25
Feb 2009
ore 16:15

Mi porto il pranzo nella schiscetta

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panino.jpg

E' in corso una rivoluzione dei costumi: gli impiegati si comportano come gli operai di un tempo.
Vanno al supermercato, comprano "il pranzo" e vanno a consumarlo al sole quando non fa freddo. Negli Usa è un'abitudine normale e i film ci hanno trasmesso da sempre le immagini degli impiegati seduti al sole che pranzano con un panino.
Ma da noi non usava, negli uffici regnava un certo perbenismo e anche fighettismo.

Oggi, invece, molti arrivano in ufficio con la borsa termica dove dentro c'è il mangiare preparato a casa.
Un tempo erano gli operai che si portavano in fabbrica la schiscetta, la gavetta, la gamella ecc... con dentro il pranzo, oggi sono gli impiegati che risparmiano quei 3-9 euro al giorno che si spendono al bar nella pausa pranzo, che fanno 66-198 euro al mese, e portano il pranzo da casa.
Si risparmia e fa anche bene alla salute perché si mangia genuino.
Il pranzo si porta da casa e con i buoni pasto si fa la spesa.
E voi? Come sono le vostre abitudini all'ora di pranzo?
Mangiare al bar, alla scrivania, oppure?

commenti 45

se compro un panino qui al bar lo mangio in scrivania. In genere porto il pranzo da casa e lo consumo coi colleghi nei tavoli di un bar qui fuori.

25 Feb 2009 | ore 16:24

Sono d'accordo. Peccato solo che i buoni pasto per fare la spesa siano spendibili in davvero pochi supermercati. So di qualche conad (che però non sono nella mia zona) e addirittura alcune ti consentono di pagare con i ticket solo il "fresco"...

25 Feb 2009 | ore 16:32

Anch'io sono uno di quelli, ma spesso me lo mangio da solo, perchè molti miei colleghi adorano parlare di lavoro anche a pranzo. E allora... o si parla d'altro o bye bye!

25 Feb 2009 | ore 16:36

Piacevole chiaccherata con i colleghi alla mensa aziendale. Durerà ? Ancora per poco, poi sarò costretto alla schiscetta....La piacevoilezza finisce lì, perchè la qualità del cibo è andata scemando un un brusco tonfo 2 anni fa circa. Sicuramente, tra le altre cose, è cambiata la mano del cuoco, ovvero la squadra: cibi mal cotti in tutti i sensi, accoppiamenti di gusti immangiabili, qualsiasi cosa mal cucinata tanto da rendere indigesto anche la cosa più banale. Per non parlare degli avanzi riciclati in malo modo o addirittuara estratti dal frigo e messi direttamente in linea. Solo alcune cose, le più semplici e meno lavorate in cucina, sono mangiabili.

25 Feb 2009 | ore 16:45

Provati tutti i bar della zona (zona Fiera Milano City), ed i locali che fanno pranzi a prezzo fisso.

Qualità pessima e costi fuori dal normale. Siamo passati all'organizzare il pranzo in ufficio con 1 forno a micronde e due piastre per i panini.

25 Feb 2009 | ore 17:28

Mensa per via del costo mensile irrisorio. Qualità da inchiesta.
Molta tristezza.....
:-|

25 Feb 2009 | ore 17:46

Portava qualcosa da mangiare da casa (preparata molte volte da mia madre)ieri, a maggior ragione oggi visti i tempi. Comunque sono contento di questo ritorno al passato, non c'è cosa più odiosa per me che sentire qualcuno dire che non ha tempo per prepararsi qualcosa da mangiare.

25 Feb 2009 | ore 18:02

Sono un privilegiato. Vivo in una piccola città e posso tornare a casa per pranzo: di solito mangio un piatto di pasta (al pomodoro, all'olio, al pesto), insalata, pomodori e frutta. Bevo acqua. Un paio di volte alla settimana riesco a prendermi un'ora di bicicletta. In più sto e parlo con mio figlio, al quale preparavo il pranzo quando era alle medie, e ora che sta finendo il liceo...qualche volta butta la pasta.
Sì, sono privilegiato, o uno scansafatiche, dipende dai punti di vista.

25 Feb 2009 | ore 18:10

mi porto sempre qualcosa da casa, che sia un panino, un'insalata... qualcosa che è avanzato dalla cena .... ed è sempre di migliore qualità rispetto a tutto che si torva in mensa/bar..... e poi è bello stupire le persone con le tue invenzioni gastromoniche o novità.... i profumi di un semplice curry scatenano commenti a volte molto buffi.... :-)

25 Feb 2009 | ore 19:16

Di solito lavoro in una sede in cui c'è un bar gestito da una signora che è appassionata di cucina (e fa un sacco di specialità pugliesii) e ha gestito per anni locali tipo bocciofile. Ogni giorno propone un piatto unico + acqua e pane a 3 euro oppure panini a poco più di un euro. Di solito mangio lì perché passare una mezz'ora al bar per me è rilassante; se resto in ufficio non mi sento in pausa pranzo: continua a squillare il telefono o arrivare gente a fare domande o chiedere di risolvere qualche problema.
Al bar si fanno quattro chiacchiere, si scambiano quattro battute, sfoglio la Stampa e...non ci sono computer!
Se sono in giro in posti che non conosco parto speranzosa, mi piace provare posti nuovi; ma se non trovo niente di interessante, il giorno dopo mi porto qualcosa da casa (così come faccio ad agosto quando il solito bar è chiuso).

25 Feb 2009 | ore 21:37

Ah da queste parti si chiama barachin! ;-)

25 Feb 2009 | ore 21:38

...dalle mie a' merenna. Che meraviglia!!! Da ragazzo, nel parco dove abitavo, c'erano degli operai che lavoravano in un deposito di una casa editrice. Era il mio rifugio come antidoto ai "pranzi" di mia madre. Pane cicoli e ricotta con sale e pepe, mortadella e provolone, prosciutto e mozzarella, mozzarella e pomodori, salsicce e friarelli, polpette e melenzane e alla fine rutto collettivo!!! Oggi vado al ristorante spesso per motivi di lavoro ma ho la netta sensazione di essermi involuto...

25 Feb 2009 | ore 22:58

Mi ricordo quando mangiavo in mensa aziendale, la cuoca era bravissima, gli impiegati mangiavano il turno di mezzo mentre gli operai avevano due giri, alla fine in quel salone c'era un buonissimo profumo ed una sana compagnia. Degno di una ottima osteria. Adesso mangio spesso un panino fugace a basso costo in un bar dove su quel panino ci fanno un affare, nessuna chiacchiera, nessun profumo. Freddo. Alcune volte però mi cerco una trattoria a prezzo fisso e...spesso è come mangiare a casa.
A tavola non s'invecchia.

26 Feb 2009 | ore 00:04

Da quando sono qui a Londra a lavorare il pranzo me lo preparo la sera prima a casa, spesso è un panino. Il vantaggio è che a differenza di quanto non mi aspettassi prima di partire, la qualità delle materie prime che si riescono a trovare, anche nei supermercati, è molto alta senza che i prezzi siano folli. In questo modo riesco a risparmiare molto, e posso inventarmi ogni sera un panino, che giova al gusto, al portafoglio e alla fantasia.

26 Feb 2009 | ore 00:24

Quindi con il cibo da casa si risparmia e si guadagna in salute. Che volete di più? Chi non lo fa solo perché "non fa figo" mi fa solo pena. Poverino

26 Feb 2009 | ore 00:29

In mensa con una spesa di 20 cent al giorno. Sono fortunata, perché è una mensa interna che ci vizia con lasagne, tagliatelle al ragù "di una volta", polpette con il sugo. Pericolosissimo il venerdì con i piatti a base di pesce: il pangasio regna sovrano e tutto il resto ha un aspetto dubbio. Infatti molti abbandonano la mensa per una piadineria vicina decisamente ottima, o per una pizza da asporto.
Se non avessi la mensa probabilmente riciclerei gli avanzi di cucina, i bar qua nei dintorni hanno costi folli e qualità pessima.

26 Feb 2009 | ore 07:53

la scelta di portarsi la borsa termica con il cibo...è ovvia e confermo 1)per motivo personale di dieta 2)Risparmio sulla spesa al bar o affine 3)Qualità degli elementi scelta dall'interessato e che sicuramente sono più DOP e DOC di quelli dati nella comune distribuzione
io mangio in mensa e mangio bene e completo nella borsa termica ci metto le pratiche e i miei appunti culinari e menu
che Budda sia con voi.... comunque impiegati..mangiate bene poco e non calorico altrimenti vi addormentate sul tavolo e non combinate nulla...bevete molta acqua fa bene ai reni...sesso meglio non farlo in ufficio potete essere scovati...negli scantinati o nei magazzini la vedo meglio
voto a questo mio commento
4+

26 Feb 2009 | ore 08:56

Oggi pranzo alla scrivania, rigatoni al ragù fatto in casa da mia moglie. Cotta al dentissimo, così quando la riscaldo al microonde è perfetta.
Rigatone perchè si riempie di sugo e lo fa esplodere in bocca.

26 Feb 2009 | ore 09:41

Invidia per chi riesce a portarsi il pranzo da casa! Io non ci riesco proprio. E allora mensa aziendale (ma con una nuova linea vegetariana) oppure mega-insalata mista (fresca di stagione) nel bar sotto. Nei momenti più cupi, tarallini pugliesi davanti al PC :-((

26 Feb 2009 | ore 09:59

Anche io schiscetta forever! Anche qui a Firenze dove mi prendono un po' in giro per questo mio milanesismo..
Avanzi della cena o anche cose fatte apposta per non dover spendere (tanti) soldi per una qualità pessima. Non è possibile non aver tempo per prepararsela , su...

26 Feb 2009 | ore 11:23

Mi ha appena telefonato un collega , mi ha detto "mangiamo un panino insieme?" io gli ho appena risposto "C'ho la "crisi da paperogiallo" su un argomento che ho visto ieri, senti ti porto in una trattoria da 10 euro dove si mangia bene...come? cosa?..si si poi te la spiego a tavola cosa 'sta crisi ..."

26 Feb 2009 | ore 11:38

Lavoro in una grossa azienda alimentare e pranzo sempre fuori. Purtroppo la mia azienda è padronale e nonostante i 120 dipendenti non ha una mensa, non fornisce i ticket restaurant e sopratutto non ha nemmeno un posto adibito al pranzo per i dipendenti. Quindi molta gente che lavora con me (soprattutto giovani che vivono ancora con i genitori) portano la schissetta e la mangiano sulla propria scrivania. Beh, io non ce la faccio per svariati motivi. Vivo solo e non ho mai voglia di prepararmi il pranzo la sera prima soprattutto se poi sono costretto a mangiarlo alla scrivania con i telefoni che suonano e i miei colleghi d'ufficio che hanno già finito la loro pausa e lavorano. E' piuttosto triste, così mi partono allegre allegre 10 euro al giorno (200 al mese minimo), perchè tutti i giorni un panino mi devasta il fegato e i costi salgono.
Insomma la situazione è obbligata e non è per niente divertente.

26 Feb 2009 | ore 11:57

io la vedo dall altra parte della barricata ovvero io nel mio ristorante che essendo in corso sempione è pieno di uffici etc ma tutti con lo stramaledetto ticket che in certi casi mi suca il 13% di commisione .
Io i primi due anni hao fatto a mezzogiorno solo una cucina per i tickettari e impiegati
Uno schifo alle gante si vede che non gliene frega nulla di quello che ha nel piatto tutti l insalata , roba scandalosa è che una sacco di gente mangia tutti i gg la stessa insalata
Io adesso mi sono rotto perchè d' altronde è come gestire due ristoranti perchè a mezzodì fai una cosa e alla sera invece faccio la mia cucina e ho eliminato le insalatone (anche perchè fa freddo)
faccio sempre 2 primi e 3 secondi tutti i gg diversi con la possibilità di fare menùfisso a 15
€ primo secondo acqua e caffè ecco ho calato del 60% i clienti del mezzodi
Solo cperchè ho tolto le insalate e cerco di fare anche cose più carine a mezzodi
Oggi per esempio ho un risotto alla zucca e cotechino sgranato dei fusilli con crema di pomidirini a 8 € ppoi di secondo ho una guancia di bue al vino rosso con composta di crauto rosso a10E€
Sicuramente anche oggi ci sarannoquelli che chiederanno le verdure bollite e la bistecca alla griglia tenendo conto che il bar che è sempre pieno il menu del gg lo vonde a 10 € più l acqua q caffe scaldando tutto al micro
Queste cose sono quelle che sempre di più mi fanno pentire di aver aperto un ristorante
Scusate la lunghezza
ciao
andrea

26 Feb 2009 | ore 12:29

Oggi per pranzo ho mangiato al ristorante peruviano vicino al ufficio con mia collega.Ci sono solo due scelte per pranzo,ma quello che ho scelto era buono:D Zuppa con verdura e erbetta, e riso con carne di forse manzo con salsa di basilico..quella salsa era davvero squisita!Costava 700 yen(circa 6euro)credo abbastanza buon mercato!
Io abito in Giappone e due giorni alla settimana vado a fuori a mangiare con collega e il resto porto da casa o compro qualcosa piu economica.
Nella mia citta ci sono tanti varie per pranzo e veramente divertente!Intanto buon appetito a tutti!

26 Feb 2009 | ore 13:51

Diciamo che si mangia sulla panchina o sulla scrivania non per 'vezzo' ma perché mancano i XXX e uno danari...chi può indovina ad andare a casa. Non c'è nulla meglio della mensa casalinga anche perché volendo puoi mangiare e rilassarti!
ciao
s.buso

26 Feb 2009 | ore 14:30

Si sa che alzando i prezzi e la qualità contemporaneamente, si ottiene un restringimento della cerchia di clientela possibile. Non ti puoi aspettare che la tua vecchia clientela delle insalatone spenda 15 € tutti i giorni a pranzo per farti felice in cucina...

26 Feb 2009 | ore 14:36

no no lo so ed era tutto preventivato magari non credevo così tanto e sopratutto per la concorrenza che ho in questa zona perchè alla fine anche i bar sono quasi allo stesso livello con i prezzi e ti ripeto facendo andare il micro a manetta .
Purtroppo il discorso è che alla gente a mezzodì non gli interessa se gli salti la pasta in padella o la fai andare in micro basta mangiare e tanto più sulle materie prime il bar vende il pangasio a 7 € a porzione io il filetto di rombo a 11 € ma la gente non ci arriva che il pangasio è infettivo e il rombo no
;-))

26 Feb 2009 | ore 15:53

anche io davanti al computer con la pappa portata da casa: oggi megamacedonia di frutta!
la sera quando sono in redazione al giornale abbiamo una sala ristoro cucina. puoi cucinarti quello che vuoi, portarti il cibo da casa oppure approfittare delle macchine distributirici pappa pronta: io ne apprifitto con le zuppe.

26 Feb 2009 | ore 16:03

sissì, è chiarissimo

26 Feb 2009 | ore 16:12

Scusa però, la scelta di cosa e come mangiare in pausa pranzo è molto condizionata da questioni pratiche. Tempo: chi deve timbrare non può mangiare un menu completo, al massimo ha tempo per un panino o un piatto unico.
Se in poco più di mezz'ora devo raggiungere un locale, ordinare, mangiare, pagare, rientrare, inoltre, preferisco piatti molto leggeri, altrimenti al pomeriggio mi addormento.
Soldi: chi non ha ticket né rimborso spese non può spendere 15 euro al giorno per il pranzo!

26 Feb 2009 | ore 16:35

D' accordissimo ma una piadina a 5/6€ contro a un piatto di risotto a 8 non la vedo sta gran differenza
E una piadina con dentro spalla edamer dell insalata delle buste e qualche salsa strana non vale di certo i 6 € che costa e non la puoi paragonare a un piatto cucinato secondi i sacri crismi

26 Feb 2009 | ore 16:53

Andrea,
perdonami se sembrerò un pò brusco però sei un pessimo ristoratore.
Il tuo primo obiettivo è quello di far funzionare un azienda (in questo caso trattasi di un ristorante) e non di dover cercare d'istruire i possessori dei ticket restaurant!
Ma stiamo scherzando? Ma come ti viene in mente di vendere una porzione di filetto di rombo a 11 euro? Ringrazia a Dio che nessuno te lo prende altrimenti riusciresti a fallire vendendo migliaia di filetti di rombi, piuttosto vendi delle insaltatone a 7/9 euri che hai dei margini più alti di guadagno rispetto ai prezzi del cucinato.
Essendo amici su Feisbuc mi faccio li cazzi tua e vedo quando entri in cucina e quando esci...e per tutte le ore che fai se non ti metti in tasca almeno 4.000€ puliti in tasca ti consiglio di andar a far dell'altro oppure puoi sbattertene di quello che possono pensare i vari Bonilli, Vizzari, Bolasco, Marchi e Cremona e vendere quantità industriali di piattoni d'insalata.
So che hai un bambino ed è per lui che devi farlo, riempire il ristorante in base a quello che ti chiede la clientela, io non ho un figlio..però l'abbonamento semestrale della palestra dell'Hotel Ritz di Parigi costa 6.000,€ e se lavoro tanto, voglio potermi permettere di godermeli un pò..
A proposito, a febbraio a Milano ho pranzato alla Veranda del Four Season in via del Gesù e come secondo ho ordinato il rombo con i carciofi che vendevano, se non ricordo male, a 35€ a piatto..
Fa te..
Se la gente non vuole la cucina d'autore (sempre che ti si possa considerare un autore della cucina italiana) perché proporgliela?
Se invece vuoi fare e ti consederi un artista che può permettersi di campare d'aria, il discorso è diverso.

Gumbo,
io sarei curioso di sapere che piatto unico mangi per 3 euri. Va bene che il Piemonte ha un imbattibile rapporto q/p però io 3 euri li spendo bevendo una spremuta d'arancia nel più infimo dei bar di Bologna..

Mucca

26 Feb 2009 | ore 22:02

Eh però...non vale nei tuoi esempi le cifre si avvicinano sempre di più! Ovvio che 2 euro non fanno una gran differenza; ma già 4 euro x 20 giorni sono 80 euro in più al mese, pensa un po' in un anno.
Stesso discorso per bar vs baracchino. Per un giorno puoi non far caso alla differenza di qualità e prezzo; ogni giorno per un anno te ne accorgi eccome.
Poi certo per me una piadina di plastica con contorno di carotine pre-tagliate a 6 euro è un vero furto oltre che una schifezza.
Però conosco molte persone che mangiano soddisfatte cose del genere anche a casa così come il pangasio; quindi immagino che non abbiano alcun motivo di spendere anche un solo euro in più per qualcosa di diverso.

26 Feb 2009 | ore 22:04

Ogni giorno è disponibile un solo piatto, non c'è scelta, insieme a un paninetto e un bicchiere di acqua. E' in periferia e il prezzo è di favore per chi lavora lì (un po' come alle mense insomma). Cose che mi ricordo ci sono state pasta al forno, riso e piselli, coscia di pollo con patate, carciofi ripieni, orecchiette e cime di rapa, prosciutto e melone, melanzane alla parmigiana, polenta e salsiccia, frittata di zucchine...tanto per fare qualche esempio. Ogni tanto si lamenta che le stanno aumentando tutti gli ingredienti e prima o poi dovrà alzare i prezzi, intanto però restano così!

26 Feb 2009 | ore 22:17

In genere mangio il panino rigorosamente preparato a casa, ma oggi sono passato dalle parti di Testaccio ( quartiere popolare di Roma) e non ho saputo resistere al "trapizzino" caldo con calamari e piselli. Il trapizzino è un triangolo di pizza bianca farcito con pietanze cucinate giornalmente: trippa, coda alla vaccinara, polpette al sugo ecc...

26 Feb 2009 | ore 22:42

e allora ci mandiamo Bonilli e Sigrid!
voglio vedere questo posto qua che straccia i prezzi di Davide Oldani!

Mucca

26 Feb 2009 | ore 22:48

Una volta qui dalle parti mie la merenda a scuola o nei campi e via dicendo si chiamava la "mposta" e se era più articolata si metteva il tutto dentro la "mappatell" un canovaccio legato intorno al tutto per poter rendere agiovole il trasporto.
Ma erano altri tempi, poi è venuto il boom economico legato al comercio ortofrutticolo e da contadini son diventati tutti commercianti, e via fast food , ristoranti e mense. Il fiorire dei negozi con il pronto a portar via, quindi le moglie dei facoltosi commercianti hanno perso anche l'abitudine al cucinare, figuriamoci preparare panini o merende.
Oggi giorno penso che l'attuale crisi abbia ridimensionato un poco il tutto o almeno lo spero , per una sorta di salvaguardia della nostra identità.

Io per ovvie ragioni mangio sempre sul posto di lavoro, e quando son chiuso lascio fare a mia suocera che ha una cucina molto tradizionale e contadina.

26 Feb 2009 | ore 23:02

:-)))
Il fatto è che è in un posto con passaggio casuale quasi nullo e deve cercare di tenersi come base i clienti stabili che lavorano nei dintorni e che sanno che c'è. Gli stessi che poi aggiungono la bibita, la spremuta,la fetta di torta, il gelato, la macedonia...oppure passano per colazione, languore di metà mattina, caffé con i colleghi di passaggio. Sempre a prezzi convenienti, ma in linea con i bar onesti della zona.
Però è un po' come le bocciofile, se non te lo dice qualcuno che le frequenta non le noti o non sai se e come si mangia; però ce n'è più di una che fa menu completi a una 12-15 euro anche in pieno centro e il singolo piatto non costa tanto diverso da questo bar. Cucina casalinga, ogni tanto un po' storta (la pasta o le zucchine un po' scotte, tanto per dire), nessun ingrediente stratosferico, ma sempre meglio di un MacMenu!
E il centro pullula di locali con monopiatto misto, bevanda e caffé incluso a 7-10 euro.

27 Feb 2009 | ore 09:41

Mensa aziendale. A dispetto della loro fama, in questo caso è più che dignitosa. Ci sono cose da non prendere (le terrine in generale, che sanno di ricicciata di avanzi), altre invece che si fanno mangiare non dico con gusto, ma sicuramente senza drammi: la trippa, i pizzoccheri, lo stinco di vitello. Da evitare il purè e le linguine con sugo di pesce.

27 Feb 2009 | ore 12:07

@ muccapazza : tu hai ragione è normale che guardo al cassetto io non sono di certo quello che vuol fare il figo e che si crede chissachì .
Nell arco di 500m ddal mio ristorante ci sono esattamente 25 tra ristoranti pizzerie e bar e tutte lottano al prezzo migliore per il mezzodì oggi parlavo con quello che ha il negozio di pizza al trancio e mi ha detto che lui facendo sempre la stessa cosa e non alzando di un solo centisimo il prezzo del trancio da gennaio ha perso il 35% di clienti questo vuol dire che il problema e molto più grave la gente di media ha il ticket da 5.16€ ed ha calato anche la pizza al trancio a 3€ a porzione quello è il problema .
La gente non li spende perchè se li tiene per fare la spesa .

Io cerco di fare cose buone a prezzi decenti per milano (tieni conto che un panino in un posto decente non sta sotto i 5€ una margherita costa 6/7€) certo devi stare attento ad usare materie prime che costino relativamente poco ma sta di fatto da come ho letto nei post che molti cercano il posto dove spendere meno ....il mangiare va in secondo piano
ciao
andrea

27 Feb 2009 | ore 18:11

da noi in provincia i buoni pasto vengono spesi per la maggiore nei supermercati.
La guerra tra diversi gruppi porta ad accettare più carte e buoni possibili per attirare il cliente, e l'impiegato usa tale risorse per far la spesa.

27 Feb 2009 | ore 21:05

E' triste constatare che ci sono i soldi per l'happy hour , per l'iphone , per centinaia di sms ogni settimana ,per telefonate infinite a parlare di cavolate con il cellulare , per scarpe e vestiti che in saldo costano minimo un anno di pranzi (a 15 euro al colpo ), per la vacanza a rate , per la macchina a rate che costa minimo dai 15.000 Euro in su , ed invece si sacrifica il cibo cioe' l'olio pulito per il motore ( che sarebbe il nostro corpo ) e preferiamo le schifezze .
Il resto sono tutte balle ,questa e' la verita' : siamo proprio Italiani viviamo solo di apparenza .E poi ci si meraviglia mangiando le peggiori porcherie di questi bar/pizzerie che arrivi in pochi anni qualche grave problema di salute ??

28 Feb 2009 | ore 17:13

Anch'io porto, quasi sempre, il pranzo da casa, pranzo si fa per dire perche' di solito è un panino.
I motivi sono diversi, nella zona dove lavoro, ci sono tavole calde e pizzerie che utilizzano prodotti di bassa qualità, ieri ho pranzato con un pezzo di pizza bianca con dentro delle verdure, dopo mezz'ora avevo una pesantezza di stomaco che sembrava avessi mangiato delle pietre.
Non sottovaluto il costo che a fine mese si fa sentire, utilizzo i tiket per la spesa.
Ci sono giorni che pranzo con un frutto e uno yogurt comprato dal distributore automatico che abbiamo in ufficio, si lo so che tutto questo è tristissimo ma provo un grande imbarazzo e mortificazione a presentarmi in ufficio con il frigoriferetto che contiene il pranzo portato da casa.

07 Mar 2009 | ore 11:33

Da poco mangio fuori casa e con i buoni pasto da 5,16.Non sempre li uso x pranzare ma li tengo per fare la spesa,solo che non so dove e quali supermercati li accettano (zona lecco ). Se qualcuno sa quale catena di superm. li accetta sarebbe cosi' gentile di scriverlo''.Grazie

21 Apr 2009 | ore 19:54

quando facevo la stagista per un azienda mi fermavo li a mangiare non ho mai pensato di buttare via soldi inutilmente, credo che sia più che altro per pigrizia che la gente non mangia in ufficio

29 Lug 2009 | ore 21:00

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