17
Apr 2009
ore 05:22

Ferran Adrià e la Maltodextrine

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Ferran_Adria_Sigrid.jpgL'altra sera ero in un ristorante e parlavo col cuoco-proprietario che è anche una vecchia conoscenza e come accade spesso il discorso ha cominciato a spaziare sull'universo mondo fino a che lui non se n'è uscito con un "... e poi si sa che Adrià usa prodotti cancerogeni".
Io ho reagito e gli ho detto che era una sciocchezza e la discussione si è fatta accesa ma lui ha detto: " E la Maltodextrine che c'entra in cucina? La usano nelle palestre per aumentare il peso e fa male e questi la usano in cucina senza dirlo".
maltodextrine.jpgLa discussione è cresciuta di tono e dopo un po'  lui ha preferito cambiare discorso, non certo opinione. E' un cuoco bravo, attento, appassionato - niente nomi - e questa uscita mi ha deluso per il modo acritico col quale lanciava accuse così pesanti nei confronti di un collega famoso oltre misura ma sempre un collega e molto preparato, un cuoco formidabile e una persona per bene. Discorsi di questo tipo erano già emersi quando Blumenthal aveva avuto alcune decine di clienti che si erano sentiti male e aveva chiuso il ristorante.
Di questi temi ne avevamo parlato proprio con Ferran Adrià nel corso della presentazione a Milano del suo libro Una giornata al Bulli.
Lui commentava: " non si può intervenire quando le accuse sono così folli, cosa fai, dici che non è vero che usi prodotti cancerogeni?"
Certo, il primo a scagliarsi contro Adrià è stato Santi Santamaria, nel corso di una conferenza stampa diventata famosa.
Ultimamente è uscito il libro del giornalista tedesco Jörg Zipprick “iNo quieto volver al restaurante! – De cómo la cocina molecular nos serve cala para papel pintado y polvo extintor” (Non voglio tornare al ristorante)”.
Zipprick attacca frontalmente la cucina molecolare e tecnoemozionale affermando che le tecniche che usano i vari Adrià e Blumenthal non sono state inventate da cuochi geniali ma proprio dall’industria chimica e alimentare.
Mi sa che una bella spiegazione di Dario Bressanini qui o nel suo blog sarebbe utile per sgombrare il campo dalle calunnie, molto più diffuse di quel che non si immagini.

FOTO SIGRID VERBERT

commenti 104

Sono le accusa generalizzate, infondate, non basate su alcun fondamento scientifico, a dare fastidio...
La maltodestrina è un carboidrato idrosolubile. Si ottiene principalmente dalla scomposizione dell'amido di mais o di patate.
Nel caso specifico si parla di questo:
http://www.albertyferranadria.com/esp/texturas-surprises-malto.html
Come si può leggere, si tratta di un prodotto ottenuto dalla tapioca...
Il processo per ottenerlo si chiama idrolisi, cioè si modificano i legami chimici che uniscono i polisaccaridi ottenendo carboidrati più o meno complessi. Le maltodestrine così ottenute sono solubili in acqua, hanno un sapore gradevole e risultano di facile digestione.
In pratica, gli zuccheri semplici o monosaccaridi così ottenuti forniscono energia a breve termine, sono prontamente assimilabili e richiedono brevi tempi di digestione.
Ecco perchè sono molto utili nella pratica sportiva...esempio??? Enervit e company...
L'uso massiccio può generare nauesa e vomito, ripeto l'uso massiccio, non pochi milligrammi...
Spero anch'io in un intervento Bressaniniano...
anche se sicuramente ci sarà chi ne dirà di tutti i colori...

17 Apr 2009 | ore 07:37

ohibo'... ma non aveva scritto che gli ''intossicati'' del Fat Duck erano centinaia? mumble...

17 Apr 2009 | ore 08:13

Riecco il fenomeno FERRAN ADRIA' ritornare. Fenomeno creato da coloro che devono vendere la bibbia rossa (Bolla di sapone destinata a scoppiare) con i suoi piatti zeppi di emulsioni e gelificanti, voi non li mangereste mai,perchè quella roba fa male(Santi Santamaria).Per il FAT DUCK gli intossicati sono stati più di 400 (NOROVIRUS)altamente infettivo,la trasmissione avviene per contatto diretto,tra persone, acqua o cibi. Per contatto con superfici,banchi da lavoro, manigli, pavimenti con scarsa igene.Diciamo le cose come stanno.

17 Apr 2009 | ore 09:16

Sarebbe opportuno informarsi meglio prima di scrivere...

17 Apr 2009 | ore 09:35

@(4)Su cosa? sul numero degli infettati o sulla cucina del Sig ADRIA'...

17 Apr 2009 | ore 09:42

Più che altro il Norovirus non c'entra nulla con la cucina molecolare, gli additivi e l'oggetto di questo post!

17 Apr 2009 | ore 09:44

Aspettando l'illuminante intervento scientifico di Bressanini, io ho provato ad affrontare la questione da un altro punto di vista, qui http://www.apicius.es/elblogde.php?id=7
Sono convinta, e Angelo mi pare una confrema, che il dibattito sugli ingredienti sia un argomento di rifugio (e un po' riduzionnista) per scagliarsi inesorabilmente contro la cucina innovativa/molecolare/tecnoemozionale.

17 Apr 2009 | ore 09:58

Caro Angelo su tutto...
Innanzitutto "[...]40 e non 400 i clienti colpiti...
Ma non sembra che il problema sia stato causato da una scarsa igiene, da un killer clam o azoto liquido utilizzato nei
piatti da Blumenthal (come sottolineato da alcuni critici della cucina molecolare). L'unica possibile causa è un 'norovirus',
un virus altamente contagioso che è comune nel Regno Unito durante i mesi invernali e provoca sintomi quali nausea,
vomito, diarrea, febbre e dolori muscolari. Secondo il Servizio Sanitario Nazionale del Regno Unito, la malattia in inverno,
colpisce solo a Londra un milione di persone.
"Almeno tre membri della squadra di Heston Blumenthal nei suoi cinque ristoranti e clienti sono positivi analisi dei
Norovirus," ha detto Blumenthal. "
Poi sarebbe opportuno, quando si parla di "perchè quella roba fa male" andare a leggere cose tipo il link del mio commento precedente...giusto per informarsi...
E poi, come dice Gumbo, qui non c'entra davvero nulla...

17 Apr 2009 | ore 10:00

Aho, sono appena tornato dalla vacanza Pasquale nella Città Eterna e me fate già lavorà ? ;-)

Allora, separiamo le varie affermazioni

1) le maltodestrine sono cancerogene.

Mavalà! Come ha già detto Bucanero sono innocue.
Sapete cos'è il glucosio? Uno zucchero semplice, quello che le nostre cellule bruciano. Lo sciroppo di glucosio si usa anche in gelateria e pasticceria. Ora, l'amido (di mais, di frumento, di riso, etc...) è formato da moltissime molecole di glucosio legate insieme. Quando ci mangiamo la pasta nel nostro stomaco l'amido viene spezzettato in pezzi via via più piccoli sino ad arrivare al glucosio, che poi viene messo in circolo per dare energia.
Questo processo di "idrolisi" (così si chiama) per cui l'amido viene ridotto in glucosio si può fare anche fuori dal nostro corpo: in una pentola o in un reattore industriale. E' così che si produce lo sciroppo di glucosio, ma anche il fruttosio e tanti altri prodotti.
Dunque, se invece di spezzettare tutto in glucosio ci fermiamo un po' prima, dove un po' di molecole di glucosio sono ancora legate tra loro e quindi la "digestione" non è ancora completa, otteniamo le maltodestrine. Perchè gli sportivi le usano? Perchè quando le mangiamo queste sono zucchero "quasi digerito", quindi forniscono energia in modo graduale al nostro corpo (perchè deve trasformarle in glucosio). Se mangiassero glucosio o zucchero il picco di energia disponibile sarebbe immediato ma si esaurirebbe subito, cosa che per uno sportivo non va bene. Se mangiasse l'amido il corpo ci metterebbe troppo per dare energia durante lo sforzo sportivo.

2) Le sostanze della gastronomia molecolare sono pericolose
Balle! In realtà sono tutte sostanze innocue, come le maltodestrine di prima. Sono generalmente gelificanti o addensanti, più o meno derivati da alghe o da altri vegetali.
Sono guardati con sospetto da alcuni SOLAMENTE per un fatto culturale e per ignoranza: sono sostanze a cui non siamo abituati e non troviamo al supermercato.
Nessuno si scandalizza quando usiamo la gelatina (colla di pesce) perchè sono secoli che si usa. Nessuno chiama il sale da cucina un "additivo" (in senso peggiorativo) perchè sono secoli che si usa. Però l'Agar Agar non fa parte della nostra cultura e quindi alcuni lo guardano con sospetto.

Una cosa analoga succede con il glutammato: nella cucina asiatica è almeno dal 1907 che si usa, in polvere, e ogni casa cinese o giapponese accanto al barattolo del sale ha quello del glutammato (componente fondamentale di molte zuppe giapponesi tradizionali).
In Occidente invece non lo abbiamo mai usato e allora abbiamo un pregiudizio culturale e lo chiamiamo "additivo".

Il resto nel prossimo messaggio :)

però alla fine dello spiegone in cambio i romani mi devono spiegare come fa il caffè sant'Eustachio, vicino a p.zza navona, a fare quella incredibile crema sul caffè (forse perchè ci mette direttamente lo zucchero ?? )

17 Apr 2009 | ore 10:00

Gia', le grandi quantita'.
E sapete che danni fa il prezzemolo? Non parliamo della noce moscata poi.

Chissa' se il cuoco in questione le usa, secondo me dovrebbe avvisare i suoi clienti del pericolo.

Riguardo angelo, il Novovirus e roba varia, per quanto ci si possa lamentare dell'igiene generale degli anglosassoni, nei ristoranti e nei posti dove si serve cibo in UK e Irlanda esiste una cultura dell'HACCP che in Italia ancora non e' entrata in molte cucine, chiaro che i problemi possono capitare, e Blummenthal ha anche spiegato perche' e' successo, quindi non mi ripetero'.

Per il resto, riguardo le critiche sulla cucina molecolare, io starei attento agli alimenti "naturali", come dicevo prima prezzemolo, noce moscata, latte, pomodoro, mais, noccioline e derivati (nuts), addirittura il grano tenero e duro etc etc, sapete quante persone hanno rischiato seriamente di restarci secchi con questa roba? :D

17 Apr 2009 | ore 10:07

Continua

3) le tecniche di Adrià e Blumenthal non le hanno inventate loro ma prese dall'Industria

Abbastanza vero, ma che accusa è? mi sembra che chi dice questa frase in senso accusatorio manchi di un po' di prospettiva storica sulla storia dell'alimentazione e della cucina. Magari sarà esperto di ristoranti ma poco di alimenti.
L'industria alimentare, la scienza e i cuochi (in particolare gli Chef francesi) sino alla fine del '800 sono SEMPRE stato in stretto contatto. Scoperte scientifiche sugli alimenti e sui metodi di cottura venivano presi e utilizzati nelle grandi cucine francesi e europee.
Quando il chimico tedesco Liebig (sì, quello che ha inventato l'estratto di carne) ha enunciato nel 1850 le sue teorie su come andava cotta la carne per il lesso, o per fare il brodo, o per un arrosto, queste dopo pochissimi anni erano già comparse sui manuali di cucina francese.
Questo è successo fino a quando, diciamo verso gli anni '20-'30 del ventesimo secolo, i cuochi si sono allontanati dalla scienza e dalla tecnica e si sono avvicinati, psicologicamente, più all'arte. Si sono sentiti artisti e quindi hanno abbandonato i legami con la parte più tecnica

L'industria alimentare ha continuato a sviluppare processi e sostanze.

Piccola parentesi: NON snobbate l'industria alimentare. Sappiate ad esempio che il cioccolato come lo conosciamo noi E' un prodotto nato nell'industria. il Fondente prima di Lindt non esisteva, e il cioccolato si masticava, non si fondeva in bocca. Era come il cioccolato di Modica, più o meno, che ora sembra una novità ma in realtà era la norma prima dell'invenzione del fondente. I cuochi non dovrebbero usare il cioccolato perchè l'ha inventato l'industria? Chiusa parentesi

Dicevo, l'industria ha continuato a sviluppare processi e sostanze da usare nelle sue preparazioni. Tutte innovazioni di cui gli Chef sono rimasti ignari. Tanto per dire, la cottura a basse temperature è almeno un secolo che si conosce, ma gli Chef l'hanno appresa solo pochissimi anni fa (e magari la spacciano per una invenzione loro e recente ;-) )

Sono stati scoperti e usati vari gelificanti, per estendere l'applicabilità della gelatina classica (colla di pesce) che ha il difetto, ad esempio, di non reggere le basse temperature e di sciogliersi sopra i 40 gradi. Ecco allora comparire Agar-Agar, pectine varie (in realtà sempre utilizzate, anche senza saperlo, quando si fa una marmellata) e così via.

Vero, sono tutte sostanze che l'industria alimentare ha usato per decenni in prodotti spesso di bassa qualità, Ma la bassa qualità non è dovuta all'AgarAgar, che porello lui serve solo a dare una determinata consistenza, ma al resto delle materie prime.

per farla breve, l'intelligenza di Adrià, Blumenthal, Gagnaire e altri è stata quella di recuperare i rapporti "culturali" con l'industria e gli scienziati, e cominciare a utilizzare in modo creativo e intelligente tutti quei processi e sostanze che erano stati scoperti negli ultimi 70 anni ma che gli Chef non avevano mai usato.

Sempre l'innovazione porta ad uno scontro culturale, nel caso in questione con quelli che "Ma vuoi mettere un piatto di bucatini alla matriciana?"

Che, per carità, sono buonissimi (tra parentesi, mangiati ottimi all'enoteca Cul de Sac a Roma qualche giorno fa) ma questo non significa che ci si debba cristallizzare

17 Apr 2009 | ore 10:21

Per curiosità: mi è parso di capire che degli stessi "additivi" possono esistere due versioni: quella naturale - leggi: derivate da una lavorazione di qualcosa esistente in natura - e quella di sintesi (non sono sicura che sia il termine più corretto, ma intendo la stessa sostanza o effetto o sapore ottenuto assemblando componenti diversi). Mi è venuto in mente pensando all'alga Kombu (che chiunque abbia avuto una fase vegan ha avuto modo di apprezzare!) e il glutammato monosodico che mi pare che generalmente venga ottenuto diversamente. E' proprio così?

17 Apr 2009 | ore 10:30

Gumbo: nonostante molti immaginino diversamente, il MODO con cui è stata ottenuta una sostanza non è importante, le proprietà sono esattamente le stesse perchè è assolutamente indistinguibile. Il glutammato, che sia ottenuto dall'alga Kombu o per altra via è lo stesso.
Si ottiene ad esempio fermentando il grano, o la soia.

Molte sostanze che usiamo normalmente, che magari la pubblicità ci fa credere derivanti dalla "natura" sono in realtà sintetizzare. Facevo l'esempio prima del Fruttosio: nelle scatole in vendita si disegna la frutta, lo si pubblicizza come "zucchero della frutta" o "zucchero d'uva". In realtà viene sintetizzato dall'amido di mais.

ma bada che NON è una truffa, perchè è proprio fruttosio.
Altro esempio: le pasticche di vitamina C. hai presente? con il disegno dell'arancio e di colore arancione? Ecco, vorrebbero suggerirti che quella vitamina è estratta dagli agrumi ma in realtà anche lei è sintetizzata. Guarda caso anche lei a partire dall'amido di Mais.

17 Apr 2009 | ore 10:41

Grazie Prof., come sempre chiarissimo e "chiarificatore"...
Azz', sempre alla grande il caffè sant'Eustachio???
E pensare che io il caffè lo bevo amaro...

17 Apr 2009 | ore 10:46

Una domanda...ma se il cuoco utilizza tecniche industriali fa una cucina industriale?
Raffaele

17 Apr 2009 | ore 10:54

Angelo, chi ?????????????????

Ciao

17 Apr 2009 | ore 11:24

Avevo chiesto l'aiuto di Bressanini perché è bravo e scrive sempre in modo chiaro e perché varie volte ha già smontato alcune di queste accuse.
Qual è il problema?
Rimango però ancora una volta colpito dal fatto che un cuoco italiano bravo e apparentemente competente si faccia portavoce di accuse infondate, robe da stregoni, spacciandole per scienza e alimentando il passaparola oscurantista nei confronti di Adrià e di tutta la cucina innovativa.
Questo è indipendente dal fatto che piaccia o meno Adrià e la sua cucina, perché è un'operazione di disinformazione grave che stanno facendo in molti, cuochi, giornalisti, blogger ecc... ammantando il tutto con una parvenza di oggettività scientifica.
Pensare che alla fin fine la buona cucina è e dovrebbe essere un piacere fisico e intellettuale e sta diventando ormai terreno di scontri, di battaglie e di interessi economici anche rilevanti.
Così vanno le cose nel 2009 anno della grande crisi :-))

17 Apr 2009 | ore 11:38

Sig.BONILLI fuori il nome?

17 Apr 2009 | ore 11:49

VIGNADELMAR...VIGNADELMAR...cosè un HOTEL3 stelle di LIGNANO a 30 euro pensione completa????????????

17 Apr 2009 | ore 11:55

Dobbiamo arrenderci all'evidenza dei fatti che l'Italia è diventato un paese impaurito e profondamente conservativo. Un conservatorismo straccione, aculturale, che vede nello scontato e trito e ritrito ripetersi delle cose, anche in cucina, la soluzione ai tanti problemi che ci affliggono. Abbiamo paura di ciò che non conosciamo, del diverso, di quello che viene da fuori. Non facciamo alcuno sforzo per conoscerlo, capirlo, interiorizzarlo, digerirlo e farlo riuscire reinterpretato.
Un esempio che secondo me è calzante?
A Monopoli vogliono cambiare nome a Largo Stazione. Le fervide, moderne ed aperte menti che ipotesi vanno caldeggiando secondo voi?
Araldo di Crollalanza, già Ministro dei Lavori Pubblici durante il fascismo, oltre settanta anni addietro...viva la modernità !!!

17 Apr 2009 | ore 11:58

Vignadelmar BELLA MONOPOLI. per le MALTODEXTRIN:Miscela di carboidraiti (TUTTI DERIVATI DA GLUCOSIO) prevalentemente di natura complessa. La materia prima da cui vongono prodotte è l'amidodi mais.In dose controllate non fa male.

17 Apr 2009 | ore 12:19

Cosa dire dopo Bressanini e Bucanero? Nulla, scendendo a valle dell'amido di mais. Ma a monte, e non voglio scatenare un dibattito in merito, quanto dimostrare che tutto ciò ha sfondi ideologici, a monte del mais dicevo, si affaccia, per molti, lo spettro trito e ritrito, anche lui, delle coltivazioni ogm (Cargill). E qui mi fermo.

17 Apr 2009 | ore 12:58

"Dobbiamo arrenderci all'evidenza dei fatti che l'Italia è diventato un paese impaurito e profondamente conservativo. Un conservatorismo straccione, aculturale, che vede nello scontato e trito e ritrito ripetersi delle cose, anche in cucina, la soluzione ai tanti problemi che ci affliggono. Abbiamo paura di ciò che non conosciamo, del diverso, di quello che viene da fuori. Non facciamo alcuno sforzo per conoscerlo, capirlo, interiorizzarlo, digerirlo e farlo riuscire reinterpretato.
Un esempio che secondo me è calzante?
A Monopoli vogliono cambiare nome a Largo Stazione. Le fervide, moderne ed aperte menti che ipotesi vanno caldeggiando secondo voi?
Araldo di Crollalanza, già Ministro dei Lavori Pubblici durante il fascismo, oltre settanta anni addietro...viva la modernità !!!"

L'analisi piú lucida che ho letto in 5 anni di Papero Giallo...o apriamo le porte al mondo, o il sorpasso greco e portoghese é dietro l'angolo e non ci resterá che consolarci coi bucatini all'amatriciana

17 Apr 2009 | ore 13:18

Nooo, ti prego, evitiamo di andare in questo ambito...potremmo trovarci in forte disaccordo...

17 Apr 2009 | ore 13:18

Fabrizio: la faccenda mais ogm esula da Adrià e in ogni caso, che il mais di partenza sia ogm o meno non cambia nulla sul prodotto finale (amido, glucosio, vitamina C, maltodestrine, bioetanolo, etc...). Come ho detto prima la provenienza non importa per determinare le proprietà di una sostanza.

Più che ogm comunque è una faccenda che riguarda i contributi e supersovvenzioni statali alla filiera del mais in USA.
E' per questo motivo (tornando in ambito gastronomico) che in USA si usa soprattutto lo sciroppo di glucosio e fruttosio invece che lo zucchero per dolcificare le benvande: perchè essendo sovvenzionato costa meno.

17 Apr 2009 | ore 13:36

Direttore, immagino che non rivelerà mai, neanche sotto tortura, il nome del cuoco in questione.
Però può dirci, a sua parere, quanto è diffuso questo sentimento tra i cuochi italiani, e se differiscono significativamente dai loro colleghi stranieri nella loro diffidenza verso Adrià ?

17 Apr 2009 | ore 13:38

Leggo saltuariamente (è più forte di me, proprio non sono fatto per questo strumento), ma è un vero piacere leggere, e condividere, le argomentazioni chiare, serene e "laiche" di Dario Bressanini. Grazie Stefano e grazie dottor Bressanini.

17 Apr 2009 | ore 13:39

Devo ammettere che la mia indole non particolarmente scientifica offre qualche resistenza ad accettare il fatto che che una sostanza esistente sia assolutamente identica a una sintetizzata. E chiariamo, non dico "non è vero", dico solo che in qualche modo suona strano.
In compenso trovo buffissima la faccenda che un macriobiotico-vegano-fanatico-salutista e un distatto frequentatore di fast food (che si accapiglierebbero per ore in tema alimentazione) possano mangiare esattamente le stesse cose senza accorgersene!!! :-)))

17 Apr 2009 | ore 13:51

Grazie mille Vizzari, però lasciamo perdere il "dottore" ;-)

@gumbo: lo so che suona strano, e la tua sensazione è estremamente diffusa. E' una delle "magie" della chimica, ed è anche per questo però che la chimica (e quindi Adrià e Blumenthal) viene vista sempre con sospetto

17 Apr 2009 | ore 14:00

Secondo me questo sentimento dei cuochi italiani verso Adrià è molto diffuso.
Nei medesimi ambiti è ancora parimenti diffusa la errata definizione data a molte delle importanti cucine italiane come figlie della "nouvelle cuisine".

Ciao

17 Apr 2009 | ore 14:20

Non amo Adrià ma l'ammiro, non amo e non ammiro le sue caricature italiane.
Bene le critiche sulla riuscita di un piatto, sullo stile, sul carattere, ma le accuse infamanti sono da respingere al mittente e a chi contribuisce a diffonderle.
Vale per l'ambiente degli chef come per tutti gli altri, chi calunnia lo fa perchè è insicuro o perché sa di essere condannato a lavorare nelle retrovie. Certo, in questo lavoro individualistico le cose sono un po' più accentuate e lente a morire, dopo 20 anni sento ancora dire che Alfonso Iaccarino non è un cuoco!!!
Io non andrei più da chi dice cose simili, se è documentato in cucina come lo è su Adrià stiamo freschi.
Last but not least, viva Bressanini.
A prescindere

17 Apr 2009 | ore 14:27

Ehmmm...considerando che la zona in cui è Bonilli (stando al post di ieri, almeno) non è poi così distante dal cuoco che citi, non mi arrischierei in difese e condanne così definitive nello stesso commento! :-)))
(sottolineo: non so nulla, eh, è solo una battuta!)
p.s. @dario: Il librone su Adrià mi è arrivato da Amazon.de - molto bello, e soprattutto a metà prezzo! ;-)

17 Apr 2009 | ore 14:46

Come ho sempre detto e sostenuto e' TUTTA IGNORANZA e INVIDIA...
grazie a Dario Bressanini dell'ottima spiegazione...

17 Apr 2009 | ore 14:58

Beh, io l'ho pagato intero...ma almeno l'ho fatto firmare da Adrià... ;-))

17 Apr 2009 | ore 15:25

Appero'... vedo che una sorta di verita' sul caso fat duck e' stata ricostruita! graaandeee! quando fui io ad argomentare i 40 casi, e non i 400 e fischia comparsi sull'allora home page del papero, mi misero alla gogna...
pernacchietta!

17 Apr 2009 | ore 15:36

Adrià è il migliore il resto sono contumelie che spesso insorgono solo per futile invidia, stop. Poi, sicuramente ci sono altri cuochi ottimi, ma F. Adrià è il numero uno. Del resto anche in altri settori esiste chi per gelosia parla a sproposito, per sentito dire. Come c'è chi gode quando le cose vanno un po' male ai bravi. Si accontentano così.
Buonaserata.

17 Apr 2009 | ore 15:40

OT: Dario, la schiumetta si prepara con lo zucchero e il primissimo caffè nero che esce, si mescolano insieme sbattendo e si aspetta che esca il resto del caffè. Poi si versa la schiumetta sul caffè in tazzina. A Napoli c'era un bar che aveva una scodella di schiumetta già pronta!

17 Apr 2009 | ore 15:47

Sant'Eustacio, la gran tazza... Spettacolare! Dicono che il segreto sia l'acqua. Oltre al caffe', naturalmente...

17 Apr 2009 | ore 15:53

Io vi leggo dopo avere cenato e pranzato al Don Alfonso e vi devo dire che una o più recensioni le farò tanto è il piacere per la cucina, il servizio sorridente e l'incredibile orto di Punta Campanella.
Su Adrià e di Adrià posso solo dire che da quando lo conosco non mi ha mai deluso come persona.
Come cuoco a me... piace e l'ho già detto pubblicamente più di una decina di anni fa :-))
Certo, può non piacere ma la diffamazione è un'altra cosa e spero, anche con questo blog, di contribuire alla fine delle puttanate dette dai cuochi contro un cuoco.
Della gente non ti curar ma guarda e passa :-))

17 Apr 2009 | ore 15:59

Grazie, grazie e ancora grazie!!! Mi scontro qusi giornalmente con i miei colleghi sulla cucina molecolare. Sono anni che studio e anni che applico i principi con grande soddisfazione, misurando ed utilizzando ciò che ritengo consono al tipo di cucina che presento. Sono intervenuta molte volte a difendere la cucina molecolare, ma mai mi son trovata di fronte a tale chiarezza e (apparentemente) semplicità di linguaggio del Sig. Dario. Quando leggo delle eresie come quelle su Blumenthal e Adrià mi viene sempre in mente un passaggio della biografia di Loiseau, affetto da bipolarismo cronico, che ebbe la lucidità di comprendere che ormai la sua cucina era "passata" e che mai avrebbe potuto far fronte ad una cucina emergente spagnola o in generale moderna. Ecco, secondo me, è da far presente a chi dice cretinate del genere. La cucina della tradizione NON deve cambiare ed è di tutto rispetto, ma non dovrebbe cercare di annientare l'esistenza di una nuova cucina italiana che vuole integrare organicamente i principi molecolari. Il terrorismo psicologico applicato sistematicamente da chi "non sa o non può" non può che danneggiare l'intera industria oltre che lasciare la cucina italiana in anni bui.

17 Apr 2009 | ore 16:11

Evito, evito. Mettevo solo in guardia, facevo prevenzione, diciamo, su ulteriori, possibili punti di vista.

17 Apr 2009 | ore 16:29

Come si dice? Sfondi una porta aperta. Ma quel tasto è usato, a mio avviso fuori luogo, al pari di quello degli additivi, delle texturas, della chimica eccetera, eccetera, eccetera.

17 Apr 2009 | ore 16:32

Sig.Enzo Vizzari, lei è quello che ha elogiato i spaghetti alla carbonara, modificati dallo chef Jean-Francois Piège,dove panna e amido fanno da collante, un gel creato con il tuorlo d'uovo,spaghetti stacotti.Se questa è cucina.

17 Apr 2009 | ore 16:45

L'agenzia Britannica per la protezione della salute(Hpa)diceva oltre 400 persone intossicate al Fat Duck.Fonte:Republca.it A chi credere??

17 Apr 2009 | ore 16:58

@bressanini: io non sono Vizzari, naturalmente, ma vorrei anche io ringraziarla per i chiarimenti che è riuscito a dare. lei è un pozzo di scienza!!!! detto cio' devo dire che spero che per un po' non si parli piu' di questa querelle su molecole si molecole no: tanto ognuno di noi ha le proprie idee e neanche Bressanini le schioda. io l'ho trovata esperienza interessante e, per me, ripetibile non piu' di una volta l'anno.@bonilli: del cuoco non sapremo mai il nome ma capire perchè lei sia cosi' tanto incazzato sarebbe utile. l'innominabile ha espresso un parere solido od ha raccontato cazzate straordinarie, condite da invidia? @bonilli: dato che io non posseggo blog e non sono un professionista( E NON SONO INTERESSATO AD ESSERLO SIA CHIARO) per una volta sponsorizzo una mia recensione, o racconto,(anzi l'unica fino ad oggi) riguardante appunto DON ALFONSO 1890. un po' perchè sono curioso di leggere eventuali differenze interpretative fra un (piuttosto bravo) giornalista ( non ex) professionista ed un dilettante molto goloso e con QUALCHE esperienza gustativa. ci sono stati piu' di 1300 contatti o letture intorno a quello scritto( che troverete sul forum della rivista diretta da Bonilli fino all'anno scorso) e ne vado fiero. soprattutto l'ho scritta con il cuore( merce rara oggi) e niente affatto da furbetto. con me godeva l'ottimo e cortese Cortese, OSPITE IMPAREGGIABILE, anche lui niente affatto furbetto!!

17 Apr 2009 | ore 17:02

In uno stato democratico ognuno deve poter esprimere le propie opinioni,a favore o contro.Ma perchè i contro devono essere classificati INVIDIOSI o INCAPACI?

17 Apr 2009 | ore 17:19

Carissimo Daniele, l'agenzia aveva palesato 400 casi 'sospetti'... Poi se si leggon delle traduzioni raffazzonate e' un altro discorso. Sta di fatto che di conclamati ci son stati MENO di 40 casi. Cio' non toglie che a me il 'Fat Duck', dove ho pranzato almeno 5 o 6 volte, non garbi! Molto meglio, per me ovviamente, il ristorante di Gordon Ramsay in Royal Hospital Road, a due passi da Sloane Square... Ma non per questo sparo numeri a destra ed a sempronia. Salute, ne?

17 Apr 2009 | ore 17:32

Tra l'altro, cosa non meno importante, minimizzando il lavoro di Adrià si rende esile anche l'operato di chi in questi anni ha scritto e fatto informazione su questo grande chef - sia su testate importanti, che su quelle più piccole, scritti, libri e altro. Esorterei quindi ad avere più rispetto del LAVORO...che tanto o poco coinvolge molti operatori. Grazie.

17 Apr 2009 | ore 17:35

@ Nardoni. Esprimere un'opinione è una cosa. Diffamare è un'altra. Non confondiamo. L'incapacità è purtroppo una costante di chi parla male dei propri colleghi: opinione personale, ovviamente!

17 Apr 2009 | ore 17:38

scusate ma non capisco proprio l'italica e antica malattia di schierarsi in guelfi e ghibellini, romanisti e laziali, barrique si o barrique no, neofigurativi o performance ecc.
Il tifo è una cosa, lodevole talvolta, più spesso fanatica e insopportabile. Il cercare di dare un giudizio su un cuoco, un vino o un'artigiano è un'altra cosa. Una ricetta parla nel piatto, negli occhi, nei profumi, nei sapori ed infine nella digestione... se da tutti questi sensi il risultato è la gioia, beh allora è grande cucina al di là di come è fatta e se sia frutto di basse cotture, tecnica o chimica... I mezzi non sono mai buoni o cattivi in se, ma non debbono diventare il centro della questione, il centro è il gusto... Per qualche tempo questa semplice regola è stata dimenticata in favore di bizzarre definizioni (food show, tecnoemozionale, ritorno delle trattorie ecc) oggi ce ne stiamo riappropriando! e per me non è poco...
Ps complimenti a Bressanini per la bella spiegazione è sempre un piacere conoscere qualcosa di nuovo ;-)

17 Apr 2009 | ore 18:04

Bonilli, confido nel suo senso dell'humor ma per correttezza devo proprio dirglielo.
Visto che è stato nell' orto di Alfonso, che considero un pò anche il mio giardino, spero tanto che non abbia assaggiato le splendide fave. Glielo dico perchè ci sono stato la scorsa settimana e siccome lì mi capita spesso di emozionarmi quando Capri, così vicina, sembra raggiungibile a nuoto, la prostata non ha retto alla forte scossa emotiva e l'ho fatta proprio lì.
Sa, magari assaggiando, da esperto gourmet, avrà pensato che Alfonso si è convertito dal biologico al molecolare...:-))

17 Apr 2009 | ore 18:15

Non essendo mai stanto in Spagna non so nulla di Adrià, ma non apprezzo molto quelli che criticano per partito preso, anzi per dirla tutta non apprezzo molto quelli che criticano le persone tout court!!
Ma la cosa importante è: quando è bravo Bressanini!! Non capisco quasi nulla di chimica dato che l'ho studiata poco alle superiori, ma lui spiega le cose molto bene, sia qui che sul suo irrinunciabile blog-sito! Io propongo una serie di libri scritti dal nostro beniamino, io me li "sparerei" (che linguaggio giovane) in un colpo solo (ovviamente scherzo, le letture sul blog sono già affascinanti)
Grazie Bressanini e grazie Bonilli, e anche un viva a tutti quelli che in questo post affermano di non voler criticare così, un po' a caso, la gente!

17 Apr 2009 | ore 18:30

Appero', signor Pignataro, che scoop il faccione di quel capo-bastone dell'AIS sul suo sito! Complimenti!

17 Apr 2009 | ore 19:07

'a calunnia ? e chella è un venticello,
dico vicin' a o' viento: "nun suscià" ?
quann'ha fatt' 'a sfucata vene 'o bello,
allor' accuminciamm' a raggiunà

poi conoscete, vero, l'ultimo verso ?
il titolo di questa poesia di Eduardo è 'a paura mia.

17 Apr 2009 | ore 21:28

A questo punto mi corre l'obbligo di dire che a me l'aria del Barbiere di Siviglia "La calunnia è un venticello" piace tantissimo !!!

Ciao

17 Apr 2009 | ore 22:05

http://www.youtube.com/watch?v=PTBgNrjic9I
.
Il grandissimo Ruggero Raimondi, il mitico "babau" .
Ciao

17 Apr 2009 | ore 22:58

NON C'E' LA FACCIAMO PIU' A SENTIR PARLARE DI ADRIA', BLUMENTHAL & CO.
Cosa costruisce Sig. Bonilli a parlare di questa gente? Aiuta il settore? Serve solo a difendere i suoi amici disonesti.
La sua coscenza non è pulita.

18 Apr 2009 | ore 00:14

Sor Giulio, non sono un estimatore a priori del Sor Bonilli: anzi sinceramente mi sta anche poco simpatico, devo dire.
Ma devo aggiungere che per lo meno ha un'onesta' intellettuale. Cosa che molto probabilmente manca a lei.
Cordiali saluti.
ps: enema enema... secondo me ci sta tutto
anzi: tripla dose

18 Apr 2009 | ore 00:30

Uno esamina la lindezza della mia "coscenza" e all'altro non sono simpatico.
Deve essere l'effetto molecolare :-))

18 Apr 2009 | ore 10:20

Per dire la verità anche io non "C'E'" la faccio più con queste menate su Adrià (sarebbe il caso che Bressanini ci erudisse, dopo averci magari comunicato il suo codice IBAN, sulle porcherie che ingeriamo tutti i giorni anzichè occuparci di sostanze sconosciute come la maltodextrine).
Comunque oggi per me è un bel giorno perchè mormalmente non soffro di antipatie preconcette, come nel caso di Bonilli, perchè sembra che la ragione stia sempre dalla sua parte, però vedo che è un sentimento molto diffuso e per questo motivo comincia ad essermi simpatico...

18 Apr 2009 | ore 10:57

Piano con le parole, Cortese. capisco che fra di voi, con questi scambi promiscui di liquidi differenziati, possa ormai correre empatia molecolare, ma definire Bonilli SIMPATICO è cosa groosa, molto grossa:-))

18 Apr 2009 | ore 11:11

Caro Signor Bonilli, la simpatia non deve per forza essere una dote... Preferisco nettamente una persona intelligente ad una simpatica, una persona di garbo e buone maniere ad una sbrigativa. Ad esempio: Cernilli mi sta simpatico......

18 Apr 2009 | ore 11:15

Quando non si comprende il semplice utilizzo e funzionamento di questi "additivi" cosa si fa? Si spara a zero. Condivido quello gia detto da Bonilli e Bressanini e aggiungo che se non si guarda al futuro rimarremo a bocca asciutta.
Angelo
P.S. Luciano forse credevi fossi io l'Angelo?

18 Apr 2009 | ore 11:34

No. Ciao

18 Apr 2009 | ore 11:47

Desidero ringraziare Dario Bressanini per la chiarezza e la competenza, è sempre un piacere leggere i suoi interventi. Non osavo immaginare Adrià far uso di sostanze cancerogene.
Si sà, chef come Adrià scatenano invidie e gelosie in alcuni chef che non perdono occasione per caluniarlo. Ma Adrià è un grande.

Come ci ricorda Stefano Bonilli "non ti curar di loro, ma guarda e passa"

18 Apr 2009 | ore 14:04

Mai avuto il piacere di assaggiare....
Sono comunque un'ammiratrice da lontano... in ogni caso credo che ci siano sostanze molto molto dannose che ci circondano, non solo, sono sicura che la metà di queste, le assumiamo coscentemente senza occuparci realmente degli effetti collaterali. La ricerca e l'esibizione di grandi maestri può non essere condivisa ma non per questo calunniata!
Di sicuro l'invidia è una brutta bestia!
Grazie a Dario B. e Stefano B.

18 Apr 2009 | ore 15:13

Leggevo il mestolone... Appero' se si osanna in codesto modo il Bonilli ed il Bressanini, che succederebbe se sul blog intervenissero Levi Montalcini e Dulbecco??? Presto, presto dia data loro la parola! Avanti il coro delle Vergini!
Buon we a tutti.

18 Apr 2009 | ore 16:08

Se non si condivide quello che propone Adrià, si è invidiosi ,incapaci e calunniatori.COMPLIMENTI.

18 Apr 2009 | ore 18:14

I cuochi molecolari sono finiti.
Modelli come Adrià, Bottura, Blumenthal sono cattivi esempi da imitare.
Si vuol difendere chi non può essere difeso.
Non porterò mai mio figlio in un ristorante del genere a buttare i soldi.

18 Apr 2009 | ore 19:25

Ma fra gli antimolecolari uno che faccia proprio il minimo sforzo per argomentare invece di lanciare frasi a caso...non c'e? :-I

18 Apr 2009 | ore 19:48

A leggere certi commenti mi cadono le braccia. Povera Italia, poveri noi, non penso possiamo farcela !
Veramente, leggere certe cose mi deprime.
Cosa abbiamo fatto per ridurci così ?
Quale peccato originale dobbiamo espiare ?
Mah :-(

18 Apr 2009 | ore 19:57

@ Fabio Nunziante. Uno a caso, proprio a caso da te menzionato: Bottura...eh si, é proprio finito!
http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.co ... ondo.shtml

18 Apr 2009 | ore 20:08

Gumbo, prima ancora che tentare di argomentare, dovrebbero almeno *capire* quello che c'è scritto.
Io non ho mai mangiato da Adrià, ma se uno dice che le maltodestrine sono cangerogene, non posso fare a meno di dire che sta sparando una cazzata. Non si tratta di difendere Adrià, ma di distinguere tra i fatti e le palle.

18 Apr 2009 | ore 20:25

Ah bé se vogliamo essere proprio precisi, direi di più: prima di convincersi di aver capito dovrebbero almeno *leggere* quello che c'è scritto. :-PPP

18 Apr 2009 | ore 21:04

OK, sono un antimolecolare!!! Se a qualcuno è capitato di leggere uno dei miei rari interventi se ne sarà già accorto.
Ma, niente a che vedere con le calunnie, l'ignoranza (spero) o il rifiuto preconcetto. La maltodextrina di certo non è cancerogena, l'agar-agar è eccellente laddove si vogliano mantenere consistenze gelatinose anche a più alte temperature di sevizio e non ci trovo niente di male a gelificare un bianco d'uovo con il microonde o a fere un lesso a bassa temperatura. Però... cui prodest? Quello di cui non sono affatto sicuro e che promuovere tutto questo faccia bene alla cucina italiana. E senza considerare quanto, tanto più in un momento di crisi come questo, sia estremamente oneroso dotarsi delle attrezzature e delle numerose risorse umane che sembrerebbero indispensabili per gestire questo tipo di cucine (se non ricordo male Adrià ha una squadra di una cinquantina di persone...).
Ma, tornando alla italica cucina, che nulla ha da invidiare a quella spagnola o di qualsivoglia altro paese, non sarebbe opportuno tutelarne l'idendita un po' più di quanto non si faccia promuovendo cuochi che fanno le stesse(?) cose di Adrià o Blumenthal? Non dico che si debbano osannare soltanto le ultime sfogline capaci di fare ancora dei tortellini sublimi o i risotti del maestro Marchesi o la carbonara o i sempre meno presenti carrelli dei bolliti di una volta, ma che siano i nostri prodotti e le nostre ricette a dover connotare la nostra ristorazione, questo non me lo leva dalla testa nessuno.
Se si continueranno a produrre (e promuovere...) eccellenti pomodori, fantastiche mozzarelle, impareggiabili extra vergini e profumatissimo basilico, una "semplice" caprese continuerà ad essere, anche per i turisti che, sempre meno, vengono nel nostro paese, un piatto di incomparabile bontà e, di certo, con un'identita molto più definita di quanto non possa essere un equivalente crema di mozzarella con gelatina tiepida di pomodori e sorbetto di basilico che "qualunque" Adrià potrà sempre proporre in qualunque parte del mondo.
Detto questo, tanto di cappello ad Adrià, Blumenthal e compagni ma, a costo di sembrare ignorante, la mia cucina, la nostra cucina, può continuare ad essere una delle migliori del mondo (se non la migliore) proponendo prodotti e ricette dei mille territori che caratterizzano il nostro paese, rinnovandosi e modernizzandosi, anche in senso molecolare, ma senza snaturarsi e appiattirsi su tendenze che spesso denotano una carenza di "storia" che a noi di certo non manca.

18 Apr 2009 | ore 23:01

Martedì stamperò questo post e lo porterò - forse - al cuoco in questione ma immagino già la risposta: c'è chi scrive che la cucina molecolare va bene ma ci sono anche molti scienziati che dicono che è pericolosa... e quindi forse non mi presenterò neppure perché non ho voglia di partecipare a questi riti dove superstizioni, invidie e sentito dire fanno un mix micidiale che sta prendendo sempre più piede nel mondo della ristorazione.
Forse la crisi migliorerà le cose o forse le peggiorerà, certo che se un cuoco bravo e onesto vive di questi luoghi comuni siamo messi male.

ps A Bressanini il nome del cuoco lo dico, ma in privato, quindi se via mail mi manda il suo indirizzo... :-))

18 Apr 2009 | ore 23:04

@Bonilli Lo sappiamo entrambi che sará una perdita di tempo, ma tentar non nuoce. Forse il cuoco si ricrederá e comprenderá di aver detto una scemenza.
E' una triste immagine quella che hai dipinto del mondo della ristorazione dove "superstizioni, invidie e sentito dire fanno un mix micidiale che sta prendendo sempre più piede ...". Spero vivamente che non sia vero.

19 Apr 2009 | ore 01:17

Ponzate notturne: ma esiste una cucina italiana? Ne siete veramente convinti, ovvero lo siamo? O esiste una cucina delle migliaia di campanili che sussistono nella penisola? Da quanto esiste, se esiste, quella che noi chiamiamo Italia? E da quanto la Francia invece che la Spagna? Un bagno di umilta' per tutti noi che ci chiamiamo ''italiani'' non sarebbe forse opportuno? Mi farebbe molto piacere l'intervento di un esperto di antropologia culturale: e culinaria, tze...

19 Apr 2009 | ore 02:08

Gent. Direttore,stranamente stamani mi sono svegliato presto e speravo di leggere altro, magari una interessante recensione di pluristellato ristorante della costiera, SORRENTINA. Qui mi sembra ormai che tutti hanno detto tutto sull' ADRIANO FERRA'........... :-))

19 Apr 2009 | ore 07:19

Perche', in un 'era in cui tutto, ma tutto, si trova su internet, si e' cosi' restii ad informarsi?
Esempio: si discute (fuori tema) di quante vittime secondo la HPA ha causato il Norovirus al Fat Duck? Bene, perche' prima di scrivere: 'sono 40! No: sono 400!' non ci si guarda semplicemente il press release piu' recente del loro sito e poi o si sta zitti o si mette un link? (lascerei perdere Repubblica o qualcun altro dei patetici e inaffidabili quotidiani italiani).
Maltodestrine? Dove sono questi scienziati che sostengono che sono cancerogene? E' molto semplice, chi sostiene questo non e' uno scienziato, perche' non esiste (ne' sembra concepibile) una ricerca che stabilisca questo fatto (incidentally, a me piace molto l'approccio di Bressanini ma mi diverte che acquistera' probabilmente piu' fama per aver notato qui che una molecola e' una molecola e' una molecola che per il suo lavoro di ricercatore con pubblicazioni su Physical Review A o sul Journal of Chemical Physics :-)).
Il cuoco che ha fatto quelle osservazioni a Bonilli sara' bravo e onesto ma e' un pessimo professionista: e' uno che non conosce i materiali del suo mestiere.
La critica alla cucina 'molecolare' va svolta su piani diversi, culinari, estetici, economico/patriottici (e quindi bravo Filippone).

19 Apr 2009 | ore 11:48

gli intossicati al fat duck sono 520. Le autorità sanitarie non si sono mai pronunciate e Blumenthal si è inventato una balla mostruosa perchè coperto dalla stampa amica. E' questo lo scandalo. La cucina molecolare secondo il mio modesto parere è pura schifezza, dovrebbe avere meno risalto mediatico. Speriamo che questi individui possano essere puniti dal pubblico.
@ bonilli
domani si celebra a Londra la clamorosa farsa dei 50 amici-tarocchi al mondo. Che disgusto! A miei colleghi e giornalisti servizievoli è stato chiesto di votare per questo e quel cuoco. Tutto è squallidamente falsificato.
Direttore, non può sostenere questo degrado. Siamo seri.

Marco
un ristoratore deluso

19 Apr 2009 | ore 12:49

Certo che non mi aspettavo che il partito del "ma vuoi mettere i bucatini all'amatriciana" fosse così livoroso :-D

@man: che vuoi farci. Delle equazioni differenziali stocastiche in meccanica quantistica non frega a nessuno :-(

19 Apr 2009 | ore 13:08

I due volti della ristorazione italiana sono incarnati da Massimo Filippone, che dice io mi batto per affermare i nostri prodotti, sapori e piatti e Marco Ferrero che invece deve rifugiarsi nella maldicenza e nell'aggettivazione insultante.
Poi ci sono i consumatori che, come i lettori, possono assaggiare molti autori e formarsi un proprio percorso senza partire da preconcetti oscurantisti.
Un approccio laico, senza schematismi, farebbe bene a tutti e tutti poi dovrebbero scegliere secondo personale gusto senza per questo dover demonizzare l'altro, colui che non ti ha convinto o coinvolto.
Si può amare Mina e Il Pescatore e non per questo considerare spazzatura Brian Eno e Ferran Adrià :-))

19 Apr 2009 | ore 13:14

"Solo dopo aver studiato, approfondito e rispettato la tradizione, si ha il diritto di metterla da parte, sempre però con la consapevolezza che le siamo debitori, perlomeno, d'aver contribuito a chiarirci le idee.
Naturalmente, se si resta ancorati al passato, la vita che continua diventa vita che si ferma ma, se ci serviamo della tradizione come d'un trampolino, è ovvio che salteremo assai più in alto".
Edoardo De Filippo

19 Apr 2009 | ore 13:24

Comunicato stampa di chi, Signor Man? Chi sono quel ''loro''??? Apppproposito vivo a Londra, con frequentissime puntate in Italia fin dai tempi dell'universita'. A Londra evito come la peste i ristoranti italiani. A volte ci capito, quando sono invitato: i soliti Cipriani, Locatelli, La Famiglia e pochissimi altri. Da Cipriani ci si va per vedere e farsi vedere. Idem da Locatelli. Da Maccioni, a La Famiglia ci si va perche' e' a 100 metri da casa e se t'invitano fai prima a rientrare. Non vedo altri motivi.

19 Apr 2009 | ore 13:38

Signor Cortese, la citazione proviene dalla famiglia Iaccarino.... prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr!

19 Apr 2009 | ore 13:40

Signor Federico di san giorgio (a Cremano?) lei è molto bravo (sul serio) e simpatico ma mi ha rovinato tutto....volevo vedere se Bonilli era stato attento :-))
La prossima volta, CORTESEmente, si faccia i cazzi suoi...

19 Apr 2009 | ore 13:48

Beh, io questa citazione l'ho letta venerdì sera quando Livia mi ha dato il menù e, visto che ero già intento a leggere i piatti in carta, mi ha suggerito di andare alla prima pagina con la citazione di Edoardo de Filippo.

Ps
Maurizio Cortese è cresciuto a Sant'Agata, è amico degli Iaccarino da sempre e del mio prossimo post intitolato "L'insalata più buona del mondo" è nei fatti co-autore in quanto lui a Punta Campanella ci va a respirare, a mangiare fave e piselli e... :-))

19 Apr 2009 | ore 13:57

aiaiiaia sig. longari fsg: lei mi cade sull'ucc....: e quello di Cortese è pericolosissimo( le fave di punta campanella soffrono ancora di disturbi allucinogeni) :-))

19 Apr 2009 | ore 13:58

Battuta assolutamente idiota, banale, scontata e da asilo infantile :-))

19 Apr 2009 | ore 14:02

Premesso che adoro Jean-Francois Piège e la sua cucina, quando e dove ho "elogiato "i" spaghetti alla carbonara..."? Piatto che, tra l'altro, considero fra i meno significativi del suo repertorio.

19 Apr 2009 | ore 14:49

Solo per precisare: io ho scritto la mia battuta prima di aver visto scritta la sua, come si evince dal minutaggio. scritta dopo sembra fuori luogo, scritta prima è ..........., semplicemente, una battuta. Tanto livore sembra fuori posto, ma comunque bisogna vedere sempre il lato positivo. L' aria della costiera le ha senz'altro fatto bene e quindi ci prepariamo tutti quanti ad una bella recensione. Si ricordi che trattasi di costiera SORRENTINA e non AMALFITANA. La perfezione non esiste, grazie al cielo, neanche in casa Bonilli.:-))

19 Apr 2009 | ore 14:54

Chissà se uno che fa ancora la battuta sull'uccello la farebbe anche se non fosse nascosto dietro a un nickname?
Le battute non sono tutte uguali, questa è idiota e non c'è nessun livore, solo una questione di buon gusto... caro il mio anonimo :-))

19 Apr 2009 | ore 15:03

Fortunatamente piemontese, signor Cortese: anyway anche per lei ne vendono in confezioni da 12!
Enema, enema, mai fu piu' appropriato... del resto il fatto di zuffolare nottetempo, esplicando effluvi postprandiali magari gajeschi, nell'orto dei Signori Iaccarino non lo autorizza a prendersi dei meriti, come dire, immeritati.
Confermo: scatola da 12! Avanti il prossimo.
PS: incredibile dictu, l'essenzialista mi sta per diventare simpatico, ma e' pure intelligente. Come si fa?

19 Apr 2009 | ore 15:10

Dio come la stimo, federico :-))

19 Apr 2009 | ore 15:15

scusi, fdg, la ringrazio per la simpatia e pur non sapendo se sono ancora pronto per corrispondere il medesimo sentimento , devo pero' smentirla sulla mia intelligenza: non sono riuscito a capire nulla del suo intervento , a parte gli effluvi... me lo spiega in parole poverissime, per favore.

19 Apr 2009 | ore 16:09

Comunicato stampa di chi, Signor Man? Chi sono quel ''loro''???
'Loro' dell' agenzia sanitaria, quella HPA che citavi anche tu. La faccenda e' nelle loro mani al momento. Il comunicato del 24 Marzo chiude cosi':
'When the Health Protection Agency's investigation is complete, a full report will be published.'.
Quindi tutte le altre speculazioni sono aria fritta.
PS: Mi dispiace che ti trovi cosi' male a Londra con i ristoranti italiani. Io no. Certo, non possono offrire quello che offrirebbero in Italia, la cucina e' molto conservatrice, e gli stellati forse in Italia la stella non l'avrebbero. Pero' dal nuovo stellato Semplice secondo me si mangia molto bene, da Latium pure, e da Locatelli pure anche se a prezzi eccessivi. Zafferano e' sopravvalutato ma non si sta malaccio. Cipriani, lasciamo perdere.

19 Apr 2009 | ore 16:27

Meriti? e dove li ha letti? Il resto non è traducibile, almeno per il mio gulliver.
Ho però un fondato sospetto sul contenuto delle sue confezioni....se è come penso io ci aggiunga ogni tanto un pò di tabacco....la renderà più comprensibile.
Riguardo l'infelice ouverture "fortunatamente piemontese", S. G. a Cremano ha dato i natali ad un grande discepolo del sucitato De Filippo il quale avrebbe potuto venderle dell'ironia a pacchi da 24!
La sua è proprio di bassa "lega"....

19 Apr 2009 | ore 16:46

Che la materia attirasse non c'erano dubbi ma è il tono di alcuni che stupisce: criminalizzare l'altro per dare forza al proprio ragionamento è un modo così vecchio da stupire e stancare.

19 Apr 2009 | ore 16:51

O Signor Bonilli, mi racconti che ha studiato ad Eton: e l'umorismo lo ha appreso li'. O forse a Le Rosey? Spessol'intelligenza e' sopraffatta dalla presunzione. Ma fa parte del gioco: ovviamente. Mr Man, purtroppo non amo la cucina italiana proposta a Londra. Ebbene si, non amo Locatelli, riconosco a Cipriani un grandissimo appeal. Lorenzo Barni, del San Lorenzo, e' un vate. Ma a me non piace: piaceva moltissimo alla Principessa del Galles, pero'. Riconosco, al momento, la superiorita' della cucina francese a quella italiana: per lo meno a Londra... Sempre accompagnata da vini stratosferici, a volte inavvicinabili. Pero' anche qui una riflessione va fatta: quando il Marchese Incisa inizio' a fare il Sassicaia, che vitigni utilizzo'? Autoctoni? Come no... Al di la' delle polemiche del we, e Lei Mr Man ne sara' aggiornato, mangio benissimo da Ramsay: ma solamente nella casa madre di Royal Hospital Rd. Fortunatamente mangio italiano in Italia: l'altra sera ero da Lorenzo, al Forte. E ho mangiato divinamente bene: come sempre. Come dalla prima volta che ci andai con babbo e mamma piu' di vent'anni fa. Il ristorante di Fontanafredda e' superlativo, al di la' della pagliacciata della Molteni rossa... Oggi ero a colazione sulla collina del Forte nel ristorante di amici: fave colte nella vigna due ore prima, sbucciate al momento, un pecorino di Pienza superlativo, un vino veramente autoctono fatto con Massaretta e Vermentino Nero con aggiunta di Sangiovese. Semplicemente super. Per il resto la battuta sugli effluvi: pssssssss, ed era in riferimento all'orto ed alle abitudini, come dire, non proprio ortodosse del sopracitato Signore.
Capisco che andare fuori dal coro possa dar noia, ovviamente!

19 Apr 2009 | ore 16:58

Il suo umorismo mi lascia assolutamente ilare, caro Signor Cortese. Il confine tra buona educazione ed altro vedo che le ritorna ostico. E me ne dispiaccio!

19 Apr 2009 | ore 17:02

... Scienze Politiche a Bologna con Andreatta... si studiava bene e si rideva molto e già allora le battute sull'uccello le facevano gli idioti :-))

19 Apr 2009 | ore 17:06

Stesso corso di studi: ma a Milano. Le battute sui volatili, i am sorry, non le ho fatte io, per cui il suo umorismo da scienziato politico bolognese un mi tange! Sic rebus stantibus...

19 Apr 2009 | ore 17:41
marchio_cucinare.jpg
a cura di Stefano Bonilli

Copertine_Patate_Verdure_196.jpg
Patate dolci e salate (novità)
Verdure cotte e crude (novità)
Copertine_Festa_Fritto_196.jpg
I menu della Festa
Fritto e mangiato

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> Volete andare a mangiare con Obama? Facile, costa $ 50.000 la coppia.

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