23
Giu 2009
ore 01:35

I gamberi di Rafa

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Rafa1.jpg

Rafa è Rafa, e basta.
Se tu vuoi mangiare un pescato che non ha uguali in Spagna vai da lui.
Tanto se lui non ha il pesce men che eccezionale non ti dà da mangiare.
Rafa's Restaurant sta in una via del centro di Roses confuso tra mille altri locali dove la sosta è il nulla.
L'ingresso è piccolo e c'è quella scritta in legno sulla parete esterna che però subito non si nota.
A sinistra entrando c'è una vetrina dove dovrebbe stare il pesce, a destra quattro tavoli per 16 persone in tutto.
E dietro al banco lui, Rafa, personaggio da romanzo o da film, ironico, furbo, faccia da caratterista.

Rafa2.jpg

Meglio prenotare perché il pescado o è di qualità estrema o Rafa non fa la spesa o la fa solo dei pochi prodotti super che trova e potrebbe capitarvi di sentirvi dire che non ha pesce, che l'ha finito.
Ma se vi sedete preparatevi all'esperienza più eccezionale che possiate immaginare.
I gamberi, i suoi gamberi, che lui paga 90 € al chilo e ci fa vedere la fattura, cotti sulla plancha sono la cosa più buona che io abbia mangiato.

E non è perché siamo qui a raccontare di Roses ma perché succhiando la testa di queste gamberi si sente un sapore di mare e tartufo e poi sgusciandoli si mangia una polpa soda e si gusta sapore di mare puro.
I gamberi cotti sulla plancha sono sbalorditivi, lo avrete capito, così come i moscardini e i cannolicchi.

Rafa3.jpg

Poi per non farci mancare nulla abbiamo ordinato anche uno scorfano e anche il pescione ci ha lasciato la voglia di tornare tanto che il giorno dopo a pranzo, avendo avuto cura di prenotare prima di uscire dal primo pranzo, ci siamo fiondati nuovamente da Rafa e abbiamo ordinato nuovamente gamberi, moscardini e cannolicchi in porzioni più abbondanti.
E abbiamo goduto un po' più del primo giorno perché sapevamo cosa ci attendeva al primo morso del primo gambero.
Rafa è amico di Ferran e Ferran mi ha portato qui a mangiare un paio di volte.
Voi veniteci comunque, Bulli o non Bulli, perché ne vale la pena e vale il viaggio.
Telefonando, però al 972 254003 e assicurandosi che Rafa abbia fatto la spesa.

FOTO S. BONILLI

commenti 22

Finalmente, caro direttore, non parli di cucina astrale.
Finalmente si parla di cucina di qualità, di uno chef che cucina quello che trova di suo gusto in pescheria.
Ma anche in questo post, nel finale mi parli del Bulli? E basta! Sono sei post filati che parli di stò furbacchiotto.
Ma ti sei fissato oppure il bulli ti da dipendenza chimica?

23 Giu 2009 | ore 09:40

Slurp.
Anzi, doppio Slurp.

23 Giu 2009 | ore 11:36

Gamberi di Sanremo...? :-)

23 Giu 2009 | ore 13:55

Ti viene tristezza a fare un giro in un mercato del pesce italiano dopo essere stato in Spagna. I prezzi sono praticamente il doppio, le importazioni da fuori il triplo, la qualitá la metá...comunque il miglior pesce del mondo si mangia in Galizia non nella costa catalana. Ma in Italia esiste ancora una cucina di pesce? Eppure una volta nell'Alto Adriatico di pesce buono ce n'era e in Croazia, dove si rispetta di piú l'ambiente, la pesca dá ancora risultati...

23 Giu 2009 | ore 15:48

Io che non sono gran signora raffinata inserisco volentieri sia El Bulli che Rafa nel mio elenco dei luoghi "da assaggiare". Yum! :-)))

23 Giu 2009 | ore 16:07

Che lato di Sanremo?

23 Giu 2009 | ore 17:24

Sì ma, per curiosità, quanto si è pagato?

23 Giu 2009 | ore 17:34

144.50 € il primo giorno e 85 € il secondo.

23 Giu 2009 | ore 17:37

A persona? L'avevo visto in un filmato su GR channel il locale di Rafa, ma anche lì non si parlava di prezzi

23 Giu 2009 | ore 18:01

144.50 in due? direttore sia più chiaro....

23 Giu 2009 | ore 19:30

la secca fuori bordighera per la precisione... comunque gli stessi se pescati dalle barche di Oneglia diventano "Gamberi d'Oneglia"

90 euri sono una bella cifra , qui in liguria a maggio li si poteva acquistare per 40 ora siamo a 55/60 euri

23 Giu 2009 | ore 22:02

Direttore, questo post, per chi ama le materie prime e vive in Spagna, sembra la scoperta dell'aqua calda! Rafa o non Rafa, il risultato, quando si scotta appena leggermente qualcosa sulla "plancha" aggiungendo solo un po di sale dipende ovviamente dalle materie prime. E in questo paese c'e' un "marisco" che fa semplicemente paura. E non viene tutto dalla Galizia. E non lo si mangia solo nella "sputtanatissima" meta italiana per eccellenza che e' Barcellona, anzi. Cito solo qualcuno di questi meravigliosi prodotti: la "gambas rojas" di Garrucha o di Denia (prezzi al banco da 90 a 250 euro al chilo toccati a Dicembre del 2006), il "langostino" di Sanlucar, la "gambas blancas" di Huelva. O il tonno rosso di almadraba di Barbate giusto per menzionare un non marisco. I mercati dove e' possibile acquistare la qualita' migliore di queste delizie e' ovviamente Madrid. Madrid dove non c'e' mare direte voi? Si, Madrid "el mejor puerto de mar de España". Quando nel pomeriggio le imbarcazioni dei pescatori di queste localita' rinomate tornano a terra, il pesce migliore lo comprano i "compradores" di Madrid. Viaggia di notte e all'alba e' sui banchi dei mercati o nei ristoranti di Madrid (da non perdere Ernesto Prieto nel mercarto di Chamartin o Pescaderias Corunesas ... guardatevi il sito pieno anche di notizie interessanti tanto per sapere di che parlo) http://www.pescaderiascorunesas.es/ ).

Chieda al suo amico Adria' vedra' che confermera'. E quando passa per Madrid mi faccia sapere che glieli faccio provare io i migliori gamberi rossi della sua vita.

23 Giu 2009 | ore 22:04

Sono d'accordo a metá...a Madrid arriva grande materia prima ma molto spesso ci sono ristoranti di pesce, per lo piú galiziani o finti tali, che quella stessa materia prima non la sanno cucinare...quanti gamberoni ghiacciati letteralmente con pezzi di ghiaccio ti servono nelle psudo tasche gallege. Per 30-35 euro non ho mai mangiato pesce ben cucinato a Madrid, mentre in Galizia o a Cadice sí...certo poi se paghi da 60-70 euro in sú la goduria é assicurata...certo da noi la cucina di mare é considerata un lusso e questo gli spagnoli non lo possono capire...per loro un gamberone é alla pari di una bistecca o un filetto, un mangiare quasi settimanale. E noi italiani che i gamberoni non li sappiamo spellare veniamo massacrati. Comunque qui il gap é ormai incolmabile perché i nostri mari sono quello che sono, rovinati da anni di menefreghismo. Peccato invece per le acciughe: fino a inizio ventesimo secolo gli spagnoli manco sapevano cosa fossero, prima che i Sanfilippo, gli Orlando e altre famiglie siciliane arrivassero nelle sponde del mar Cantabrico e pronunciasseo il "hic manebimus optime" di rito. Mettiamocela via, se il declino riguarda anche l'ossessione nazionale, il calcio, figuriamoci un campo in cui abbiamo un interesse vicino allo zero come la cucina

23 Giu 2009 | ore 22:21

bel ladrone anche questo Rafa, degno amico del cialtrone n.1 al mondo!

23 Giu 2009 | ore 22:41

Penso che si dovrebbero dare tutti una calmata. Quelli che pensano che ci sia un solo ristorante in Spagna dove si mangia fantastico pescato. Quelli che fanno una malattia di non riuscire a prenotare da Adria'. (Fino a qui quelli simpatici...). E soprattutto quelli che persistono in critiche ad Adria' che sono di una pochezza e ignoranza imbarazzante per chi le scrive.

24 Giu 2009 | ore 11:05

Direttore la Spagna in fatto di pesce regala emozioni incredibili, rispetto a noi ha una cosa che ci manca, l'oceano e se il terroir ha la sua importanza il pescado dell'oceano ha un suo perché. Detto questo la mia cena della vita l'ho fatta ad una ventina di chilometri da San Sebastian, a Getaria, il ristorante si chiama Kaia, è sul porto di Getaria, dove arrivano tutti i giorni i pescherecci che rientrano dall'oceano. Il pranzo-cena, siamo entrati alle 13 e usciti alle 22,30 (novembre 2008) è stata la dimostrazione di quanto la materia prima possa dare emozioni incredibili. Da Kaia ho mangiato il miglior pesce della mia vita, pesce fresco (il ristorante nei magazzini ha otto vasche divise in due che fanno 16 vivai con prodotto vivo pescato). I gestori poi sono maestri nel fare al pesce il meno possibile e dunque cotture espresso, veloci, fritture leggere e in tavola ti arriva il mare. Tra i pesci che mi hanno impressionato un antipasto di gamberi tigrati appena scottati (mai mangiati così buoni), le mitiche "cocochas", goduria pura, l'astice blu (ma veramente, non come raccontano tanti) in pezzatura da quasi tre chili e poi l'ebrezza del proibito con le "percebes". E molto altro ancora. Insomma andateci, se vi trattenere con il bere state attorno ai 140 euro, una cosa impossibile in tutti i sensi in Italia.

24 Giu 2009 | ore 15:55

Il terroir, l'oceano certo. Ma non conta mica solo quello. Conta anche l'amore e il rispetto per la propria patria e per il proprio territorio tant'é che anche a paritá di terroir soccombiamo. Il Direttore avrá provato i gamberi rossi della zona di Murcia-Alicante, immagino...chieda a un napoletano o a un calabrese da zero a dieci quanto é interessato alla salvaguardia delle proprie coste, al pescato se é locale, alla pesca a strascico e al danneggiamento conseguente e poi si faccia un giro in Spagna e troverá persino nei ragazzini di 15 anni la capacitá di discernere fra gamberoni di Denia o di altri lidi (attenti peró: a Madrid molte volte li spacciano per locali e vengono da Argentina e Sud America dove costano meno e non vengono quasi consumati...). L'Oceano non c'è mica solo in Spagna (d'altronde anche i bretoni credono di avere il miglior pescato del pianeta al pari dei galiziani) e solo da questo capisci quanto l'amore per la gastronomia di questo popolo contribuisca agli attuali successi

24 Giu 2009 | ore 16:55

Carissimo, il suo commento non lo trovo solamente appropriato: ma anche emozionante! E, purtroppo, anche vero: purtroppo, visto che come ''italiani'' non ci si esce in modo... spettacolare.

24 Giu 2009 | ore 17:03

direttore...che invidia !
ma non per farmi gli affari Suoi...di che budget dispone (Blumenthal, Adrià, bis da Rafa) ? doppia invidia !

24 Giu 2009 | ore 17:48

non conosco i gamberi di rafa( mica si possono conoscere tutti i gamberi del mondo).
conosco, e molto bene, quelli citati da la femme, i viola del ponente ligure. per me quelli sono i migliori che abbia mai mangiato.

vivevo in costa azzurra dove, per fare un esempio contrario a quelli qui fatti, i francesi NON pescano gamberi; e si che stanno li' e non ci sono confini, per i gamberi. ne acquistano di orrendi , allevati ovunque e li rivendono a 5/10 euri a consumatori ricchi e rincitrulliti.

il mio pusher, che ha barca a sanremo, va solo a gamberi e rientra al porto al tramonto. vende quasi tutto a chi fa le aste a pochi amici, fra cui il sottoscritto, se preavvertito il giorno prima.
mi avevi detto che dovevi venire in versilia, Stefano, se lo so 2 giorni prima, vado a prenderli e li possiamo mangiare o da me o da uno dei due noti amici ristoratori.

oppure( ancor piu' bello) organizzi una piccola festa estiva dal buon Colonna e per il mezzogiorno dopo o la sera ( quindi da 18-24 ore dall'averli pescati) ce li possiamo gustare a roma.

un menu' a caso:
tartare, con olio ligure e sale nero delle hawai;

aperto in due, al vapore( un minuto), olio lucchese al basilico e maionese con punta di wasabi;

scottato ed immerso in una piccola pasta e fagioli fredda;

sulla piastra, fiammeggiati all'uischi

.se il pagano si schioda dai suoi banali travagli:-)), possiamo anche raccontare tutto il percorso, dall'arrivo della barca (col cavolo che vado a pescarli!!) all'arrivo in gola!!

25 Giu 2009 | ore 07:37

Giancarlo Maffi, sei instancabile ! fossi stato una donna ti avrei voluto come amante ! :-))

La puntatina in Versilia è un'ottima idea: magari potremmo fare un paio di confronti fra gamberi liguri, versiliesi e del basso tirreno...

25 Giu 2009 | ore 12:58

grazie leo ma come cuoco sono piu' bravo:-))

25 Giu 2009 | ore 15:32

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