20
Mag 2009
ore 10:50
ore 10:50
Piccoli cuochi come le veline?

Foto Zbigniew Bzdak, Chicago Tribune
Greg Grossman ha 13 anni e cucina dall'età di 7.
Sta preparando un suo libro di cucina e ha in programma una serie televisiva.
I suoi eroi sono Ferran Adrià e Grant Achatz.
La foto lo ritrae nel corso del National Restaurant Association Show dove era l'ospite e la star.
E proprio un suo eroe, Grant Achatz, lo chef più importante e premiato di Chicago, re della cucina molecolare americana, lo ha invitato a cucinare con lui ad Alinea, il suo ristorante, il locale di punta di Chicago che, quanto ad alta ristorazione, se la batte da pari a pari con New York.

Dopo i bambini tennisti, le bambine ginnaste, le piccole nuotatrici pensate cosa potrebbe accadere in Italia se la moda della cucina portasse anche a questo, con inevitabile appendice televisiva: i piccoli cuochi creativi.
Come per altro sta per accadere a Greg, presto sui teleschermi americani.
Stefano Bonilli
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CATEGORIA Food TV | TAG Alinea, cucina molecolare, Grant Achatz, Greg Grossman, piccoli cuochi
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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".
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Resto un po' esterefatta davanti a questa notizia. Non per snobberia o per chissá quale senso morale. Semplicemente perchè, credo, la cucina sia qualcosa di diverso dagli altri campi in cui la giovane etá puó risultare un vantaggio, come nello sport, per esempio. Un grande cuoco non é quello meglio allenato. La grande cucina non é fatta solo dalla tecnica perfetta. Ci va qualcosaltro, una certa "cultura" che a 13 anni non puó certo essere giá salda! Non amo i luoghi comuni, ma mi sembra un po' una americanata. Mah...
Gentile Bonilli,
credo che i preposti nazionali si siano già interessati della grande risonanza mediatica dell'evento che nasce appunto negli U.S.A.
Credo anche che qualsiasi marketing televisivo possa essere importante e produttivo per l'intero sistema, per il movimento dei prodotti e quindi turismo o cultura; e poi anche Mozart a 4 anni componeva già i minuetti, perchè altri non possono avere tali predisposizioni in altri settori?
Forse l'esempio non calza perfettamente ma "tanto o tutto è sempre meglio di niente".
Cordialità
luciano
lo stereotipo di concetto di cuoco è spesso avvicinato – in Italia e dal ‘grande pubblico’ a qualcosa di semplice da svolgere, ad una professione scelta per ripiego, ad una figura sociale di secondo piano, alla ‘Prova del cuoco’ e adesso ai bambini.
Spero che la bambina Grossman continui a giocare almeno fino a 15/16 anni e che ai suoi genitori gli venga assegnato un assistente sociale. Fenomeni ‘da circo’ che distorgono e continuano a danneggiare la figura professionale.
Impedire ai genitori di costringere i propri figli a riscattare i loro insuccessi ed aspirazioni di vita. Questo dovrebbero fare. Non dargli una trasmissione.
... Mozart é morto a 35 anni.. e in fossa comune e la sua vita ed adoloscenza non sono certo un'aspirazione per i genitori... almeno spero
E' un ragazzino, non una bambina :-)) e comunque lascerei da parte Mozart, la cucina è un'altra cosa dalla musica.
Buongiorno!
Il format ''piccoli cuochi crescono'' e' gia' in preparazione a Londra per itv2... Per cui, siamo al dessert!
penso che invece la musica e la cucina siano due forme di espressione artistiche molto simili.
in tutte e due per esemmpio troviamo autori ed interpreti. cover band e cuochi copia incolla. Non trova?
Sior Bonilli buongiorno!
Oggi me ne vo' al Brown's ad una degustazione di vini organizzata dal Gamberorosso: e pensero' con un po' di nostalgia a com'era quando c'era lei!
@stefano bonilli
l'avevo detto che forse non calzava troppo ma comunque entrambi derivano dall'arte; arte musicale e quindi arte culinaria...come a dire se ce l'hai bene, se non l'hai è meglio che passi ad altro. :-)
@Eggi
auguro a quel bimbo di ripercorrere il successo di Mozart, quello tramandatoci; non certo l'esperienza di vita e di prematura e povera morte. :-)
era una metafora, viva Mozart e tutto quello che ci ha lasciato ;))
Cucina e musica sono cose differenti, senza dubbio. Ma così come la musica anche l'arte della cucina può essere appresa in giovane età.
I bambimi hanno una capacità di apprendimento straordinaria, una passione e un entusiasmo che non sempre negli adulti si ritrova.
ma se la cucina é fatta da tecnica, esperienza ed alimenti come si può apprendere in giovane età?
io sono giovanee ho,atto qualche buona esperienza ma mi stupisco della facilita con cui questo bambino , possa in qualche modo rappresentare il settore o in qualche modo un esempio....siamo noi troppo indietr in italia o che? so bene che si tratta di marketing...mah
Credo che per la tecnica si possa imparare nello stesso modo in cui un bambino di 8 anni (o poco più, non ricordo il nome, ho letto l'intervista mesi fa) suona il violino con una maestria che farebbe invidia a molti adulti... i problemi sono altri... gli altri bambini saranno in grado di capire che a loro ci vorrà di più per imparare le stesse cose (sempre ammesso che questo bambino abbia capacità superiori alla norma e non sia tutta questione di marketing)? e, in secondo luogo, non si perde qualcosa nel dedicare così presto se stessi a un mestiere e un'arte che richiede a chi la pratica così tanto?
P.S.: più del cuoco 12enne mi preoccupa il critico culinario 13enne (David Fishman)
sulla capacità di apprendere le possibilità sono inequivocabili. ma voglio sottolineare che la cucina non é un traguardo da raggiungere a tempo, non é uno spartito da imparare a memoria. naturalmente é solo marketing puro ma contesto le modalità di avvicinare una professione alla semplicità quotidiana: bambini, 20' per cucinare, lo spazio tipo 'gustoTG5.
lei pensa che i bambini che a 8 anni suonano 'concertisticamente' il violino lo facciano per passione o dna? non crede che alla base esista una masturbazione mentale regressa dei genitori?
il luogo comune che porterà a considerare critico un bambino di 13 anni trasformerà quelli che ne hanno 60 in vecchi dimenticando il parametro dell'esperienza che viene annullata considerando i 13
Chiaramente in gran parte è mania dei genitori, così come per il violino a otto anni. E come per il violino a quell'età di impara lo sparito, la tecnica, non credo l'interpretazione o quelle sfumature che fanno un grande violinista.
In cucina probabilmente è lo stesso, solo l'esperinza "adulta" distingue un bravo cuoco da un genio.
considera Giuseppe che trovo giustissimo e lecito avvicinare i bambini alla musica, alla danza allo sport. ci sono tanti bambini che cominciano a lavorare nei ristoranti di famiglia... tutto lecito. non concordo sull'esaltazione mediatica che questi bambini fenomemi ricevono un po' da tutti.
credo che l'utilizzo commerciale dei bambini risieda più in un un rapporto tra costi e share che sul puro 'esempio da seguire'
Credo che i bambini sviluppino inizialmente i propri interessi all'interno dell'ambiente in cui si crescono, ma che i genitori debbano essere in grado di guidarli nelle loro scelte. Nella mia famiglia siamo tre fratelli: tutti abbiamo imparato a cucinare quando eravamo piccoli, ma quando mia sorella minore ha scelto di iscriversi all'istituto alberghiero per fare cucina i miei genitori l'hanno subissata di domande per testare la sua effettiva volontà a proseguire nella sua scelta (erano abbastanza preoccupati che questa potesse essere in qualche modo correlata all'effetto "prova del cuoco").
Sono perfettamente d'accordo che la cucina non sia fatta solo di tecnica un traguardo da raggiungere a tempo (ma anche la musica, se per questo, credo sia fatta di altro) ed è chiaro che nel caso di alcuni bambini "prodigio" vi siano sono accentuazioni causate dalle velleità artistiche inespresse dei genitori, ma questi bambini sono 1 su 1000 (o forse anche meno, e non credo vivano poi così bene visto che gli si chiede di maturare esperienze che altri impiegano molto più tempo ad ottenere): il problema, come dicevo, sono gli altri.
Viviamo in una società che è sempre più rivolta verso la ricerca dell'"apparire" e credo che il settore della cucina ne risenta come ne risentono molti altri, e quindi può essere visto come una via per tentare la "comparsata". Il problema è che quello che mostrano le televisioni e le riviste è una visione edulcorata della vita in cui tutto è semplice e automatico (la fatica e lo studio necessario non si vedono mai) e che l'escalation del fenomeno non sembra arrestarsi in alcun modo.
@simone: non credo che l'Italia sia più indietro di altri, ma che in America si siano fatti prendere un po' la mano da bambini che fuoriescono dallo stereotipo dei loro coetanei dipendenti da fast-food e merendine.
Concordo al 100%!
Gentile Direttore, parlare di bambini e ristorazione ok ... ma quando senti parlare Cipriani di greggi, mandrie, pecore... io non riesco proprio a capire
Scoop!
Il Cernilli e il CEO di Gamberorosso Sergio Cellini al Brown's qui a Londra: e a una collega giornalista che voleva fare domande sul cambio di gestione etc è stato consigliato di stare zitta! Appppperò!!!
Ma nel frattempo questo bambino avrà frequentato la scuola? i cuochi delle ultime generazioni non sono più quelli delle barzellette ma sono persone colte, informate e molto spesso a conoscenza di una o più lingue straniere. Spero che i suoi genitori ci pensino perché senza un po' di scuola il futuro del piccolo Greg lo vedo male.
Di solito i giovani precoci hanno il buon gusto di scomparire presto dall'orizzonte. Mozart e Gauss sono solo felici ed irripetibili eccezioni. Basta portare pazienza.
Divertente.
Siamo sempre indietro.
Qui in Italia ancora critichiamo la cucina molecolare, quando in America è già un successo la spermatozoica.
Ma daiii!! io non ci credo!!
Qualcosa di strano ci dev'essere.... Ma dove sono mamma e papà!!?? Insomma qualcono faccia qualcosa... l'ospite, la star?? ma che scherziamo!!
Ciao :-)
no no, a me non piace sta faccenda.
perché?
i genitori, se non sono intelligenti (il che succede molto spesso!) ne approfittano e i bambini rischiano di fare un'esperienza terrificante per la loro crescita!
pasta al pomodoro e bastoncini findus tutta la vita a 13anni!!!
Caro Federico, non si deve meravigliare. È questo l'attuale stile della casa: arrogante e supponente.
A dir la verità non mi sembra tanto strano: ora gli chef sono (anche) star, quindi si attivano gli stessi meccanismi per le altre categorie di star - inclusi ragazzini prodigio con sistema di marketing costruito intorno. Se si stuferà, almeno avrà i soldi da parte per il college.
Almeno cucinare di per sè è anche un po' un gioco (invece del Dolce Forno gli hanno regalato una cucina professionale!).
Condivido il punto di vista di Elisa: il critico dodicenne è decisamente più spaventoso! :-)))
Il duo quanto a modi villani ha una lunga storia interna.
Ora si palesano anche all'esterno, ma non c'è nulla di nuovo, mi creda.
E' giusto far cominciare a cucinare anche da piccoli. Meglio il forno normale che il Dolce Forno... La cucina è anche manualità ed i gesti si trasmettono per imitazione e prove.
Quanto a farne un'esposizione mediatica, sono contraria, per la cucina e per qualunque altra cosa.
i geni esistono in tutti i campi...ora occorre capire dietro il paravento se si sta creando gossip o c'è del contenuto...dott. stefano bonilli come la vedi?
...comunque diciamo che i ragazzi si stanno abituando al mondo velina... chef che fanno pubblicita a pentole e surgelati...psicologicamente pensano di essere arrivati e di saper fare come loro si identificano ad immagini felliniane di mero e scarso contenuto...poi tutto e subito... la cucina diventa usa e getta
ma insomma, fatemi capire: perchè un bimbo che si accanisce sul violino va bene e un 'giovane' cuoco no?
Non pensiate che anche il piccolo violinista non abbia cultura, non è sempre tutta così 'naturale' la musica; c'è predisposizione, certo, ma poi se uno suona Mozart come Paganini, come Vivaldi? E' dopo la predisposizione naturale che arriva lo studio, la tecnica, la cultura... o è solo perchè si tocca un settore (quello culinario) un po' (?) in preda alle baronìe, le faide, le invidie??? Eppoi i bambini, si sa, sono sempre i più curiosi, i più 'maneggioni', i più vogliosi di fare cose nuove... chi non ha mai giocato all'età di due anni con i pentolini???