30
Mag 2009
ore 00:03

Vizzari ri-scrive sull'Espresso :-))

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Vizzari_Espresso.jpg

Il 10 aprile 2008 il tam tam della Rete faceva circolare la notizia che il blog di Vizzari, sul sito dell'Espresso, era stato concellato e la pagina settimanale di recensione dei ristoranti era stata sospesa dal direttore, Daniela Hamaui.
Oggi, l'Espresso in edicola, a pag 164 ha un articolo di 4 pagine di Enzo Vizzari.
Prossima puntata, si suppone, la ripresa della rubrica :-))

commenti 31

Le verdure che da contorno passano a piatto forte degli chef-star e soprattutto la Spagna che ha anticipato la tendenza sono argomenti che meritano attenzione. Al pari del rapporto tra cuoco e fornitore di fiducia. Citazione nel box orto per il "nemico" Alfonso Iaccarino, definito padre nobile della cucina campana e autentico cuoco-contadino. L'esperimento di creare un serbatoio naturale per la tavola del ristorante di Sant'Agata sembra sia apprezzato. Mi sembra che sia andato oltre il dovere di cronaca. Vuoi vedere che ci scappa la (auspicabile) stretta di mano?

30 Mag 2009 | ore 02:05

Vizzari me l'aveva già detto in quella famosa cena, da Zazzeri a marina di bibbona.

e, porco cane, li' mi aveva stupito.
e come: vedi uno che ufficialmente è li' per romperti i coglioni, e gli confessi una cosa cosi' grossa!!, certo chiedendogli riservatezza che ha avuto, ovviamente.

ma ovviamente mica tanto pero'.
evidentemente io volevo guardarlo negli occhi ma lui anche.
ed ha probabilmente capito alcune cose.
bene. quindi credo si possa dire tranquillamente che, certo, la rubrica riprenderà, penso da settimana prossima.
le bellissime parole sull'orto degli jaccarino dimostrano un'onestà intellettuale mica da ridere.
mi spingo a dire che per le strette di mano forse è ancora un po' prestino, ma a noi, romantici con qualche lacrimuccia, le storie a lieto fine ci piacciono, eccome.
l'importante che certi fomentatori petizionari e striscianti se ne stiano zitti, per sempre.

giuro che se la cosa dovesse succedere io andro' in viale gramsci, a Napoli, in un certo palazzo che so io con il solito culatello a stringere, io, la mano di qualcuno che, in fondo, molto in fondo, mi manca un po'....

( si lo so , scusa Stefano : uso privato di pubblico BLOG):-)))))))

30 Mag 2009 | ore 07:51

Ne sono felice. Non tanto per i rapporti con Vizzari (non ne ho), quanto perché, pur non conoscendone i particolari e l'esatto srotolarsi degli eventi, l'impressione è quella di una storia d'altri tempi.
La storia di un giornalista in dissenso col proprio giornale, un dissenso manifesto e sonoro, uno scontro inevitabile, un iceberg puntato da lontano e affrontato a tutta forza in nome di una rotta che andava difesa.
In un mondo dove molti (troppi) sono più realisti del re, è musica la voce disarmonica di chi al re dà volentieri un buffetto, gli fa cadere il cappello e sorridendo gli dice "chinati tu se vuoi, io non lo raccolgo".
Passa un anno e arriva l'epilogo (?), proprio quando alcune voci sembravano levarsi al grido "all'insolente, all'insolente" chiedendone la testa come estremo gesto, invece il colpo di scena. Il re raccoglie il proprio copricapo e fra lo stupore di molti (il mio sicuro) le danze ripartono.
Non è andata così? Chissenefrega, a me così piace immaginarla. E fin troppo facile scegliere da che parte stare, siamo troppo abituati a stare nelle riserve per non amare gli indiani :-D

30 Mag 2009 | ore 09:06

Confermo anche io con tanta felicità per questa ferita che si richiude.
Quanto al resto: non credo ci debba essere mai nulla di personale quando si scrive, bene o male. Ed Enzo ne è assolutamente esente in questo come in altri casi. Per questo è rimasto amareggiato dagli attacchi gratuiti ricevuti su Striscia.
Credo che, ma è una supposizione assolutamente personale, che Enzo abbia deciso di citare Don Alfonso, in quel contesto di articolo, per il piatto "asparagi" in cui rivive alla grande il genius loci del locale.

30 Mag 2009 | ore 09:38

Sono molto d'accordo con il Sig. Spada.
In questi tempi non è facile trovare chi esprima convintamente il proprio dissenso rispetto ad una linea presa dal proprio Editore. Vizzari l'ha fatto e ne ha pagate le conseguenze ottenendone una qualche spicciola solidarietà. Ma lui sa bene che queste prese di posizione non si fanno per ottenere plauso dagli altri, si fanno per se stessi, per la propria dignità.
Ma il tempo è galantuomo e quasi sempre ci ridà con gli interessi quello che ci ha tolto. Nel pieno della bufera sul Don Alfonso l'Editore rinnova ed aumenta la stima che ha per lui, torna a sancirne pubblicamente il concorde sentire.
Un bel gesto, uno schiaffo alle insulse campagne televisive e telefoniche (sms) che alcuni hanno saccentemente orchestrato.
Ciao

30 Mag 2009 | ore 09:45

Credo che Enzo Vizzari sia un gentiluomo come lo era il suo editore, il Principe Carlo Caracciolo di Castagneto. E che dal compiantissimo Carlo abbia appreso pacatezza e garbo: e son quindi quanto mai felice di poter continuare a leggerlo!

30 Mag 2009 | ore 15:55

Non vi crede più nessuno in Campania dopo le posizioni prese sulla cucina molecolare. Non vi crede più nessuno insieme a qualche altro giornalista vestito da carnevale, questo è il sentimento di tantissima e tantissima gente.Lo stesso vale anche per tantissimi albergatori. Anzi chi vi avalla è solo per interessi. Vergognatevi.

31 Mag 2009 | ore 10:17

@Arcuri: potresti spiegare un pó meglio? Il tuo concentrato di accuse mi lascia perplessa.

31 Mag 2009 | ore 10:34

Mi sembra che le spari grosse, che come Iannone critichi gli altri come se nulla fosse.
Spiega cosa vuoi dire e mettici la faccia dicendo chi sei, cosa fai e perché giochi allo sputtanamento dei giornalisti.

31 Mag 2009 | ore 10:59

Beh, roberto esprime l'opinione, credo, di molti (purtroppo)

Questo è tratto da “I viaggi di Repubblica” del 28 maggio 2009, lettere a pagina 4. Alcune perle

1) “immondizia chimica”, “spagnoli hanno i piedi d’argilla ma un grandissimo ufficio marketing”
2) “se volete mangiare cose non trattate chimicamente”
3) “pare prepari i suoi piatti tramite la sintesi di elementi chimici …. nocivi per la salute”
4) “divulgazione di massa di un prodotto creato dai media”
5) “decisamente sopravvalutato … abilissimo nel proporre … qualsiasi associazione alimentare, anche errata”

Questo è il "popolo" che parla :(

31 Mag 2009 | ore 11:39

A Lucia e Cristina vorrei dire che non è obbligatorio rispondere a tutti.......

Ciao

31 Mag 2009 | ore 12:16

Sono in viaggio e quindi non ho letto con continuità il blog ma mi sembra di capire che la rottura tra un mondo piccolo e appassionato, quello dei gourmet o come volete chiamarli, e la gente intesa come i milioni di cittadini-consumatori sia profondo e incolmabile.
D'altra parte da che io mi occupo della materia, cioè un bel po' di anni, è sempre stato così.
Pazienza, si vive bene lo stesso :-))

31 Mag 2009 | ore 12:45

Però secondo me non c'è solo la rottura tra il piccolo mondo dei gourmet e "la gente". Ultimamente ho l'impressione che molti in Italia ci si sia assueffatti al dilagare di falsità, sotterfugi, interessi personali, verità nascoste dai potenti grazie alle mazzette agli scagnozzi; però è una sensazione indefinita che tende a perdersi nel caos di notizie superficiali, contrastanti e spesso anche costruite ad arte per confondere. E allora molti invece di cercare più a fondo rimbalzano questa sensazione addosso a chiunque capiti a tiro. E se uno lancia la sparata, dicendo quello che molti pensavano ma non avevano il coraggio di dire è automaticamente l'eroe paladino della verità anche se non sa di cosa parla!
Sono anche i gourmet che ragionano così. Secondo loro Pagano&Maffi se danno un giudizio molto positivo al Don Alfonso è perché hanno scroccato il pranzo per scrivere ciò che hanno scritto - non perché sono appassionati curiosi che riconoscono il valore di un professionista. Oppure io, se dico che un episodio improbabile inventato da un anonimo sul ristorante Gambero Rosso è falso, sono più realista del re oppure parente di Pierangelini, non una persona che sa come sono andate le cose meglio di quell'altro sconosciuto.
Figuriamoci i professionisti: Vizzari fa automaticamente parte di una casta (critici e giornalisti) che insieme difende gentaglia come Adrià (la casta dei cuochi famosi) che sono assoldati e pagati dalle multinazionali o dai produttori di vini e bicchieri, e insieme agli scienziati come Bressanini cospirano per avvelenarci e distruggere il mondo. :-D
Lo spezzettamento e i conflitti sono anche all'interno del piccolo mondo degli appassionati di cibo e vino.
Poi certo si può vivere bene lo stesso anche così...e invece di continuare a leggere, andarsene a fare un giro in bici prima che piova! ;-)

31 Mag 2009 | ore 14:23

Ho letto anch'io (Spagna, tutti i sapori di Adrià) e sono andato anche sul sito dei"Viaggi": i commenti son solo quelli , solo quei cinque o sei, tutti di quel tono. Bene, o meglio, male: perchè sul sito io potrei intervenire e dire la mia, di parere opposto, visto che l'argomento è un servizio, un po' redazionale, su Adrià, ma mi domando perchè, invece, sul giornale, e quindi senza possibilità di replica alcuna, nessuno della redazione abbia sentito la necessità di una nota, non dico una presa di posizione, ma una nota informativa e correttiva rispetto a certe castronerie; non solo, ma dando maggior risalto ai commenti, essendo una rubrica "domande e risposte", rispetto all'articolo, qui praticamente inesitente, si è fatta una operazione, piccola piccola, ma scorretta. Rispetto alla rete, carta stampata e tv consentono quindi giudizi e informazione di parte e senza possibilità di contraddittorio.

31 Mag 2009 | ore 15:31

Pazienza un bel niente
io vivo malissimo questo scarto tra alta cucina e cucina quotidiana e mi chiedo perché in tanti altri settori nessuno mette in discussione le verie verità, perché nessuno dubita che i Wally di Bassani sono le più belle barche al mondo anche se possono comperarle in cento o al massimo in mille, perché nessuno contesta i prezzi dei biglietti della Scala..., perché capita sempre e solo nel nostro campo? non sarà anche perché la critica, sottoscritto compreso, magari saprà anche farsi leggere, ma non capire dai casalinghi di Voghera? Perché non c'è rispetto per il lavoro altrui? Perché, come giustamente scrive Gumbo, sembra che nessuno scriva perché ci crede e ci deve sempre essere sotto il trucco?
Faccio un esempio: un giorno Emilio Fede disse che da ragazzo tifava Juve e il suo idolo era Omar Sivori, da grande invece, passato a tifare Milan adorava Gattuso (e non Van Basten o Kakà). Sivori, presente in studio, commentò: "Bisogna capire che tipo di calcio ha in testa lei". Verissimo, non sta in piedi passare da Sivori a Gattuso avendo ogni meccanismo a posto. Morale: per me Iannone sta all'alta cucina come Gattuso al calcio e un Adrià e un Sivori vivono su un altro pianeta, solo che a dirlo, nel calcio ridono di Fede mentre nel pianeta gola c'è chi davvero pensa che Iannone sia un numero uno assoluto quando non è il primo nemmeno nella sua regione, anche se c'è chi ha i suoi interessi a farglielo e farlo credere (salvo scaricarlo quando avrà esaurito il suo compito). Ecco, questo dovrebbe preoccupare chi si occupa di ristorazione, altrimenti facciamo il verso di quello che si butta dal Pirellone e mentre cade è contento perché non ha più caldo e si gode un bel venticello...
buona domenica
oloap

31 Mag 2009 | ore 16:19

Non c'è stata alcuna nota informativa e correttiva perché purtroppo, con ogni probabilità, la redazione di "Viaggi" non ha né gli strumenti né la competenza per farla. E questo è ancora più triste (ed è l'ennesima conferma di quanto da noi l'enogastronomia sia poco e malamente considerata dalla grande stampa, a differenza di quanto avviene in Francia, Spagna, Germania e Stati Uniti) se si considera che stiamo parlando dello stesso gruppo editoriale che fa una guida di ristoranti importante come quella de l'espresso. Se non conoscono l'argomento - come del resto dimostrano quasi in ogni numero - quantomeno, in questo caso, potevano fare una telefonata a Vizzari per farsi spiegare a grandi linee quali sono i termini del problema.

31 Mag 2009 | ore 16:40

@ marchi Perchè tutti provano a fare gli allenatori al bar sport, ma non sanno giocare e lo sanno, mentre tutti ritengono di "saper cucinare". E la ricetta segreta ha sempre ingredienti che "non sai quanto sono buoni", possibilmente procurati dal pescivendolo che "ha la barca" e l'ortolano "che non vende i suoi prodotti, ma a me sì". Questa faccenda che tutti debbano capire tutto e sia colpa o merito di chi scrive mi sembra vecchia: la casalinga di voghera crede più alla pubblicità degli dei dell'olimpo che cucinano o ai consigli del nutrizionista televisivo che a una qualsiasi scheda/recensione proposta da un giornalista. Mi è capitato di guardare la prova del cuoco. Io la Clerici la ricordavo allo sport, ma ora se chiedi a qualcuno di un giornalista gastronomico secondo te che nome ricorda???

@barbaresi le competenze si acquisiscono anche :-) Più che chiedere a Vizzari (se era ritenuto "disonorevole" telefonare) si poteva studiare il caso. Ma la fretta e gli organici spesso non lasciano spazio a iniziative che qualche anno fa sarebbero state da "manuale".

Comunque questo caso Spagna merita di essere approfondito ma in una nuova chiave, penso ;-)

31 Mag 2009 | ore 17:56

@ marchi dimenticavo: Riva e Itama :-))))

31 Mag 2009 | ore 18:00

Siamo partiti dalla notizia che Enzo Vizzari è tornato a scrivere sull'Espresso: sarà anche per questo che non ne ho trovato copia in questa mattinata piovosa.
Vizzari chiuse la collaborazione dopo essersi "vergognato" per il famoso Velenitaly sulla copertina a proposito del caso/non caso del Brunello.
Lo stesso Vizzari è stato chiamato in causa nelle repliche striscianti con accuse mica da poco lanciate dalla signora Iaccarino ed è stato l'unico, tra gli accusati, che ci ha messo la faccia, anche se subito dopo, a chiosa del suo intervento, Rocco Iannone ha mandato tutto a schifìo con tanto di pesciolone e macchiettismo sul lungomare.
Oggi, e il caso è in verità infinitamente più piccolo, Viaggi pubblica una serie di aberranti commenti su Adrià, senza porsi il problema di documentarsi, di notare che i commenti erano da una parte sola, che erano pochissimi, che forse non era il caso di pubblicare la pagina, a meno che non si volesse cavalcare l'onda, stare sul tema di moda, anche se ormai fuori tempo massimo e in qualche modo mettersi dalla parte di Striscia contro il ritrovato collaboratore e contro la Granello che fa parte dello stesso giornale.
Vizzari è tornato anche a Sant'Agata: pochi consensi e moltissime contumelie.
Riprendo a chiusura una frase di Curzio Maltese: i gesti di civiltà in Italia ormai sono cosiderati intollerabili segni di debolezza.
In questa frase sono compresi anche i comportamenti dei singoli, la considerazione della cucina contemporanea, il solco tra appassionati e consumatori, tra critici e striscianti, tra libertà e menefreghismo.
Bentornato a Enzo Vizzari.

31 Mag 2009 | ore 18:40

esatto, mai un boston whaler

31 Mag 2009 | ore 18:44

quelli servono a cappottarsi :-)

31 Mag 2009 | ore 19:12

Proveremo a discuterne ancora in post specifici su Adrià e la sua cucina, sulla cucina innovativa, sui prodotti più usati ma c'è da dire che la disinformazione è grande e il livello del dibattito terribilmente basso.
Io credo che ormai la caricatura della cucina innovativa "cucina chimica = cucina pericolosa" sia percepita come verità da chi ne discute e il martellamento dell'ultimo periodo ha persino convinto alcuni che di queste cose scrivevano a rivedere le loro posizioni.
E' un modo di discutere che non porta a nulla, insano, basato sulla caricatura della cucina innovativa, un modo qualunquista che in fondo rispecchia il clima attuale che spinge i più a scelte conservatrici con l'alibi della crisi e della difesa della vera cucina italiana.
Quale cucina italiana? Fino a che anno è vera? E dopo che anno non è vera? E chi lo decide?
Continueremo a parlarci solo tra di noi?

31 Mag 2009 | ore 19:23

La caricatura, o meglio la forzatura avrà fatto proseliti su coloro che potranno dire "meno male che non mi ero fidato e non ho mai provato la cucina chimica". Che l'agenda dei giornalisti possa cambiare in un certo senso lo dimostra proprio Vizzari che rientra all'Espresso con un articolo "verde-rassicurante". Una risposta alla copertina del simil-brunello ma paradossalmente un assist alla cucina naturale-buona-comequelladellanonna.
Se spostassimo il mirino dal risultato cucina alla fonte prodotto come sarebbe il confronto molecolare vs tradizionale? E'lo stesso discorso delle coltivazioni biologiche: non usi pesticidi ma l'acqua che usi o il campo confinante come è?

31 Mag 2009 | ore 19:45

Anche per il vino le discussioni sono molto astratte. A parte due o tre aree vitivinicole, chi decide cosa è la tradizione? In Campania prima del successo dell'Aglianico il vitigno più coltivato era il Sangiovese!
Purtroppo è tutto molto ossificato, in fondo l'immagine perfetta del nostro caro Paese.
Le osservazioni di Gumbo sono molto esatte.

31 Mag 2009 | ore 19:57

Grazie, a tutti.

01 Giu 2009 | ore 08:35

Scusi ma grazie di cosa?di aver offeso il giornale per il quale lei scrive??????
In questi giorni ha recuperato punti preziosi per lei e la sua guida,ora cerchi di non tornare indietro.Penso che l'affare don Alfonso per lei sia molto prezioso in termini di credibilità della guida per cui scrive,quindi bando alle ciance continuiamo a prenderci in giro un po tutti come si è sembre fatto ,alla fine quello che conta e sempre l'Aspetto Economico vendere e vendere, Il gruppo per cui lei lavora questo aspetto della vita odierna ne fa un vessillo molto importante.Specialmente in tempi di crisi.Diciamo che lo strappo causato (e non si sa ancora per quale motivo) e stato ridotto perchè così conviene,Don Alfonso e solo uno tra i 10 ristoranti più famosi del mondo ma guarda un pò,poteva restare fuori dalle prossime edizioni?Per il resto quello che ho letto tra i commenti precedenti mi porta solo ad immagginare lecchinaggio estremo.thanks
Penso proprio che lei non abbia bisogno di difensori e di lecchini quindi facciamo tutti come inconsciamete ha fatto il responsabile di viaggi e cioè difendere l'Italia da italiani e chi non ne pùò più che scappi pure in svizzera..

01 Giu 2009 | ore 23:18

Sono pienamente d'accordo.Fossero lecchini competenti!!!.Spero che Don Alfonso insista sul farsi togliere dalla guida dell'espresso,non mollare Alfonso, e mi aspetterei a questo punto che anche Iannone lo faccia. Del resto saranno distrutti dalla stampa, soprattutto da Vizzari e quindi è meglio defilarsi.

02 Giu 2009 | ore 20:17

Signor Arcuri, lei e' un fenomeno. Di meschinita'. Saluti Iannone, ovviamente.

03 Giu 2009 | ore 03:39

Pienamente d`accordo con Federico, questa volta.

03 Giu 2009 | ore 10:32

Pienamente d`accordo con Federico, questa volta.

03 Giu 2009 | ore 10:33

oggi Enzo Vizzari compie 63 anni.

l'ho saputo solo alla conferenza di vico, non è che passi il tempo a scorrere gli almanacchi dei critici gastronomici, tanto per chiarire.


e quindi io gli faccio gli auguri:-)))))))

18 Giu 2009 | ore 05:46

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