26
Gen 2009
ore 22:00

A Lucca xenofobia gastronomica

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Il nuovo regolamento per bar e ristoranti del comune di Lucca - amministrazione di centro destra - prevede per il centro della città che

"al fine di salvaguardare la tradizione culinaria e la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo non è ammessa l'attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività svolta sia riconducibile ad etnie diverse".

Da non credere, vuol dire che nel centro di Lucca si potrà mangiare solo cucina italiana, vietati gli indiani, i messicani ma anche i francesi, i giapponesi e il cous cous tunisino, tanto per fare degli esempi.

A Lucca è vietato essere europei ed essere gourmet.
Pensate se nel centro di Monaco o Lione o Boston o Tokyo decidessero che si possono aprire solo ristoranti di cucina locale.

commenti 113

malgrado il nuovo regolamento andrebbe capito e spiegato dall'amministrazione in maniera razionale ed intelligente my dear director cìè da dire che lucca non è Monaco o Lione o Boston o Tokyo

26 Gen 2009 | ore 22:21

Dopo la battaglia del Ministro Zaia contro l'ananas adesso ci tocca il medioevo culturalgastronomico della città di Lucca !!!!
Negli USA il giovane Obama rilancia quell'economia basandola sul New Deal verde, in Italia l'anziano Berlusconi si preoccupa solamente di giudici ed intercettazioni.
Non siamo messi per niente bene :-(

Ciao

26 Gen 2009 | ore 22:22

C'e' una tendenza mondiale, che trova terreno fertile in zone d'Italia che per altri versi possono essere diversissime per cultura media e livello di vita (tipo Alto Adige e profondo sud), all'esaltazione del localismo, del consumo a km zero, dei vini della zona, che anche se capisco, rischia di riportarci alla chiusura verso il mondo esterno che invece sembrava aperto e alla portata di noi tutti in un recente passato. Mi chiedo se e' un bene o un male. Istintivamente non mi piace.

26 Gen 2009 | ore 23:02

Che pena che mi fa quest'italietta... tanto grande e ammirata da tutti quanto spaventata e ignara della propria magnificenza.

26 Gen 2009 | ore 23:19

Proprio stasera di passaggio al quadrilatero (zona storica ma anche trendy di Torino) ho mangiato a un locale d'ispirazione argentina. Tutto sommato, non è male - soprattutto paragonato alla quantità di locali piuttosto insignificanti che propongono cucina italiana senza grandi qualità nella stessa zona. Fossimo a Lucca, sarebbe fuorilegge, ma la cucina italiana fatta male con prodotti scadenti e in locali standardizzati non mi pare tanto meglio...

26 Gen 2009 | ore 23:41

Giusto. Magari prevediamo anche una bella stellina colorata da appuntare sul bevero degli stranieri abbronzati. Lucca: laboratorio multietnico d'Europa. Avessero detto solo: via i saccopelisti... o non mangiate sulle scalinate, avrei potuto capire, ma questo e' razzismo, checche' si dica.
Se l'Italia di Silvio fa pena, quella Lucchese fa vomitare.
Comunque uno strumento utile c'e': diffondere la notizia e boicottare la citta'; perche' anche i politici lucchesi vivono di voti, non lo dimenticate.

26 Gen 2009 | ore 23:55

D'accordo con Lucca! Ricordiamo che stiamo parlando di una città che come firenze, siena, pisa e tutte la Toscana VIVE di turismo e ALMENO il centro non vedo perchè non debba essere tutelato in un certo modo.
Trasferendosi a Firenze, quanto è affascinante per un turista passeggiare per San Lorenzo con un call center accanto ad un kebab accanto ad una rosticceria cinese...il trippaio di fronte al mercato centrale sembra sempre più una mosca bianca...
Non è razzismo, è semplicemente un modo di mantenere un prodotto vendibile per quello che è, una città museo cartolina.

26 Gen 2009 | ore 23:59

Gori, stai scherzando, vero?
Mica si difende così un centro storico e comunque noi, per cent'anni emigranti, che cacchio avremmo fatto se gli altri ci avessero impedito di aprire le nostre cucine per il mondo?
basterebbe regolamentare il numero di locali apribili, non escludere i "diversi da noi".
Suona male e culturalmente fa schifo :-))

27 Gen 2009 | ore 00:03

Evocativa, l'immagine del Kebab o del Call Center. Vero, non si può dare del tutto torto a chi vede cose del genere come negative.
Secondo me, però, ci si scorda di un piccolo problema. Perché oggi ci sono "loro" e non gli italiani? Non sarà che, ancora una volta, facciamo pagare a "loro" una responsabilità tutta nostra? Perché "loro", non sono affatto male, lavorano, si danno da fare e producono, fino a prova contraria, dove gli italiani latitano... caro Andrea Gori, prova ad andare nelle fabbriche del Nord Est a levare "loro" dalle fabbriche perché non sono mani italiane ma producono Made in Italy... senti che ti dicono gli imprenditori, Delvecchio in testa...
La colpa è nostra, non "loro". Non sappiamo preservare quello che abbiamo, non lo sappiamo fare migliorandoci ogni giorno, e così non ci rimane altro che, alla fine, andare a distruggere il lavoro altrui... Tutto sommato, abbiamo iniziato con i pizzaioli egiziani, ci stupiamo se poi vediamo un tedesco andare in giro per Roma con una fetta di Kebab? Almeno, adesso è tutto più "congruente", no?

27 Gen 2009 | ore 00:10

Gori: infatti, anche Disneyland è un prodotto perfettamente vendibile, la noia è che Disneyland nella realtà non esiste, e che fare i conti con la realtà vuol dire prendere in considerazioena anche un piccolo stupido dato di fatto come la multietnicità. Se poi il comune di Lucca desidera pià che ogni altra cosa far credere ai suoi - stupidi? - visitatori che la città è una perfetta cartolina, bene, ma a sto punto potrebbe anche decidere di cose andrebbe scritto o meno nei giornali locali, cosa si insegna o non si insegna a scuola (e chi ci può andare e non andare, a scuola...), continua a non sembrarti per nulla sospetta la situazione vero?

27 Gen 2009 | ore 00:12

io credo che sia una scelta un pò brutale ma stiamo parlando di pochissimi locali e situati in zone centralissime, mi paioono molto più assurde le richieste di impedire ai clienti di chiaccherare e consumare il cibo fuori dai locali stessi.
Che arricchimento culturale porta a Lucca centro un kebab? O un fast food?
Comunque non capisco, se stessimo parlando di un mac donald in piazza duomo ci sarebbero le barricate e i cortei per strada e nessuno parlerebbe di razzismo.
Io la metto sullo stesso piano, che so, della famosa battaglia di Valentino contro il MAc di piazza di spagna.

27 Gen 2009 | ore 00:14

marco io ho come dipendenti un albanese e un rumeno e non li cambierei con nessun italiano e mi tengo pure tre zingare fuori dall'uscio cui faccio usare il bagno 10 volte al giorno nonostante mi facciano andare via parecchi clienti quindi so cosa significa il lavoro degli immigrati, regolari o meno, ma ripeto io non ci vedo del razzismo in questa operazione, solo un tentativo di cartolinizzare una città. Poi se questo è negativo o positivo per il turismo io non sono in grado di stabilirlo.

27 Gen 2009 | ore 00:20

Ma il macdonald's di piazza di spagna era nel 1985, un altro mondo.
Perché tu pensi che gli amministratori locali pensino ai ristoranti dal punto di vista culturale?
Mi sa tanto che l'associazione dei ristoratori, la confcommercio o simili abbiano fatto pesare gli interessi prevalenti.

27 Gen 2009 | ore 00:23

diciamo che preferisco pensare ad una strategia culturale politica (mancante ovunque in Toscana) piuttosto che ad un cartello delle associazioni di categoria. In tal caso sarebbe un pò meschino, ne convengo...e reazione davvero razzista

27 Gen 2009 | ore 00:25

Ok, Andrea, mi fa piacere che tu sia così nella realtà, ti risparmi senz'altro il viaggetto nel Nord Est a leva' gl'immigrati ma, scherzi a parte, non avevo espresso nessuna critica personale verso di te, quanto piuttosto verso l'Amministrazione pubblica, che oggi mette le pezze a una situazione che lei stessa ha generato, senza però pagare alcun pegno ma scaricando il problema, come al solito, su chi lavora...
Oh, se poi te la sei presa perché tu sei pure il Sindaco di Lucca, dimmelo che ti vengo a chiedere un paio di favori... tipo apri' al Centro un ristorante di cucina romana tipica. Che dici, 'un sarò un po' immigrato anch'io?
^__^

27 Gen 2009 | ore 03:58

articoli 2 e 3 della Costituzione italiana, sig. sindaco di Lucca. Ogni spesso sarebbe opportuno rileggerseli. non è mica carta per toilette, quella. E poi se la vogliamo mettere cosi': al fine di salvaguardare la tradizione culinaria... non è ammessa l'attivazione di esercizi LA CUI ATTIVITA' SIA RICONDUCIBILE AD ETNIE DIVERSE, allora addio ( definitivo) ai mac donald's, che non credo assolutamente SALVAGUARDINO LA TRADIZIONE CULINARIA E LA TIPICITA' ARCHITETTONICA, STRUTTURALE, CULTURALE, STORICA E DI ARREDO. la voglio vedere poi la "sollevazione popolare" e i ricorsi alla magistratura. ma va la' sindaco di Lucca , senza offesa fatti 'na scopata cosi' ti rilassi.

27 Gen 2009 | ore 07:40

Ripeto: nel quadrilatero (zona storica di Torino) ci sono locali di tutti i tipi...italiani tradizionali e "moderni", vinerie, creperie francesi, torterie nordeuropee, ristoranti siberiani, messicani, marocchini, vegetariani, argentini, pizzerie, locali da aperitivo e dopocena. In alcuni si mangia bene, in altri così così; la maggior parte dei locali sono comunque carini e curati e certamente TUTTI hanno arricchito la zona - zona che per anni era stata decadente e abbandonata.
Avrebbe senso disciminare secondo la cucina o la provenienza dei ristoratori?!
Quando sono stata a San Gimignano, St Emilion e Capri; per carità sono gioellini, perfettini, preservate dai cambiamenti ma sono finte, da turisti, non si sente più la vita della città - e per me perdono gran parte del loro fascino.

27 Gen 2009 | ore 09:24

@bonilli
può anche essere che le associazioni di categoria abbia fatto sentire il loro peso ma ne dubito. Non tanto perché abbiano una sensibilità protettiva nei confronti delle altre etnie, ma solo perché "tecnicamente" non gliene frega nulla dell'argomento, anzi. Qualsiasi norma possa rendere più difficoltoso il lavoro o la possibilità, anche teorica, di monetizzare i propri investimenti con la cessione dell'attività, non è vista di buon grado.
Sono già altre le norme che impediscono l'aumento dei pubblici esercizi, dalla contingentazione delle licenze in alcune aree, alla anacronistica obbligatorietà della canna fumaria...)
Il ristoratore (non tutti ovviamente) non fa differenze per lui il nemico è il vicino che faccia fiorentine, kebab o sushi. Nel momento in cui vuole cedere l'attività anche lì non fa differenze, vanno benissimo italiani, cinesi, vietnamiti, basta che paghino e al diavolo qualsiasi difesa della tipicità.

Penso più a una bieca manovra di una amministrazione miope e ossessionata. Provvedimento giustamente paragonato a quello nefasto che ha colpito Roma la settimana scorsa e che anche in questo caso non può essere frutto delle pressioni delle associazioni di categoria.

Condivido poi l'aspetto anticostituzionale della norma per cui penso che in presenza di ricorsi il tutto si concluderà con un amichevole pizzicotto sulla guancia a un sindaco un po' sprovveduto.

27 Gen 2009 | ore 09:38

Semmai se si vuole difendere i centri cittadini dal degrado si cerchi di dare standard per tutte le attivita' commerciali e non selezionando per etnie.
Il mio non e' neanche un discorso contro il razzismo, ma contro una visione museale delle citta', della cultura materiale, del vino, del cibo, ecc., dove la difesa della tradizione rischia di diventare una sterilizzazione e un congelamento dell'esistente.
Le citta' devono vivere ed evolvere, altrimenti si accetta il fatto che il massimo della nostra esperienza culturale come italiani sia solo nel passato, ci si mette una pietra sopra, si diventa custodi di un museo chiamato Italia, e non ci si pensa piu'.
Pero' poi non stiamo tutti li' ad esaltare Obama, perche' da noi se va bene potrebbe fare l'usciere a Palazzo Chigi.

27 Gen 2009 | ore 10:00

beh, ma è poi vero che Firenze e le altre città d'arte (pensa anche a Venezia) sono da 'preservare dallo straniero'? salvo poi accogliere milioni di turisti mordi-e-fuggi DEL MONDO, ai quali non si danno servizi (nello specifico anche quelli per orinare...), si cerca di fregare ogni volta (tanto un giapponese che si pigli l'inc...ata a pranzo mangiando MALISSIMO italiano non ripasserà più nella vita, e il Davide di Michelangelo con la polverina cangiante per il meteo si vende, eccome!)... città d'arte o bottegaia??? Cosa cambia nella percezione di una città storica un kebab??? e in cosa differisce il suddetto kebab dalla pizza (storicamente un piatto da toscano o veneto)?

27 Gen 2009 | ore 10:09

ah, il kebab vicino casa mia (a Milano...) è stellare... e frequentatissimo da 'indigeni'... :-)

27 Gen 2009 | ore 10:15

Io sinceramente trovo che sia un provvedimento interessante e utile per preservare il meraviglioso centro storico della città toscana. Non vedo poi dove sia il razzismo visto che il divieto è esteso anche a pizzetterie, fast food, rivendite di articoli da mare, sexy shop e grande distribuzione. Tutto evidentemente molto medievale.
Come al solito. Tutti a lamentarsi del degrado dei centri storici e poi quando qualcuno cerca in concreto di fare qualcosa giù a criticare. Evviva l'immobilismo, evviva i conservatori e buon kebab a tutti...

Ad Majora

27 Gen 2009 | ore 10:20

Mi sembra che si metta molto in risalto l'aspetto xenofobo trascurando quello gastronomico. Mi spiego: nel nuovo regolameno comunale (a proposito, il sindaco di Lucca è tutt'altro che uno sprovveduto, è un ex-democristiano di lungo corso) si scrive anche che a Lucca si può mangiare solo italiano, anzi, preferibilmente lucchese, infatti in un altro punto è previsto che nei menù deve essere presente almeno un piatto tipico lucchese, preparato esclusivamente con prodotti comunemente riconosciuti tipici della provincia di Lucca.

Questa non mi sembra una brutta notizia, forse eccessiva nel modo, ma comunque un piccolo valore aggiunto alla salvaguadia delle tradizioni locali.

Mi chiedo come il McDonald inserirà un piatto tipico...

27 Gen 2009 | ore 10:24

... e il 'cinese' che in menù ha il castagnaccio, cheffà, resta??? e la 'bella Napoli' che fa solo pizze e calzoni??? Mi sembra un po' demagogico il discorso 'piatto tipico'... a questo punto anche al kebabbaro basta la ribollita... e allora, lo si spazza via o può restare???

27 Gen 2009 | ore 10:37

Nel centro storico di Lucca, all'interno delle mura, ma in particolare via Fillungo, nuovi e moderni negozi di abbigliamento, per esempio, conservano l'ingresso, la struttura muraria dell'ingresso comprese scritte incise, del negozio preesistente: capita quindi di vedere, per esempio, all'ingresso di Benetton una struttura, poniamo in marmo, con scritto "antica e premiata macelleria"...Tutto questo senza contare che in centro Lucca c'è una grande concentrazione di negozi, gioiellerie, bar e pasticcerie ancora con vetrine e locali di cento anni fa.
Evidentemente questa impostazione conservativa può piacere o meno, ma credo che tutto sommato sia un bene.
In quel regolamento bastava citare la seconda riga "..la tipicità architettonica, strutturale, culturale, storica e di arredo.." e dire come salvaguardarla e regolamentarla.
E' invece fuori tema il riferimento alla "tipicità culinaria", come se a Lucca tutti mangiassero minestra di farro, e agghiacciante, proprio oggi giornata della memoria, quando afferma una riconducibilità ad "etnie diverse", che ovviamente non sono gli americani o i francesi, ma sicuramente gli africani e gli orientali (escluso il sushi che fa figo e forse a Lucca c'è già).

27 Gen 2009 | ore 10:43

ma il degrado dei centri storico è... 'storico' e 'irreversibile'... a meno che, ai negozi, botteghe artigiane e trattorie non subentri qualcuno che continui la tradizione. Uno dei problemi è che nei centri storici i negozi 'storici' in affitto, alla scadenza del contratto vedono il nuovo contratto aumentato esponenzialmente e i casi sono due: o chiudono o passano la mano alla 'grande moda' molto fashon (per esempio)... e i piccoli negozi si convertono in attività redditizie e indotte dal turismo = cibo, specie se da asporto...

27 Gen 2009 | ore 10:45

sottoscrivo al mille per mille... ma facendo questo discorso (e l'avvocato del diavolo): se un turco aprisse un kebab rispettando 'tipicità architettonica' del contesto (esempio: insegna e vetrina 'antica cappelleria') potrebbe aprire o no? è un discorso di facciata o di contenuto???

27 Gen 2009 | ore 10:49

La domanda è squisitamente legale: "Può un sindaco obbligare un ristoratore ad inserire una tipologia di ricetta, ad esempio un piatto tradizionale, nel proprio menù??"
Io vi rispondo che se anche potesse farlo io non seguirei per nessuna ragione quell'obbligo.

Ciao

27 Gen 2009 | ore 10:51

Insomma, quando ordinanze del genere le fanno i sindaci leghisti del nord (stile "si' alla polenta no al couscous") il coro di sdegno e' unanime. Qui la situazione mi pare esattamente identica, non farei tanti distinguo.

Cosa mi devo aspettare ora, l'abolizione del pomodoro e della patata in quanto non autoctoni?

27 Gen 2009 | ore 10:55

Se capisco bene...no, non potrebbe aprirlo, proprio perchè riferimento culturale e etnico diverso. E invece potrebbe essere bello il kebab dentro..."l'antica farmacia ed erboristeria". insomma è solo questione di regole, non di divieti. Invece oggi in Italia si preferisce vietare e reprimere, piuttosto che dare, far comprendere e far rispettare delle regole: troppo complicato pensare.

27 Gen 2009 | ore 10:57

Ad Andrea Gori vorrei chiedere se secondo lui un'eventuale enoteca aperta nel centro di Lucca debba avere una certa libertà sui vini da vendere oppure il Sindaco dovrebbe imporre una determinata scelta territoriale/italica ?
Secondo me questa cosa più la giri e la rigiri e maggiormente diventa culturalmente penosa.

Ciao

27 Gen 2009 | ore 11:09

Non capisco come si possa difendere un provvedimento delirante come questo.
Tra l'altro vedo che è vietato anche consumare cibo e bevande in strada perché ostacolano il passaggio.
Quindi niente etnie diverse, e niente street food, neanche toscano!

27 Gen 2009 | ore 11:18

lampredotto toscano e sfinciùni palermitano forever!!!

27 Gen 2009 | ore 11:25

sono stata a Lucca poche settimane fa e ho mangiato nella zona centrale (dopo accurata selezione) in un ristorante di cucina toscana. Ho mangiato malissimo come da tempo non mi capitava e ho speso come da Colonna a Roma...Non sarebbe il caso che in una città come Lucca (comunque sempre gradevole) si cercasse di tutelare la qualità e l'autenticità dell'offerta gastromomica indipendentenemte dalla provenienza?

27 Gen 2009 | ore 11:29

eh.... è la legge della 'città d'arte' bellezza... :-O

27 Gen 2009 | ore 11:40

Eh...in Italia si guarda molto l'apparenza e poco la sostanza. Secondo loro, evidentemente, 100 trattorie che fanno cucina italiana di pessima qualità, ma con l'insegna finto antico e le sedioline in legno, va bene. Certo il mega neon sparato e un locale arredato da schifo è brutto. Ma un kebabbaro che arredi in modo curato il suo locale, che problema c'è?
Mi sa che come al solito si punta a far colpo sul lato emotivo di un certo tipo di potenziali elettori xenofobi, altroché salvaguardia del centro storico...

27 Gen 2009 | ore 11:43

commento impeccabile...

27 Gen 2009 | ore 11:56

non so se dovremmo vietare all'enoteca di vendere vini non toscani ma sicuramente sarebbe una buona idea imporre la presenza di un tot di etichette del territorio, oltretutto Lucca ha diverse DOC interessanti nel suo circondario.
E di nuovo non vedo il lato razzista della faccenda

27 Gen 2009 | ore 12:00

Quindi a te, conoscitore e venditore di vini, andrebbe bene che ti imponessero di vendere determinate bottiglie e non altre.....!!!!!
Ah, non c'è solo il lato razzista della vicenda, c'è anche quello Culturale.

Ciao

27 Gen 2009 | ore 12:10

Che tristezza!! Sono Italiana - d'Italia! - ho vissuto nel sud della Francia e ora mi sono spostata a Barcellona. Pensando a questa "esacerbata" pretesa di difendere i colori locali, non riesco ad immaginare un luogo all'estero dove non esista un ristorante o una pizzeria italiana; figuriamoci che a Barcellona - in pieno centro - è appena stata aperta una "piadineria".... E' anche in punta di forchetta che la nostra "cultura" ha potuto fare il giro del globo ed essere apprezzata ovunque ...

27 Gen 2009 | ore 12:15

Al di là del colore politico, è un gesto idiota e discriminatorio. Come sarebbe a dire che non se ne vede il lato razzista? Nel testo della legge c'è la parola "etnie", ci rendiamo conto? Cosa può esserci di più odioso? Voglio aprire un sushi bar nel centro di Lucca, ho il locale, ho i permessi, pago le tasse. Ma non posso farlo. Questo è razzista e anticostituzionale.

27 Gen 2009 | ore 12:15

ad andrea gori sfugge una cosa (e me ne dispiace), i locali stranieri nel centro di lucca e di firenze ci sono perche' la gente ci va a mangiare, altrimenti non ci sarebbero.

L'affitto mica si paga con il kebab.

27 Gen 2009 | ore 12:33

Io credo che ci sia anche un'altra verità.
Certi amministratori con la scusa della Cultura (quasi ovunque poco e male "amministrata"), anche intesa come immagine, e della Sicurezza (idem...) fanno delle scelte evidentemente mirate a tenere a debita distanza il turismo giovanile. Gli utenti dei locali "tipo" kebab e coloro che si fanno un panino per strada non sono forse per la grande maggioranza quegli stessi giovani che sporcano, che fanno schiamazzi notturni, che girano con i sacchi a pelo e non portano ricchezza? Mandiamoli tutti in Spagna che quà non è aria... ;-)
E qua teniamo musei e cucine più a misura di pensionati che hanno gusti più semplici ed orari più civili... e sono tanti e hanno ancora la buona vecchia abitudine di andare a votare... :-(

27 Gen 2009 | ore 12:35

Tra l'altro mi risulta che, oltre alla costituzione, ci siano anche leggi italiane ed europee che vietano le discriminazioni. Evidentemente i politici in questione e quelli che sono d'accordo con loro non lo sanno...?
Tra l'altro le zone di Torino e in Europa e in America più frequentate di sera , certo sono frequentate da una maggioranza di ragazzetti; però di turisti e di indigeni che vogliono godersi le belle città di sera. Probabilmente non gli ottantenni, ma cosa vogliono...una città-ospizio?!

27 Gen 2009 | ore 12:43

ok allora è razzista pure NON volere il cabernet e il merlot nel brunello? poverini poi in fondo sono stranieri...

27 Gen 2009 | ore 12:51

vignadelmar, se vengo da te e non trovo un pò di vini pugliesi, permetti ma mi incavolo...

27 Gen 2009 | ore 12:55

Perché, per te "esseri umani" e "grappoli d'uva" sono identici?
E poi è giòà stato detto su questo post, ma non in forma di domanda: quindi se tu avessi deciso di aprire un'enoteca o una trattoria toscana in una città estera e il sindaco lanciasse questo regolamento, non lo troveresti ingiusto, deduco.

27 Gen 2009 | ore 12:57

se mi fa aprire una trattoria toscana e poi mi impone vini NON toscani più che ingiusto mi sembrerebbe schizofrenico

27 Gen 2009 | ore 12:59

gori qui nessuno impone niente, il commerciante decide quello che in base alla sua fascia di clienti e' piu vantaggioso dal punto di vista economico. I vini toscani sono in lista perche' c'e' gente che li beve o perche ci sono guide che valutano se tu li hai o meno.

Se nessuno li bevesse o nessuna guida li apprezzasse solo pochi proprietari fanatici li avrebbero in lista.

27 Gen 2009 | ore 13:07

Non vale girare intorno alle domande! :-)))
Ma che vini, il sindaco di Stratford-upon-Avon (tanto per fare un esempio) ti vieterebbe di aprire una trattoria toscana, in quanto non conforme alla tradizione anglosassone. Tu per coerenza con ciò che stai sostenendo qui, lo troversti giusto, appunto.

27 Gen 2009 | ore 13:08

Ah il commento prima era indirizzato ad Andrea Gori. Domanda per tutti invece: ma un giapponese che apre un locale che mescola cucina giapponese e italiana può o non può?

27 Gen 2009 | ore 13:11

Il "protezionismo" fa ridere. Lo sbracamento pure. Come tutti gli eccessi. A Roma le pizzerie stanno per diventare egiziane. A Parigi lo sono da tempo. In entrambe le città scompaiono gusti (i chioschi di crepes da portare via, ad esempio). E non sempre fusion è bello. Mi ha divertito l'altra sera il menu del Bon a rue de la Pompe. Interni di Starck. Grande attrattiva. Non vedi quello che mangi per l'atmosfera. Un amico italiano mi ha chiesto il commento. Cosmopolita, la mia risposta. Ma se vuoi conoscere un po' di Francia, vai da Hamiot a gustare le mules au Roquefort, Giù al Nord. Cozze con il formaggio. A pensare un accostamento così si potrebbe rabbrividire.

27 Gen 2009 | ore 13:13

quindi, fatemi capire per paradosso: se per caso Alajmo decidesse di aprire nel centro di Avignone (mi sembra che storicamente e dimensionalmente possa essere paragonata a Lucca...), con queste 'regole Lucchesi' non aprirebbe, giusto??? se non offrendo 'pan bagnat', ovvio ;-)

27 Gen 2009 | ore 13:22

viva le moules au rocquefort!!!

27 Gen 2009 | ore 13:22

Ma che mi frega, se e' buono ci vado, se non e' buono non ci vado :D
Se piace a molti evidentemente avra' successo, altrimenti niente, e chiudera'.

27 Gen 2009 | ore 13:23

Secondo me vi state incartando; la cosa è più semplice, tremendamente semplice: a Lucca non vogliono i locali arabi e cinesi.
Sanno assai del merlot o del primitivo, così come accetterebbero il fast food o il sushi: il problema è tout court eliminare i locali arabi e orientali. Punto. Perchè questi locali, non so per quale motivo, spesso sono brutti e apparentemente sporchi, diversi, e come tali se aprono vengono ghettizzati (come a Firenze, in San Lorenzo, con danno per al città, e in questo ha ragione Andrea Gori.
Basterebbero semplici regole di decoro, pulizia, buon gusto e rispetto della città (come diceva poc'anzi Gumbo): ma forse così nessuno potrebbe più alzarsi la mattina e lanciare campagne evidentemente razziste come questa e raccogliere sinistri consensi che vanno al di là dell'aspetto gastronomico.

27 Gen 2009 | ore 13:25

Pan bagnat, e mi raccomando, seduto su sedioline in legno stile rustico, mica cose strane come quel folle di Philippe Starck!!!
p.s. Io sulla costa le ho mangiate, le cozze al roquefort, un po' stucchevoli alla lunga, ma non erano mica male...

27 Gen 2009 | ore 13:28

ah, ecco: leggo ora sul Corriere che nell'ordinanza è anche richiesto che i camerieri 'sappiano parlare inglese'... ora tutto si spiega: è una di quelle cose per tenersi il turismo ricco e cacciare quello caciarone e magari povero e saccapelista; ma i 'gggiovani' non dovrebbero essere il nostro futuro? e come possono visitare il 'nostro bel paese pieno di belle donne' (cito il 'capo' politico del sindaco in questione) se poi non hanno i soldi per dormire e mangiare? più che questione 'razziale' mi sembra una questione di 'casta' (una volta si sarebbe detto 'classe', ma di questi tempi 'casta' è più fico)!!!

27 Gen 2009 | ore 14:01

POVERA ITALIA!

Questi steccati mentali e culturali, proprio nel giorno in cui si celebra e commemora la Shoa, sono stati alla base di distruzioni di cui l'umanità deve vergognarsi.
Se un wurstel o il sushi o il kebab non sono ammessi in una città italiana del 2009 significa che la civiltà (???) italiana tutta (e dico tutta) non ha capito una mazza.
Forse si stava meglio quando si stava peggio.

Saluti incazzatissimi

p.s.: spero che la società civile toscana si ribelli as una nefandezza del genere!

27 Gen 2009 | ore 14:42

non per difendere a tutti i costi lucca ma il fatto che i camerieri sappiano ALMENO l'inglese in una città turistica come Lucca mi pare il minimo. Qui da Burde (e siamo una trattoria di periferia con poca vocazione turistica) ti accogliamo in inglese, tedesco o francese e abbiamo pure menu e guide in giapponese.
Ovvio che però mi pare impossibile obbligare per legge i ristoranti ad assumere personale english speaker...direi che viola un paio di leggi sul lavoro!

27 Gen 2009 | ore 14:50

SI VA A LUCCA A PRENDERE IL GARBO. Cosi recita un antico detto toscano...riguarda esattamente il centro storico, quello dei signori,della culture ed eleganza;la Lucca di"drento" per distinguersi da quella del contado. Mai proverbio fu "mal azzeccato" visto i nuovi propositi del REGOLAMENTO COMUNALE. Mi chiedevo se il divieto di:attivazione di esercizi di somministrazione, la cui attività sia riconducibile ad etnie diverse si estenda anche ai prodotti di NON PURA RAZZA ITALIANA, Avranno da che divertirsi cuochi e ristoratori(che dovrebbero anche occuparsi dell'ordine pubblico) a rivedere le loro proposte culinarie.....per non parlare del personale che dovrà essere a conoscenza della lingua inglese!!! Ma leggetelo tutto con attenzione questo editto perchè ha del fantascientifico...Tanto cattivo GUSTO offende l'uomo in quanto tale. Dunque a difesa del cibo e della tipicità architettonica, strutturale culturale e storica Vi proporrei un piatto che non stoni con il vostro arredo e sia di sicura provenienza. Mangiate la vostra cacca. LO chef

27 Gen 2009 | ore 15:20

Ho appena letto in giro per il web che a seguito delle polemiche, hanno puntualizzato che è solo un'estensione di un provvedimento del 2000 che mira alla salvaguardia del centro storico e che vieta l'apertura di: "pizzerie veloci, al taglio, fast food, rivendite di articoli da mare o da spiaggia, articoli per la nautica e sexy shop" (altre sono in fase di ridiscussione).
Ma che elenco è? Sono un po' strani i lucchesi! :-)))

27 Gen 2009 | ore 15:33

per favore adesso date del razzista anche a quel "fascista" di luca sofri!
http://www.wittgenstein.it/2009/01/27/non-solo-kebab/

27 Gen 2009 | ore 15:43

Gori, scusa, pensi sia un problema per noi, per me, criticare Luca Sofri? Mica ha il dogma dell'infallibilità che lo protegge! Anche lo avesse non credo gli servirebbe a molto.
La tua, la vostra posizione è culturalmente, economicamente e legalmente indifendibile. Fattene una ragione.
Ciao

27 Gen 2009 | ore 16:11

Il Comune di Lucca ha precisato:

«Il nuovo regolamento aggiorna una precedente disposizione, assunta nel 2000 dal Comune di Lucca, che aveva individuato una serie di attività appartenenti al settore del commercio, artigianale e della somministrazione di alimenti e bevande, incompatibili con le esigenze di tutela e valorizzazione del patrimonio storico-ambientale e di qualificazione della zona più centrale della città. Queste disposizioni pongono un freno all’apertura di nuove pizzerie veloci, al taglio, fast food, rivendite di articoli da mare o da spiaggia, articoli per la nautica, sexy shop ed esercizi di media e grande distribuzione, così come kebab e ristoranti etnici. La limitazione si applica solo ed esclusivamente al centro storico, inteso dentro le Mura urbane e non è valido per le altre zone del territorio comunale, inoltre la disposizione non riguarda le attività già esistenti».

27 Gen 2009 | ore 16:16

Io confermo parola per parola tutto ciò che ho scritto (incluse le domande a te, a cui non hai risposto).
Lo riferirei anche a Sofri, però mi pare che saggiamente non dia spazio ai commenti dei passanti... :-)))

27 Gen 2009 | ore 16:21

si scusa gumbo non ti ho risposto, se io sono all'estero in una città straniera sto ai regolamenti vigenti. Se non posso aprire una trattoria toscana aprirò qualcos'altro, quanto mi ci vuole a imparare a cucinare un pudding a Stratford upon Avon?!? ;-)

27 Gen 2009 | ore 16:44

Sulla cosa, mi sembra, è stata montata una speculazione politica unidirezionale, quindi non interverrò sull'argomento.

27 Gen 2009 | ore 16:57

Mi spiegate che affinità ci sono fra un sexi shop ed un negozio di articoli per la nautica (o era per la natica?)...
Non sarà che nel delirio di onnipotenza di tali amministratori vi sia un analfabetismo culturale cosi grave da dover poi emanere rettifiche e precisazioni al fine di rendere meno incomprensibili le proprie deliranti delibere???

100 chiese... era famosa per le sue cento chiese... in che mani siamo finiti...
claudio

27 Gen 2009 | ore 17:33

Che Sofri si sia bevuto il cervello è probabile.
Promuovere è il contrario di vietare.
La questione è politica. L' "editto" è vergognoso.
Sin qui la xenofobia, poi l'altra questione: gli schiamazzi notturni e quant'altro sono già reati previsti. Agli esercenti verrebbero demandate funzioni di controllo dell'ordine pubblico.
Dopo un soldato dietro ogni bella donna, un soldato a fare il portiere in ogni locale pubblico! Oltre che politica di destra (fascista) mi sembra anche demenza.

27 Gen 2009 | ore 17:47

Farina,ma tu che ami il kebab, ahi, ahi. Il fatto è che è una scelta INDIFENDIBILE. Anzi, doppio punto..

27 Gen 2009 | ore 17:55

che culo che abbiamo in questo giro: farina non ci degna di un suo intervento. poteva anche fare a meno di farcelo sapere. comunque mi scuso con il sindaco di lucca: scopro oggi che ha 75 anni e quindi sarà difficile, non dico impossibile, che si rilassi facendosi una scopata. ma tornando ad argomenti piu' seri, oggi pranzando al Cibreo di Firenze in contemporanea mi leggevo una dichiarazione del proprietario dello stesso ristorante che stigmatizza( eufemismo) fortemente l'ordinanza. è un parere importante non di un pirla qualsiasi( inteso come il sottoscritto). e comunque, anche se qualcuno lo ha rilevato, rimetterei fortemente l'accento sul fatto che l'ordinanza è palesemente anticostituzionale.

27 Gen 2009 | ore 17:56

Arrivo un pò in ritardo, qualcuno lo ha già accennato , scusatemi ma non riesco a capire come noi popolo di emigranti , che abbiamo portato la nostra cultura e cucina nel mondo , siamo così regrediti da dire certe cose.
Passi il voler preservare il centro storico da uno snaturamento, ma parlare di etnie è da .............
Fare dei seri piani di sviluppo delle zone commerciali,pianificando il numero ed il tipo di concessioni da rilasciare, mi sembra da ignorante, una soluzione meno invasiva.

Purtroppo il politichese a volte è un'individuo dalle spiccate attitudini elettorali, che poi , dopo il toto assessore ( tecnica di smistamento delle poltrone in base ai consensi e non le capacità)si ritrova a gestire cose a lui misconosciute.

Io , nel mio piccolo provincialismo, ho dovuto rinunciare , impossibile trasmettere le necessità delle categorie a chi amministra.

Prima o poi emigro all'estero, sperando che mi facciano aprire un ristorante Italiota.

27 Gen 2009 | ore 17:57

Scusate forse così si capisce meglio

.........tipo di concessioni da rilasciare, mi sembra, da ignorante (io), una soluzione meno invasiva.

27 Gen 2009 | ore 17:59

Arrigoni sui blog del corriere ha scritto una cosa saggia: qualunque avvocato puo' impugnare il provvedimento al tribunale europeo perche' contrario al principio di libera circolazione delle merci. Anyway...
anche il resto del post merita

http://webwinefood.corriere.it/2009/01/a_ridagli_contro_i_kebab.html

27 Gen 2009 | ore 18:08

A mio giudizio il provvedimento è debole nel momento in cui la salvaguardia ha ad oggetto due problematiche diverse (il rischio di estinzione di una cultura gastronomica e l'esistenza di troppi esercizi commerciali rispetto all'arredo urbano), nell'implicita accettazione di una realtà già culturalmente cambiata (avendo la città accettato la presenza di stranieri). Capisco la reazione del Sig. Gori (meno la considerazione storica per cui con l' epoca è giustificata la battaglia del mac e, però, l'epoca non transiterebbe per l'emigrazione italiana fine '800 primi '900), ma, onestamente, non si può obbligare le persone a "ristorare" alla maniera lucchese e soprattutto a prezzi lucchesi.

27 Gen 2009 | ore 18:29

Rispondo al buon Carlo, che a quanto pare mi legge. Il mio commento è relativo alla discussione e ai binari che ha preso, smaccatamente orientati sulla politica. L'iniziativa in sé non mi sembra granché efficace, e non mi sento di sposarla.

27 Gen 2009 | ore 18:45

Grazie a te Maffi per il privilegio! :-)

27 Gen 2009 | ore 18:46

Comunque, nota a margine di tutto questo caos: non so voi, ma la maggior parte di quelli che conosco io se escono a mangiare vanno per una pizza, al kebab, al cinese, a un aperitivo, al fast food o qualche catena dalle grandi e brutte insegne colorate, oppure una combinazione di questi. La qualità del cibo è l'ultimo dei problemi. Realisticamente, togliendo certi locali dal centro storico e sostituendoli con locali tradizionali, probabilmente più cari, discretamente eleganti e con i camerieri in divisa (come auspica la giunta) molta gente andrà semplicemente a mangiare in un'altra zona!
Voglio dire...ok, la teoria ma ci sono alcuni aspetti pratic da considerare!

27 Gen 2009 | ore 19:35

è mai possibile che non è possibile tutelare la cucina italiana bisogna chinare la testa a tutti questi che ci invadono giornalmente...........io amo la trippa, le creste di gallo, la bistecca ecc ecc basta con questi tristi ristoranti etnici da due soldi....... basta state rovinando l'italia e le sue tradizioni basta

27 Gen 2009 | ore 20:25

dovere!

28 Gen 2009 | ore 08:25

@ luca
continua pure a mangiare la tua trippa, le tue creste, le tue bistecche... ma cerca di integrare la tua dieta con qualcosa che stimoli anche i pochi neuroni... ti farebbe davvero bene!!
Fra tradizioni e proibizionismo ce ne corre...

28 Gen 2009 | ore 09:06

i vari enti locali spendono molti soldi per la difesa dei prodotti e della cultura del territorio, questo è un sistema affinche non vengano vanificati questi sforzi,eliminare un po' di kebab o sushi-bar non è un dramma

http://viabellezia8bis.blog.lastampa.it/resistenza_enogastronomic/2009/01/le-mura-di-lucc.html

Riguardo al commento dell'amico di Torino che va all'"argentino" nel quadrilatero chiedo se conosce la madama di Savigliano e se non sa cos'e' si informi
Saluti.

28 Gen 2009 | ore 09:22

Concentrerei l'attenzione delle amministrazioni comunali sul fenomeno del tavolino selvaggio più che sull'origine etnica dei ristoranti e dei locali.
Se si vogliono preservare i centri storici è necessario limitare al massimo l'occupazione del suolo pubblico:in certe strade è impossibile camminare,sembrano una gigantesca mensa all'aperto e questo compromette la fruizione degli spazi a turisti e residenti e compromette,tra l'altro,le altre attività economiche presenti nei centri storici.

28 Gen 2009 | ore 09:39

E’ una roba semplicemente ridicola, questa di Lucca. Ma non si è capito che i kebab vari rispondono ad una domanda di ristorazione low cost che gli esercizi “tradizionali” non riescono a soddisfare? I portafogli dei cittadini sono sempre più vuoti, e non è che levando i kebab si riempiano i locali dove un pasto costa almeno tre volte tanto. Vogliamo spingere i cittadini verso la tradizione locale? benissimo! Iniziamo intanto a difenderlo, il cittadino-consumatore, obbligando i locali ad abolire coperto e servizio (incredibilmente esistono ancora posti che li applicano entrambi); obblighiamoli ad esporre la carta fuori dal locale; obblighiamoli a servire l’acqua del rubinetto in caraffa gratuitamente (non quella microfiltrata, eh!). Tutto questo in Francia è la norma. Poi sarà il cittadino-consumatore a scegliere la qualità che può permettersi, potendo veramente confrontare prezzi.

28 Gen 2009 | ore 09:41

Madama la Piemonteisa, il bue di Carrù, il peperone di Carmagnola...va benissimo valorizzare le cose di qualità locale.
Ma se un giorno sono in una certa zona di Torino, guardo un po' cosa c'è di aperto (e di lunedì, tra l'altro, è un'impresa faticosa), decido che mi va di provare un locale che mi incuriosisce. L'altra sera è capitato con l'argentino, che non avevo mai provato, un'altra volta capiterà con un altro locale - tradizionale, creativo o etnico che sia. Non sono il genere di persona che evita qualunque cosa che non sia piemontese, perchè mi sembra un atteggiamento assurdo!!!

28 Gen 2009 | ore 10:08

scusate ma allora chi fino a ieri inneggiava ai "chilometri zero"? non mi fraintendete, è una provocazione, solo per dire che la vicenda merita una riflessione seria al di là dell'annuncio mediatico "dagli all'etnico"... anche con un po' di cinismo come scrivono Burde e Luca Sofri citando l'imputtanita Firenze. AF

28 Gen 2009 | ore 12:13

....per questo motivo è auspicabile che le azioni intraprese e i soldi spesi dai vari enti al fine di promuovere il territorio, la filiera corta,i prodotti autoctoni, le strade del vino e della cucina, riescano ad avere un oasi dedicata , identificata dal Comune di Lucca dal suo caratteristico “dentro le mura”.............(tutti a corto di neuroni???)bah
....certi commenti arroganti e sprezzanti sono da forum del Manifesto(sbaglio?) e non su un blog che dovrebbe tutelare la cucina italiana.........ma va bene così tra qualche anno di italiano in questo paese non esisterà più nulla

28 Gen 2009 | ore 12:28

Ma perché per valorizzare i prodotti e la cucina locali è necessario vietare tutto ciò che è straniero?
Adesso faccio io le leggi, basta. Io vieto il cibo di pessima qualità di qualunque provenienza, i locali brutti e quelli che fanno strapagare piatti mediocri. E voglio anche più negozi di nautica, ecco!


28 Gen 2009 | ore 12:40

Non sono riuscito a trovare in rete il regolamento di cui tanto si parla, però sul sito del Comune la delibera del 31.1.2000 in cui già allora si rendevano non compatibili nella zona Beta, le seguenti attività:

I. Pizzeria veloce al taglio di cui alla voce A4) punto sub 2;
II. Ristorazione veloce (fast food) di cui alla voce A2 punto sub 2;

Oggi il Comune ha aggiunto la tipologia:

V. Attività di preparazioni gastronomiche e vendita di kebab o similari, esercitate anche come attività accessoria rispetto alla prevalente.”;

Ma quindi se non ho capito male già oggi un fast food (McDonalds o altro) non può aprire in centro. Quello che si è fatto è aggiungere una tipologia di esercizio che non era compatibile.

Se così fosse siete contrari quindi a qualsiasi divieto all'interno di un centro storico oppure è legato solamente al fatto che stiamo parlando di esercizi arabi o affini ?

28 Gen 2009 | ore 12:42

...nel post di bonilli si dice testualmente "etnie diverse"

28 Gen 2009 | ore 12:49

92 commenti su sta storia manco fosse caduta una bomba nucleare a lucca... secondo me se ne sta parlando troppo che l'autore comunale di questa storia ci delucidi. Di sicuro l'effetto mediatico l'ha raggiunto

28 Gen 2009 | ore 12:51

Ovazione.
E ricordatevi che i soldi che comuni, enti del turismo e compagnia bella spendono per la 'promozione' di prodotti locali sono per la maggior parte soldi che vanno in tasca agli amici degli amici, altro che promozione.

Se il mercato richiede il kebab che gli si dia il kebab, di sicuro chi ieri mangiava il kebab non andra' oggi nei ristorantini di Lucca fatti per spennare i turisti.

Inutile vietare che questi smettano di far pagare servizio e coperto, loro possono fare quello che vogliono, ma che perlomeno si mettano in concorrenza col resto dei locali, invece che fare lobby col comune di Lucca e spazzare via la concorrenza in nome di ragioni di 'estetica'.

E' peggio il negozio di kebab o il tavolino selvaggio??
Pensiamoci quando parliamo di deturpazione dei centri storici.

Per il resto, Gianni e' stato saggio

28 Gen 2009 | ore 12:52

eh, la Madonna... anche il tuo allora mi sa di commento 'leghista' (fòra gli stranieri...) un po' troppo demagogico! cosa vuol dire che di questo passo non rimarrà nulla di 'italiano'??? Bene, allora seguo il tuo ragionamento e rilancio con una provocazione (e qui si divaga un po' dal post di Bonilli, ma se questa è la piega che qualcuno vuole che prenda la discussione...): pomodoro, prodotto 'italianissimo', alla base della nostra dieta: provenienza americana - straniera; polenta (MAIS): provenienza americana - straniera; peperoni: provenienza americana - straniera; cacao: idem... proseguo o mi fermo qui? basta??? :-(

28 Gen 2009 | ore 14:34

ciao
stiamo anche parlando di due realtà diverse Lucca è un piccolo centro dove la proliferazione di una certa tipologia di locali puo' essere rischiosa.Anche a Torino abbiamo numerose realtà (alcune storiche come Mister Hu) che sarebbe un peccato perdere.Però l'aumento di take-away (che sai benissimo aggirano le licenze di somministrazione)porterebbero alla perdita dell'identità di un luogo (come ad esempio il quadrilatero).
Grazie per la risposta,quando sei nel quadrilatero passami a trovare "Migliore Vini & cioccolati " Via bellezia 8.Saluti

28 Gen 2009 | ore 14:42

leghista,razzista fascista......beh io mi sono stancato di questa sudditanza per tutto quello che arriva da fuori,a bologna ormai si sente parlare per il centro solo in arabo,cinese ecc.ecc con il proliferare di kebab e pizze al taglio.....però contesto quando si parla di xenofobia gastronomica e si mette i piedi sotto la tavola della Bottega per mangiare i tortellini e la mortadella di Pasquini(come da commenti esaltanti) e non,in alternativa, mangiare un bel kebab e tornarsene a casa......ps la mortadella di pasquini,la lasagna verde o le tagliatelle con gli ovarini piatti (introvabili)ormai al tramonto ma noi difendiamo il kebab
ma come siamo messi .....

28 Gen 2009 | ore 16:07

mannò, non difendo il kebab tout-court... solo ritengo che se uno vuole mangiarsi quello, lo possa fare tranquillamente... senza compromettere l'italica stirpe o la gastronomia nazionale... piuttosto ritengo tragico il 'dagli allo straniero' quando fa comodo per difendere il 'bottegaio' ma poi accettarlo quando invece fa comodo: sono loro che fanno andare avanti l'economia (spesso pagando di tasca propria con la vita nei cantieri), che stanno al tornio otto ore al giorno e RACCOLGONO L'ITALIANISSIMO SAMMARZANO in Campania... mica il sciùr Brambilla o il dottor Balanzone...
p.s. ma in una trattoria bolognese uno quanto paga? sicuro che tutti si possano permettere il menù? ci fosse concorrenza (e in questo appoggio 'gumbo kitchen' e 'Gianni')...

28 Gen 2009 | ore 16:35

Davide: oltre agli ovvi patate, peperoni, pomodori, mais, cacao, caffe', te, possiamo aggiungere anche zucche/zucchine e i fagioli. Vaglielo a dire tu ai toscani che i fagioli arrivano dal nuovo mondo e non sono autoctoni :-)

28 Gen 2009 | ore 16:36

boja deh, occhettucciai ragione... :-O

28 Gen 2009 | ore 16:40

beh, però forse bisognerebbe fare un passo indietro e fare la differenza tra 'storia' e 'tradizione' sennò non se ne viene più a capo: mea culpa per la provocazione 'storica' forse un po' fuori luogo... ma è stata una reazione d'istinto alle parole di Luca...

28 Gen 2009 | ore 17:02

davide non innescare questa storia dello straniero poverino perchè se andiamo a contare tra quelli onesti che ci danno una mano in tanti settori e quelli che vediamo per strada in tutte le città d'italia o davanti alle stazioniFS o fermi ai semafori per delinquere non posso immaginare se sono più i buoni o i cattivi.......(io ho un sospetto!)io ho preso l'esempio della bottega perchè con 35-40 euro si mangia(certo non posso prendere il Sole a Trebbo )poi ad esempio in centro c'e' Ciacco ,cucina con buona qualità -prezzo con menù della tradizione a 25/30 euro... ....e se devo risparmiare 5/10 euro per un kebab o per una pizza al taglio(ci mettiamo da bere ,un gelato un caffe'...poi tutto in piedi) beh allora non siamo onesti con noi stessi non c'e proporzione....ma gli italiani sono ben strani...sono tutti in bolletta piangono ma nessuno rinuncia alla settimana bianca,ai week al mare da pasqua a settembre,benefit vari (poi chi fà dei sacrifici ci sono eccome siamo in 50.000.000 vorrei vedere che tutti siano dei milionari questa uguaglianza economica che non c'e' mai stata e mai ci sarà è un utopia cavalcata da una certa parte politica )comunque chi ha voglia di battagliare sul sito del Giornale hanno fatto un sondaggio per i kebab in centro indovinate la maggioranza come ha risposto......

28 Gen 2009 | ore 17:16

appunto, non inneschiamo il discorso buoni-cattivi per favore... e tralasciamo gli 'italiani che piangono miseria e poi vanno in settimana bianca': di solito difronte a cotanta banalità da bar comincio a grattarmi; e poi guarda che sei tu, con alcune tue uscite fuori luogo in merito al post, che hai 'stanato' il 'comunista' che è in me (e a volte leggo PURE il manifesto, di sicuro non Il Giornale del fratello del capo)... comunque, questo è il mio ultimo commento a questo post di Bonilli... al prossimo post... ;-))

28 Gen 2009 | ore 17:34

ok scusate se sono andato fuori tema,

28 Gen 2009 | ore 17:42

E come faremo con i turisti che si fermano una settimana a Lucca e non ne possono piú della pasta? Da decisioni come queste si deduce il perché del declino della nostra Italietta...mentre noi chiudiamo alle altre cucina in Spagna hanno fatto proprie ricette e prodotti di ogni parte del mondo: dalle tortite messicane al risotto, dal panettone ai cannelloni, dal fois gras all'asado, tutti i campi in cui dichiarano la loro superioritá. Chiudersi al mondo vuol dire condannarsi alla sconfitta, ma le batoste di questi anni sembrano non essere servite...ma le migliori cucine regionali italiane, piemontese, siciliana, veneta non sono figlie della contaminazione???? A quando l'abolizione per decreto comunale del cuscus trapanese????

28 Gen 2009 | ore 19:37

Stiamo raschiando il fondo del barile oramai come civilta' , e a questo punto della storia mi chiedo se lo siamo mai stati una civilta'nel termine piu' appropriato.
Penso che la cucina italiana e occidentale ha sempre tenuto in grande considerazione le altre culture, soprattutto quella del medio oriente.
Una parte della cucina romanesca( quella ebraica) non esisterebbe senza l'influenza orientale per esempio.
Qui mi fermo comunque perche' il disgusto nei confronti di certi politicanti e' al massimo storico.
Viva l' ìitalia e i suoi governanti, amen.

28 Gen 2009 | ore 19:43

Ps: Ma poi cosa cacchio centrano il decoro urbano e il rispetto( giusto )per i canoni architettonici con la cucina di altre etnie?
Si impongano vincoli di rispetto ambientali, ma lasciassero cucinari tutti come meglio credono.

28 Gen 2009 | ore 20:07

questo e' il punto, semplicemente.

28 Gen 2009 | ore 23:56

Volevo comprarmi un cartone di Montecarlo. E invece mi compro due cartoni di Vermentino dei Colli di Luni. Tie.

29 Gen 2009 | ore 08:25

Forse è solo che...gli amministratori dovrebbero viaggiare un po' di più per proporre cose più sensate. Magri non sono neanche così razzisti come sembrano. Magari loro sono convinti che la cucina etnica sia solo fatta di inguardabili fast food pizza-kebab di dubbia qualità. Oppure di trattorie trasformate in ristorante cinese che ora propone menu completo cinese a 5 euro e menu stile italiano-acchiappaturisti e per nulla tipico a 8 euro (notato l'altro giorno in giro per la città, mi è rimasto impresso!!)
Già solo a Torino, è vero che il quadrilatero è dislocato in una zona di vocazione internazionale - quindi credo sia un passaggio naturale quello di avere tanti ristoranti etnici; però anche in una piccola città, se in un centro storico a fianco di una vera trattoria tradizionale aprissero un locale come il Walima o un Sindbad Kebab a fianco di una buona gelateria, un'enoteca seria e un trippaio!
p.s. è un argomento su cui si può chiacchierare un po' nel tempo libero, eh

29 Gen 2009 | ore 10:48

salve,
poichè la mamma del cretino è sempre incinta anche a milano vogliono fare la stssa cosa di Lucca...e sono entrambe amministrazioni di centrodestra. Sarà mica un caso?
http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/societa/200901articoli/40507girata.asp

30 Gen 2009 | ore 17:29

Che dici vengo? Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente? Vengo. Vengo e mi metto così, vicino a una finestra di profilo in controluce, voi mi fate: “Michele vieni in là con noi dai…” e io: “andate, andate, vi raggiungo dopo…”

31 Gen 2009 | ore 10:52

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