29
Gen 2009
ore 00:10

Dove mangiano i grandi cuochi?

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guia-secreta1.jpg
Questo libro è divertente perché in realtà è una guida dei ristoranti fatta dai migliori ristoratori e chef di Spagna.
Io ho seguito alcuni suggerimenti e alcuni locali indicati dal libro li conoscevo già da alcuni anni e quindi posso raccontare delle micro esperienze fatte seguendo i consigli di Ferran Adrià, ma la guida è stata realizzata visitando e raccontando i locali che piacciono ai numeri uno della cucina iberica, a Martin Berasategui, a Joan Roca, a Andoni Luis Aduriz, a Carme Ruscalleda, a Quiqe Dacosta, a Santi Santamaria, a Sergi Arola, a Juan Mari Arzak, a Pedro Subijana, a Dani Garcia ed è un libro divertente che in alcune occasioni offre scorci inaspettati della Spagna Gastronomica, nella maggior parte dei casi è il racconto di buoni ristoranti citati forse per simpatia, spesso con convinzione e poiché il libro doveva arrivare a quota 100 ristoranti recensiti Cristina Jolonch, giornalista del domenicale della Vanguardia, che ne è l'autrice, si è messa d'impegno ad "estorcere" indirizzi un po' a tutti i big cucinieri.

Ad Adrià non ha certo dovuto estorcere il primo ristorante che abbiamo provato già molti anni fa e che è un must di Roses. Chi conosce Ferran Adrià ed è andato a Roses, infatti, non può non avere pranzato da Rafa's, l'incredibile locale di Rafael Cantero, nei vicoli del centro, dove ci si arriva solo se si è depositari di "una dritta" perché la via in sè non fa certo pensare a meraviglie gastronomiche ma piuttosto a locali acchiappa turisti.

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Una vetrina col pesce in esposizione, una plancha dove viene cotto, birra di accompagnamento e il gioco è fatto, questo è Rafa's: piatti semplici ma dal sapore assoluto, il meglio che uno possa immaginare e provare e alla fine la sensazione di essere capitati in paradiso, nel paradiso dei turisti gourmet.

Tutto bene, dunque? Un libro-guida che non sbaglia un colpo? Adrià infallibile consigliere?

paella.jpg

No, non esattamente perché quando nel luglio scorso, di ritorno da Roses, siamo andati a mangiare a Barcellona al Rias de Galicia, abbiamo preso una solenne fregatura e la paella che vedete nella foto ne è un po' l'emblema perché il ristorante non aveva pesce, l'aria condizionata andava a mille e siamo morti congelati e la paella che ci è stata proposta - forse perché italiani? forse perché l'unico cibo disponibile? - è stata abbondante ma deludente.

pinotxo1.jpg

Ma per fortuna che c'è Pinotxo, un banco di prodotti cucinati superbamente, l'indirizzo principe del mercato della Boqueria di Barcellona, la casa di Juan Bayeu, detto Juanito e dei nipoti Albert e Jordy che vi servono a raffica calamari, salsicce catalane, costolette di agnello, pesce e carne impanati e voi godete e dietro al vostro sedile c'è la fila e appena vi alzate il posto viene occupato e così per ore.
Se poi capita di andarci con Ferran Adrià sono fuochi di artificio perché lui è un monumento e risponde a tutti, saluta, parla, ordina anche per te, mangia e parla e scherza con Juanito.

pinotxo2.jpg

Insomma, un libro-guida da usare con giudizio ma bello e interessante.
Chissà come sarà il libro che scriverò sui cuochi italiani e i loro indirizzi del cuore.
Ma sarà poi possibile fare questo libro con i cuochi italiani? :-))

Guia secreta
Donde comen los grandes cocineros?
libros de vanguardia
pp. 270
20,90 €

FOTO SIGRID VERBERT

commenti 20

Bene, Direttore, bella segnalazione.
Chissà come si fa a procurarsi quel libro.
Le regalo una dritta che sanno in pochi.
Qua, nel N.Est, Adrià si è divertito mucho al Castelletto, dalla Clemi.
Località Follina, tra Conegliano e Valdobbiadene.
L' ha definita "vero esempio di trattoria italiana".
Ex casa colonica, con caminetto in bella vista e brace protagonista.
Piatto Forte: Polenta con soppressa e burrata.

29 Gen 2009 | ore 08:55

Da Marchesi sarà difficile ricevere "dritte" ed indirizzi, a parte quelli dei suoi ex allievi; il Gualtiero nazionale dice che si mangia male ovunque... Con gli altri grandi cuochi italiani vale la pena provarci, per costruire un testo interessante finalmente capace di conferire freschezza e novità al comparto, sempre più grigio, noioso, polveroso, delle guide.

29 Gen 2009 | ore 10:56

Molto belle le foto vero? Sarà d'accordo Sigrid Verbert, o il suo è un altro stile?
PS: io l'ho trovato nella libreria del Reina Sofia di Madrid (non semplice bookshop). Significherà qualcosa....?

29 Gen 2009 | ore 11:13

Mi sa che mi tocca tornarci, perchè ad agosto Pinotxo era chiuso per ferie, proprio così per ferie ad agosto, gli altri chioschi a tapas della Boqueria non mi ispiravano per niente, mentre Rafa's non lo conoscevo.
Credo sarebbe interessante anche in Italia, ma qui si scatenerebbe subito il sospetto del favoritismo: tuttavia sarebbe forse un buon modo per scoprire una ristorazione media o additittura uno street foof di qualità.

29 Gen 2009 | ore 11:13

Ovviamente è street food, anzi sarebbe meglio cibo di strada...

29 Gen 2009 | ore 11:15

Il Divin Gualtiero, come penso molti altri, difficilmente farà nomi, se intervistato specificatamente in materia.
I motivi sono evidenti e pienamente comprensibili.
Il segreto, per fare un libro del genere, è che deve essere autentico, e quindi bisognerebbe aver condiviso i "fuori onda" degli amici Chef; cioè l' essere assieme quando vanno a mangiare, come ogni comune mortale, e si siedono a tavola per divertirsi con il palato ma anche (e forse soprattutto) con lo spirito, assieme a familiari e amici fidati.

29 Gen 2009 | ore 11:19

In teoria l'idea è stimolante, in concreto sposo le obiezioni di Sararlo.

Ad Majora

29 Gen 2009 | ore 11:50

Non è la sede per farsi pubblicità (lo scrivo perchè può essere interessante) ma nella rubrica Indirizzi Gourmet su Panorama Travel ogni mese chiedo agli chef italiani consigli su dove mangiare bene in una diversa città. Non solo trattorie e ristoranti, ma anche gastronomie, enoteche, pizzerie, gelaterie....

29 Gen 2009 | ore 12:32

Anche voi un paio di anni fa avete fatto qualcosa di simile titolando "voglia di trattoria" un numero della rivista...ricordo che Beck adorava Sora Lella e Alajmo la trattoria al Sasso, ma in generale i nostri cuochi lamentavano la mancanza di buone trattorie su e giú per l'Italia. In Spagna il concetto di ristorante acchiappaturisti non esiste...puoi mangiare benissimo a prezzi accettabili davanti al Palacio Real di Madrid (casa Lucio, uova fritte fantastiche o la Farmacia zona Bernabeu, miglior baccalá al pi pil della cittá) cóme o piú che in un paesino fuori mano, con la unica eccezione negativa della paella in Plaza Mayor (ma le tapas sono a buoni livelli anche lí) e i caffé non costano 6 ero solo perché ti trovi davanti alla Cattedrale. Detto questo io vedo Adriá sempre piú pallone gonfiato, alla faccia del cuoco obiettivo di cui parlavate...non c'è giorno che non pontifichi nei tg locali "é significativo che la Spagna sia prima al mondo in un campo come il cibo" "per i funghi credo che la Spagna sia il paese gastronomicamente piú importante del mondo", "credo che i nostri oli oggi non abbiano rivali" sono le frasi che ho contato solo nell'ultima settimana...ma si sa che l'umiltá non é proprio il loro punto di forza :)

29 Gen 2009 | ore 14:33

Noi, per fortuna, qui in Italia abbiamo Lilon Adria', che non si permette certo uscite del genere ed è anche lui autore di una guida di ristoranti intorno al suo, verso cui indirizza i clienti quando lui è pieno.

Lilon Adria', un successo che invita a riflettere.

29 Gen 2009 | ore 15:56

Tutto si può dire sulla Spagna da parte di noi "immigrati" ma di sicuro c'é da togliersi il cappello di fronte a questo tipo di iniziative.
Loro sono sulla cresta dell'onda, che é sul punto di affievolirsi in beneficio del Nord Europa, ed é giusto che ne approfittino.
Semmai va chiesto perché noi, quelli dall'immaginazione acuta, non siamo mai stati capaci di produrre idee geniali come questa e tante altre.
Adrià é la punta di diamante di questo movimento e recita una parte nei tg locali, com'é giusto che sia. Di persona é un esempio di umiltà e semplicità, quella vera però.
Direttore, la prossima volta a bcn mi faccia uno squillo...

29 Gen 2009 | ore 18:40

Un'iniziativa del genere in Italia avrebbe ben poco successo, sarebbe un ripetere nomi giá resi noti da slow e low cost...che Bottura mi dica che all'Osteria Bottega si mangia benino o che Alajmo mi faccia il nome dell'unica trattoria dei colli sopra le righe ha un'utilitá limitata. In un paese come la Spagna con decine di migliaia di bar e ristoranti di livello, é tutt'altra storia. La cucina spagnola é ben lungi dal decadere come molti pronosticano, semplicemente perché mangiare é lo sport nazionale. Se in Italia siamo si e no 4 milioni i fissati di prodotti tipici e osterie, in Spagna 44 milioni vivono e respirano solo per mangiare. Conosco ragazzine di 14 anni che sanno distinguere fra jamón de recebo o de bellota, fois autentico o meno, inutile dire che un italiano a quell'etá non sa nemmeno differenziare strozzapetri e paccheri. Alla Spagna io riconosco tutto: grande cucina, apertura alle altre culture gastronomiche, molto piú di noi (vedi Lucca), crescita clamorosa a livelli qualtativi...di certo se sentissi in una settimana Alajmo dire in tv che siamo i primi per questo, quell'altro e quell'altro ancora direi quello che ho detto di Adriá...i funghi spagnoli sono davvero migliori di quelli di borgotaro o della Presila? Se la tua risposta é no, puoi capire che neanche Ferrán é il capione di obiettivitá che credi. Caro Thomas se conosci gli spagnoli (ma non voglio aprire discussioni giá fatte 8mila volte inutilmente) sai che tra le cose in cui sono cresciuti tantissimo c'è anche il loro ego smisurato...gli spagnoli a tavola hanno mille pregi ma io di spagnoli modesti e umili come dici tu non ne ho ancora conosciuti...un immigrato sfortunato?

29 Gen 2009 | ore 19:51

era uscito un articolo di Panorama mesi fa, mi sembra a firma Fiammetta Fadda, che indicava i posti dove i grandi chef andavano a mangiare... ve ne cito alcuni, visto che alcuni dicevano che MArchesi non avrebbe segnalato nulla, invece... Baia del sole, ad Alassio e ai Due platani, a Coloreto. Alfonso Caputo della Taverna del Capitano si trasferisce da Massa Lubrense a Cetara sul terrazzino dell’Acquapazza, Massimo Bottura a Marano, sulle colline modenesi, dal Pastore. Nadia e Antonio Santini, lasciato Il pescatore vanno ad Altissimo, 800 metri di altitudine, al Casin del Gamba. e così via per altri...

29 Gen 2009 | ore 20:53

Vero. Ne parlo' Massimo Bernardi su Kela il 21 giugno 2008. Aggiungo: Cracco va al Molino Santa Maria di Casterno di Robecco, Cedroni da Giachetti a Portonovo, Pomata da Achille a Sant'Antioco... Diamo atto a Fiammetta Fadda di averci pensato e di aver ottenuto anche risposte "vere" e convincenti: Bottura dal Pastore è tutto un programma.

30 Gen 2009 | ore 10:22

Io su indicazione di Bottura sono andato al Pastore il giugno dello scorso anno e l'ho già raccontato qui sul papero giallo :-))
Il problema, mi sembra, siano i diversi livelli di indicazione che danno i cuochi perché il Pastore è un agriturismo con pochi piatti, altri locali indicati sono trattorie abbastanza buone mentre il libro spagnolo comprende anche ristoranti di grido che il cuoco di grido non ha timore ad indicare come ristoranti del cuore.
Ma un italiano sarebbe in grado di fare ciò?

30 Gen 2009 | ore 11:19

Appunto, il fatto è proprio questo. I cuochi italiani pluripremiati quando devono indicare i locali nei quali vanno a mangiare e a divertirsi nominano, quando lo fanno e quando non sono ristoranti di loro ex allievi, trattorie, ristoranti semplici, agriturismi, comunque sempre locali che non stanno nello spazio d'elite, quello dove avvertirebbero una concorrenza, commerciale o di altro tipo. Oppure ti parlano di ristoranti stranieri. Mi vengono in mente poche eccezioni, tra le quali Igles Corelli.

30 Gen 2009 | ore 11:42

I locali di Heinz Beck a Roma sono: Da Felice (chi non ama il suo cacio e pepe?), Baby, La Sora Lella, Molto e Hamasei per l'etnico. Per la pizza il suo locale preferito è La Gatta Mangiona a Monteverde.

30 Gen 2009 | ore 14:46

Ho capito che Heinz Beck pur di non mangiare a La Pergola andrebbe dovunque....

Ad Majora

30 Gen 2009 | ore 15:11

questa è veramente bellissima, sig.gagliardi. secondo me il suo lato comico è decisamente migliore di quello serioso e reazionario( non conservatore proprio reazionario dei post su lucca). ci provi ancora, La prego. si immagina la faccia di Beck se l'ha letta. forse è addirittura un po' vera.

05 Feb 2009 | ore 17:18

Io vorrei sapere la infornazzione di corso de cucina e ºººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººººº

01 Apr 2009 | ore 21:21

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