26
Mag 2009
ore 11:37

Siete A, B o C?

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Banconote.jpg

Gruppo A: 5 milioni e mezzo di famiglie in Italia hanno problemi economici seri.
Stiamo parlando del 22,2% del totale delle famiglie italiane.
Gruppo B: Il 41,5% delle famiglie, cioè circa 10 milioni, non ha problemi economici.
Gruppo C: Il 36,3% delle famiglie, cioè i restanti 8,8 milioni, vive in condizioni di relativo benessere.
E' il Rapporto Istat, bellezza!

Una persona su cinque è a rischio di vulnerabilità economica e come l'Italia sono messe male anche Spagna, Grecia, Romania e Regno Unito.
Che sorpresa vedere spagnoli e inglesi messi male come noi e come i rumeni.
Sicilia, Campania e Calabria sono le regioni a più basso reddito.
Valle d'Aosta e le Province di Bolzano e Trento quelle a reddito più alto.

Voi nella vostra città vi accorgete di questa classifica?
Secondo voi chi legge questo blog può far parte solamente dei gruppi B e C?
A parte i turisti, quindi, vanno al ristorante solo i B e i C?

commenti 37

Rispondo alle 3 domande:

1) Si, nella mia città forse il gruppo C è più elevato e quello B meno. Quelli alle prese con un bilancio striminzito sono 1 su 4.


2) Tendenzialmente sì, ma ci sono anche molti giovani con redditi bassi, autonomi (nel senso che vivono da soli), ma che hanno comunque genitori (e nonni) nel gruppo C (o anche B), il che li fa comportare o pensare con più larghezza rispetto alle condizioni reali. E quindi non sembra di leggere fantascienza...

3) I turisti sono SOLO nel gruppo B e C! A parte qualche locale low low cost (e speriamo almeno di onesta qualità) i ristoranti e le pizzerie sono frequentate solo dai B e C.

26 Mag 2009 | ore 12:39

alla prima domanda penso proprio di si
alla seconda penso che abbiano dei problemi anche
quelli della serie b.

saluti

26 Mag 2009 | ore 12:45

Ma il "relativo benessere" in pratica cosa significa? Come si calcola, da cosa dipende? (in senso economico, ovviamente perché il benessere come sensazione non dipende necessariamente dai soldi)

26 Mag 2009 | ore 12:55

mi sembra comunque che tra 'B' e 'C' ci sia un po' di 'fumo'... cosa vuol dire 'relativo benessere'? come si 'calcola' il non problema economico? quale dei due è più ricco? eppoi mi sembra che tra 'A' e 'B' ci sia una fascia (mi ci metto io) di (molta) gente che non è sul lastrico, ma che si barcamena... o chi 'rema' è fuori dal problema economico, dunque 'B'? Mi sembra un po' riduttivo il discorso delle tre fasce economiche.
Anyway, risposta 1: sì, anche nella mia città, Milano (nonostante qui sia stato inventato l'happy hour, e frotte di lampadati sciamano in Cayenne per le strade, e sui marciapiedi) un po' di crisi in giro si vede...
seconda risposta: non necessariamente, ma è vero che se uno ha l'acqua alla gola non 'smanetta' da queste parti...
terza risposta: a Milano direi di sì... anche visto il costo medio di una cena!!!

26 Mag 2009 | ore 13:08

Se ho problemi ad arrivare alla fine del mese di certo non vado a spendere 15€/pp per una pizza e una birra. Figuriamoci poi i 50€urozzi di conto medio a persona che sono la media per un "buon" pasto in un "buon" ristorante. Indi temo di si... chi va al ristorante appartiene solo alle fasce senza problemi economici. Più che essere una passione snob stà diventando una passione elitaria...

26 Mag 2009 | ore 13:17

Caro Bonilli, mi metto di buon diritto nel gruppo C, casa col mutuo pesante, figlia piccola che costa, due liberi professionisti con l'alternanza degli introiti del caso. Comunque "relativo" benessere. Ma sai che anche noi del C facciamo fatica a uscire per una banale pizza?

26 Mag 2009 | ore 13:25

Da buon trentenne mi colloco di diritto tra la fascia A e la B (con tendenze verso A!). Il ristorante (

26 Mag 2009 | ore 13:36

In questo momento, e in ogni caso da sempre, stanno più "tranquille" le famiglie con due redditi fissi (o almeno uno); ovviamente sempre che non abbiano mutui pesanti.

E' un po' lapalissiano, ma sono loro lo zoccolo duro del turismo e della ristorazione.

Provo a fare io una domanda: quanti hanno l'abbonamento a Sky e sono in fascia A? Sembra che gli abbonati a Sky muovano più della metà dei consumi in Italia, e quindi...

26 Mag 2009 | ore 13:54

Nell'attesa di capire la vera differenza tra B e C, posso rispondere alle altre domande:
1. Nella mia città queste differenze ci sono sempre state, ma è difficile quantificarle perché l'impressione cambia secondo gli ambienti che si frequentano. Di peggio ora c'è che c'è il sentore che molte aziende chiudano o ridimensionino pesantemente e questo ci preoccupa un po' tutti credo!

2. Secondo me nel 90% dei casi sì. Nel senso che secondo me difficilmente chi ha seri problemi economici può pensare di trovare qualcosa di utile, affine, vicino al suo mondo nell'ambiente di cui questo blog fa parte.

3. Se "ristorante" non è da intendere come sinonimo di "mangiar fuori", ma come tipologia di locale...secondo me sì. In realtà a me pare che ci sia una percentuale relativamente alta di B e C che non va al ristorante figuriamoci della A!!!

26 Mag 2009 | ore 14:01

Gentile Bonilli,
come risaputo e più volte elencato nelle perpetue dichiarazioni del B. Bocca e di altri esponenti associativi o statistici, le aziende turistiche italiane stanno subendo una decurtazione, causa fallimento, di circa 13.000 unità. Credo che per il settore ristorativo questa numerazione sia intorno alle 3/4 mila unità, se non più.
Mentre il personale che non verrà impegnato o licenziato si aggira sulle 150.000 unità.
Da questi dati può sicuramente evincere la situazione attuale. In merito mi permetta considerare quello che in Francia è stato fatto per sopperire alla situazione di crisi e va le a dire: dal 1 luglio mangiare al ristorante in Francia costerà fino al 12% in meno per merito di un ponderato accordo tra Sarkozy ed i delegati dei ristoratori che si sono riuniti, ben 8 associazioni senza accapigliarsi e senza contraddirsi, ed hanno fatto delle proposte all’Eliseo.
Questi signori durante la Pasqua avevano considerato un calo del 3% nella ristorazione che avrebbe arrecato seri rischi di licenziamenti, fallimenti e quindi chiusura ed invece di lamentarsi, come d'uso in Italia, hanno scelto la strada della proposta e del fare squadra.
Dall’altra parte non hanno trovato uno dei nostri ma un interlocutore determinato in Sarkozy che ha subito sentenziato: l’Iva scende dal 19,6% al 5,5% ma in cambio vi impegnate ad abbassare i prezzi del 12% e a 40.000 nuove assunzioni per prossimi 3 anni.
Immediata firma e il ministro all’Economia francese Christine Lagarde ha già sottoposto l’accordo al parlamento transalpino e lo spazio avuto sui giornali di tutto il mondo è equivalsa a una pubblicità miliardaria
Mentre in Italia si schiaccia un pisolino quotidiano ma prolungato, in Francia si parla in concreto di un taglio dell’11,8% su caffè, acqua minerale e “plat du jour” che non manca mai in nessun ristorante francese.
Nel contempo i servizi del Ministero dell’Economia stanno già fotografando in tutto il Paese migliaia di menù di ristoranti per poter in seguito verificare la riduzione reale dei prezzi: chi a luglio sarà beccato coi prezzi non tagliati, si beccherà multe salatissime.
La scommessa di Sarkozy ha come obiettivo veder aumentare la clientela dei ristoranti in seguito a prezzi più bassi, far uscire di casa i francesi più volentieri e compensare il calo delle entrate dell’Iva con un rilancio dell’economia e dell’occupazione.
Con grande cordialità

26 Mag 2009 | ore 14:39

Che ci sia una restrizione dei consumi, ovviamente è innegabile: però...
Ieri ero a Portmeirion, villaggio all'interno del Parco di Snowdonia nel Galles del Nord. Alle 9 di mattina, in compagnia del setterone, ero a fare la fila per acquistare il biglietto di ingresso... La sera precedente avevo pranzato con amici al Castell Deudraeth, uno dei ristoranti del villaggio: avevamo prenotato un mese prima... Mentre passeggio nel parco di Portmeirion (qualcuno si ricorda la serie ''il Prigioniero''??? ecco è stata girata lì) mi chiama una carissima amica da Santa Margherita Ligure, disperata: non riesce a trovare un appartamento in affitto per l'estate. Il budget è 6.000 euro al mese. E l'amica lo vorrebbe per l'intera stagione (tre mesi). Rientro a Londra ieri per le 9 di sera: vado al Brinkley's, un gastropub dietro casa, Little Chelsea. Prima di avere un tavolino striminzito per 3 persone aspettiamo il tempo necessario per scolarci due bottiglie di Chablis. Questo è il villaggio globale... Non sono un disoccupato di Aversa, ma neppure l'erede di Sir Rocco... Quindi, la crisi c'è e non si vede oppure la crisi è qualcosa di estremamente discutibile???

26 Mag 2009 | ore 14:42

Crisi crsi, tutti che snocciolano percentuali come se fossero olive... ma continuo a non capire: ho una piccola enoteca e prodotti tipici a Roma, cerco di assecondare i palati e le tasche dei miei clienti.. ma gli stessi clienti che comprano e piangono miseria.."c'è la crisi, uno sconticino?"... " avete degli ottimi prodotti ma con la crisi..." li incontro nei ristoranti che mangiano a testa bassa per paura che qualcuno possa portare via il piatto... allora mi chiedo perchè si lamentano di spendere 10 euro per la stessa bottiglia di vino che pagano al ristorante 25?

26 Mag 2009 | ore 15:15

Sergio lei è un mito!
Come si spiega che da Eataly del buon Farinetti (come sono buono, vero Direttore?) ci sia la fila a fare acquisti??? Ordinare una Aston Martin sembra sia impossibile. Berlusconi sta acquisendo l'ennesimo villone a Taormina. Giovedì sera a Londra era impossibile avere un tavolo da Annabel's. Ma lo stesso succedeva al Puny a Portofino, come alla bettolina in Brugiana. Sul paperogiallo è tutto un andare a Sperlonga o sulla Costiera. Insomma,a casa non ci sta nisciuno... Qui si tratta di capire: rientro ieri sera dal Countryside verso Londra: 4 ore per fare 90 miglia... E questa è crisi?

26 Mag 2009 | ore 15:24

Bé da Eataly ci può essere la coda anche perché chi è almeno un po' preoccupato di riuscire a mantenere il lavoro va un po' meno al ristorante e mangia più spesso a casa (ma almeno si concede cose buone); o se per qualche motivo è in giro e deve/vuole mangiare qualcosa fuori va più spesso in posti "agili", in cui prendere anche solo un piatto (melgio se buono) senza spendere molto e senza sentirsi a disagio. Eataly è uno dei "locali" di quel genere.

p.s. non ho ancora avuto voglia di leggere la serie di commenti del post su Farinetti...mi sembra abbia preso una piega troppo noiosa per me!

26 Mag 2009 | ore 15:41

Mi spiace non lo abbia fatto, carissima. io semplicemente amo la chiarezza. E ho giustificato una posizione: con le evidenze camerali....
Del resto il post su Farinetti si prestava, o sbaglio?

26 Mag 2009 | ore 15:44

Quelli del Gruppo C si danno molto da fare e domenica credo fossero tutti sulla Domiziana e poi sulla Pontina in una fila di dieci chilometri.
E poi ci sono quelli del nero, soldi non dichiarati e non tassati, e c'è anche il corto circuito della rappresentazione che si dà a una parola come "crisi" che evoca nell'immaginario altri scenari, più cupi, più da 1929, ma non c'è dubbio che vari milioni di italiani non solo non leggono questo blog e le sue problematiche ma arrivano con fatica alla fine del mese e questo precariato è di più antica data, non risale certo solo al settembre scorso.
E così quelli che hanno due buoni stipendi, quelli che hanno prenotato tutti i voli dall'Italia a New York, Londra, Parigi, Barcellona per il ponte di inizio giugno, ogni tanto si parlano tra loro e dicono "La crisi???" e così viene fuori che non c'è... o è meno grave di quel che non si dica.
Ma quelli del gruppo A sono tanti e si sentono molto sfigati.
Così si discute qui, nel Papero Giallo Gruppo C :-))

26 Mag 2009 | ore 15:55

Concordo.
Ma lo ha detto Lei: qui è il gruppo C.
E a volte, come dire... fa un po'... come dire... non mi viene il termine... tristezza? Parlare del gruppo C quando si sa che si appartiene al gruppo A.
E non vorrei fare il demagogo: in Italia c'è Napoleone Demagogo che la fa da padrone!

26 Mag 2009 | ore 16:00

Gentili signori avete ragione, non c'è crisi mi sbagliavo.
Ma allora tutti quelli che sono in fila (+300% del 2008) a prendere il "pacco viveri regalo" in giacca e cravatta davanti alla Basilica di San Lorenzo a Genova?
No, avete ragiane sono tutti lì per prenotare al ristorante da Puny a Portofino o ad affittare per tre mesi a Santa.
cordialità

26 Mag 2009 | ore 16:18

Ma i commenti li legge?

26 Mag 2009 | ore 16:21

Nel weekend non ero in coda da nessuna parte, non ho voli prenotati per tutto il 2009, non faccio il ponte, non guadagno niente in nero. Non sono così sicura di essere gruppo C anche se frequento questo blog. Per potermi permettere alcune cose rinuncio sempre ad altre, faccio attenzione a cosa scelgo e come spendo, cerco di organizzare le mie spese in modo da avere più disponibilità per le cose a cui tengo di più e le altre pazienza...insomma non posso sperperare a caso, però non me la passo male!
E di qualunque gruppo io faccia parte, proprio non capisco perché dovrebbe interessarmi se Eataly appartiene a Miroglio o a Farinetti! Insomma, stabilito che non sono criminali, che differenza fa?

26 Mag 2009 | ore 16:22

Premetto che volevo rispondere solo ad alcune considerazioni e non certo a tutte.
Ho moltissime cose da imparare da voi e probabilmente anche in termini di lingua italiana ma credo che alcune dei commentatori precedenti andassero nella direzione opposta alla crisi.
A questo punto mi permetta una domanda: Lei li legge?
Cordialità

26 Mag 2009 | ore 16:34

Ora esageriamo... chi ha detto ciò? Io sto a dei dati visibili a tutti. Poi ognuno li interpreta come meglio vuole. Quanti erano prima del 2008 e quanti sono oggi alla mensa??? Nessuno nega una crisi. Guardi, la crisi a Londra, dove vivo è vissuta da un ceto: i bankers. Prima avevano denari a bizzeffe. Ora li hanno licenziati... L'autista del bus guadagna come prima: no. Di più. In Italia è diverso. Certo. Ma il ''buonpaese'' è l'unico che ha mandato un Cavaliere a governarlo. Chi è causa del suo mal...

26 Mag 2009 | ore 16:52

Fa la differenza tra il dire cose esatte e raccontare cose poco esatte. Tutto qui. Il post precedente era su Farinetti ed il suo bosco. Non un cane che abbia commentato sul fatto che è un'operazione per lo meno di marketing. Io mi sono permesso di argomentare, con i fatti, a riguardo di un Bosco (quello di Migliarino) ed a riguardo di una composizione societaria, visto che qui alcuni raccontavano inesattezze. Semplicemente. E mi pare con garbo. Saluti carissimi!

26 Mag 2009 | ore 17:08

Ho sempre pensato, forse a torto, che la politica è veramente ben poca cosa in Italia, per la risoluzione dei problemi.
Non credo altresì che la situazione attuale del turismo e quindi della ristorazione (di questo mi occupo e del resto non so) sia da attribuire alla responsabilità di Berlusconi come presumo non sia neanche imputabile a Prodi; sono cose troppo grandi per me.
La mia era una semplice considerazione valutata in base alle 150.000 prs. che hanno perso il proprio lavoro nel turismo o in sentore di perderlo, e delle 13.000 aziende che stanno chiudendo.
Il resto credo che conti veramente poco.
Con cordialità

26 Mag 2009 | ore 17:10

Dal tuo commento ti classificherei come gruppo C. Per la serie "Non è vero ma ci credo".

Detta questa scemenza, anch'io mi sento gruppo C (se perdessi il lavoro non avrei più di che mangiare, ecco cosa significa benessere "relativo"). Non sono romano ma vivo a Roma, in affitto senza alcuna speranza di comprare casa a meno di 200km da lavoro.

1) A Roma certamente si vedono molte tipologie di persone, molto dipende dal quartiere.

2) Dai commenti direi che il blog è letto da persone del gruppo B che molto spesso si sentono un po' C.

3) A occhio direi di si... solo gruppo B e C.

26 Mag 2009 | ore 17:15

Mi spiace: ma quelle (persone) che han perso il lavoro nell'industria delle automobili? Le vogliamo considerare? Ma dove sta scritto che il ''lavoro'' sia eterno? Dove sta scritto che sia un ''diritto divino''? Sulla Carta costituzionale? Bene, allora che sia lo STATO a garantirlo. Ma siamo in grado di fare ciò? E chi ci dice che dobbiamo essere solamente ''noi italiani'' ad averne diritto? Ma qui si scherza davvero... se si vuole fare della demagogia spiccia la si faccia: ma se si volesse intraprendere un discorso differente, per cortesia, lo si argomenti. Io nel mio piccolo l'ho fatto: si veda la questione Eataly. Purtroppo, o per fortuna, mi occupo pur io di enogastronomia: nel senso che mi garba mangiar bene e bere meglio. E lo faccio anche da un punto di vista professionale, sostanzialmente. Ciò non toglie che le enormità restano e rimarranno enormità. Saluti carisssssssssssssssssssssssssimi...

26 Mag 2009 | ore 17:21

Condivido il tuo pensiero in merito al "diritto divino" e sono assertore del darsi da fare; diciamo alla maniera statunitense.
Purtroppo o per fortuna sulla Costituzione c'è scritto qualcosa in merito al lavoro.
Un caro saluto

26 Mag 2009 | ore 17:38

La Carta è stata scritta un pochetto di anni fa, purtroppo: sono pienamente in accordo col fatto che lo Stato se ne faccia carico. Lo Stato, o questo stato?
Uno stato attuale (e lo scrivo volutamente in minuscolo) dove il Presidente del Consiglio non ha neppure il coraggio di rispondere a 10 misere domande di un quotidiano? Bhe, andiamo malino, mi sa.....

26 Mag 2009 | ore 17:51

Hai scritto Stato con la mminuscola ma Presidente del Consiglio con la maiuscola; errore Freudiano?
Per quanto riguarda la politica italiana credo che se Sparta piange Atene non rida, quindi anche un eventuale cambio non porterebbe nulla di nuovo.
Se la sedia è rotta per colpa del legno marcio, la puoi aggiustare fin che vuoi; non ti reggerà mai.

26 Mag 2009 | ore 18:16

La faccenda e' che credo nella funzione: giammai in chi la occupa ora...

26 Mag 2009 | ore 18:18

categoria AAA

26 Mag 2009 | ore 18:34

Leggere questi dati è sempre doloroso, seppur questa crisi sia visibile nella vita di ogni giorno. Finita?.. come no! La gente soffre, è in difficoltà.. e Berlusconi sembra fare “orecchie da mercante”. Dall’altra parte un PD lacerato che non riesce a dare risposte concrete e un IDV che accusa Berlusconi sul piano personale, lasciando però campo libero nell’ambito politico (vedi referendum). Cosa fare allora? Beh, la soluzione mi sembra chiara: l'UDC fa proposte serie, concrete.. Il premier deve ascoltarci! Deve ascoltare tutte quelle famiglie che non arrivano a fine mese, o ci arrivano con enormi difficoltà!

Marta Romano

26 Mag 2009 | ore 21:50

caso anomalo, il mio.
avendo condotto vita da cicalone, senza figli e da un po' anche senza compagna, ho piu' o meno sempre scelto, di fronte ad un bivio, di spenderli, i soldi che guadagno, anche in oggetti di pregio che comunque hanno sempre un valore, piuttosto che risparmiarli.

in fondo l'unico essere vivente per il quale ho delle responsabilta' è il mio cagnone al quale ho assicurato una bella cifretta, in fr. sv., in caso di mia diparita in un ristorante(probabile) od altrove; e che pur mangiando al meglio non ha bizze da vacanze , vestitini e tacchi alzo 14( mimimo sindacale ormai).

quindi appartengo ai B, dal lontano 1992. ma da ottobre ad oggi e commerciando in oggetti bellissimi ma vacui all'eccesso pure io, anche se in misura minore, ho risentito di questa crisi che nei casi come il mio si puo' forse definire risacca.

e quindi sto iniziando a passare ai C, come gruppo. sto intaccando le riserve e cerco, con fatica, di stare un poco piu' attento( ma non sui ristoranti). ho fatto due conti e se la risacca va avanti fino alla fine del prossimo anno avro' finito anche le riserve.
e passero' agli A e fors'anche agli AAA di Sepe( al quale pero' non credo per sua fortuna:-)).

ed allora prendero' su il mio cagnone e comincero' il giro dei ristoranti che ho foraggiato per decenni: che so, un tortello di zucca, qualche etto di spigaroliano culatello, un po' di focaccia roscioliana,perfino Uliassi che mi ha visto poco ma ha un'aria umana qualche pesciolino me lo offrirà, un babà penso di rimediarlo in quel di sant'agata dove forse potrei perfino chiedere ospitalità in inverno vista capri con una canadese.
insomma ancora un sei mesi razzolando qua e là me la cavo.
e poi la fine si avvicinerà ed il mio cagnone, salvato 3 anni fa da fine sicura comincera' a pensare che ha trovato l'umano sbagliato, un'altra volta.
ma io penso che per allora le cose saranno cambiate, per me e soprattutto per chi è in grave difficoltà già oggi.
perchè sbaglio o questo rapporto non parla o parla poco di chi ha VERAMENTE fame in questo paese.
forse di loro ci dovremmo occupare di piu', io in primis. la fame, quella vera è una brutta bestia e noi qui che cazzeggiamo anche giustamente forse dovremmo e potremmo tutti insieme fare qualche gesto, almeno un segnale.
che so, tutti i blog che si occupano di cibo ed affini potrebbero' organizzare qualcosa. non conta il valore , la cifra, conta il segnale. Bonilli e tutti gli altri hanno amicizie di peso. mi piacerebbe vedere alfonso iaccarino e vizzari , per non fare nomi, cucinare e servire in una grande piazza italiana migliaia di pasti per poveri veri e diseredati,aiutati dai piu' grandi cuochi , da tutti i critici gastronomici e da tutti noi. mi sembrerebbe un bello spot per l'umanità.
si potrebbe fare . non è impossibile.
ma non lo faremo.........

27 Mag 2009 | ore 07:57

Maffi, io ho già la parannanza con scritto Chef Fabrizio. A disposizione per affettare il pane.
La parannanza serve anche per dire che essendo gruppo C tendente all'A a seconda delle necessità (la macchina nuova, il figlio all'Università, la facciata del palazzo ecc) si cerca anche qualcosa da fare per integrare e arrotondare :-)
Arrotondare lo stipendio, che può anche essere una qualità, deve essere, scopro l'acqua calda, una frequente opportunità in Italia: la mia risposta è Sì a tutte le domande, sottolineando che però in giro c'è troppo finto benessere (oltre 40% senza alcun problema è tantissimo, sproporzionato), un tentativo coatto di mostrare simboli di stato da raggiungere con grandi sforzi, ma anche con il "nero" o con il ricorso al credito.
Quanti di quell'80% di benestanti fan parte della popolazione delle 30 piccole rate? Cosa è "benessere": spendere senza problemi, magari da entrate in nero, o potersi indebitare?

27 Mag 2009 | ore 12:19

Maffi, lo sappiamo tutti che sei C se non addirittura D trattabile... :))))

28 Mag 2009 | ore 16:52

risposta? appena compiuto 57 anni, quel giorno fiumi di lacrime, tante quante non e ho mai versate in vita mia, in unaa lombardia falsa ed ipocrita, dove se abiti in povincia e devi stare al lavoro ad una certa ora devi solo pregare che il treno arrivi magari in ritardo , se nn addirittura lo sopprimono, non chiedi molto un lavoro serio nel caal center, ti assumono ad una cifra, dopo tre mesi te ne inpongono un altra, non ti ci paghi neanche i mezzi pubblici, vivi in affitto, ma il proprietario ti fa il contratto di 500 euro al mese, ma ne pretende 800( 300 in nero) glieli ho dati sino a che potevo, si e' intascato, fate voi i conti, 300x12 in piu' esentasse, ora mi sta martellando, facesse lui.
il mio compagno e segnato al minimo sindacale, ed il nero se lo lavori bene, altrimenti, zero,Ma a sentirlo parlare davanti alla gente lui dice IO PRENDO!!!!! No tu non prendi, perche' quando starai male, quando avrai bisogno di una cura che non ti pasano, quando andrai in pensione col minimo andrai, e non con quello che ti spetta, e il tuo caro titolare, intanto alla tua faccia si fa' due viaggi all'anno o in kenia, o le maldive, o santo domingo, COI SOLDI CHE NON VERSA PER E...... PIRLA!!!! quindi oggi mi ritrovo, a mangiare fette di pane bagnate con aceto, non lo sapete che l'aceto ferma la fame? in tutto questo non sono residente,sono invalida per problemi verebrali, e nn sai a chi rivolgerti, perche' qui e' tutto finto perbenismo,tutto chiuso dentro le case, tapparelle abbassate peggio che al Sud.
la solitudine annienta anche gli animali che io adoro, figuriamoci gli esseri umani
A decisamente A solitariamente A. Anche se sei in coppia ...... solo AAAAAAAAA.
E:::::::::::::::::::::: Si mi piacerebbe risedermi ad un ristorante, quelli con la candela al centro, quelli col menu', ma anche mac donalds e' diventato un lusso.

12 Ott 2009 | ore 08:38

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