17
Giu 2009
ore 17:38

Blumenthal e il maiale
Adrià e i nuovi piatti

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Fat_Duck_Bonilli8b_Pork.jpg

Fare, a una settimana l'una dall'altra, la prova delle cucine di Heston Blumenthal a The Fat Duck e di Ferran Adrià a El Bulli è un'esperienza entusiasmante e abbastanza rara e difficile.
Quello che vedete nella foto è uno dei grandi "piatti concreti" che si possono gustare da Blumenthal.
Il piatto si richiama alla cucina della tradizione e dei pub e anche nella preparazione, in una pentola di ghisa, segue le normali tecniche di qualunque cucina di pub inglese con l'eccezionalità della materia prima e una choucroute di cipolle di accompagnamento.

Le consistenze e le tecniche di Adrià sono differenti, basta prendere la ricetta delle
Ali di pollo tandoori con germogli di borragine, crema di ostriche e aria di matò.

Si parte con 6 ali di pollo ruspante che vengono messe in un sacchetto per sottovuoto, riempito d'olio e sigillato. Il sacchetto viene messo in un Ronner e lasciato cuocere lentamente a 63° per 24 ore.
Si prepara una salsa di pollo tandoori con 500 gr di pollo tagliato a pezzetti di 3 cm
Il latte di matò fermentato.
Le ostriche
La pancetta spagnola affumicata
La crema di ostriche
le mandorle verdi in olio di semi di mandorla
Germogli di borragine
Una minuziosa descrizione della preparazione del piatto, posate comprese.

Ne nasce un piatto molto bello alla vista e composto di tanti piccoli bocconi di due-tre centimetri dove si alternano le consistenze della carne e quella delle ostriche.

Ogni piatto è disegnato con precisione e il disegno e tutte le tecniche per prepararlo sono parte di un grosso book che è in cucina e al quale i cuochi che preparano il menu del giorno si devono ispirare.
Insomma due equipe formidabili e due storie, una, quella del Fat Duck che sempre più scandaglia cucina, prodotti e tradizione della cucina inglese, l'altra, quella del Bulli, che ormai si ispira a tutte le cucine del mondo partendo da un archivio immenso di materie prime e seguendo il lavoro dell'equipe creativa del Taller che elabora i nuovi piatti sempre alla ricerca di ingredienti e combinazioni nuove.  

FOTO S. BONILLI

commenti 8

Io parto... :-))

18 Giu 2009 | ore 00:33

Facci sognare :-))

18 Giu 2009 | ore 01:21

facci sognare senz'altro:-))

ma una sbirciatina fra tutti quei quadratini colorati, per vedere se ci fosse qualche buco nelle prenotazioni? :-)))))))))

18 Giu 2009 | ore 05:39

maffi, ma la cena è lunga, è troppo tardi per quelli che alle 5 di mattina sono già svegli. I quadratini vuoti sono per gli amici dei pipistrelli. Come me! :-)))

Intanto ilbonilli chissà cosa si è gustato---

18 Giu 2009 | ore 09:12

la ricetta proviene dall'ultimo libro di Adrià?

18 Giu 2009 | ore 11:02

Io sono rimasto sorpreso dal Fat Duck, purtroppo solo attraverso il post del Direttore. Tuttavia è percepibile il clima profondamente inglese, nei colori, nella sala, nei piatti, nei materiali (ghisa, cuoio...) e ovviamente nelle materie prime: una luce di stampo vittoriano.
Non pensavo, visto che Blumenthal è considerato un cuoco estremo: invece mi sembra indicare la strada, quella della ricerca nella tradizione, un perfetto esempio di etica ed estetica (tutta british)in cucina.
Sono curioso per la "risposta" di Adrià: lo scorso anno sembrava volgersi all'oriente, quest'anno vedremo, sentiremo attraverso il Direttore. In fondo , a questi livelli, anche sapere ed essere informati è un aspetto culturale, diverso, ma non necessariamente sminuente, rispetto a vivere direttamente quelle esperienze. Ma questo è un altro discorso.
Forse a quest'ora si sta prendendo un caffè davanti alle case colorate di Girona...buona giornata.

18 Giu 2009 | ore 11:35

le ali di pollo intendo...

18 Giu 2009 | ore 23:13

comunque uno di nome blumenthal solo lo chef poteva fare nella vita...co sto nome da formaggio...blumenthal emmenthal
è come l'ispettore manetta di paperino o il capo della polizia manganelli della realtà...nei nomi, una carriera..

05 Ago 2011 | ore 02:01

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a cura di Stefano Bonilli


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