02
Mag 2009
ore 16:00
ore 16:00
I cannelloni del Baretto

Se si sale per via Garibaldi, la strada che porta da Trastevere al Gianicolo, si fa una bella passeggiata, ci sono molti turisti che si arrampicano e anche gli innamorati.
A metà strada, nel verde, poco prima del tornante, c'è il Baretto, un locale divertente con una veranda e con un bell'arredamento vintage dove, la mattina, si può fare colazione leggendo al fresco e all'ombra i giornali, oppure un pranzo leggero ma non da rapina, per esempio cannelloni ripieni di verdura e pomodoro e polpette con insalata, un bicchiere di Grillo, un caffè e un dolcino per 18 € mentre la sera al Baretto si può venire a prendere l'aperitivo in un locale che diventa punto di incontro di chi abita in zona e dei ragazzi che lo hanno eletto come ritrovo perché è a due passi da Santa Maria in Trastevere ma è fuori, nel verde, un po' in alto.
Poi ci sono mostre e c'è in un angolo un calcio balilla o calcetto che dir si voglia che bisognerà pur rivitalizzare. Purtroppo non c'è il wi fi.

E' una buona e facile meta anche per chi non è di Roma e si vuol tirare fuori dalla pazza folla.
Chissà quanti locali semplici ma rilassanti ci sono in ogni città e non se ne parla mai.
FOTO S. BONILLI
Baretto
Via Garibaldi 27 f
Roma
tel. 0658365422
Stefano Bonilli
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CATEGORIA Turismo | TAG Baretto, cannelloni, Gianicolo, polpette, Roma, Trastevere
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Strano, l'avrei detta in combutta con quel famoso spagnolo, chef e neo avvelenatore, anche nello sponsorizzare la stessa marca italiana di caffè !
O forse è tutta una manovra diversiva.....
:-))
Ciao
Altro che semplice e defilato, guarda Stefano che il Baretto è un vero cult per l'aperitivo dei giovani trendy della Roma bene. Ai primissimi posti nelle tendenze romane insieme al Tree Bar di via Flaminia e al chioschetto di Ponte Milvio...
Per l'aperitivo ma non certo per l'ora di pranzo o la colazione del mattino.
Quelle sono le mie ore, io sono poco trendy :-))
cazzo, lombardi, son giorni che bonilli non dico sia romantico, che mi sembra parola grossa, ma quantomeno "umano", permeato da una sorta di tenera malinconia. lo lasci stare ,suvvia. qui parla perfino di innamorati....:-))
per quanto riguarda l' argomento mi corre l' obbligo di citare un locale che si chiama La Montanina.
si trova sui tornanti che da Bergamo alta portano al colle di San Vigilio qualche duecento o trecento metri sopra la bellissima berghem de su¨ra
un posto che una volta, ma io ero troppo piccolo, era pure un piano bar.
poi lo ritiro' Mario, il primo napoletano che venne a Bergamo, ad insegnare a quei caproni dei miei conterranei come si fa la pizza( anzi come la si mangia chè di farla non sono mai stati capaci neppure dopo), piu' di 40 anni fa.
apri' un locale nella città bassa, poi due, poi un american bar con ostriche e champagne che a Milano se lo scordavano.
poi vendette tutto ,ritirandosi in una splendida campagna perchè in realtà sta in collina, su verso san vigilio. un posto forse banale all'interno, con due salette su due piani ma meraviglioso all'esterno , con vista sulla campagna collinare dietro Bergamo.
freschissimo d'estate a mezzogiorno ed alla sera, con quel sottile venticello. ci andavo presto, quando potevo, anche alle 11.30 del mattino, a leggermi i giornali, in giardino ,sotto le querce. Mario mi offriva un caffè, dei suoi, quelli forti da gente del sud. mi ha sempre fatto tenerezza, quell'uomo, con la sua faccia dei quartieri spagnuoli.
ci ho portato tutte le mie donne( e anche un paio di quelle di altri in verità) perchè è un posto adattissimo a conquistare una donna: romantico ed alla mano allo stesso tempo. ( ho imparato con il tempo che è inutile portare una giovane in un grande ristorante: per solito non sanno mangiare e poi si spaventano)
Ho smesso di portare una fanciulla il giorno in cui( per normale legge del contrappasso) ci ho trovato la MIA, di fidanzata, con un altro! e da allora sono andato sempre da solo, rubando dal piatto di Mario , a mezzogiorno in punto, la prima minestra di pesce mangiata in vita mia, fatta veramente con avanzi di pasta ( gennarino esposito era forse un bimbino allora).
oggi, ma non sono sicuro sono 2 anni che non ci vado, il locale lo tira avanti Ciro, il figlio di Mario, bella persona.
non vi dico che si mangia bene: forse si e forse no ma la pizza è fatta ancora come una volta e la mozzarella è freschissima. e poi le crocchette, la parmigiana di melanzane, la pastiera.
andateci d' estate e mangiate fuori e baciatevi , se siete con l'innamorata/o.
ammazza, Bonilli, mi ha preso a tradimento , oggi. se non avesse parlato del suo Baretto io non mi sarei nemmeno ricordato, della mia Montanina!
grazie lo stesso: mi asciugo una lacrima!!
Mi avete contaggiato, con il vostro angolo di tranquillità dove legere i giornali e godersi un caffè o un aminestra.
Io , ragazzo di campagna che sono, resto legato alla mia Ventotene, sono innamorato di quell'isola.
Arrivare la mattina con l'aliscafo, precipitarsi da Marepizza per far colazione con fantasiosi tranci di pizza, per poi trascorrere la giornata presi dal dolce far nulla in una caletta o sugli scogli di Cala NAve, a leggere i miei fumetti.
Da spulciare la libreria di paizza Castello , più fornita di alcune librerie sparse nella provincia, ricca e ben articolata,specialmente nel settore fumettistico :-))
Alle 17 piccola vendita di pescato da parte dei pescatori nel porto romano, e poi via a cena a casa di amici. Un mondo semplice che ti arricchisce interiormente.
Alla prima occasione prendo moglie e figlio e scappo lì .
Il post mi ha fatto fare un triplo salto carpiato indietro nel tempo, 30/40 anni fa, quando seguivo mio padre, anche lui buona forchetta e tifosissimo del Napoli, in trasferta su e giù per l' Italia. Ci spostavamo in tre/quattro famiglie e puntuali erano i "litigi" per la scelta del ristorante. Il ricordo più bello mi lega a Firenze, credo fosse nel 74.
I nostri compagni di viaggio spingevano per Otello e Sabatini, mio padre che era persona molto tollerante e democratica, fatta eccezione per il calcio e per il cibo, con un escamotage riuscì a dileguarsi lasciando tutti nella loro indecisione, mogli comprese, mi prese per mano e mi disse "adesso ti porto io a mangiare una bella bistecca"....finimmo da Burde e da allora, tutti gli anni, almeno una volta, ci torno.
Il proprietario, che chiaramente non si ricorda di me, l'ho visto invecchiare anno per anno, ma è sempre lì, lui non lo sa ma io gli voglio bene....per la cronaca fece tutto il Napoli, autogol di Burgnich e pareggio di Clerici su rigore....
Di sicuro al Baretto mi ci troverei bene, sembra più o meno arredato come casa mia (il mio tavolino, però è del caffé Paulista). :-)))
L'unico locale che mi viene in mente al volo che potrebbe avere assonanze d'atmosfera è il Clandestino di Faenza della Moreeeena! Io non ci vado da anni ma so che è sempre operativo: dal cappuccino + biliardo per lo studente taglione fino al concerto un po' alternativo notturno sei a posto per tutto il giorno.
Nella mia zona...uhmm...ci devo pensare.
Signor Maffi, mi ha pianamente conquistato, e visto che abito non lontano da Begamo seguirò il suo consiglio per questa estate!
L'altro giorno si parlava di post con più o meno risposte. Questo secondo me potrebbe essere uno di quei post che il sig Filippo Rocco indicava come interessanti anche se non incitavano alla risposta, che lasciavano contenti anche solo leggendoli. A mio avviso un bellissimo post questo, complimenti a Bonilli.
Purtroppo posti belli da segnalare non ne ho, che giovane sfigato che sono!!
Alla prossima
Ragazzi, son due giorni che vi leggo a fine giornata e mi fate andare a dormire col magone. Non si fa così: Baretti, primo maggio senza pic nic, affettatrici poco affilate, padelle riposte, lungomari pù belli d'inverno, tavolini, pallone a calciobalilla, posti riposti negli angoli della memoria. Mi chiedo perchè io non ne conosca, non ne abbia ricordo. Forse perchè non mi siedo mai da solo sotto l'ombrellone di un bar, nè per un caffè, nè per una colazione, tantomeno a leggere o lavorare, credo anche di non aver mai pranzato o cenato da solo in un ristorante in vita mia, anche quando ne sarebbe valsa la pena: non ho posti del mio privilegio. Scappo. Non occcupo un posto a sedere.
Il timore di esser giudicato "solo" è evidentemente non superato, figlio di un disagio di chi "solo" si è sentito e forse, così ragionando, continua ad esserlo, anche insieme agli altri.
Pensandoci, d'estate, al mare, nel mio stabilimento, dove vado da vent'anni, che considero quasi la mia casa al mare, un paio di volte la settimana, nella pausa di lavoro, dopo un bagno, riesco a sedermi , aprire largo largo il giornale e addentare, piano, una focaccia cotta a legna ripiena con mozzarella e pomodoro, con un bicchiere di vino: pago dopo, sto di fatto in mutande, sotto il sole. Talmente anomalo e incosciente (chi sta a mangiare sotto il sole alle due del pomeriggio di luglio?) da mettermi quasi a mio agio.
Maurizio, una domanda, senza voler essere indiscreto nei confronti degli interessati: lo sa che la Fiaschetteria da Burde è di proprietà della famiglia di Andrea Gori, noto sommelier, molto presente in rete e nei blog enogastronomici? Non propongo una carrambata, ma insomma, la cosa è curiosa.
Direttore, vista l'ora mi risulta difficile ripescare qualche locale del genere dalla memoria ma di sicuro se mi viene in mente qualcosa non tardero' ad appuntarla qui; nel frattempo sono dovuti i complimenti per questo ottimo post che e' stato capace di commuovermi :D
locali semplici e rilassanti? Un nome su tutti: osteria senz'oste...
Ciao Fabrizio, non lo sapevo per il semplice motivo che la mia partecipazione ai blog è proprio recente.
Me ne dispiaccio perchè lo avrei incontrato volentieri, anche perchè sono stato da Burde nemmeno tre mesi fa ed è stato proprio lì che io e Maffi abbiamo inaugurato la lunga lista di ristoranti visitati insieme....
è vero, quel luogo mi aveva pure meravigliosamente affascinato : una trattoria vecchissimo stampo: tu entri, piccolo banco frigo con qualche prodotto, scaffali con pasta ed altri prodotti, sale e tabacchi;
entra di tutto , da li': l'artigiano polveroso in cerca di conforto nicotiniano, il rappresentante scazzato( di questi tempi poi) con la stessa cravatta da una settimana che si "accomoda" al vecchio tavolo.
Burde sembra un posto dove il tempo è rimasto appeso ad un giro d'italia, sicuramente passato da li' negli anni 60'.
l'antico titolare( forse il padre di Andrea Gori?) ruvido come pochi( ma a quanti milioni di avventori avrà chiesto con quell'aria sapida di vissuto: cosa vuole?).
una sensazione stupendamente polverosa. quell'uomo, quando io e cortese? Cortese! stavamo già al caffè, si è seduto ad un tavolino mangiando il suo e, vi giuro, su quel piattino ci aveva messo tutto: una fetta di salame, un po' di patate, un pezzetto di carne ed anche il pane.
quella era uno foto da fare, coglione di un maffi che non ti porti mai la macchina fotografica! il Gori li' cosi' spezzava il pane con lentezza e rispetto, appunto come si faceva una volta.
Pensa, Bonilli, quel "Baretto" ce l'avevo sotto casa, quand'era ancora "di Augusto", ci andavamo in quattro gatti, si bevevano ottimi whiskey e un bianchetto anonimo dal boccione; nel retro panoramico riservato ai tè, dove adesso s'allunga il bancone metal che fa molto new york, teneva nascosto un Segway sotto un telone. Le due terrazze erano chiuse d'inverno, aperte solo per gli amici, era una specie di "Felice" barista. Scontrosissimo, ha resistito anni alle offerte per quel posto da sturbo. Teneva fuori pure un telefono a gettone, l'unico che funzionasse quando a Roma nevicava, chissà perché. Fighetto già lo era, ma understated, perché serviva l'intero condominio di via Fabrizi 1, storico indirizzo dei cinematografari trasteverini, che si passavano quelle case arrampicate sugli scalini di nascosto, se non per eredità. Di popolare c'è rimasto solo il parcheggio dei netturbini, a fianco.