27
Mar 2009
ore 08:57

Cucina: vince il blocco conservatore

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destra_sinistra.jpg

Sui giornali si sprecano le analisi, qui e qui tanto per fare gli ultimi esempi, del perché Berlusconi ha vinto, del perché il blocco di centro destra sia maggioritario in Italia.
Pensate se trasferissimo pari, pari questo modo di ragionare al pianeta del cibo&vino.
Si scoprirebbe che il blocco di maggioranza di gran lunga più forte sarebbe quello del "vuoi mettere un bel piatto di spaghetti", "pensa invece un piatto di pasta e fagioli... " e che gli innovatori, non solo chi apprezza Adrià ma i curiosi del nuovo, sarebbero una minoranza e per di più disgregata.

Ecco allora che, per esempio, Raspelli lo si scopre coerente, ciellino e conservatore nella vita di tutti i giorni e conservatore e storico detrattore di Adrià in gastronomia.
Ecco che anche Massobrio risulterebbe assolutamente coerente, tradizionalista in politica e tradizionalista in gastronomia, per non dire di Tommaso Farina, il massimo della coerenza :-))
Mentre Vizzari, direttore delle Guide Espresso e Licia Granello, di Repubblica e la Guida Ristoranti dell'Espresso sono il vero centro-sinistra, grande ma minoritario rispetto al blocco conservatore della cucina nazional popolare senza se e senza ma.

E per il vino il discorso si fa ancora più chiaro, Rizzari e Gentili e la Guida Vini Espresso sono innovatori di centro-sinistra e Porthos e Sangiorgi risultano all'estrema sinistra mentre dopo l'ultima scissione la Guida Vini d'Italia del Gambero Rosso appare la conservazione.
Tra i blog, invece, il discorso è completamente diverso perché non ci sono confini e così Cavoletto di Bruxelles è la modernità oltre la tradizione, Luciano Pignataro è il sud colto e civile ma quelli del New York Times sono il meglio che ci sia e vengono copiati un po' da tutti e Gourmet è l'aristocrazia della qualità, senza se e senza ma.
Chi scrive è stato, felicemente, minoranza da una vita perché meglio soli...

FOTO SIGRID VERBERT

commenti 59

io questo post non l'ho capito. se è faceto mi sta bene. se è serio mi fa assolutamente incazzare. io sono certo solo uno che ama mangiare in giro e non un professionista famoso come quelli citati da lei. ci sarebbe molto da discutere già sul fatto che esista una sinistra oggi in italia, figuriamoci se è rappresentata da Vizzari. vogliamo babbiare Bonilli . stiamo a pigliarci in giro. Che poi per definizione chi va a mangiare all'Ambasciata godendo come Farina è per forza di destra? e chi va a mangiare da Bottura O da adria' è di "sinistra" , con tutti i soldi che spende ( e quindi ha). o cosa vuol dire , che Bottura è di sinistra. magari si' ma sarà un caso. Adrià di sinistra: mi viene da ridere o da piangere faccia lei. questo è un post snobistico e lo dice uno che DA SEMPRE RICCO DI SUO , è MOLTO PIU' DI SINISTRA e molto ma molto piu' minoranza di lei, Bonilli, purtroppo. e non ne vado neanche fiero, in questo paese sempre piu' di merda.

27 Mar 2009 | ore 11:05

che ca...ta questi parellelismi politica-gastronomia
deludente
bonilli con questa mi ha perso 100 punti
mi interessa l´avanguardia, anche in cucina
preferisco ancora gli spaghetti ( saró un ritardato?!? )
ma il berluskaiser...quell proprio NO!!
non mi va giú

27 Mar 2009 | ore 11:06

Sarà che quando parlo di qualunque argomento con un po' di gente io sono quasi sempre in minoranza...non colgo l'aspetto irritante di questo post. Leggo: "Pensate se trasferissimo pari, pari questo modo di ragionare al pianeta del cibo&vino" e poi alcuni vari personaggi del giro che conta suddivisi nelle categorie appena descritte. Anche i non professionisti e i cazzeggiatori del web come me/noi si potrebbero suddividere allo stesso modo, no? :-)))

27 Mar 2009 | ore 11:22

Secondo me i primi due commenti sono inutilmente incazzati. Il post è un gioco, una trasposizione mediatica di ruoli e tendenze. Ma al tempo stesso ha un fondo di verità, come tutti i giochi, nel senso che, è vero, chi è conservatore (di destra o di sinistra poco importa) predilige un certo tipo di cucina mentre chi è innovatore è più pronto alle novità.
Detto questo, grazie Stefano per il Sud colto e civile, purtroppo sono anche io minoranza da sempre come te.
:-)

27 Mar 2009 | ore 11:23

e a quelli che gli piacciono tutte e due le cucine( come a me) come li chiamiamo :cattocomunisti ,liberalnazisti, socialfascisti, masochisti? fancazzisti - brunettiani? ma va là , Pignataro chissa com'era in minoranza Bonilli quando gestiva Il Gambero rosso, che anche li' era un bel centro di potere. come minoranza mi sembrate troppi.

27 Mar 2009 | ore 11:32

che poi secondo me oggi non essere conservatori vuol dire essere capaci di dar da mangiare cibo sano a 20 euro pasto, mica 200. se vi riducete ,in questi tempi, a fare i filosofeggianti dell'innovazione mi sembrate sempre piu' come quella regina che ai consiglieri che le dicevano il popolo insorge perchè non c'è piu' pane rispondeva dategli le brioches! appunto: snobismo ,che a sinistra mi dà ancora piu' fastidio.

27 Mar 2009 | ore 11:40

Bé nel mondo reale che incontro io - e tutto sommato anche quello enogastronomico sul web non mi sembra diverso anche se cambiano i numeri - i curiosi aperti alla novità sono una micromicromicrominoranza.

27 Mar 2009 | ore 11:41

Non sarà che il concetto sinistra=progressisti, destra=conservatori non è più attuale? Io vedo la differenza tra destra e sinistra soprattutto come una differnza di valori; quale di questi valori porti a conservare, a quale a cambiare, dipende dal periodo storico in cui ci troviamo. Da quando anche in Italia abbiamo assistito ad una alternanza, è stato un continuo fare e disfare in cui si perdono i concetti di "avanti" e "indietro". Non vedo quindi centrato il parallelismo con la gastronomia, dove invece è ben chiaro cosa sia conservare (la tradizione) e cosa innovare.

Non so se sia di destra o di sinistra, la sperimentazione in gastronomia; ma sono abbastanza sicuro che la maggior parte dei portafogli che possono permettersela sono in tasca a persone di destra. :-)

27 Mar 2009 | ore 12:00

E' un gioco, come il Celentano di qualche anno fa...è rock o è lento.
Se lo si prende "partiticamente" si sbaglia, ma è pur vero che esiste una filosofia, un modo di vedere le cose o addirittura di fare le cose, che può essere riconducibile a una collocazione politica, nel senso vero del termine, cioè del modo di essere, di stare nella società e nel proprio mondo.
Qualche settimana fa su Facebook feci una provocazione analoga: c'è un modo di fare vino di sinistra e uno di destra? Bordeaux è destra, Borgogna è sinistra, Bolgheri è destra, Langhe sinistra, Aglianico è sinistra? Intendendo una contrapposizione tra il produttore contadino, la famiglia radicata nel suo territorio, che si sporca le mani, sinistra, in contrapposizione alle grandi aziende, alla vigna come investimento finanziario, alle acquisizioni qua e là per l'Italia, ovvero destra. Ovviamente non ho avuto riscontri, anzi l'unico gentile contributo mi faceva notare che in fondo in Campania l'approccio è conservatore, la famiglia è borbonicamente legata alla tradizione e alla terra.
Quindi tutto si può ribaltare, come è anche vero che essere legati alla tradizione, combattere per conservare il patrimonio culturale legato al cibo e al vino è in effetti di sinistra, vedi il lavoro di Slow Food. O no? Sicuramente oggi qualcuno interpreta al contrario il lavoro di Carlin Petrini.
Insomma credo che quello che conta sia l'approccio alle cose: è conservatore chi ha solo certezze, chi fa solo di conto e usa punti esclamativi; è di sinistra chi fa tesoro del dubbio, chi non accetta dogmi, chi è curioso e usa spesso, anzi sempre, un punto interrogativo.

27 Mar 2009 | ore 12:10

Si può giocare a suddividere un po' tutto: ristoranti che badano più alla sostanza sinistra, quelli con tanta apparenza, destra. Che per me è una distinzione che va oltre le differenze di prezzo o del tipo di cucina - per altri no.


27 Mar 2009 | ore 12:48

...e la gnocca è di sinistra o di destra...vedendo il berlusca...è di destra... i gnocchi alla romana sono di sinistra...adria è si destra anche se con quella giacca sembra di sinistra.... ohhhhh quante cazzate scrivo

27 Mar 2009 | ore 12:50

hahaha! A me il post ha divertito :-)

Comunque e' *obbligatorio* citare Gaber qui :-D .
Riporto qualche strofa

Una bella minestrina e' di destra
il minestrone e' sempre di sinistra
tutti i film che fanno oggi
son di destra
se annoiano son di sinistra
...
Io direi
che il culatello e' di destra
la mortadella e' di sinistra
se la cioccolata svizzera
e' di destra
la Nutella e' ora di sinistra
...
Una donna emancipata e' di sinistra
riservata e' un po' piu' di destra
ma un figone resta sempre un'attrazione
che va bene per sinistra e destra

:-D

27 Mar 2009 | ore 13:14

Direttore, qualcosa evidentemente non comprendo. Lei si posiziona in "minoranza" ?!
Ma non ha rappresentato Lei ed il Gambero da Lei diretto, la più autorevole fabbrica di opinioni nel mondo dell'enogastronomia ?
Non è stato Lei (ed il Suo Gambero) il più potente opinion maker del food & wine ?
E non era, in ciò, una maggioranza quasi bulgara ?
Ciò al netto di posizionamento di sinistra e destra; perché qui, a mio avviso, per come si stanno mettendo le cose sembra sempre più che si vada (ovvero, si torni) ad un sopra e sotto, piuttosto che ad un destra, sinistra (e il centro, allora ?!?!).
Sopra, chi comanda dall'alto del sapiente quanto spregiudicato utilizzo dei media, non ultimi tra essi i siti web ed ora anche i blog (non solo stampa e TV).
Sotto chi, più o meno scientemente, ubbidisce.

27 Mar 2009 | ore 13:42

....rincaro! oltre ad "una maggioranza quasi bulgara" ultimamente stiamo proprio di fronte ad un cartello Michelin - Gambero - Espresso. Roba di cui dovrebbe occuparsene l'Antitrust!!

27 Mar 2009 | ore 13:57

...e se questo giuochino della categoria "di destra o di sinistra" - che mi ricorda tanto Tex - lo provassimo a fare con la coppia Onesto/Disonesto?...

27 Mar 2009 | ore 13:58

Stavolta non resisto.
Sono un berluscones dal '93, prima ero una apolide liberale che non riusciva a trovare casa.
In Cucina mi trovo bene ovunque: da Adrià, come da Moroni, da Alajmo come nelle trattorie per Blue Collars.
L' unica cosa che mi interessa, in Cucina (ma anche altrove, ovviamente), è che le idee siano buone come quello che arriva al piatto.
Trovo invece che, spesso, specialmente nel gastromondo, ci sia una partigianeria a priori.
E' tutto vero. Il Gambero è nato da una costola de il Manifesto (e io, quella volta alla settimana, lo compravo, assieme a Montanelli). Parenti, per Dna, Espresso e Slow Food.
Mi permetto di ricordare che, comunque, "La Cucina Italiana" festeggia 80 anni.
E, allora, chevvoddì.
Io, personalmente, seppur anarchicamente destrorso, mi trovo bene con tutti, basta ci sia il rispetto reciproco e l' ironia bidirezionale (rido di te , come so ridere anche delle mie debolezze).
A sinistra, invero, trovo che vi siano essenzialmente due categorie (per dirla alla Guareschi): I Trinariciuti e i Compagni che sbagliano. I primi, spesso, paiono un po' "unti dal signore", quasi avessero superiorità genetica.
Chiaramente mi sento più affine ai secondi.

27 Mar 2009 | ore 14:09

Invece io lo trovo un post simpatico oltre i soliti gastro-trippamenti che si leggono ultimamente in giro. Interpreto ciò che scrivi e ti dirò da che parte stai... Però non ho mai considerato la granseola o l’astice di destra e i mondeghili di sinistra! Probabilmente l’emblema ad un piatto viene dato proprio da chi lo descrive o racconta. Questo potrebbe essere anche un limite.

27 Mar 2009 | ore 14:41

Stia bonino!!! sa le che lo voglio strabene, soprattutto dopo recenti fatti, ma le ricordo che se parliamo di antitrust e conflitto di interessi dal '94 ad oggi quelli che le fanno simpatia, starebbero già appesi con la corda al collo( metaforicamente ma neanche tanto) in Paesi appena un po' meno ubriachi del nostro. Suvvia lasci a noi ormai pochi eretici a parlare male di noi stessi. lei pensi solo a cantar vittoria per almeno i prossimi 10 anni. con simpatico dispetto, e tanto affetto, suo....

27 Mar 2009 | ore 14:44

cazzo, Sararlo tanto di cappello, e non è la prima volta!!!! io mi ritengo un anarchico di sinistra e per di piu' iscritto alla sezione mitica di Carrara!!!!! e mi tocca ,non per la prima volta essere d'accordo con lei, quantomeno sui suoi discorsi sulla cucina. la bandiera dell'anarchia come lei ben sa è nera e rossa. ( mica milanista pero', certo che quell'essere berluscones dall '93...). capisco che le piacciano i compagni che sbagliano: vi hanno garantito ossigeno per molti anni ancora. e qui come lei ben sa di "unti del signore" ce n'è uno solo e basta e avanza (ha notato come le iniziali del nome e cognome siano uguali?) strano eh.

27 Mar 2009 | ore 15:03

Tanto osservando le cose da punti diversi, si possono anche rimescolare completamente le categorie. Un ristorante come il Cambio di Torino potrebbe essere aristocratico-conservatore. Un locale alla buona in una viuzza di Recco, può fare tradizional-comunista o local-leghista.
Ma se nel primo mangi un pasto ben fatto con circa 60 euro in un palazzo storico e nel secondo per un piattino di acciughe marinate, una porzione di focaccia, acqua e caffé ti chiedono 30 euro...dov'è la destra e dov'è la sinistra? :-I

27 Mar 2009 | ore 15:10

Caro Maffi, lei forse non lo sa, ma, al di là del mio nome de plume, siamo pure battesimati uguali.
Comunque, al di là di tutto.
Ognuno può avere le sue convinzioni, frutto anche di storie e retroterra personali.
Quello che mi delude, spesso, nelle persone, è il granitico integralismo talebano (e la derisione beffarda e delegittimante della controparte).
Nessuno è perfetto, siamo tutti perfettibili.
Una delle sfide della vita è proprio questo: la ricerca del meglio, confrontandosi (cavallerescamente, goliardicamente) con la realtà, il mondo, il nostro prossimo.
Poi ognuno shakera il tutto a suo gusto.
Cin a lei.

27 Mar 2009 | ore 15:33

io condivido. deve pero' bonariamente ammettere che in questo paese c'è qualcuno che non è che si creda perfetto, si ritiene dio. e ci tifa lei per questo dio, mica io. e la cosa che piu' mi lascia perplesso è che persone di cui stimo l'intelligenza ( almeno attraverso quello che leggo) si facciano convincere. se lei ci fa affari od è un parente la capisco e posso condividere: i soldi non puzzano. altrimenti, umilmente eh, in base alla mia piccola intelligenza, non lo capiro' mai. lei ha citato Montanelli : mi permetta: dovrei citarglielo io Montanelli, o no?. comunque cin cin

27 Mar 2009 | ore 16:04

Ma bisogna proprio?? Voglio dire io già sono stanca di dover dividere il mondo in destra e sinistra e tento di capire se queste divisioni abbiano più senso, figuriamoci con la tavola. Rivendico il diritto di un palato libero e senza etichette! Così come rivendico il diritto ad un Presidente del Consiglio onesto e scevro da ideologismi. Ma soprattutto rivendico il diritto all'eccentricità della tavola che, come per la vita, è ciò che rende esaltante qualsiasi esperienza. Stupitemi dunque, che poi a stupirmi sia una pasta e fagioli, una spuma adrianesca, una stracciatella o una gelatina di brodo, non fa differenza.

27 Mar 2009 | ore 16:09

da nessuna parte: quello di torino è alla canna del gas e quindi conviene andarci di corsa prima che chiuda( speriamo di no) quello di recco è un pezzo di m... e come sai quella ha un colore pressoche' unico e sempre la stessa puzza.

27 Mar 2009 | ore 16:09

Certo che l'ironia è il punto forte di alcuni di coloro che commentano qui.
Comunque chiarisco che io sono sempre stato minoranza perché l'unità di misura era ed è la popolazione italiana e il centro destra in politica è sempre stato maggioranza in Italia e la cucina dell'ultra tradizione è sempre stata la maggioranza a livello del palato degli italiani.
Per il vino vale "l'intelligente" idea di Granzotto sul Giornale che esaltava il club del Tavernello contrapposto a tutti ma proprio tutti i discorsi sul vino che fossero men che conservatori.
Insomma qui si faceva un gioco - è chiaro?? - ma si voleva anche dire che quando si parla di Adrià si deve sapere che ci si rivolge a una minoranza, quando si parla di Barolo o Brunello sempre a una minoranza si parla.
Ci si rivolge a una minoranza perché la maggioranza degli italiani pensa sempre "conosco una trattoria che..." e un'altra maggioranza dice che "io per un vino non spendo più di 5 euro..."
La maggioranza non dico questo blog ma neppure il gambero rosso se l'è mai filato, la maggioranza non legge i giornali e guarda la televisione, calcio, porno - anche se nessuno lo dice - e reality.
Tutti noi, quindi anche voi, miei cari, siamo dei fighetti agli occhi della maggioranza degli italiani che poi erano quelli presi in considerazione dal post.

27 Mar 2009 | ore 16:19

le do ragione, Stefania, alleggeriamo un po' il tono: vada da Don Alfonso a S.Agata sui due golfi. ha riaperto da due giorni presentando alcuni nuovi piatti, fra cui una meraviglia assoluta: CALAMARETTO LEGGERMENTE AFFUMICATO RIPIENO DI FORMAGGI LOCALI CON ZUPPA TIEPIDA DI PISELLI ALLO ZENZERO. una perfezione assoluta: tradizione e creatività a braccetto, non cosi' creativo da essere"molecolare" ma sempre un bel destra- sinistra da uppercut. e com'era ovvio ha messo politicamente d'accordo il "surreale" Maffi e lo "svizzero" Cortese. speriamo che Bonilli ci vada a breve , cosi vi godrete magnifiche foto ed una recensione professionale. la nostra, oltre che impossibile e magari poco gradita, sarebbe anche umorale e romantica, insomma : vera?

27 Mar 2009 | ore 16:23

io il porno lo guardo, sig. bonilli, ma non capisco se faccio parte della minoranza che lo dice o della maggioranza che lo guarda, della minoranza che non lo fa o della maggioranza che dice di farlo tantissimo ma non lo fa mai.................... mi gira la testa

27 Mar 2009 | ore 16:28

...ma l'ironia è di D. di S. ???

27 Mar 2009 | ore 16:39

Bonilli era chiarissimo!!! E mi auguro che nessuno ci si sia messo sul serio! E sarebbe anche ora che il rutilante mondo del food business cominciasse ad usarla l'ironia e a divertirsi, anche a tavola! E anzi la domanda che si potrebbe fare è proprio questa: perchè questa ironia si appalesa così di rado? Perchè il nostro settore pecca così drasticamente di sense of humour? Ai posteri l'ardua sentenza.

27 Mar 2009 | ore 16:40

a parte il porno, sig. Bonilli secondo me c'è una contraddizione in termini in quello che dice: lei ha spostato centinaia di migliaia di persone verso un'alimentazione di livello, anche promuovendo in tutti questi anni nuovi cuochi. ma , a parte giornalisti e scrocconi vari, in quei ristoranti ci ha portato gente di destra, mica di sinistra. forse "illuminati" , forse dubitativi ,forse votavano repubblicano o socialista sentendosi di sinistra, ma sempre con gli schei in tasca e quindi comunque o per estrazione sociale e:/o di casta ovviamente conservatori. che poi andavano in bonvesin della riva a fare i fighi loro si, e per inculare clienti importanti, salvo poi uscire ed andare di nascondone a farsi una pizza. insomma secondo me si sbaglia: sono quelli li' che han sempre comprato il gambero e la guida, mica gli operai di Mirafiori. molti, moltissimi di quelli che spendono 5 euri per il vino è perchè i 30- 50 non ce li hanno, Bonilli, NON CE LI HANNO. lei ha fatto, per carità anche in buona fede, l'uomo di sinistra in una botte di destra. io lo so, faccio lo stesso da una vita, con la mia professione. ma ormai, cinicamente, me ne fotto. auguri.

27 Mar 2009 | ore 16:44

ha ragione stefania. infatti certe recensioni sembrano scritte da un ufficiale giudiziario( con tutto il rispetto)

27 Mar 2009 | ore 16:50

Scusa Giancarlo ma "alimentazione di livello" non è che vuol dire chef pluristellati, il livello che si cerca, e che il Gambero ha cercato in questi anni, riguarda la qualità, non il prezzo, e la qualità la fanno trattorie, grandi chef, osterie e persino lo stand della pizza al taglio! Essere "illuminati" gastronomicamente parlando vuol dire saper apprezzare e riconoscere la qualità e la bontà di un piatto o di un ingrediente, se si hanno molti soldi sarà il caviale, se se ne hanno meno sarà la trippa, ma il risultato non cambia, e neanche chi li assaggia.

27 Mar 2009 | ore 16:55

Beh tanto per dire....io sono inquadrata come quarto livello, contratto metalmeccanici. Anche i miei colleghi. Io e un paio di altri ogni tanto facciamo un salto in ristoranti che costano decisamente più della pizzeria sotto casa - perché tolte bollette e problemi quotidiani da un certo punto in poi è questione di priorità e organizzazione.
Molti miei colleghi ma anche moltissimissimi che guadagnano moltissimo più di noi (di destra e di sinistra) non spendono più di 15-20 euro per mangiare fuori perché lo considerano uno spreco o non gliene frega niente.
Quindi io sono nella minoranza! :-)))

27 Mar 2009 | ore 17:01

chiedo scusa sig. Bonilli oggi sono particolarmente logorroico. ma anche la sua affermazione che la maggioranza guarda la tv non è vera. anche lei si fa prendere dagli ingranaggi degli imbonitori, politici e no. la trasmissione che negli anni recenti ha visto piu' spettatori in assoluto è stata, credo, una partita di calcio, forse la finale degli ultimi mondiali di calcio, con POCO piu' di 20 milioni. tantissimi , per carità, ma gli altri quasi 40 milioni, quella si MAGGIORANZA, si stavano facendo i cazzi sua, come dicono al collegio delle orsoline. figuriamoci per un banalissimo reality: solo qualche milione. non si faccia imbracare anche lei mentalmente, per favore: testa alta e cervello fino, che ce l'ha.

27 Mar 2009 | ore 17:01

quando si vuole scrivere stretto per non tediare piu' di tanto è chiaro che si da per scontato, forse sbagliando, che ti capiscano. è chiaro che anche qui si va per maggioranza e soprattutto io non voglio offendere nessuno ma, per semplificare, tu portami 10 operai che comprano od anche solo leggono il gambero ed io mi ricredo. e poi non mi dire che la qualità non passa soprattutto dal prezzo: è, purtroppo, drammaticamente vero. a me dispiace ma è vero. le trippe hanno ripreso a farle gli stellati, dove costano comunque una cifra, per fare un esempio. poi hanno ricominciato i trattori. e per la pizza al taglio si parla gran bene di uno o due a Roma e , che io sappia nulla piu': IN CENTO CITTA' ? apprezzare e riconoscere un piatto ed un ingrediente, Stefania, sono parole vuote, scusami. per apprezzare e riconoscere devi PROVARE, Stefania, provare tanto ,affinare il gusto ,fare esperienza. tu fai l'antipaticissimo esempio del caviale . facciamo pure: quanto devi spendere per capire la differenza fra un sevruga ed un beluga, fra un oscietre ed un oscietre imperiale o un royal blak, quanti prosciutti, di merda o no dovrai provare per sapere se il migliore del mondo è ,per te, un casentino o un pata negra? questa esperienza, spero che tu sia d'accordo con me, non te la puoi fare solo leggendo il gambero, devi andare fuori ,sul territorio come si dice oggi. insomma devi spendere. e se spendi molto hai molti soldi e se hai molti soldi molto spesso sei di destra. oppure ti chiami giancarlo maffi e pochi altri, ma percentualmente pochi.

27 Mar 2009 | ore 17:21

Sì ma insisto a dire,che se vai a mangiare la trippa da un superchef la paghi tanto ma se la mangi da Olindo a Trastevere la paghi molto meno ed è buonissima. L'educazione al gusto non passa obbligatoriamente per i grandi ristoranti, e non sei obbligato a mangiare caviale! Non capisco l'idea che solo prodotti cari e di nicchia possano permettere un'esperienza gastronomica di qualità. E' obbligatorio sapere la differenza tra un sevruga e un beluga? Lo è forse per chi in questo campo ci lavora, ma non è neanche detto. E se non si assaggia patanegra vuol dire che non si è, con un termine ormai desueto, buongustai?? Io credo che per educare il palato si debba mangiare cibi buoni e una buona cucina (per quanto anche quella cattiva aiuta, almeno a riconoscere quella buona), che poi siano cari o meno è secondario. Non è proprio detto che chi ha più soldi mangia meglio, mangia meglio chi conosce bene il cibo, chi lo rispetta, chi sa come fare la spesa, chi lo sa cucinare. Il piatto migliore che abbia mai mangiato in vita mia sono i bucatini all'amatriciana della Sora Samantha, mia vicina di casa molti anni fa. Niente di ciò che ho mangiato in seguito, anche in ristoranti pluristellati in cui vado per lavoro, li ha mai uguagliati. O niente ha mai uguagliato le panelle e la cassata della mia amica Fabrizia. Sono d'accordo con te, per apprezzare devi provare ma quello che vuoi e devi provare lo decidi tu. Noi che in questo settore ci lavoriamo abbiamo ormai una mentalità deformata che niente ha a che fare con quella della gente che questo lavoro non lo fa. E spesso la nostra "educazione gastronomica" è solo ridicolo show off. Se vuoi dire che chi fa questo mestiere è fortunato perchè spesso può mangiare in ristoranti superstellati ( e che per quanto mi riguarda non sempre sono i migliori)è un paio di maniche, e che c'è gente che in quei ristoranti vorrebbe andare ma il prezzo è fuori dalla loro portata, è un conto. Ma questo non ha niente a che vedere con l'educazione dei palati, nostri o altrui.

27 Mar 2009 | ore 18:30

Mi ritrovo sul paperomaffi.it:-)). Però Maffi lei non può commisurare tutto, o meglio l'essere appassionati di cibo, alla sua agiatezza economica. Cavoli ci sono anche delle vie di mezzo, in termini di quattrini, ci sono delle scelte: mica esistono i ricchi e poi una pletora di nullatenenti. Ci sono anche gli altri, non tutti si vive sotto i ponti. E qualche volta si esce, si gira, si va al ristorante, si legge, si discute. Non tutto il mondo, per conoscere, deve necessariamente avere la sua frequenza di pluristellati o di uscite a pranzo: credo basti anche un po' di sana curiosità, un po' di passione, un po' di gusto. Non è solo questione di "tacche" sulla lista dei ristoranti che, beato lei, può permettersi di fare. Poi, io mica aspiro a ritenermi un esperto, però, cacchio, nemmeno a farmi etichettare come fuori dal giro, come peone della gastronomia perchè non mi faccio tutti i caviali o tutti i minestroni del mondo. Macchisenefrega.

27 Mar 2009 | ore 19:06

sul fatto che oggi ho fatto molti interventi mi sono già scusato con Bonilli.del resto io occupo spazio non contingentato e quindi ,visto che tutti possono intervenire, tutti intervengano, se vogliono. mia madre, che mi ha insegnato a mangiar trippa e non caviale, di cui non mi fotte nulla, mi disse che gli assenti hanno sempre torto, quindi... la sana curiosità di cui parla lei, la passione ed il gusto passano assolutamente e ripeto, PURTROPPO, per molte prove, molti assaggi, molti viaggi( mica tutti abitano in grandi città). e chi ha famiglia ha doppi,tripli e quadrupli costi. quindi oggi ma anche ieri, per tornare all'argomento destra sinistra Bonilli ha cresciuto " conservatori " alla buona cucina, con testa di sinistra. la piu' grande ricchezza che ho io è il tempo per occuparmi di certe cose, piu' che il denaro. il non la etichetto per nulla, forse solo un pochino come maleducato. e del suo parere semplicemente non me ne frega nulla, perchè nulla ha capito.

27 Mar 2009 | ore 19:27

semplicemente non abbiamo le stesse opinioni. pero' che tu ritenga i bucatini della Sora Samantha il miglior piatto del mondo mi lascia un po' perplesso. anche se è vero che il miglior risotto del mondo si mangia a casa mia. per quanto riguarda il caviale l'ho solo preso ad esempio perchè l'hai citato tu. oggi è veramente quasi immorale mangiarlo. buona serata.

27 Mar 2009 | ore 19:34

Stefania, condivido. Prendo la mia guida di riferimento, Gambero rosso. Su 25 tre forchette vado davvero volentieri da sei o sette. Su 17 tre gamberi vado molto volentieri da tutti. Per dire che la cucina "povera" quando è a quei livelli mi dà molta più soddisfazione dal punto di vista gastronomico. Non ne faccio nemmeno una questione economica, se tutti e 42 costassero uguale non cambierei idea.

27 Mar 2009 | ore 19:36

A proposito di Sant'Agata sui Due Golfi che conosco benino per esserci vissuto 14 anni, e di Alfonso, mio caro amico, una volta successiva, pochi passi in avanti, lato opposto e siete allo STUZZICHINO il cui chef Paolo dalla scuola di Alfonso proviene (parlo di venti anni fa).
Si mangia "differentemente" bene, improponibile il confronto se non per reiterare, questa volta con il garbo ironico di un Gaber già citato: chi è di destra e chi è di sinistra ?
Con il criterio della disponibilità di portafoglio si allocherebbe Alfonso a destra e lo Stuzzichino a sinistra.
Di certo, almeno a valutare la clientela locale e non forestiera, così poi non è.

27 Mar 2009 | ore 20:07

Come ha scritto Stefania, siamo entrati in uno Show off. Mi ritiro, garbatamente, e saluto per non sembrare maleducato, anche se solo un pochino. Forse.

27 Mar 2009 | ore 20:10

Vincenzo, caro compaesano :-) (mi sento molto più santagatese che napoletano, in vacanza lì dal 65) allo Stuzzichino si mangia molto bene, ottimo lo spiedino di fiordilatte con prosciutto, però lo chef Paolo (bravo), papà del bravissimo Mimmo, ad onor del vero non ha mai lavorato al Don Alfonso ma all'Hotel Iaccarino (l'albergo di famiglia) che nulla ha mai avuto a che vedere con la cucina del Don Alfonso.

27 Mar 2009 | ore 20:50

Comunque vedevo chiaro il post di Bonilli, senza bisogno dell'aggiunta venuta dopo. Ha perfettamente ragione qui ci sta la minoranza, i fighetti, mettetela come volete, e questo si vede in quasi tutte le risposte di tutti i post di questo blog.
Comunque dato che c'è chi ha ben pensato di usare versi di canzoni
...per chi viaggia in direzione ostinata e contraria...
Dario Pedroni

27 Mar 2009 | ore 20:54

ma perché portare la polita anche nel cibo? forse lei direttore
sa forse che la politica può stare anche lì?)) ma chi come me che lo vede da fuori e lo vive come una grande dono pensa che il buono possa essere nella cucina classica o in quella di grandissima ricerca, comunque Adrià è riuscito
a trovare un lato commerciale (vedi lavazza, libri e ristorante sempre full)che fa di lui non solo un cuoco ma una STAR ! ormai dovendo riempire tante pagine sia cartacee che sul web servono anche delle STAR ! e Adrià lo é destra o sinistra che sia! bisogna comunicare bene sia si voglia vendere tradizione o avanguardia!

27 Mar 2009 | ore 21:18

Ma che dire?! Qua mi sembra che si dimentichino delle cose ... il Gambero nasce come il mensile del consumatore informato e con il gusto delle cose buone, il Gambero di Bonilli ha portato per anni sulle pagine di un mensile - di nicchia senz'altro- delle rubriche tipo mangiarbene, comprarbene.. è andato incontro a quanti pur non avendo cifre esagerate in tasca ma avendo sì la passione per il cibo avevano voglia di scoprire l'Italia vera e così a lungo (e ancora ce n'è da fare) maltrattata dalla furbizia dal pressappochismo di certi, il Gambero di Bonilli e Cernilli ha dato una dignità ai vini di fascia bassa, scovando dei veri tesori.. alla portata di tutti. Poi ovviamente il discorso è salito perchè anche grazie a quel Gambero la cucina italiana è cresciuta e quindi arriva Adrià in copertina (roba da matti) arriva Adrià all'Hilton di Roma (io c'ero) insieme a Scaturchio (Napoli.. il babà) insomma ... e poi Hervè This nell'edizione italiana ...ma insomma io l'ho colta l'ironia di questo post e trovo utile per Bonilli capire se anche nella sua cerchia di fighetti prevalga la voglia di tradizione o la ricerca dell'innovazione..

@ Gentile signor Maffi capisco che la vita alle volte possa essere deprimente e noiosa ma veramente sta esagerando, credo che abbia superato i limiti della buona educazione e soprattutto non aiuta le discussioni monopolizzando questo e altri post (soltanto in questo post 14 suoi commenti!!!)... i soldi per registrarsi un dominio a quanto pare li ha , io la seguirò perchè nonostante tutto la trovo un tipo interessante quando non supera la misura.. a proposito paperomaffi non è male ;-))

27 Mar 2009 | ore 23:07

grazie molte per i complimenti( io li prendo come tali!). in questo post ho sicuramente esagerato con gli interventi, ma il post secondo me era una forte provocazione. torno pero' a ripetere che i miei interventi sembrano molti perchè altri non si appassionano come il sottoscritto, oppure amano leggere e ridere di altri senza mettere e mettersi in discussione. mi spiace solo che nella foga di alcune risposte non ho avuto la capacità di far comprendere il mio pensiero. altri ,l'amico Cortese per esempio, con l'intervento di risposta a Stefania in due righe ha espresso cose che condivido "esattamente". Cortese è napoletano di passaporto ma SVIZZERO di testa ed ha un' altra capacità di sintesi, rispetto al sottoscritto ,bergamasco di origine ma con 1/8 di sangue napoletano che quando si determina son cavoli. non registrero' affatto alcun dominio, perchè a differenza di qanto sembri, mi ritengo piuttosto umile ed assolutamente non all'altezza di cotanto impegno. e con questo, li ha contati lei, fanno 15. non ci sara' un 16, con buona pace di quasi tutti.

28 Mar 2009 | ore 07:04

@ giancarlo. Vedi Giancarlo, questa è una piccola dimostrazione di come tutto ciò che traspare dalla televisione, dai giornali e anche dai blog non rifletta anzi deformi completamente la realtà delle cose perchè la maggior parte di queste e delle persone non vengono davvero fuori per ciò che realmente sono ma restano sospese in aria prive della loro sostanza. Mi scuso con tutti per queste poche righe fuori tema ma se gli altri avessero avuto la stessa fortuna mia, ovvero quella di approfondire una conoscenza e di scoprire una persona dalla generosità sconfinata come te, ti inviterebbero a scrivere altri 15 interventi perchè i tuoi, anche se a volte esagerati (come in questo post la tua risposta a Scarpato) e/o discutibili come quelli di tutti, sono veri, diretti, privi di fronzoli e soprattutto appassionati. Finalmente.

@ galeotti. Se le può far piacere, se a quanto ho capito è di Roma e visto che ha citato la più vecchia pasticceria napoletana, Scaturchio, la informo che entro fine anno aprirà proprio nella capitale, a Trinità dei monti. Buone sfogliatelle e babà a tutti.

28 Mar 2009 | ore 09:50

Thread veramente divertente.
Il mio pensiero è che, non esistendo più una vera destra e una vera sinistra (ma neanche un centro che, a modo suo, è pieno di Casini anch'esso), non è possibile ricondurre alcunché ad ideologie più o meno tangibili o presenti.
Al massimo, toccherebbe tornare veramente indietro nel tempo e chiedersi, ad esempio, se una cosa come il cibo e la sua evoluzione da necessità a piacere e cultura, sia epicurea oppure no. Per me avrebbe più senso.
Non crediate che tra i politici si annoverino dei cultori del cibo, ma neanche un po'.... e loro sono bene o male il nostro riflesso, o il riflesso della maggioranza del Paese.
Preferisco ancora rimanere nella mia minoranza, dove ancora credo e cerco di capire chi c'è in cucina da come fa un piatto di spaghetti con le vongole o la pizza margherita, prima di dargli fiducia... perché per me, il piacere di questi due piatti semplici, se me li fai male, me lo togli e mi incazzo tanto, ma proprio tanto... e non mi chiedo certo, poi, se incazzarsi è di destra o di sinistra, sto incazzato e basta e in cucina è sicuro che c'è un incapace....
^___^

28 Mar 2009 | ore 10:49

ed è perciò che ho sottolineato che parlavo di oltre venti anni addietro e comunque Alfonso, all'epoca giovane temerario, già dava i suoi input in cucina e Paolo racconta in merito sfiziosi, garbati e mai irrispettosi aneddoti.
Circa il prode Mimmo, sai che a luglio vuole fare una grande festa proprio per festeggiare i 20 anni dello Stuzzichino ?!
Comunque, mi rendo conto, siamo usciti dal serioso dilemma destra/sinistra e questi post saranno cancellati !

28 Mar 2009 | ore 13:57

Cucina di destra?o di sinistra? Conservatori? Evoluzionisti?o Incapacità?.Evoluzione è far si che i professionisti della sala,sono diventati portatori di piatti? Evoluzione o incapacità,non servire più con il filetto di manzo la salsa bernese,o con il pesce bollito la salsa olandese?.Evoluto o della preistoria un cuoco che lavora ancora con il fondo bianco comune,che disossa un quarto di manzo,o un pollo a sacco?.Qualche anno fà un cuoco conoscitore e completo in tutte le partite,capace di far pasticceria artistica sia con lo zucchero soffiato,sia con il pastigliaccio,in piu economo,veniva definito grande chef.QUELLI APPARTENENTI A QUESTA TIPOLOGIA,SONO EVOLUTI,O APPARTENGONO ALLA PREISTORIA?.

28 Mar 2009 | ore 14:34

Nell'apprendere, sua la dichiarazione, che giancarlo maffi è bergamasco con un ottavo di sangue napoletano e nel sentirmi cautelato dalla sua parola che non vi sarà suo post ulteriore, mi permetto di invitarlo a leggere, quando e se ne avrà voglia, un racconto che molto intriga commistioni orobico / partenopee.
E' qui: http://vidanto.simplicissimus.it/category/racconti/

28 Mar 2009 | ore 14:49

ritorno sul luogo del misfatto perchè non avevo visto gli altri 20 post venuti dopo! Ma Giancarlo magari un po' di sense of humour ogni tanto aiuta sai? Anche se non siamo d'accordo fa niente! Mica stiamo decidendo le sorti dell'umanità! E' proprio questo che intendo quando parlo di mancanza di ironia nel nostro lavoro. A sentirti sembra che la tua sia solo una gran fatica e perlopiù dispendiosa, mentre invece dovrebbe essere un gioco, un divertimento, in cui il prezzo è un fattore secondario, a volte si spende, quando si può e quando i soldi ci sono e altre no. I problemi della vita, quelli veri sono altri. Il cibo dovrebbe mettere allegria no?? E comunque l'amatriciana della Sora Samantha è il piatto migliore che abbia mai assaggiato, quello che ho assaggiato io, e quello che hai assaggiato tu invece sarà un altro. Il mondo è bello perchè e vario. Anche quello gastronomico!

28 Mar 2009 | ore 19:54

Torno sul luogo del misfatto visto che sono stata chiamata in causa. Giancarlo ma un po' di sense of humour ogni tanto non guasta sai? E' questo che intendo quando lamento la mancanza di ironia nel nostro lavoro. Non stiamo mica decidendo dei destini dell'umanità! Non siamo d'accoro, e pazienza! Il nostro lavoro dovrebbe essere un piacere e un divertimento e non una faticosa incombenza come sembri metterla tu. Il cibo è gioco, c'è chi gioca spendendo tanti soldi e chi lo fa spendendone pochi, dipende anche dai quarti di luna che ognuno di noi passa e sta passando. E comunque i bucatini all'amatriciana della Sora Samantha sono il piatto migliore che io abbia mai assaggiato, il tuo è sicuramente un altro e io non mi permetto di dubitarne. Il mondo è bello perchè è vario! Anche gastronomicamente parlando.

28 Mar 2009 | ore 20:07

con tutto il rispetto, tu non hai capito nulla di me ma soprattutto io non mi so spiegare per niente. pero' se leggessi il commento nr.48....( anche se mi fa arrossire... potrebbe almeno riequilibrare un po'...). comunque io mi ci diverto moltissimo col cibo. e te ne do esempio: se ti vuoi leggere due righe che ho scritto su un certo ristorante di un certo paesino di nome S.Agata su un certo ristorantino di un cuocherello che avrà un futuro.... ma lo troverai su un forum che ti puoi immaginare da sola! mi sarebbe piaciuto tantissimo scriverle qua ,quelle due righe ma come mi tocca dirlo per l'ennesima volta sarebbe stato necessario,PER ME, che Bonilli fosse stato d'accordo. E poi sono io il serioso... comunque , vale per te, Stefania, vale per la Galeotti e per altri che vogliono avere il piacere - dispiacere di conoscermi e di ridere e scherzare parlando ma soprattutto bevendo e stuzzicando, la prossima volta che vengo a Roma lo faro' sapere. per solito vado da Roscioli, se non vi fa schifo. Bonilli non lo invito , tanto è sempre là... Napoletani non astenersi ,per favore. quando volete. offro io, entro certi livelli sia chiaro: sono ricco soprattutto di tempo. @ 52 Vincenzo: mi spiace deluderla con questo ulteriore intervento: pero' deve ammettere che mi ci tirano per i capelli ; aspetto anche lei , da roscioli.

29 Mar 2009 | ore 08:51

X(D.G.)Fondo bianco comune!Disossare!Bernese!Olandese!Pasticceria Artistica!APPARTIENI ALLA PREISTORIA DELLA CUCINA. Però penso che questi grandi chef stellati(Adrià-Bottura,ecc.ecc.)qualche problemino con il fondo bianco comume,disossare un pollo a sacco ,o fare della pasticceria artistica con il pastogliaccio,lo avrebbero.e non poco!!!!!

29 Mar 2009 | ore 09:43

Ma Gasparri, che ha sempre una parolina per noi in tutti i TG, cosa ne pensa di tutto ciò? Non sarebbe il caso di chiedergli un'opinione? megli il bucatino o la pappardella? Sicuramente ci darebbe una pronta risposta, con quel suo sguardo un po' da cernia felice di apparire :)

30 Mar 2009 | ore 10:03

Ho letto solo adesso questo post, e mi permetto di dire che mi è piaciuto tantissimo!

03 Apr 2009 | ore 15:43

E questo nonostante io sia decisamente più reazionario in politica (che in realtà non mi interessa granché) che a tavola.

03 Apr 2009 | ore 15:45

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