02
Mar 2009
ore 09:21
ore 09:21
La cucina molecolare finisce in ospedale

Il ristorante Fat Duck ha chiuso dopo che una trentina di clienti sono rimasti intossicati, tutte le prenotazioni sono state annullate.
Notizia che ha dell'incredibile perché il Fat Duck è un ristorante che ha tre stelle della Michelin, è considerato uno dei primi ristoranti del mondo e il suo chef e proprietario, Heston Blumenthal, è considerato uno degli astri del firmamento gastronomico.
Aperto nel 1995, il Fat Duck era uno squallido pub che Blumenthal trasforma subito in una fucina di innovazioni dietro a un menu della tradizione.
Heston Blumenthal è un autodidatta che ha fatto mille mestieri ma che ha sempre lavorato per diventare un grande cuoco.
Ci è riuscito.
Carico di premi, ultimo della serie Best Restaurant in the UK Good Food Guide 2008, di lauree e di idee innovative, ha creato una serie di ricette - qui ne potete trovare un buon numero e dettagliatissime con foto - che lo hanno posto sotto i riflettori, creato polemiche molto forti e ricevuto l' etichetta di chef che ha trasformato la cucina in un laboratorio il cuoco in un alchimista, lui che è ormai uno chef chiamato Doctor Food.
I nemici della cucina molecolare, dopo questa chiusura, staranno festeggiando, i tradizionalisti godranno ma questa vicenda danneggia un po' tutta la cucina innovativa e l'alta ristorazione più in generale, che non se la sta passando bene un po' dovunque per via della grave situazione economica e anche per lo scollamento tra una certa alta ristorazione e il grande pubblico.
Stefano Bonilli
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CATEGORIA International Chefs | TAG Blumenthal, Fat Duck, Michelin
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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
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questa notizia mi commuove dal piacere...per i motivi che spesso ho scritto sul mio blog....
direttore a Te la cucina molecolare sperimentale piace?....ma veramente? Le solletica il retrogusto?
Che c'entra, non tutto quello che non piace è necessariamente da buttare via e in questo caso lui si è avviato su una strada di ricerca estrema, come certi pittori o certi compositori di musica contemporanea.
Ho sempre diffidenza per chi a priori boccia un'esperienza che non ha certo i caratteri dell'improvvisazione e si appoggia su un lavoro sviluppato con scienziati famosi.
il discorso dell'arte è un'altra cosa secondo me si tratta di idee di design applicate su una tela o su uno strumento...quindi è l'io o l'es dell'artista che esprime qualcosa. Quindi è lo spettatore che ne coglie o meno la sensazione.
Nella cucina pur arte è manipolazione di elementi che la natura offre trasformati in altri elementi...quindi sperimentazione e stravolgimento delle materie prime...quindi metodi alternativi, basati sullo studio della modificazione delle molecole dei cibi,argomento nettamente condivisibile o meno
Comunque la sperimentazione in cucina è normale farla ma il rischio secondo me è perdere con il tempo il concetto di sapori definibili e riconoscibili quindi un piatto che sappia di verdura, mangiare pesce che sappia di mare o uova che sappiano del loro solo umore.
voto a questo mio commento...che non ho riletto perchè vado di fretta c'è il popolo che mi aspetta
direi 5+
Bé però tutti continuano a scrivere "chiude" come se fosse una cosa definitiva, invece è solo fino alla fine delle verifiche sanitarie!
Questo non elimina il fatto che sia un enorme danno per il suo ristorante e forse per un certo tipo di cucina - ma dato che per ora tutti i test sono stati negativi, si ipotizzano cause più varie tra l'influenza dilagante nella zona fino a un sabotaggio...molte delle conseguenze dipendono da come si concluderà la faccenda; e nel caso si appuri che le responsabilità non sono del ristorante, dipenderà dallo spazio che questa notizia otterà sui mezzi d'informazione.
Ah e comunque lo scollamento tra alta ristorazione e pubblico a me sembra dipenda anche molto dal fatto che si insiste a collegare un certo tipo di cucina a tutta una serie di cose di contorno che fanno alzare i prezzi e mettono a disagio anche molti potenziali interessati. A Lione poco tempo fa nei locali in cui si mangia creativo bene a 30-40 euro il pubblico c'era eccome!
E sabato sera ai ristorantini di Eataly ad assaggiare i piatti di Peirangelini - quindi con prezzi alla portata di tutti e in un ambiente normale - c'erano anche le madamin qualunque e gruppetti di amici studentelli con i dreadlocks! Insomma la diffidenza sicuramente c'è, ma in parte con le iniziative giuste si può superare.
p.s scusate ho sbagliato a digitare il nome nel post prima, ma Pierangelini era quello originale, non taroccato! :-)))
Chi non è mai stato male uscendo da un locale stellato metta il dito qui sotto.... Quando la ricerca è creatività, w la ricerca, soprattutto se la pietanza è digeribile. Se la pietanza non è digeribile, che sia molecolare o meno poco importa...
Consiglio i detrattori (ma anche i sostenitori , tra cui io mi annovero ) di leggere la notizia nel sito della BBC (che si trova linkato nel PAPERO GIALLO) . A me sembra una una situazione gestita con la profess che gli riconosco e cmq merita di essere approfondita xche' piuttosto misteriosa . QUanto all'etichetta di MOLECOLARE (SIC), se si e' stati a pranzo da lui e sopratutto si e' letto i suoi libri, questa deve essere intesa solo come conoscenza dei processi fisico chimici che presiedono alla trasformazione del cibo , tesi quindi ad esaltare le qualita' organolettiche ( provate x credere la sua ricetta del doppio brodo chiarificato x scongelamento o il pollo cotto con tre tecniche mutuate dalla tradizione cinese e perfettamente succulento ma croccante all'ext , oppure le patate a tripla cottura che mio figlio (3 anni) a voluto riordinare) In ogni caso accanto al FAT DUCK gestisce un bell locale dove fa' cucina tradiz inglese di altissimo livello . Che dire ?? Penso ad un incidente che verra' chiarito
Mi dispiace molto. Perche' anche se preferisco di gran lunga la cucina piu' tradizionale, ho un'ammirazione sconfinata per HB, uno chef eccezionale, serio, modesto, simpatico, autoironico, non pompato, e con prezzi commoventemente onesti.
Ha solo avuto davvero molta sfiga.
Non ne ha certo bisogno, ma se trovero' posto provero' a prenotarmi per un pranzo quando riapre come gesto di solidarieta'.
E' vero, lui è uno bravo e simpatico, tutto l'opposto di quel che immagina il grande pubblico che in testa ha ormai l'equazione grande cuoco=uno che se la tira.
Proprio non si riesce ad evitare di ballare sui cadaveri del prossimo, eh?
La Sagra dell'Io Lo Avevo Sempre Detto, dell'Io Lo Sapevo Che Era Pericolosa, finiranno mai?
Senza innovazione, tentativi più o meno apparentemente scellerati, idee, coraggio, inventiva, manualità, studio, incoscienza anche, non si può progredire. E non si può gioire quando qualcuno di questi fallisce.
A me in realtà risulta che grande cuoco=uno che se la tira sia una cosa che infastidisce una (vasta?) parte dei gourmet e appassionati di gastronomia. Il "grande pubblico" di come si comportano i grandi cuochi generalmente si disinteressa completamente - quello che potrebbe dire di un caso come questo è ridacchiare e sentirsi più furbo: "visto, visto? gente che spende un occhio della testa per mangiare nei tre stelle e poi gli rifilano delle schifezze! Tutta scena, una fregatura, l'ho sempre pensato io"
mah, per la verità da qualche parte ho comunque letto che il proprietario si è o si sta molto adoperando perchè si venga a capo del problema e non vuole riaprire fino a quando cio' non avvenga, il che mi sembra sintomo di grande serietà. a me la cucina "molecolare" non piace molto ma certo non " tifo " contro di essa sperando che un grande a questo livello sia in malafede. sarà un incidente.
sbaglio o non sei mai stata da Pierangelini? perchè ti assicuro che per quanto riguarda l'ambiente( o location se vuoi che suona piu' chic), Eataly vince di gran lunga.
Confermo che non e' il momento migliore per prenotare al Fat Duck (almeno per noi peones): devono accomodare i 400-500 clienti cancellati durante la chiusura (e in piu' invitera' i clienti intossicati!).
Comunque, ha perso 100K che non e' poco, ma fra un po' la storia sara' dimenticata.
comunque malgrado la cucina molecolare non me piace!!! e non mi interessa anche nel tradizionale c'è gente che si intossica e ci sono locali che chiudono per accertamenti
Hasta
Ma come si va ad avere tradizione senza innovazione?! A me è stato sempre insegnato che la tradizione è composta da quelle innovazioni che hanno avuto la forza di imporsi, un po' come il nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma.
Comunque, va da se che questa "chiusura" fa veramente male al mondo gastronomico, non solo quello di qualità
Dario Pedroni
è un conto l'innovazione nel rispetto degli elementi un conto la trasformazione e la sperimentazione per stravolgere il risultato finale
In aprile c'è il S. Pellegrino best restaurants. Chissà se Fat Duck sarà ancora secondo nel mondo dopo questo bruttissimo scivolone.
Direi che il fatto che a te non piace un certo locale è fuori tema. ;-)
Quello che intendevo io è che un certo tipo di cucina (neanche molecolare, che è già una finezza, basta che non sia tradizionale), con tutti gli annessi e connessi legati all'immaginario dei grandi ristoranti alimenta la diffidenza e l'allontanamento del grande pubblico. La stessa che ha tenuto anche me alla larga dall'alta ristorazione fino a relativamente poco tempo fa e in parte ancora influisce facendomi andare alla ricerca di neobistrot invece dei locali molto blasonati.
Però io non sono diffidente verso l'innovazione in generale, io provo tutto volentieri, non vedo perché schierarsi contro a priori.
Blumenthal aveva gia' avuto qualche problema sanitario in passato (dei taglieri trovati con una bella carica batterica).
Non c'entra nulla il "molecolare" qui
forse mi hai letto di corsa, gumbo! io ho solo detto che probabilmente l'ambiente di pierangelini non è adeguato alla cucina. non ho detto altro e non mi piace che mi si mettano in bocca cose nè SCRITTE nè DETTE e nemmeno PENSATE. grazie. e di fuori tema ne vedo cosi' tanti sul forum che non credo che 2 righe 2 possano disturbare piu' di tanto. nel precedente ero ben intema, mi sembra.
certo che leggendo un'intervista a jorg Zipprich, giornalista tedesco, vincitore del gourmand award 2004 e collaboratore di stern e del financial time, nella quale" attacca frontalmente la cucina molecolare rivelando come le tecniche non sono state inventate da cuochi geniali ma dall'industria chimica e alimentare" i dubbi si fanno pesanti. resto comunque, come dire, garantista, ma letta quell'intervista mi si è accapponata la pelle.
Oibo' ma sei sicuro Dario? Io non ricordo nulla di questo altro incidente, ne' ho trovato alcunche' su internet - hai qualche link piu' preciso?
Che permaloso, te la prendi nonostante tutte le faccine?
E' che notoriamente quello è stato proprio il locale che mi ha permesso di superare i miei pregiudizi, proprio per il suo stile understatement-snob in cui anche io che avevo la soggezione da grande ristorante sono stata bene. E il punto era proprio che mi piacerebbe capire se il grande pubblico sarebbe altrettanto diffidente verso l'alta cucina e cucina creativa (molecolare e non) se i cuochi famosi se un certo tipo di piatti uscissero più spesso dal ghetto dei gourmet e si potessero assaggiare - anche solo ogni tanto - in contesti in cui chiunque può aspettarsi di sentirsi a suo agio e non spendere mezzo stipendio.
E' scritto in uno dei link che ho messo nel post
Ad esempio: http://www.guardian.co.uk/uk/2005/may/02/freedomofinformation.foodanddrink
quali faccine?!
Oltre che il molecolare, l'altro tema sarebbe la Michelin. C'è un bel pezzo di Vizzari oggi su Rep
Come già detto in altra sede, non amo chi aspetta la notizia bomba per schierarsi o dire l'avevo detto io.
Ho conosciuto e visto all'opera Blumenthal l'anno scorso ad Identità Golose e mi è piaciuto il suo intervento, mi è sembrata una persona molto preparata e molto disponibile.
Quindi aspetteri i risultati delle analisi per farmi un'opinione in merito, opinione che senza tali risultati non hanno ne le autorità sanitarie ne lo stesso proprietario.
Sul discorso delle cariche batteriche sui taglieri , dico che se si entra in un mmento x in un acucina in pieno lavoro di cariche batteriche se ne trovano un pò ovunque , dipende poi da quali alimenti si stanno lavorando , immagginate lo scarico del pescato, animali ancora con le interiora, molluschi che perdono acqua, poi arrivano gli ortaggi, tutti con la loro carica batterica, anche le uova pulite e controllate che possano essere , addizionate il tutto=...........
Direi solo che bisogna attendere i risultati per poter dire qualcosa in merito, per ora auguro un'imbocca al lupo alla brigata del Fat Duck che è al riposo forzato.
Ma tra di voi ce n'e' uno che sappia stare in cucina ?? Visti i commenti ( e i non commenti ) sulla vicenda Blumenthal mi viene qualche dubbio .
"Stare in cucina"? In che senso?
@giancarlo maffi: faccine, smileys, emoticons tipo ;-)
no: sappiamo solo scopare il mare. ci insegni lei, non gentile cann1961
scusa gumbo, ma io non le vedo le faccine! ti credo sulla parola.
si ho capito: un sistema un po'artigianale:-)
Corso di faccine per Maffi:
:-) = sorridente
:-))= molto sorridente
:-( = dispiaciuto
:-((= incazzato
In realtà la notizia della chiusura del Fat Duck l'ho appresa ieri su RAI 1.
Il cronista aggiungeva che il ristorante non è ben visto dagli abitanti del luogo perchè il viavai di gente, di macchine disturba la loro quiete. Sarà mica un caso di sabotaggio?
vorrei esprimere solidarietà e affetto al caro heston grande chef e persona per bene che stimiamo e sosteniamo in questo particolare momento. siamo sicuri che l'affetto di tutti quelli che lo vorranno porteranno valore, stimoli e la forza necessaria per superare la crisi. we support fat duck. lo staff dell'osteria francescana
Maurizio Cortese, a pochi passi dal Fat Duck ci sta il ristorante di Roux da oltre 20 anni, quindi dubito che non siano abituati al traffico della gente che viene a mangiare :D
grazie, cortese Cortese, mi sembra di essere tornato alle astine!!!!
ci avevo pensato anch'io al sabotaggio, ma dopo aver letto l'articolo di cui al post nr 23....
Mi fa piacere che lo staff della Francescana esprima la sua solidarietà a Blumenthal in un momento così difficile.
Grazie a Gumbo e Bonilli per i links - io 'non so stare in cucina' :) (= faccina sorridente) ma temo che HB sia anche un po' vittima di attenzioni superiori alla media - mi chiedo quanti chef sarebbero disposti a mettere le mani sul fuoco per la carica batterica in tutti i settori delle loro cucine durante tutti i momenti della preparazione (dita in bocca niente, vero? noooo).
Sia gentile ci dia qualche nozione lei, così erudito in merito.
Grazie
Pazzesco! Blumenthal, l'ho visto proprio la settimana scorsa sulla scena del festival OFF.
E' un artista, un matto da legare simpaticissimo, creativo fino al parossismo con un animo da bambino...
Che peccato... anche se credo che la gente possa essersi intossicata per ragioni che con la cucina molecolare in sè non hanno nulla a che vedere eh!
Certo, un episodio simile è inammissibile quando si è un 3 stelle Michelin comunque.
il Village Voice dice che il Fat Duck probabilmente riapre mercoledì.
Sul Guardian c'è un video (che in questo momoento non posso vedere, fatemi sapere cosa dice!) e un interessante dibattito: Heston Blumenthal e il Fat Duck sono da consideare patrimonio nazionale?
Le mie domande allegate sono: se la stessa vicenda capitasse a qualche famoso ristorante italiano, ne darebbe notizia il Village Voice?
E sui quotidiani italiani ci sarebbe qualcuno che si chiederebbe proprio nel momento di difficoltà se il grande ristorante sia da considerare patrimonio nazionale o sarebbero tutti come avvoltoi con i titoloni a distruggerlo lasciando poi l'eventuale assoluzione relegata a due righe nascoste?
Matthew Fort, che fa l' intervista a HB, e' il mio critico preferito! (diciamo fra gli inglesi, cosi' nessuno si offende...). Il video copre punti gia' fatti da HB altrove: Il suo cibo viene mandato di routine per test settimanali; non era costretto a chiudere, e' stata una sua decisione; lui e' altrettanto pignolo ('fastidious') sull'aspetto igienico che su quello culinario; lui ha chiamato l'autorita' sanitaria (EHD); e' stato un grosso impatto finanziario, ma 'no regrets'; non e' chiaro che la EHD dara' dei risultati concreti: non e' facile identificare i virus.
credio sia interessante leggere l'intervista di Raffaella Prandi.
http://www.gamberorosso.it/article?product=1763&id=211915
CRITICA RAGIONATA AGLI CHEF SCIENZIATI.
Proprio nei giorni in cui il Gambero Rosso intervistava Jorg Zipprick a proposito del pericolo degli additivi chimici nella haute cuisine, uno dei guru della gastronomia mondiale, è incappato in un piccolo problema: quaranta clienti del ristorante Fat Duck di Bray, nel Berkshire, che è non solo il migliore in Gran Bretagna, ma il secondo al mondo dietro solo lo spagnolo El Bulli, hanno denunciato una intossicazione da cibo come ha raccontato la rivista
Restaurant. E chissà che questo malessere non sia dovuta proprio all’uso disinvolto di additivi chimici necessari a creare gli effetti speciali della cucina multisensoriale di Heston Blumenthal. E’ uscito proprio in questi giorni in Spagna, a rintuzzare la mai sopita polemica sull’uso della chimica in tanti piatti della cucina d’avanguardia, il libro del giornalista tedesco Jörg Zipprick “iNo quieto volver al restaurante! – De cómo la cocina molecular nos serve cala para papel pintado y polvo extintor” (Non voglio tornare al ristorante)”. Collaboratore di Stern e dell’edizione tedesca del Financial Times, Zipprick
attacca frontalmente la cucina cosiddetta molecolare e tecnoemozionale rivelando innanzitutto come le tecniche non siano state inventate da cuochi geniali ma proprio dall’industria chimica e alimentare. Autore di numerosi libri sul tema food e vincitore nel 2004 del Gourmand Award per “The Best French Cuisine
in the world”, Zipprick in questi giorni ha risposto alle nostre domande.
Lei denuncia il legame sempre più stretto tra gli chef della cucina dell’avanguardia gastronomica e l’industria chimica e alimentare. Gli chef più famosi, da Ferran Adrià a Heston Blumenthal, riceverebbero fondi pubblici e privati per le loro sperimentazioni.
Sì, è così. L’Inicon (Introduction of innovative technologies in modern gastronomy for modernisation of cooking) è un Istituto di
ricerca dell’Unione Europea che ha finanziato un progetto di 1,2 milioni euro. La modalità di investimento è quella del “direct funding”, funding a cinque cifre, dai 20 ai 40mila euro direttamente nelle casse dei ristoranti. Ma c’è anche un “indirect funding”.
Di che cosa si tratta?
Intere carriere sono state costruite sull’immagine degli “chef scienziati”. In realtà le loro innovazioni vengono da laboratori universitari o di industrie chimiche come il TTZ di Bremerhaven (Germania), le università di Nittingham e Reading (Gran Bretagna),
i laboratori di industrie specializzate nelle ricerche chimiche e degli aromi (come la svizzera Givaudan).
Gli chef molecolari non hanno inventato niente?
Questo non lo dico io. Lo afferma il direttore del progetto Inicon. Prendiamo il caso di Ferran Adrià e le invenzioni sul tema della “sferificazione”. Le tecniche della sferificazione sono state brevettate da Sarkis Alamanian, Kenichiro Okamura, Robert W. Lenci, Grigory Slonimsky o James P. Kox, e altri ancora. Io le chiamo “invenzioni pronte da servire”.
A quanto ammonta l’”indirect funding”?
Qualche milione di euro. Certo, con la crisi mondiale, due o cinque milioni di euro possono sembrare noccioline. Ma la questione è un’altra: perché spendere risorse pubbliche per introdurre nel top
level della nostra gastronomia la chimica e gli additivi che abbiamo disdegnato sui banchi del supermercato?
Perché l’industria chimica è così interessata a stabilire un asse con gli chef più famosi e celebrati?
L’industria chimica fornisce agli chef gli strumenti per riprodurre su piccola scala le procedure industriali. Programmi come Inicon sono per esempio molto attenti agli aspetti visuali del cibo. Nel migliore dei casi lo chef realizza una ricetta usando
“aromi artificiali- naturali” o additivi. I partners di Inicon erano Ferran Adrià di El Bulli, Heston Blumenthal (Fat Duck), Emile Jung (Le Crocodile) e Oliver Schmidt (Grashoff). Ma solo Adrià e Blumenthal sembrano aver goduto di reali benefici da Inicon. Adrià e i fratelli Roca di Girona sono anche partners dello “Chefs’ Council” della Givaudan. La Givaudan vende aromi. L’azienda svizzera ne ha brevettati finora più di 20mila. Cito ancora Hervé This: “Durante Madrid Fusion 2005 Adrià usò lo spray Givaudan direttamente sui cibi oppure nella bocca dei clienti ! Eccoci, gli chef stanno cominciando a usare in molti paesi gli stessi ingredienti dell’industria alimentare”. Questo fu pubblicato nel marzo 2005 sulla Revue trimestrelle du Reseau Ecrin .
Il rapporto tra chef e industria non è certo nuovo: molti chef vengono normalmente coinvolti dall’industria alimentare per testare o lanciare nuovi prodotti.
Fino a vent’anni fa l’industria alimentare cercava semplicemente di portare cibo migliore al supermercato grazie al know how degli chef. Penso a Michel Guerard e ai suoi prodotti per la linea Findus. Certi industriali pensavano di vendere di più grazie a un grande nome, era il caso delle linee firmate da Paul Bocuse. Oggi è diverso.
In che senso?
Oggi l’industria chimica sta mettendo i suoi prodotti nei piatti degli chef al top. Non desidera cibo migliore. La cucina tecno- emozionale o molecolare, come è stata definita la cucina d’avanguardia, è a mio parere il prodotto di un’operazione di pierre: la gente non si fida dell’industria chimica mentre si fida degli chef. Soprattutto di quelli che promettono “il meglio del meglio” per decenni. Almeno potrebbero informare i clienti delle sostanze che usano.
Molti chef, come lei sostiene, stanno usando su piccola scala tecniche industriali. L’industria però è sottoposta a controlli e a regole precise
Già, questo è il punto! Al ristorante nessuno ci informa dell’uso di additivi, anche nei paesi dove queste informazioni sono obbligatorie. Alcune ricette molecolari contengono dal 20 al 40 per cento di additivi. Una percentuale impensabile anche nel piatto meno caro autorizzato sul mercato. Quella che chiamano cucina molecolare io la chiamo “fake food” (cibo finto). Questo per me non è etico. E potrebbe anche essere illegale. Tuttavia c’è una differenza importante tra industria chimica e industria del cibo.
La spieghi
Nel luglio 2008 c’è stato un meeting al tedesco TTZ Institute: i ricercatori di Inicon hanno introdotto i rappresentanti della “food industry” ai loro “metodi molecolari”. C’erano anche rappresentanti della Kraft Foods e uno di questi, il dottor Oetker, rimase perplesso. Il rappresentante di una importante
azienda alimentare poi mi spiegò: “Quindici anni fa avevamo 400 prodotti sul mercato. Tutti contenevano additivi. Anche oggi ne abbiamo 400. Ma a 300 abbiamo considerevolmente ridotto l’uso. Sono sbalordito del loro uso nella cucina molecolare”. Tendo a credere fosse sincero. L’industria alimentare è sotto stretta sorveglianza. I sondaggi informano che i consumatori vogliono cibi naturali e non cocktails di additivi. Ma prodotti molecolari continuano a essere immessi sul mercato da piccole aziende: c’è un produttore tedesco specializzato in pesce trattato con il sistema molecolare per hotels e aziende di catering. Due altri esempi sono l’inglese
“Airspuma” e la spagnola “Sferificazione in lattina”. Alcune sferificazioni sono state usate per “truccare” il caviale.
Dunque la gastronomia molecolare è un buon investimento per l’industria chimica?
La piccola azienda “Sens Gourmet” di Rungis è specializzata in “additivi e nuovi ingredienti”. Il suo fatturato è aumentato di almeno il 60% nel 2007. Oggi è a 1,6 milioni di euro. Ed è solo uno dei venditori al dettaglio di additivi. Anne Cazor (Digione, Francia) definisce se stessa “dottore in gastronomia molecolare”. Vende additivi. In Germania la situazione è analoga. Non dimentichiamo che i margini di profitto sono enormi: gli additivi venduti a una sterlina al kilo da compagnie asiatiche all’industria sono venduti a 30-90 euro al kilo agli chef.
Emulsionanti, gelificanti, stabilizzanti… le polveri sono utilizzati dagli chef per creare effetti speciali. Ma in fondo chi frequenta l’alta ristorazione un po’ vuole essere stupito Gli additivi poi sono sostanze legali autorizzate dall’Unione Europea che ne fissa gli standard di impiego e anche ammettendo tre cene l’anno in un ristorante di alta cucina non creano certo un problema di salute pubblica.
Methylcellulose è il principale ingrediente di un lassativo (Citrucel) prodotto dalla GlaxoSmithKline per il mercato americano. E’ dannoso? Solo se usato in quantità esagerate. Ma che cosa fa nel mio cibo? Non dovrei essere informato del suo uso?Maltodextrine è usata dai bodybuilders come “accrescipeso”. Non è soltanto un Textura, è tagliato con altri composti chimici. I bodybuilders non muoiono per la maltodextrine. Ma cosa c’entra un
“accrescipeso” in un cibo che mangio in un ristorante di prima casse? E non dovrei essere informato della sua presenza? Se gli chef oggi vogliono lavorare come una industria ma su picccola scala, dovrebbero obbedire alle stesse regole dell’industria. Questo vorrebbe dire essere onesti.
Raffaella Prandi
era appunto quella citata da me al post nr 23. come la mettiamo? risposte da ristoratori che anche parzialmente usano quel tipo di prodotti sarebbero gradite. lo dico in modo neutro. la solidarietà della francescana la capisco benissimo. capirei ancor meglio un intervento di Bottura che nell unica volta in cui ho avuto il piacere mi è sembrata persona di grande spessore. ammesso e non concesso che usi tali prodotti o similari ne conosce senza dubbio vita morte e miracoli. ci aiuti a comprendere. grazie
Grande solidarietà da parte mia perchè comunque credo sia un auto goal per l'alta cucina e non solo. Io non prediligo l'esasperazione della molecolare però sicuramente fa da apripista per tutta la ristorazione da degli imput delle linee guida importanti per tutti noi chef per cui chi gode di ciò o è invidioso oppure e un piccolo di testa. A prescindere da tutto deve dispiacere che un grande professionista AUTODIDATTA ( non è poco) cada in disgrazia. Non oso pensare al suo stato d'animo.
A chef marco, che si commuove dal piacere quando viene a sapere che 30 persone sono rimaste intossicate, vorrei comunicare che due giorni fa mia zia si è fratturata il femore.
Certo di aver procurato ancora più gioia al prode chef, porgo distinti saluti.
Ah, dimenticavo:
il Fat Duck è aperto dal 1995.
Vi siete chiesti come mai in 14 anni nessuno si sia sentito male?
a me sa tanto da bufala\"sabotaggio"\tirare merda a HB...magari pure da qualcuno all' interno...chi lo sà!!
Dubito che in locali come il suo possano succedere certe cose...
una curiosità: perché quando qualcuno finisce all'ospedale per funghi avvelenati o pesce avariato, non si accusa la cucina della memoria di letalità mortale?
Perchè fa meno notizia.
Ad Majora
Considerando che i test sul cibo e il ristorante hanno dato esito negativo, mi pare che la questione sia più che altro capire chi ha portato l'influenza (o quello che era) nel ristorante. Tutto il resto è solo chatter-chatter-chatter... :-P
Adrià non ha mai detto che lui ha INVENTATO tutte queste "polverine magiche" ma che erano prodotti già presenti nel mercato solo che poco conosciuti e lui li ha fatti conoscere al pubblico!!
I prodotti generalmente più usati sono: la Xantana che si ottiene partendo dalla fermentazione dell' amido di mais (la maizena!) con un batterio presente nei cavoli che serve per addensare le salse: se ne usa dai 3 ai 5g per litro di prodotto solitamente!
La lecitina di soia per fare le famose ARIE è presente praticamente in tutti i prodotti preconfezionati (barrette di cioccolato etc etc).
Molti altri gellificanti o stabilizanti si ottengono da varie alghe rosse e alcuni prodotti sono in uso in altri paesi extraeuropei da molti anni...
mai stato male io...sto mlto male quando vado in certi ristoranti a mangiare delle lasagne con la besciamella piena di farnia (cruda) ke mi rimane sullo stomaco 2 giorni...
all' autrice dell' articolo: sono prodotti presenti in quantità talmente piccole che dubito possano avere anche una minima controindicazione e poi prima di essere messi in commercio qualche controllo lo avranno fatto, o no?
Ci preoccupiamo di queste piccole cose quando nel 90% dei ristoranti (ossia la fascia medio bassa ma nn solo!!) MANGIAMO LA MERDA!! pesce che è in frigo da una settimana e viene venduto pure crudo, cucine in condizioni igeniche che fanno venire il voltastomaco, prodotti mal conservati, uso dell' abbattitore di temperatura del tutto sconosciuto a qualcuno e tante altre cose...ma và và...
Maria: il pezzo che riporti mi sembra il classico pezzo di chi vuol far credere di aver scoperto chissa' che cosa, ma che in realta' dimostra solo di non conoscere lui l'argomento.
A parte la critica all'idea sciocca che un "additivo" debba per forza essere in qualche modo tossico e "non naturale" (il sale da cucina e' un additivo, ad esempio) mi fa un po' ridere la faccenda dell'industria. E' circa un secolo (100 anni) che l'industria alimentare e i chimici studiano prodotti e processi. Alla fine del '800 c'era un forte contatto tra la scienza e gli Chef. Quando Liebig (chimico tedesco) enuncio' la sua teoria della sigillatura della carne, questa comparve immediatamente nei manuali di cucina francese (poi, vabbe', la teoria si dimostro' sbagliata, ma non venne mai tolta e si insegna ancora adesso :-p ). Nel momento in cui i cuochi si sono sentiti piu' degli artisti che dei "chimici empirici" hanno abbandonato i legami, e sono rimasti indietro rispetto alle conoscenze dei processi che scienziati e industria pubblicavano.
La tanto decantata ora cucina a basse temperature sono piu' di 100 anni che si conosce, con i dettagli delle temperature per i vari tipi di carne, ma e' solo ultimamente che i cuochi l'hanno scoperta.
Il merito che va a Blumenthal, Adria', Gragnaire e compagnia e' quello di aver ristabilito i contatti con la scienza, intesa come ricerca sulle materie prime e sui processi di cottura. Nessuno di loro sostiene di aver inventato l'agar-agar, o la metilcellulosa, o la gomma xantana. Loro semplicemente, invece che per le merendine, hanno utilizzato quelle sostanze in modo creativo.
Se poi i giornalisti non capiscono nulla dell'argomento e non hanno un minimo di prospettiva storica, beh, e' colpa loro....
Dario
Anche se espresso in un linguaggio colorito sottoscrivo il sentimento di andrea qui sopra: ci vuole davvero sfiga (per non pensare peggio) per uno come HB, e non tanti altri, a incappare in un incidente di queso tipo. A parte che se succede a lui 2 volte in 15 anni fara' la front page della BBC entrambe le volte, se succede al pseudo-indiano schifoso nell' East End ci vogliono i topi in cucina per arrivare sul giornalino locale.
bello l'articolo della Prandi.
Speriamo ci possa essere un pò di pulizia. Mandiamo in galera Blumenthal & Co, questi farabutti che non hanno niente a che fare con la cucina.
ah tony ma vai vai...manco sai di cosa stai parlando
và ke blumenthal va a studiare in laboratorio com'è fatta la materia e come si comporta e di conseguenza cerca di farla esprimere al suo massimo livello...ma se manco sapete cos'è la cucina molecolare state zitti!! siete ancora convinti che sia quella in cui si usano le polverine...
Io trovo molto affascinante la cucina...come si può chiamare? istintiva, intuitiva? vecchio stile?...che riesce ad ottenere risultati strabilianti senza avere la minoma idea del perché. :-)))
Allo stesso tempo mi incuriosisce l'approccio scientifico che a volte arriva agli stessi risultati a volte a cose completamente nuove e diverse - non necessariamente migliori o peggiori. E' un po' come suonare quasi completamente a orecchio oppure con una grande formazione accademica alle spalle. Si possono ottenere cose molto interessanti in entrambi i modi.
L'unica cosa che mi piacerebbe sapere è se fra gli additivi in questone ne esistono di completamente sintetici o derivati da procedimenti che utilizzino sostanze moooolto lontane dal mondo alimentare. Alghe, maizena,cavolo rosso a me non creano gran preoccupazione.
Acanfora, Blumenthal non è un delinquente, l'intervento è rozzo e volgare.
andrea io non ho mai detto che adrià ha INVENTATO qualcosa. nei miei post che evidentemente non hai letto ho solo molto pacatamente espresso delle perplessità e ho fatto un rimando ad una intervista e l'intervistato non mi sembra un pirla. ma rimango garantista. vorrei solo capire e mi auguro che il ristoratore in questione dia prima o poi una risposta esaustiva. e , come ho gia detto ad altra persona peraltro molto piu' simpatica di te, non sopporto che mi si mettano in bocca cose non dette. i prodotti da te citati li conosco anch'io. in quella intervista si parla di cose ben piu' pesanti. ma, forse, non hai avuto la pazienza di leggere nemmeno quella!!!
Bonilli,
- Blumenthal non informa i clienti delle schifezze che utilizza
- ha rubato soldi alla comunità tramite il progetto Inicon senza presentare mai niente di concreto
- non sa cucinare, non ha le basi (non ha la minima idea di un grande prodotto). E' un hooligan prostituito all'industria chimica.
Questo non è un delinquente, è un criminale della buona cucina e non deve essere preso in considerazione perché è un cattivo esempio.
Se lei preferisce ad un buon prodotto le sensazioni del mare attraverso l'iPod, è libero di farlo ma non creiamo falsi miti su persone sporche, non onoste.
Acanfora, diciamo che sono così in sintonia con lei che il prossimo intervento insultante e denigratorio nei confronti di Blumenthal lo cancello d'ufficio.
Lei non sa di chi parla, non ha mai mangiato al Fat Duck, dice ovvietà sentite, anzi orecchiate qua e là e qui io la trovo fuori posto almeno se usa questi toni.
insomma, ancora piu' pacatamente: le persone normali, affascinate ed anche impaurite da un modo relativamente nuovo di fare cucina, vorrebbero un po' meglio capire queste problematiche. poi va da sè che ci si puo' avvelenare con qualunque tipo di cucina, se non si rispettano determinati canoni. ma non è che dobbiamo stare zitti, andrea.
Bonilli, non ho offeso nessuno. Mi piacerebbe avere un suo commento sui contenuti di quanto scritto e non una risposta da difensore di blumenthal. La cucina provata al fat duck non piace. E' un delitto non condividere le idee degli altri. Siamo in democrazia?
Cioè se uno dice che lei usa schifezze, ha rubato - cazzata, questa, gigantesca della quale Prandi si fa passivo megafono - non sa cucinare, è un holligan prostituto ecc... lei pensa di non avere offeso nessuno?
Ma che cavolo c'entra la democrazia, lei usa un linguaggio violento, insulta, non sa neppure cosa sia la cucina di Blumenthal, non ha mai mangiato lì ma chiede la galera per Blumenthal.
Ma vada a quel paese, io con gente come lei non ho nulla da dire.
Ben detto !! Il problema e' quello che dicevo io nell'intervento precedente : Ho l'impressione che molti parlino senza sapere veramente stare in cucina ..Mi spiego : nel senso di capire cosa veramente accada nella pentola in fase di cottura ; NON CI SONO ALIBI ! nel mondo della conoscenza tecnica , la cultura del passato (umanistica) permette ai grandi ,vedi BLUMENTHAL , di diventare il secondo chef al mondo .
Acanfora: scusi, mi sa dire quali sarebbero le "schifezze" che usa, e perchè dovrebbero essere schifezze? Lei non sarà mica uno di quelli che si spaventa se legge "Acido ascorbico", inorridisce quando legge E300 in una etichetta, e poi decanta le proprietà della Vitamina C eh.....?
A mio parere lei non ha idea di cosa sta parlando. Come si diceva? "Poche idee ma confuse"..
Dario
p.s. per la cronaca, Vitamina C, Acido Ascorbico e E300 sono la stessa sostanza :-D
la verità fa male. Se Blumenthal non utilizza prodotti naturali e non informa i clienti sull'uso di additivi, bisogna passare per applaudire. Prendere soldi dalla CEE attraverso Inicon e sparire è straordinario e va applaudito. Se è così che funziona il mondo perché non applaudire anche i protagonisti del libro di Saviano?
Si sta superando ogni limite e quello che offre la chimica è contro le regole della buona cucina.
Se lei ama il prodotto creato dalla natura non può amare Blumenthal. I lettori giudicheranno...
Ecco il lettore. Da Napoli. Da sempre convinto che il nostro destino stia nel nostro nome e nel nostro cognome (come dicevano i latini "in nomen omen").
Siccome lei di tanto in tanto compare, ma solo per offendere e mai in modo costruttivo, mi sono incuriosito e traducendo il suo cognome nel mio dialetto "a' canfora" ho trovato quanto segue: "La canfora è un chetone ed è pericolosa soprattutto per i bambini, le persone oltre i 55 anni (povero Bonilli :-)) ). In caso di sovradosaggio (leggi= troppi interventi) si possono avere allucinazioni, nausee, convulsioni, iperemia, sensazioni di bruciore, vomito e vertigini. Inoltre un sovradosaggio prolungato può provocare il coma e gravi danni renali" (Fonte Wikipedia). Ora è tutto chiaro. Il mio cognome mi impedisce di salutarla nel modo appropriato (si immagini lo sforzo che sto facendo con un repertorio così vasto che il dialetto napoletano mi offre). Però non abusi ancora.
CHE BRUTTO POST il suo.
Vorrei guardarla negli occhi per dirle che è un maleducato. Altro che cortese.
molto spesso anche gli anagrammi dicono qualcosa: TONY ACANFORA si trasforma in ARATO CAFONY, il che non è tanto criptico se si pensa al seme gettato nel campo, producendo la malefica piantina di cui abbiamo letto, appunto, le cafonaggini. si lo so per i precisini avanzerebbe una N, ma di Bartezzaghi ne esiste uno solo. e poi, se quelle non sono offese , lei cosa fa quando offende, t.a., tira mitragliate in faccia?
mica era rivolto a te!! tu hai riportato la notizia ed io ho specificato...ciao
Gentile "Paolo", Lei mi sottovaluta ma io ho buona memoria. Buonanotte a Lei e al suo Tony.
bene, meglio cosi': buona giornata.
Non si può condannare la cucina molecolare (tra l'altro mi sembra ormai una definizione vecchia quasi quanto la nouvelle cuisine)solo perchè usa additivi chimici, additivi che a diverso titolo sono sempre stati presenti in cucina.
Tanto meno poi in questo caso, in cui non ci sono prove che l'intossicazione dipenda dal cibo, anzi sembra di no, anzi non si sa che tipo e di quale gravità fosse l'intossicazione stessa. Intossicazione che potrebbe dipendere, per esempio, dall'impianto di condizionamento...per dire. Insomma mi sembra di cogliere, al di là del diritto di cronaca e di crtica, giudizi sommari, un tono da "gli sta bene...", punitivo, da benpensanti.
Detto questo la cucina creativa può piacere e divertire come no, allo stesso modo di una cucina tradizionale: è lo spirito che conta, la curiosità, l'umiltà, la preparazione e purtroppo anche il portafoglio.
l'ipod lo usa da alcuni anni (e fa benissimo) anche Rosanna Marziale alle Colonne di Caserta per raccontare, piatto in tavola e bocca del cliente che fa gnam gnam, il mondo bufalino...
e allora? certo che quella famosa mamma è davvero sempre gravida...
Vorrei chiedere ai detrattori aprioristici della cucina creativa (fatto salvo il fatto che aspettiamo notizie dal Fat Duck), che parlano di schifezze, vorrei chiedere loro quanti biscottini o merendine mangiano a colazione, magari insieme ai loro bambini, convinti della loro bontà e naturalezza, ignorando che spesso sono intrisi di grassi idrogenati, quelli sì davvero dannosi, poichè, come rostri, si aggrappano alle nostre povere arterie.
Cattive notizie (trovato sul Daily Telegraph):
Tests fail to clear Heston Blumenthal's Fat Duck restaurant
TV chef Heston Blumenthal has been forced to delay the reopening of his restaurant as tests failed to identify the cause of a health scare
Last Updated: 1:08PM GMT 05 Mar 2009
E se fosse una cosa tipo "Qualcuno sta uccidendo i più grandi cuochi d'Europa" ?http://www.mymovies.it/cast/?id=19535 :-)
In effetti, assume sempre di più le connotazioni di un giallo... 8-)
Il fatto è che la estremizzazione della ricerca in tutti i settori,ed anche in questo,può portare a conseguenze certamente non volute,ma prevedibili in quanto effetto di reazioni chimiche elementari.
In pratica vedo possibile ad esempio che la successione nel menu di alcuni piatti e la loro combinazione possa aver creato tra le sostanze componenti delle reazioni tossiche per l’organismo.
In pratica il cuoco deve aver presente i fondamenti della chimica perché il problema non è necessariamente in un piatto ma nella successione di piatti,combinazione variabile da cliente a cliente,ecco perché solo alcuni clienti si sono lamentati.
Trovo estremamente sensate considerazioni che ho letto su le sostanze che compongono quello che consumiamo abitualmente,sulla presenza di additivi chimici ecc.,così come è vero che assai spesso si legge di avvelenamenti ed intossicazioni in ristoranti tradizionali(a me però non è mai capitato di stare male dopo aver visitato un grande ristorante,sarà stato un caso,ma non ricordo neppure di essermi mai sentito “pesante”):è anche vero che stiamo parlando di un esponente di una cucina d’avanguardia e di tendenza,di cui parlano tutti ,dagli addetti ai lavori ,ai giornali specializzati ma che si giudica soltanto alla luce di eventi clamorosi come questo,mentre,a mio parere,varrebbe la pena di andare a fondo e di stabilire se si può parlare di cuochi in senso proprio o solo di produttori di sensazioni ,di stregoni dei sensi.
Adesso sono 400 le persone che dicono di essersi ammalate al Fat Duck...
http://news.bbc.co.uk/1/hi/england/berkshire/7927715.stm
Bum.
Però gli stessi E fino a 1600 persone potrebbero essere sottoposte a test per cercare di capire misteriosa faccenda: http://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/news/a-thousand-of-hestons-diners-face-medical-tests-1638502.html
Mi sa che al povero Heston ci vorrà un po' per recuperare un tale casino. :-|
dal Telegraph:
400 Fat Duck guests complain they have are 'food poison' victims
The Fat Duck restaurant, owned by celebrity chef Heston Blumenthal, could be closed for weeks, after health authorities said that up to 400 people claimed to have fallen ill after eating at the establishment.
Le sentenze anticipate amate da molti sono per un caso del genere inutili e sciocche.
Blumenthal è un grande professionista che merita rispetto e non illazioni stracolme di qualunquismo. Questo caso farà scuola e darà preziosi insegnamenti per il futuro.
Beh, sono arrivati a oltre 400 intossicati (fonte: Repubblica, ore 20 del 6/3), una cifra spettacolare, visto che certifica il fatto che anche in tempi di crisi c'è così tanta gente che può permettersi di spendere minimo 130 sterline a testa per mangiare al Fat Duck.... ha ragione Berlusconi, la crisi è tutta colpa dei media....
Certo, fra poco gli ospedali saranno pieni di ammalati da "molecolare"....
Il vero problema, sul quale non si pone ancora la giusta attenzione, è quello che riguarda la nostra alimentazione di tutti i giorni come giustamente sottolineato nei post di Andrea, Bressanini e Scarpato.
In barba alla psicosi da molecolare e visto che martedì mi troverò a Francoforte per motivi di lavoro, ritornerò da uno dei big in materia, Juan Amador, 3* Michelin e degno discepolo di Adrià e, per colpa di Bonilli che lo ha escluso dalla carciofata :-)), verrà con me anche il grande Maffi. Mercoledì prossimo, se Bonilli non avrà chiuso ancora il post e ci consideri degni inviati del "Papero" , riporteremo qualche opinione di Amador sul "Fat duck".
Intanto dal sito di Repubblica di stasera ci viene detto che gli intossicati sarebbero quattrocento !!!
http://www.repubblica.it/ultimora/24ore/GB-OLTRE-400-INTOSSICATI-AL-quotFAT-DUCKquot-DI-LONDRA/news-dettaglio/3584815
Ciao
Veramente dei 400 casi ne ha parlato già oggi Man alle 14,30...cos'è quest'esplosione serale a ripetere la stessa cosa?!?
Secondo me è giusto riportare anche quello che faceva notare non ricordo più quale testata inglese: qualche giorno fa Blumenthal aveva dichiarato che tutti quelli che hanno avuto problemi sarebbero stati invitati per una cena gratuita al ristorante. Inzomma, tra furbacchioni in cerca di notorietà e scrocconi, sai com'è....!
Poi, dai, chiunque si sia abboffato per anni di gelato puffo, merendine piene di conservanti e Frizzy Pazzy...come può preoccuparsi di qualche grammo di addensanti e gelificanti? Non riesco a credere che sia stata veramente colpa del cibo!
sembra interessante. Trovato su Le Monde di oggi
http://www.lemonde.fr/archives/article/2009/03/06/la-chimie-gustative-et-la-digestion_1164522_0.html
E nonostante quell'articolo( finalmente in francese cosi' lo capisco anch'io) cortese Cortese ed io marceremo imperterriti verso il patibolo( sotto forma del ristorante di Juan Amador). no preci ma opere di bene, vi raccomando. e, almeno sulla mia tomba, sarebbe gradito un necrologio di Bonilli, che mi piacerebbe suonasse cosi': qui giace il Maffi, gourmand rompicoglioni e "paranoico", immolatosi per noi sull'altare della cucina molecolare. spero che ci sia anche gumbo, se sarà riuscita a prendere un'ora di permesso.
Giancarlo, fossi in te mi preoccuperei più della Ryanair....io per la molecolare ho già robusti anticorpi per cui non ti dispiacere se all'esequie ci sarò anche io....ma da spettatore, sai giusto per la prole. Poi in nome della nostra amicizia mi prenderò cura del tuo cane e dei tuoi orologi....:-))
puerca vaca( inizio ad allenarmi allo spagnolo) trattasi di EPITAFFIO, non necrologio. va beh era l'ora troppo mattutina. NO ,tu le esequie le offici direttamente, laiche pero'. e poi dispersione delle ceneri, a meno che qualche buongustaio si voglia pappare una delle mie cosce, di cui garantisco l 'igp. per il mio cagnone sappi che prendersi l'impegno non sarà facile. quello vive a "garretti di vitello cotti nel loro brodo"(tamani). :-))
Mi sembra che ci sia tanta superficialità e voglia di fare i furbi e essere spiritosi in alcuni dei commenti a una vicenda che invece è seria e interessante per le implicazioni che sottende.
Bonilli non se la prenda, può capitare di tanto in tanto qualche post più "allegro", senza nulla togliere all'importanza dell'argomento.
L'unica cosa che non riesco a vedere è la furbizia. Mi spiega dov'è?
cucina molecolare. Non grazie.
Una farsa costruita dai media.
da vedere Blumenthal su DailySquib:
http://www.dailysquib.co.uk/?c=123&a=1704
ha riaperto cmq...
le autorità sanitarie inglesi non si pronunciano.
Era probabilmente Norovirus, come si sospettava. Questo almeno secondo HB:
http://www.independent.co.uk/life-style/food-and-drink/news/found-the-bug-that-closed-the-fat-duck-1649540.html
purtroppo posso solo confermare quanto da te detto.penso di sapere anche il perchè ma questa è un altra storia. in sostanza w la ricerca ma non facciamoci prendere per il ......
...bene...bene.
Adesso che mi sono letto tutti i commenti... voglio sapere che cos'é la cucina molecolare!
Con calma eeeh...
Saluti a tutti.