23
Mar 2009
ore 09:53

Un giorno a el Bulli

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Adria_giornata_bulli.jpgSono molti quelli che sognano una giornata al Bulli ma pochi ci riescono perché i posti del ristorante sono solo 50 e le richieste migliaia da tutto il mondo.
Una giornata al Bulli è diventato un libro fotografico, una cronaca minuto per minuto della vita dell'equipe del ristorante e come tutte le edizioni curate da Adrià e dalla sua squadra è molto bello e interessante per chi volesse capire come funziona il più famoso ristorante del mondo nella vita di tutti i giorni.

Così bello che Phaidon, la raffinata casa editrice inglese specializzata in libri di architettura, arte e fotografia, ha fatto l'edizione in lingua inglese e ora anche quella italiana.
Da un po' di tempo fa fico attaccare Adrià e criticare la sua cucina.
Quasi tutti coloro che parlano e sparano giudizi non hanno minimamente idea della vera cucina che si prova a Cala Monjoi ma con la bufera economica in atto si nota di più chi elogia la cucina tradizionale e quindi dagli allo spagnolo... :-))

Se siete curiosi e amanti della cucina, ma anche di un bel libro con bellissime fotografie questo è un volume che fa al caso vostro.

Ferran Adrià, Albert Adrià, Juli Soler
Un giorno a el Bulli
Alla scoperta delle idee, le tecniche e la creatività di Ferran Adrià
Phaidon
€ 49,95

commenti 70

Lo compreró di certo anche se forse per un libro essenzialmente fotografico 50 euro sono tantini...

23 Mar 2009 | ore 10:45

L'ho visto in libreria sabato.....meraviglioso!!!! tra l'altro in una libreria che mi piacerebbe segnalare per la sua filosofia e per essere un luogo molto interessante nel quale presto tornerò....
http://www.pensatoioinrete.it/

Ciao e buona giornata V

23 Mar 2009 | ore 12:26

Io invece quando ho letto il prezzo ho pensato: "bé per un libro essenzialmente fotografico così spesso e Phaidon, non costa tanto". Punti di vista! :-))))
Ho ascoltato l'intervista ad Adrià ieri da Fazio. Non è stata la migliore che mi sia capitato di sentire, ma c'erano punti interessanti. Se qualcun altro l'ha vista ne possiamo parlare...

23 Mar 2009 | ore 12:26

Quella in cui dice che hanno ricevuto due milioni di prenotazioni?

23 Mar 2009 | ore 12:31

Sì, anche se quello pare succeda ogni anno,non è una novità. Però quando Fazio gli ha fatto la battuta "ma perché non aggiungete un tavolo?" Adrià non ha risposto nè seriamente né con un'altra battuta - ha parlato di prezzi, della quantità enorme di persone che ci lavorano, del fatto che è se per andare a Milano ci vanno 2 ore non si può cambiare. Non ho capito bene cosa volesse dire...ma forse è stato un problema di traduzioni.

23 Mar 2009 | ore 12:43

Gumbo, che sia tu ad affermare che il libro non costi tanto vuol dire proprio che bisogna comprarlo a scatola chiusa....:-))
Le domande di Fazio sono state molto banali ma forse non poteva essere altrimenti.
Noi appassionati avremmo certamente gradito domande più specifiche sulla cucina molecolare, magari su Blumenthal ma il pubblico, a cui il programma si rivolge, avrebbe inteso?

23 Mar 2009 | ore 13:12

Compratelo pure a scatola chiusa, ma io che c'entro? A me sembra effettivamente un prezzo basso per un libro di questo genere.

23 Mar 2009 | ore 13:29

In effetti per un libro fotografico è un prezzo abbordabile.

23 Mar 2009 | ore 13:36

no non sono io :|

23 Mar 2009 | ore 14:48

c'entri c'entri cara gumbo, beata innocente. ma ci sei o ci fai?

23 Mar 2009 | ore 15:35

Sarà che è lunedì mattina, ma giuro che non colgo la battuta. Forse è perché a volte dico che a tendenzialmente preferisco i ristoranti in cui non devo spendere mezzo stipendio? Boh!

23 Mar 2009 | ore 15:45

penso che possa essere interessante senz'altro, ma non ho l'abitudine di acquistare un libro di e/o su un cuoco senza esserci stato almeno un paio di volte. non credo assolutamente che ci siano due ml. di persone che vorrebbero andarci. non credo nemmeno che siano duecentomila e forse persino nemmeno ventimila. ero a pranzo 4 giorni fa da un ristoratore italiano molto amico e fra i primi 10 tre forchette del gambero rosso di bonilliana memoria, che mi diceva di esserci stato ben 5 volte in un anno perche' " voleva capire". il ristorante era vuoto fra il 30 e il 50 % . non ho motivo alcuno di dubitare,io. adrià, su questo, ci marcia. e non mi sembra una grande novità. siamo tutti grandi e ipervaccinati, Bonilli di sicuro piu' di me. se poi devo giudicare dall'interesse che abbiamo suscitato, io e cortese Cortese, della nostra visita ad Amador, figlioccio di adrià, in mezzo alla bufera suscitata dal molecolarista inglese, allora stiamo freschi, come si dice dalle mie parti. Dal grando capo autore di questo blog in giu' fino all'ultimo distratto frequentatore nessuno ci ha chiesto conto di come era andata. il che ( lasciatemelo dire)per un blog di gastronomi è una vera schifezza.

23 Mar 2009 | ore 15:52

ferran adria...famoso medico chirurgo... un grande scienziato... da fazio è stato un pianto...non mi è piaciuto... certo adria da fazio...non me la aspettavo...ma che dite sto libro venderà...la gente lo compra giusto per avere un mammozzio in bliblioteca dal nome bulli o per competenza
voto a questo mio commento 3

23 Mar 2009 | ore 16:21

Per me se sia vero o no che il ristorante ha 2 milioni di richieste o che il ristorante a volte sia vuoto non fa molta differenza. Magari è marketing - da quel che dice si capisce che è uno bravo a curare i suoi affari. Però per me il punto è soltanto: è veramente interessante e divertente mangiare lì? Io sarei curiosa di scoprirlo - ma questa lotta all'ultimo sangue per ottenere un posto mi dissuadeva....a questo punto quasi quasi ci provo per la prossima stagione!
p.s. fai l'offeso ma normalmente sul web chi vuole raccontare la sua esperienza in un ristorante lo fa - sul suo blog o su un forum o dove gli pare - non sta ad aspettare che qualcuno glielo chieda sul blog di qualcun altro mentre si parla d'altro!!

23 Mar 2009 | ore 16:44

Ma davvero 50 euro sono pochi per un libro fotografico...siete disposti a pagare di piú per un libro fotografico o per un libro ricco di contenuti e povero di immagini? Ma, io ho un approccio completamente diverso con i libri. Non ho visto l'intervista...peró mi ha riferito mia sorella che avrebbe asserito che la cucina italiana é la migliore del mondo. Ebbene su teleMadrid una settimana fa ha affermato che "é significativo che in un fatto quotidiano come il mangiare, la Spagna sia il paese numero uno al mondo"...su Canale Cucina in un servizio della cucina francese ha detto che lui deve tutto alla cucina francese... come dire se la tv americana mi paga un euro in piú diró che la cucina a stelle e strisce é la piú dietetica del mondo. Questa é gente, e non mi riferisco a Ferrán in concreto non avendo visto l'intervista, disposta a bersi pure la pipí pur di essere accondiscendente con la persona/finanziatore di turno. Ho comprato ieri un libro interessantissimo di Sergi Arola che é un po' una biografia della sua vita con ricette e foto ma ance contenuti interessanti, vedremo quando lo traducono all'italiano

23 Mar 2009 | ore 16:47

sono piu' chiaro, gumbo, in modo che tu capisca per bene: SU QUESTO BLOG e non altri , al post " LA CUCINA MOLECOLARE FINISCE IN OSPEDALE" in data 7 marzo( 2009 sia chiaro mica il secolo scorso) post che è stato SEGUITISSIMO 106 interventi a oggi fra cui alcuni tuoi!! l'intervento che richiama il mio discorso è il 97, se hai voglia di rileggertelo. dato che qui si parla di cucina molecolare ho ritenuto QUI portare la mia piccola recriminazione. non si tratta di fare i bambini offesi, si tratta di ritenere che su un blog di appassionati di gastronomia e di ristorazione in giorni in cui si scatena una feroce polemica sulla cucina molecolare, non esistendo un ristorante in Italia che sposi appieno questa "filosofia gastronomica", la casualità di due persone che colgano l'occasione di provare l'esperienza di un affine ad Adria( e non uno qualsiasi! ma un 3 stelle) avrebhe dovuto essere colta soprattutto dal titolare del blog stesso ma anche da chi legge e scrive sul medesimo. aggiungo poi , gumbo, che qui non siamo sul forum del gambero dove ognuno puo' pubblicare una recensione, ma su un blog estremamente personalizzato, dove Bonilli detta la linea e tutti si adeguano. ecco perchè era giusto che venisse un imput all'eventuale pubblicazione di quanto visto e gustato. cio' non è avvenuto , e ne prendo atto con dispiacere, perchè ritengo che lo scopo di un blog gastronomico sia condividere esperienze gastronomiche.

d

23 Mar 2009 | ore 17:24

e per tornare ad adriA' tu capisci che 2 MILIONI di prenotazioni, in un ristorante da 50 coperti che fanno ( con 250 giorni lavorativi annui) 12500 coperti annui, ci vorrebbero 160 anni per coprire tutte le prenotazioni. non ti sembra un tantinello eccessivo?

23 Mar 2009 | ore 17:29

Per dire il vero a domanda finale di Fazio "Qual'è la migliore cucina al mondo?", la risposta è stata "Oggi l'italiana"....accompagnata da un evidente sorriso autoironico. Riguardo l'affermazione fatta a teleMadrid lo ha detto in altre parole anche ieri dicendo che in Spagna su una popolazione di 45 milioni il 20% ha interesse per la cucina ed è una percentuale altissima. Questo è vero, in questo noi italiani siamo molto indietro.

23 Mar 2009 | ore 17:46

Non ci tengo minimamente a cenare a El Bulli.Non perchè non posso permettermelo,anzi.La ritego una cucina di bassa qualità,Chimica gastro chimica molecolare.In INGLITERRA la molecolare ha fatto strage!!!!qualcuno ha dimenticato?

23 Mar 2009 | ore 18:00

@17 Non perchè sia parte in causa ma condivido in pieno e sottolineo "Ritengo che lo scopo di un blog gastronomico sia condividere esperienze gastronomiche"
@18 Non sono 250 giorni lavorativi per El Bulli. E' aperto solo 6 mesi l'anno.

23 Mar 2009 | ore 18:02

Compratelo pure,prenotate e mettetevi in fila per andare a El Bulli.Se questa la vogliamo chiamare cucina?Rcordatevi delFAT DUCK!!??400 intossicati.Porridg di lumache al sorbetto di sardine,salmone marinato in gelatina di liquirizia,uova strappazzate e vaporizzate su gelato!?Avanti c'è posto...

23 Mar 2009 | ore 18:09

Mamma mia, che tristezza!! Destinati a morire provincia dell'impero...
Addosso ad Adrià e a Blumenthal, gli untori, la peste, il fuoco..

23 Mar 2009 | ore 18:22

Personalmente credo che sia ora di finirla di elogiare certe tipolgie di cucine,bolle d'arie create dai sig. della bibbia rossa per vendere il loro prodotto.La cucina Italiana è quella più completa in assoluto,per le materie prime,e i prodotti del territorio.Quello che gli altri non hanno.Certi piatti gli spagnoli o i francesi non potranno mai farli.

23 Mar 2009 | ore 18:22

Oggi Bonilli dovrebbe essere proprio a Milano con Adrià. Vedrete che starà organizzando un "papero day" da El Bulli per quest'estate e ci sarà anche posto...

23 Mar 2009 | ore 18:37

anch'io ho sentito l'intervista da Fazio, e le domande erano un po' banali, le risposte si sono adeguate, mi sembra.

Prendiamo la presenza da Fazio come una testimonianza che la gastronomia è un argomento che interessa, anche in Italia, altrimenti non sarebbe stato invitato. Credo che il 20% sia valido anche per l'Italia :-))

23 Mar 2009 | ore 18:43

25 elementi in cucina!!,chissa cosa farebbe il Sig.Adrià in un hotel****s dove con tre elementi + lo chef devono fare 13.500 coperti in qattro mesi e mezzo,dando ottima qualità(e con baget ridotto)

23 Mar 2009 | ore 18:56

a) s 'informi un po' meglio pero': quali stragi? b)dal garzanti: strage: uccisione violenta di molte persone o animali,oppure:delitto commesso da chi,AL FINE DI UCCIDERE,compie atti idonei a mettere in pericolo la pubblica incolumità. si cerchi almeno di stare attenti all'uso delle parole se proprio non si riesce a collegare la mano che scrive con il cervello.

23 Mar 2009 | ore 18:56

a parte il fatto che sono 100 coperti al giorno , e non mi sembra una follia, credo che in molti ristoranti tristellati nel mondo ci stiano 25 persone e piu' in cucina. piuttosto mi dica dov'è questo ristorante d'albergo in italia che" dà ottima qualità" cosi' lo posso provare. ma credo che rimarro' deluso.

23 Mar 2009 | ore 19:07

Al di la degli sproloqui che leggo qui sul "molecolare", faccio notare anche io che un libro di più di 500 pagine, essenzialmente fotografico ma non solo (ci sono anche delle ricette per i curiosi) non è tanto.
io ho la versione in inglese comperata su amazon (per altro pagata meno che questa in italiano)

23 Mar 2009 | ore 19:12

Mi dispiace deluderla ma per gli spagnoli il cibo è come il calcio per noi italiani :-)
Ho degli amici spagnoli che hanno figli ancora minorenni che discutono come se nulla fosse sulle varie qualità di jamon o di paella ed è più o meno così in ogni famiglia. Per loro il cibo è proprio un culto, da noi, almeno nei loro confronti, è ancora per pochi.

23 Mar 2009 | ore 19:21

giancarlo maffi: secondo me ci sono luoghi più adatti alle recensioni, ma ognuno è libero di scrivere ciò che vuole o di riprendere vecchi post e condividere ciò che ha scoperto nel frattempo - una volta che avete annunciato che sareste andati là e che avreste raccontato l'evento non vedo perché non potete farlo autonomamente, quando vi pare!
Riguardo i milioni di aspiranti clienti da Adrià...bah è un numero talmente alto che non avevo neanche fatto caso...se possa essere realistico o no. Se Bonilli è stato preciso e i coperti sono davvero 50 x 1 (servizio al giorno) X 135 (giorni di apertura visibili sul sito) = 6750. A meno che non ci sia un solo enorme tavolone intorno al quale si siedono tutti gli avventori, qualche posto si perde perché alcuni saranno magari in due in un tavolo da 4 (per dire). Quindi ancora meno. Se i reali prenotanti fossero anche solo 10000 è già complicato trovare posto!
Sorvolerei sulle stragi inventate da vittoria - ad opera del temibile mostro Agar Agar che dev'essere un po' tipo Godzilla. :-I

23 Mar 2009 | ore 19:37

ultima e poi chiudo perchè mi sto annoiando da solo: il post non è"vecchio" come dici tu : è attualissimo tant'è vero che anche su altri blog se ne parla ancora ( e lo sai perchè li segui pure tu) e poi ma fammi capire: io Bonilli so chi è grazie alle recensioni della SUA guida, della SUA rivista,del SUO canale tv. e dove devo pensare di parlare di un ristorante, molecolare o no? sul blog di Guariniello, per restare alla tua torino? o sul blog di chi si occupa di cibo ma non ha interventi? e no, scusami, mi farebbe piacere andare dove sull'argomento ci sono stati 120 interventi.ciao gumbo. buona serata,molecolare o no che sia.

23 Mar 2009 | ore 20:17

Io leggendo molti commenti di critica aprioristica al Cuoco ed al tipo di cucina che ha concorso fortissimamente a creare mi cascano le braccia. Noi ristoratori che nel nostro piccolo ci industriamo sempre, di continuo, per proporre nuove ricette, nuovi abbinamenti, nuove cotture, per chi lo facciamo ?? Per questi consumatori che poi si permettono il lusso di sbeffeggiare un cuoco senza nemmeno averne provata la cucina ?? Come in una recente discussione nel forum del Gambero dove molti si sono appassionati ed attaccare quei ristoratori che osano proporre una carbonara a 13/14 euro !!! Ma siamo diventati tutti matti ??
Boh, lo dico sinceramente, sono allibito ed amareggiato.

Ciao

23 Mar 2009 | ore 20:22

Caspita in un blog di (presunti) appassionati di cibo e di gastronomia, vengono criticati così stili di cucina, senza nemmeno provarli. E anche se fossero stati provati...perchè criticarli? non è legittimo che ognuno faccia da mangiare come vuole? vorrà dire che faremo una rivoluzione per ottenere il diritto alla libertà di...cucinare come ci va!! Bah non capisco. Che tristezza.
Ultimo appunto, da appassionato di fotografia e libri fotografici, 50€ è un prezzo onesto, niente da dire, al di là dei contenuti bisogna anche pensare ai costi per stamparli, sicuramente più alti che nel caso di solo testo.
Un saluto a tutti
Dario Pedroni

23 Mar 2009 | ore 21:06

sarà perchè conosco più italiani (di tutte le età) che parlano, discutono e apprezzano il cibo molto, ma molto più del calcio....

23 Mar 2009 | ore 21:26

Continuo a non capire la vostra preferenza per i libri fotografici...sono i tipici libri che piacciono anche a chi non ama leggere, da sfogliare in poltrona, peró io a 50 euro chiedo almeno 300 pagine di contenuto scritto e di buona fattura. Su una cosa sono d'accordo con Cortese...dopo aver vissuto in Italia, Francia (3 mesi, pochi ma sufficienti per conoscere la fauna) e Spagna (da 5 anni) affermo che gli spagnoli sono il paese che dá piú importanza al cibo del mondo, cosí come noi siamo quelli della moda e, soprattutto, del calcio (insieme agli argentini e brasiliani forse). Non avremmo vinto 4 Mondiali altrimenti, con una popolazione di 58 milioni di persone. Ribadisco quello che ha detto testualmente su Tele madrid, e non é certo la prima volta che dice cose simili. Peraltro é una cosa che penso anch'io, quindi nessun problema ma che sia sincero perlomeno e si dimentichi i quattrini quando risponde. Basta co' sta storia della materia prima: il fois gras é materia prima, i crostacei, il prosciutto, la carne di agnello? Sfido chiunque a dire che in questi campi abbiamo la supremazia mondiale. Diciamo che quella spagnola piú che passione é ossessione: loro giudicano i paesi e le persone secondo i loro gusti culinari. Anch'io conosco ragazzine (mia cognata diciottenne) che sa distinguire fra fois gras estremeño (il migliore) e francese da ingozzamento e molte volte conoscono le nostre ricette meglio di noi. Sulle lasagne sono cinque anni che ci faccio la guerra. Peró dimmi caro Cortese non trovi questa ossessione un po' esagerata? Certi culoni che si vedono per strada...be' se pensassero anche a muoversi ogni tanto

23 Mar 2009 | ore 21:37

Noto con grande disappunto che c'é ancora molta ignoranza e prevenzione sulla cucina molecolare che viene additata come una peste da evitare. @ Vittoria, Mauro ed altri, vi prego, leggete un pó di quello che si scrive sulla cosiddetta cucina molecolare e riconoscerete che non é quello che pensate voi: non é l'uso sfrenato di ingredienti chimici ignoti!! Inoltre, continuare ad insistere che la cucina molecolare abbia intossicato (ora saranno arrivati ad un milione di clienti? :) )un certo numero di clienti al Fat Duck significa o non informarsi o non volersi informare. Norovirus, signori, norovirus.

Tornando in topic: io il libro ce l'ho e anche da parecchio. Versione inglese comprata negli Stati Uniti al modico prezzo di circa $30. E' un bel libro, interessante per qualsiasi ristoratore e cuciniere che vuol sapere qualcosa di piú sulla gestione di un ristorante di quel livello (praticamente unico al mondo). Le foto sono belle, ma ne ho viste di migliori. Fanella é in molte foto e questo mi ha reso orgogliosa di essere, almeno in parte, italiana, e donna!

Non ci sono ricette e a malapena foto dei piatti. E' davvero la descrizione di come il ristorante viene gestito, di come si creano i piatti, di come si gestisce la cucina e il personale, nonché i clienti. Bello spaccato, diverso, del mondo della ristorazione.
Se si ha una bella biblioteca, lo raccomanderei.

23 Mar 2009 | ore 22:20

Io non ho una bella biblioteca, ma il libro l'ho preso lo stesso...e già che c'ero l'ho fatto autografare...

23 Mar 2009 | ore 23:20

No Gigio, nonostante il volume del lato B preferisco la cultura gastronomica delle spagnole/li....passando ad altro mi dici per favore chi è l'editore del libro di Sergi Arola? E' uno chef che mi piace molto.

23 Mar 2009 | ore 23:28

De gustibus no est disputandum...l'editoriale é Planeta, gran bel libro uscito dieci giorni fa, freschissimo di stampa.

http://www.laislalibros.com/libros/SERGI-AROLA/L1092001475/978-84-08-08107-4

Ho appena isto l'intervista incriminata e chiudo la polemica: a me l'immagine del buon Samaritano non me l vende. É lí per promuovere il suo libro, l'unica marca che nomina é Lavazza, la piaggeria finale...vorrei sapere quanta pasta gli hanno pagato. Traduzione approssimativa ma capire Adriá quando parla mette in crisi anche spagnoli di pura cepa.

23 Mar 2009 | ore 23:54

@ Bucanero: credevo fosse chiaro che lo ritenessi un bel libro, ma, rileggendo, mi sono resa conto che forse ho dato un'impressione diversa. :)

24 Mar 2009 | ore 00:03

@Vittoria: se permetti, la tua è un'esultazione di totale ignoranza, una roba che manco al medioevo, o forse sì, ma era, appunto, il medioevo. Personalmente lo trovo triste che un incidente come quello del fat duck sia, per i più ignoranti, solo una scusa per esultare. La verità è che lì il lato 'molecolare' della cucina c'entrava un bel niente, e per il resto, vorrei prorpio sapere quante intossicazioni alimentare ogni anno, in italia, in quel mare di postacci dove la cucina molecolare non sanno manco cosa sia, sai che ridere...

24 Mar 2009 | ore 00:29

se è per questo spezzo una lancia a favore dell' italia, quantomeno rispetto ad un paese che in europa dovrebbe essere modello, e cioè la francia. ho vissuto 10 anni in costa azzurra e mi ero messo in testa di aprire con un giovane cuoco amico un "vera trattoria tipica italiana." abbiamo visitato 88( ottantotto!!) ristoranti in vendita fra Nizza e Cannes. vi assicuro che da noi i nas li avrebbero chiusi a vita!!!! e infatti una volta l'anno almeno in costa azzurra scoppiano epidemie di salmonella ed altro. solo che da loro nessuno lo va a sbandierare ai quattro venti. Ma Bonilli che fine ha fatto? Non è che adrià è ancora li che gli sta facendo ingollare molecole su molecole ancora ora che è già mattina? speriamo, come dice cortese Cortese, che ci abbia combinato un pranzetto in quel di Spagna. anche a Roma ci andrebbe bene.

24 Mar 2009 | ore 06:49

Tutto questo parlare della cucina di Adrià mi fa venire una curiosità micidiale! Se mai ne avrò l'occasione ci andrò sicuramente.

La vita è fatta di esperienze e quella al Bulli sembra una delle più forti, particolari e interessanti nel regno del gusto.

Imperdibile.

24 Mar 2009 | ore 10:00

quanto pensa di campare sig. Pascarella? a sentire lui e fatti i conti ci potrà andare solo nel 2168!!! io glielo auguro, ma...

24 Mar 2009 | ore 10:22

Cristina, non preoccuparti, mi sono appoggiato alla tua battuta. Si, il libro è bello, e le ricette ci sono...
Il valore aggiunto è la dedica autografa di Adrià...

24 Mar 2009 | ore 12:28

Bella presentazione da Cracco.
Non cena ma vassoi con una serie di mini porzioni fatte girare tra gli invitati che in piedi conversavano a gruppi, con Adrià dagli uni agli altri.
Io penso che nei confronti di Adrià e a quello che rappresenta sia partita una campagna cattiva, fatta di falsità, un esempio il libraccio uscito con una sfilza di accuse che non stanno in piedi e che giustamente Adrià non si fila minimamente.
E poi si commentava, sempre con Ferran, che dire del ristorante inglese di Blumenthal? La causa di tutto è un virus e quindi tutti i corvi che avevano pontificato ora che dicono?
Che c'entrava la cucina molecolare?
Ferran è in partenza per gli Usa dove al Culinary Instistute of America che come sigla fa CIA, gli verrà assegnato il premio come miglior cuoco.
Quest'anno il Bulli apre il 17 giugno e già le prenotazioni, in una Spagna in grande crisi, hanno superato del doppio i posti disponibili.
Ho visto che qualcuno ha scritto di essere stato in un Bulli semi vuoto e penso che se si vuole sproloquiare su Adrià ci si può attaccare a tutto meno che all'esaurito giorno per giorno, che poi a pensarci bene vuol dir poco perché dal punto di vista mediatico El Bulli è il ristorante più conosciuto del mondo e ha solo 50 coperti.
Riempirlo non è il primo e neppure il ventesimo problema.
Il libro della Phaidon è bello e particolarmente consigliato ai giovani ristoratori e agli appassionati.
E' bello e ricco anche di inserti scritti e nelle altre edizioni sta diventando un best seller.

24 Mar 2009 | ore 13:08

Però se l'amico di Giancarlo Maffi per caso è andato lì a pranzo potrebbe averlo trovato semivuoto davvero - considerando che è aperto solo a cena! :-)))
Chissà perché su Amazon (europee) la versione inglese non la trovo, se non a prezzi altissimi. Sarà esurito?

24 Mar 2009 | ore 14:57

Gumbo: su amazon.de 26.75 euro + spedizione (vai su 94 Angebote , Neu un Gebraucht)

24 Mar 2009 | ore 15:05

Direttore, io tutta questa avversione per Adria' e Blumenthal me la spiego in due parole: ignoranza+invidia
Niente di nuovo sotto il sole :-)

24 Mar 2009 | ore 15:06

In effetti il libro non costa tantissimo: vedrò di regalarmelo, visto che al Bulli un giorno di ferragosto, unico di apertura a pranzo, ci sono davvero stato...in pellegrinaggio, a curiosare senza dignità alcuna.
Ho visto tanti giovani, nelle cucine, al servizio esterno, ho visto cala Monjoi, quanto di più lontano da un posto chic e modaiolo, ho valicato colline e percorso stradine mozzafiato da Roses, e ho la presunzione di aver capito che solo un temerario geniale ha potuto farsi conoscere a quel livello partendo da quei posti quasi irraggiungibili. Una sfida, appunto.
E possiamo dire tutto di Adrià, capirlo o disapprovarlo, ignorarlo o banalizzarlo (alla Fazio), ma sicuramente lui la sua sfida l'ha vinta.

24 Mar 2009 | ore 17:24

@51-Ingnoranza,perchè si ignora non credo ,invidia nemmeno,professionalmente sono per la cucina Italiana completa in tutti i sensi,all'opposto di quella Francese o Spagnola monca nel suo complesso.

24 Mar 2009 | ore 17:31

nonostante le faccine, gumbo, qualche volta sei noiosa lo stesso. garzanti: PRANZO: il pasto principale della giornata, consumato in certe regioni a MEZZOGIORNO ed in altre la SERA. che palle ,pero'

24 Mar 2009 | ore 18:20

anche lei, Bonilli, legge troppo di corsa. capisco che abbia da fare. ripeto con piu' chiarezza. un ristoratore, FRA I SUOI ELETTI PER MOLTI ANNI sulla sua guida, ci è stato DIVERSE volte e mi dice che non l'ha mai trovato pieno. io non ho motivo di ritenerlo un IMPOSTORE, forse LEI SI, il che mi farebbe specie, visto che è stato fra i suoi preferiti per molti anni e si suppone che corresse una certa empatia, credo. E' sicuramente un IMPOSTORE chi dice di avere 2 milioni di prenotazioni. certo puo' essere facile difendersi dicendo che era una battuta, ma allo stato... non è in discussione da parte mia la qualità del cuoco( non conoscere è non giudicare, per me) ma la buffoneria dell'uomo( nel caso specifico sia chiaro), paragonabile a quella di mourinho , tanto per non fare paragoni. del resto non credo che lei abbia una Web camera per essere certo che l'Adrià sia sempre sold out. io di sicuro non mi permetto di sputare su Adrià e , tanto per chiarezza, non l'ha fatto nemmeno il mio amico ristoratore, il quale si è limitato ad esprimere perplessità che MILIONI ( questi si ) cuochi nel mondo esprimono. perplessità che vengono da 40 anni di esperienze professionali, periodo anche piu'lungo delle sue esperienze come critico. come sempre con tutto il rispetto, suo G.M.

24 Mar 2009 | ore 18:41

x@38(CRISTINA)"NOROVIRUS"si prende per poca igenene nelle mani, poca igene nei locali(vedi pavimenti o maniglie),cibi crudi poco lavati,biancheria sporca(vedi strofinacci o asciugamani).Questo dicono gli scenziati!tutto questo si può trovare in una cucina!!!!anche se ha 3 stele michelin!!!!!

24 Mar 2009 | ore 18:53

E' indubbio che spesso io sono noiosamente pignolissima sui dettagli. Ma che c'entra la definizione di pranzo e cena? Quello che intendevo dire è che a El Bulli è aperto solo per UN pasto o servizio o come lo vogliamo chiamare. Questo significa che quando è aperto per cena non è aperto per pranzo e viceversa. E dato che un cuoco italiano importante che riesce ad andarci 5 volte in un anno mi pare molto probabile che non sia passato per la trafila della lotteria delle prenotazioni; quindi può anche essere stato invitato in un momento in cui il locale è ufficialmente chiuso - ma aperto solo per amici, conoscenti e vippsss vari.
Dario: grazie! Tantogebraucht e con un'ammaccatura a me va bene lo stesso, se si risparmiano 20 euro! ;-)

24 Mar 2009 | ore 18:55

Gumbo ha ragione. Durante i sei mesi di apertura, el Bulli non è aperto tutti i giorni, ma anzi può essere chiuso (?) anche due tre giorni di fila, a caso, a volte durante la settimana, altre a cavallo di un week end, altre un solo giorno. Basta vedere il calendario sul sito qualora si volesse provare a prenotare (ci sono tanti quadratini colorati, se non ricordo male). Sembra proprio che Adrià si lasci delle "scappatoie" per varie ed eventuali.
Ps: Gianni, Gianni...attenzione alle "i".

24 Mar 2009 | ore 19:09

pranzo e cena c'entra: rileggi il TUO commento. il "mio" ristoratore ha avuto a che fare con la spagna per 2 anni e, quindi era "comodo". mi risulta ci sia andato sempre in compagnia di qualcuno, pure vip se vuoi , e comunque in serate normali di cui una in pieno agosto con telefonate di uno due giorni prima e comunque non erano serate speciali. ti basta come precisione? se il ristorante è pieno , non è che per far posto ad un vip chiami uno che ha prenotato e lo mandi a quel paese. perchè se fai cosi' sei un delinquente ,non un buffone.

24 Mar 2009 | ore 19:38

Eh? Lasciamo perdere pranzi e cene, evidentemente non ci capiamo. Tra l'altro non ho capito neanche perché dovrebbe interessarmi/ci/ti così tanto se - per qualunque motivo - qualche volta capita che abbia posti vuoti, o se i prenotanti sono in realtà 3000 (ma mi sembrerebbe strano), 15000, 1 milione all'anno. A me pare che sia divertente mangiare lì una volta. E comunque la modalità di prenotazione per i comuni mortale è comunque la stessa, l'aspetto pratico non cambia di una virgola, quindi...!!

24 Mar 2009 | ore 22:53

a me interessa che quello che viene ritenuto il piu' grande cuoco del mondo( che poi sono definizioni assurde) non dica cazzate gigantesche, tutto qui. perchè poi anche quando parla di cibo rischia di perdere credibilità. comunque per la terza volta da quando ti conosco (compiutericamente parlando) ti invito:andiamoci insieme da Adrià, prenoto io. viene anche cortese Cortese( detto LO SVIZZERO), cosi' puoi stare tranquilla tu , nel senso che con terza persona non posso insidiarti, ma soprattutto sto tranquillo anch'io che divido con Cortese tutti gli smaronamenti spaccacapelliin4 che sicuramenti ci farai. facci sape'. tuo g.m. (detto il surrealista)

25 Mar 2009 | ore 06:44

@ Gianni: ....appunto...si puó trasmettere in un milione di modi e questo non implica disattenzione alle regole sanitarie e pulizia. ...apppunto...di nuovo, perché con la cucina molecolare non c'entra assolutamente nulla.

25 Mar 2009 | ore 12:27

Scusa ma tu credi per caso di non essere spaccamaroni? :-)))
Tutto sommato se ti occupi tu di prenotare posso anche chiedere un permesso al lavoro per l'occasione. Le troppe complicazioni (reali o illusorie che siano) mi hanno sempre dissuasa dal tentare, in effetti sarebbe comodo. Però se vai lì con l'intenzione di dimostrare che è un impostore e imbroglione, sappi che mi dissocio perché io vado per divertirmi. Verrei con l'autista, in camper. Però mi manca il camper. Se vi va bene, vi faccio sapere tra un po'.

25 Mar 2009 | ore 13:06

Gumbo, a cala Monjoi in camper non ci arrivi.

25 Mar 2009 | ore 21:29

Oh caspita è così impervio? Guarda che però per camper io intendo un VW - che è uguale a un minivan e quasi uguale a una monovolume. Alla peggio parcheggio e continuo in bici - con un kit di rinfresco & cambio abiti! :-)))

26 Mar 2009 | ore 00:00

io sono però autocritico: spaccamaroni me lo dico anche tranquillamente da solo. battuta a parte mi scuso per il ritardo in quanto un lungo viaggio mi ha portato ieri a cena con l'amico Cortese alla riapertura di Don Alfonso a S.Agata. Facci sapere la tua disponibilità per adrià. certo non andiamo per rovinarci la serata. Elicottero sul tetto del lingotto va bene, deliziosa gumbo?

26 Mar 2009 | ore 09:41

oh beh per quello ci si va a piedi. E' un parco, ci sono un sacco di sentieri e molta gente che cammina (tipo Cinque Terre, meno bello ;-)))

26 Mar 2009 | ore 13:05

Naaah, elicottero non è il mio genere. Se è un bel parco, poi...vado a piedi. Come i pellegrini verso Santiago. :-)

26 Mar 2009 | ore 13:27

Direttore qualche consiglio su qualche saggio che si occupa di gastronomia in modo tecnico?
Grazie

30 Mar 2009 | ore 18:44

come diceva "Gumbo chicken" [3] 50 euro effettivamente per il tipo di libro che è, non sono tanti.. io pensavo addirittura costasse di più, ora che invece so il prezzo potrei anche farci un pensierino ^_^

16 Lug 2009 | ore 22:02

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