24
Mar 2009
ore 07:37

Il grande cuoco di Fontanafredda

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cesare2.jpg

" Gli altri mettono il tavolo in cucina - dice Oscar Farinetti - e noi abbiamo messo la cucina tra i tavoli".
Ed è proprio così, la grande Molteni rossa troneggia nella sala da pranzo del nuovo ristorante più esclusivo d'Italia, quello di Cesare Giaccone, a Villa Contessa Rosa, nel cuore della tenuta di Fontanafredda, a Serralunga d'Alba.
Una sala con pochi tavoli, un ristorante solo su prenotazione, aperto dal giovedì al lunedì: a pranzo cucinano i giovani allievi di Cesare sotto la sua supervisione, la sera ai fornelli c'è Cesare in prima persona, come ad Albaretto Torre nel suo "Ristorante dei Cacciatori".
Già, perché qui c'è anche una scuola di cucina che segue le stagioni: a ogni stagione si cambia la squadra dei ragazzi e così quando ci siamo stati noi, il primo giorno di primavera, i primi allievi si stavano per congedare e ne erano attesi altri.

cesare1.jpg

Cesare Giaccone è un pezzo importante di storia di queste terre, un cuoco e un uomo molto particolare, timido, burbero, attento.
Ha grandi baffi e gli occhi che ti scrutano e soppesano quando parla e racconta con poche parole la sua cucina.
E' sempre stato un personaggio fuori dagli schemi e ci voleva uno come Oscar Farinetti per imbarcarlo in questa bella avventura dove la ristorazione si mescola con l'insegnamento e il tutto avviene in una delle più belle aziende vinicole italiane.
Appena acquistata da Farinetti & Soci, Fontanafredda è già stata travolta da mille cambiamenti: nuove etichette, nuova comunicazione, un nuovo vino, lavori di ammodernamento, un grande spazio grill che verrà inaugurato a maggio, il bosco dei pensieri... :-))

Abbiamo pranzato e cenato da Cesare perché al buono non c'è mai fine e così a pranzo si è iniziato con delle acciughe fritte e poi il minestrone, bei sapori di orto... a proposito, stanno impiantando un grande orto lì nella tenuta e così Cesare potrà dare libero sfogo alla sua capacità di cogliere l'immediatezza e freschezza dei sapori.
L'anatra mi è piaciuta veramente tanto, forse per via della carne di grande qualità, forse per la cottura perfetta, forse per l'ambiente, forse per tutto un po' ma certo il piatto è di quelli che ti riconciliano con la buona, grande e vera cucina.

cesare4.jpg

Un pezzo di Robiola di Roccaverano per riconciliare la bocca con il sapore di un grande formaggio e poi il dolce e attorno i vini della casa, in questo caso un Barolo Lazzarito, un Vigna la Rosa ma, soprattutto il nuovo Asti Galarej, frutta fresca, non zucchero aggiunto, proustiano al palato, non lo bevevo così da una quindicina d'anni, spettacoloso e che sintetizza bene lo slogan "Non sputtanate l'Asti" che Farinetti vuole lanciare al Vinitaly.

asti.jpg

La sera a cena, nella sala dell'Infernotto piena, cioè 22 persone in tutto, Cesare ci ha proposto il suo menu:
Mare caldo in Fontanafredda
Foglioline di spinaci con tocchi di coniglio alla Giacomo Bologna
Asparagi al sole rosso
Langaroli in brodo di bue con pomodoro fresco
Capretto allo spiedo, polpettine alla contadina
Pera con zabaione, sorbetto di ananas con salsa di pomodoro e menta


Ma si, è vero, siamo stati dei fortunati e dei privilegiati a beccarci Cesare a pranzo e a cena, siamo stati felici di fare un viaggio tra i suoi piatti, la semplicità e la nettezza dei sapori della sua cucina, siamo stati bene perché è una specie di angolo di paradiso gastronomico.

In fondo è un po' come se fossi a casa di Cesare che, tra parentesi, è andato ad abitare all'ultimo piano di questa casa, in questo borgo con le case che hanno le facciate a righe.
Le righe colorate saranno la nuova etichetta delle bottiglie dell'azienda.
E le Langhe acquistano un luogo di piacere gastronomico incredibile ma anche di formazione professionale.
E' l'Italia del buon vino e della buona cucina ha uno spot promozionale senza pari.

cesare3.jpg

FOTO SIGRID VERBERT

Villa Contessa Rosa
Ristorante Da Cesare
aperto da giovedì a lunedì
solo su prenotazione
Telefono 0173.626191/626184
Menu fisso € 90

commenti 51

Complimenti Direttore, sta facendo dei bellissimi camei su pezzi di storia (e di cuore) della Cucina Italiana.
Adesso mi aspetto un (giusto) tributo a GF. Bolognesi (e magari, di striscio, a quel mago di Giorgio Grai).
Di Giaccone colpisce la mitezza del personaggio accompagnata ad una vis esistenziale che forse non tutti conoscono...
Era bello quell' angolo di Paradiso (si chiamava più o meno così, vero?), capitolo a seguire del suo storico I Cacciatori.
Adesso cercheremo occasione di andarlo a trovare anche in questa sua nuova avventura.
Mi piace ricordare un bel libro fotografico su di lui, rigorosamente in b/n dove, dietro l'occhio e il baffo vispi, si coglie meglio il personaggio e tutto un certo mondo langarolo: "Cesare e le Alte Langhe". Sorì Edizioni. a cura di Luigi Sugliano e Bruno Murialdo.

24 Mar 2009 | ore 08:55

molto bello!!! ecco dov'era finito Bonilli :-)

24 Mar 2009 | ore 08:58

c'è stato il primo giorno di primavera, adorante new entry!!!!! che quest'anno cade il 20 marzo, mica ieri. e quindi attendiamo sempre notizie del suo incontro con adrià. papero day da Giaccone con Adrià? incontro scontro fra il Giaccone terrigno e lo spagnolo molecolare? sarebbe bello ma impossibile, quantomeno per noi poveri mortali. mi consolero' oggi con una frittata di cipollotti di memoria quistellese pero' condita con l'aceto di barolo di Giaccone, conservato come una reliquia. adoro queste contaminazioni!!!

24 Mar 2009 | ore 09:13

qui c'è il cuore delle persone!!!!!!!!!!!!!!!
complimenti.........)))))))))))

24 Mar 2009 | ore 09:51

Un libro con questi racconti, con questi ritratti, con queste foto, con questa capacità di raccontarci gli uomini e le cose. Altro che le guide che ci stiamo sorbendo da un pò di anni...

24 Mar 2009 | ore 10:27

correttezza, signori: cosa che spesso qui manca... ma perchè non chiamare le persone col loro nome e cognome??? perchè dire sempre che questo è di farinetti, quest'altro anche... quando quel signore di suo ci ha messo tanto poco? e dietro tutte quelle belle inziative ci sta luca baffigo filangieri e la consorte elena miroglio? e tutta la famiglia miroglio? mediate gente, meditate

24 Mar 2009 | ore 10:29

All'"Angolo di Paradiso", sono stato due volte, con mia moglie.
La prima, finalmente trovato un tavolo dopo oltre un mese di tentativi di prenotazione, Cesare ci accolse così:
"Sono contento di conoscervi".
La seconda, dopo un paio d'anni, ci riconobbe appena entrati e disse:
"Sono contento che siate tornati".
Cesare ha cuore e occhi grandi, prima di tutto; poi si dà il caso che sia uno dei rarissimi cuochi capaci di trasformare in capolavoro assoluto anche una cipolla.

24 Mar 2009 | ore 11:15

Sinceramente qualcuno davvero sente la mancanza di voti, numeretti e giudizi, quando legge ristoranti raccontati in questo modo?

24 Mar 2009 | ore 11:28

@federico: già, sarà. Ma, per rimanere in territorio, la mia punto per me l'ha fatta la fiat, anche se poi magari in realtà l'ha assemblato peppino rossi e non il signor agnelli in persona, cosa che fra l'altro è anche ovvia... :-)

24 Mar 2009 | ore 11:40

beh qui per la verità il Baffigotti ocomesichiama è un tantinello piu' importante dell'assemblatore FIATviano. le do pero' atto che il sangiorgio li' spacca i maroni mica poco. e poi parliamo di Giaccone!!! chi se ne fotte del gossip sulla lochesion...

24 Mar 2009 | ore 11:53

non ho capito se il Bonilli ha perso l'uso delle dita oppure ha deciso un nuovo trend minimalista: non interviene piu' neanche a rompergli le tasche pesantemente. potrebbe essere una buona idea: lancia il sasso e tiene le mani in tasca, in attesa di usarle modello aceto balsamico riserva del fondatore, goccia a goccia. speriamo non corroda, poi!!!

24 Mar 2009 | ore 11:59

essenzialista, buongiorno a lei... vedo che è appena tornato da ''le rosey''...

24 Mar 2009 | ore 12:31

Mi sembra che da un annetto a questa parte, forse a cominciare dalla Pineta del Lazzeri, ormai di racconti, di quadri di luoghi e persone in cucina il Direttore ne abbia pubblicati abbastanza per poter definire uno stile, una linea, un esempio delle suggestioni che dovrebbe dare una vera guida, che ti prende per mano comunicandoti dettagli, parti che rappresentano il tutto.

24 Mar 2009 | ore 12:31

caro signor scarpato, mi sa che lei ha centrato il bersaglio... che l'ex si stia attrezzando all'uopo????

24 Mar 2009 | ore 12:34

senza offesa alcuna, gent.sig. federico di san giorgio, arriva un po' tardi. altri lo stanno già dicendo da mo'. non se ne abbia a male, neh.

24 Mar 2009 | ore 12:45

veramente è la prima volta che lo scrivo qui oggi... ma lo dissi tempo addietro, scrivendolo, dopo una cena nelle cantine fontanafredda... e tutti a rimbeccarmi...
chhers!

24 Mar 2009 | ore 12:49

Io ho avuto il piacere di conoscerlo di striscio ad identità golose il sig Cesare Giaccone, non ci siamo ne presentati e ne parlati più di tanto abbiamo interagito attraverso un coniglio che portava in assaggio ai clienti di FOntanafredda, e devo dire che le sensazioni provate sono le stesse descritte così bene dal direttore.
complimenti

24 Mar 2009 | ore 12:51

Sono stato dieci giorni fa a cena a Fontanafredda. Una gran serata. La location è, secondo me, molto bella. La cucina, ça va sans dire, di grande livello (anzi emozionante: di facile lettura nonostante la profondità e la maestria). Materie prime ottime. Prezzi correttissimi e porzioni pantagrueliche (mi son veramente strarotto le palle di quei ristoranti a quantità minima: quando mi siedo a tavola voglio godere, voglio saziarmi, voglio il gusto del masticare!). Ma ciò che mi ha colpito di più è stata l'umanità del signor Giaccone. Si è seduto al tavolo, mi ha raccontato della sua vita e del suo ristorante ad Albaretto (ove non ho mai avuto la fortuna di andare), della sua cucina, di ciò che lo affascina in questa avventura a Fontanafredda, della sua cucina... il tutto con me, giovane illustre sconosciuto. Mi ha sono sentito onorato ed è stato come se ci conoscessimo da sempre. Penso siano le esperienze più belle: mi emoziono davanti a un piatto ma - scusatemi - mi emoziono di più davanti all'umanità di una persona!
Mi ha fatto anche assaggiare l'ottimo Barolo prodotto dalla figlia e dal genero Pierangelo Bosco a La Morra(produzione limitatissima, ma che bontà!).
Leggendo il Suo articolo, direttore, ho rivissuto la mia cena. Grazie. E soprattutto grazie a Cesare Giaccone!
Gianluca Montinaro

24 Mar 2009 | ore 15:19

complimenti per questo articolo e per il suo fantastico blog,grandissimo!!! da Marina del lago
d'Iseo

24 Mar 2009 | ore 15:26

@ federico
" dietro tutte quelle belle inziative ci sta ...." Ma pensa un po', se non era per lei navigavamo al buio. Anche le pietre sanno chi c'è "dietro" Fontanafredda, sanno di Farinetti, di Baffigo (Miroglio) ecc.

24 Mar 2009 | ore 15:29

Caro Direttore,
complimenti per la recensione, si sente quando c'è il cuore nelle righe.
Spero non le dispiacerà se le pongo una domanda che mi sovviene da un po'di tempo: quando inserisce i link ad aziende (come Molteni sopra) si tratta di sponsorizzazioni o è pubblicità gratuita che lei fa di buon cuore?

24 Mar 2009 | ore 15:36

"Caro" vistodalsud,
quella cucina Molteni rossa sta diventando un classico, nè più nè meno come le parimenti rosse affettatrici Berkel.
Se crede di essere spiritoso o provocatorio, con il suo commento dimostra solo una buona dose di ignoranza.
(Nel senso di "colui che ignora", ovviamente).

24 Mar 2009 | ore 16:14

Riecco il simpatico James P. Sullivan dispensator di patenti....

24 Mar 2009 | ore 16:39

Ma no! Mo va là! Ma guarda un po'!

24 Mar 2009 | ore 17:00

@vistodalsud: azzarderei, se posso, una riposta al posto del direttore (spero non si scommoderà a rispondere)... i link ci sono per far capire a gli ignoranti di passaggio - e direi che ne sei un bel esempio - che non sanno ancora cosa sia una molteni, di che si tratta. Uffa...

24 Mar 2009 | ore 17:29

Ci conosciamo forse? Hai forse qualcosa da obiettare sul fatto che il commento di "vistodalsud" sia frutto di ignoranza e abbia come unico scopo quello di provocare?

24 Mar 2009 | ore 19:17

Fare il link alla Ferrari è fare uno spot?
Beh, la Molteni, che è francese e non italiana, è una fabbrica di cucine di gamma alta e altissima paragonabile nel suo segmento alla fabbrica di auto di Maranello.
La rossa che vedete nel servizio non se la possono permettere tutti i ristoranti e mi sembra un omaggio-informazione dovuto.

24 Mar 2009 | ore 23:04

state calmi !!! E poi dicono che sono io quello agitato !!
Non so se è provocazione o altro,certo la domanda di vistodalsud è posta con un modino..., ma però è un "problema" vero.
Ogni volta che si inserisce un link in un post, anche se questo è fatto per spiegare fasi ed evoluzioni che renderebbero il post altrimenti lungo come un libro di Eco, si costruisce di fatto un momento di potenziale advertising. Embhe? dico io? E' la rete bellezza : libera e potente.
Magari il direttore risponde alla cosa ma ci fa un post sull'argomento !!!

P.S. ma se quel "link potenziale advertising", invece che sul blog di Bonilli fosse su quello di uno scalzacane qualsiasi allora..... echissenefrega ! Funziona così vero ?

24 Mar 2009 | ore 23:14

Mi stupisce la mancanza di conoscenza dei meccanismi minimali della pubblicità.
Ma cosa volete che importi a Molteni di un mio link. Il fatto è che quasi tutti voi non sapevate neppure che esistesse e se ne conoscevate il nome ne ignoravate il mito.
E' vero che il web è aperto a tutti ma alle sciocchezze c'è un limite :-))

24 Mar 2009 | ore 23:24

Nessuno che parli degli straordinari aceti del Giacone, cosa che lo rende famoso nel mondo piú ancora che per la bontá del capretto. Tra l'altro aceti tutto sommato acessibili, se confrontati a certi Modena...

25 Mar 2009 | ore 00:48

post mio numero 3, gigio. certo non sono stato li' a farne un panegirico o forse il fatto che l'ho abbinato ad un mitico piatto di un mitico ristoratore oggi inviso ai molecolaristi...

25 Mar 2009 | ore 06:31

al primo momento mi era sfuggito il senso compiuto e avevo tirato un sospiro di sollievo potendomi catalogare fra quelli che conoscono le molteni. ma poi proseguendo la lettura vengo, come tutti quelli che conoscono il nome,irriso perchè ne ignoro il mito. faccine o non faccine, mica una battuta simpatica. ogni spesso ricade nell' arroganza, sig. Bonilli. se il suo aspetto non lasciasse dubbi, si potrebbe quasi dire che in questi giorni ha le mestruazioni.( senza offese per il mondo femminile che qui legge e scrive, soprattutto gumbo: che Dio mi scampi dai suoi fulmini)

25 Mar 2009 | ore 08:22

Bonilli, mi dica cosa vuole sapere della Molteni, la storia, i materiali che usano, le misure, colori, tipologie. Ne vuole mica una? nuova, usata, d'occasione, acciaio, rossa, blu, senza alcun problema...:-))
In costiera ce l'hanno in tanti, il Capo la gala, Il Buco di Peppe Aversa, il San Pietro a Positano...

25 Mar 2009 | ore 09:29

Non paragonerei gli aceti di Cesare Giaccone con quelli balsamici tradizionali di Modena che sono tutt'altro prodotto e direi anche da assaggiare ed accostare con ben altre finalità.

Vero è che trovare degli aceti non industriali di qualità è sempre più diffivcile.

Per altro casualità vuole che, ieri sera, nel corso di una straordinaria cena organizzata al Birichin di Torino, con ospite la Subida di Cormons, abbiamo assaggiato un eccellente aceto prodotto dal vulcanico Josko Sirk (patron del ristorante in questione).

25 Mar 2009 | ore 09:52

Un po' azzardata questa affermazione sul chi c'è veramente dietro...
Allora, Fontanafredda ha questi soci:
36% Fondazione Monte Paschi
32% Farinetti
32% Baffigo
Baffigo e Farinetti sono inoltre soci dentro Eataly, l'uno amministratore delegato e Farinetti presidente.
Insomma, chi c'è dietro?
Loro :-))

25 Mar 2009 | ore 12:11

Credo che in questo post ci siano aspetti decisamente più interessanti, ma così per precisione l'amministratore delegato di Eataly mi pare che ora sia Franscesco Farinetti.

25 Mar 2009 | ore 12:37

Ecco per saldare i due interessanti (!!) spezzoni della discussione segnalo che pure dentro Eataly (in Aula 1) c'è una Molteni rossa.
:)

25 Mar 2009 | ore 12:45

@bonilli
Bravo! Questa e' informazione: l'altra e' comunicazione. Che potrei fare io. Mentre lei dovrebbe fare la prima... Cheers!

27 Mar 2009 | ore 07:39

Una è informazione, dire quali sono le percentuali dei proprietari di Fontanafredda.
L'altra è disinformazione o peggio, dire che Farinetti c'entra poco e far credere che il vero socio coi soldi è Baffigo :-))
Non fosse altro per il fatto che Farinetti circa 260 milioni di euro li ha messi insieme vendendo Unieuro alla Dixon :-))

27 Mar 2009 | ore 08:41

@bonilli
si, certo! ma bisognerebbe sapere di questi milioni quanti ne ha messi nelle varie attivita': in ogni caso il socio coi soldi e' la famiglia Miroglio...

28 Mar 2009 | ore 09:36

Le persone intelligenti quando sbagliano lo ammettono :-))
No?
Dopo avere toppato su Fontanafredda adesso siamo qui a dire che i soldi veri li ha la famiglia Miroglio con i puntini, come a dire capiamoci, Farinetti è uno... già, è uno che ha incassato solo 250 milioni di euro dalla vendita di Unieuro, cioè uno che non ha soldi ahahahah :-))

28 Mar 2009 | ore 10:28

@ federico
E qual'è il problema se miroglio è un socio con soldi? Se non avesse soldi non sarebbe probabilmente un socio, per dirla alla Catalano. Su quanti farinetti ne a messi nelle sue attività, basta che ti fai un giro in rete e trovi parecchie risposte, da eataly torino, a tokyo, a newyork (prossimamente) a fontanafredda, a monterossa ecc.ecc. e forse anche su la "barberia".

28 Mar 2009 | ore 10:33

"le persone intelligenti quando sbagliano lo ammettono": già, appunto... :-)!

Siamo sempre in attesa, signor Federico di San Giorgio, delle sue sconvolgenti informazioni, anzi, "comunicazioni", sui fondi illegali della regione all'Università di Pollenzo, come da suo precedente post... :-)

28 Mar 2009 | ore 13:59

Mi sa che qualcosa non funziona... I soldi investiti, ebbene si, son quelli dei Miroglio! O meglio, la parte piu' rilevante. Per il resto, vedi Pollenzo, diamo tempo ai magistrati, no? Quanta furia ha questo N.P.!!! Una camomilla?

28 Mar 2009 | ore 18:56

Ma investiti dove?

28 Mar 2009 | ore 20:04

Scusate per le ripetioni ho fatto un casino io.
Federico, l'unica cosa che funziona è la tua costanza nello scrivere scemenze, ma probabilmente sei solo disinformato, diciamo così. Diciamo pure, molto disinformato.
L'ho già scritto, fatti un bel giro in rete e magari ti aggiorni un pochino.

28 Mar 2009 | ore 20:23

Scusate se ritorno sull'argomento, leggo solo oggi le vostre risposte alla mia domanda rivolta al Direttore.

Cari signori, io so benissimo cos'è una Molteni, sono cresciuto lavorando in un ristorante che ne aveva una meravigliosa.
Ho fatto l'esempio Molteni perchè la domanda mi è venuta in mente in questo post, non perchè pensavo si trattasse di una marca di caffettiere.
Se si stesse parlando di una Ferrari avrei fatto lo stesso. Anzi, proprio perchè si tratta di un'istituzione non mi aspettavo un link...se si nomina Picasso in un post c'è bisogno di linkarlo?

Credo che il mio dubbio sia legittimo, questo è un blog molto seguito e non ci troverei nulla di strano se il signor Bonilli fosse sponsorizzato da qualcuno, anche perchè la medesima cosa succede in altri blog amici di questo, come cavolettodibruxelles.

Se non lo è (sponsorizzato), basta dirlo.
La mia non voleva essere una provocazione, solo una domanda da osservatore su questo mondo.

Certo che però un bell'esame di coscienza sulla netiquette o semplicemente sulla buona educazione qualcuno qui dovrebbe farselo se come risposta a una domanda così vengono utilizzate parole come "ignoranza", "sciocchezze", "ignorante"...

permettetemi, sono un pò deluso.

31 Mar 2009 | ore 01:45

@vistodalsud
Mi pareva di essere stato ben chiaro che il termine "ignorante" non fosse un insulto bensì il participio presente di ignorare, ovvero non conoscere.
Ora invece lei cambia le carte in tavola. Viene a raccontare che lei sa benissimo che cos'è una Molteni. Questo, dal mio punto di vista, è semmai un'aggravante. E mi dà la certezza che abbia scritto il commento per sollevare un [b] inutile [/b] vespaio.
Ora si arrampica sui vetri, dicendo che, proprio data la notorietà del marchio, non era il caso di linkarlo.
Perchè, chiedo io?
Il web ci dà un'opportunità in più, rispetto al cartaceo, quella del collegamento, appunto.
Vorrà mica raccontare che se viene messo il link c'è puzza di sponsorizzazione, mentre in caso contrario, no. Ma non scherziamo.

31 Mar 2009 | ore 14:09

@sullivan

io non devo dimostrare a lei cosa so o non so solo perchè ho voluto porre una domanda al gestore di questo blog.

La sponsorizzazione per me non puzza, attenzione. Ripeto, io non credo ci sia nulla di strano se un blog noto viene sponsorizzato da qualcuno, è nell'andamento normale delle cose, dei nuovi modi di fare pubblicità e di internet. Lo chiedevo appunto per curiosità, ingenuamente non credevo che nomimare i soldi facesse ancora storcere il naso a qualcuno.
Ha mai sentito parlare di buzz marketing lei?si informi se le va.

31 Mar 2009 | ore 18:22

condivido in pieno quello che lei ha scritto,siamo stati con amici ospiti in fontanafredda e aver conosciuto un grande chef come cesare giaccone e' stato veramente emozionante.abbiamo avuto modo la prima sera di apprezzare la sua cicina e il suo talento nel preparare piatti davvero sopra ogni immaginazione.complimenti ad oscar farinetti come sempre ha avuto ragione di fare suo lo strordinario talento qual'e' cesare giaccone.

06 Dic 2010 | ore 18:51

Mi permetto di avanzare il collegamento ad un mio articolo su Cesare, scritto oggi, non sulla cucina scevra di vestiti ma sulla Memoria e sulla conversazione.

http://nabucodinosaur.blogspot.com/2012/03/date-cesare-lumanita-e-una-cosa.html

08 Mar 2012 | ore 03:23

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