15
Mag 2009
ore 13:45
ore 13:45
Il Salone del Libro e l'effetto Soria
Soria, patron dell'ormai defunto Premio Grinzane, non c'è, è in carcere, ma la sua presenza al Salone del Libro, dove era sempre ospite di riguardo, si sente.
Lui era famoso per le cene e i pranzi offerti a giornalisti, scrittori ed editori e a questo Salone, effetto Soria + Crisi pranzi, cene e buffet sono spariti, cancellati.

Certo, c'è la crisi, ma la festa e cena dell'Einaudi, un classico di apertura di ogni Salone - lo scorso anno era stato prenotato tutto Eataly che è di fronte al Lingotto - è stata cancellata più per motivi di immagine che di budget anche perché nella crisi, guarda un po', il cibo e i libri sono i prodotti che hanno tenuto meglio di tutti.
In sala stampa è sparito il buffet e per bere una minerale sono file e problemi ma si sa, il mangiare come gesto e come piacere è visto dagli intellettuali come un peccato da nascondere e di cui vergognarsi.

Poi, siccome bisogna cercare l'audience sala piena già due ore prima per la presentazione del romanzo di Baglioni - così brutto da far pensare ad ognuno di poter diventare scrittore - e grandi applausi al "compagno Fini" che è venuto a inaugurare il Salone, cosa che in anni passati sarebbe stata vissuta come sacrilegio.
Poi tutti a caccia di un ristorante per la sera e quindi grande interesse per la presenza al Salone del sottoscritto, vecchio giornalista gastronomico, con richieste di indirizzi e, in alcuni casi, di raccomandazione per il famoso ristorante di Rivoli.
In questa Italia ipocrita che ha viaggiato per il mondo col Premio Grinzane e mangiato a quattro palmenti al tavolo del detenuto Giuliano Soria e oggi recita la Quaresima.

Lui era famoso per le cene e i pranzi offerti a giornalisti, scrittori ed editori e a questo Salone, effetto Soria + Crisi pranzi, cene e buffet sono spariti, cancellati.

Certo, c'è la crisi, ma la festa e cena dell'Einaudi, un classico di apertura di ogni Salone - lo scorso anno era stato prenotato tutto Eataly che è di fronte al Lingotto - è stata cancellata più per motivi di immagine che di budget anche perché nella crisi, guarda un po', il cibo e i libri sono i prodotti che hanno tenuto meglio di tutti.
In sala stampa è sparito il buffet e per bere una minerale sono file e problemi ma si sa, il mangiare come gesto e come piacere è visto dagli intellettuali come un peccato da nascondere e di cui vergognarsi.

Poi, siccome bisogna cercare l'audience sala piena già due ore prima per la presentazione del romanzo di Baglioni - così brutto da far pensare ad ognuno di poter diventare scrittore - e grandi applausi al "compagno Fini" che è venuto a inaugurare il Salone, cosa che in anni passati sarebbe stata vissuta come sacrilegio.
Poi tutti a caccia di un ristorante per la sera e quindi grande interesse per la presenza al Salone del sottoscritto, vecchio giornalista gastronomico, con richieste di indirizzi e, in alcuni casi, di raccomandazione per il famoso ristorante di Rivoli.
In questa Italia ipocrita che ha viaggiato per il mondo col Premio Grinzane e mangiato a quattro palmenti al tavolo del detenuto Giuliano Soria e oggi recita la Quaresima.









Salone pieno blog vuoto perché il libro spaventa più del cibo :-))
Approfitto del vuoto per porre una domanda: dove va l'editoria gastronomica?
che caratteraccio, Bonilli:-). la geeeente lavora ,anche.
perchè i libri dovrebbero spaventare poi?
qualche volta non si capisce bene dove vuole andare a parare e quindi tutti aspettano che qualcuno faccia i primi passi.
che palle.
quello che mi va dire è che :
a) che fini stia diventando il "compagno fini" mica è colpa sua. è colpa nostra, che abbiamo mandato in merda qualunque ipotesi di sinistra italiana.b)
b)che il romanzo di Baglioni sia brutto ed abbia successo non mi stupisce: andiamo sempre peggio. con un rifacimento fisico pesante, fazio per amico e 4 canzoni di una vita fa rifatte, come lui, alla meno peggio ,baglioni è tornato in auge.
del resto che dire: ringrazi il cielo che almeno le chiedono dove andare a mangiare: di questi tempi sono capaci di chiederle l'indirizzo di una farmacia invece di quello di un ristorante:-))
Forse era meglio mettere "intellettuali" tra virgolette, anche se probabilmente sono sottintese: mangiare con gusto è forma di curiosità e rispetto, e non vedo comportamento più aperto e colto di questo. Purtroppo invece, chi fa l'intellettuale, si atteggia a prezioso, spiluzzica, annusa, distingue, rampogna e pontifica: non è curioso e non rispetta il lavoro altrui. Non vorrei incartarmi nelle definizioni, però: non sono necessarie. A tavola non mi piacciono le persone diffidenti e troppo misurate, preferisco chi dimostra fiducia e apertura mentale: il che non vuol dire che bisogna abbuffarsi,tanto meno buttandosi sul buffet, fosse quello di Soria o altri simili, mangiando a quattro palmenti.
P.s. Certo che Marcello Sorgi, col suo aspetto da ragazzo primo della classe, non ce lo vedo a parlare di "quella maglietta fina..." ;-))
La gente non legge o non molto. Libri se ne vendono pochi ma, almeno per una volta, non accusiamo i potenziali lettori. Cerchiamo di produrre delle cosine interessanti a prezzi accessibili e allora, forse...
I libri di ricette, di cucina, di gastronomia sono un po' in ogni stand e colpisce ancora di più l'orgia cartacea contrapposta al bar di Autogrill, unico posto dove bere o mangiare.
Ma per fortuna basta attraversare la strada e c'è Eataly, una vera oasi e mensa ufficiosa di buona parte dei visitatori ed espositori :-))
ps.
Carratteraccio?
No, solo un'osservazione passando dalla mia camera che è di fronte al Lingotto e lasciando due righe per poi sparire perché nel salone dei libri e quindi della comunicazione il wi fi costa cifre spropositate ovvero a uno come Tombolini col suo stand di Semplicissimus hanno fatto lo scherzo di non metterlo nel catalogo, quindi è introvabile.
Ultima notazione: il catalogo del Salone del Libro deve essere stato appaltato a qualcuno che non sa come si fa un catalogo e questa è l'ultima perla che scrivo, vado a immergermi di nuovo.
Buon we a tutti :-))
dopo una settimana per me piuttosto clamorosa, passerei volentieri due giorni in compagnia di qualcosa da leggere.
dai direttore, mollami qualche titolo,qualcosa di carino ma nel campo romanzi magari, niente di voluminoso che ho le braccia stanche a forza di sollevar forchette.
non c'è nulla nel campo gastronomico, che so una cosina tipo ESTASI CULINARIE per esempio? :-))
perchè non lo scrivi tu un bel noir, con intrighi e ammazzatine per esempio tra cuochi e critici gastronomici?
Mi permetto un piccolo intervento in qualità di lettore seriale.
Indubbiamente stiamo vivendo un momento di invalidante pigrizia mentale che lascia nella società ampi spazi vuoti, decretando un progressivo successo della mediocrità. Sarebbe bello se la figura dell'"intellettuale", a qualunque campo esso appartenga, tornasse a essere una figura provocatoria, d'avanguardia, opposta e alternativa a certi modelli di riferimento imbarazzanti proposti come vincenti.
Chiaramente bisogna avere la vocazione del martire, perchè attualmente avrebbe assai poco seguito.
Ma da qualche parte si dovrà ben ricominciare.
Beh, sta uscendo il film, mi dicono mediocre, ma il romanzo di Roth, invece, è da leggere se non vi spaventa la descrizione della vecchiaia e l'amore tra il vecchio professore e la giovane studentessa.
C'è della forza profonda in Roth quando si mette a nudo e segue, romanzo dopo romanzo, la sua vecchiaia, bestia brutta da tenere a bada.
L'animale morente è il titolo, è un romanzo del 2005 e per chi non l'avesse letto uno dei libri che raccontano la decadenza fisica nel modo più lucido e atroce.
andro' a cercarlo. in fondo, dopo giorni un tantinello sopra le righe, qualcosa del genere puo' perfino essere terapeutico:-))
Qualcosa del genere, sicuramente più leggero, credo che sia il romanzo di Paolo Doni, "Ci vediamo al Bar biturico", che narra la storia di un professore sessantenne, in vacanza a Capri, che si invaghisce di un' adolescente.
Nella trama, che viaggia sul filo di una sottile ironia, si alternano i pensieri dei due protagonisti che descrivono gli stessi eventi ma da due punti di vista diametralmente opposti. Consigliato.
nel catalogo che ho io ci sono le indicazioni dello stand della Simplicissimus Book Farm, E 79.
Che l'abbiano ristampato?
Buonasera...
Io consiglierei ''Le ricette per cucina del Principe Don Paolo Borghese'' per i tipi di Pacini Fazzi (Lucca), curato da Francesca Centurione Scotto. Le ricette tratte dal libro son state le protagoniste di una cena da fiaba all'Albemarle del Brown's a Londra lo scorso venerdi' che ha visto seduti Eva Herzigova, Alessandra Cordero di Montezemolo, i Moncada di Paterno', i Costa... ed Elena Amerio (famiglia Miroglio, azionista di riferimento di Eataly...) E sembra che il libro al Salone sia andato a ruba! La sera precedente madama Amerio con amici aveva cenato al Dolada, il ristorante italiano emergente in quel di Londra. Cerea ne...