16
Mag 2009
ore 16:26

I bucatini della Frecciarossa

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Bucatini_Frecciarossa.jpg

Sono pazzo, lo ammetto.
Ieri sera ho fatto una delle cene più buone e divertenti della mia vita e oggi mi sono seduto al vagone ristorante del Es  9439 Frecciarossa Milano-Napoli delle 13,30.
La cena di ieri sera merita una racconto lungo con le belle foto fatte da Sigrid e Davide Dutto.
Il mio pranzo vale un breve racconto e un’immagine rubata con l’iPhone.
Mi domando sempre perché il treno di punta di Trenitalia debba avere un servizio di ristorazione così scadente.
Se non sbaglio Chef Express ha perso l’appalto dal primo luglio e nessuno dei passeggeri che si avventurano nel vagone ristorante rimpiangerà la loro dipartita.
Arrivano i francesi ed è buffo perché invece sui TGV ha vinto l’appalto Chef Express.
Il pranzo prevedeva bucatini pomodoro e basilico, scotti e micidiali per gli schizzi che ogni forchettata procurava.
Poi spezzatino alla romana e una mela.
31 € e tanta tristezza ma poi è partito il riscaldamento nella vettura ristorante e allora abbiamo capito che eravamo su Scherzi a parte e le sei persone che avevano scelto come me il pranzo ferroviario sono scappate.
Voi mangiate in treno?
Vi portate il panino?
Andate al bar del treno che solitamente è peggio del vagone ristorante?

commenti 58

Solitamente, nei viaggi, faccio una visitina a panetterie, pasticcerie o gastronomie nei dintorni della stazione e poi in treno mi tengo lontano dal vagone ristorante.

L'altro giorno ero a Napoli, e ho fatto scorta di sfogliatelle :-D (dopo essermi mangiato una fetta di pizza :-D )

16 Mag 2009 | ore 18:11

Piuttosto che mangiare nel vagone ristorante mi faccio fucilare alla schiena !!!
Nel 99,99% dei casi se il viaggio sarà lungo mi preparo la mia gluppettina da casa, con una mini tovaglia colorata e relativo tovagliolo di stoffa coordinato, posate in acciaio, bicchiere di vetro tipo ottavino, vino buono messo nella bottiglietta di vetro da mezzo litro di quelle che si chiudono con il tappo con la guarnizione arancione. Poi pane a fette avvolto nel suo contenitore in stoffa grezza e quei due tre contenitori in vetro con tappo sigillante da frigorifero con dentro il mio antipasto, primo e secondo. Mai la frutta, quasi sempre anche il dolce. Giuro, è un autentico rito da decenni, gli altri viaggiatori mi guardano sbalorditi, ridacchiano e sicuramente mi danno del matto ma a me piace mangiare bene sempre e comunque.
Una volta, con la mia compagna di allora e due amici, avevamo portato anche la borsa termica ed un paio di belle bottiglie di champagne e relativi bicchieri....che sboronata !!!
:-))

16 Mag 2009 | ore 18:38

E' vero, c'è bisogno di una serie di menu da viaggio e me ne penserò alcuni con relativa attrezzatura in vista di futuri viaggi.
Anche se - è una perversione, lo so - spesso non resisto al "fascino" del vagone ristorante.

16 Mag 2009 | ore 18:46

Una mia amica tedesca, consapevole di questa mia perversione mi ha regalato uno zainetto con dentro tutto, proprio tutto, il necessario ad apparecchiare degnamente una tavola per 4 persone. L'idea è bellissima, tutto è in plastica rigida riutilizzabile (si può mettere in lavastoviglie).
A me non piace perchè odio mangiare e bere da contenitori in plastica, però è veramente funzionale.
Ciao

16 Mag 2009 | ore 18:58

Molto carino il racconto. Anch'io di solito mi tengo lontana, salvo casi disperati. E'anche vero che il vagone ristorante, forse per il suo continuo movimento, esercita un certo fascino (aspettative spesso deluse). Comunque la tua pasta dalla foto non sembra malaccio (sarà la fame :-)

16 Mag 2009 | ore 20:22

È curioso pensare che la ‘ristorazione d’alta classe’ nasce proprio sui treni, poi le navi e poi ritorna sulla terra. Non riesco a prendere tre fregature sullo stesso tema ed ho mangiato solo due volte in treno, in Italia ed in Svizzera. Compagnie diverse, menu diversi, personale diverso ma stessa schifezza. Carne stracotta, pasta di scarsa qualità e un po’ più di stracotta.
Eppure penso che sia più facile gestirli bene i ‘ristoranti in movimento’. Basterebbe scegliere bene e pagare il personale, compreso il management.
Il problema dei treni è questo. Personale in cooperativa, forse con i contributi, a 800euro al mese… ma comunque senza passione per il lavoro, ari-compreso il management.

16 Mag 2009 | ore 20:38

Un paio di volte sono stato "costretto" a utilizzare il vagone ristorante. Esperienza tra il micidiale e il devastante. Alla fine paninetto al chiosco milanese, frittatina e babà a Napoli, pizzetta a Salerno, crepe alla marmellata di fragole a Parigi ecc ecc (ho avuto una stagione intensa con il treno....)

16 Mag 2009 | ore 21:53

Stesso rito, da sempre.
Prima di andare alla stazione sosta al bar Moccia, uno dei più conosciuti a Napoli, famoso per le sue pizzette, praticamente delle margherite in miniatura.
Obbligatorio prenderne qualcuna in più per il viaggio perchè mi è capitato spesso che il mio vicino di posto abbia riconosciuto la confezione e, a ruoli invertiti, per me sarebbe una tortura.
Mai comprato nulla sul treno, personalmente diffido pure del bacio perugina che ti lasciano sul tavolino....

16 Mag 2009 | ore 22:47

A proposito di acquisti in treno, mi chiedo perché Marchionne non compra il FrecciaRossa...

16 Mag 2009 | ore 23:15

Stefano Bonilli, ti odio:-))

cortese mi ha svegliato per farmi leggere questo tuo bellissimo post che il mio computer si rifiutava di farmi leggere.
e ti odio perchè mi ricorda un viaggio bellissimo (amo il treno ed i trenini) che feci piu' o meno nel 1991. fine settimana con ponte. partenza da milano centrale per parigi, gare di lione, circa alle 22.30.
carrozza letto.
stavo con la fidanzata del tempo, gnocca intrigantissima, di nome T.M.( forse mi legge e cosi' si ricorda pure lei.)
avevo preparato cestino spaziale con : panini con crema di pollo di Balzer di Bergamo, tramezzini fatti da me con insalata, salsa rosa e gamberetti, foie gras con pan brioche sempre di balzer e toast con prosciutto di praga e brie che, prezzolando il capo carrozza riuscii a farmi cuocere.


MAGNUM di cristal rose',ghiacciato.

T. era arrabbiata con me non so perchè e quella vacanza fu allucinante e non me la diede mai.

ma in treno prima di arrivare a Domodossola( se non ricordo male faceva quella linea) spazzamo tutto compresa la magnum e , probabilmente piu' per ringraziarmi di quel bendidio( la ragazza è sempre golosissima anche oggi che vive a roma) si " acconcio'" almeno ad un po' di sesso orale( che come mi disse mio papa' quand'ero giovanissimo non ha mai fatto male a nessuno).

me ne torno a dormire e domani, se mi sarà ancora permesso , ne raccontero' altre, sesso escluso. bel post satanasso di uno stefano ,complimenti veri:-))))

16 Mag 2009 | ore 23:52

Non lo farà mai perchè, acquistando il Freccia Rossa, diventerebbe concorrente del suo presidente....

16 Mag 2009 | ore 23:56

L'ennesima *VERGOGNA* all'italiana, la frecciarossa immagino sia il nostro 'treno di punta', mi spiegate cosa ci fa nel menu la scritta 'first courses'??? Cosa vuol dire in inglese??? Si dice 'main courses', anche una rapida ricerca su google gli avrebbe fatto capire la differenza di significati...

Riuscira' il nuovo turismo del turimo a rimediare all'incompetenza italica nella lingua della perfida Albione??? Dubito...

17 Mag 2009 | ore 01:40

Scusate, e' l'ora tarda, al posto di "turismo del turimo" intendevo scrivere "ministro del turismo", insomma quella li' con le autoreggenti.

The mistery of the night.

17 Mag 2009 | ore 01:43

ma questa è vera?

TRENITALIA, ALTA VELOCITA' CON ALTA CUCINA...
La gastronomia di qualità viaggia sui Frecciarossa. Nasce dalla collaborazione tra il Gruppo Cremonini e Trenitalia un concorso, 'Giovani chef on board', che vedrà misurarsi in carrozza ristorante alcuni tra i più promettenti protagonisti della cucina italiana. L'iniziativa partirà il 1 aprile, non è uno scherzo, da Roma a Milano sul treno AV 9438 delle 12.30. Durante cinque settimane si alterneranno ai fornelli delle piccole cucine, dal mercoledì al venerdì, tra la capitale e il capoluogo lombardo, almeno cinque chef. La paletta verde scatterà per Enrico Bartolini del ristorante Le Robinie.
Seguiranno Francesco Sposito della Taverna Estia di Napoli, Carmine Calò del Cantuccio di Ascoli Piceno, Enzo Bernabei dell'Osteria degli Ulivi e Riccardo Di Giacinto de All'Alloro di Roma. Nel centenario del futurismo, che tenne a battesimo la cucina della velocità e dell'inventiva, si è voluto proporre un esperimento per palati raffinati e viaggiatori fortunati. Il compito di esprimersi sui menù e la loro realizzazione, il contesto e il servizio, sarà affidato ai viaggiatori affiancati da una giuria di esperti presieduta da Enzo Vizzari. (L.P.D.)

17 Mag 2009 | ore 02:33

martedi' scorso, tornando da roma, ho preso il treno al volo senza poter prendere prima un caffè e quindi ne ho azzardato uno in treno, al passaggio della hostess di rotaia, gentilmente( sarebbe meglio dire sbrigativamente-ruvidamente)offerto dalla compagnia.
non che mi aspettassi il miglior caffè della mia vita, ma neanche il peggiore( che se poi non ricordo male fu della compagnia di bandiera e quindi siamo li').
inaudito ed immediatamente gettato nel bagno.sono arrivato al punto che quando passa il personale per le prenotazioni del ristorante faccio gli scongiuri e dico le preghiere per i poveri cristi che ci cascano.

l'idea di Bonilli che si avventura ad uno di quei tavoli evoca letteralmente e senza le dovute proporzioni un reporter di guerra che scatta foto sotto un bombardamento. mi sarebbe piaciuto esserci su quel treno ed immortalare il direttore mentre addenta una forchettata di quell'ignobile intruglio, immolandosi sull'altare della "critica gastronomica ferroviaria"

17 Mag 2009 | ore 06:48

Io mi sarei portato qualcosa da casa, sarà divertente ma mangiare male e spendere 31 € per vederti servire la pasta scotta altro che notizia da "striscia".
Giunti a questo livello e a questo punto speriamo che Marchionne si compri anche la Freccia Rossa.

17 Mag 2009 | ore 06:53

In Italia può accadere di tutto ma non credo che Marchionne possa acquistare il Freccia Rossa per il semplice motivo che al suo presidente, Montezemolo, farà capo la prima società privata, la NTV (nuovo trasporto viaggiatori), che dal 2011 porterà sulle nostre rotaie il nuovo treno, l' ALSTON AGV, capace di raggiungere i 360 km orari. Ci sarebbe quindi un monopolio nella gestione del traffico su rotaie.
Conoscendo i gusti di Montezemolo, ospite fisso del ristorante Lo scoglio di Marina del Cantone (di fianco alla taverna del capitano in costiera sorrentina), ci sarebbe da augurarsi che porti nei nuovi treni i mitici "spaghetti alla nerano".
Magari....

17 Mag 2009 | ore 08:50

Sino a trent'anni fa circa alla stazione di Napoli vendevano le pizze calde fumanti ed era una festa mangiarle in treno.
Poi regolamenti, fobie sanitarie, etc: ora siamo senza batteri ma si mangia una chiavica in teno come in aereo. Bravo Vigna del Mar
Non c'entra niente, ma, a poposito di bucantini: se capitate, grandi quelli al pomodoro San Marzano di Pasquale Torrente al Convento di Cetara. Semplicità di esecuzione, sapore.

17 Mag 2009 | ore 09:04

Eh Cortese e quante ne vuoi! Sono lontani gli ombrelloni di Mimì e le zucchine avvolte nel formaggio di Mariagrazia.

@luciano Di fronte Porta Capuana c'è ancora chi le propone, ma solo se parti in serata poichè apre sul tardi. Ma suppongo che tu lo sappia. Che ne dici di Acqua Pazza?

17 Mag 2009 | ore 09:57

d'estate, dai 6 ai 14 anni, le vacanze si facevano a Cesenatico, alla per me mitica pensione Marconi.
si partiva in treno da bergamo. si faceva in modo di capitare alla stazione di Bologna intorno all'ora di pranzo. gli anni, dal 1962 al '70.

aspettavo quell' evento da mesi, perchè prima di godermi le straordinarie lasagne verdi marconiane( e delle quali Bottura mi ha promesso di ritrovarmi il sapore della memoria) aspettavo con ansia di veder comparire il mitico cestino che vendevano sui binari della stazione emiliana, dove il treno fermava parecchio per cambio locomotiva, che conteneva anche lasagne, ancora calde.
non ho ricordo preciso della qualità ma penso fossero certo migliori di tutte le schifezze che si mangiano in treno e nei distributori automatici dei binari odierni.
mia nonna (nata nel 1888) guardandomi negli occhi diceva a mia mamma: questo bambino diventerà qualcuno nel mondo delle osterie perchè gli occhi gli ridono solo quando mangia.
non sono diventato "qualcuno", ma è vero che i miei occhi ridono quando mangio.

chissà , magari montezemolo e la sua compagnia saranno capaci di farmi rivivere certi momenti, speriamo con cose vere e non fatte per managerini con puzzette da scuole americane sotto il naso, sicuramenti "bravi" a predire futuri economici, ma che si sono persi l'odore di quella lasagna , quando aprivi il finestrino del diretto da Milano, alla stazione di Bologna....... nel 1962......

17 Mag 2009 | ore 09:58

Ma perchè, vogliamo dimenticare la mozzarella in carrozza di Mimì alla ferrovia??????? Veramente in tema. L'altro giorno ero a Napoli e non ho potuto resistere al rito del babà delle quattro (che è come il the delle cinque). Zona Piazza Garibaldi nonostante le deviazioni da caos totale. Per gli affamati da rotaia, passate alla trattoria La Fila e vedete se la signora vi incarta un calzone ripieno o una fetta di parmigiana. Ma questi sono indirizzi stra-conosciuti!!!!!

17 Mag 2009 | ore 10:15

Ho esattamente lo stesso ricordo.

Il mio era il viaggio natalizio di ricongiungimento familiare. Partenza da Roma ed arrivo dopo 9 ore a Cantù, una semi odissea che prevedeva uno snervante cambio treno a milano con conseguente attraversamento di tutti i binari. Forse oggi almeno su un prelevamento a Milano centrale col Cayenne di ordinanza ci potrei contare.

L'attesa dell'arrivo Bologna era esattamente come racconti. Io ricordo un carrello di acciaio del peso approssimativo di 5 quintali che veniva spinto a fatica da un omino che avevo ogni anno l'istinto di salutare con lo stesso trasporto con cui salutavo Marcello, il proprietario del ristorante di Via Aurora che era il bivacco a pranzo di mio padre.
Io e mia sorellina lo vedevamo una volta l'anno quell'omino ma era uno di famiglia, atteso, visto il periodo, almeno quanto quello vestito di rosso e barbuto che si sarebbe manifestato di lì a poche notti di distanza.

Lasagne, impeccabili (quantomeno nei miei ricordi) ma anche i meno ambiti cannelloni.

Che rabbia la prima volta che ci ritrovammo su un treno coi finestrini bloccati, sarebbe stato sufficiente scendere un attimo e acquistare l'ambito pacchetto (come poi è stato) ma questa variazione sul tema aveva rotto una consuetudine di attese, gesti e odori che ci ha tenuti in allarme fino a Bologna. Quel viaggio si stava mettendo male, eravamo pronti al peggio.

E infine un giorno il carretto non è più comparso.
cci sua.
E sai che c'è? io a Cantù a Natale non ci vado più!

17 Mag 2009 | ore 10:52

L'unico ricordo piacevole gastronomico è legato a un Napoli-Roma tanti anni fa. Una signora accompagnava la figlia a sostenere un esame. Mi chiese informazioni per arrivare all'albergo e come muoversi la mattina seguente per raggiungere l'Aurelia. Stavo già pensando al passaggio dell'omino con i panini abusivi considerato il ritardo che avevamo accumulato quando la signora mi indirizzò un "volete favorire" allungando una fetta di frittata di maccheroni profumatissima. Accettai le caramelle dalla sconosciuta che aveva in animo di sdebitarsi per le indicazioni fornite e mangiai una delle frittate meglio confezionate, morbida e non oleosa.

Qualche anno fa, invece, sulla tratta Roma-Colonia in vagone letto scelto per evitare uno di quei giri di aereoporti dovuti al maltempo, riuscii ad assaggiare le fette biscottate più stantie della mia vita che quelle che ritrovi dopo un anno nella casa a mare sono campionesse di freschezza. Eppure la data di scadenza era corretta. Chissà dove le avevano conservate.....

17 Mag 2009 | ore 11:21

Avete fatto venire voglia anche a me di raccontare il mangiare in treno di un tempo.
Non ci sono solo racconti di orrore quotidiano.
Perché un tempo c'erano le vetture ristorante e i vagoni letto riconoscibili dalle carrozze blu con la scritta Compagnie Internazionale des Wogon-Lits.
E sulla tratta Milano-Parigi e ritorno operava in cucina un' equipe mitica guidata da Piero Piromallo.
C'erano industriali e manager che ancora negli anni Sessanta e inizio dei Settanta rinunciavano all'aereo per sedere al tavolo della vettura ristorante quando era di turno Piromallo.
Una cucina classica con l'introduzione di elementi nuovi come si conviene a chi viaggia tra Italia e Francia.
Forse l'ultimo grande cuoco della rotaia.
Anche a terra la cucina di Piero Piromallo ha grande successo.
Quando scende apre un locale a Bologna, prima al Mercato Ortofrutticolo e poi rilevando Il Pappagallo in brodo in via Belvedere.
Beveva molto, era un burbero.
Un ricordo indelebile per me sessantottino ma già da alcuni anni allievo solerte dell'Università di Samboseto :-))

17 Mag 2009 | ore 11:54

@Vincenzo
Sì, certo, piazza Garibaldi è ancora un eden gastronomico, dallo sfogliatelle alle pizze, al caffé, ai panini napoletani, etc. Io facevo riferimento alle persone che quando arrivava il treno portavano queste pizze appena sfornate sin sotto il tuo finestrino con un carretto che le manteneva calde.
Cetara: Acquapazza, San Pietro o Convento? Tutti e tre

17 Mag 2009 | ore 14:43

@Luciano
Hai ragione, ora bisogna cercare. L'idea del servizio al cliente spesso era già stata attuata prima che si parlasse di customer care. Solletico i tuoi ricordi territoriali prima che aprissero la galleria di Vico Equense: quando si stava in coda nel centro abitato di Castellammare apparivano i ragazzi a vendere le ciambelle con la glassa e a seguire quelli con le bibite. Niente aria condizionata, ma i generi di conforto erano assicurati. (A proposito, forse potrebbe essere interessante un tema di acquisti tipici lungo le strade)
La scelta a Cetara è difficile per fortuna. Se vado indietro nel tempo quando c'era il carretto al treno forse la scelta non era così ampia.

17 Mag 2009 | ore 15:34

Ma perche' il panino in treno? Tutti gli interails in giro per l'europa li ho battezzati in viaggio di andata (quasi sempre Napoli-Vienna) con i panini confezionati da mio padre: rosette fragranti, ripiene di fette di mortadella-carta-velina con pistacchio, melanzane sott'olio (autarchiche) e asiago stagionato, mozzarella e parma..Poi c'era il classico ineguagliabile: rosetta con fiordilatte e pomodorini ovviamente dello sterminator vesevo, ossia di casa mia.. Insomma l'interail era la scusa, il fine ultimo il magico panino.

17 Mag 2009 | ore 15:44

Fiordilatte a panetto di Agerola e piennolo del Vesuvio???? Eh, ma quello mi andava in onda sulla "corriera" della Sita con l'acquisto alla salumeria nei pressi di Monticchio o nel passaggio ad Antignano prima di scendere a piazza Garibaldi (lo so, non vale - sul bus non c'era il vagone ristorante - ma sempre di cibo da viaggio si tratta :-)) )

17 Mag 2009 | ore 16:29

con affetto, ma che due maroni con 'ste lasagne d'antan.

capisco che la scatola di deli dean e deluca del dr. lecter possa essere sembrata una provocazione, ma trovare una bella lunchbox in stazione, non dico jap-style ma simil businesslunch.it (orzetto alla trentina - manzo fumè con rucola e scaglie di grana - tris di formaggi dop con dattero e composta - tortina di frutta) con posate in acciaio e bicchiere di vetro, sempre monouso, con magari una mezza di negroamaro di tormaresca, del quale a suo tempo scrivevo ...provo un affetto aberrante perché sovente mi consentì di sopravvivere al menù del restaurant coach sull’eurostar..., beh, chi non spenderebbe volentieri 25-30 euri e a culo tutto il resto? (cit.)

17 Mag 2009 | ore 16:41

si chiama first courses perché fai solo la prima e basta.

17 Mag 2009 | ore 17:14

mah, de gustibus. sono andato a dare un'occhiata al businesslunch.it.
l'impressione (impressione ripeto) è di cibo per, appunto,singles con frigoriferi deserti, che non hanno tempo( dicono loro ,in realtà non hanno voglia) di prepararsi qualcosa di decente.

questo post mi ha fatto venire voglia di un esperimento.
la prossima volta che prendo un eurostar su lunga tratta mi preparo sconvolgenti cose a casa, confezionate in modo perfetto ,con mie posate compreso bicchiere riedle, in adeguato pret a porter da viaggio.

poi salgo sulla carrozza di prima classe piu' densamente abitata, mi piazzo vicino a gente che piu' tecnologicamente organizzata non si puo', vestito con impeccabile abito di grisaglia fatto a mano e camicia con gemelli e scarpa bicolore di Lattanzi; estraggo compunto i miei quotidiani, che saranno per l'occasione e per generare piu' equivoci possibili: repubblica, il manifesto ed il sole 24 ore; ed all'ora fatidica apparecchio il mio tavolino con piccole nappe di fiandra e apro il mio cestino con tutte le mie leccornie.

voglio proprio vedere che faccia faranno gli snobissimi frequentatori abituali di quei territori!!!

17 Mag 2009 | ore 18:06

Che ridere! Ma quanto mi stai simpatico Stefano!!!
Io per fortuna non ho mai provato l'esperienza, in compenso torno da un gelido viaggio GE-PA a bordo delle grandi navi veloci, dove la cosa migliore che sono riuscita a trovare erano le fette biscottate del mattino!!!Inoltre abbiamo davvero lasciato tanti anzi tantissimi, troppi soldi!! Per finire ci siamo tenuti la cena un bel po' sullo stomaco grazie all'aria condizionata....:-)... tu però viaggiavi in grande compagnia!!! Ciao!!! e grazie dell'informazione!!

17 Mag 2009 | ore 18:23

Un panino confezionato a casa prima di partire.... acqua naturale, il mac e l'iphone. Sembra sia loro impossibile far da mangiare. La cosa pazzesca è che a fare un panino o un toast decente non ci vuole nulla. Invece anche fare un caffè sembra impresa titanica

17 Mag 2009 | ore 18:31

Urca, dalle mie parti si dice sotto al sottile esce il sottilotto. Snobissimo: Maffi 1 - schlaks 0. Sulla stessa linea mi permetto di consigliare una spalmata di foie gras di Petrossian che va bene anche sul treno (sperimentato sulla linea Parigi - Colonia)

17 Mag 2009 | ore 20:54

Tra l'altro, la cosa più risibile sono gli avvisi audio che annunciano il "servizio di benvenuto" in prima classe specificando che bevande e robe varie sono servite accompagnate dagli snack XXX e YYY.
Adesso oltretutto quelli che servono da bere fanno anche i preziosi: due-tre anni fa, quando la prima classe Milano-Roma costava circa 70-75 euro, ti servivano tutte le volte che passavano. Adesso che costa 103 euro (mi astengo dai commenti) insistono per servirti una volta sola.

17 Mag 2009 | ore 21:17

Schlaks, ma come lasagne d'antan?.. ma io sta roba di 'business lunch' non la toccherei nemmeno con uno stuzzicandenti..fa tanto coscetta di pollo di plastica del povero Fantozzi. Il menu per occasioni 'davveero' speciali recita cosi: 'Riso Rosso [?]con Verdure - Arrotolato di Tacchino con Spinaci [!]- Tris di Formaggi DOP con Dattero [!!]e Composta - Tortina alla Frutta '.. Io all'arrotolato di tacchino dico NO!Preferisco sempre la rosetta stratosferica tipo 'puparulilli' al pomodorino autoctono e latticino. E qui Vincenzo solo tu mi puoi capire.. Ma poi scusate 'farfalle al pizzico tricolore'.. il 'riso rosso' il 'farro al verde', ci manca solo il riso in bianco per un trionfo di cucina di polistirolo, nazional-popolare e imperialista (vedi citazione dattero) quella si' davvero d'antan..

18 Mag 2009 | ore 03:05

Io ci ho mangiato spesso, poi ho smesso. Mi piaceva salire sul treno con il giornale e sedermi nel vagone ristorante a fare colazione. Hai tempi 7 euro per caffè brioche surgelata e succo di arancia.
Se partivo all'ora di pranzo il menù era d'obbligo. In un tavolino da 4 con altri sconosciuti, spesso delle graziose signore attempate. Il livello del cibo mi ricordava molto quello delle pensioni due stelle dove mia nonna andava a passare l'estate. Pasta scotta, arrosto e insalatina. 30 Euro. Però il Prosecco sgasato era offerto.
Ho resistito un anno più o meno. Poi ho preferito il digiuno.

18 Mag 2009 | ore 10:53

OPS questa è grave, Hai!!!! ai ai ai. Scusatemi

18 Mag 2009 | ore 10:54

@ giancarlo maffi:
beh, la provocazione mi pare riuscita: la citazione da "hannibal" con il whitebox di dean&deluca con caviale, formaggi, gallette, fichi e altra frutta, con la mezza di château phélan ségur 1998* (l'anno su youtube non si legge bene) è semplicemente un suggerimento di opulenza, per contrasto col solitamente pessimo vassoio aeronautico, a suo tempo ammannito anche ai passeggeri dei primi costosi pendolini etr450 monoclasse.
opulenza che da noi verrebbe letta forse con maggior stupore, per contrasto col panino con la frittata o la mortadella o le millanta varianti, icone del mangiare-in-treno povero=al posto, rispetto al m.i.t. ricco=nella carrozza blu/oro.
le vorrei solo rammentare di prenotare, per miglior riuscita di questa azione maieutica, il posto corridoio col tavolino ribaltabile, che consente migliore e maggiore superficie d’appoggio, a scapito forse della visibilità, ma tant’è: pensi all’esito funesto se dovesse lordare la grisaglia sartoriale causa sobbalzo.
a questo punto potremmo lanciare un concorso per il miglior menu da ferro-schisceta de luxe; magari cominciando dal contenitore, tipo un concorde large bento da 10 x 16 h 8,5 cm

@ nadiap
ma io manco le ho sentite queste robe, cara mia: però – capisciammé – il biz-man o presunto tale che acchiappa il treno per tornare a casina sua come fa a prepararsi la rosetta stratosferica tipo 'puparulilli' al pomodorino autoctono e latticino?
o si piega al panino/tramezzino dell’eurostar o alla carrozza ristorante o al digiuno.
come alternativa - da verificare - se in stazione trovassi una confezione come quella sicuramente la proverei; e se lo fanno i jap perché non potremmo farlo anche noi?

@ stefano bonilli
però la salsa al pomodoro è original-buitoni, vuoi mettere.
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* nel romanzo sarebbe un pacchettino di fauchon con patè de foie gras, fichi dell'anatolia, pane bianco e una bottiglia di st. estephe; nello screenplay diventa …[a box] from dean & deluca. tied with a ribbon. lecter unknots it. opens the lid. inside are anatolian figs, pate de foie gras, a half-bottle of st. estephe and some silverware.

18 Mag 2009 | ore 11:05

Sono passati circa quarant'anni da quando, adolescente, mia zia mi portava a trascorrere le vacanze estive in Friuli. Era una festa, la sola idea di acquistare il "cestino da viaggio" alla Stazione Centrale di Milano mi emozionava molti giorni prima della partenza; una volta seduto nella mia poltrona aprivo la busta e trovavo, tra l'altro, quello che mia madre, oggi ottantaduenne, mi rimprovera ancora di non mangiare quando cucina il pollo: la coscia. quanto era buona quella coscia di pollo mangiata con il dondolio del treno a fare da sottofondo e le campagne che scivolavano via dal finestrino.

Viaggio molto raramente in treno, ma purtroppo per me, non riesco ancora oggi a sottrarmi dal piacere (non gastronomico) di sedermi al tavolo del vagone ristorante.


Gianfranco

18 Mag 2009 | ore 16:15

@Stefano mangiare in treno? GIAMMAI! manco morta. Al limite, l'unico treno per il quale potrei aprire uno spiraglio di fiducia potrebbe essere l'Orient-Express ;-)
Però dico io, che un romano vada su un treno di trenitalia a mangiare i bucatini e lo spezzatino romano è davvero da arditi, eh.

@Maffi mi hai fatto ribaltare dal ridere. Certo che, in chiave di mercato, con quel bendiddio avresti potuto pure pretendere di più, chessò metterle in mano il tappo e tenerti il magnum avrebbe potuto essere un buon tavolo di trattativa.

@ schlaks senza offesa (ovviamente) ma quelle scatolette mi sanno tanto (ma tanto) di moda. Spesso l'urgenza ricorrente è di appagare l'occhio, ancor prima degli altri sensi.
Li ho pure provati (non ricordo l'occasionale marchio) e a conti fatti mi sono resa conto che con quei soldi avrei potuto comprarmi un signor vino (bè insomma, diciamo discreto) con un bellissimo panino fatto fare in drogheria, in uno di quei posti di una volta, dove gli dici di aggiungere il sottaceto o la fettina di formaggio e ti accontentano senza batter ciglio e ti danno persino il resto.

18 Mag 2009 | ore 16:27

businesslunch.it è farlocco. L'originale è csonline.it. Lo Chef è da stelle, il servizio di CAFFESCALA, il miglior catering del Nord Italia.
Provatelo. Io lo uso sempre per i pranzi con Clienti in ufficio ed è un successo.

22 Lug 2009 | ore 13:27

in ordine.
a. LA frecciarossa non esiste. è solo un povero eurostar ripellicolato di rosso per coloro che ancora credono nell'immagine e ci cascano come pere cotte. IL frecciarossa è un treno, diciamo così, anche se è solo una finta a cui credete.
b. il treno di punta di trenitalia ha un servizio di ristorazione "così scadente" per il semplice motivo che trenitalia non li ripara, i suoi cari trenini, e il personale deve arrabattarsi per potervi portare un piatto di bucatini scotti in maniere che non sto a raccontarvi. non vi voglio tediare a queste ore della notte e ancora non so per chi lavorerò domani.
c. i bucatini schizzano. è noto fin dalla loro invenzione. la mela è stata una sua scelta; obbligata da una scarsa quantità, ma una sua scelta. nessuno gliel'ha messa nè sul piatto, nè in bocca.
d. la loro dipartita? grazie, ma continuiamo a respirare, per fortuna. alcuni di noi sono mancati, ma la maggior parte è viva e vegeta.
e. e continueremo a tediarvi anche con la nuova società, state tranquilli. abbiamo un contrattino firmato sindacalmente e resteremo.
f. @eggi al 6. non so che lavoro faccia lei, ma noi 800e al mese non li prendiamo. nessuno sopporterebbe 170h al mese con voi per così pochi soldi. e si informi, la cremonini non è una cooperativa. se lei è volontario, può pure provarci a gestirlo lei, un ristorante viaggiante, visto che non è così difficile. non so se riuscirebbe a concludere una tratta senza problemi. e quelli non mancano mai.
noi, la passione per il lavoro ce l'avremmo, se non fosse che i nostri clienti ce la fanno facilmente passare.
g. @giancarlo maffi al 16. alla signorina sbrigativa e ruvida ha magari pensato di dire buongiorno? o grazie? o togliere lo sguardo da quel diamine di laptop? no, ovvio, mica per farle un complimento per gli occhi o le gambe, certo. solo per un gesto d'educazione e rispetto verso un suo prossimo....
h. @maurizio cortese al 18. io, sui binari attuali o del 2011, a 360kmh spero di non essere obbligata ad andarci. sarebbe come andare a 150 con la panda in centro città. oltre che vietato, pericoloso! il fatto che il materiale possa/sia in grado di raggiungere quelle velocità di punta non significa che sia salubre o consigliato o possibile tenerle. (e cmq, è la stessa, o molto simile, velocità di punta dell'eurostar/frecciarossa).
i. @stefano bonilli al 25. la informerei che molte di quelle persone di cui lei decanta la professionalità se non fossero andate in pensione sarebbero quelle che la servono oggi in quelle deplorevoli trattorie viaggianti che sono gli eurostar. e visto che la compagnie internationale del wagon lits le piace tanto, sarà spero contento la prossima settimana o tra 2 quando la pasta non ci sarà più, perchè è loro intenzione non farla.
l. @nicola cavallaro al 34. tutto diventa titanico se niente funziona. ma è storia lunga, e potrebbe non interessarle.
m.@tommaso farina al 36. "quelli" che servono da bere fanno i preziosi semplicemente per seguire delle disposizioni aziendali che dicono una bibita, un caffè, un bicchiere d'acqua e uno snack a testa a viaggio. non 4 bicchieri e una montagna di biscottini ad ogni passaggio che tanto me li regalano e anche se non ho fame o sete li prendo lo stesso anche se fanno schifo e chi se ne frega. se il suo viaggio costa 103e, ne parli con moretti. non con chi si occupa di caffè scadenti e bucatini scotti. oppure prenda un biglietto di seconda, le costerà circa la metà, e potrà comprarsi 40e di patè francesi e mignon di champagne.
n. @schlaks al 40. mi dispiace, errore. buitoni non è mai salita in treno. non voglio dire che sia meglio ciò che c'è, ma il suo sopraffino palato da intenditore ha toppato.

01 Ago 2009 | ore 03:11

Io non ho mai beneficiato dei conforti ristoratori ne' sulle carrozze italiane e men che meno su quelle delle compagnie d'oltralpe , ma e' molto curioso il tono dei vostri racconti romanzati come sono in perfetto stile commedia giallo rosa d'altri tempi , questo mi porta a riflettere su una cosa : che i fatti realmente accaduti siano nelle vostre ricostruzioni sarcastiche , solamente una sbiadita falsa riga di quanto realmente accaduto , carenti e balbuzienti anche sul piano descrittivo il che denota scarsa cultura e/o capacita critica e/o conoscenza delle regole di base della lingua italiana articolata in chiave giornalistica , dei mediocri racconti pregni come sono di toni altamente falsati e faziosi ... VIVA L'ITALIA viva la freccia rossa !!!

26 Giu 2010 | ore 17:28

Per uno che non sa ciò di cui si parla perché non ha mai provato la cucina delle carrozze ristorante e si permette di parlare di regole base della lingua italiana è un bel exploit.
Chiedo il bis :-))

26 Giu 2010 | ore 17:33

Guarda tu hai ragione , che ci sia un fondo di verita' in quanto scritto da voi e' indubitabile ma quello che tuttavia aborro e' questo piangersi addosso in stile tipicamente italico , e sparlando di una cosa che dovremmo portare a testa alta ed esserne orgogliosi , la nostra cucina , io vorrei augurarmi che non preferiate le porcherie della nuova frontiera culinaria francese a base di texture chimiche pericolose per la salute , vere e proprie bombe ecologiche spacciate come irrinunciabili delizie , il business pazzesco dei produttori e le falsita' del gambero rosso che dava alti punteggi sopratutto ai ristoratori che mercanteggiano in roba chimica , ma una volta tanto questo e' uno scandalo tutto straniero , ebbene io ripeto una volta di piu , VIVA L'ITAlIA !!! abbasso la francia e le sue porcherie chimiche

26 Giu 2010 | ore 17:46

Un intervento scentrato, perché dice cose false, perché casomai dovrebbe riferirsi alla Spagna più che alla Francia e con un tono che non si adatta a questo blog.

26 Giu 2010 | ore 17:50

Ora parlando dell'industria dell'auto e della stupidita' di molti riguardo i prodotti nazionali , e' noto che la mercedes ai tempi della produzione dei primi esemplari della classe A aveva avuto parecchi richiami perche' quegli esemplari progettati evidentemente male , avevano la tendenza al ribaltamento con ovvie prevedibili consequenze , in mercedes hanno dichiarato di avere risolto il problema di quei primi esemplari .. da un mese all'altro come bere un bichir d'acqua , ma come cazzo avranno fatto ? hanno chiamato mago MErlino ? , ci rendiamo conto che questo non e' materialmente possibile ma in mercedes e' il caso di dirlo , sanno fare miracoli ... e quel che e' peggio questa stranissima parodia dell'assurdo non ha inficiato la fiducia dei consumatori sopratutto di quelli intaliani , ora io mi chiedo ma se fosse capitata la stessa cosa ad un Alfa Romeo ... non e' difficile intuire come sarebbe andata a finire ....

26 Giu 2010 | ore 18:01

hai ragione , ora mi sono sfogato e non ho intenzione di turbare oltre la soffusa atmosfera di questo ottimo forum , concedetemi tuttavia una ultima considerazione , il nostro e' un paese di esploratori poeti artisti e geni , ma con qualche sregolatezza di troppo ..

26 Giu 2010 | ore 18:07

Caro Alvaro, la Fiat producendo per almeno un decennio auto pessime è arrivata alle soglie della chiusura.
La gente è meno scema di quel che si pensa e sa che l'Alfa aveva grandi motori e carrozzerie pessime.
La Mercedes Classe A è stata fatta a pezzi da una rivista svedese con la prova dell'alce.
Vogliamo parlare di una casa che ha avuto il coraggio di produrre la Duna???

26 Giu 2010 | ore 18:09

ti ringrazio di avermi concesso un fuori tema :) Guarda : Ti ripondo subito , io sono il testimonial diretto di come una casa come l'alfa romeo sua perfettamente in grado ed abbia tutte le idonee strutture atte a produrre auto in grado di competere se non addiritura superare il prodotto concorrente , e' il caso della mia magnifica 166 , un auto capita e venduta dappertutto !!! dappertutto fuorche' in italia .. molto silenziosa cambio e sterzo ottimi , divertente da guidare e ben assemblata , ottima componentistica nei componenti primari e nelle finiture , tenuta di strada da manuale , devo continuare .. ? E' ancora un auto stilisticamente in grado di reggere il tempo che passa , questa qualita' non si trova molto facilmente ..
Poi se vogliamo fare demagogia ... coraggio ..

26 Giu 2010 | ore 18:21

parlando molto onestamente ti rispondo con una domanda ; sai perche' in mercedes dovrebbero vergognarsi ? per due motivi
Uno , il prezzo degli accessori insieme al prezzo della vettura da un importo equivalente all'acquisto di un auto di categoria superiore ( ovviamene priva di accessori ) ma questo in italia non lo puoi farlo poiche gran parte degli accessori fanno parte della dotazione di base , anche se li paghi profumatamente in sovraprezzo
Due , se non ti compri almeno una 5 litri , ti ritrovi su un carrozzone che ha una panca al posto del sedile , e il pavimento che vibra a motore accesso in qualunque andatura ... absolute shit !!

26 Giu 2010 | ore 18:30

mi rode il sol pensiero di usare una vettura il cui luogo di provenienza ha avuto dei passati storici che hanno veramente toccato il fondo della civilta' umana , in un filmato ho visto che nei primi tempi del nazzismo tedesco e' stata usata una porsche come dispensatrice di morte , il cui tubo di scarico era stato collegato ad un ambiente chiuso attiguo stipato all'inverosimile di esseri umani , anche una mercedes sarebbe andata benissimo , si certo !! posso capire che al tipico aquirente automobilistico un accaduto del genere sempre che ne sia a conoscenza , puo non fare la differenza .. per me la fa ..
Un buon motivo in piu' per comprare italiano

26 Giu 2010 | ore 18:47

la mia BMW 535 d 278 CV era una bomba perfetta, auto così in Italia non sanno farle avendo venduto alla Bosch il progetto

26 Giu 2010 | ore 19:00

Carissimo...io lavoro come cameriere a bordo dei treni frecciarossa....ti dico che abbiamo passione per il lavoro che svolgiamo(nel tuo caso avrai trovato qualche collega sgarbato,cosa che può capitare in tutti i posti di lavoro)per quanto riguarda la paga è bassa,la pasta che è espressa usiamo prestigiose marche (NELLA FOTO pasta Amato),quando io e il mio team effettuiamo il servizio di ristorante non è mai capitato che ci siano stati dei reclami...Mi spiace che ti sia capitato uno sgradevole episodio che ti porti a pensare male e che si faccia di un erba un fascio.
Spero di serviti in maniera tale che tu possa cambiare idea

27 Ott 2010 | ore 00:29

Daccordo, teniamoci lontani da un vagone ristorante così poco invitante ed a che prezzo! C'è grande nostalgia nel ricordare il fascino dei vagoni ristoranti gestiti dalla Wagon Lits, con il conforto di una elegante sala ristorante e le stoviglie luccicanti e tintinnanti. Non va meglio per coloro che viaggiano in prima classe e, alla partenza ascoltano un messaggio supponente che promette bibite, spumante e goloserie varie. Provare per credere: un assaggio in fondo ad un bicchiere ed una merendina da intervallo a scuola. E basta così, perchè alla fermata intermedia successiva il messaggio si ripete, ma l'offerta è valida solo per coloro che sono appena saliti sul treno. E gli altri, invece?....Basta così, hanno già goduto abbastanza.

06 Mar 2011 | ore 20:57

io mi mangio la fungiazza di mingia sul treno....a fungia di carmeluzzu de licata...e la cippa ghinghes

15 Giu 2011 | ore 16:49

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marchio_cucinare.jpg
a cura di Stefano Bonilli


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in libreria e on-line

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NELLA STESSA COLLANA


notizie in breve

Lucky_Peach.jpg

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

Pasta_broccoli_arzilla.jpg Minestra di pasta, broccoli e arzilla

Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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