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Giu 2009
ore 00:10

Lucca: Grano Salis e Puccini Kebab

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Maffi&Pagano? Considerateli una ditta composta da due persone, dedita al viaggio, al cibo e alle recensioni. Poiché sono appassionati con un palmares di visite alle migliori tavole italiane e non solo da far invidia a un professionista li ho imbarcati sul Papero Giallo come narratori adulti e vaccinati di cose che accadono nel pianeta del cibo e del vino italiano.
Ecco una loro cronaca foto-giornalistica.
virgolette_apri.jpg "Maffi". "Ehh". "secondo te in 20mi, quanto vale la cucina italiana?" "Ma sei scemo? Che razza di domanda è?" "Per sapere quanto vale in teoria. I Francesi dicono che sono i migliori del mondo. Gli Spagnoli hanno il numero 1, i cinesi hanno inventato gli spaghetti 2 milioni di anni fa" "E i Tedeschi hanno lo stinco e un allievo del numero 1. E quindi? Che vuoi dire Pagano". "Secondo me siamo allo scontro gastronomico mondiale e le guide stanno a guardare come le stelle". "Vabbè, vince l'Italia anche se ci sono casini in corso". A volte basta poco per intendersi. "Io andrei a cercare un nuovo ristorante" "Sì ma bisogna far vedere l'Italia al meglio". "Tradizione". "Innovazione". "Conservativa!". "Difesa italica".
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LUCCA ci esce all'unisono. Città fortificata che ha un centro storico e un gusto tanto tutelati che un assessore ha ordinato che i kebab andassero fuori dalle mura. Ma anche un locale di concept contemporaneo. "Porca miseria, la sveglia non ha suonato..." Sono passate meno di 48 ore e di giovedì mi sto scapicollando lungo un Corso Francia semi deserto. "E te credo", penso, considerato che manca qualche minuto alle 7. Maffi inesorabile è in piedi già dalle 4,50 e tempesta il cellulare di chi, secondo lui, è uso fare ritardo. "Da Bottura va tutto bene", annuncia squillante come se stesse parlando di una sua personale vittoria mentre rotolo verso il binario. "E te credo 2", gli rispondo. "2 che?". Niente traffico e da Bottura tutto ok". Perplessità dall’altro capo del filo. "Perderai il treno". Infatti, Maffi arriva a prendermi in ritardo a Firenze. Destinazione Lucca. Si va da Grano Salis, nuovo locale di tendenza che sembra spopolare. "Si mangia bene e si paga pochissimo", annuncia Maffi che lo ha già semi sezionato all'apertura, nemmeno 2 mesi or sono. Nuovo, ancora sconosciuto, buono ed economico. Proposta innovativa ma legami con la tradizione locale. Anche trendy. Prima, però, nel centro storico. A vedere che fine hanno fatto i kebab.
 
Centro storico di Lucca. Vicino la piazza con la chiesa madre. Più in la Puccini. Turisti affollano i tavolini in cerca di refrigerio e ristoro. Centro Storico li offre entrambi. Centro Storico è nel cuore del centro storico e propone piatti della tradizione italiana in salsa acchiappa-stranieri. Si parla inglese of course e si sta seduti nel giardinetto tendeggiato, a tratti anche silenzioso. Perfetto. Da ordinanza. Il proprietario di Centro Storico è gentile: ha un altro esercizio, ma fuori le mura, zona Sant'Anna. Puccini Kebab. Sì esatto da ordinanza anch'esso. Puccini e kebab a braccetto fuori dalla zona interdetta. Passiamo subito al tu con il proprietario italo-kebabiota. Abbas Khokhar Tahir, in realtà, è pakistano. Da 15 anni in Italia da 7 al suo Centro Storico e poco meno al Puccini Kebab. Maffi entra in trattativa. Appena al Centro Storico scema l'affluenza, Abbas ci raggiungerà al Grano Salis per una sessione di critica pakistana dei cibi che assaggeremo, al netto di quelli non consentiti dalle rispettive religioni. Quindi, niente salumi per Abbas e niente suoi tortellini panna e prosciutto cotto con peperoncino per noi che invece proveremo il kebab fuoriporta. Stretta di mano e si va.
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Il Grano Salis è un luogo multifunzione, mi spiega Maffi. C’è la pizzeria, il wine bar, il bacaro pesce, la gastronomia (anche da asporto) e il sushi. Grano Salis mi appare piacevole con il suo interior minimalista ma non freddo. "72 ore di pigra lievitazione naturale” è il bello slogan che accoglie i clienti davanti al forno delle pizze e al buffet in cui spicca il cous cous. Ottime farine di un mulino piemontese noto ai gourmet, sottolinea Maffi che ha già invaso il locale che non è piccolo. Vai al cesso che capisci qualcosa, scrivàno. “Si dice che l’appetito vien mangiando ma in realtà viene a stare digiuni”, firmato Totò. Non posso fare a meno di pensare al turco-napoletano, commedia al solito ricca di equivoci: e non voglio pronosticare eventuali "mancanze".
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Maffi è come un generale che allinea le truppe. La guerra sarà lunga a giudicare dalla difficoltà di una gentile signorina che prova a comprendere quanti siano i commensali dietro alla sua comanda. “Due coperti, poi ci raggiunge un terzo amico ma per lui ordiniamo dopo”. Raccapriccio per l'esile mano che ha un tremito appena segnalato dalla penna, mentre il cuoco vuole prendere le misure a quei due che scorazzano in lungo e largo nei menu.
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Maffi sintetizza alcune scelte (perché sia chiaro, decide lui cosa mangiare): i salumi sono di Ballardi (Garfagnana), Spigaroli (polesine parmense) e Paolo Parisi (cinta senese). Il pesce del Bacaro è fornito direttamente da una cooperativa di pescatori di Livorno, con cui è stato fatto un accordo preciso riguardo a qualità e freschezza. I formaggi sono di Guffanti, grande affinatore e ricercatore piemontese.
 
Maffi inizia a riempire i fogli di appunti e mi mette alla prova perché è convinto che non capisca proprio un bel niente. Lo fulmino sulla temperatura del forno della pizza e va a discutere con il pizzaiolo. Azzecco i pesci utilizzati, ma poi mi fermo.
 
Maffi srotola il papiro che in trascrizione fedele suona così.
 
Dal buffet: sformato di broccoli, gateau (gattò) di patate, involtini di verza ripieni di salsicce e patate, caponata di verdure: buona qualità materia prima e condimenti, ma solo potabili. Sembrano svogliati, tirati via di corsa.
 
Frittini misti: supplì, discreto; crocchetta di patate: patate poco cotte; olive ascolane: lieve acidità; baccalà: buono. 9,80 euri. Partiamo male.
 
Misto salumi dei tre produttori: perfetti. 3 formaggi 3: un caprino francese morbido e delicato, buono; un gorgonzola 170 giorni naturale: incantevole. Poi un simil-bettelmatt. Io amo questo formaggio: quando è lui senti l’erba, di quei pascoli, nella sua magnificenza. Questo li ha persi (che combini Guffanti?).
 
Cous cous  alla trapanese, con tracina, gallinella, e scorfano: semola convenzionale ma buon piatto, delicato, pesce gelatinoso e freschissimo. Pagano lo posiziona in alto, forse troppo, a 15,5/20
 
Baccala scottato, crema di piselli. Piatto del giorno. Qui il cuoco Raffaele Piras, di origine sarda ma romanissimo, ha dato il massimo: piatto di grande livello sapido e delicatissimo allo stesso tempo con baccalà di fattura notevole. Bravò:16/20 (reali)
 
Caponatina di verdure: anomala ma intrigantissima: volutamente forte nel contrasto dolce-acido. A me è piaciuta moltissimo. Pagano si delizia e apre un palmo, speranzoso.
Grano_Salis4.jpg
Sono quasi le tre e Maffi va a prendere Abbas, che ha finito il servizio nel suo, di ristorante. Sono di ritorno quando ecco il colpo a sorpresa del cuoco. Crostone di crescenza artigianale con pancetta di cinta senese di Paolo Parisi. Maffi annota. Pane stupendo, formaggio ottimo e pancetta appena sciolta goduriosa ed equilibrata. 3.50 euri. Ne vale il triplo: paradiso. Becco una mezza sciabolata sulle mie due dita che si alzano a formare la “V”.
 
Nell’attesa che arrivi l’amico dal Centro Storico del Pakistan conosco la frizzante Asia. E’ lei la consulente eno-gastronomica che ha curato la fase di start-up e che si trasferirà a Tirana per l’apertura di un lussuoso roof-garden. Ci scambiamo un po’ di informazioni su architetture del gusto, tendenze, tradizioni e progetti di nuovi locali. Sul Grano Salis Asia concorda sulla mia impressione di un concept che possa premiare alcune eccellenze come ho riscontrato proponendo piatti a prezzi più che accettabili. Un bel rapporto prezzo-qualità. Mi dà ragione sulla necessità di seguire guide e commenti, ma di non restarne imprigionati. E mi dà conto della sua insofferenza per il “gastro-regime” vocabolo che conia sul momento, penso. Ci riserviamo di fare quattro chiacchiere in quel di Roma anche perché il personaggio ha fatto 65mila e passa chilometri in moto alla scoperta dell’India e del Pakistan (e della sua gastronomia….)
Grano_Salis5.jpg 
Abbas è molto compreso nel suo ruolo. Chiede il cous cous, che trova poco sapido e con salsina troppo “lenta” (questo qui mi dice Maffi fra dieci volte può fare meglio di noi) e un fritto misto di calamari e gamberi che trova poco croccanti e men che meno saporiti. Però (bontà sua) almeno ne apprezza la qualità! E due formaggini, che piacciono. Comunque noi per certificare la cosa chiediamo due righe scritte e per evitare incomprensioni o errori le stila nella sua lingua, con data e firma. E poi dicono che i critici gastronomici non fanno le schede !!!
 
Chiudiamo, maluccio, con torta caprese appena potabile e Pagano che discetta sulla portata e la legatura delle mandorle.
 
Tanto per fare arrabbiare ulteriormente certi editor di blog gastronomici, beviamo solo acqua, in bella bottiglia a km 0.

Grano_Salis_conto.jpg

Abbas è personaggio da non mollare, sorride Maffi. Infatti, andiamo da lui nel suo Puccini Kebab dove trovo pure un suo uomo che sta facendo il pane. Roba da matti: in centro a Lucca vendono panini con baguettes congelate a 5.50 e lui fa un buon Kebab con pane della maison a 3.50 euri. Cominciamo a capire certe cose… e comunque per non sbagliare ce ne sbafiamo uno (in due!). Abbas sorride. L’analisi è facile. Il putiferio è nato perché i ristoranti e i locali dai prezzi troppo elevati rispetto alla qualità proposta sono rimasti al palo. Non c’entra nulla il kebab. Abbas osserva divertito: “E se un ristorante italiano si mettesse a cucinare riso alla cantonese o pollo all’orientale che succederebbe?”. Io intanto spazzolo il mio pezzettino di pane buonissimo e aggiungo una posizione alla mia personale classifica alla voce esotico, sottocartella Toscana.
Grano_Salis7.jpg
Qui chiude Maffi tirando la linea della somma. Il Grano Salis è posto validissimo, perfetto per tutti: famiglie con bambini, coppie, aperitivisti e faitard notturni. Non si usa per locali così, per solito, dare voti. Un riferimento bisogna darlo, e quindi noi ce ne freghiamo: 14/20, fritti esclusi (che la volta precedente erano di gran lunga migliori). Bravò ai proprietari, anche per il coraggio. Avercene.
 
virgolette_chiudi.jpgE un applauso sincero al kebab di Abbas: tifo (iamo) per lui e per tutti quelli come lui.
TESTI E FOTO VINCENZO PAGANO E GIANCARLO MAFFI

commenti 46

Ecco, approfittiamo pure di questi girovaghi finché il conto in banca glielo permette! :-)))
Direi che è proprio il genere di recensioni che io trovo interessanti (a parte i voti ma posso ignorarli): per scegliere dove andare a me è utile capire oltre ai piatti anche lo stile, l'atmosfera del luogo e l'attitudine di chi ci lavora.
Altro che Twitter! :-P

01 Giu 2009 | ore 09:13

Ah e poi finalmente, qualcuno che scrive con uno stile leggero e simpatico, invece di entrare nella parte del Grande Critico e poi affliggerci con la pesantezza! ;-)

01 Giu 2009 | ore 09:24

Complimenti alla strana coppia.

un appuntamento periodico con le avventure del duo non sarebbe affatto sgradito :-)

Noto con piacere/sorpresa che è la seconda segnalazione positiva "su Lucca" nel giro di trentun giorni

http://consumazioneobbligatoria.blogspot.com/2009/05/la-griglia-di-varrone.html

adesso ho tre indirizzi da provare (ci metto ovviamente anche Puccini Kebab)

queste recensioni (e questi ristoranti) sarebbero secondo me perfette per compilare una guida indirizzata ai NON FIGHETTI ;-)

01 Giu 2009 | ore 10:26

Rece piacevolissima, che si legge tutta d'un fiato. Complimenti alla Ditta M&P!
Se posso, prendendo lo spunto da "...i salumi sono di Ballardi (Garfagnana), Spigaroli (polesine parmense) e Paolo Parisi (cinta senese)...I formaggi sono di Guffanti, grande affinatore e ricercatore piemontese...", farei un'osservazione.
Mi piacerebbe capire perchè, come spesso accade, i salumi hanno un nome e cognome, mentre i formaggi sono resi anonimi, salvo il riferimento al grossista che li distribuisce. Vorrei ricordare che la qualità del formaggio dipende dalla qualità del latte da cui nasce e dalla capacità di chi lo lavora; il grossista/distributore non può influire su tale qualità, se non peggiorandola.
Sarebbe come citare Meregalli, a proposito di Sassicaia, anzichè il Marchese e i suoi collaboratori...

01 Giu 2009 | ore 12:19

Lo stile del nuovo duo (o vecchio?) e' decisamente interessante, divertente e lieve al punto giusto. Per il futuro consiglierei di evitare gli stereotipi un poco cattocomunisti del buon kebabbaro... Anyway, il piu' contento della recensione e' sicuramente Nicola Giannecchini, presidente dei giovani industriali lucchesi, e co-proprietario del locale, che si sta preparando ad esportare il format, oltre che il concept... Plauso mille all'architetto Firouz Galdo, ovviamente, che si e' occupato della progettazione.
Io ci sono stato sabato al Grano Salis, reduce da Anteprima: nel panorama non proprio encomiabile della ristorazione lucchese, il locale di Giannecchini e soci (a presto un camerale...) merita una sosta: asssssssssssssssssssssssssssssssolutamente.
A Gabbbbbbry consiglerei l'Antica Locanda di Meati, poco fuori le Mura urbane lucchesi. Un vero paradiso e i due proprietari leggono il Manifesto.

01 Giu 2009 | ore 12:22

definire Guffanti grossista/distributore è molto riduttivo e solo pensare che possa peggiorare la qualità dei formaggi che affina, sfiora l'offesa
credo che un salto ad Arona non guasterebbe
buon lunedì
oloap

01 Giu 2009 | ore 12:43

Nell'articolo non lo si scrive ma l'ideazione e costruzione gastronomica del Grano Salis è stata fatta da Dario Laurenzi, un nome conosciuto a Roma e che, penso, dopo questa performance, si accrediterà anche "all'estero" visto che oltre che a Lucca sta per curare l'apertura di un locale anche a Tirana.

01 Giu 2009 | ore 12:49

Ma il duo è "in esclusiva" del papero? :-) Lo chiedo visto il recente misunderstanding ;-) delle regole di pubblicazione della loro visita al Don Alfonso (di cui, se posso, sono un po' stufo di sentir parlare ;-) )

01 Giu 2009 | ore 13:08

Grazie a Federico per la segnalazione.

Una cosa che mi sono scordato di scrivere nel commento precedente è che proprio in questi giorni, ragionando con mia moglie, fantasticavamo sulla creazione di un "posto" che proponesse tutte le nostre "cucine preferite" (ristorante, trattoria/osteria, pizzeria, sushi... noi immaginavamo anche il kebab! ) e questo Grano Salis mi sembra essere la perfetta interpretazione della nostra fantasia, coincidenza curiosa :-).

01 Giu 2009 | ore 13:12

Il duo doveva esordire con quella recensione, poi l'incidente e ora il loro secondo servizio.
Esclusiva no, ma scrivere sul Papero è molto selettivo, fino ad oggi gli autori esterni sono stati solo due :-))

01 Giu 2009 | ore 13:15

Letta così, con dovizia di particolari, sembra il bengodi: qualità e libertà di scelta. Sarà stato il giorno feriale o la simpatica irruenza del duo M&P, ma tutta questa intercambiabilità io non l'ho vista: anzi, ma va detto che io ci sono stato di sabato sera, o vai in pizzeria o vai al bacaro, i menu sono diversi e dedicati, insomma non sembra possibile assaggiare da diversi menu o diverse locations, nessuno ti invita o ti propone di farlo, complice anche una certa inconsapevolezza del numeroso personale. Non ti accompagnano nel divertimento che sarebbe possibile, o sei preparato o via andare.
Il locale è effettivamente bello e caldo.
Sui fritti sono d'accordo, meglio solo due frittelle di baccalà e il fiore di zucca, piuttosto del "simpatico" vasetto; la pizza è buona, cornicione morbido, ma un po' troppo fine alla base; ottimo un gelato di crema "grano salis" con una graniglia salata che fa bel contrasto.
Purtroppo al sabato, e di questo gli architetti ne dovrebbero rispondere, dato il successo e l'affluenza, c'è un frastuono alla lunga insostenibile, purtroppo. Comunque ricapiterà, perchè il posto ha il suo fascino.
P.s oh, vi hanno fatto un bello sconto eh!

01 Giu 2009 | ore 13:24

Bonilli ma lei così ci rovina il campo!! :-)))
Già stavamo organizzando per Tirana dove Asia (Chirdo - responsabile risorse umane e start up di sala) volerà questa settimana per aprire uno spettacolare e lussuoso locale al roof garden e qualcos'altro a un piano inferiore. Maffi al solito si è interrogato su Tirana, ma io sono fermo da un lato sulla Grecia e dall'altro su Budapest. Oltre ovviamente a Bari e Gioia del Colle (dove ha rotto le scatole ai produttori di burrata locali, a nobili fini si intende).
Penso sia il caso di chiedere a Vignadelmar un'ospitalità (di piatto e di letto) in vista del prossimo traghettamento.

01 Giu 2009 | ore 13:27

Ho preso lo spunto da una frase della recensione, citata fra virgolette, per un'osservazione di carattere generale, a prescindere dalla Ditta citata. Se oloap considera offensivo (o riduttivo) grossista/distributore e preferisce l'eufemistico affinatore, niente in contrario.
Ribadisco però, che tale figura di operatore caseario, comunque lo voglia chiamare, può al massimo mantenere il livello di qualità raggiunto dal produttore (prima avevo scritto: non può influire su tale qualità, se non peggiorandola).
...un salto ad Arona non guasterebbe? Lo faccia Lei un salto da me, se vuol vedere come nascono e maturano i formaggi che fornisco, fra gli altri, a Carlo Cracco, al Pescatore, a Pinchiorri, alla Pergola...
cordiali saluti


01 Giu 2009 | ore 13:30

frequentato questo posto, mi sembra.

per la tua credo altrettanto lunga esperienza di ristoranti sai benissimo che il sabato sera qualunque posto presenta almeno lievi problemi e disattenzioni.

è altrettanto vero che le varie tipologie di ristorazione viaggiano senza"incroci" ma parallele ed è quindi vero che ad oggi se mangi al Bacaro pesce non puoi avere la pizza, per esempio.
ma credo che la cosa potrebbe essere corretta e comunque tu ,scarpato, che mi sembri abbastanza attento, saprai muoverti a tuo agio, giocando su piu' tavoli, come si fà alla roulette:-))
per quanto riguarda lo sconto, in verità come spesso succede in questi frangenti la gentile Asia voleva offrire, ma noi ,in cambio della massima agibilità -tavolo per 12-piatti da tutti i ristoranti- agibilità fisica ed assoluta per me e sono abbastanza invadente anche come fisico ecc., abbiamo ottenuto di poter pagare, seppur con megasconto(Pagano è napoletano :-))))))

01 Giu 2009 | ore 14:03

per questioni di spazio ho dovuto stringere su molte cose, formaggi compresi.
ma sappia, per quanto mi riguarda che io vivrei, di formaggi.
quindi mi dica gentilmente dove si trova lei.
obblighero' Pagano ad un surplus di chilometraggio .
tra l'altro avevamo già in cantiere mentale qualcosa del genere. ci sta solo facendo un assist.
e se poi non volesse pubblicità eccessiva veniamo anche senza scrivere e fotografare.
a noi, non so se si è capito, ce piace magnà:-)))

01 Giu 2009 | ore 14:10

Giancarlo "early bird" Maffi, dato che è (più o meno) dalle mie parti, posso fare la spia:
(Locanda della) Capreria Occitana, Via Nazionale, 370 / b, Abbadia Alpina (TO) 0121201139

01 Giu 2009 | ore 14:22

lo so bene che la Capreria Occitana è una cosa e Guffanti e compagnia affinante o maturante un'altra e che senza produttori a monte, non esisterebbe un Carlo Fiori a valle, ma ridurre figure come quest'ultima al mero ruolo di grossista/distributore per me ce ne passa.
sono straconvinto che quelli come lui piuttosto che Eros Buratti o Alberto Marcomini non si limitano a fare i pony express, a comperare oggi, porzionare stanotte e consegnare domattina, ma aggiungono valore a tanti formaggi che acquistano a un determinato punto della stagionatura e lo portano a maturazione. E acquistando in anticipo fanno anche molto comodo a tanti casari che incassano subito, fattore che ha una sua importanza tra l'altro nel garantire la produzione nel tempo.
poi è vero che i suoi formaggi signor Beda sono dei capolavori e come la Gioconda non possono essere migliorati, ma per tanti altri colleghi suoi, sicuro che un Guffanti non giochi un ruolo accrescitivo? possibile che tra un formaggio abbandonato in cantina e uno coccolato da mani e teste esperte, alla lunga non sorga una decisiva differenza a favore del secondo e che sarebbe carino riconoscerla?
a presto
oloap

01 Giu 2009 | ore 14:48

Questo è vero. Se arriva un gruppo, una parte vuole il pesce e un'altra la pizza/carne si devono salutare e andare nelle due zone diverse.

01 Giu 2009 | ore 14:58

Il locale ha un'idea multicanale come quello di alcune discoteche in voga negli anni 80. L'idea di cross-over è interessante per svariati utilizzi come la pausa pranzo. In questo caso è molto premiante perchè ti consente di essere frequentatore e di variare il menu ogni giorno per tipologia. Se poi si esce con una comitiva di amici e non si è pensato cosa si vorrebbe mangiare mi sembrerebbe un appuntamento casuale. E' come dire vado al cinema e poi davanti a un multisala ognuno va a vedere il film che vuole. Questo mi sembra un altro cinema ;-)

01 Giu 2009 | ore 15:10

Mah, non sono proprio sicurissimo di volervi in casa ;-D
In Osteria sicuramente vorrei avervi, così ci conosciamo, a patto che non si beva solo acqua altrimenti dopo 5 minuti vi sbatto fuori e poi andate a scriverlo dove vi pare...chiaro ???
Comunque il tono della forse troppo lunga rece è scanzonato al punto giusto e riesce a far percepire l'atmosfera del posto, bravi.
Attenti però a non diventare voi il centro dell'attenzione, il culto della propria personalità è prerogativa di noi Comunisti.

Ciao

01 Giu 2009 | ore 18:37

Azzz... vedo una Madama Veronica che gira voluttuosa col Manifesto nella mano destra (e nella sinistra il ramaiolo) in giro per i locali di mezza Italia: atttttttttention...

01 Giu 2009 | ore 20:15

Ebbravi Maffi&Pagano , ho sperato che tra i due ci fosse una quota rosa, poi "scandagliando" ho capito che si trattava di due ometti. Ma a parte la super hotties Cozzella, non c'è proprio speranza di "scoprire" qualche gastroreporter in gonnella ? Please... le ospito io più che volentieri. :)

Vuggì.

02 Giu 2009 | ore 10:50

Così com'è scritta, a me sembra una ricerca di una valletta che di una reporter! :-)))
Però mi piacerebbe un post sul tema: perché la stragrande maggioranza di recensioni sul web sono scritte da uomini? Perché noi non ci entusiasmiamo così tanto o ci stufiamo in fretta? Casualmente si aggancia a una riflessione che mi è venuta in mente cercando di rispondere proprio a Maffi&Pagano sulla loro recensione del Don Alfonso contesa tra Dissapore e Papero Giallo, quindi volendo è anche in tema...

02 Giu 2009 | ore 12:11

Come non credo alla migliore o peggiore qualità di una critica se si è pagato il conto oppure no, così aborrisco l'idea delle quote rosa che come dice gumbo finiscono per creare una sorta di riserva di caccia alle vallette/veline (anche se nel suo post si riferisce alla "inserzione" specifica). Conti e quote non mettono al riparo da errori e infatti sono costretto a registrare il "primo" di Maffi che nella scorpacciata di informazioni lucchesi è stato tratto in inganno dalle medesime origini sarde e dallo stesso trasloco romano dello chef e del gastronomo. Raffaele Piras non è lo chef, ma il gastronomo. Lo chef si chiama Fabio Licheri, anch'egli sardo romanizzato che ha fatto esperienza da Gusto a Roma. Maffi in questo momento è di nuovo a Lucca perchè voleva vedere ben incasinato il ristorante e l'autostrada e quindi la correzione va fatta a volo. Onde evitare che me lo avvelenino a fine pasto :-))))

02 Giu 2009 | ore 13:01

Posso solo dire BRAVI!

02 Giu 2009 | ore 14:37

sul web hai sicuramente ragione, gumbo.
pero' mi sono preso la briga di contare quante donne hanno collaborato e contribuito a redarre la guida del gambero rosso 2009: sono 25 + forse una( chiedo scusa ma Isao MIyajima mi è di difficile comprensione) su circa 90. un bel numero, mi pare.
e ben 20 sono le compagne della Cozzella, alla guida dell'espresso.
e non dimentichiamoci che una campionessa, e non solo di fotografie, esiste sul web e si chiama Sigrid Verbert.

02 Giu 2009 | ore 15:22

certo che la tua pensione è ben vissuta...ma stai attento che la liquidazione poi va dentro un buco nero...direttore che buco nero ha capito!!! birbone ;)))
si dice che il direttore abbia una valigia sempre pronta con una camicia spazzolino ciabattine da salotto una guida ristoranti la rivista del gambero rosso... qualche additivo che gli ha regalato adria;)) aspirina e gocce antiallergia al polline
anche questa volta ho scritto cazzate
che Silvio...ohhh Dio mi perdoni
comunque alle europee votate gente competente che si intenda di politica internazionale e che sappia difendere i nostri valori culturali ed enogastronomici
ciaooooo

02 Giu 2009 | ore 15:37

Io una teoria scherzosa ce l'ho :-) Molti enogastrofanatici sono, come dire, un po' sovrappeso ;-) per "necessità lavorative", quindi forse non molte donne sono disposte a rovinare la linea con questo lavoro.
Eleonora Cozzella e Sigrid Vebert sono belle e magre, grazie anche forse al loro metabolismo miracoloso :)

02 Giu 2009 | ore 18:30

Infatti non avevo mica scritto a caso "la stragrande maggioranza (e non il 100%) di recensioni sul web(non su carta) sono scritte da uomini". So' precisa io eh! :-)))
Anche cavolettodibruxelles io non lo definirei un blog di recensioni di ristoranti - nel senso che sono una delle tante cose presenti (stessa cosa in quelli di altre bloggheresse meno note) mentre di maschietti che si dedicano solo a quello ce ne sono molti.

02 Giu 2009 | ore 18:30

gli uomini degustatori sono dei martiri che pur ingrassando lasciano al futuro il segno della loro sapienza enogastronomica...vedi raspelli... le donne spizzicano come uccellini e sono grandi degustatrici di dolci e vini ma non le vedrò mai a fare tour per ristoranti e scrivere recensioni lasciano che scoppi il maschio...mica sceme

02 Giu 2009 | ore 19:17

Uh, da semplice aficionados della gastronomia mi permetto di ribaltare la teoria bressaniniana: 1,75 per 60 kg. e mangio più del Maffi (che non scherza, vi assicuro). Probabilmente è tutta una questione di metabolismo. Una volta si diceva che si consumava molto con il sesso: oggi questa teoria non trova più applicazione pratica... :-))

P.S. non sono il Romanelli che, dice lui, ha la pancetta...

02 Giu 2009 | ore 19:51

Caro Leonardo, sul sesso e la teoria che non trova più applicazione pratica ti prego di specificare che parli a titolo prettamente personale !!!
;-)
Ciao

02 Giu 2009 | ore 20:30

Ovvio, gli uomini si sono arrogati il diritto di giudizio anche in ambito gastronomico, alle donne lasciamo il gusto emozionale, empatico, quello da 'cosa c'e per dessert' e 'no.. non lo divido', il gusto che vira sempre sui passiti, quello del buono da far piangere, etc. Insomma storia vecchissima che investe tutti gli ambiti del sapere e della comunicazione, e vecchia come il mondo. Per esempio sui blog le donne fanno un passo avanti solo quando si tratta di 'scannare' o benedire qualche critico o ristoratore, quando si parla di tematiche tipo cibo-salute e cose varie. Ma anche qui forse e' solo una questione di statistica: quando ci si scanna su un ristorante i post piovono a catinelle e quindi per mezzo ci capita qualche critica 'in gonnella'. Certo continuare con questo linguaggio ammuffito e denigratorio non aiuta affatto. Vedi invece i blog di ricette: sono tutte li pronte a scriversi, rispondersi, lanciare gridolini di eccitazione per questa o quell'altra ricetta cioccolatosa o fragolosa.. Insomma ci siamo e ci hanno relegato nel 'ghetto' del dolce e del comfort food, e di la non si viene fuori. Quando si tratta di valutare, esprimere un concetto un'idea, ma dove siete?? Insomma la 'comunicazione eno-gastronomica' ha tendenza sessista, c'e' poco da fare. Senza parlare poi dello specifico 'enologico'. Sulle guide qualcuno si permette ancora di scrivere 'sentore maschio'.. e spazzatura del genere, vabbe' la e' anche questione di limitatezza di vocabolario e di mediocrita'..pero' c'e anche qualcuno che rilegge prima di publicare, o no?

Io mi propongo comunque per una spedizione-recenzione alla pizzeria di Villa Certosa. Purtroppo ho appena passato i trenta e non so che probabilita' ho di riuscire a passare il minorennometro..comunque anch'io se proprio mi ci metto, sono piu che passabile)). Io ci provo, mi siedo la' e ordino una marinara, e recensisco, da brava napoletana saccente (a ragione) in tema pizza. Magari mi spunta anche Apicella da dietro il ficus che mi canta 'torna a Surriento', e magari acchiappo anche il 'bonus velina' da spendere da Santadi.. Allora, qualcuno ha aderenze per arrivare al senile sciupa femmene a pua'?

03 Giu 2009 | ore 08:15

Una sessione con gastrofanatica convenzionale o non convenzionale (nel senso indicato) potrebbe essere un'idea se non fa scendere la media delle portate ordinate da Maffi :-))) Ma sarebbe gradita anche l'indicazione di qualche altro locale "multicanale". In Australia e a Londra ce ne sono? Se positivo, funzionano come il Grano Salis?

03 Giu 2009 | ore 12:12

Buonasera.... Chiedo venia a messer Maffi ed al canone per il contrattempo....
Locali multicanale: ma stiamo parlando di una devitalizzazione?
Mi attiverei per la perfida albione: anche se la tipologia di multicanalità non mi convince poi molto. Insomma, come si fa a far bene tutto? Però la si indaga! Se sentite il Direttore riferite che il Fat attende con ansia...

03 Giu 2009 | ore 12:54

...ma il multicanale del Grano Salis non è più o meno come Eataly - solo più infighettato?
(e ora chi lo sente il FdSG?) ;-)

@nadiap: condivido vari punti del tuo commento, ora sarei ancora più curiosa di leggere altri pareri di uommini. Auguri per l'incursione a Villa Certosa eh! :-)))

03 Giu 2009 | ore 14:18

Naaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa! Niente di tutto cio'! La multacanalita' del granello e' un'altra cosa. E se ne accorgera' appena ci mettera' piede cara Gumbo! Ed ho come la sensazione che...

03 Giu 2009 | ore 16:38

Paragone ardito, non fosse altro che per le dimensioni dell'area. E comunque la vendita al dettaglio a Grano Salis riguarda pochi seppur qualificati prodotti. Gli obiettivi sembrano diversi: piu' spostati sul ristorante a Lucca, maggiormente orientato alla boutique a Torino.

03 Giu 2009 | ore 16:41

Io pensavo esclusivamente al lato ristorazione non shopping. Comunque si vede già così che è diverso per tanti aspetti, ma l'idea di fondo - unico ambiente, più locali specializzati - a me sembra simile.
Anzi mi è venuto in mente che qualcuno mi ha parlato poco tempo fa delle Osterie FuoriPorta che se non ho capito male hanno un'impostazione multicanale. Ma...sono imparentate con Eataly pure loro!! :-)))

(FdSG: a Lucca è probabile che io passi, qualche volta, non mancherò di assaggiare e confrontare.)

03 Giu 2009 | ore 17:22

Gumbo lei è un mito: e mi faccia sapere, ci tengo assai, però....

03 Giu 2009 | ore 19:25

Gumbo, naturalmente a Lucca sarai ospite mia e del Maffi :-) ahò, ma te da sola senza la Band...

OT solo per Gumbo domani sera penne al pomodoro (e ci siamo capiti, senza aggiungere alcunché)

03 Giu 2009 | ore 19:53

Ehi calma, non sto ancora partendo...vi terrò informati (e senza band) ;-)
@Leo OT: qui penne stasera! (più tardi mail con breve riassunto)

03 Giu 2009 | ore 21:47

Alla fine siamo a Lucca... e domani si va a testare... :-)

06 Giu 2009 | ore 18:50

Bene, però servirebbe una dichiarazione giurata altrimenti non vale per le quote rosa :-))

gumbo non c'è? O ha convertito il nick?

06 Giu 2009 | ore 19:26

siamo al 20 di giugno. ci siete state oppure no? e se si che ne pensate?

20 Giu 2009 | ore 16:46

Sono stato al Grano Salis due settimane fa e volevo riportare un paio di appunti.


Sabato sera, il locale è diviso in due aree distinte ristorante/pizzeria, chiediamo se è possibile mangiare Pizza e Sushi (in barba a Giulia a noi piacciono entrambi) ma la responsabile di sala ci risponde che non è possibile e non si intenerisce neanche sotto pressante e supplicante richiesta, la pizza al ristorante non la portano ed il sushi pare che possa marcire se fatto arrivare dal bancone ai tavoli della pizzeria...


Optiamo allora per la pizza, abbiamo FAME dopo una giornata di mare, il sushi sarà la prossima volta.


La Pizza è buona, cotta alla perfezione, in particolar modo la pasta sembra ben lievitata anche se poteva essere tirata un po' meglio (troppo alta nel mezzo) ed il condimento non è all'altezza della base: la salsa di pomodoro anonima, la mozzarella "solo" più che sufficiente. Sono solo dettagli comunque perché la pizza è buona ma con poco potrebbe diventare superba.


Dopo la pizza abbiamo ordinato il dolce: mille foglie alle fragole per mia moglie, tagliere di salumi di cinta senese per me.


Il mille foglie è fresco, la crema potabile (come dice il buon Maffi) diciamo 6++, non mi riesce dare voti in ventesimi e faccio fatica anche con i decimi.


I salumi, tutti tagliati al coltello, sono serviti in un vassoietto d'acciaio adagiati sopra un foglio di plastica da salumeria. Niente piatto per poterli tagliare, niente pane d'accompagnamento incluso nel prezzo. Allora accettiamo il consiglio del cameriere e mi faccio portare una "focaccia".
Questo tagliere non mi convince del tutto: il salame ha la consistenza della plastica ed è assolutamente insapore, il prosciutto è buono ma un po' troppo salato, il lardo mi fa venire ancora sete adesso è salatissimo, la pancetta invece è superba da acquolina al solo ripensarci. La focaccia portata è cotta male e lievitata peggio, dentro è cruda e fuori è molto salata, abbinamento terribile con i salumi scelti già molto saporiti, dovrebbero proporli accompagnati da pane toscano sciapo, quello sì perfetto per poterli assaporare.

In Conclusione, il posto è bello e ci si mangia bene, con qualche aggiustamento può fare un bel salto di qualità, la prossima volta proverò il ristorante e mi potrò fare un'idea più completa.


Gli appunti che mi sento di fare sono questi: il pane ed il coperto sono compresi nel prezzo e non si pagano a parte ma il pane non lo hanno portano neanche ordinando un tagliere di salumi. Il servizio è attento ma va a scatti, aspettiamo 15 minuti seduti prima di ordinare ma le pizze arrivano in un batter d'occhio, quasi prima dell'acqua e della birra. Sul menu hanno tre birre e quindi ho ordinato una delle tre ma al tavolo accanto il cameriere ha proposto anche delle belghe non presenti sulla carta, se lo avessi saputo non avrei mai ordinato una peroni :-)


Ultimo consiglio unire i due locali ristorante/pizzeria! Non mi sembra lungimirante la scelta di avere due compartimenti stagni all'interno dello stesso locale. Va bene indirizzare la clientela in due zone diverse del ristorante (tavolata casinista a sinistra, coppiette innamorate a destra) ma bisogna lasciare liberi di scegliere tra i due menu.

25 Lug 2009 | ore 13:08

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