16
Mar 2009
ore 22:35

Comportamento antisindacale del Gambero Rosso

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Adnkronos) - ''L'Associazione Stampa Romana ha dato mandato ai suoi legali di denunciare la Gambero Rosso Holding per comportamento antisindacale. Nel bel mezzo di un'aspra vertenza che vede il sindacato opporsi a un tentativo di ristrutturazione che significherebbe la perdita di quasi meta' dell'organico giornalistico, la direzione della testata si e' rifiutata di pubblicare, a norma dell'articolo 34 del Cnlg, un comunicato sindacale. L'Asr non ravvisa alcuna ragione per bloccare una dichiarazione che contiene soltanto il racconto di cio' che sta accadendo, per questo ha deciso di intervenire a difesa dell'agibilita' sindacale nell'azienda''.

Il testo del comunicato era il seguente: ''Il Cdr del Gambero Rosso ribadisce il giudizio estremamente negativo sulla decisione della azienda di ricorrere alla cassa integrazione per quattro giornalisti. E questo nonostante la possibilita' alternativa di ricorrere allo strumento dei contratti di solidarieta', non ostacolata dal direttore. Nell'ultimo incontro in sede Fieg l'azienda si e' resa indisponibile all'utilizzo dei contratti di solidarieta' sostenendo di esservi obbligata da un'imposizione di non meglio specificate banche erogatrici dei fidi che non sarebbero interessate al solo risparmio economico, ma all'adozione di un unico strumento di ammortizzatore sociale''.

commenti 39

Come mai non si visualizza l'intero comunicato, mentre poco tempo fa si visualizzava tutto? In ogni caso eccolo qui:
L´Associazione Stampa Romana ha dato mandato ai suoi legali di denunciare la Gambero Rosso Holding per comportamento antisindacale. Nel bel mezzo di un´aspra vertenza che vede il sindacato opporsi a un tentativo di ristrutturazione che significherebbe la perdita di quasi metà dell´organico giornalistico, la direzione della testata si è rifiutata di pubblicare, a norma dell´articolo 34 del Cnlg, un comunicato sindacale. L´Asr non ravvisa alcuna ragione per bloccare una dichiarazione che contiene soltanto il racconto di ciò che sta accadendo, per questo ha deciso di intervenire a difesa dell´agibilità sindacale nell´azienda.
Il testo del comunicato era il seguente:
"Il Cdr del Gambero Rosso ribadisce il giudizio estremamente negativo sulla decisione della azienda di ricorrere alla cassa integrazione per quattro giornalisti. E questo nonostante la possibilità alternativa di ricorrere allo strumento dei contratti di solidarietà, non ostacolata dal direttore. Nell´ultimo incontro in sede Fieg l´azienda si è resa indisponibile all´utilizzo dei contratti di solidarietà sostenendo di esservi obbligata da un´imposizione di non meglio specificate banche erogatrici dei fidi che non sarebbero interessate al solo risparmio economico, ma all´adozione di un unico strumento di ammortizzatore sociale. L´azienda si è sempre rifiutata di rendere note le banche alle quali l´azienda stessa attribuisce l´imposizione della cassa integrazione. Considerato che retribuzioni e rimborsi spese dei lavoratori sono accreditati da conti presso Banca Intesa e Banca Nuova, riteniamo impensabile che due istituti così importanti possano imporre soluzioni che attengono esclusivamente alla scelta delle aziende e delle parti sindacali e che lederebbero la libertà d´impresa.
La richiesta di ricorso ai contratti di solidarietà è l´unico strumento che può garantire l´efficienza della redazione e salvaguardare il prodotto editoriale, la professionalità e la dignità dei giornalisti.
L´assemblea dei giornalisti del Gambero Rosso ha dato mandato al Comitato di redazione di proseguire con fermezza la trattativa in sede regionale continuando a sostenere la richiesta di contratto di solidarietà nella misura in grado di assicurare all´azienda il risparmio economico richiesto, peraltro, dal sistema bancario.

17 Mar 2009 | ore 02:15

problemi interni che non mi arrivano...cernilli aprisse un contraddittorio e spieghi il fatto...ma non eravate amici? come mai non commenta mai al tuo papero

17 Mar 2009 | ore 09:29

Brutta storia, strano comportamento quello di rifiutare i contratti di solidarietà, se il direttore di testata non si oppone con motivazioni, salvo che la cassaintegrazione per i 4 non preluda al successivo licenziamento.

17 Mar 2009 | ore 11:42

AMICI: parola grossa in generale figurati in questo caso...

17 Mar 2009 | ore 12:11

Mi lascia sempre perplessa l'idea di un gruppo editoriale di fare figure del genere. Se proprio non gliene frega niente dei dipendenti, almeno della propria immagine qualche cosa dovrebbe importargli, no? Boh, complimenti a sti capitalisti dell'ottocento e a sto punto ringraziamo che non mandino picchiatori alle riunioni sindacali...

17 Mar 2009 | ore 13:50

c'è crisi dappertutto

17 Mar 2009 | ore 15:06

Che impressione fa la mancanza di commenti.
La litania che sento sempre fare da parte degli abituali frequentatori del papero quando si parla di qualcosa di spinoso è " non dico nulla perché non conosco bene i fatti".
In questo caso è come si assistesse a un investimento sulle strisce pedonali e si proseguisse pensando "mica sono un vigile..."
In sostanza ormai in Italia tutto passa tra l'indifferenza dei molti anche se certi gesti non riguardano mai i soli protagonisti ma hanno un valore più ampio.
E questo è il caso.

17 Mar 2009 | ore 18:15

Niente di nuovo. Ovvero niente di diverso da quello che si fa per risanare i conti di altre aziende in crisi in giro per l'Italia (perché il Gambero ha i conti in rosso oppure mi son perso qualche pezzo?). E ci si ferma qui - perché commentare ulteriormente? - perché NON si sa chi c'è dietro al Gambero quindi qualsiasi valutazione potrebbe esser una boiata. Magari un giorno Bonilli ce lo racconta, oppure lo scopriremo leggendo MF...

17 Mar 2009 | ore 18:50

Veramente per risanare i conti non si blocca il comunicato del CdR, di questo stiamo parlando in questo post e su Mf di queste cose, stranamente, non si leggerà mai una riga :-))

17 Mar 2009 | ore 18:55

bonilli hai ragione ma un dibattito cosi spinoso va fatto tra le parti altrimenti ci si parla addosso quindi non ti irritare se noi lettori passivi cerchiamo di capire..il dramma è in atto come in tante altre realtà...c'è da capire altrimenti si fa cronaca sterile

17 Mar 2009 | ore 20:40

Forse a quelli che sono nella cacca farebbe piacere sentire che c'è della solidarietà, non c'è da fare chissà che, tutto ma non il silenzio :-))
Io non mi irrito, mi deprimo :-((

17 Mar 2009 | ore 20:42

questa gente alzasse il culo e si appropiasse delle piazze per manifestare.... e far sentire la loro voce...sta notizia l'ho saputa da te e non da loro.... quindi la mia solidarietà arriva se loro ne rendono noti i fatti...intervenissero su questo blog usassero i media....denunciassero...

18 Mar 2009 | ore 08:16

Ma vi rendete conto che siete assolutamente avvitati su voi stessi? poi di quale solidarietà parla Bonilli? Ci ha lasciato in una vasca di merda: prima costruendo un castello di sabbia, poifacendo entrare lui nel gambero gli stessi che adesso critica e infine andandosene ben pagato (checché ne dica). Ma va! la genialità di Stefano non si discute, ma la credibilità e la serietà sono ben altre cose. E la verità è che oggi stiamo pagando il prezzo della sua megalomania. Provata, più di tutto, da questo blog che interessa solo noi quattro gatti (100-200? le firme ricorrenti sono 20, non di più) .

18 Mar 2009 | ore 08:31

bellino questo suo intervento.... dissento sul fatto che questo blog interessi solo 100 200 persone. credo che lo leggano molti di piu' ma non ci scriva quasi nessuno. e la ragione è semplice: il dissenso è stretto in un angolo. molte delle persone che ho visto passare da qui alla fine se ne sono andate o comunque non ci scrivono piu'. insomma Bonilli interessa si , ma la gestione del blog è quanto mai Bonilli- ego - centrica e quindi anche chi avrebbe piacere di dare del suo poi se ne va. in fondo si puo' campare e bene anche senza Bonilli, che accusa molti altri di essere furbetti ma qualche volta dovrebbe guardarsi allo specchio. certo in linea di massima lui non cancella gli interventi, ma ti emargina . reminiscenze da centralismo democratico?

18 Mar 2009 | ore 08:56

Non ho scritto che per risanare i conti del GR si blocca il comunicato del CdR: ho scritto che non commento una storia che non conosco. Noi lettori non sappiamo niente, o meglio sappiamo solo il suo punto di vista, che è poco per farsi un'opinione. Punto. Non mi piace commentare su fatti che non conosco e non trovo neanche particolarmente utile scrivere di questi argomenti senza raccontare tutto...
Se avessimo più informazioni in merito sarebbe più facile strappare un commento anche su tali decisioni, che di sicuro son fatti spiacevolissimi, ma è sempre meglio sapere di quello di cui si parla (anche perchè probabilmente ci sono dei motivi).
Mi sembra un concetto abbastanza easy.

18 Mar 2009 | ore 09:23

E' abbastanza easy che non ve ne frega niente.
Tutto qui :-))

18 Mar 2009 | ore 09:43

Bonilli, posso avanzare una piccola ipotesi? Visto che certi blog li leggono soprattutto gli addetti ai lavori, visto che il GR comunque è e rimarrà una realtà con cui fare i conti (anche letteralmente) e visto che è sempre meglio non esporsi, magari la mancanza di commenti è spiegabile anche con piccoli interessi personali. D'altronde, io alla sua cacciata (giusta o ingiusta, non è neanche questo il discorso) mi sarei aspettato fuoco e fiamme sul forum del GR, eppure si è andati avanti lo stesso senza problemi. Il sottoscritto, per fortuna, questo settore se lo vive da semplice appassionato e non avendo interessi economici da difendere può anche risultare antipatico a Cernilli e vantarsene anche :-)

18 Mar 2009 | ore 09:52

Che tristezza !!!! Purtroppo Sig. Bonilli, mi pare che il comportamento dell'azienda sia perfettamente in linea con lo "sviluppo" che stiamo avendo nel paese. Si gioca sempre più sul fatto che non c'è lavoro da nessuna parte, in pochissimi settori perlomeno, quindi il bloccare un comunicato sindacale diventa normale, non genera nessuna azione e nemmeno nessun commento. Chi comanda non ha più timore di perdere persone di valore, perchè queste persone fanno troppa fatica a trovare un'alternativa. Il pensiero principale di chi si comporta in questo modo indegno, antidemocratico e fascista è "tanto questi dove vanno???" . Il peggio è proprio l'indifferenza, se non addirittura l'accondiscendenza, come nel caso degli scioperi dei trasporti pubblici. E' più importante arrivare in orario al lavoro che pensare a 10000 persone che non ricevono lo stipendio oppure a 1000 altre che vengono cassintegrate senza adeguate giustificazioni. Sono depresso quanto lei, esattamente quanto lei, perchè la speranza in questo paese sta morendo, insieme a quel sentimento di solidarietà che dovrebbe essere genetico, nel Dna di ognuno.
In giro si sentono frasi del tipo "Cazzo, sti ferrovieri han rotto le balle, arrivo a casa mezz'ora in ritardo e per colpa loro mi perdo la sintesi del Grande Fratello. Dovrebbero licenziarli tutti" !
Dove vogliamo andare, se non ritornare a bui periodi, a 50/60 anni fa ?
Non è questione di conoscere o non conoscere i fatti. LA libertà del prossimo non va intaccata, nemmeno da chi ci paga per lavorare, ma sulle nostre spalle si compra la villa sul lago.

18 Mar 2009 | ore 09:58

Tutti argomenti che non c'entrano nulla.
Non si sta parlando di un fatto privato, si sta parlando di un diritto sancito da un contratto nazionale che viene violato.
I fatti sono scritti nel post, che senso ha stare a dire che se ne deve sapere di più?
Può esserci una giusta causa per la violazione di un contratto?
No e quindi il sindacato dei giornalisti, Fnsi, denuncia GRH.
Dobbiamo approfondire?
O forse è pura melina perché non si ha un pensiero e non si sente minimamente il problema in quanto tale?
Basta dirlo, dell'antipatia o meno di Cernilli chi se ne frega, qui si parlava e parla d'altro.

18 Mar 2009 | ore 10:07

A Bonilli, o mi sono spiegato male io o lei oggi si è svegliato male. E' ovvio che il comportamento del GR è scorretto, su questo non ci piove. Io ho cercato di capire le ragioni di questa 'melina' dei commentatori, come la chiama lei, e le ho individuate nel fatto che tante persone avrebbero (o pensano che avrebbero) dei problemi a esporsi pubblicamente contro il GR. Mi pare una tesi più ragionevole (almeno mediamente, non certo per tutti) che ipotizzare che la gente non abbia un pensiero su licenziamenti ingiusti e comportamenti antisindacali. E non capisco perché ripete a me per l'ennesima volta che non c'è nulla da chiarire in questa situazione: so' d'accordo!

18 Mar 2009 | ore 10:14

Svegliato benissimo ma sentire che uno tace perché ha dei problemi ad esporsi pubblicamente contro il Gr ma lascia di stucco.
Nel 2009 c'è chi, potendo postare con un nickname e senza approfittare di questo anonimato può dire la sua, e non lo fa?
Non è più semplice dare una lettura vera anche se sgradevole?
Il fatto in sè non frega nulla.
Del resto lei cosa avrebbe da temere? E tutti quelli che leggono di cosa dovrebbero preoccuparsi?
Mille persone che leggono e venti interventi hanno una sola spiegazione.
Purtroppo :-((

18 Mar 2009 | ore 10:23

Si sarà svegliato benissimo, ma forse è ancora un po' intontito :-)
Io, nel quinto commento di questo post, ho scritto:

Mi lascia sempre perplessa l'idea di un gruppo editoriale di fare figure del genere. Se proprio non gliene frega niente dei dipendenti, almeno della propria immagine qualche cosa dovrebbe importargli, no? Boh, complimenti a sti capitalisti dell'ottocento e a sto punto ringraziamo che non mandino picchiatori alle riunioni sindacali...

Più "esposto pubblicamente contro il GR" di così...

18 Mar 2009 | ore 10:26

Farsi delle domande credo che sia lecito e sensato.
Il senso di saperne di più sta nel fatto che dietro a questa faccenda - della quale questo fatto del comunicato è solo un risvolto - c'è un alone di mistero, perchè non l'ha certo raccontata tutta.
Lei è liberissimo di credere che non ce ne freghi nulla e che non abbiamo un aopinione e che facciamo la melina...

18 Mar 2009 | ore 10:33

alla faccia del cattocomunismo.... qui siamo al dessert...

18 Mar 2009 | ore 10:34

miiiiii che veleno...

18 Mar 2009 | ore 12:05

La realtà è un'altra, secondo me. Viviamo ancora, nonostante tutto, in un'epoca in cui vige il principio del "fino a quando non capita a me...", è quello lo "schifo" (forse anche senza virgolette)...personalmente vivo da mesi una situazione di particolare disagio economico, anche perchè siamo in due a lavorare con la stessa azienda, ma una cosa del genere, a memoria non l'avevo ancora sentita...nel mio caso, l'azienda ci è vicino, ci tiene informata degli sviluppi, alle nostre RSU non è mai stata negata alcuna attività, anzi...
Scusate lo sfogo...forse un po' OT...

18 Mar 2009 | ore 13:26

Se la demagogia avesse un prezzo, questo Lucash sarebbe più ricco di Billa Gates.

18 Mar 2009 | ore 14:05

Sono tristemente in linea con i commenti fatti in questo intervento... :( Frequento da poco questo blog e forse resto ancora troppo in disparte ma voglio continuare a crederci e continuerò a frequentarlo assiduamente (perchè lo trovo cmq molto interessante) con la speranza di essere presto smentita...

18 Mar 2009 | ore 14:15

Ciò che mi colpisce di più, in tempi di mea culpa sulle speculazioni e plurimi inviti di ritorno ad una finanza etica, è il fatto che appena si presenta l'occasione di dimostrare con i fatti le buone intenzioni, l'eticità finanziaria applicata non dia i risultati sperati: in altri termini, se non ho male interpretato, un istituto di credito, senza possedere un interesse giuridicamente ed economicamente rinvenibile o abbastanza apprezzabile, avrebbe imposto la propria decisione contro l'interesse sociale, aziendale e sindacale di GRH..
C'è da chiedersi se - stando davvero in questi termini i fatti - al dunque l'etica nel vocabolario finanziario creditizio sia un modo nuovo di presentare "il vecchio modo".
Quello che peraltro non ho capito è quanto veemente, tiepida o compassata sia stata la reazione dei vertici, avverso un’interferenza del tutto illegittima quanto ingiustificata da parte dell’istituto creditore.

Questo nulla ha a che vedere con la solidarietà che mi piace dare, da ex lettore del Gambero, all'idea, alla rivista e alle persone che hanno dedicato la propria vita per l'affermazione del Gambero.
Solidarietà volta a ricordare, salvaguardare e difendere le molteplici buone cose fatte a servizio di tutti, senza ottenere i giusti e adeguati meriti.

Ritengo che quando l’impresa elargisca buone cose in misura superiore al profitto essa abbia il connotato tipico dell’impresa etica.
A mio giudizio, il Gambero, nel giusto mix tra la tecnica dell’indagine e quella del racconto di storie individuali, ha indicato una nuova possibilità di impresa "reale" in un’epoca in cui i titoli tecnologici e le speculazioni la facevano da padrone. E’ perciò paradossale che paghi oggi prima di altri, gli effetti di una crisi, generata da mancanza di indotto per il naufragio e l'evanescenza della ricchezza fondata su quelle nuove economie, pur avendo difeso in tempi non sospetti i valori e la qualità dell’impresa reale e della piccola media impresa rurale.

Il Gambero ha saputo coniugare in modo originale la nostra tradizione e cultura che abbiamo cominciato ad apprendere già da piccoli, stazionando sotto ad un tavolo in cucina, e l’ha coagulata nelle mille storie raccontate in questa rivista, in una dimensione che ha avuto il grande merito di dare speranze alternative nel mondo del lavoro e delle scuole; che ha saputo difendere l’orgoglio individuale e nazionale (quando questo sembrava perduto sotto i colpi delle imitazioni, del metanolo e dello strapotere francese, dato dalla mancanza di comunicazione nel mondo); che ha dato un senso di realizzazione e soddisfazione personale agli operatori, rendendoli addirittura invidiati (ricordatevelo!).
Ciò ha fatto soprattutto esaltando la positività del confronto scevro da invidie o timori reverenziali.
Ebbene, tutto ciò è stato prerogativa del Gambero già al suo affacciarsi come novità editoriale. A beneficio di tutti. Prima ancora ed a prescindere dal successo editoriale (affatto scontato). Ha iniziato inseguendo una passione, forse senza l’oculatezza della gestione economica che l’impresa imponeva, accettando il rischio di gettarsi in un dirupo alla maniera di Thelma e Louise, pur di sfidare le convenzioni “da bere”, “fashion” e “tres magnifique” e confrontarsi sul prodotto nazionale a tutto tondo: tanto sui modelli che sui suoi limiti.
Nel mio credo è stato detto: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” (Mt, 10,8).
Ebbene, per quanto mi riguarda, e per quanto poco potrebbe apparire agli occhi degli altri (ma non per me), è accaduto che nell’informazione enogastronomica (a pagamento) si consolidasse il valore aggiunto (gratuito) della conoscenza e del rispetto della tradizione, come valore e modello di ispirazione da opporre alla negazione futuristica che all’epoca della nascita editoriale del Gambero si era invitati a seguire, forse anche sull’onda esterofila del rinnovamento suscitata da un’errata interpretazione dei dettami della nouvelle cuisine (che non escludono affatto quelli della tradizione).
Consonante alla mia personale visione - a conforto di quanto scritto - è la sensazione che molti, attorno alla nuova stagione enogastronomica avviata e perorata dal Gambero, si siano “riconciliati” con la cultura enogastronomica italiana, ricostruendo un movimento, avvinto ad un senso nazionale che abbraccia un intero settore culturale (quello della tradizione appunto), prima ancora che economico (i cui frutti, è bene ricordarlo, non sono affatto mancati). Ed è ciò che mi spinge a manifestare solidarietà a favore dei lavoratori che animano e hanno animato l’avventura del Gambero, in un ideale comunicato nel quale mi piacerebbe passasse il medesimo trasporto, nostalgia, speranza, conforto e fiducia da loro regalati ai lettori in tutti questi anni, nella speranza di riuscire a restituirli a loro, per quanto in minima parte. Animo ragazzi!

Filippo Baratta.

18 Mar 2009 | ore 16:27

Con la parola Crisi, alle aziende è stato reso possibile fare molte di quelle cose che in Italia sono sempre state impossibili solo da pensare. Molti se ne stanno approfittando. Noi li stiamo lasciando fare. Credo che questo stia succedendo anche al Gr.

18 Mar 2009 | ore 16:35

Veramente, io direi che chi c'è rimasto, a quest'ora e da dipendente, cito, 'nella vasca piena di merda', ci sta dentro perché ha scelta di starci. Perché, nonostante i nuovi dirigenti siano culturalmente di un livello che sfiora lo zero, nonostante una gestione aziendale arrogante, sprezzante e per nulla giustificabile ( 13.000 euro di stipendio al supplente e gli sfigati dovrebbero farsi abbassare volontariamente quello loro???), nonostante il passato e ciò che dovevate al megalomane di cui sopra (può anche essere che lo sia, ma, voi ora, senza un bonilli, dove stareste, giusto per capire?), ci siete rimasti. E glisso sulle pietosissime scene di amicizie spontanee quanto disinteressate degli ultimi mesi... Con della dignità sareste andati via, con della sfiga vi avrebbero mandati a casa, se siete ancora lì ora è solo perché avete cambiato campo e vi siete sporcato il nasino di cacca (lascio alla vostra libera interpretazione come). Assumete almeno il fatto che state sputando nella mano che vi ha dato da mangiare, e a lungo, e rimanete pure lì a sguazzare, in quel vuotissimo monumento alla vittoria della (vostra) mediocrità. Saluti... :-)

18 Mar 2009 | ore 16:49

bonilli vi ha lasciato in una vasca di merda...minchia questa non la sapevo...diretto che ha combinato ha costruito all'interno del gambero un depuratore di liquame? che cosa ha combinato?

18 Mar 2009 | ore 17:39

13mila euro? Al mese? Lordi o netti? Ma è vero?

18 Mar 2009 | ore 18:22

Solidarietà assoluta ai lavoratori in questo guaio, questo è, per me, il primo sentimento che va esternato perché, al di là della caccia al colpevole, c'è gente che rimarrà per strada, in un modo o nell'altro.
Per il resto, cominciare l'ennesimo "Processo" di biscardiana similitudine, è altrettanto inevitabile. Il punto è che su questo c'è veramente scarsa informazione e pochi possono dire qualcosa di sensato, bilanci e scelte strategiche alla mano.

Un fatto è certo: è saltata la chiave di volta, e piano piano viene giù tutto.

Si potrà dire di tutto di Bonilli, ma non che non fosse (e sia comunque) un punto aggregante e necessario all'equilibrio del panorama enogastronomico italiano.

Per il resto, ripeto, non si può non pensare ai lavoratori.

la denuncia per comportamento antisindacale, per chi non lo sapesse, è un passo piuttosto pesante ed estremo. Costringere la RS a fare un passo del genere, significa avere lacune di management, ma questa non è una novità, vista la vicenda Bonilli in primis e i servizi del Tg3 Regione sul caso dei lavoratori licenziati dal Gambero Rosso Channel, poche settimane fa.


18 Mar 2009 | ore 18:27

resista, Valeria, almeno nel leggere. I vari Farina se li scordano i numeri e la qualità (talvolta involontaria) del blog di Bonilli. sui loro di blog non ci scrive nessuno. leggono solo, forse, come tanti bei soldatini asserviti al potere oggi imperante.

18 Mar 2009 | ore 18:30

Essenzialista, non tirarmi in ballo nei tuoi vaneggiamenti.

18 Mar 2009 | ore 19:55

Trovo davvero di cattivo gusto parlare di queste questioni su questo blog. Il Gambero Rosso e soprattutto le persone che ci lavorano stanno incontrando grossi problemi, che vengono banalizzati dallo straparlare sul paperogiallo. E se le persone restano in quell'azienda è perché in qualche modo bisogna arrivare alla fine del mese e perché non è facile svolgere certe attività in altre aziende, a questo livello. Si può criticare la direzione, l'operato delle persone, ma certamente non si possono fare chiacchiere da mercato quando c'è gente che rischia il posto di lavoro. Detto questo, il supplente è un megalomane insopportabile, ma di gente così il mondo è pieno e non possiamo ucciderli tutti.

18 Mar 2009 | ore 20:44

Circola voce (attendibile) che sia un pochino di più, ma poco, al mese, dietro presentazione di fattura. Mentre si mandano 25 dipendenti in cassa integrazione e si chiede ai lavoratori di ridursi volontariamente lo stipendio, si paga profumatamente un "consulente" che consulente non è perché in realtà dirige la rivista, ora, e fra poco le guide. Ma di questo si è parlato abbondantemente in qualche post fà.

18 Mar 2009 | ore 21:08

Discussione chiusa, non ci sono le condizioni per continuare.

18 Mar 2009 | ore 21:45
Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

Il cielo è più grigio e la temperatura è calata, è tempo di piatti caldi e...


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