25
Gen 2009
ore 19:30

Al supermercato ci spiano

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Spendere bene e in modo intelligente i nostri soldi in tempi non proprio allegri come questi diventa un imperativo per ognuno di noi.
Andreste ancora al supermercato, per esempio, se sapeste che loro sanno già come vi comporterete?
Comprereste il pane al supermercato se vi dicessero che quel pane è surgelato e riscaldato lì, nel supermercato, perché il profumo del pane fresco stuzzica l'appetito e spinge i clienti ad acquistare anche altri prodotti, compresi i surgelati?

La Brand Sense, agenzia specializzata nel marketing multisensoriale, suggerisce di diffondere nel reparto detersivi un profumo da lenzuola lavate di fresco.
E' capitato a qualcuno di voi di imbattersi in "effetti speciali"?
E sapete perché, quasi sempre, il primo reparto dopo l'ingresso è quello della frutta e verdura?
Perché se compriamo all'inizio cibi freschi e sani ci sentiremo meno in colpa quando successivamente acquisteremo cibi meno sani.
Magari ci sarà chi, a questo punto, penserà "figurati se a me mi fregano" essendo in realtà, come tutti noi, fregato da decenni dagli studi che a partire dagli anni Cinquanta sono dedicati ai comportamenti di noi consumatori.

Alcuni ricercatori dell'Università di Stanford, per esempio, hanno scoperto che ai consumatori piace che i prodotti meno familiari siano divisi in categorie, anche se non significano niente, per esempio per il caffè le categorie "tostatura leggera", "tostatura media" e "tostatura forte".

Internazionale_cover-373.jpgForse noi italiani siamo clienti più anarchici e quindi difficili ma certo fa impressione pensare che se si entra all'Esselunga o alla Coop, tanto per fare esempi noti, qualcuno ha già previsto tutte le nostre reazioni e studiato le contromosse.

Se la materia vi interessa e la volete approfondire potete leggervi il bell'articolo dell'Economist tradotto dall'Internazionale e pubblicato nell'ultimo numero col titolo "Il carrello che pensa".

FOTO SIGRID VERBERT

commenti 62

Bonilli, hai scoperto la rete metallica!
Però, da quanto tempo non vai in un supermercato? Dove vado -quache volta- io, il pane te lo fanno sotto il naso; e se hai tempo da perdere, puoi vedere tutto, dall'impasto alla cottura. Altro che pane surgelato! Quello lo trovi solo nei ristoranti ***. Aggiornati.

25 Gen 2009 | ore 19:56

Esattamente tre giorni fa sono stato in un supermercato e vendevano le baguette - surgelate - così invitanti che sono andate a ruba.
Ho come l'impressione che tu non sappia dell'autentico boom del pane surgelato, meglio che ti aggiorni.
E' così che va il mondo e scommetto che quando vai in pizzeria credi che la facciano lievitare 36 ore... :-))

25 Gen 2009 | ore 20:27

ahhh.
ho Internazionale (ah, diretur, meglio scrivere "tradotto da Internazionale", che "dall'Internazionale", visto che non si tratta dell'Internazionale comunista! no?) sul comodino da giovedì, ma non ho ancora sfogliato, ahimè.
provvederò.
Grazie per l'alert!
:)
a presto, Rob

26 Gen 2009 | ore 00:16

Ci ho lavorato tre anni in un supermercato, durante gli anni universitari e si, in effetti è tutto studiato, nei minimi particolari. Quando entriamo, siamo come topi in gabbia e più o meno facciamo tutti, anche noi presunti anarchici clienti italioti, tutto quello che loro si aspettano. Non c'è praticamente scampo. Ricordo che durante un corso di formazione aziendale interno, tronfi, ridenti dirigenti aziendali ci facevano vedere dettagliatamente come veniva studiato il cosiddetto layout di un supermercato. Agghiacciante per certi versi. E ricordo ancora quando, a quei tempi, cercavo di far capire a mia madre che lei in realtà non comprava quello che voleva quando vi entrava, ma, niente da fare, non ci sono mai riuscito. E' tuttora convinta di essere libera ed indipendente quando si arma di carrello. Sono propri bravi, anche in questo

26 Gen 2009 | ore 01:27

Naturalmente non esiste la possibilità di difendersi al 100%. io cerco di farlo almeno in parte, con metodi assolutamenti ovvi ma certi: lista della spesa preparata a casa,prodotti acquistati solo quelli assolutamente non di "nicchia": detersivi, sale zucchero ed affini. mediamente nei supermercati frutta e verdura fanno schifo ed il banco gastronomia è pieno di veri attentati alla salute. Alla cassa bisogna assolutamente resistere all' offerta di carte che servono solo per codificare e fare statistiche sui consumi che fai. E comunque ,dato che questo non mi sembra un luogo frequentato da massaie o pensionati che fanno fatica ad arrivare alla terza settimana( purtroppo), invito tutti ad andare nei mercati dove almeno si respira , in parte, ancora quel sapore antico di fare due chiacchiere con chi tiene i banchi. In ogni città c'è ancora, per fortuna, qualche piccolo negozio di nicchia dove comprare un pezzo di parmigiano o 2 etti di prosciutto e dove è piacevole stare 10 minuti a guardarsi in giro e scambiare 2 parole con i proprietari o con altri clienti. Ho visto qualche volta Bonilli comprarsi due cosette due da Roscioli la sera e starsene li a scambiare due battute, mentre il titolare offre a lui ma anche a tutti un boccone di qualcosa e magari anche un dito di vino. Non lo fanno solo a Roma , lo fanno ovunque. resistere! resistere! resistere!

26 Gen 2009 | ore 07:58

strategie di mercato direttore...ne ha sentito parlare? i soldi come se fanno? comunque molti supermercati hanno nel loro interno forni e panettieri che impastano... a proposito molta gente compra surgelato e ne fa dispensa a casa quindi i supermercati si adeguono alle esigenze ;))

26 Gen 2009 | ore 08:34

Nel 1989-90 lavoravo a Milano, a quella che allora era la SME Autogrill. Mi occupavo di ricerca operativa e, per questo, ero a stretto contatto con le persone del marketing. Uno dei primi giorni, curioso come al solito, chiesi al loro capo: "Ma mi dici quante ne vendete di quelle caramelle messe a collana lunga lunga, nei blister trasparenti, quelle che stanno attaccate penzoloni alle casse?". Risatina e presentazione dei dati di vendita. Scioccanti. Lì, partì la sua lezione sul layout dei PdV (Punti di Vendita), che mi aprì un mondo davanti agli occhi. Quelle caramelle, nello specifico, erano messe esattamente lì ed esattamente ad una certa altezza perché le vedessero i bambini in braccio ai genitori, che infatti ne acquistavano a iosa. Mi fece vedere la loro scheda di valutazione bisettimanale del Punto di Vendita da parte degli ispettori (uno noto al gestore e uno segreto), 600 punti di controllo di qualità di cui solo 10 erano dedicati a come veniva servito il caffè (sic!), più mi svelò tutta un'altra serie di trucchi della disposizione che non lasciava scampo all'avventore, l'acquisto di impulso era sempre in agguato per l'ignaro cliente, pronto a farti spendere qualche lira non prevista. Parliamo, quindi, di venti anni fa. Penso a oggi che sistema avranno, con altri venti anni di dati statistici a disposizione...
Io non sono contrario a queste cose, anzi. Se mi profilano e mi fanno trovare meno faticosamente cosa desidero o quello di cui ho bisogno, tanto meglio, risparmio senz'altro tempo. Non lo vedo, perciò, come un potenziale condizionamento e non ne scappo. So che, per limitare i danni, non devo mai entrare in un supermercato senza lista della spesa, mai, e tenere la testa concentrata solo su quello. Di più non si può fare, o non credo si possa fare. Qualcuno dirà che anche questa è una illusione di libertà di scelta, di governo del condizionamento. Certo, è così o lo è in parte, però allenandosi a prenderne il buono che ne deriva da questi sistemi, forse qualche vantaggio reale c'è.
Tengo del tutto fuori dal discorso, invece, il marketing aggressivo, cattivo, truffaldino, quello che per un click in più o una spunta in meno su un quadratino di un contratto, ti frega per il resto dei tuoi giorni o quasi. Quello andrebbe perseguito molto di più di quello che si fa, la nostra Authority non è molto incisiva su questo, anche perché, il più delle volte, si finisce quasi a fare un processo alle intenzioni, per come te lo prospettano questi artisti della truffa spacciata per "marketing".....

26 Gen 2009 | ore 08:50

Anche al mio supermercato hanno il forno in bella vista e sfornano pani di tutti i tipi in continuazione, e da un po' di anni. E la macelleria a vista dove si puo' vedere i macellai che sezionano gli animali.

Aggiungo un particolare che non e' stato citato: parte delle informazioni su come attirare il cliente le diamo noi stessi attraverso le famose "tessere a punti": ogni qual volta diamo la tessera alla cassiera stiamo regalando dei dati preziosi che, opportunamente elaborati, forniscono informazioni sulle preferenze di acquisto combinate (SE il cliente acquista X e' anche probabile che acquisti Y....)

D'altra parte la cosa non mi scandalizza, e non si limita certo ai supermercati. Le strategie per attirare alcune classi di clienti invece che altri sono ovunque. E' noto ad esempio che prendendo lo stesso vino e imbottigliandolo con prezzi diversi alcune categorie di clienti riterranno quello piu' costoso "piu' buono"

Se il segnale del "profumo" puo' essere attuato in un supermercato ma non in altri negozi o per altre merci, a volte sono i colori ad attirarci, o la confezione, o l'associazione ad una "buona causa" etc.etc...

26 Gen 2009 | ore 09:42

Io compro i prodotti dove sono buoni e quindi frutta e verdura, in generale non le compro al supermercato perché mi hanno detto quelli del settore che non è mai la migliore ma è media, come quasi tutto è e deve essere medio nei grandi spazi di vendita. Per il pane ho la fortuna di avere vicino a casa il miglior forno di Roma e di avere discusso molte volte con Pierluigi Roscioli di panificazione e grazie a lui ho scoperto molte cose che "voi umani non potreste immaginarvi" e per questo dico che vedere il forno e il fornaio non vuol dire nulla perché è l'impasto che vi dovrebbero dire come è fatto, il trucco è lì però voi avendo visto il forno e il pane che viene servito caldo avete acquisito la convinzione che quel pane è buono.
Quel pane rispetta sicuramente i limiti di legge ma non è certo il meglio che si può trovare in circolazione.
Però il supermercato ha già fatto bingo, come si capisce dalle vostre risposte.

ps Un post sul pane a questo punto lo faccio sicuramente :-))

26 Gen 2009 | ore 10:01

Tutto vero, ed anche altro, semmai.
Non ricordo la fonte, ma ho letto che la collocazione delle merci è guidata dall'analisi dei carrelli, e questo è molto plausibile davvero. Mi sembra di ricordare che in Germania hanno piazzato i pannolini per bambini accanto alla birra (o viceversa?) perchè al supermercato a comperare i pannolini ci vanno i padri.

C'è comunque qualche aspetto positivo: quando hai - 10 minuti 10 - per fare la spesa, sei grato/a a chi ha studiato i percorsi per te.
Un'altra cosa reale è che i supermercati hanno clienti che non possono andare da altre parti (per prezzi, tempo e forma mentis), quindi è una competizione tra supermarket.


E poi c'è una nicchia di persone che fa la spesa in modo completamente differente....


26 Gen 2009 | ore 10:05

beh, a volte mi sembra che si cada tutti dal pero... è OVVIO che le corsie dei supermercati siano collocate 'scientificamente'; è OVVIO (per pura strategia di 'marketing') che le marche che 'strappano' prezzi migliori alla Grande Distribuzione o che sono più famose siano collocate all'altezza degli occhi (avete notato? il 'primissimo prezzo' nello scatolame è sempre in bassissimo...).
Certo, aggiungo, con l'introduzione di quella strana pistola per 'sparare' i codici a barre che ti fa saltare la coda alla cassa, siamo tutti più controllati (io lo so, che il mio 'percorso tipo' viene analizzato, tanto più che è sempre lo stesso). Sarebbe meglio avere il miglior panettirer della città dietro l'angolo (vero sig. Bonilli???), comperare la frutta e la verdura da Abbascià (a Milano)... ma concordo anche con 'new entry'... benedetto colui che mi razionalizza le cose quando ho poco tempo per la spesa alla Coop... :-)

26 Gen 2009 | ore 10:24

sulla qualità del pane è chiaro che tra roscioli e il supermercato preferisco il supermercato ;)) volevo dire roscioli... comunque vedere fare il pane è gia confortante... non ci scordiamo che la grande massa non può andare dal roscioli..quindi cerca il meglio dove può. Mi domando se roscioli triplicasse le sue vendite per una domanda tripla di quello che sforna.... riuscirebbe ad avere lo stesso standards di qualità?
voto a questo mio commento 6-

26 Gen 2009 | ore 10:27

Ok, un po' ci caschiamo tutti - ma in misura proporzionale a quanto si è consapevoli dell'esistenza di questi trucchetti e dell'attenzione che si mette nella scelta. Ci sono persone che sembrano in trance e buttano roba nel carrello senza quasi leggere nulla! :-)))
Io non uso le "tessere fedeltà" - un po' perché mi dà fastidio il fatto che profilino, ma soprattutto perché non vado mai allo stesso supermercato e non compro sempre gli stessi marchi, quindi non riuscirei a sfruttare i vantaggi delle tessere (tipo sconti, raccolta punti ecc).

26 Gen 2009 | ore 10:53

A me risulta che non sia tanto un favore di razionalizzare le cose per facilitarti la spesa secondo necessità (basta vedere a volte quanto tempo ci vuole per trovare il sale o il latte!), ma per indurti a comprare cose non necessarie che senza una strategia apposita, quasi sicuramente non avresti preso/scelto.

26 Gen 2009 | ore 10:56

Proviamo a fare una discussione equilibrata, ognuno quando fa la spesa è attento ai prezzi, poi c'è chi è disposto a pagare di più alcuni prodotti perché pensa che valga la pena.
Io faccio anche un discreto percorso a piedi - Roma è grande come non immaginate - o sul bus, che uso molto, per prendere qualcosa di buono a giusto prezzo.
Pizze e pane, però, sono terre di nessuno, il consumatore non si rende conto che in giro c'è tanta spazzatura ovvero pane fighetto a prezzi assurdi.
Non è vero che i prodotti di punta nei supermercati stanno all'altezza degli occhi, su questo ogni catena ha le sue strategie, ma è vero che se prendi la tessera punti loro sapranno tutto di te.
D'altra parte ognuno sceglie la tessera che più gli aggrada, io per esempio ho la tessera della Feltrinelli per via dei punti sconto per i libri e quindi accetto lo scambio mentre al market non mi va, il perché non lo so.

26 Gen 2009 | ore 11:04

L'articolo dell'Economist lo lessi quando usci' sul sito Internet e una delle riflessioni piu' interessanti da fare riguarda la videosorveglianza (se non sbaglio anche l'articolo la citava, ma mi scoccia rileggerlo perche' oggi e' lunedi').

Sul serio pensate che quelle telecamere che ci sono in tutti i corridoi del supermercato servano a identificare chi ruba un pacco di pasta o una lattuga?

26 Gen 2009 | ore 11:24

Cosa intendi per "pane fighetto"?

@antonio, la videosorveglianza ha utilizzi occulti, ma sicuramente la mettono anche per i furti - anche se non so quanto funzioni, dato che di gente che apre confezioni e mangia o beve direttamente il contenuto oppure mette in borsa o in tasca qualcosa se ne vede (e sicuramente solo una minima parte).
Avevo letto non ricordo dove che ci sono aziende di cosulenza che inviano "spie" in icognito (quindi senza dover installare costosi impianti) ad osservare il comportamento della gente in un luogo commerciale in modo da consigliare miglioramenti ai committenti - marchi o negozi che siano. Devo ammettere che io mi divertirei tantissimo a fare un lavoro del genere! :-)))

26 Gen 2009 | ore 11:38

ci spiano.. e ci imbrogliano! ;-))
Non mi stanco, quando mi è concesso, di segnalare due letture interessanti in proposito:
«L’imbroglio della zuppa» di Hans-Hulrich Grimm e «Non c'è sull'etichetta. Quello che mangiamo senza saperlo» di Felicity Lawrence.
c'è da riflettere, s.v.p....

26 Gen 2009 | ore 13:23

la sfida per chi fa marketing è, appunto, cercare di capire il perchè qualcuno prende la fidelity card ed altri no, o meglio di individuare un profilo specifico di consumatori. Non so quanto Coop o Esselunga o altri usino in modo approfondito queste informazioni, comunque loro ne dispongono ed il piccolo negozio no.
Io ho varie fidelity card, non prendo i regali, ma in genere monetizzo gli importi. Non saprei dire però quanti lo fanno, anzichè essere attratti dall'ennesima tazzina o piatto....

26 Gen 2009 | ore 16:10

evidentemente in germania hanno un senso dell'umorismo spiccato: i pannolini stanno vicino alla birra perchè(mediamente) la birra che vendono sa di piscio!

26 Gen 2009 | ore 16:31

vorrei fare una domanda: come vi comportate quando vi capita di trovare nei supermercati prodotti che dovrebbero essere di nicchia? io sono molto a disagio e non so che fare. due esempi per tutti e recentissimi: burro Occelli e pasta Latini( anche se in questo caso si trattava della linea meno valida). il burro l'ho comprato ed onestamente mi sembrava buono come sempre. ma non sarebbe bene per certe aziende non disribuire ai supermercati?

26 Gen 2009 | ore 16:41

Si però è molto molto facile confrontare Roscioli con il forno del supermercato. Se tutta Roma andasse da Roscioli? Che accadrebbe?

La reltà è che il pane da Roscioli (buonissimo per carità) non posso permettermelo, è lontano (non tutti abitano al centro...), lavoro 9 ore al giorno, 2 ore di trasferimento casa-lavoro-casa, poi c'è da pulire, fare la spesa, cucinare e per fortuna non ho figli. Il pane caldo del supermercato le assicuro che è simile a un meraviglioso miraggio alle 21 di sera, quando i negozi sono tutti chiusi.

26 Gen 2009 | ore 16:47

@maffi: non vedo perche' non dovrebbero distribuire nei supermercati: magari perdono un acquirente snob che con la puzza sotto il naso "snobba" i supermercati ma acquistano due acquirenti da supermercato.
Comunque l'Occelli e' una vita che lo trovo alla mia esselunga :-)

Personalmente sono contento di riuscire sempre piu' a trovare buoni prodotti (di nicchia o meno), DOP, bottiglie DOCG e cosi' via anche al supermercato. Mica tutti abbiamo Eataly sotto casa ;-)

26 Gen 2009 | ore 17:07

Concordo del tutto! Basta che mantengano la stessa qualità.

26 Gen 2009 | ore 17:17

Come si fa a snobbare le tessere quando molte offerte sono "riservate" ai possessori della card? Chi è che, di questi tempi, rinuncia allo sconto per non farsi "schedare"?
Per anni mi sono rifiutato di farmi tesserare sino a quando, controllando gli scontrini, mi sono accorto che "sceglievo" prodotti in offerta e molti li pagavo a prezzo pieno... e si... in basso, nel cartellino, piccolo piccolo, c'era scritto che l'offerta era valida per i possessori della carta... sino a quando la cassiera, adeguatamente addestrata, mi fece notare che era inutile che facessi scorta di... se non facevo la tessera per avere lo sconto... altro che scemi...

26 Gen 2009 | ore 18:02

Concordo. E' il principio del "do ut des", chiaramente a loro vantaggio perchè ci incastreranno sempre di più, ma possiamo sfuggire? Non è per nulla facile di questi tempi.

In ogni caso, il mio salumierie applica esattamente gli stessi principi per schedare i suoi clienti e "suggerire" alcuni prodotti ai quali è certo che il cliente non saprà dire di no (senza contare il "sono due etti di più, che faccio lascio?").
I supermercati lo fanno in maniera scientifica, ma il principio è lo stesso.

26 Gen 2009 | ore 18:21

Le tessere punti sono un controllo visibile, che si accetta consciamente, ma l'analisi fatta in alcuni grandi catene dei filmati che le telecamere, ufficialmente anti furto, permettono di registrare per mesi e quindi su migliaia di immagini comportamentali di noi clienti, secondo me sono ai limiti del legale.
Io voglio fare la spesa da individuo libero e non da numero statistico utile e se mi riprendono devono dirmi a cosa servono le immagini.

26 Gen 2009 | ore 18:23

Domanda: ma i nastri delle telecamere non dovrebbero poter essere visionati solo dagli inquirenti ed esclusivamente per circostanziate ragioni? Sennò a che serve la legge sulla privacy?

26 Gen 2009 | ore 18:59

certo che il mondo è pieno di permalosi! ho posto una questione e speravo di avere risposte piu' interessanti che sentirmi definire uno snob; vada pure alla SUA esselunga sig Bressanini: nessuno la voleva offendere!

26 Gen 2009 | ore 19:06

Giancarlo, si figuri se mi sono offeso :-D ci mancherebbe.
Però continuo a non capire perchè si dovrebbe sentire "a disagio" (parole sue).
Il prodotto è buono perchè di nicchia o di nicchia perchè buono? Oppure è buono e ancora di nicchia perchè non ha ancora trovato uno sbocco su un mercato più ampio?

saluti Dario

p.s. io ho davvero qualche amico un po' snob che snobba i supermercati. Credo che oltre al piacere di mangiare buoni prodotti ci sia anche la soddisfazione di "essere in pochi", di trovare prodotti "non accessibili ai più", e quindi se si trovano dei prodotti "di nicchia" al supermercato cade la soddisfazion di essere in pochi a conoscere un determinato prodotto.

26 Gen 2009 | ore 20:07

le tessere punti: non le uso, non capisco a cosa mi servono, non voglio sconti sui prodotti che decide il super e non voglio la pirofila scadente da acquistare coi punti (se voglio una pirofila me la scelgo e me la compro io, grazie) detto ciò non c'è neanche bisogno di essere paranoici, anche se l'avessi, la tessera, non mi sentirei spiato più di tanto.

i prodotti di nicchia: sono felice di trovarli al super (il burro occelli ne è un esempio), è pratico, ma il fatto di trovarli li mi fa venire in effetti qualche dubbio rispetto alla loro qualità, poiché evidentemente hanno moltiplicato in modo esponenziale la produzione (detto ciò, finché il burro ocelli continuerà a sapere del burro della mia infanzia, andrà tutto bene :-)

i super e il pane: è un discorso complesso, mediamente, il pane nei supermercati fa assolutamente cagare (provate a conservarlo per più di 12 ore e osservate ciò che succede). Pero, appunto, non tutti hanno roscioli sotto casa, e quindi roscioli semplicemente non è un metro, detto questo, mi pare che ci siano ancora, anche, dei forni in giro (cosi come ci sono anche dei macellai, delle salumerie delle pasticcerie, ecc.) che fanno, non dico cose superlative, ma almeno un minimo decenti.

ps: a parte lo sgomento (ma quindi bonilli delle volte va anche al supermercato? sinceramente non pensavo :), condivido la questione della rete metallica, insomma, che le posizioni al supermercato si studiavano, si sapeva da tempo.

26 Gen 2009 | ore 22:19

Bonilli, rassegnati, sei un drop-out.
Cambia supermercato.
Ma chi fa recensioni di ristoranti dove si spendono 400 euro a paio di orecchie, non intenderà mai.
Sui sistemi di marketing dei supermercati mi sembrate dei tardo neolitici: gnurant! E pensare che ci sarebbe anche Internet per aggiornarvi. Dai Bonilli, fai uno sforzo, non è mai troppo tardi. Snob. Vien voglia di dire: mangia come parli.

26 Gen 2009 | ore 22:20

E' vero, l'Economist, come dice il tuo presidente, è comunista e snob.
Quanto all'Internazionale, beh, con quel nome... :-))

26 Gen 2009 | ore 22:37

Bonilli, piedi per terra. Che c'entra l'Economist (che notoriamenta ha una competenza gastronomica rispettabile) col pane dei supermercati? Divergi. Vero che chi annega si aggrapperebbe anche a uno stronzo, se galleggia. Glu, glu glu.

26 Gen 2009 | ore 22:46

P. S. La pizza e le pizzerie mi fanno più orrore della pedofilia. Se ci fosse ancora l'Ufficiale Sanitario le chiuderebbe tutte. TUTTE!

26 Gen 2009 | ore 22:50

Io rinuncio alle "fidelity card" perché non ho voglia di riempirmi la borsa di tessere (ne ho già tante di associazioni più svariate), perché quando servono le ho lasciate a casa, perché le perdo e dovrei rifarle ogni 3 mesi e sorpattutto perché mi dà fastidio che mi ricattino per uno sconto.
Se voglio risparmiare, leggo le etichette sugli scaffali e scelgo quelli scontati per tutti non solo per i "fedeli".
E sopratutto, quasi sempre, leggendo i prezzi al kg posso vedere che ci sono altri prodotti pressoché equivalenti che senza offerta costano uguale o persino meno!

26 Gen 2009 | ore 23:35

scusate se arrivo tardi ma da titolare di un piccolo alimentare (con annesso ristorante) vi assicuro che il piccolo alimentarista o bottegaio vi spia e ne sa di voi molto di più di quanto possano scoprire la Coop o l'Esselunga e senza bisogno di fidaty card nè che vi facciate socio..
Non ve ne siete mai reso conto?

27 Gen 2009 | ore 00:07

Io però del negoziante o del titolare del banco al mercato so tutto perché mi sono informato, ho guardato cosa vende e ho visto quando ha fatto il furbo pensando di avere di fronte uno sprovveduto, e ho ricambiato con la stessa moneta.
Al supermercato ho di fronte il nulla.

27 Gen 2009 | ore 00:13

gentile sig.Dario, la ringrazio per la pacatezza della sua risposta. io pero' , contrariamente ai suoi conoscenti, non ho il piacere di essere fra i pochi a conoscere determinati prodotti. anzi, nel mio piccolo cortile, cerco di convincere altri che è meglio risparmiare sulle quantità e nutrirsi meglio. guerra che purtroppo perdo ogni giorno.la mia problematica è, per esempio, se il burro Occelli è sempre della stessa qualità se venduto a pochi o a molti. cari saluti

27 Gen 2009 | ore 09:11

Ho capito Giancarlo, quindi e' solo un timore che la qualita' si possa abbassare, se aumentando la produzione la qualita' debba per forza diminuire.
Io non credo che debba necessariamente diminuire, e quindi quando trovo al supermercato dei prodotti "di punta" li acquisto senza timori. I supermercati sono enormemente cambiati rispetto anche solo a 10 anni fa. Una volta non avrebbe mai trovato quel burro al supermercato, o i parmigiano vacche rosse, certi salumi e certe bottiglie. Se una volta l'attenzione del supermercato era verso il risparmio, ora non e' piu' cosi', e' a mio parere piu' una questione di comodita' e risparmio di tempo, per cui cercano di attirare anche clienti che cercano cose particolari e non hanno il tempo o la possibilita' di andarseli a cercare altrove
Poi e' chiaro che il giudizio si da solo a posteriori, caso per caso.

27 Gen 2009 | ore 10:51

Bonilli, beato te che hai così tanto tempo da stare a ricostruire la filiera del tuo ortolano che immagino garantisca quindi la perfetta tracciabilità dei prodotti, dal campo (dov'è?nell'agro casertano o in sardegna o in val di corni?) al tuo piatto fortunato.
lavoro nel settore alimentare e un paio di cosine vorrei dirle, così tanto per puntualizzare:
- pane surgelato. io non so dove vivete ma, x fare un esempio, sulle buste dell'essselunga vicino a casa mia c'è scritto se è fatto da ingredienti congelati o meno e quindi se si può congelare. certo si può sempre pensare che imbroglino, vero? invece il salumaio sotto casa, che signore distnto, vero? mai uno scontrino e via cantando...non butta un pezzo di cacio nemmeno se cammina da solo..
- qualità dei prodotti: tanto per sfatare la mistica della nicchia ...se vi dicessi come vengono fatti alcuni prodotti...lo sai che il cacio tutto bello deformato che sa tanto di pastore e artigiano nel 90% dei casi è la III scelta che la coop o l'esselunga rifiuta? ci sono dei veri e propri selezionatori che vogliono il peggio, quello crepato e infiltrato perchè peggio è meglio lo riescono a vendere ai gonzi del prodotto di nicchia.
- dop e igp. se invece di fare stolte polemiche leggeste le etichette vedreste che....lo stesso stabilimento x produce lo stesso prodotto y che è anche il prodotto z a marchio (private label) della nota catena e costa il 30% in meno. come si fa? controllate il bollo CE. Per esperienza diretta vi dico che non c'è alcuna differenza, cambia il packaging
- tessere. non mi risulta che siano obbligatorie, chi le vuole le prende e chi non le vuole non le prende, basta, quante palle. Personalmente faccio la lista della spesa a casa e ho tessere coop e esselunga, non me ne frega nulla dei regali a punti e ogni tanto, specie quella dell'esselunga la scarico, quele dela oop vanno meglio per la promozione soci. Ci ho guadagnanto? in media si, qualcosina, certo che se poi ci aggiungo 80 euro per una pirofila sono un gonzo ed è giusto che caprotti mi freghi, e via, basta un po' di normale buon senso. sono molto peggio i conratti estorti via telefono a ignari vecchietti..
- burro ocelli: è buono, lo trovo facilmente all'esselunga, finche rimane su questi standard per me va bene. Certo tra un po' verrà fuori che non è più così buono perchè....perchè non è più di nicchia.
- frutta e verdura: è vero, al supermercato fanno mediamente pietà perchè il supermercato guarda a due cose, l'aspetto ed al fatto che alle 8 di mattina o alle 21 di sera devi trovare la stessa identica roba. meglio l'ortolano, ma senza mistica, perchè su una cosa il supermercato è sicuramente superiore, la garanzia dei controlli. io sono fortunato perchè ho il contadino vicoino a casa, ma non tutti hano questa possibilità (e non è deto che un giorno non mi avveleni!)
- questo ci porta all'ultima considerazione: una industria medio piccola è genralmente visitata e ispezionata una buona deciona di volte all'anno 8anche e soprattutto dalla GD e GDO), quanti negozietti mi garantiscono la stessa cura e controllo? e come conservano i cibi? ed in che condizioni sono le celle frigo? e' garantita la filiera del freddo? mi ricordo di quei retrobottega....
- posizionamento prodotti: scusate ma quel è il business del supermercato? vendere prodotti, anzi, venderne persino di più di quanti effettivamente necessari. E allora? fa il suo mestiere, noi facciamo i consumatori e dobbiamo usare la testa. Ho tre figli ma non mi posso incazzare perchè vicino alla cassa c'è sempre l'ovetto kinder. La ferrero paga per quel posto prezioso, sta a noi riuscire a non capitolare davanti al mitico ovetto.
- ultimo cosiglio, fate la lita della spesa e soprattutto fate la spesa al kg,legete i prezzi al kg e vi accorgerete spesso di che fregatue sono i bustoni famiglia e cazzate varie.

scusate lo sfogo, e nonostante a volte legga il blog è la prima volta che intervengo, ma sentire parlare di cose che io vivo tutti i santi giorni senza una vera cognizione mi lascia perplesso. non voglio dire che i super sono migliori dei piccoli o viceversa ma solo evidenziare che ci vuole un aspetto di sana "laicità" nell'approccio a queste tematiche, l'approccio ideologico va poco lontano
cordiali saluti
francesco

27 Gen 2009 | ore 12:34

Da tempo faccio la spesa on-line, siccome è una scocciatura trovare tutti i prodotti nel menù a tendina, prima mi faccio la vecchia lista della spesa. E vi assicuro, compro solo quanto riportato sulla lista... Mi costa 5/6 euro di consegna ma ho risparmiato in tempo benzina e acquisti "spintanei"... ma soprattutto la posso fare all'una di notte.

27 Gen 2009 | ore 12:41

Io l'approccio ideologico non l'ho visto e neppure l'ode ai prodotti di nicchia.
Uno che legge Altroconsumo, tanto per fare un esempio, non è un cliente medio ma un cliente con coscienza e senso della realtà che si muoverà in un supermercato avendo le idee più chiare della massaia.
Io sono stato stimolato a fare questo post da un articolo dell'Economist e se tutti, a cominciare da Francesco, sono così smaliziati da giudicare le cose scritte dal settimanale inglese una banalità, delle ovvietà, non c'è che da passare oltre.
Invece nessuno che abbia nulla da dire sui programmi che analizzano i filmati del pubblico? Dire che il market, si sa, deve vendere mica mi basta, non tutto è lecito pur di vendere.
I negozietti sotto casa uno se li sceglie e se è disattento lo fregano altrimenti...
Ma bisogna conoscere i prodotti, i produttori, le storie ecc... e chi legge questo blog suppongo sia abbastanza smaliziato.
Insomma, caro Francesco, mi sembra che il suo lungo intervento sia rivolto più al mondo che a questo blog, quanto al sottoscritto, se da trenta anni mi occupo di cucina, cuochi e prodotti una certa esperienza dovrei averla acquisita, almeno per poter capire al volo cosa mi stanno vendendo.

27 Gen 2009 | ore 12:55

Copio incolla da repubblica.it

Mille tonnellate di cibi avariatisequestrati dai carabinieri del Nas.

Mille tonnellate di cibi avariati, dai funghi cinesi alla carne in scatola, dai latticini al burro, addirittura all'acqua minerale sono stati sequestrati dai Nas per un valore di 8 milioni di euro. Questo il risultato dell'operazione "Setaccio" che ha portato i carabinieri ad effettuare 717 ispezioni in depositi di alimenti tra il 19 e il 22 gennaio. 315 persone sono state denunciate.

Dove sarebbero finiti???

27 Gen 2009 | ore 13:05

Forse non mi sono spiegato bene, non contestavo affatto la sua sapienza o discernimneto in materia gastronomica tanto più che vi leggevo quando ancora eravate sul manifesto ed ho anche imparato molte cose, ma volevo solo mettere l'accento su fatti (fatti misurabili e direi "riproducibili", secondo metodo scientifico e a quanto vedo da lei non contestati affatto) che sono assolutamente normali nelle dinamiche che reggono questo tipo di settore. strano a dirsi ma quello dell'economist non è uno scoop, i dati vendita vengono analizzati da decenni, cambiano le tecnologie ma il fatto resta e possono piacere o meno ma questo è quanto (sulla videoripresa dirò dopo); il supermercato fa ne più ne meno o meglio di quello che fanno tutti su un mercato: tentano di vendere, con tutti i mezzi possibili (e esperiamo leciti). Quello che invece non mi piace è un po' quest'aria diciamo classista, per cui, a mio modestissimo parere, cose meritorie finiscono per(o rischiano di) dare vita ad una sequela di comportamenti snobistici che sono quanto di più lontano ci possa essere tra una coretta educazione all'acquisto ed alla conoscenza dei prodotti.
non sono uno smaliziato, lavoro solo nel settore ed ho dati da analista interno che voi (non lei direttamente ma in generale il pubblico) non potete conoscere con altretanto livello di dettaglio...e li ho solo di alcuni settori, su altri ammetto la mia ignoranza, non sono un tuttologo ma non mi venite a dire che riconoscete che so, un pecorino "toscano" fatto con latte spagnolo o sardo perchè, mi dipiace, ma non è vero. avrete sentito una bella e romantica storia da un buon artigiano che vi ha detto tante cose, ma si è dimenticato di dire che ogni tanto, sai com'e, quando c'è poco latte qui da noi... e la richiesta è tanta...sai com'è ne compro anche un po da xxxx e ci metto la mia etichetta...
sono contento di sapere che tanti consumatori sono invece così avveduti da sapere tutto ciò, ma vedendo quello che c'è nei carrelli non si direbbe (osservazione diretta, metodo non scientifico..ahime )
quanto al negozietto cito testualmente dal suo post - "negozietti sotto casa uno se li sceglie e se è disattento lo fregano altrimenti", bene ottima presentazione e direi ottima considerazione, tanto vale andarci con le mutande di ferro, no? dove andiamo a fare la spesa? dagli spioni o da quelli che come ci giriamo rubano sul peso o peggio? non dico che per alcuni prodotti non si possa (anzi si debba) instaurare un raporto con un fornitore (es il pescivendolo) ma, o si lavora nel settore (come lei) o generalmnete non ci si può permettere di perdere 6 ore per fare la spesa saltellando amabilmente da un negozio all'altro. Almeno, io che non vivo di rendita non posso, altri più fortunati di me lo faranno. Tutto qua, il supermercato è prezzo e comodità ma da anni il livello della selezione offerta è migliorato, inutile negarlo, suvvia non ci si trova soldera ma l'annata di biondi santi si!
Sull'uso smodato di telecamere concordo invece pienamente, ma allora vale anche per i semafori, le banche, industrie, luoghi sensibili etc. Non credo comunque che ne facciano un uso sistematico ed analitico a fini commerciali, per quello bastano le tessere fidelizzanti (io sono uno schedato volontario). Sulla nostra (nel senso di personale) tracciabilità si potrebbe aprire un lungo discorso (carte di credito-telepass-internet bookings etc) ma non credo interessi e sia questo il caso.

comunque vedo che l'idea dell'avanguardia (chi legge altroconsumo vs la casalinga, anzi la massaia magari di voghera)continua a resistere, passano gli anni ma i vecchi miti non muoiono mai (lo dico anche con autoironia a scanso di equivoci)
cordaili saluti
Francesco

27 Gen 2009 | ore 15:19

SALVE SONO PIERLUIGI,INTERVENGO PERCHE' IN QUESTO INTERESSANTISSIMO DIBATTITO SONO STATO TIRATO IN BALLO E SOPRATTUTTO PERCHE' IL PANE E' UN ARGOMENTO CHE MI STA A CUORE DA 4 GENERAZIONI:)
MOLTO SPESSO VI TROVERETE (COME MI SONO TROVATO IO) DI FRONTE A BANCHI PANE NEI SUPERMERCATI A DIR POCO IMROVVISATI CON PANI ACQUISTATI E RIVENDUTI CON OTTICA DI SOLO RISPARMIO,MI SPIEGO MEGLIO SE VOI GUARDATE I PANI E AVETE LA VOGLIA DI INVESTIRE ASSAGGIANDOLI TIPO PER TIPO VI ACCORGERETE CHE SONO VARIABILI MULTIFORMI INSIPIDI MALCONDITI (RAGIONATE SU QUANDO VI E' CAPITATO DI ACCORGERVI DEL SAPORE DELL' OLIO DI OLIVA SU UNA FOCACCIA O SUL PANE ALL OLIO!) DI UN UNICO IMPASTO IL PIU' SEMPLICE DI TUTTI COSICCHE' I NS AMICI BUYERS&DEALERS DELLA GDO POSSANO COMPRARE AD UN PREZZO UNICO E PIU' CONVENIENTE AD ESEMPIO 100 KG DI PANE CHE POI RIVENDERANNO A 4 O 5 PREZZI DIVERSI A SECONDA DELLA DENOMINAZIONE "PANE TIPO".
E SE POI VOLETE SAPERE QUALCOSA DI PIU' SULL' INVENDUTO SARO' BEN FELICE DI RISPONDERVI POI.
IN ALTRI CASI SI TROVANO AFFIANCO AI BANCHI QUEI FAMOSI FORNETTI BLU CHE, UDITE UDITE, NON SONO FORNI MA IL NOME TECNICO E' "TERMINALI DI COTTURA" DOVE SI 'TERMINANO' PANI "TIPO FRANCESE O TIPO BAGUETTE" SI PERCHE PER I SUPERMERCATI IL PANE E' UN ELEMENTO DI NON POCO DISTURBO PER I MARGINI E LE STRATEGIE CHE SONO USI ADOTTARE MA E UN MALE PER LORO NECESSARIO. E QUINDI QUESTI TERMINATOR MODERNI NON CONFONDETELI COI FORNAI PER RISPETTO A QUELLI COME MIO NONNO O MIO PADRE CHE HANNO VISTO PER TANTI ANNI IL MONDO AL CONTRARIO (IN SENSO DI NOTTE E GIORNO)PER FAR SI CHE IL PANE AVESSE ALMENO 8 ORE DI SANA LIEVITAZIONE ED 1 CIRCA DI COTTURA GIUSTA E ABBONDANTE PER NON FARLO RENDERE UN 10% IN PIU'.ORA PASSIAMO AGLI IPERMERCATI, E SI PERCHE IN ITALIA QUANDO VEDETE UN FORNO UN IMPASTATRICE DEI SACCHI E DEGLI UOMINI IN MUTANDE IN UN "SUPERMERCATO" VUOL DIRE CHE SIETE IN UN IPERMERCATO.MA NEI SACCHI MOLTO SPESSO NON C'E' SOLO FARINA MA UN MIX PREMISCELATO DI FARINA DI GRANO TENERO O DURO,LECITINA DI SOIA PER IL SAPORE E LA CONSERVAZIONE,FARINA DI CEREALI MALTATI PER DAR UN BEL COLORE AI PANI CHE COSI POSSONO CUOCERE MENO E QUINDI RENDERE DI PIU',E300 E280 E... ACIDO ASCORBICO O DERIVATI PER LA CONSERVAZIONE MA QUESTI SONO LA COSA MENO NOCIVA, E DULCIS IN FUNDO I MIGLIORATORI ENZIMATICI DI LIEVITAZIONE:CIOE' ACCELLERATORI DI LIEVITAZIONE, E SI PERCHE' 150 GR DI QUESTI MIGLIORATORI IN 10 KG DI "IMPASTO PANE" FANNO RISPARMIARE 18€/OPERAIO IN TERMINI DI PAGA NOTTURNA TAGLIANDO I TEMPI DI CIRCA 2 ORE. A ROMA SULLA SPONDA LAZIALE DICIAMO:"NGE SENDI DA STA RECCCHIA!!!!".
QUESTA E' SOLO UNA SOMMARIA SPIEGAZIONE DI QUELLO CHE SPESSO VIENE CONFUSO PER PANE VERO.
DALTRA PARTE LA MIA CATEGORIA SI E' ARRESA CHIUDENDO FORNI O PEGGIO FACENDO DEL PANE CATTIVO O PEGGIO ANCORA FACENDO DEL PANE CATTIVO E VENDENDOLO AI SUPERMERCATI ,MENTRE E LO DICO PER ESPERIENZA PERSONALE, (IO SONO A MENO DI 100 MT DA UN SUPERMERCATO) UN FORNAIO COSCIENZIOSO CHE FACCIA BENE IL PROPRIO LAVORO E VENDA A PREZZI GIUSTI NON PUO' CHE AUGURARSI DI AVERE VICINO UN SUPERMERCATO PERCHE IL CONSUMATORE LO PREMIERA' DI SICURO.
IO SONO STATO UN FORTUNATO HO GODUTO DELL'ESPERIENZA DELLA MIA FAMIGLIA PRIMA DI ME E NON HO MAI VENDUTO PANE AI SUPERMERCATI PERCHE' NON MI PIACEVA IL POCO RISPETTO CHE MOLTI DI LORO AVEVANO PER QUELLO CHE ERA LA RAGIONE DI VITA MIA E DELLA MIA FAMIGLIA,MENTRE HO MOLTO AMMIRATO FARINETTI PER IL RIGUARDO CON CUI HA TRATTATO IL PANE NEL SUO EATALY.CONCLUDO METTENDOMI A DISPOSIZIONE DI CHIUNQUE VOGLIA PARLARE I PANE ALLO 066864045 PIERLUIGI ROSCIOLI

27 Gen 2009 | ore 16:31

è passato già un giorno e nessuno fa un commento su quanto detto da roscioli!! bravi a tutti noi. ci ha tirato quattro schiaffi a tutti , con straordinaria professionalità spiegata a fiumi e soprattutto con grande passione. diciamogli almeno grazie e speriamo che qualche produttore di salumi e/o formaggi ed altro faccia altrettanto cosi' almeno quel tritamaroni di francesco la pianterà di venire qui a dirci che dobbiamo viverci in un supermercato. per quanto mi riguarda quando vado a roma e a torino faccio il pieno di pane da roscioli e da eataly e poi me lo congelo. perchè non fate cosi' anche voi romani e torinesi? a proposito: a milano dove si trova del pane potabile?

28 Gen 2009 | ore 18:54

Certo che è interessante il commento di Pierluigi Roscioli. Ci ha lasciati senza parole! :-)))
Per rispondere alla domanda di Giancarlo: sì a Torino molti fanno scorta di pane da Eataly (o in una delle rare panetterie serie). Io lavoro lì vicino, quindi spesso non devo neanche congelarlo, non fa in tempo a seccare!

28 Gen 2009 | ore 21:58

io non consiglio a nessuno di vivere nel supermercato, ma di sicuro tu l'amato congelatore è li chel'hai comprato.( o è artigianale fatto a a mano con acciaio battuto sull'incudine?)
stai buono, gourmet del congelato, che sei sicuramente uno di quelli che compra il formaggio di III e pure pensa di saperla più lunga. sicuramente da quel che dici vedo che almeno non farai la predica sulla spesa a km 0...
tritamaroni francesco

28 Gen 2009 | ore 23:58

infatti a me , personalmente pero' e non in linea generale, non mi frega niente della spesa a km 0 perchè giro buona parte d'italia e quindi mi trovo tutti i prodotti che cerco. come credo lei sappia, non gentilissimo francesco, è meglio un ottimo pane poi congelato e successivamente mangiato che uno dei pani freschi e caldi di merda che lei tanto difende. il congelatore avrei anche potuto acquistarlo al supermercato ma che differenza fa? non mi sembra che sia un paragone calzante. e comunque, oltre che rispondere a me, perchè non lo fa con Roscioli che, ripeto, non solo a lei ma a tutti ha dato spiegazioni tecniche chiare e stimolanti. io l'ho pure chiamato( ore 18;45 di ieri al numero che ha lasciato). mi ha risposto ed è stato gentilissimo. lo faccia pure lei e forse riuscirà a farle passare le scalmane da supertifoso di supermercati. a proposito: oggi vado in un supermercato. è a torino e non ha bisogno di essere citato. ci mangio pure , al corner della carne e non spendero' piu' di 12 euro, pane cotto al forno di legna compreso e a volontà.( quello citato da Roscioli) invidia?

29 Gen 2009 | ore 07:49

Buongiorno Roscioli: non la conosco ma non ho dubbi che il suo pane sia migliore di quello di qualsiasi supermercato. Lei pero' implicitamente, nel suo messaggio, spiega perche' i supermercati riescono a vendere il loro pane (e anche qui non facciamo lo stesso errore di fare tutta l'erba un fascio: io frequento 3 o 4 supermercati, e solo in uno compero il pane perche' mediamente buono, negli altri non lo e')

Perche' io dovrei spendere piu' soldi (e tempo! questa e' la vera risorsa scarsa) per comprare un pessimo pane da un panettiere? Lo stesso discorso si puo' fare per la carne: quanti sono ormai i macellai che comprano le bestie, le tagliano, curano la provenienza, la fanno frollare il giusto etc? Pochissimi, e allora tanto vale comperare la carne al supermercato visto che non ho Cazzamali sotto casa. Frutta e verdura? ma quanti ortolani ormai comprano dagli stessi grossisti dei supermercati?

Il punto e' che AVENDO TEMPO e' mediamente possibile trovare qualche cosa di meglio per ogni articolo venduto al supermercato, ma se uno ha un lavoro normale, questo e' semplicemente *impossibile*, perche' ormai, come ammette lei stesso, entrando in un panettiere a caso, in un macellaio a caso, in un salumiere a caso, le probabilita' di avere una fregatura costosa sono elevate. Il supermercato permette di ridurre il rischio di fregature (ho mangiato pani peggiori anche da alcuni presunti fornai), al prezzo di avere una qualita' media e solitamente costante e uniforme.

Quando capito nella citta' vicina alla mia vado da uno specifico panettiere e compero il pane li', ma questo lo posso fare solo una volta alla settimana (e non posso mica riempire il freezer solo di pane :-) ) per il resto della settimana mi e' piu' comodo e accettabile prendere quello del supermercato vicino.

29 Gen 2009 | ore 09:22

Salve a tutti mi fa picere vedere che tante persone siano cosi interessate al discorso PANE.Ho avuto il piacere di parlare con Giancarlo per un veloce scambio di idee telefoniche e gli rinnovo l invito a continuare la discussione da me di fronte ad un buon bicchiere,anzi rinnovo l invito a chiunque di voi sia a roma o passi per roma a berci una cosa e a discutere di fronte a un buon "pane e ojo".Mi sembra sterile parlare delle implicazioni della vita moderna sull'artigianato alimetare e sugli usi in genere di noi tutti, come devo purtroppo concordare (avendolo vissuto in prima persona dietro il bancone)con francesco e dario sul fatto che troppo spesso quelli, che noi una volta identificavamo come artigiani si riconducano come filiera/prodotto alle stesse reti dei supermercati [eataly e' una strana anomalia difficilmente citabile a livello di statistiche generali( non si trova in tutti i banchi dei super la carne della Granda o il pane prodotto con la farina del mulinoMarinoma potendolo fare sono sicuro che ognuno di voi potra' trovare un buon artigiano vicino casa per i giorni in cui ci si vuole trattare un po' meglio seppur rari ancora esistono.Mi colpisce sempre lo stupore di mio padre e mia madre quando vedono troupe televisive o giornalisti che vengono ad intervistare me o mio fratello per sapere come si fa al cosa piu'semplice del mondo e che noi facciamo da tanto tempo (sbagliando a volte come tutti) ma che sembra agli occhi dell'odierno cittadino un segreto da massoni.Il succo del discorso e'che ritengo fondamentale he ognuno di voi conservi il proprio punto di vista ma deve assolutamente avere gli strumentiper poter giudicare (nel mio/nostro caso il pane) un buon prodotto oltre che con le proprie papille.per una mini guida sui forni italiani consiglio "i migliori forni d' italia" sulla quale noi non siamo presenti ( il che ne dimostra l' attendiblita') potrebbe farvi avere qualche piacevole sorpresa!! un saluto e rinnovo la mia disponibilita' a tutti

29 Gen 2009 | ore 13:02

Salve,
se ben trattato sono sicuramente gentile, quanto a lei sig maffi ha benissimo risposto per me a il sig. Roscioli. Non conoscendo il pane di Roscioli non posso giudicarlo ma sono sicuro che sia di livello come l'onesta intellettuale del suo titolare.
Per chiudere l'inutile polemica devo dire, a scanso di equivoci, che quello che io ribadivo erano fatti, come Roscioli dovevo forse aggiungere il "purtroppo" per spiegare meglio il mio pensiero.
saluti
Francesco

29 Gen 2009 | ore 13:43

Faccio mia la frase di Bonilli al post 9 "voi umani non potreste immaginarvi" (ma per caso direttore è quella del dialogo finale di "Blade runner"?) per dire che davvero noi non immaginiamo i rischi ai quali ci esponiamo quando ci difetta la mancanza di conoscenza nell'acquisto dei prodotti. Il rapporto con il commerciante non può che essere fiduciario. Quindi fiducia, ma di chi? Solo negli ultimi mesi le cronache parlano di centinaia e centinaia di milioni di generi elementari sequestrati dai NAS in tutta Italia, dal parmigiano ai prosciutti, dalle passate di pomodori ai latticini fino al pane, tanto per rimanere in tema...tutti prodotti destinati alle nostre tavole. Fino a quando parliamo di pecorino toscano fatto con latte spagnolo passi, purchè sia buono, o ancora come ha scritto Uliassi che "l'80% del pesce in commercio è pesciaccio perchè di provenienza estera o di allevamento" passi perchè non sarà magari di altissima qualità ma non rischiamo di avvelenarci ma i rischi derivanti da "incauto acquisto" di alcuni prodotti come ad esempio la carne sono davvero troppo elevati. C'è anche da dire, e non è un problema legato soltanto al degrado sociale del meridione d'Italia, che è un fatto oramai conclamato che uno dei più grandi business delle organizzazioni criminali, alternativo al "pizzo", è l'imposizione dell'acquisto dei prodotti da loro distribuiti ai commercianti (immaginiamo i controlli che vengono fatti!). Ieri pomeriggio ho conversato anche io con il Sig. Roscioli il quale mi confermava dell' effetto che può avere sul nostro organismo una non corretta lievitazione dei panetti che le pizzerie abitualmente usano perchè "costrette" a fare quantità (senza considerare dei prodotti che ci mettono sopra, vedi le diffusissime passate di pomodoro cinesi...).
Personalmente, dato che questo tema mi è sempre stato a cuore, qualche precauzione l'ho presa. La carne, ad esempio, nonostante avessi decine di macellerie nel raggio di 500 mt da casa mia, la compero una volta al mese a 100 km di distanza, a Gesualdo in provincia di Avellino, dove addirittura, qualcuno sicuramente ironizzerà su questo, posso controllare su internet tutto il percorso di vita dell'animale al quale appartiene la carne. Quelle rare volte che non riesco ad approvigionarmi meglio il GS almeno c'è un minimo di garanzia che qualche controllo è stato fatto.

29 Gen 2009 | ore 18:05

Scusate, ma mi sembra che in questo dibattito manchi la cosa più importante, ovvero la questione SOLDI. Io sarei davvero felicissima di fare la spesa sempre dal rosticcere, verduraio, lattaio sotto casa, oppure di fare qualche km in più e andare a comprare latte e formaggi in un meraviglioso negozio di alimentari biologico. Il problema è che ogni volta che faccio la spesa nei negozietti del mio quartiere (vivo a Bergamo in Città Alta, quartiere architettonicamente splendido ma davvero fighetto) spendo 30 / 40 euro per quattro cose quattro (certo, meravigliosamente buone), mentre all'Auchan di Bergamo con gli stessi soldi faccio una spesa completa. Non avete mai pensato che la gente va al supermercato semplicemente perchè non ce la fa economicamente a pagare 20 euro per un litro di latte, un po'di stracchino e una confezione di pasta nel negozio sotto casa?

30 Gen 2009 | ore 18:58

beh beh, gentile Isabella, Città alta sarà fighetta( anzi secondo me esageratamente snob nei palazzi e negli appartamenti ristrutturati) ma nella media tutti i sui negozietti( non parlo degli alimentari) del suo stretto corso principale fanno schifo. certo pero' ha 3 luoghi assolutamente civili ed è chiaro che sono cari. li conosce certamente ma io li cito per chi magari non è di bergamo: 50 metri prima di piazza vecchia salendo a destra c'è Mangili, salumeria gastronomia piuttosto potabile; di fronte il caffè cavour, che poi è una succursale del pluristellato Vittorio di Brusaporto, con tutte le golosità del caso e mi sembra pure che la domenica proponga un brunch piu' che dignitoso; e poi oltre piazza vecchia a, destra in una piccola via, forse tassis, un piccolo gioiello con formaggi, salumi paste vini ed altro. mi sembra dei Chiari di via locatelli in città bassa. è chiaro che all' auchan tutto costa molto meno ma siamo sicuri che quella si possa definire pasta? è evidente che qui si fanno discorsi che probabilmente non riguardano chi ce la deve fare con 1000 euro al mese e magari sono in 3. ma secondo me a tutti gli altri si richiede un po' di fantasia e di voglia di non farsi sempre condurre per mano su tutto. del resto suvvia, Isabella, per quanto possano essere cari 100 grammi di pasta quant è la differenza nel piatto? anche se costa, esagero, 4 euro in piu' al chilo fanno sempre solo 40 centesimi di differenza a piatto. ed è probabilmente cosi' buona che si puo' pure risparmiare sui condimenti: un cucchiaio d'olio e una grattatina di parmigiano e siamo in cielo.P.S. per francesco: sotterro assolutamente la ( metaforica) ascia di guerra: vediamoci da Roscioli quando vuole. TANTO PAGA LUI. Le assicuro che ne vale la pena. saluti

31 Gen 2009 | ore 08:25

per la pace tra appassionati pagò volentieri

31 Gen 2009 | ore 17:33

si pero', caro Roscioli, sul suo pane ci vuole un companatico de luxe: quindi andiamo dal suo fratellino e affettiamo sontuosi prosciutti al coltello, possibilmente spagnoli!

31 Gen 2009 | ore 20:31

Bene giancarlo, io allora tiro fuori il calumet. la prossimavolta che vado a roma proverò ad andare da roscioli,mi datel'indirizzo?
grazie
FRancesco

31 Gen 2009 | ore 21:13

ecco qua:la salumeria gastronomia wine bar o come diavolo volete chiamarla sta in via DEI GIUBBONARI 21/23 ( 100 metri da campo dei fiori) la panetteria praticamente di fronte in via dei CHIAVARI( in lombardia una via cosi' beneaugurante non ci sarà mai). io comunque parlavo sul serio: se vengo avvertito per tempo, diciamo una settimana, ci posso essere. se ci andiamo alle 7,7.30 di sera capaci che ci troviamo il Bonilli che fa la spesa, il che non vuol dire che sia un bell'incontro. certe volte ha certi musi.... ALLARGASI AD ALTRI ANCHE NON ROMANI. TANTO PAGA ROSCIOLI( scherzo ovviamente)

01 Feb 2009 | ore 08:59

salve..
credo che prima di parlare certe volte bisogna essere realmente documentati e scindere per prima cosa i supermercati privati da quelli non privati..
anche se a prima vista può sembrare banale,la differenza è notevole...
prima osservazione: un supermercato privato,dove all'interno c'è il così detto titolare,offre maggior sicurezza e qualità,perchè un conto è lavorare e gestire una cosa tua,un conto è lavorare come direttore presso una grande catena (es.sma,coop,conad,ecc..)
questo è molto semplice da capire...un conto è avere lo scopo di innalzare il fatturato affinchè si abbia un proprio profitto maggiore,un conto è fare il proprio lavoro secondo disposizioni di terzi mantenendo i risultati entro i limiti concessi..
seconda osservazione: nel 2009, a causa dei budget a disposizione dei consumatori così ridotti, è molto difficile truffare un cliente..
mi spiego meglio...magari in passato,con il benessere, poteva succedere la storiella del consumo sfrenato senza regole(es..prima di entrare dovevi prendere pane e acqua,uscivi con il carrello pieno di inutili cose).
ormai vista la crisi,il consumatore è diventato molto più attento,cinico e informato...sà che il cosidetto prodotto inutile (che poi alla fine nulla è realmente inutile) deve essere comprato solo se a prezzi contenuti e davvero sottoprezzo.
mentre un supermercato effettuava in passato 1 volantino pubblicitario ogni 2 mesi circa,ormai siamo arrivati a circa 2 volantini al mese per ogni punto vendita..
terza osservazione: per quanto riguarda l'acquisto di frutta e verdura...beh..che dire...
credere di acquistare un prodotto di qualità superiore al mercato solo perchè lo paghi di più è un errore..
tralasciando i prodotti confezionati,molti supermercati, oggi sono muniti di prodotti ortofrutticoli al kg..vedi il prodotto con le tue mani,se ti piace lo pesi, lo imbusti,lo compri.
proprio come al mercato..
e che dire della qualità..assolutamente niente considerando che sia l'addetto all'acquisto di ortofrutta del supermercato,che il proprietario del banco al mercato,la mattina vanno allo stesso ingrosso per acquistare...con una differenza...
al supermercato, il cliente critica il centesimo di aumento senza sapere che il prezzo della verdura o della frutta non può essere per logica lo stesso per tutto l'anno...mentre al mercato,tutto è giustificato...


23 Apr 2009 | ore 17:53

a me' piaciono certi fighetti che parlano parlano ma non sanno quello che dicono . esempio il signiore che dice che noi esseri umani non sappiamo e lui solo lui mangia il pane buono . ma smettilaaa mangerai il pane buono ma mangi solo pane chissa' che schifezze tutti i giorni mangi e non solo tu' ma tutti io ho visto molte aziende come fanno molti prodotti visto che il mio lavoro mi permette da fare sopraluoghi e non vi dico non mangereste piu' niente . vuoi il pane veramente buono la verdura e carne fresca l' unica e il fai da te in casa aproposito di carne anche quella non diresti mai che qel bel pezzo di brasato e' stato trattato perche era da vedersi orribile e non dico peggio e quando la mangiamo diciamo ummm che buona questa si che e' fresca . ma solo perche il nostro cervello si fida di quel tipo di esercente

09 Mag 2011 | ore 21:30

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