29
Mag 2009
ore 15:17

Il blog ha cambiato la nostra vita

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Blog_10anni.jpg

Il blog ha dieci anni e questo blog quasi cinque.
Peter Merholz scrisse dieci anni fa una parola e un verbo di nuovo conio, "we blog", noi blogghiamo, e da allora un fiume in piena ha travolto l'informazione planetaria arrivando fino ad oggi, fino a 150.000.000 di blog sul web.
Ma è una cifra in evoluzione.

Mettere in rete parole e immagini senza passare per la mediazione e il controllo di qualcuno ha cambiato la vita del pianeta anche se la maggioranza delle persone non ha mai letto un blog.

Blog tematici e blog di informazione generale, diari onanistici che nessuno legge e appuntamenti fissi e quotidiani per migliaia di lettori, questo e molto altro sono i blog oggi e anche nel nostro mondo, quello del cibo e del vino, ci sono mille esempi e mille indirizzi e ognuno ha i suoi, ha i propri percorsi di navigazione, le proprie letture quotidiane.

Ognuno ha ormai i suoi appuntamenti fissi mattutini, in casa o in ufficio., i suoi percorsi, i suoi link.
Io per esempio la mattina leggo sul mio mac Repubblica, il Corriere, il New York Times e poi una serie di blog del settore Espresso F&W, Cavoletto, Dissapore, Vino:, Fiordizucca, Frank Bruni, Francois Simon ecc... e poi via via i molti blog del cibo e del vino sia italiani che stranieri  e poi rispondo alle mail e poi, se c'è lo spunto, scrivo il mio post quotidiano.

In questi anni il ricambio di coloro che leggono e intervengono nei blog è stato enorme e i blog stessi sono molto cambiati e se per il Papero Giallo il primo a scrivere un intervento è stato Salarlo Sararlo, firma storica della rete gastronomica, a livello internazionale tutto è stato ancora più veloce.
All'inizio un po' tutti abbiamo cominciato ad appassionarci ai blog del cibo guardando Chocolate & Zucchini, che inizia nel settembre del 2003, scritto e fotografato da Clotilde, che è stata la blogger francese che per prima ha trasformato un blog in una vetrina mondiale e la sua attività in una professione.
In Italia tra i blog quello di Piero Pompili ha chiuso dopo una presenza importante e incisiva in rete iniziata il 30 settembre 2004.
Un esempio simile a quello di Clotilde è il Cavoletto di Sigrid Verbert, che in poco tempo passa da blog con un intervento in un giorno, il 14 marzo 2005, a essere il blog più importante  del settore per traffico e qualità in Italia.
Oggi i blog sono più belli, più complessi, più maturi e anche più stanchi.
I migliori a livello internazionale sono diventati delle strutture professionali, pensiamo all' Huffington Post.
Nulla di simile esiste in Italia e anche il traffico, a parte il blog di Beppe Grillo, è ben lontano da quello dei blog Usa.

Mi domando quanti di voi passano ancora del tempo leggendo vari blog e se si, quali blog?

Quali blog avete smesso di leggere?

Secondo voi i blog hanno cambiato l'informazione?

Attraverso il blog avete fatto amicizie interessanti?

Perché non avete un vostro blog?

commenti 18

Essenziale come commento di una storia di 10 anni :-))

29 Mag 2009 | ore 15:48

Scusate mi è partito il commento.
Volevo aggiungere che Sararlo ha sicuramente portato molto al mondo gastronomico online con le sue recensioni barocche ma che tra gli storici - questi si - della rete newsgrouppara italiana sui ristoranti vanno citati assolutamente Prolet e JFSebastian per dire i primi che mi vengono in mente.

Per rispondere alle domande:

Io seguo circa 300 fonti via feed (non solo wine & food) che approfondisco, di volta in volta, in base agli argomenti trattati. Navigo direttamente sul sito solo se devo lasciare un commento, altrimenti solo feed reader.

Non ho smesso di leggere ma credo di aver aggiunto molti blog.

I blog hanno portato un modo nuovo di affrontare le cose e, soprattutto, hanno costretto il giornalismo mainstream a prenderne atto. Se ci pensa Bonilli, non si è mai parlato di internet in tv o sui giornali quanto negli ultimi 2-3 anni.

Alcuni dei miei amici più cari sono blogger.

Ho un piccolo blog, si chiama backoffice e sta su tigulliovino.

Un caro saluto.


Filippo

29 Mag 2009 | ore 15:51

per noi che abbiamo un blog e gli dedichiamo parecchio (troppo) tempo, la domanda fondamentale é: il blog ha cambiato davvero la nostra vita o l'ha cambiata in meglio o in peggio?
Per chi, come me, era reduce da una lunga attività precedente in Rete, con un portale-sito Internet, viene da chiedersi cosa sia invece cambiato nel modo di fare informazione e di relazionarsi con i lettori, con il passaggio dal sito (statico) al blog (dinamico) dove i lettori interagiscono con quello che scriviamo.
Io credo che i blog abbiano (stiano cambiando) l'informazione, anche quella wine & food, agli altri e ai posteri stabilire se la stiano migliorando, e se davvero, come molti di noi pensano, stiamo facendo un'informazione se non alternativa complementare a quella offerta da giornali cartacei e siti Internet istituzionali.
Resta poi da chiedersi se con il blog si riuscirà a guadagnare qualche soldino, senza fare marchette o pubblicità smaccata, come stanno faticosamente riuscendo alcuni, ma negli Stati Uniti

29 Mag 2009 | ore 16:15

In ordine.

Mi domando quanti di voi passano ancora del tempo leggendo vari blog e se si, quali blog?
Li leggo, un po' meno ora che sto tre mesi all'estero e voglio scoprire di tutto e di qui. COmunque ho la mia lista bella lunga di blog interessanti su Google, spesso sul cibo ma anche su altri temi.
Quando ho meno tempo, come ora, di leggere, mi butto su Twitter dove l'informazione e' piu' rapida, essenziale e ricca di spunti per future letture.
Comunque Papero Giallo e' il blog che ho letto di piu' in questi mesi all'estero. E non e' tanto per lecc....
Per il resto, e' gia' un'impresa leggermi ogni settimana il New Yorker, che qui costa molto meno

Quali blog avete smesso di leggere?
Nessuno. Riduco la frequenza di lettura.

Secondo voi i blog hanno cambiato l'informazione?
Hanno cambiato l'approccio se non a fare informazione, quanto meno a percepirla. Nel senso, che l'informazione viene piu' personalizzata. Il caso del terremoto in Abruzzo da un'idea di come un'informazione tramite blog (o altri mezzi) puo' essere piu' tempestiva e completa.
Il blog non ha ucciso l'informazione. Ha solo sfruttare la natura poliedrica dell'informazione. Di verita' non ce ne e' una sola e di conseguenza di informazione non ce ne' una sola.

Attraverso il blog avete fatto amicizie interessanti?
Molte. Per amicizie io intendo amicizie di persona ove possibile. Spesso nate da un commento postato in un altrui blog. Molte amicizie stanno continuando negli anni.

Perché non avete un vostro blog?
Ce l'ho. E' nato per istigazione altrui e per non passare il tempo a dettare ricette al telefono a mia madre. Lo trovo un grande stimolo a pensare anche occassionalmente alle proprie passioni da un altro punto di vista: quello dei lettori.

29 Mag 2009 | ore 16:56

io tutti i giorni passo da questo blog, perche' lo trovo molto interessante, scritto da una persona eccezionale e con delle fotografie fantastiche, l'ho conosciuto solamente da qualche mese, quando ho dei ritagli di tempo vado a leggermi i post precedenti, tutti sempre stupendi,complimenti Marina

29 Mag 2009 | ore 16:57

1- Passo abbastanza tempo sui blog, forse troppo (mi e vi domando quanto i blog diano anche una sorta di assuefazione, stimolando in qualche maniera il proprio narcisismo). Uso molto il pc in studio, al lavoro, e a fondo pagina staziona la barra dei blog. In fondo poi sono due, Dissapore e Papero Giallo, più Facebook, ma nella "nuova scheda" sulla barra consulto Cavoletto (ah da lei iniziò tutta la scoperta di un mondo sconosciuto, allorchè decisi di iniziare a cucinare), Burde, Appunti di gola, mentre altri sono un po' confinati in una cartella tra i preferiti.
2- Quelli di cucina, spesso troppo diari e smancerie, anche se di molti ho archiviato le ricette da Adina a Monolocaleincentro, da Chef blog a K-Kitchen. Ho smesso di leggere, ovviamente, Muccapazza, il primo sul quale ho scritto, e un po' mi manca, per stile e varietà di opinioni.
3- Certamente per quanto riguarda i blog tenuti da professionisti: sono una terza pagina sempre aperta, con stili diversi, ma se affrontati con impegno e correttezza, molto utili e stimolanti, a differenza di Fb che mi sembra solo votato al passaggio di informazioni o brevi impressioni
4- Il blog è anche un modo per difendersi, per acquisire coraggio e sicurezza al di qua dello schermo: amico è parola grossa, ma qualcuno ho potuto conoscere, con qualcuno ho solo parlato.
In ogni caso fa piacere esser apprezzati o "riconosciuti", anche se qualche volta temo una esposizione eccessiva, per il mio carattere.
5- Può valere come risposta quanto detto al punto 4, per cui non mi sembra il caso.

29 Mag 2009 | ore 17:31

Allora, voglio raccontarvi una storia vera, capitata oggi da me a bottega. Entra un cliente di vecchia data, un amico, che e' in ferie quindi passa in enoteca per fare quattro chiacchiere. Ha tempo libero e, si vede, recupera qualche arretrato social. Oggi poi arriva con un foglio di carta, piegato in quattro, lo apre serio e mi dice: voglio farti vedere una cosa. E che roba è? Mi porge una stampata di una pagina web in cui è contenuto l'articolo del Financial Times su Berlusconi (avete presente). Io lo guardo un po' interdetto, come per dire: e allora? Cioè: che notizia sarebbe questa?
Il fatto è che io, che mi nutro di pane ed internet, do largamente per scontato che certe notizie, e certi approfondimenti, siano una cosa ovvia: grave errore. La' fuori è pieno di gente che ottiene le notizie dal TG1 (per non dire TG4). Per me è perfettamente normale avere una selva di feed di controinformazione, per moltissimi questo resta un luogo arcano, e quando, avendo tempo libero, ti aggiri da queste parti, ti si squadernano mondi ignoti.

Oh, naturalmente vale anche per il mondo fùd, eh :)

29 Mag 2009 | ore 18:30

1. Passo il tempo a leggere blog, siti, forum, scambiando mail alla ricerca di informazioni - in base ai miei interessi del periodo, l'ispirazione del giorno e le curiosità del momento. Su questo blog passo quasi tutti i giorni, in altri regolarmente una volta ogni tanto o secondo gli argomenti.

2. Ho smesso di leggere con assiduità, ad esempio, quelli del giro del Gambero Rosso che sono confusionari o raramente aggiornati. Per quasi tutti gli altri erano e sono semmpre ad alti e bassi.

3. Sì, secondo me i blog ( ma non solo loro) hanno notevolmente contribuito a cambiare il modo di fare girare e di raccogliere informazioni.

4. Se per amicizie s'intende persone che ora frequento abitualmente nella vita quotidiana... nessuna! :-)))
Persone che sento ogni tanto/spesso/regolarmente via internet e a volte incontro di persona ce ne sono un po'.

5. Secondo me la maggior parte dei blog è fatta malissimo e fondamentalmente inutile. Se io mi impelago a fare qualcosa è perché ho avuto uno slancio folgorante (che non è capitato per la creazione di un blog), deve avere un senso, e per rispettare i miei standard molto esigenti dovrei dedicargli molto tempo. Non ho né abbastanza voglia né abbastamza motivazione per farlo!

29 Mag 2009 | ore 20:00

ovviamente leggo i blogs, anche io tramite googlereader piu' che altro, che rende abbastanza facile tenere sott'occhio un centinaio di blogs, sopratutto vino e cibo, ma anche altre robette (ieri per esempio mi sono affascinato ad un blog sul recupero crediti ;-) ). Via via ne tolgo alcuni, quelli che non aggiornano mai o che fanno solo comunicati tipo veline. Per me i must sono: questo, vinoalvino, dissapore (che in qualche modo ha fagocitato quelli dei suoi editori, anche se continuo a leggerli), vinodaburde, vino (gentili e rizzari), scienza in cucina, quinto quarto, mondosapore, minimarketing, i numeri del vino, vinoprigro, aristide, jamie goode, e quelli di vinix (oltre tigulliovino), simplicissimus.
Ho conosciuto molta gente con i blog, anche te per es., provando che sono uno strumento sociale senza precedenti. Come azienda ho anche avuto molte soddisfazioni, sopratutto perche' sento che c'e' un seguito ed una conversazione vera, franca, che mi crea conforto.
L'informazione? Ormai non guardo quasi mai la TV, leggo ancora i giornali, piu' per un senso di conforto nella pagina scritta, ma certo, l'informazione e' cambiata. Oggi un po' d'informazione posso farla anche io, e milioni come me, e non mi sembra poco.

29 Mag 2009 | ore 21:14


listina:
ho smesso di leggere, nel disordine: il forum del gambero, e qualsiasi altro forum di cucina, poi kelablu, prima e dopo, seguito dissapore per circa 3 giorni poi mi sono stufato anche di quello, smesso anche con fiordizucca e chocolate&zucchini (ma non per partito preso, semplicemente perché non scrivono praticamente più nulla, se non se n'è accorto sarà che non le legge proprio manco lei :-), trovo deprimentissima in generale la 'nuova leva' del foodblogging italiano, un'indistinta valanga di gente che alla fine raccontano un po' tutti quanti la stessa identica cosa (la qualità media è migliorata? bah si può essere, ma una voce fuori dal coro e che riesca a rimanere lì, boh?), cioè niente d'interessante, trovo i critici gastro autoreferenziali fino all'insopportabile (avete mai provato a leggere cremona?? non vi fa l'impressione di essere un povero cristo romanelli? non vi danno la nausea le note piene di autocompiacimento di marchi? non vi fa pena il bolasco trasformato in sandwichman?)ecc. Anzi, in questo settore, ce ne fossero di più come François Simon (inutile chiederselo: non c'è), o come questo signore qui:
http://chroniquesduplaisir.typepad.fr/
(capire che è gente che ha style, sense of humour, un feeling letterario, una certa intelligenza e una passione per la gastronomia, qualità che tutte insieme non ho mai incontrate in un blog da sedicente giornalista gourmet italiano, anzi, è da mo' che aspetto...)

Insomma, come molti, quando non ho proprio nient'altro da fare (nel senso che non è comunque la prima cosa che faccio al mattino), vado a scremare un po' in bloglines, leggo i titoli e mi fermo a leggere l'intero post se mi sento stuzzicato, cosa che succede in circa 2 (due!)% dei post quotidiani. E quel due percento in genere non appartiene al dominio italiano. E molto spesso non apprtiene neanche al mondo food. Quindi, sintetizzare l'esperienza, direi che si va a un appiattimento, com'era quasi inevitabile, un troppo pieno, un chiacchiericcio dispersivo e spessissimo inutile che, in finis, diventa quasi un po' come la tivu, uno spreco totale di tempo. Meglio fare altro :-)

29 Mag 2009 | ore 22:28

Ottimo intervento e un'analisi abbastanza precisa di una situazione in via di corrompimento.
Il chiacchiericcio è grande ma le analisi o le cronache puntuali di quel che succede nel mondo dell'enogastronomia sono rare.
Prevale la battuta, il gossip portato anche in cucina e in cantina, e quindi si aspetta il Signorini del food and wine, uno cioè intelligente e cinico che racconti quello che accade veramente.
Perché siamo arrivati a questo sarebbe interessante da analizzare e quindi questo post, anche se cade in un ponte nel quale a milioni se ne scappano dalle città, è significativo se mette le basi per un'analisi della situazione senza tanti minuetti.
Un buon inizio e una firma nuova :-))

29 Mag 2009 | ore 23:08

ammesso e non concesso che sia davvero vero che nei wine & food blog prevalga "la battuta, il gossip portato anche in cucina e cantina", siamo proprio sicuri che il food & wine abbiano bisogno di un Signorini, seppur intelligente e cinico? Io ho qualche dubbio in merito...

30 Mag 2009 | ore 09:26

Il Signorini di turno ci vuole per chi fa il gossip, che è cosa ben diversa dal dare le notizie.
Io preferisco questa seconda ipotesi ma leggendo in giro temo molto di essere in minoranza e quindi dico, se fate il gossip, fatelo almeno bene... :-))
Per il resto è un mondo così privo di ironia, così pieno di autocitazioni, così vecchio che non sono certo io ad avere delle ricette per ricostruirlo dopo il Noè di turno e un bel Diluvio Universale.

30 Mag 2009 | ore 10:14

rispondo alla domanda numero tre, riciclando per pura pigrizia il commento che ho lasciato poco fa su un post di "dissapore". Il tema è confinante, non del tutto sovrapponibile, ma tant'è.

Gola Gioconda è un periodico di enogastronomia stampato a Firenze. Da qualche settimana questa rivista è passata da un formato piccolo a uno più ampio. Nell’editoriale del primo numero si legge tra l’altro: “un periodico che si sfoglia può avere ancora un significato e un ruolo se […] rappresenti un rallentamento, un riprendere fiato nella corsa multitasking a sapere tutto, a intervenire su tutto (la blogmania); magari per ripensarci su, per considerare un evento, un piatto, un cibo, un vino da un’angolazione diversa […] con una ponderazione uguale a quella necessaria per far nascere una rivista; con quello scrupolo (nel bilanciare l’ordine delle notizie, nel programmarne l’uscita, nel selezionare le informazioni) che richiede la pratica di uno stile, bello o brutto che sia, indispensabile per fare un giornale da sfogliare; sul quale, tra l’altro, gli errori non si cancellano con un clic […] e restano a imperitura memoria della nostra imperfezione.”

Sottoscrivo in pieno. Il che, ovviamente, non significa in modo automatico passare nel campo dei vecchietti che criticano per partito preso il presente: non sono per l’elogio nostalgico del tempo che fu, leggere i blog mi diverte (quasi sempre…) e farne uno anche. Ma sono strumenti comunicativi diversi. E come era sciocco e arrogante qualche anno fa da parte dei giornalisti della carta stampata snobbare i blog rubricandoli come fenomeno marginale, così oggi è arrogante e miope considerare la carta stampata un mezzo sorpassato.

Nella migliore delle ipotesi di lavoro, i blog dovrebbero stimolare e rendere meno paludata la critica "classica", facendola sentire meno graniticamente sicura del suo ruolo e quindi più duttile; mentre dalla critica classica i blog dovrebbero - almeno in una piccola misura - imparare l'esercizio della riflessione, della ponderazione, della valutazione serena dei dettagli. In altre parole, si dovrebbero rigettare i due estremi della scrittura immediata e insensata, da anatre starnazzanti, e dell'ipse dixit, della sentenza dall'alto, inappellabile (ma spesso vuota). Tutto questo in pura linea teorica.

30 Mag 2009 | ore 13:12

Come tutti, credo, attraverso un reader leggo i titoli di circa 200 feed vari, soffermandomi, alla fine, su pochi...
A volte preferisco marcare tutto come già letto per dedicarmi direttamente alla lettura dei miei classici (food): principalmente paperogiallo e cavoletto, "appunti di gola" e "the chef is on the table", la new entry dissapore, e da un po' di tempo bressanini.
Perchè solo quelli? Perchè molte volte c'è ben poco da leggere, o peggio, da commentare...vuoi perchè troppo distante dalle tue idee, vuoi perchè troppo "gossipparo", vuoi perchè l'OT diventa davvero troppo OT...
Ed è per questo che ho smesso di leggere, dopo tempo, il forum e tutti i blog GR (vabbè che kelablù era già morto da tempo), certe volte davvero "fuori dal mondo", e tutti i blog "copia" l'uno dell'altro, su tutti quelli dove regna il "che buono, che bello"...
Spesso ho l'impressione che se per il food il blog ha migliorato l'informazione, rendendola più completa, meno statica di quella delle guide, lo stesso non si può dire dell'informazione "generalista", spesso arruffona, superficiale e "copiaincollista"...

30 Mag 2009 | ore 17:03


Con il passare degli anni ho smesso di abbuffarmi,ora ho un numero ristretto di blog che cerco di visitare tutti i giorni e sono quasi tutti inerenti al cibo.
Nei foodblog trovo che negli anni si sia elevata la qualità delle foto e la cura della presentazione ( il Cavoletto ha fatto scuola),rendendoli sì piacevoli da guardare,ma alla fine questo aspetto estetico prevale troppo e molti di loro sono diventati tutti uguali e privi di personalità.Essendo alla ricerca non tanto di ricette,ma di tecniche,di idee e spunti,faccio sempre più fatica a trovarne.

Dedico anche meno tempo alla lettura,perchè da un anno ne ho uno mio,perciò buona parte del tempo lo dedico alla sua gestione.
Da quasi neofita proprietaria di un blog,trovo che oggi a differenza di qualche anno,sia diventato più difficile prendere visibilità.
Ho aperto un blog non per mostrare,ma per condividere e confrontare le mie esperienze di cucina con altri che hanno la mia stessa passione. Avere un numero medio basso di lettori mi fa ritenere di non aver colto del tutto l'obiettivo che mi ero preposta.

Grazie ad un forum di cucina ho conosciuto diverse persone,tra cui Pinella,con la quale è nata una bella amicizia,io e lei viaggiamo all'unisono,sinceramente non credevo che potesse esistere una persona tanto pazza come me per la pasticceria!!:-)!!
Bonilli,qualche anno fa,siamo partite in otto da diverse città italiane e siamo venuti alla Scuola del Gambero a fare un corso con il mitico Maurizio Santin!Due giorni di cibo,risate,acquisti di attrezzature per la cucina folli che ancora ricordo con nostalgia,tutto questo grazie ad internet.

30 Mag 2009 | ore 19:05

Ho da poco un blog, ma da anni ne frequento alcuni principalmente legati al mondo del vino, prima come semplice lettore, poi sempre più immerso nelle discussioni. Ho fatto bellissime amicizie (in alcuni casi trasportate nel mondo reale) e ho avuto modo di potermi confrontare in diverse occasioni. Lo trovo uno straordinario strumento di comunicazione dinamica a costo quasi zero (se vogliamo considerare il tempo che ci passiamo sopra come un piacere). Era da molto che mi chiedevo perchè non ne avessi uno con il quale poter confrontare le mie idee con quelle degli altri. E così ho fatto.

30 Mag 2009 | ore 23:59

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