo e non è alla portata di tutti i ristoranti .
Se si vuole mangiare scampi, spigole ,rombi s pietri , scorfani , mazzancolle , sogliole ,o rane pescatrici a 30 euro , si mangia pesciaccio
Si possono spendere 30 euro e mangiare buonissimo pesce azzurro o di paranza
Inoltre L' 80 x 100 di pesce in commercio è estero e di allevamento .
Senza contare le mille sofisticazioni e adulterazioni che si possono fare .
.... la so tutta .
la so tutta sul pesce e quello che gli gira attorno hahahah!
ciao stefano
complimenti x il nuovo look
m
Tanto di cappello per l'intervento del Sig. Uliassi! Complimenti vivissimi, la ammiro ed invidio moltissimo!
by Marco, "Liffo" di Reggio Emilia...ricorda?
sottoscrivo in pieno Uliassi ...ed aggiungo che a fronte di una "ristorazione canaglia" che purtroppo esiste un pò ovunque in Italia , c'è ,ed è una lobby potentetissima , una marineria che eticamente (per usare un eufemismo) non ha nulla da invidiare alle canaglie di cui sopra. Esempio : lo scorso giugno tutta la marineria italiana ha scioperato (armatori e marinai insieme...) contro la speculazione sul prezzo del petrolio . Questo ha portato in tutto l'indotto (ristoranti, pescherie ecc) un abbattimento del volume d'affari notevole; benissimo , sacrosanto il diritto allo sciopero (anche se padroni ed operai insieme a scioperare sembra strano...) ma il dato è che quando sono tornati in mare i prezzi del pesce sono andati alle stelle, ed a novembre (non a Natale) ,nonostante il dimezzamento del prezzo del gasolio il pesce costava come a primavera. Con questo voglio dire che poi spesso la speculazione infetta dall' alto tutta la filiera che in questo modo degenera e aiuta a creare i brutti esempi citati nel post. Saluti andrea beccaceci p.s. bel blog
Il nuovo look attira i cuochi! ;-)
Mauro Uliassi, istruisci noi di città che abbiamo meno confidenza col pesce (di maaaare eeeh)! :-)))
"La frega" cos'è? Il pesce "fuori periodo" costa di più o non si dovrebbe proprio trovare?
Aggiungo, da profano che cerca il bandolo della matassa
1. se il pesce è congelato basta saperlo e uno sceglie, l'importante che non sia spacciato per fresco e che venga ben conservato.
2. se ben trattato e conservato (catena del freddo, sottovuoto ) non vedo perchè si debba scartare a priori la spigola proveniente da Oman rispetto a quella del Tirreno, anche perchè credo che in 12 ore arrivino ai mercati, altrimenti a Milano o Torino tutto il pesce sarebbe da buttare.
3. mi chiedo se il pesce fuori stagione lo è in una zona ma non in un'altra, dalla quale potrebbe arrivare, senza finzioni e senza alterazioni significative, a parte il prezzo.
4. a questo punto tutto dipende dal prezzo, che sarà diverso a seconda della provenienza e della richiesta, ma che sarà proporzionale anche e soprattutto alla correttezza del venditore e del ristoratore.
5. sarebbe necessaria, utile ed educativa più chiarezza sul pesce esposto, sia dal punto di vista della provenienza (da non demonizzare), sia della conservazione che delle diverse caratteristiche (qualità, stagionalità ecc.)
Andrea Beccaceci del suo ristorante in quel di Giulianova ne ho uno splendido ricordo anche se un pò lontano nel tempo. E' un piacere averla rincontrata.
Ad Majora
Racconto un episodio cui ho assistito un' etate di 2 anni.
Alle 6 del mattino circa stavo corricchiando sul lungomare di una località marina. In lontananza vedo una barca in riva al mare e delle perosone che sacricano qualcosa da un furgone, attraversano la spiaggia e lo depositano sulla barca. Man mano che mi avvicino vedo che sono cassette di pesce surgelato. Scaricato dal furgone il "pescato" debitamente conservato, la barca si è allonatanata da riva e si è diretta verso un peschereccio al largo.
Il resto lo lascio alla fantasia perchè non ho visto il ritorno al porto del peschereccio con la sua pesca miracolosa ....
Giancarlo
Strano rapporto quello degli italiani con il mare: siamo circondati dal mare eppure abbiamo una cucina di terra che da sempre quasi rifiuta il pesce, tant'é che all'estero, esagerando, affermano senza mezzi termini che nella nostra cucina il pesce direttamente non esiste. Secondo me una delle ragioni che ci penalizza rispetto a Francia e Spagna é proprio questa: grazie all'Atlantico e al Mediterraneo pulito della Comunitá murciana e dintorni lí il pesce fresco non manca mai, noi siamo costretti ad importarlo, dalla Turchia che sta nel nostro stesso mare....il pesce fresco é percepito come difficile da cucinare dalle nostre massaie, che piú in lá della pasta sembrano non volere andare
aaaaaaah.. la testola di Uliassi... e che ve lo dico a fare!
Una delle cose che mi diverte di Eataly è vagare sbirciando cosa compra la gente o ascoltando cosa dicono. Nell'area pescivendola una cosa che sento quasi sempre è: "Vorrei qualcosa da cucinare velocemente" (a cui spesso segue "magari un po' di spada"). Il commesso esegue, consegna pacchetto costosissimo, quando magari c'è una distesa di pesce buonissimo che costa infinitamente di meno - completamente ignorato.
ciao gumbo
la frega è quando i pesci vanno a depositare le uova .
I pesci in frega non si possono pescare x ovvie ragioni , e perchè subito dopo sono piuttosto "sgulmiti",termine senigalliese che sta ad indicare animale o persona che ha perso molto peso e che ha carni flaccide ( fuori periodo ) .
X esempio il tonno è un animale che è fantastico quando va a riprodursi tra aprile e il 12 giugno ( tonno da corsa o di andata , ma pessimo dopo )tonno di ritorno .
Sono propio 2 animali differenti .Il primo ha un profumo di sangue quasi pornografico come direbbe carmelo chiaromonte il secondo non ne sa di nulla .
Noi usiamo pesce di 12 ore quindi con ancora il rigor mortis, perchè è l'unico che può essre conservato ( non tutto ) utilizzando le tecniche di sui si parlava sopra
Per esempio il pesce crudo x essere venduto deve essere abbattuto secondo norma di legge x almeno 48 ore a 25 gr sotto zero
E' molto pericoloso mangiare pesce crudo in genere ,x via dell'anisakis , ma ancora di più se è di allevamento , perchè spesso gli animali di allevamento si nutrono con mangimi di dubbia provenienza .
C'e' molta ignoranza sul pesce in quanto la cultura italiana è di carne coste comprese a parte le puglie dove hanno ancestrali tradizioni di cucina di mare anche in campagna.
Il pesce è cosa recente e la sua fortuna è legata alla nuova cucina , al fatto che gli si da una valenza terapeuticha e un po anche alla sfiga che ha avuto la carne con mucca pazza, l'aviaria e perchè tappa le vene mangiarne troppa .
Purtropo le frodi sul pesce , ma come si è visto di recente anche su moltissimi altri alimenti , è solo una delle tante cartine tornasole della decadenza morale del nostro paese .
Essere svegli è una delle qualità degli italiani che spesso travalica nell'essere troppo furbi
, ma pare che ultimamente in qualche paese asiatico siano capaci a farci le scarpe anche su questo .
ciao andrea beccaceci
w comunque l'italia
m
Caro Mauro, lo vedi perché è importante che voi cuochi prendiate la parola in prima persona :-))
E' più utile questo tuo scritto di dieci menate sui voti, il lusso, i prezzi eccetera che di solito sono il terreno sul quale sono costretti i cuochi.
Ormai c'è bisogno di concretezza e di credibilità e tu sei credibile perché ogni giorno ti misuri col pubblico nel tuo ristorante dove si mangia sempre e non ogni tanto bene.
Grassie Uliassio! Molto interessante davvero.
Oh se questo blog continua con lo stesso slancio e stile con cui ha iniziato, doppi complimentoni a bonilli.
p.s. Mi sono appena accorta della novità di cliccare su "rispondi" su un commento e automaticamente esce il riferimento a chi l'ha scritto e dov'è nella pagina. Wow!
Polpo, Bonilli, si dice polpo. I polipi lasciali agli otorino.
Ciao Mauro, alle 24 ore del pesce, puoi dire che il pesce ha 24 virtù, ogni ora ne perde una. Ciao Gino, e complimenti al Dott.Bonilli.
Fantastico!!! Questo blog è fantastico. Mi devo scusare con il Sig. Bonilli perchè sono intervenuto per la prima volta nel suo blog su un altro argomento (l'ananas bandita) senza avergli fatto gli auguri e i complimenti. Me ne scuso. Concordo pienamente con il suo intervento (il n.20) riguardo l'importanza che a queste discussioni partecipino gli addetti ai lavori. Gli interventi di Mauro Uliassi valgono oro perchè, secondo il mio modesto avviso, è il numero uno in assoluto riguardo la cucina di pesce. Il menù degustazione dei crudi è stato un esperienza fantastica e diventa imbattibile se hai la fortuna di ordinarlo alla splendida Catia. Quando Uliassi dice che l'80 x 100 del pesce che si trova in commercio è estero e di allevamento dice una grande verità, personalmente diffido anche delle barche che te lo portano in riva al mare "appena pescato" come giustamente ha osservato Giancarlo nel suo intervento, il n.15. In questi giorni le pescherie di Napoli sono piene di orate e spigole perchè una piattaforma nel mare di Pozzuoli ha ceduto e i pesci che si sono riversati nel mare aperto si sono trasformati, nel giro di un guizzo alla Lavezzi, da "poveri" pesci di allevamento a "ricchi" (per le nostre tasche) pesci di mare. Succede anche questo. Un saluto a Bonilli e tanti auguri per il suo onomastico.
Concordo pienamente con Mauro, noi che viviamo sulle coste il mare lo viviamo lo sentiamo lo seguiamo.
Aspettiamo il passaggio,la stagione, lo rispettiamo.
Quindi c'è un periodo dell'anno in cui lavoriamo un prodotto , sempre sperando che non ci sia burrasca,invece di un'altro seguendo la giostra delle stagioni.
Poi se si ha la fortuna di essere in una zona con coste e fondali differenti si può vivere e cucinare di pesca diversa, il sottocosta,l'altura,la rete , la coffa e via dicendo.
Prendiamo le Alici, come esempio, quelle di Paranza sono più maltrattate, essendo un tipo di pesca che prevede l'utilizzo di grandi reti; quelle di Rezzetella sono meno maltrattate,barche più piccole -reti più piccole-pesca più vicina alla costa= minor numero di pesce nella stessa Pescata minor tempo a rangiungere il consumatore (importanti i tempi anche per l'Anisakis); una volta molto di più utilizzata come tecnica di pesca ora solo per pochi nostalgici la " Sciabbc' "(dialetto Fondano direi antico) una rete che viene stesa dalla costa con una piccola barchetta a remi, si stende a mo di arco partendo dalla costa e tornando alla costa, due gruppi di persone tirano le funi fino a raccogliere la Rete ed il suo Sacco centrale, Tecnica usata nei mesi primaverili-estivi-autunnali durante il passaggio di alcune tipologie di pesci (le alici venivano buttate direttamente sulle braci senza neanche pulirle, dal mare alla brace ). Lo stesso prodotto tecniche diverse di pesca con impatto e risultati diversi.
Le variabili sono tante , ecco perchè i menù variano , se poi non si nota questa alternanza di periodi e di pescato all'ora...............
Poi anche il prodotto di allevamento ha differenze a seconda del tipo di allevamento, della nazione e relative norme igienico sanitarie di provenienza, quante vongole Libiche vengono spacciate tutti i giorni per locali.
Quanti pescatori di vongole "Wild" autorizzati e certificati ci sono in giro per l'Italia.
Parliamone sempre più in modo da educare chi ne sa meno di noi, io quando ho iniziato il mare per me era il posto dove passare le vacanze ora spero di saperne un pò di più.
Certo che leggendo cotanta competenza e nonostante la mia lontananza da Senigallia sarà assolutamente necessario accingersi a questo viaggio, magari in primavera. Nessuno si offenderà ,spero, se fatto 30 faro' 31 andando anche in un altro ristorante nella stessa città. pregusto la goduria!!!
Grazie, Direttore: questa descrizione è stata così invitante che la scorsa settimana ho prenotato, con un giorno d'anticipo: nessun problema... il posto c'era ed al telefono sono stati molto gentili. Peccato: ambiente bello, pesce freschissimo, per quel che ho potuto vedere dal banco, sì, perché oltre il banco non ho avuto il piacere di andare. Un INCUBO. Un incubo chiamato San Lorenzo!!! Una delusione ai confini della realtà:
avevamo prenotato alle 21.30, e alle 23.00 ce ne siamo andati, senza mangiare, senza un tavolo, senza scuse (per due volte ci hanno detto, dietro nostra sollecitazione, che in cinque minuti il tavolo sarebbe stato pronto, la seconda, dopo un'ora dai primi cinque minuti, ci è stato offerto un aperitivo, rassicurandoci che, finito di berlo, ci sarebbe stato il tavolo pronto), senza considerazione alcuna ("ma, guardate, era quasi pronto, il vostro tavolo, perché andate via?". Perché???). Disastro! E, per fortuna, a Roma ci sono alcuni porti sicuri, e di certo sono altri.