07
Apr 2009
ore 22:12
ore 22:12
L'Aquila non è Tokyo
Alle 19,42 a Roma si è sentita una forte scossa e la scena è stata moltiplicata dalla visione su SkyTg24 della stessa scossa che avveniva là dove il terremoto aveva colpito, a L'Aquila, davanti alla Casa dello studente dove un braccio meccanico ha oscillato mentre stava lavorando per recuperare dei corpi di studenti.
E si è sentito un grido e nel replay quel grido era il grido di tutti coloro che vivono il terremoto.
Vivere in questi giorni in tenda e al freddo - la notte la temperatura scende molto - perché non ci si vuole allontanare dalla propria casa è duro, ancora di più se si è persa la casa e poi se si sono persi parenti o amici.
Prima si deve pensare a chi soffre ma poi bisognerà capire perché l'ospedale de L'Aquila è inagibile pur essendo praticamente nuovo.
Perché si può scrivere che lo stesso terremoto a Tokyo - dove le case sono veramente costruite secondo criteri antisismici - avrebbe fatto pochissimi morti.
Lo si deve fare per rispetto ai duecento e più morti.
E si è sentito un grido e nel replay quel grido era il grido di tutti coloro che vivono il terremoto.
Vivere in questi giorni in tenda e al freddo - la notte la temperatura scende molto - perché non ci si vuole allontanare dalla propria casa è duro, ancora di più se si è persa la casa e poi se si sono persi parenti o amici.
Prima si deve pensare a chi soffre ma poi bisognerà capire perché l'ospedale de L'Aquila è inagibile pur essendo praticamente nuovo.
Perché si può scrivere che lo stesso terremoto a Tokyo - dove le case sono veramente costruite secondo criteri antisismici - avrebbe fatto pochissimi morti.
Lo si deve fare per rispetto ai duecento e più morti.
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Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...
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troppo tardi...l'Italia e' questa dove risparmiano sui cordoli di acciaio e sul cemento....gli esempi valgono anche al nord credimi...siamo un popolo di falsi ed arruffoni....e' la triste realta'.
Vale la pena leggere articoli come questo per capire l'enorme ritardo nel quale si trova un paese sismico e con molti vulcani qual è l'Italia.
http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/terremoto-nord-roma-1/giappone-case/giappone-case.html
Siamo noi giovani che dobbiamo dare un volto nuovo all'Italia....cancellando il passato....e rialzandoci per dare un futuro nuovo ai nostri figli.
L'agghiacciante realtà è che fino a vent'anni fa la maggior parte dei giovani pensava a come cambiare il mondo, ora pensano solo a come cambiare il telefonino.
Non ricordo dove l'ho sentito, ma mi è rimasto scolpito dentro.
Sempre da Repubblica, "La morale del cemento" http://www.repubblica.it/2009/04/sezioni/cronaca/terremoto-nord-roma-1/merlo-morale-cemento/merlo-morale-cemento.html
In Italia va per la maggiore...
Va da se che tutti i commenti che sottolineano il ritardo italiano per la questione antisismica sono corretti e scrosanti (tra l'altro il post del direttore è molto serio; prima ci si rimbocca le maniche per chi soffre, poi si pensa ai perchè evitando inutili polemiche). Certo è che anche le posizioni di certi integralisti/estremisti che non vogliono si tocchino minimamente i centri storici o le opere in muratura (che di certo faranno la bellezza dell'Italia ma sono pericolose) a mio avviso è da rivedere. Credo che sia possibile renderli almeno un po' più sicuri senza abbatterli. Certo, ci vorranno molti soldi, ma se nel piano casa dovessero anche essere inseriti incentivi per il recupero di costruzioni storiche tramite l'utilizzo di tecniche antisismiche si potrebbe anche dare un impulso al settore edilizio, rispettando ovviamente i vincoli, quelli utili perchè alcuni sono assurdi.
Forse il vero problema italiano è proprio questo: senza l'incentivo quasi nessuno è portato a utilizzare tecnologie avanzate ma più costose.
Vedremo come finirà
Dario Pedroni
Ps: per la questione giovani basta dire che siamo noi che non abbiamo voglia o pensiamo solo alle cazzate (scusate il termine). Sono uno dei cd giovani e assicuro che tanti di noi hanno voglia di fare e di cambiare, magari lo diamo meno a vedere di 20 anni fa, ma ciò non vuol dire che non lo facciamo. E vedo anche tanti 35-40enni più impegnati a cambiare telefonino o altro che non a proporsi!
Dario Pedroni (di nuovo)
@Valentina
Ma perché tu ci credi nei giovani?
Io no.
Ed ho 30 anni.
Provoco:
il problema è che i bambini bisognerebbe prenderli e spedirli fuori dall'Italia fino a 25 anni circa, per poi farli tornare e applicare quanto hanno imparato e studiato, ma soprattutto riportare qui l'aria che hanno respirato fuori e intendo per aria, la civiltà, la socialità, il progresso quello vero, insomma tutto quello che neanche i cosiddetti giovani qui in Italia hanno.
Perché i 30enni come me sono dei disastri, figli di una cultura bacata.
Se fossimo svegli, tutti insieme, allora succederebbe qualcosa, come succede negli altri paesi e come è successo anche qui negli anni 70!
Invece siamo investiti da questa gente "both of them", ahinoi, ma nessuno fa niente! tutto tace!
No hope!
In momenti del genere l'indignazione è quasi spontanea, naturale. Purtroppo all'indignazione non segue (quasi) mai un cambiamento. Questo vale anche per temi come la bioedilizia o l'edilizia anti sismica. Mi pare che L'Aquila non avesse mai subito un terremoto di forte entità. Su queste basi se io qualche anno fa avessi dovuto costruire una casa per me in quel territorio probabilmente avrei deciso di risparmiare quel 20% in più che avrei dovuto spendere per adottare criteri anti sismici...
Putroppo il criterio economico è sempre prevalente in pressocchè tutte le nostre decisioni.
In questo senso ritengo fondamentale l'intervento dello Stato. Solo attraverso strumenti statali, p.e. il credito d'imposta (sul modello degli interventi per l'efficenza energetica), possono essere resi convenienti comportamenti altrimenti antieconomici.
Purtroppo in questa fase soldi ce ne sono pochi e vanno persi in mille rivoli... Basterebbe ricordare che è stato deciso di rivedere il sistema degli incentivi al risparmio energetico degli edifici che avevano contribuito a creare una vera industria negli ultimi anni.
Detto questo trovo scandaloso che un'ospedale finito neanche 10 anni fa sia venuto giù!
Il rischio da evitare in questi momenti, ma soprattutto dopo che l'onda emotiva è passata, è che prevalga la rassegnazione del tipo "tanto questa è l'Italia non si può fare nulla". Perchè purtroppo la questione non è di tecnologia (che come ha scritto Bonilli c'è già), ma solo unicamente di soldi. Le costruzioni antisismiche costano di più delle altre e anche arrivassero aiuti per ricostruire antisismico arriveranno a destinazione o serviranno solo a pagare tanmgenti e favori come è successo quasi sempre? E chi controllerà che vengano impiegati materiali e tecniche antisismiche. Iniziano con l'individuare chi deve pagare per l'ospedale costruito male o per le altre case recenti che sono crollate. La certezza della pena in questi casi potrebbe essere il primo deterrente, la certezza dell'impunità invece fa gola ai disonesti...
La cosa vera è che, fino a 48 ore fa, chiunque di noi, e intendo tutti, tra farsi una stanza in più a casa e investire su un adeguamento antisismico, a parità di spesa, avrebbe scelto la prima soluzione. Così come, almeno facendo riferimento alle mie conoscenze personali, il 99% delle persone (tiro a caso il dato) ha nel proprio curriculum vitae, un abuso edilizio. Questo indipendentemente dal grado sociale, livello culturale, appartenenza politica, capacità di spesa. Capanni degli attrezzi che diventano villette bilocali, pavimentazaioni esterne che diventano logge e loggette varie, abbeveratoi che diventano piscine, cessi esterni di rustici che diventano bagni padronali. Senza poi parlare di mansarde che diventano interi appartamenti. O le aperture delle finestre su una bella vista. C'è gente che ammazzerebbe per aprire una finestra. E se la cosa è vietata lo fa lo stesso, costi quel che costi. Il panorama prima di tutto. Se poi l'azione deturpa il paesaggio o, per rimanere in tema, indebolisce un muro portante, questo non è importante. "La casa è mia e me la gestisco io". Oppure, e concludo gli esempi, ristrutturazioni di tetti che improvvisamente aumentano le altezze, e dunque le cubature delle case. Tre quarti dei commenti che leggo su FB, blog vari, forum, gente che grida allo scandalo ai quattro venti, governo ladro prima, poi e dopo, sono persone che annoverano, consapevolmente,abusi edilizi in ogni loro proprietà. Se si vuole costruire rispettando le norme antisismiche, bisogna fare meno i furbetti e rispettare le regole. Sia il cittadino privato che l'istituzione pubblica che deve controllare anche il privato. Però, l'interpretazione della norma, la modifica della regola a proprio piacimento, il "ma a me che me frega" o il "se lo fa lui perchè io no" è il nostro sport nazionale, il vero indice di mancanza di civiltà. Rimbocchiamoci le maniche e ogniuno incominci a lavorare il proprio orto, come si deve.
ho vissuto piu' di tre mesi in Giappone e posso testimoniare che li' si convive col terremoto. Io stesso ne ho visti due o tre quando ero li'.
La domanda e' sempre la stessa che vale anche per molte altre cose che in Italia non vanno e in altri paesi si': perche' da loro si puo' e da noi no?
Non c'e' ragione che tenga, non e' questione di soldi o di essere piu' scemi degli altri, bisogna volerlo.
Robiciattola, d'accordissimo con te!!!
Poi, tutto stò parlare di colpe, demeriti, del "si doveva eppure non s'è fatto", l'Italia che può farcela perfettamente da sola a rialzarsi (e perchè, se l'america, carla bruni o chicchessia volessero dare una mano? siamo all'orgoglio adesso?) e ieri Floris dimostrava quanto le nostre (ipotetiche) strutture antisismiche, con tanto di attendibilissimi test di laboratorio alla mano, fossero di gran lunga superiori rispetto a quelle giapponesi, per esempio... ah sì? Buono a sapersi!
@Robiciattola, @Nadia
ragazze, non sono d'accordo sull'andar giù troppo di morale. Difficile non farlo, lo so bene, però vi voglio agguerrite e toniche. C'è bisogno di giovani pensanti, c'è bisogno di spostare la bilancia dal "diredire stradire" al "fare" e convincersi che - tradendo uno dei principali dettami della sinistra - non siamo tutti uguali. Non è detto che tutti si debba fallire. E poi, qui mi rivolgo agli anzianotti tra noi, smettiamola di sbuffare e gridare che tutto va male, che non c'è più nessuno che pensa, che tutto è perduto. L'esempio che diamo ai giovani è pessimo, basta demoralizzare la gente. Le Nadie e le Robiciattole devono anche, ogni tanto, poter respirare e non farsi carico dei lamenti uggiosi.
Penso positivo?
Vabbè, penserò positivo e quindi immagino che il nuovo piano casa verrà stoppato per introdurre i correttivi in favore di un'edilizia secondo le norme anti-sismiche.
Si pensava costasse di più ma come l'Abruzzo insegna costa infinitamente meno quando si arriva al dunque.
Permetta, quindi, a suo dire: pensiamo positivo (e tonico) e avanti tutta. Guardi, ho proprio davanti il mio giardinetto zen con tanto di rastrellino...
Gli anzianotti stoici (e barricati) avranno pure i loro motivi per dire che poco o nulla procede bene. I salassi di fervido ottimismo sono ben accetti ma dopo un'attenta panoramica a 360 (gradi)
Ho un parente architetto: la prime reazione di tutti gli addetti ai lavori (costruttori, geometri....e anche dei clienti) a qualsiasi norma che abbia, in passato, tentato di regolamentare la sicurezza degli edifici e certificarne la solidità è: "Ma è proprio obbligatorio questo certificato? Noi non ne sapevamo nulla....Che palle, tutte 'ste leggi..e poi costa troppo" e via dicendo. Con risultati immaginabili.
Praticamente la metà delle abitazioni italiane sono sorte tra gli anni '50 e '70, in pieno boom edilizio e prima di qualsiasi normativa antisismica, ma soprattutto con materiali scadenti. Quindi non mi preoccuperei più di tanto dei centri storici (che restano comunque un problema da affrontare), ma di tutti i megacondomini e palazzoni che costituiscono la maggior parte delle nostre case.
Sarò anche giovane, ma oggi faccio davvero fatica a riconoscermi in questo paese....
Stefano,
per nostra iniziativa e su incitamento anche dei gruppi di facebook cogliamo l'occasione di segnalarvi 2 post dettagliati
1)Preallarmare un terremoto? In giappone è già realtà
http://www.youkosoitalia.net/?p=1678
2)Armi giapponesi contro i terremoti: prevenzione ed organizzazione
http://www.youkosoitalia.net/?p=1667
su come il giappone affronta il fenomeno terremoti.
E' un nostro TENTATIVO di sensibilizzare più persone possibile nella speranza di copiare chi già ci è passato.
Si stà giocando con le vite umane...speriamo di essere stati utili.
Grazie
G&K
youkosoitalia.net
Caro Buso,
esiste un proverbio toscano che recita "il bisognino fa trotterellare la vecchia". Dunque insisto: per uscirne bisogna pensare positivo. D'accordo con lei poi circa la necessità di analizzare le cose a 360 gradi, fare approfondimenti completi, rastrellare bene i giardini zen, se questo serve. Poi però, stare fermi sulle gambe e lamentarsi solo è un lusso che dovremmo incominciare a valutare bene se permettercelo o meno. Indipendentemente dalla categoria di appartenenza: anzianotto in barrique o giovane in vasca d'acciaio. Dunque, per quanto mi riguarda, pensare positivo, tonico e avanti tutta è una necessità. Non mi sembra sia sinonimo di superficialità come intende lei. Buon lavoro e un saluto.
110 milioni di euro sono stati stanziati per la ricostruzione.
Dalla CE potrebbero arrivare alcune centinaia di milioni di euro.
Pensiamo a cosa è accaduto in Irpinia e cosa accade da trent'anni nei cantieri della Salerno-Reggio Calabria.
Pensiamo a Gomorra, alla camorra e le discariche abusive.
Pensate che il fiume di milioni di euro che arriveranno in Abruzzo saranno spesi in modo limpido?
Chi controllerà la spesa e la qualità della spesa?
Pensare positivo o guardare in faccia la realtà?
Vivere bene nel proprio giardino zen o affrontare i problemi rendendosi conto dello stato delle cose?
Condannare chi ha certificato l'ospedale come antisismico o dargli una pacca e dirgli "vabbe' la prossima volta magari meno sabbia in quel cemento"?
Qui non bisonga pensare positivo, bisogna capire che se continuiamo così andiamo incontro a problemi ben più gravi. Immaginate cosa sarebbe successo se avessero già costruito in quelle zone in una bella centrale nucleare "antisismica al 100%".
Mi vengono i brividi.
Fassone, nessuna polemica da parte mia. Detto questo è come assistere ad un inesorabile effetto domino: cadono le ideologie, le idee, i punti fermi, i simboli e...i palazzi. A cosa credere ora, un bel dilemma. La domanda di Stefano Bonilli è di una verità disarmante. Ma chi se la sente di dare una risposta...
Per prima cosa credo in me, che sono giovane, e credo anche nelle persone che ho al mio fianco e anche a molti altri, ovvio non penso che tutti i giovani avranno voglia di fare, ma vedo un pessimismo esagerato su di noi, e per come sono fatto voglio proprio sfatare questa convinzione e questo mi dona nuova carica. Sul fatto dell'andare via fino a 25 anni non mi trovo d'accordo in quanto poi non si avrebbe sensibilità sui problemi italiani. E per come sono fatto...non credo che l'erba del vicino sia sempre più verde!!
Per quanto riguarda la domanda di Stefano Bonilli...ovviamente dovremmo dire no come il buon complottismo stile italiano ci suggerisce, ma io ci spero lo stesso. Già so che non verrano spesi tutti in modo limpido, ma io mi accontento anche che il 60% di questi milioni vengano spesi in maniera oculata, detto terra a terra non credo che se io fossi al loro posto li spenderei tutti bene (eccesso di sincerità forse)!
Dario Pedroni
Qualcosa in più sulla storia dell'ospedale: http://www.corriere.it/cronache/09_aprile_08/anni_sperchi_ospedale_caccia_f8680f78-23ff-11de-a75a-00144f02aabc.shtml
Pascarella, ma che dici? Pensare positivo e guardare in faccia la realtà devono essere per forza due cose incompatibili e inconcigliabili? Ma chi l'ha detto, che pensare positivo significa dare pacche sulle spalle a quei ladri responsabili della costruzione dell'ospedale? Combattere significa pensare e credere di farcela e dunque, in qualche maniera, pensare positivo. Evviva Pedroni per quanto mi riguarda.
la realtà è che questo paese è tremendamente malato. è malato nell'assoluta mancanza di onestà, da parte di quasi tutti e soprattutto di tutti quelli, e sono naturalmente tanti, che hanno un piccolissimo potere: il geometra, il costruttore, l'architetto che firma la costruzione o la ristrutturazione , il piccolo assessore del paesino, i controllori ecc ecc ( e qui si parla solo di questo settore.. in tutti gli altri è la stessa cosa). se pensiamo solo a quanto già si è parlato in passato del problema della qualità del cemento armato impiegato anche nelle grandi infrastrutture.... ma , in fondo, tutti se ne fottono fino a quando cadrà un ponte su cui in quel momento transiterà un eurostar con qualche centinaia di persone.( e visto che lo usiamo in tanti, Bonilli, Farina ed anche il piccolo sottoscritto speriamo di non esserci sopra noi ) .ed anche li inchieste , esecrazioni, funerali di stato e poi via si riparte . in fondo sono morti degli altri , mica noi. è la roulette che gira, dobbiamo morire tutti prima o poi, no? l'Italia è un paese splendido di suo,baciato dal sole e dalla natura e purtroppo bacato da noi stessi, dagli italiani.( che poi oggi dire italiani avrà un senso?).sarà l'età ,che porta disincanto e tanto cinismo, ma io non riesco piu' a pensare positivo sul mio paese. i giovani ,se veramente ancora ne esiste qualcuno che si sente nascere dentro il sacro fuoco del "bene", facciano pure perchè è giusto crederci, se ci credi. io non mi sento piu' nemmeno di fare un gesto di solidarietà diciamo cosi' istituzionale verso questa gente, non mi fido, troppe volte in passato i denari non sono mai arrivati. quando le telecamere si spegneranno, fra poco, perchè si spegneranno !! quando i presidenti del consiglio si saranno rotti i coglioni di andare avanti e indietro da roma con l'elicottero vestiti come un gerarca fascista( e comunque ci fosse stato anche Prodi , per esempio, penserei uguale), dicevo quando tutto si sarà un poco calmato, prendero' su la mia auto, la riempiro' di giocattoli( che almeno i bimbi abbiano diritto ad un barlume di felicità) e nei miei limiti cerchero' di dare una mano ad una famiglia, ad un uomo che guardero ' negli occhi per cercare di capire ,almeno, se è un uomo meno di merda di me e della maggior parte dei miei" compatrioti". pero' non mangero' li' perchè già immagino che gli staranno rifilando roba orribile e scaduta, approfittando come sempre delle disgrazie altrui per fare soldi. Me ne andro' da Uliassi, anche un po' cinicamente sollevato dal fatto che a me, anche questa volta, è andata bene.
Io non riesco più a pensare positivo.
Dice Dario "io mi accontento anche che il 60% di questi milioni vengano spesi in maniera oculata".
Io no, cazzo. Io no. A me il magna magna italico mi da' la nausa. Si magna sempre sulle spalle degli altri. Che schifo.
Evviva! Evviva Pedroni! Si prenderebbe solo il 40%. Eleggiamolo a primo ministro.
Ho letto attentamente tutti i post e non credo che il problema sia pensare positivo o negativo. Il problema risiede alla radice della nostra società, del nostro essere, non nella politica che ne è una conseguenza logica.
I politici non vengono da Marte, i politici siamo noi che, come dice Pedroni (con eccesso di apprezzabile sincerità), al loro posto probabilmente farebbe lo stesso. La politica, così come è concepita, inserita in un contesto sociale che è quello dell'apparire, è una splendida occasione per sistemarsi a vita, per fare del "bene" a parenti e amici e se qualcuno entra in politica con tutte le buone intenzioni viene travolto irrimediabilmente dal sistema, tanto alla fine che il debito pubblico sia 1600 miliardi di euro più un paio di ville con piscina poco cambia. Napoli, come tante altre città d'Italia, è tutta un cantiere, non c'è strada, piazza, vicolo, che non sia transennata, sembra che il terremoto ci sia stato il mese scorso e non trenta anni fa. A cinque opere giuste se ne aggiungono altre cento, duecento che tengono buoni assessori, sottosegretari, portaborse che magari non hanno avuto "spazio" in qualche altro business come, ad esempio, quello della spazzatura.
Allora quale migliore occasione, dopo le esequie, per amministratori, geometri ed ingegneri grazie ad un terremoto? A me dispiace scrivere queste cose perchè so altrettanto bene che l'Italia non è solo questa, c'è un Italia, purtroppo silenziosa, onesta, che produce e c'è anche un Italia campione di solidarietà, come ad esempio quella del web, dove ci sono migliaia di persone che offrono i loro alloggi ai senzatetto ma non sono quelli che comandano e decidono per gli altri. La politica è diventata il mondo degli affari per tanti e per quelli che i soldi li hanno già fatti un utilissimo strumento per esercitare il proprio potere. Personalmente mi meraviglio molto quando sento ancora persone parlare di destra, sinistra, o credere che la Brambilla sia peggio o meglio di qualcun altro. Loro fanno solo finta di litigare, di contrapporsi, poi si ritrovano tutti insieme in un bel ristorante, non da Roscioli caro Bonilli, ma piuttosto da Beck, a brindare con baroli e brunelli con "sentori di..."
Il 40% è il livello che mi piacerebbe raggiungere con i politici assessori geometri ecc, che ci sono ora. Io non dico che se fossi al loro posto terrei il 40% per me, primo perchè non si finanzia solo una persona ma un sistema, ma soprattutto dico solo che se chi è al governo, o comunque ha il potere, oltre a pensare a se pensa pure al paese è già una vittoria. A parer mio mai nessuno che raggiunga una posizione di "comando" saarà orientato solo a pensare al bene dell'Italia (e di qualsiasi altro paese al mondo)!
Tutto qui
In molti paesi si finisce in galera per molto meno dell'1%.
Inutile negare la realtà, la nostra cultura è bacata.
Mi pare che questo dibattito stia scivolando verso i soliti concetti del "tanto è tutto un magna magna", "politici ladroni", "è il solito schifo" ecc. ecc..
Intanto direi che i politici li elegiamo noi e quindi ci rappresentano e quindi, forse, abbiamo quello che meritiamo!
Poi direi che è inutile ripetere la solita storia che i politici pensano solo a sistemare la famiglia, ad intascare i soldi ecc. Oggi la politica è una professione e come per tutte le altre professioni (giornalista, medico, avvocato, notaio, professore universitario ecc.) consente un accesso privilegiato (talvolta esclusivo) ai figli. Non sopporto la morale sul politico che pensa solo alla famiglia quando se un ragazzo vuol fare il giornalista deve avere un parente/amico che lo introduca, se vuol fare l'avvocato deve avere un parente/amico con il quale iniziare ecc.
Viviamo in un Paese con tanti problemi ma anche con tanta gente che cerca di risolverli ed una classe politica che non sarà il massimo ma non è nemmeno il peggio che esista sul pianeta. Forse in momenti come questo bisognerebbe cercare di litigare di meno (penso per esempio ai dibattiti sterili che ho visto in TV in questi giorni) e capire come lavorare insieme per ridare speranza a tanta gente ed evitare che accadano nuovamente tragedie simili...
Non credo granchè all'utilità sociale dei socialnetwork (anche se ne sono un fruitore), tuttavia ritengo che andrebbero usati come mezzi per fare proposte, per dare contenuti e non solamente come valvole di sfogo dei nostri umori...
Credo che il problema sollevato dalla tragedia di L'Aquila sia come introdurre una cultura "sostenibile" anche in campo antisismico. E' un tema analogo a quelli tante volte trattati anche in questo blog circa la "sostenibilità" delle abitudini alimentari, dei consumi energetici ecc. E la risposta a mio avviso non può essere che tanto non cambierà nulla perche è "il solito magna magna". Credo che negli ultimi anni, soprattutto sul tema del risparmio energetico e dell'efficianza, qualcosa nel nostro DNA sia realmente cambiato e credo di poter dire che ciò sia avvenuto anche grazie a scelte fatte a livello POLITICO. Questa tragedia ci sta dicendo che deve esistere anche alla "sostenibilità" antisismica. Come tradurre questo messaggio in modo che venga recepito dal nostro DNA e non venga invece dimenticato fra qualche mese?
Infine vorrei lanciare una provocazione: le scosse a L'Aquila si ripetevano da dicembre! Ho amici i cui genitori dormivano in auto già da qualche settimana. Ma qualcuno di voi (ovviamente intendo i non Aquilani) sapeva nulla di tutto ciò? Dove sono stati tutto questo tempo le TV ed i giornali sempre puntuali a fornirci la dichiarazione dell'On. tal de tali? Credo ci si dovrebbe interrogare anche sulla funzione della stampa oggi nel nostro Paese...
D'accordo che ogni popolo ha il governo che si merita ma non credo sia giusto equiparare professioni come giornalisti, avvocati, notai ai politici. Questi ultimi, differentemente dagli altri, "dovrebbero" gestire l'interesse di tutti e quindi avvertire un senso di responsabilità maggiore e dare quindi il buon esempio. Tutto sulla carta.
ma il problema, caro Maurizio, è che non si nasce nè giornalista nè avvocato, si nasce. e come disse toto' ,che dovrebbe esserti familiare, io nacqui. (stronzo dico io) che poi quando divieni politico tiri fuori tutto il peggio che hai dentro. io, cinicamente sono ormai giunto a pensare che chiunque di noi, ma veramente chiunque, giunto li' diventi quello che ormai si vede sempre piu'. forse fa parte della natura umana, di quella italiana sicuro. è di oggi la notizia, se vera, che i direttori delle banche abruzzesi stanno chiamando i lori clienti delle zone terremotate chiedendo il rispetto dei pagamenti del mese per i prestiti ed i mutui. loro diranno che sono obbligati dai superiori. io dico solo che fanno schifo, come uomini. ottimi potenziali politici, per il futuro.
Giancarlo per il rispetto che ho per il Principe de Curtis devo correggere la tua citazione.
Totò disse "Signori si nasce e io lo nacqui", hai dimenticato il "lo". Particolare non da poco. Se Totò potesse dire la sua in questo post forse ci ricorderebbe del comizio del parlamentare Antonio La trippa, quello del "vota Antonio vota Antonio" il quale rivolgendosi al popolo disse: "Se io vi dicessi che una volta eletto farei costruire scuole, strade, acquedotti, case, voi ci credereste?"
Il popolo: "Sii". La trippa: "E allora sapete che vi dico? Che siete dei fessi...."
mi inchino alla tua napoletanità 100%100. io ci ho solo un ottavo, anzi un'ottavina essendo una nonna.