04
Giu 2009
ore 21:17

Le lasagne e il maiale del Fat Duck

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Fat_Duck_Bonilli1.jpgCominciamo dalla fine, dal taxi che ci riporta alla stazione di Maidenhead.
Sono le 17 e abbiamo appena trascorso tre ore meborabili alla tavola di The Fat Duck, abbiamo speso 347 £ in due, due menu degustazione 196 £, vini 93 £, tasse e servizio 79 £ e siamo assolutamente contenti di un’esperienza pressoché unica.
Cucina chimica? Uso di materie sospette?

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Non resta che fare un puntuale elenco dei singoli piatti, poi ognuno può pensare ciò che vuole:

MENU AND WINE
03 June 2009

NITRO-POACHED GREEN TEA AND LIME MOUSSE (2001)
POMMERY GRAIN MOUSTARD ICE CREAM, RED CABBAGE GAZPACHO
JELLY OF QUAIL, LANGOUSTINE CREAM, PARFAIT OF FOIE GRAS
OAK MOSS AND TRUFFLE TOAST

(Homage to Alain Chapel)


Inizio teatrale con 4 piatti sotto un unico titolo “Omaggio a Alain Chapel”: una pentola di rame e la ragazza che vi serve, versa mousse di te verde, bianco d’uovo, vodka e lime nell’azoto liquido e quindi fumo e un ohhh degli astanti. Profumato e gradevole, ma è solo l’inizio perché subito dopo arriva il gaspacho di cavolo rosso con il gelato di grani di mostarda e anche l’occhio gode, ma si prosegue con la gelatina di quaglia, crema di aragosta, parfait di foie gras dentro una ciotola su una base di crema di piselli e sei strabiliato ma in crescendo ecco l’esperienza del tartufo che viene dalla terra di quercia: vi portano in tavola un pezzo di prato, una pellicola da mettere sulla lingua – sapore netto di terra e di bosco – e una tartina tostata col tartufo e sei proprio nel bosco, manca il cane da tartufo …
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MOCK TURTLE SOUP
Mad Hatter’s Tea
1998 TAITTINGER, COMTES DE CHAMPAGNE, BLAN DE BLANCS

Tutti abbiamo letto Alice nel paese delle meraviglie e anche a Bray vogliono raccontarci qualcosa, per esempio del te del Cappellaio matto: arriva una tazza e dentro c’è l’orologio d’oro del Cappellaio matto e poi arriva una teiera con dentro il consommè e il maitre versa nella tazza e vi prega di girare e voi guardate sbalorditi l’orologio che si scioglie in mille scaglie d’oro e poi versate nel piatto. Nel piatto ci sono un finto uovo, un pezzo di bacon, tartufo nero e cetriolo e il risultato finale è un piatto bello, buono e incredibilmente divertente.

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LASAGNE OF LANGOUSTINE
Pig’s Trotter and Truffle
2002 COTES DE JURA, CHARDONNAY/SAVAGNIN, DOMAINE ROLET

Volete il classico, volete sapere se Blumenthal sa cucinare e allora non resta che ordinare la sua lasagna. E’ proprio una lasagna come Dio comanda e ripiena di aragosta, che Blumenthal ha scelto per la sua dolcezza e quel punto di umami e il ricordo del sapore quando succhi una chela, su un letto di purea di broccoli, salsa al tartufo, brodo di gallina e gelatina di zampetti di maiale.
E’ un piatto perfetto alla vista e “devastante” al palato. Ancora, ancora e ancora.

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CAULIFLOWE RISOTTO
Carpaccio of Cauliflower, Chocolate Jelly
2007 GRAUERBURGUNDER SCHLOSSGARTEN, WEINGUT BERCEHER, BADEN

Blumenthal e il risotto è una bella scoperta. In questo caso il risotto con carpaccio di cavolfiore è fatto con una gelatina di cioccolata, una base di cavolfiore, un risotto al cavolfiore e si prosegue.

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SOUND OF THE SEA
GINJO SAKE DEWAZAKURA, YAMAGATA, JAPAN

Un piatto del 2007. E’ fatto con frutti di mare, ostrica, ricci, tonno, maccarello miso, tapioca e altri ingredienti della cucina giapponese e come accompagnamento una conchiglia con gli auricolari per sentire i gabbiani. E pensi che ti stiano sfottendo ma se metti gli auricolari e inizi a mangiare il mare ti esplode in bocca e voli con i gabbiani e l’effetto è assolutamente coinvolgente. Il sake è all’altezza.

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POT ROAST LOIN OF PORK, BRAISED BELLY
Truffled Gratin of Pearled Spelt
2005 SPAETBURGUNDER, MIMUS, DR. HEGER, BADEN

In una pentola di ghisa Blumenthal cuoce il porco e questo che vi arriva nel piatto è un porco che la sa lunga perché è stato allevato bene e lentamente. Del resto grandi materie prime sono il punto di partenza ovvio per una grande cucina. Choucroute di cipolle di accompagnamento. Classico, buono, imperiale, da pub e birra mentre noi ci beviamo un grande Pinot Noir.

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BEST END OF LAMB
Ice-filterd Lamb Jelly, Braised Tongue and Cucumber
Onion and Thyme Fluid Gel, Hot  Pot of Lamb Neck and Sweetbread
2001 QUINTA DA LEDA, CASA FERREIRINHA, DOURO
2001 BAROLO RISERVA, VECCHIE VITI DEI CAPALOT E DELLE BRUNATE, ROBERTO VOERZIO

“Avevo piacere di creare un piatto di agnello che combinasse le sue molte differenti forme” dice Blumenthal. “Mi ispiro a uno dei più antichi piatti della cucina contadina che si preparava mettendo in un grande pentolone i tagli poveri e forse anche le ostriche e le verdure disponibili”
E così nel 2005 nasce questo piatto, raffinato, con brodo di agnello, la gelatina, le animelle, le patate, gelatina di cipolla, pomodori, lingua, cetriolo.
E in una piccola casseruola a parte spalla di agnello, lingua, collo, animelle, un’ostrica e le patate a fettine. Siamo nell’oreficeria gastronomica, un lavoro di alto artigianato e un mix di sapori e cotture strabilianti che danno un’unità di sapore e una rappresentazione del piatto antico ma riprodotto oggi.
Accompagnano il piatto due grandi rossi e stiamo viaggiando assolutamente nell’alta cucina.
E poi si prosegue.

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FLAMING SORBET (2008)

Questo piatto coinvolge una parte che riguarda la vista e l’olfatto e una parte dedicata al gusto. Siamo in presenza del caldo e del freddo giocati insieme. Attorno alla casseruola una corona di pezzetti di legno come se fosse un fuoco e immediatamente si sentono note di mela e caramello. Il sorbetto è fatto con mela, whisky, uvette. Il whisky viene acceso e voi mangiate il sorbetto gelato tra piccole fiammelle e un intenso sentore di whisky mentre il piatto di cuoio rosso contribuisce alla confezione dell’insieme.

HOT AND ICED TEA (2005)

MRS MARSHALL’S MARGARET CORNET

Piccoli cornetti infilati in un vassoio pieno di palline d’argento. Mrs Marshal è stata una delle più grandi cuoche dell’epoca vittoriana e ha inventato una delle macchine più efficienti per fare i gelati.

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THE “BFG”
Black Forest Gateau
Kirsch Ice Cream and the Smell of the Black Forest

Il tiramisù non era adatto e allora Blumenthal si è ispirato al dolce della Foresta Nera ma reinterpretato con vari strati di cioccolata bianca e nere, amarene con i piccioli di vaniglia, albicocche, mandorle, kirsch. Un dolce morbido e intrigante, soprattutto per chi ama molto la cioccolata. 

MACERATED STRAWBERRIES
Black olive and leather purée, pistachio scrambled egg

Fragole con un po’ di pepe nero, fragole e balsamico. Questo è il punto di partenza di Blumenthal che arriva a modificare la composizione mettendo insieme le fragole puree di olive nere e essenza di cuoio, le uova col pistacchio e il mix è un insieme di sapori che ti lasciano prima stupito e poi sedotto.

CHOCOLATE WINE “SLUSH”
Millionaire Shortbread

Cioccolato Valrhona, vino Banyuls e latte. Un nettare da sorbire quasi in chiusura.

Violet and Praline Rose Tartlets

Di nuovo Alain Chapel influenza Blumenthal per via di una sua famosa torta e questi piccoli dolci serviti alla fine del pranzo si richiamano a quel dolce e si trasformano in petit four dal colore viola ammaliante che si ottiene con le violette cristallizzate.

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Questo è il menu che abbiamo provato a Bray on Thames e per arrivarci abbiamo preso un treno alla stazione di Paddington direzione Maidenhead, 45 minuti e 9,50 £, e di lì in taxi, 6£, a Bray dove in una curva del paese c’è l’insegna del Fat Duck.
Un piccolo paese, un pub, un cimitero, poche case e tanto verde.

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Il locale è molto piccolo e questo fa capire perché ci vogliano settimane per avere un tavolo. Noi siamo arrivati alle 13,30 e usciti alle 17 perché abbiamo mangiato, parlato, incontrato Blumenthal, chiesto spiegazioni al cortesissimo maitre e al sommelier Isa Bal che amministra una spettacolare cantine fatta di etichette mai banali né ovvie e dai prezzi equilibrati.
Su ogni tavolo si vedono macchine fotografiche e l’abbigliamento di tutti è assolutamente informale.
Se, come noi, in fine pasto volete acquistare il Big Fut Fat Duck Cookbook sappiate che costa 125 £ e pesa alcuni chili.

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L’esperienza è stata eccezionale e chi arriva qui con pregiudizi e vuote frasi in testa sappia che si troverà davanti a piatti dalle varie consistenze, al maiale e all’agnello, alla cucina masticata e non sorbita, ai sapori forti, alla scena teatrale e allo stupore e il tutto per un paio di ore di divertimento per gli occhi, il palato e lo spirito.
Non certo un ristorante pretenzioso e opprimente, non un cuoco e una cucina esoterici o cupi.
Per un appassionato una giornata che si segna in calendario.

The Fat Duck
Bray on Thames
tel 01628 580333
carte di credito tutte
Prenotazione con due mesi di anticipo

FOTO S. BONILLI

commenti 67

Viene voglia di prendere subito aereo, treno, taxi...taxi, treno, aereo.
Un racconto splendido. Grazie.

04 Giu 2009 | ore 21:55

Quest'inverno c'e' stata una serie in TV con Henton Bluementhal alle prese con dei temi che doveva sviluppare e presentare ad una ristretta platea sotto forma di cena. Ne ho visti due o tre, e sono rimasto impressionato dalla creativita', del fare con divertimento e con cervello, e dell'apertura mentale di chi ammette anche gli errori.
Una delle serate piu' belle e' stata quella della cena vittoriana. Si parte dal calarsi dentro il clima dell'epoca vittoriana, fondamentale per l'Inghilterra di oggi, epoca di grandeur, di scoperte in tutti i campi, e anche di Alice in Wonderland. Per l'appunto uno dei piatti doveva essere la zuppa di tartaruga (turtle soup), considerata una prelibatezza dai vittoriani. Lui e' andato ai caraibi a cercare uno dei pochi posti dove si catturano le tartarughe per mangiarle. Mi ricordo che l'ha cucinata sul posto, e che dopo essersi accorto che effettivamente faceva schifo, ha giocato sul fatto che la realta' e la finzione si confondo, come in alice nel paese delle meraviglie, e ha quindi inventato la falsa zuppa di tartaruga (mock turle soup). Nelle puntate successive l'ho visto cucinare (e mangiare) insetti, costruire un prato edibile, in cui tutto si puo' mangiare a partire dalla terra, preparare dei dolci che eiaculano (era la cena a tema romano, orgiastico). Tutto sull'orlo del paradosso, ma tutto estremamente serio e meditato, e al tempo stesso divertente e divertito.
Spero di andarci presto.

04 Giu 2009 | ore 22:21

Dalla mia esperienza di pochi mesi fa da Amador a Francoforte ,3 stelle michelin , ho ricavato sensazioni curiose e positive ma non altrettanto stupefacenti. non credo sia solo la capacità di trasferire spiegazioni ed immagini. ad occhio e croce il "mago" in questione mi sembra ancor più fantasioso ed obiettivamemte bravo. bisognerà trovare modi e tempi per andarci assolutamente, oppure accorciare il viaggio e fermarsi in spagna direttamente dal "the best". il 17 giugno, mio compleanno e vicino. sperare in un miracolo?

04 Giu 2009 | ore 22:29


Raccontare questi locali è il miglior modo per far svanire l'eco degli stupidi pregiudizi di Striscia o quelli di un portale che si chiama "La cultura del cibo" e titola nel suo ultimo articolo: "CUCINA MOLECOLARE: il cibo buono, pulito e giusto è un'altra cosa".

Grazie direttore, avevamo proprio bisogno di sentire che il Fat Duck è un posto magnifico!!

P.S. : questo è link citato: http://www.laculturadelcibo.it/speciale.php?ID=3

04 Giu 2009 | ore 22:37

Che invidia!!!
Blumenthal per me è un mito. Mi sono guardato le sue due serie televisive "in search of perfection" dove rivisita a suo modo delle ricette classiche dal mondo (incluso un ragù alla bolognese e un risotto). E' bravo, intelligente e simpatico.
Prima o poi riuscirò ad andarci!

04 Giu 2009 | ore 23:40

leggendo il post mi sono venute subito alla mente tre parole.... tre semplici parole.... una cagata pazzesca!

04 Giu 2009 | ore 23:52

Complimenti x il servizio e per le foto , sembra di tornare indietro 6 mesi quando con la famiglia ho passato un paio d'ore indimenticabili a pranzo (sono stati molto carini anche con i miei 2 bimbi 8 e 3 anni che hanno replicato le sue famose patate tripla cottura ) Che dire ?? E' un grande che coniuga una maniacale ricerca sugli ingredienti (Nel Black forest gateau x esempio cioccolato Amedei amarene FABBRI (che qua in Italia secondo me tanti striscianti non sanno neanche piu' che esistano)etc.etc) a una intelligenza duttile e curiosa che lo porta a chiedersi cosa avvenga nella pentola x migliorare piatti e ricette spesso della tradizione inglese . Due domande : come e' finita poi con la storia della chiusura ,e' vero che si trattava di NOROVIRUS (Bressanini sei un mito chiariscici !)? Poi : Dove e' avete visto i suoi programmi TV? (era la serie BBC "In search of perfecton ?"

05 Giu 2009 | ore 07:05

Bonilli, lei nel titolo ha scritto FUT, mentre nelle foto del locale io leggo un più corretto ed anglosassone FAT ("grasso" in inglese). Da buon napoletano quale sono saprà lei cosa significa FUT dalle mie parti...Un semplice errore da parte sua, un lapsus froidiano, o mi sono perso qualcosa?

Cordiali saluti
p.s.: ho letto fugacemente il suo articolo. Di sicuro mi sono perso qualcosa.

05 Giu 2009 | ore 07:23

comunque tutto è riconducibile al gusto e l'interpretazione personale...per te bonilli è meraviglia per altri puo essere un assurdo culinario.... quindi lasciamo libero arbitrio libero giudizio...che certe cucine esistano ma che non sia dottrina
grazie di esistere

05 Giu 2009 | ore 08:40

Pare davvero essere un'esperienza incredibile che non si puó non fare. Per il momento io mi sono accontentata di mangiare con gli occhi, attraverso il suo reportage, ma anche fra le pagine del "The Big Fat Duck Cook Book", che giá da solo è un'opera d'arte. Un libro di cucina mai visto prima che degnamente riflette la filosofia di Blumenthal. Sebbene col libro giocasse fuori casa ha saputo perfettamente destreggiarsi anche tra caratteri tipografici e colori.

05 Giu 2009 | ore 08:52

Fantastico. Spero che questa recensione sia finalmente una pietra tombale sulle illazioni che i 'molecolari' non sanno cucinare (anche se i gabbiani continuano a sembrarmi una c...a).
Vorrei segnalare, per gli aspiranti clienti, che per il consumatore normale il menu degustazione costa piu' che 196 sterline per due (a memoria, costa 130 a testa, che e' pur sempre un buon prezzo, per un' esperienza di livello assoluto a un tiro di schioppo da una delle piu' grandi e ricche metropoli del mondo, in una zona di ricchi, specialmente se paragonato con i prezzi di certi ristoranti nella provincia della provincia italiana, anche tenuto conto che negli UK i vini sono piu' cari e si paga il 12.5% automatico di servizio).

05 Giu 2009 | ore 09:51

Direttore complimenti! Lei e' esaustivo, altro che esauriente... E dopo questa, tutti a Windsor ole' ole'! Cheers
ps: ma Ancelotti quando arriva?

05 Giu 2009 | ore 10:22

C'è una luce particolare nelle foto, diffusa, con riflessi verdi, molto rilassante, inglese. Bella atmosfera, per di più possibile, raggiungibile, forse, un giorno, chissà. Per ora clic: "aggiungi a preferiti".

05 Giu 2009 | ore 10:23

Bellissimo reportage. Complimenti.

A quando un racconto da Gennarino?

05 Giu 2009 | ore 10:29

complimenti direttore, bellissimo racconto

05 Giu 2009 | ore 11:35

rido e penso a tutti coloro che si esaltano senza assaggiare
a mitici!!!!!!

05 Giu 2009 | ore 12:47

Direttore, complimenti per il reportage.
A me, quale membro 5C della Relais & Chateaux, al Fat Duck mi avrebbero offerto solo lo champagne come benvenuto, nel tuo conto invece ci sono, oltre lo champagne, "2 offer starter" and "2 offer dessert", sarà perchè, anche se abbiamo la stessa penna, scrivi meglio di me :-)) (ma non ci vuole molto, già "le prendo" da Maffi&Pagano)

@ 9 marco: perfettamente d'accordo con te.

05 Giu 2009 | ore 13:05

Vabbe', visto che ha corretto il 'fut' per rendere la recensione proprio perfetta dia un colpetto di scalpello anche a quel 'coockbook' :)

05 Giu 2009 | ore 13:23

Da cronista di giudiziaria vi sottopongo questa agenzia di pochi minuti fa. Buona giornata.

(AGI) - Roma, 5 giu. - Maxioperazione dei Carabinieri dei NAS contro alcuni additivi e prodotti della cosiddetta ''cucina molecolare''. I NAS hanno sequestrato e sottratto al consumo oltre 600 confezioni di additivi e prodotti similari destinati all'impiego come ingredienti in preparazioni alimentari nell'ambito della ''cucina molecolare'' o ''cucina chimica''. Le attivita' ispettive, che proseguono in tutto il territorio nazionale, hanno riguardato 15 diverse tipologie di questi prodotti di provenienza estera, evidenziando irregolarita' amministrative in materia di etichettatura e di indicazioni obbligatorie di legge previste per gli additivi destinati all'alimentazione umana. L'intervento dei Carabinieri e' stato esteso, per il momento, su 98 obiettivi destinatari ed intermediari della commercializzazione di tali prodotti, individuati tra ristoranti, alberghi, servizi di ristorazione a bordo di navi turistiche, nonche' aziende di importazione e distribuzione. (AGI) Pgi 051258 GIU 09 NNNN

05 Giu 2009 | ore 13:47

Io ci andrei solo per assaggiare la Mock Turtle Soup!!!
Insomma, io adoro la cucina semplice fatta di pochi ingredienti cucinati al meglio grazie all'esperienza e senza effetti speciali. Però ci sono cose che...dai...come si fa a non trovare divertente assaggiare il té del Cappellaio Matto? :-)))

@Dario Bressanini: ma il quadernetto con scritto "NATURALE" gliel'hai regalato tu per il viaggio? ;-)

05 Giu 2009 | ore 13:53

......così come per i prosciutti e parmigiani avariati e rietichettati, così come le conserve di pomodoro, pane, formaggi....tutti prodotti non molecolari....

05 Giu 2009 | ore 14:10

...aggiungiamoci pure la bresaola fatta con carne avariata...

05 Giu 2009 | ore 14:29

Tutte schifezze proposte ad ignari consumatori, hai ragione.

05 Giu 2009 | ore 14:31

Forse era il caso di evitare la notizia, visto che col Fat Duck c'entra pochino direi...

05 Giu 2009 | ore 14:39

E' stato il signor Bonilli che nel suo incipit si è posto la domanda: "Cucina chimica? Uso di materie sospette? Non resta che fare un puntuale elenco dei singoli piatti, poi ognuno può pensare ciò che vuole", reintroducendo, di fatto, la questione tanto dibattuta sul cosiddetto "molecolare". Stasera, comunque, a 'Striscia la Notizia', c'è il colonnello Antonio Amoroso, vice comandante dei Nas, che illustrerà i risultati del bltiz. Buona visione (per chi vede Striscia, ovviamente, e la finale di Champions League)

05 Giu 2009 | ore 14:50

Guardi Siani, penso non valga la pena di perdere del tempo. Guardi pure Striscia (o la Champions): io preferisco andare a pranzo con amici. Purtroppo non al Fat.

05 Giu 2009 | ore 15:22

Simply outstanding. Ristorante e racconto.

05 Giu 2009 | ore 15:48

Buona serata a lei ed ai suoi amici. Per il Fat ci sarà tempo e modo, non se ne abbia a male.

05 Giu 2009 | ore 15:52

Al Fat ci son stato almeno una decina di volte: ed e' sempre un'emozione. Come e' sempre emozionante, per me, pranzare da Lorenzo al Forte. Due emozioni differenti, ovviamente.

05 Giu 2009 | ore 16:01

Viviamo di emozioni, signor Federico. Ed ogni emozione vale la pena di viverla fino in fondo. Mi scusi il tono un po' tardo-romantico che, spero, potrà essere subito sostituito da quello decisamente più prosaico di un proverbio delle mie parti: "Dove c'è gusto non c'è perdenza". Ancora una buona serata a lei.

05 Giu 2009 | ore 16:08

Cannondale61: io le trasmissioni di Blumenthal le ho trovate sul mulo

Gumbo: no, non l'ho regalato io (devo ancora trovare un quadernino con scritto "chimico" in copertina :-D ) però devo dire che elegante :)

05 Giu 2009 | ore 20:11

Cerca di trovare le serie dell'ultimo anno, si chiamano Heston's Blumenthal (Victorian, Tudor, Medieval, Ancient Rome) feasts. In UK erano su Channel 4.

05 Giu 2009 | ore 23:31

mi viene propio da ridere! gentili e(a volte maleducati) polemisti riguardo all'uso di adittivi in cucina: avete sentito i giornali radio di ieri sul contenuto di pesticidi(sicuramente cangerogeni)della frutta e della verdura che quotidianamente mangiamo!!!!!!!!!!!!Vengono i brividi!
Pensateci. Non vi accorgete che vi prendete in giro da soli?

06 Giu 2009 | ore 10:29

Buongiorno: a Londra piove, però...
Riporto Repubblica di oggi (sito internet):
"Quelli di Canale 5 sono venuti nel mio ristorante con le videocamere nascoste. Hanno contestato un piatto che è un inno alla naturalità, dei bocconi di carne cotti a bagnomaria sottovuoto per preservarne succhi e sapori. Ma che senso ha? Accidenti, lotto da sempre per difendere le piccole produzioni, per salvaguardare la cucina di territorio. Mi hanno invitato in Brasile per tenere delle lezioni sulla cucina a km 0.... Ieri sono venuti i Nas. Hanno controllato la cucina, mangiato i miei piatti. Hanno scritto che la nostra è cucina di territorio e che non usiamo nessuna sostanza insalubre. Ci mancherebbe. La lecitina la danno per abbassare il colesterolo e l'agar agar è più naturale della colla di pesce!"
Ovviamente è la dichiarazione del grandissimo Massimo Bottura.
Chi volesse leggere la versione integrale la trova al link http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/cronaca/chef-creativi/chef-creativi/chef-creativi.html?ref=hpspr1
Buon w.e. a tutti!

ps: mi sembra che i NAS, che paghiamo con le nostre tasse, potrebbero anche occuparsi di qualcosa di più ''importante'' che non dell'agar-agar... in effetti è una stupida sollecitazione visto la quantità di denari pubblici che finiscono per pagare i voli di stato a nani e ballerine. Ops, al nano ed alle sue ballerine... A no, ai nani, scusate!

06 Giu 2009 | ore 10:57

I banconi dei bar romani traboccano di panini e tramezzini immondi, dieta quotidiana di impiegati e professionisti e i NAS vanno nella cucina di Bottura.
Sarebbe quasi da ridere, prima di essere travolti da tanta bestialità

06 Giu 2009 | ore 12:16

Concordo e aggiungo che il colonnello dei Nas, che forse lei FSG non ha potuto vedere, avrebbe avuto il dovere di citare anche queste conclusioni, non solo farsi irretire in frasi e parole generiche e strumentalizzabili, partendo da semplici problemi formali di etichette e arrivando ad ipotizzare frodi non si è capito bene su cosa: frodi per semplici etichette senza traduzione? Se non si scrive che nel budino c'è agar?
Certo la cosa più rimarchevole e se vogliamo curiosa è che, a quanto riferisce Bottura, gli agenti hanno mangiato da lui, non solo, ma hanno anche espresso pareri da gurmè circa la cucina di territorio della Francescana: me li immagino..." che ci vuole fare signor Bottura, ci tocca... poveri noi tapini..! Si potrebbe avere un po' di bollito-non-bollito? e anche l'aria di parmigiano, ovviamente, se no che ci stiamo a fare?"

06 Giu 2009 | ore 14:56

Continuo a preferire il bollito-bollito e il parmigiano solido e ammetto che i piatti di Blumenthal non mi irretiscono più di tanto, un po' come quelle opere di arte astratta che han bisogno di troppe spiegazioni per esser anche solo comprese.
Però veramente questa campagna terroristica a colpi di NAS e di servizi "striscianti" sta sfiorando il grottesco. Ha ragione chi dice che i Nas dovrebbero piuttosto girare un po' per certi Bar Sport dove Luisone sono ancora in agguato in attesa del rappresentante milanese da colpire.
Ma si sa, colpire il barista Luigino non fa titoli in prima pagina o sui TG, rompere le scatole a Bottura si.

06 Giu 2009 | ore 16:17

A me viene voglia di andare subito a mangiare da mia mamma ...

07 Giu 2009 | ore 07:04

Caro GFT, che fa un po' Grande Fratello a Tavola, secondo me questa voglia le viene tre volte al di'... visto che uno che scrive ''mamma'' invece di ''madre'' la dice lunga! Vota anche Calderoli???

07 Giu 2009 | ore 08:44

no no, direttore, per quanto il racconto sia bello e di questo concordi con tutti, non credo che mangerò mai da Fat Duck, con mio sommo dispiacere.
motivo?
semplice, io tutti questi dindini non ce li ho!
poi sterline...
si, adesso il cambio è meno sfavorevole, ma...
vabbè, adesso mi assaliranno tutti dicendomi: e non ci andare!
si, si, infatti, però concedetemi un po' di polemica.
come può un prezzo salire così???
per due, intendo...

capisco i prodotti particolari, la cura e il progetto di ogni piatto, ma poi sostnzialmente, il tutto per due: com'è possibile???

a presto

07 Giu 2009 | ore 11:23

Dico, non mi sembra uno sproposito, anzi... Una bottiglia di Moet base alla Cave du Roi costa la stessa identica cifra... Da Annabel's un po' di piu'. E stiamo parlando di uno tra i 5 cuochi piu' famosi al mondo...

07 Giu 2009 | ore 11:39

Ciao Robiciattola, ti vorrei segnalare che il link al tuo sito e' sbagliato ('...spost' invece di '...spot'). E ti vorrei dire che il menu al FD costa circa il doppio di un monostellato...per cui se tieni davvero ad un' uscita eccelsa e la cucina di HB ti attira a sufficienza, basta saltare un giro con le uscite 'medio-alte', oppure rinunciare a 60 sterline di superfluo, per poterselo permettere.
Magari tu invece preferisci proprio non saltare nessun giro e nessun superfluo, ed e' una preferenza perfettamente razionale e con cui entro certi limiti mi immedesimo pure; ma ho notato che molte persone certi calcoli semplicemente non li fanno proprio.
Per me personalmente il problema di posti come il FD e' la necessita' di programmare con un anticipo tale che la vita raramente mi consente.

07 Giu 2009 | ore 11:44

Si discute tra appassionati e quindi si cerca di ragionare.
Fat Duck è un ristorante in questo momento al centro dell'attenzione mondiale, nel bene e nel male, e quindi per pranzare o cenare ci vogliono due mesi di prenotazione.
C'è un menu a £98 e uno a £130 più i vini e 12,50% di servizio e le tasse.
Come si fa a dire che è tanto?
Certo, non è la spesa di tutti i giorni, ma è un po' come andare a Lucerna al Festival Abbado, oppure a un concerto rock ovvero è un fine settimana al mare.
Ognuno ha i suoi gusti e le sue priorità, io ho pagato di più perché ho ordinato una serie di vini e due piatti della prossima stagione (in omaggio).
Io ero lì per lavoro... ma non me ne sono accorto :-))
Il libro The Big Fat Duck Cookbook costa £125, pesa 5 chili ed è formato gigante, francamente bello anche per un bibliofilo anoressico.

07 Giu 2009 | ore 11:57

Ma infatti il prezzo è assolutamente accettabile, anzi invoglia a provarlo.
Va considerato che locali di questo livello hanno una organizzazione che è comunque costosa, senza poi contare che uno non paga solo il piatto che mangia ma anche le ore di studio e di lavoro che il cuoco ha dovuto spendere per essere in grado di prepararlo.
Piaccia o meno è evidente che Blumenthal non è un improvvisato, c'è lavoro, e tanto, dietro.
Un po' come quando da fotografo mi sento dire "cosa vuoi che costi fare click con la macchina fotografica", eh si... ma per fare quel click in quel modo sai gli anni che quel fotografo ha dovuto studiare, provare e lavorare?

07 Giu 2009 | ore 12:35

Mi permetta, caro Lei, che la mia mamma la chiami come faccia più piacere a me e alla mia mamma, oppure crede di arrogarsi la briga di entrare anche in questo merito? Calderoli? Lasci stare le cose che non sa e che non comprende. Andrei a mangiare da mia mamma tre volte al giorno per stare nel suo orto e nella sua cucina, ma purtroppo non posso. Cose buone, sane che Lei, caro il mio Ignis, (o era san giorgio?) neanche deve pretendere di sapere che esistono. Vada, vada e rivada a mangiare il texturas dai NAS, tanto oramai in Italia solo loro lo detengono ...

07 Giu 2009 | ore 19:38

a me sembra arte vera!

07 Giu 2009 | ore 22:35

LA POTREMMO ESPORRE AL LOUVRE QUESTA ARTE?
MA VATTI A COMPRARE DUE SCATOLETTE DI SGOMBRI, CHE SICURAMENTE SONO PIU' SANE

07 Giu 2009 | ore 22:50

L'ho già chiesto varie volte e letto un sacco di commenti in giro per trovare una risposta, ma non ne ho ancora viste:
perché così tanta gente si interessa degli additivi (ma non degli ingredienti) di piatti che non mangerà mai perché si trovano solo in pochi locale che non ha intenzione di frequentare e invece ignora gli additivi (e gli ingredienti) dei piatti della pizzeria, osteria, trattoria, mensa e bar che frequenta? Non è veramente strano?

07 Giu 2009 | ore 23:09

io ho detto che mi pare tanto, in assoluto.
e che al momento non ho i soldi.
tuttavia, nonostante il tanto sia un fatto relativo, vista l'arte, lo studio etc... che c'è dietro, sicuramente per taluni sarà una esperienza da POTER fare, ma per altri no, visto il costo. Ee vabbè, pazienza, no?
certo che è una questione di priorità! ci mancherebbe..

07 Giu 2009 | ore 23:25

Grandissimo Heston.
Fanstastico il tributo al BFG di Roald Dahl (the Big Fat Giant) nel dolce...così come straordinario tutto il resto...

08 Giu 2009 | ore 00:32

Patty Smith, quella vera, le dovrebbe far causa...non fosse altro per l'utilizzo improprio del nome e delle lettere maiuscole.

08 Giu 2009 | ore 10:42

Direi che si interessa degli additivi e non degli ingredienti perchè l'ha detto la televisione; invece non si interessa di additivi e ingredienti in ciò che mangia normalmente, sempre perchè guarda troppa televisione. Quindi la mia risposta è : la televisione.

08 Giu 2009 | ore 10:48

Può darsi, però io vorrei sentire la loro versione!
p.s. Quella vera è Patti Smith - quella che scrive qui è un tarocco dichiarato! :-)))

08 Giu 2009 | ore 11:15

Tarocco o no, Patty Smith o no il problema degli additivi chimici c'è ed evidentemente rimarrà per qualche tempo ancora nella stampa e sulla bocca della gente che vuole vederci chiaro. Leggendo i vari interventi mi sembra quasi ovvio che ci si divida in due fazioni piuttosto che unirsi in una unica fazione salutistica.
Da una parte ci stanno quelli che osannano, nonostante tutti gli scandali, la cucina molecolare, dall'altra parte ci sta chi condanna la cucina molecolare e magari si fa una scorpacciata di alimentari in un hard discount o in una trattoria che fa solo precotti e congelati.
Io mi sento in mezzo a questa diatriba, piuttosto infastidito dai toni di tutte e due le parti, ma soprattutto sempre di più convinto che non mi posso fidare più di nessuno e soprattutto che non DEVO buttare i miei sudati soldi su un brodo solido e tantomeno su un antipasto precotto.
Signori miei, fate quello che volete, io mi allevo la mia selvagina, coltivo il mio orto e voi ... bè, voi deludete molto da ambedue le parti.

08 Giu 2009 | ore 12:37

Giordano: mi puo' spiegare perche' non vuole "buttare soldi in un brodo solido" ? (tenga presente che in un Aspic di pollo la gelatina se vuole la puo' chiamare "brodo solido" ;-) )

08 Giu 2009 | ore 13:04

GPT, mi pare lei sia uscito da Eton o da Le Rosey? Compliments... Alla mamma naturalmente. Per come l'allevato a ''roba'' buona...

08 Giu 2009 | ore 14:23

Quello che nel mio piccolo cerco di far capire è proprio che non dovrebbero esistere fazioni, né avverse, nè salutiste, tantomeno espressione di chissà quale crociata.
Io penso di trovarmi a mio agio sia nel locale stellato che nella trattoria, è la curiosità che mi spinge, sia verso ciò che è nuovo, inconsueto, sia verso la qualità della tradizione, fatta di tante cose che fanno parte della memoria di ciascuno di noi.
Lei non ci crederà, ma penso davvero che i due aspetti siano profondamente legati: la cucina contemporanea si esprime a partire dalla tradizione. Usa materie prime di altissima qualità : se vogliamo, è proprio conoscendo il parmigiano di 50 mesi che possiamo apprezzare le arie e le consistenze di Bottura e, sicuramente, viceversa, in uno scambio continuo e appassionante.
E vivo. Rinchiudersi nel proprio orticello, sia mentale che alimentare, credo non porti a nulla: certamente non si cresce e non cresce con noi la cucina che è fatta di scambio, di ricerca, di conoscenza.
Lei, Giordano, cerchi giustamente di tenersi lontano dai precotti, dagli aromi e dai surgelati, non si faccia coinvolgere da scandali inesistenti ( a proposito quali sarebbero gli scandali della cucina contemporanea?), ma se vorrà documentarsi, visto che ha la fortuna di essere anche un piccolo produttore, capirà che dall'altra parte c'è solo la buona cucina, la cucina dello stare insieme, dei colori, delle emozioni, delle tradizioni, della ricerca e dell'innovazione: da difendere tutta, da proteggere tutta se vogliamo continuare a poter esprimere la nostra libertà di scelta.

08 Giu 2009 | ore 17:35

Signor Bressanini,
mi spieghi, se l'aspic di pollo costa 2E al piatto, perchè il "brodo solido" lo devo pagare 50E? E perchè deve essere un'opera d'arte? E' un aspic, in qualsiasi modo lo proponga.

08 Giu 2009 | ore 23:30

Aspic di pollo da 2 Euro, dove? Brodo solido da 50, dove? Che significa "perché deve essere un'opera d'arte?"
Chi ha detto che deve? Se per qualcuno è un piacere anche il lato estetico, apprezzerà che che il piatto sia anche bello. Se non gli interessa, no. In entrambi i casi è importante che sia buono, però! :-)))

09 Giu 2009 | ore 13:26

Ma cos'e' quest'aspic di pollo a 2 euro? La versione avicola del manzotin? E non si faccia sangue amaro con queste follie culinarie da cuochi e provette, lasci stare. Il suo paragone e' totalmente fuori luogo. Buon appetito con il suo aspic di pollo a 2 euro.. e soprattutto buona fortuna.

10 Giu 2009 | ore 03:58

Ma che bellezza??! Poi con il suo stile non "invasivo" e suadente il direttore ti mette già in fila per il check in!!! Ci andremo... due mesi di attesa sono "progettabili"! Comunque grazie, anche per il pomeriggio da Adrià, il problema è che lì non basta una vita per andarci. ( A proposito qualche dritta?'!!) Arrivederci dai "nostri" Rosci, magari in versione Roche!!

19 Giu 2009 | ore 10:56

Incredibile come ci siano ancora crociati della pastaalsugo,tortadellanonnapescheriasottocasa, anche dopo un reportage onesto e tecnico come questo.

Mi sembra di capire Blumethal però abbia ulteriormente alzato i prezzi.
Andai a febbraio 2007 da lui con un mio collega che fortunatamente lavorando lì non pagava quindi ce la siamo cavati con poco più di 100 sterline a testa con un sacco di extra (25 calici di vino a cranio at the end)
Il prezzo del menu degustazione (molte più portate di quelle descritte da lei direttore, credo di averne contate comprese le SEI iniziali circa 21) era di 115 £.

Inutile dire come sia stata l'esperienza gastronomica più significativa della mia vita. Tralasciamo gelatine, fuochi fatui e spume.
Signori, quando mangiate robe come il suo agnello o le lasagne crederete non esista nulla di più BUONO al mondo. Avete presente il sapore più intenso che avete mai provato? Moltiplicatelo per 100.

Il vero peccato è che da Fat Duck se si riesce si va una volta nella vita. E quindi mangiare alla carta sembra una mutilazione. Il menu degustazione è un percorso a sè stante, che ti apre la mente ma non riempie la pancia.
La vera forza del ristorante è la qualità assoluta e definitiva di piatti reinventati (dimenticatevi lo chef sottocasa che reinventa, QUESTA è l'innovazione nel piatto) dalla tradizione inglese.
Ma è impossibile puntare a ciò poichè anche il menu degustazione cambia. Io per esempio non ho avuto la fortuna di assaggiare la zuppa del cappellaio matto o il sorbetto che non si scioglie, mentre spero lei direttore abbia apprezzato come me le gelatine ai whisky, il porridge alle lumache, il fenomenale salmone alla liquirizia con maionese alla vaniglia.

Un invito finale: non andate a mangiare per un anno in pizzeria, non regalate a vostro figlio un cellulare che non gli serve, fate anche 2 giorni in meno di vacanza: a bray vi aspettano le 6(eh si, io sono entrato alle 12.30 uscito alle 19) ore più indimenticabili della vostra vita.

04 Lug 2009 | ore 21:32

errata corrige:

il mio discorso sull'importanza e la bontà della carta del Fat Duck decade in quanto mi giungono segnalazioni di colleghi oltremare:
il fat duck dal 1° luglio non propone più una carta, ma solo UN tasting menu, a 130 sterline + vini da 95, 140 o 165 sterline per accompagnare.

Per me davvero un gran peccato.

05 Lug 2009 | ore 15:49

Complimenti bell'articolo :-)

Bel menù, il maiale e l'agnello sono identici a piatti di Pierre Gagnaire anche come presentazione.
Essere originali sempre e comunque, è difficile.

Posso chiedere con che macchina fotografica e che obiettivo (chiedo scusa ma sono ossessionato dalle mie pessime fotografie :-) )

17 Lug 2009 | ore 20:01

E' una Canon G10, leggera, maneggevole, usata con la regolazione manuale e non automatica.

17 Lug 2009 | ore 20:11

in quella stazione, più di 30 anni fa, ho baciato la ragazza che poi ....
comunque mi avete convinto, prima o poi ci vado, nel frattempo fatemi conoscere anche qualche nuovo posto più raggiungibile (in euro)
saluti a tutti

29 Lug 2009 | ore 19:32

un gran bel articolo.
cucina particolare,innovativa, da show.
però non stati a dirmi che uno ci torna a mangiare spesso perche ti piacebano le lasagne.
è tutto un'altro tipo di ristorazione, troppo particolare...

05 Ott 2009 | ore 00:42

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