07
Mag 2009
ore 15:26
ore 15:26
100 Osterie contro il degrado di Bologna

Con Daniele Minarelli, patron dell'Osteria Bottega
100 Osterie contro il degrado di una città che sta perdendo l'anima.E' la proposta che la lista civica Bologna 2014, che appoggia il candidato sindaco del Pd Delbono, ha presentato l'altro giorno alla città.
E a presentare questo progetto sono andato io, vecchio giornalista gastronomico ma anche vecchio giornalista politico e, soprattutto, vecchio bolognese e con me uno dei promotori della lista, il professor Max Bergami, direttore di Alma e gourmet eccezionale..
Naturalmente la presentazione è avvenuta in un'osteria, l'Osteria Bottega di Daniele Minarelli e c'erano anche gli altri nove firmatari della proposta, titolari di altrettante osterie: Antica Osteria Romagnola, Caminetto d'Oro, Cantina Bentivoglio, Godot Wine Bar, La Bandiga, Osteria N. 7, Pizzeria Vito (San Luca), Ristorante Il Cambio, Scaccomatto.

Max Bergami
Di solito la politica non si interessa della gastronomia, dei ristoranti e dei clienti ma in questo caso sono stati dei gourmet che hanno fatto irruzione nella politica proponendo di valorizzare la gastronomia, farne uno strumento di crescita - la Catalogna insegna - e anche uno strumento di formazione e fare di Bologna la vetrina enogastronomica della regione.
Vediamo se Del Bono, che è venuto alla presentazione e al successivo pranzo - buoni come sempre i tortellini, eccellente la cotoletta alla bolognese - se eletto si ricorderà delle nostre proposte.
E pensare che la mia insofferenza nei confronti di questa politica era ormai totale :-))
Stefano Bonilli
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CATEGORIA Community | TAG 100 Osterie, Bologna 2014, Del Bono, gastronomia, gourmet, sindaco di Bologna
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Bilbao ha il suo museo attrattore, Bologna può vantare (anche) le sue trattorie. Io amo la Cantina Bentivoglio. L'idea è bella e non solo perchè è il contrario delle cene elettorali (in cui la gastronomia non eccelle). Ottima questa politica gastronomica!
Scusate ma la citazione è obbligatoria:
Sono ancora aperte come un tempo le osterie di fuori porta,ma la gente che ci andava a bere fuori o dentro è tutta morta:qualcuno è andato per formarsi, chi per seguire la ragione,chi perchè stanco di giocare, bere il vino, sputtanarsi ed è una morte un po' peggiore.
FG
Bellissima cosa. Penso anche al progetto Fondazione Alicia di cui parlava Quique Dacosta su Repubblica di domenica: in Spagna un turista su quattro arriva per conoscere la gastronomia. Ben venga una iniziativa simile, ed è bello che parta da Bologna. In bocca al lupo ai candidati e a Piero Pompili in particolare.
A Bari il candidato sindaco di Berlusconi ha tapezzato la città di giganteschi manifesti elettorali con la propria immagine e l'enorme scritta programmatica "Baricellona".
Questo ripetuto, sbandierato e trasversale richiamo alla Catalogna, alla sua capitale, come esempi da seguire mi fa sorridere.....magari anche un po' amaramente.
Ciao
Bella cosa. E mille in bocca al lupo a Piero e tutti quanti sono seriamente coinvolti in questo tentativo di dare una svolta alle cose. Poi, permettetemelo visto che sono un membro anziano del gruppo: Evviva la Compagnia dei Tortellini. Sempre, comunque, dovunque.
Lodevole iniziativa, ma a patto che non sia solo una cosa di facciata, che si punti realmente alla qualità, i 10 firmatari (almeno quelli in cui ho mangiato, circa la metà) la fanno, ma intorno a loro il panorama è desolante.
@Fabrizio Scarpato, la distanza che ci separa della Spagna in questo campo è abissale, martedì sera ero a cena proprio a El Poblet e all'uscita mi hanno regalato una pubblicazione di 300 pagine contenente tutte i ristoranti ed alberghi di eccellenza iberici. Un piccolo esempio di come promuovano il loro territorio e valorizzino le proprie eccellenze!
L'iniziativa è finalmente qualcosa di nuovo che si muove in una città che ha vissuto solo per la Fiera e le sue piccole e medie aziende meccaniche e da qualche anno, con grande fatica, si sta provando a muovere in altri ambiti per attirare turisti.
Rimangono tanti problemi, tante idee non sfruttate, qualche volta si assiste al passo del gambero per la paura di far troppo, di osare, e non solo da parte dei politici, anzi.
Ci si è crogiolati sugli allori degli incassi facili e adesso invece il cliente e il turista bisogna conquistarselo con le unghie.
Speriamo che si entri in una prospettiva più ampia che non sia solo la glorificazione del tortellino, che ci farebbe rimanere nel provincialismo che ci sta avvolgendo ultimamente, ma anche cultura e arte (MamBo è vivo? Mostre che richiamino visitatori come sta facendo pure Ravenna?), e poi un centro storico che inviti le famiglie a passeggiare e a riscoprire le botteghe e i piccoli negozi senza ascoltare le sirene di certi commercianti (sempre quelli) che tanto loro son già conosciuti e il cliente va lì anche parcheggiando in doppia fila.
Scusate un po' lo sfogo, ma sono sogni che in tanti qui a Bologna abbiamo da anni e aspettiamo qualcuno che abbia il coraggio di provare a mettere in pratica.
Anche osando, anche sbagliando. E' facile perdonare chi almeno ha tentato.
Sarebbe emglio che i nuovi sindaci si preuccupassero di più della pulizia di Bologna in tutti i sensi ora come ora andare la sera nelle vie del centro c'è da aver paura e mi sembra una situazioni inostenibile il degrado generale...mai e dico mai ho visto una volante girare per il centro storico la sera!! riguardo alla gastronomi a saremo ancora in tempo Bologna è conosciuta in tutto il mondo..canneloni,ragù,lasagne.tortellini e mortadella stanno x Bologna se solo si sapesse un pò fare ci dovrebbe esser un minimo di tutrismo gastronomico cosa che non succede
perchè? la città è sporca,inquinata,pericolosa e non offre nulla per un turismo del genere se avessero in spagna o francia una città con la storia di Bologna ci avrebbero fatto una fortuna!!
io spero in Cazzola perchè non è un politico ma sarà dura rimettere in piedi la cosa è una situazione molto brutta.
Interessantissima iniziativa.....
Ho avuta la sfortuna pochi giorni orsono di imbattermi in un discorsino serale di Cazzola, presentato da Berselli e fatto a braccetto con Frabboni, ovviamente rivolto agli impreditorotti cittadini, e mi son detto che questo tizio, in virtù delle proprie "imprese" sportive ormai passate, crede di poter fare il bene della città. Mi sembra una storia già sentita e già vista...non ricordo dove....
E' un ricetta vecchia....l'uomo del fare che si mette al servizio dei cittadini...ma fare che?
"mai e dico mai ho visto una volante girare per il centro storico la sera!! "
Non hai mai girato evidentemente per Bologna la sera. Le volanti ci sono e ci son state, sia con Guazzaloca che con Cofferati (tanto per chiarire che non è un problema "politico").
E sinceramente il "Ah Signora mia, dove andremo a finire! Non si può più girare di sera e non ci sono più nemmeno le mezze stagioni!" lo cantava persino Dalla nel 1978! (30 anni che si sentono ste manfrine)
"Si esce poco la sera compreso quando è festa
e c'è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra" (L'anno che verrà)
I problemi non si risolvono con la volante della Polizia, si risolvono facendo vivere la città alla gente, portandolo in giro per le strade e non chiusa in scatolette da un parcheggio all'altro con isole separate come il pub dei punkabestia, il baretto dei fighetti e le ronde in giro con le bandiere del partito.
magari tenendo presente che il professor flavio si chiama delbono tutt'attaccato.
Non so cosa voi ne pensiate ma credo che se il problema esiste, considerata l'istituzione di questa altra nuova ennesima commissione, questo debba originariamente essere affrontato a livello regionale o addirittura provinciale, essendo troppo diversificata l'offerta del settore e perchè sempre proposta in tutti i piani di marketing locali.
Nasce la nuova "Commissione per la promozione e il sostegno del turismo enogastronomico".
A tenerla a battesimo, martedì 12 maggio a Roma, alle ore 17, nelle prestigiosa sala Impero di Palazzo Taverna (via di Monte Giordano 36), sarà il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega al Turismo, on. Michela Vittoria Brambilla, con il ministro delle Politiche Agricole, on. Luca Zaia, il presidente onorario della Commissione Gualtiero Marchesi, figura di riferimento e ambasciatore a livello internazionale della grande ristorazione italiana, e il coordinatore della commissione, il giornalista Pierluigi Ronchetti.
Nel corso della conferenza stampa, verranno presentati i progetti che la commissione sta elaborando per il rilancio dell'immagine e delle eccellenze italiane del settore dell'enogastronomia in Italia e nel mondo. Obiettivo primario dell'iniziativa è far sì che la ricchezza, la qualità e la storia della cucina italiana, siano sempre di più motivo di richiamo per il turismo nazionale ed internazionale.
Nel corso dell'incontro, Gualtiero Marchesi farà un'anticipazione del suo personale "decalogo della vera cucina italiana".
Ho dovuto rileggere per ben due volte il nome di chi aveva postato questo commento.
Mi è così perfettamente in sintonia che credevo di averlo scritto io
Genova è uguale e quindi... complimenti!
luciano
Hansen,
Il progetto 100 Osterie per Bologna è uno dei tanti modi per cominciare a sanare il problema di degrado che si percepisce nelle strade di Bologna. Si tratta di una proposta concreta (e se vogliamo nuova nel suo genere) che è già operativa da parte di quegli Osti che hanno sottoscritto il codice di autodisciplina proposto dalla Lista Civica Bologna2014. Certo, non sarà l’unica maniera per combattere il degrado ma almeno qualcosa di concreto è accaduto e la cosa più importante è che è avvenuto ancor prima che un sindaco (di destra o sinistra che sia) fosse eletto, a testimonianza che c’è una gran voglia di fare a cominciare da chi Bologna la vive tutti i giorni.
Visto che in questo post si è sollevato il problema del degrado, in qualità di Oste (che ha sottoscritto il programma) e Candidato alla lista Bologna2014 mi permetto brevemente che di dire nel nostro programma (che è in appoggio a quello di Flavio Delbono) c’è intenzione di combattere il degrado su più fronti, in primis aumentando in strada la presenza dei vigili di quartiere 24/24h e non solo nelle zone più degradate, in secondo luogo restituendo quei spazi come il Link e il Livello 57 che sono venuti a mancare a molti giovani che oggi sostano in alcune piazze di Bologna offrendo sicuramente un senso di disordine e degrado ma che in realtà oltre a schiamazzi notturni (che cmq restano un problema per molti cittadini) non commettono nulla di male e di certo, non è con la repressione che in una società civile si combatte il degrado.
Tra l’altro nel nostro programma è in questo caso mi ricollego al mondo della ristorazione bolognese è in previsione di far tornare a godere i cittadini con le verande esterne (mobili) perché a nostro avviso il fatto che fossero state vietate, non ha fatto altro che contribuire “a chiuderci dentro” come se dovessimo aver paura delle nostre piazze, in realtà dobbiamo rimpossessarcene e questo è possibile anche grazie all’attenzione di molti osti che vogliono offrire l’opportunità di far vivere Bologna, ed è un bel modo intelligente di combattere il degrado.
Se qualcuno vuole discutere di 100 osterie per Bologna oppure ha idee nuove da proporre sono tutte orecchie..scusate se sono un po’ uscito dal discorso originario.
Piero Pompili
Iniziativa un pò provinciale come al solito. E il Kebab, il sushi?
Mi raccomando, andiamoci piano con questa tipicità, assai culturalmente scorretta in tempi di globalizzazione.
Ad Majora
entro a piedi uniti con un ot ma come sempre non so dove piazzarmi . solo due righe sulla splendida serata da Uliassi ieri sera, di cui avevo accennato nel post precedente.
Uliassi conferma doti meravigliose, in continuo divenire. straordinaria nettezza nei sapori e sapienti ed originali commistioni fra materie che pensarle insieme ci vuole uomo molto ispirato.
solo per fare un esempio,l'anima di un calamaretto del suo "Calamaretto Rimini Festival" mi si è palesata esprimendomi la sua NON contrarietà per essere finita si in un piatto, ma almeno di cotanta maestria!!. il sottoscritto ed il suo compagno di merende, il solito " svizzero- napoletano", ad un certo punto volavano cosi' alti da perdersi fra le nuvole........ certo in questo aiutati anche dalla leggiadria della stupenda Catia.
grazie Mauro Uliassi, ci aspettavamo molto ma ci hai saputo dare anche di piu'.
Per fortuna che Gagliardi ci mette il suo pepe internazionale :-)) ne sentivamo il bisogno.
Muccapazza for president!!!! :-))
"Se avessero in spagna o francia una città con la storia di Bologna ci avrebbero fatto una fortuna!!"
Non esageriamo adesso. Amo Bologna, é la cittá italiana che piú amo visitare, anche se non sono bolognese, diciamo che potrebbe fare concorrenza a cittá di medie dimensioni, tipo Lille o Saragozza, ma Barcellona é un'altra cosa. E poi la Bologna autentica non esiste piú: basta sfogliare testi come Bologna ferita per rendersi conto che a parte poche eccezioni la Bologna prebellica non aveva subito quelle distruzioni e lacerazioni della Bologna post 45, che coincide con quella attuale. Per rilanciare la cittá basterebbe poco comunque, e qui l'amministrazione di sinistra é colpevole quasi quanto le varie amministrazioni di Venezia, Milano, Firenze. Penso a gioielli meno conosciuti come la Cappella Bentivoglio, San Domenico che dovrebbe essere un passaggio obbligatorio per tutti quelli che amano Michelangelo, (e nel mondo sono milioni)penso alla pinacoteca nazionale, che é uno dei musei piú importanti del mondo e non ci va nessuno, alla zona simil Navigli. La seconda via é la gastronomia, su questo non ci piove, e gli hotel: e qui Bologna ha prezzi davvero unici al mondo. Un turista straniero é disposto a spenderli per un'esperienza unica a Venezia, ma in una cittá piú normale come Bologna no, e quindi o non ci va o non ci torna. Ció che mi appare davvero incomprensibile é come sia cosí difficile trovare una trattoria tradizionale di qualitá che offra lasagne, ragú, cotoletta e zuppa inglese a prezzi accettabili. D'altronde si tratta di una materia prima povera, no? Qualcuno mi sa dare un giudizio su Salumi e Baci Tamburini? Come mai Giovanni Tamburini non fa parte del gruppo (forse ha simpatie destrorse?)Eppure il mito di Bologna nel mondo esiste ancora:
http://elviajero.elpais.com/articulo/viajes/Bolonia/docta/gorda/roja/elpviavia/20090502elpviavje_2/Tes
Se Tamburini aderisce tutti contenti ma il negozio, e questo è un mio giudizio personale, è decaduto ormai da un quindicennio.
Non capire che quel gioiello non doveva puntare sulla banalizzazione fino al punto di mettere i tortellini fatti a macchina in vetrina, è stato l'errore, non capire che il negozio doveva diventare la vetrina dei tesori della regione il secondo errore, non capire che un negozio storico deve sapersi rinnovare nella continuità è stato il terzo errore.
Oggi Bologna brilla per la sua mediocrità.
In tutto.
Il prossimo ottobre sarò per la ventisettesima volta al Cersaie di Bologna, è per me la settimana più faticosa dell'anno mal mitigata dalla pessima ristorazione cittadina....si potrà finalmente celebrare un "de profundis" ai famosi "tris" bolognesi o sarò ancora costretto ad emigrare in quel di Savigno?
io ieri ero a Bologna a mezzogiorno e volevo mangiare giusto un piatto per non ingolfarmi ed ho buttato l'occhio dentro e fuori. cosi' a naso anche stavolta tamburini non mi ha ispirato piu' di tanto. non ci ho mangiato e non ci ho comprato nulla: non mi sembra piu' il tamburini di una volta.
Gagliardi,
abbiamo già avuto modo di interagire in internet e sai che sono una persona aperta alle critiche purchè siano costruttive e aiutino a comprendere meglio. Che significa un'iniziativa un pò provinciale? Cosa vuoi intendere?
Citi il sushi e il kebab ma non capisco quello che vuoi dire, provo cmq a risponderti.
Personalmente, in qualità di promotore di 100 Osterie per Bologna mi farebbe piacere se sottoscrivessero il progetto anche ristoranti etnici, in questo progetto, nessuno vuole escludere nessuno ma è piuttosto evidente che nella fase iniziale e il contesto sul quale si basa risulti ovvia la scelta di valorizzare la storia gastronomica della città. Dopo tutto anche Slow Food ha iniziato con un processo di salvaguardia delle tradizioni regionali e solo dopo aver consolidato i prodotti e le cucine regionali si è lanciata in un progetto più grande come quello di Terra Madre. Gastronomicamente nel mondo siamo conosciuti per gli Spaghetti alla Bolognese (che non sono mai esistiti), ecco, se non siamo stati capaci di valorizzare quello che più conosciamo pensa te come potremmo valorizzare il Sushi e il Kebab..
Piero Pompili
Ma sai che sei convincente, come candidato? ;-)
Scusa, invece di googlare pigramente approfitto e chiedo:
ma a Bologna non esistono i dehors/verande/tavolini all'esterno di nessun tipo di locale?
E non ci neanche più il Link e il Livello57 (e chissà il Covo e l'Estragon che fanno)
oddio, mi spiace sapere che Tamburini non è più il Tamburini chefrequentavo 30 anni fa :-(
Per prima cosa vorrei dire che non avevo mai scritto prima d'ora, ma seguo ormai da un anno quotidianamente questo blog: grazie Bonilli. Stavolta mi sono lanciata perchè è un tema che coinvolge più che direttamente. Sono nata e vivo a 15 km da Bologna e anche se ho un bagaglio di esperienze ridicolo rispetto a che scrive qui vorrei dirvi che è vero, Bologna è cambiata. Me la ricordo quando non più di 15 anni fa mia mamma, il sabato, mi portava a comprar le scarpe nuove per la stagione e si prendeva la pizza da Altero. Poi le prime volte che si faceva un giro in centro e si arrivava in stazione me la ricordo meno sporca, meno lasciata andare. c'era il giro in montagnola, con le bancarelle di usato in cui si scovavano dei veri tesori e logicamente le magliette dei gruppi e i pantaloni con le tasche, si giravano i negozi di dischi e si tornava a casa contenti perchè avevi visto qualcosa di più del tuo paesino di provincia, avevi recepito gli stimoli per crescere, per capire qualcosa su come e cosa avresti voluto essere. Poi c'è stata l'Università, con mio piacere sono stata relegata a porta Saragozza e la cosa più bella di ogni giorno è sempre stato il tragitto a piedi dalla stazione alla facoltà e vicevesa, in tempo di record ma comunque bellissimo perchè ogni giorno scoprivo uno scorcio nuovo, riuscivo a fare una strada un pochino diversa che magari ti faceva vedere quella o quell'altra vetrina. I pranzi con la pasta preaparata al momento dalla pasta fresca subito fuori porta, il panino fatto al momento dalla gastronomeria dell'angolo, oppure ancora la pizza al taglio con un gusti sempre diversi di fronte alla segreteria. E le sere, ogni tanto si riusciva anche ad andare al cinema in centro. Ora hanno chiuso il Nosadella. Mi ricordo come fosse ieri la prima volta che mio babbo mi ha portato da Vito. Era luglio e mia mamma e mia sorella erano in vacanza. Oggi se voglio mangiar la pizza a Bologna prendo e vado a San Luca. Per forza!!! Poi circa un anno fa, parlando con il mio gelataio di fiducia a Castel San Pietro è venuto il discorso che se devo uscire a cena a Bologna non sapevo devo andare. Dopo 2 giorni mi ha fatto trovare una lista di 4 foglietti scritti in disordine fronte e retro con nomi e numeri di posti dove si mangia bene a Bologna (la sua città). Ancora non sono arrivata a provarli tutti, ma ci stiamo lavorando. Per ora è tutte le volte una sorpresa. L'ultimo è stato da Bertino: il carrello degli arrosti e la crema fritta!!! Uno degli ultimi compleanni festeggiati in famiglia invece l'abbiamo fatto al Sole. Quindi questa è Bologna per me.
Magari ho divagato, sono stata troppo "sentimentale" (forse sono andata sull'onda degli ultimi post) però ci tenevo a far capire quanto siano apprezzate certe idee, quanto sia bello sapere che questa città la vogliamo ancora vivere fino in fondo. E vorrei che i miei figli o anche solo i ragazzini di oggi potessero avere tutto questo. Grazie.
Caro Pompili, evidentemente non segui normalmente il blog e quindi non hai colto lo spirito (ironico) dell'intervento. Poco male.
Complimenti per l'iniziativa.
Ad Majora
@lelena
ma, con tutta la comprensione per le sue neiges d'antan, a chi gliene frega qualcosa se bologna è cambiata?
Stavo per mettere un'altro commento a metà tra il nostalgico e lo speranzoso.
Quello che ho vissuto sulla mia pelle è che di posti dove non spennano (tipo quelli elencati) e dove si mangai decente a bologna ce ne sono pochi. A partire dal coperto sopra i 2 euro, al vino ricaricato troppo, alla mancanza di qualità (io ho uno stomaco che è un analizzatore preciso, se non è tutto di alta qualità non digerisco).
E a bologna quel che manca sempre è l'attenzione a chi è in mezzo, forse mediocre, però la maggior parte delle persone.
Che non sono nè frequentatori di centri sociali nè dei circoli esclusivi...
Non vanno nelle bettole ma non possono andare nei ristoranti (e non chiamatele osterie, quelle erano un'altra cosa).
Di concreto ci sono proposte o sono i soliti manifesti per dirci quanto siamo bravi e buoni?
Un po' di pessimismo, scusate, sarà che non ho digerito il gelato di ieri sera...
Salve a tutti,
sento voci sempre più insistenti che mi dicono che dopo la morte del vecchio proprietario della pizzeria Altero, sia stato venduto tutto ai cinesi.
Qualcuno sa qualcosa? Mi potete confermare?
Le mie fonti sono diverse e tutte molto attendibili.
Grazie, un saluto a tutti