30
Giu 2009
ore 00:20

Mangiare a Roma: male e bene

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Gaia Giordano & Maurizio Santin

Maurizio Santin ha chiuso da alcuni giorni il Cuoco Nero e la discussione su come si mangia a Roma è subito ripartita per l'ennesima volta. Un po' stucchevole, a volerla dire tutta, e un po' ripetitiva anche perché fatta in prevalenza da "stranieri" che di Roma sanno poco.
A Roma si può andare in paradiso ma abitualmente si veleggia tra il purgatorio e l'inferno quanto a mangiare e su questo chiederemo magari una consulenza a Langone, specialista in belle messe, belle donne e recensioni controcorrente.
Già, perché bisogna andare veramente controcorrente per parlare di buona ristorazione perché la borghesia romana sul mangiare è rozza, ripetitiva e conservatrice e i gourmet sono pochi e considerati dei fighetti.
E allora la gente un po' normale dove va se vuole mangiare decentemente?
Al Cuoco Nero no, lo abbiamo scoperto in questi giorni, perché il buon Maurizio è un bravo pasticcere ma forse non è stato un bravo ristoratore.
Ai vari Sabatini a Trastevere, Bolognese a piazza del Popolo, al Moro di via delle Bollette, all'assurdo Maccheroni di piazza delle Coppelle, al politico Fortunato al Pantheon, alla Fiaschetteria Beltramme che è solo un nome e non lo storico locale, da Dante Taberna dei Gracchi, da Pierluigi di piazza De' Ricci e in un'altra decina di locali simili va la borghesia presenzialista e la fauna dei volti noti e non paganti della televisione e del cinema.
I buoni locali sono un'altra cosa e parliamo del Pagliaccio di Antony Genovese, di Arcangelo, di Glass della brava Bowerman, di All'Oro, di Roscioli, del San Lorenzo, del Giuda Ballerino nuovo, del Settembrini, di Acquolina, dell' Antico Arco, ma anche di Bonci e i suoi Pizzarium e Bir&Fud, di Sforno, di Mamma Angelina, Domenico dal 1968, di Che te ne sa che, pensa un po', sta alla Bufalotta.
Perché Roma è grande, enorme, ci vuole un'ora e mezza per andare da una parte all'altra e chi sta in un quartiere spesso cerca locali in zona e così sta sorgendo una ristorazione di quartiere e non per turisti, anche se gourmet, come al Pigneto, come alla Bufalotta, o a Roma Nord e molti indirizzi sono da scoprire, il tam tam è lento, i soldi pochi.
Ma fino al 15 settembre ha aperto, sotto il Ponte di Castel Sant'Angelo, Roche, un ristorante con la vista più mozzafiato e il Tevere a fianco by Fratelli Roscioli.
A Roma, non va poi così male :-))

FOTO SIGRID VERBERT

commenti 142

Il Glass a vicolo del cinque mi piace molto. Ne scrissi all'inizio del 2005 attratto dall'ottimo progetto di Andrea Lupacchini con il commento fotografico di Beatrice Pediconi.
Nel mio quartiere mi piace l'Ortica

30 Giu 2009 | ore 02:19

buongiorno direttore.... io nn son romana, vengo qualche volta come turista e grazie a qualche amico( non pochi veramente)ho conosciuto appunto qualche locale da lei citato in questa mia ultima fullimmersion gastronomica solo un giorno e mezzo. comunque nn mi son fatta mancare l'ostreia di san cesario, a detta di molti amici romani,non e' piu la trattoria di unavolta dal mio punto di vista, di foresta, ottima come ottima la cuicna, diversa dalla nostra, per me e' stata una piacevole scoperta invece, quello che per molti e' dato per scontato per altri e' davvero una novita, mai troveresti nei nostri ristoranti se non in una sagra di paese le lumache, l'arcangelo a pranzo, sempre un ottimo e reale punto di riferimento, piatti e servizio curati, nella loro semplicita, glass..... e che dire di glass talmente una bella scoperta da rimanerci male per non aver trovato nessun difetto in una cucina cosi diversa da quella proposta ( credo) solitamente in trastevere...altri locali nelle mie visite precedenti, pensi che ieri sera ricordavo con un amico della mia prima venuta a roma.. ehm.... 28 anni fa... corsetti, non so nemmeno se esiste piu,dove anche se nn mangio ovini perche nn mi piacciono, avevo mangiato l'abbacchio, sentendolo leggermente diverso dalla solita carne che mangiavo, attirata solo dal nome del piatto tra l'altro visto che l'ho finito mi deve essere particolarmente piaciuto, comunque se posso evito....leri parla logicamente di roma citta con un bacino di utenza tra turistico e residenziale immenso, io vivo e lavoro in liguria e mi creda anche se sono nel settore, (non sono una grande ), per carita quando qualcuno mi chiede dove posso cenare o pranzare a genova e dintorni mi trovo davvero molto in difficolta... nel ponente fortunatamente esistono alcune realta solide ma il resto e' molto fumo negli occhi..menu' con scritte infinite ma nessuna sostanza o qualita...comunque quando passa dalla liguria?

30 Giu 2009 | ore 07:40

confermo l'ottimo giuda ballerino, che pur essendo un ristorante "di quartiere", il quartiere in questione non è il mio ma la cena a mio parere val bene quei 25 minuti di raccordo (compensati poi, a differenza del centro, dalla quasi totale perdita di tempo per cercare un parcheggio). francamente faccio a meno della "passeggiatina" in centro a fronte di una cena come si deve.
nello specifico, materie prime di ottima scelta e una bella carta dei vini. viva i ristoranti "de' periferia" ma di qualità!

30 Giu 2009 | ore 10:06

Come suggerivo sul blog di Santin, sarebbe fantastico un angolo nero nel bianco dell'open colonna. Lo chef Antonello Colonna è eccellente in tutto, ma nei dolci Santin lo batte (secondo me, perdonatemi non sono un esperto).

30 Giu 2009 | ore 10:42

Maurizio chi?
Mirko chi?

30 Giu 2009 | ore 11:23

Riporto anche qui il commento che ho lasciato su Golosamente, il blog di Maurizio Santin e colgo l'occasione per manifestare la mia sincera ammirazione per Pierluigi, il quale sembra aver centrato in pieno il problema.

Trovo conferma di quanto immaginato. In giro su altri blog leggo illazioni e cattiverie: facile calpestare chi è caduto!!!

Utilizzo questo spazio per alcune ipotesi (solo pensieri miei!):
- viste le precedenti disastrose gestioni del ristorante in oggetto viene naturale pensare che il problema non sia lo staff di cucina, quanto piuttosto alcuni elementi di sala (che rimanevano invariati)e soprattutto la proprietà del locale, unica costante in tutti i disastri!
- per quanto ne so da profano, la società del ristorante non annovera tra i soci Maurizio Santin, il quale ha fornito la consulenza, il know-how e la brigata. Molte scelte di gestione ed econimche/finanziarie non dipendevano da lui, che comunque ne ha sempre brillantemente sopportato il peso

Rispondo qui anche a chi, con voce pseudo-autorevole, ha profuso malignità: la comunicazione data è assolutamente in linea con la realtà in quanto ha chiuso il ristorante, la collaborazione; mentre il nome/marchio Cuoco Nero rimane indissolubilmente legato allo Chef.

In definitiva credo che sia un atto di coraggio chiudere i battenti prima della bancarotta, anche a salvaguardia di chi lavora per nostro conto; in una società si dividono i meriti e le colpe, non credo abbia sbagliato solo Santin. Domandiamoci piuttosto perchè un locale così bello abbia sempre avuto vita sfortunata...chi è rimasto sempre presente nella varie gestioni? Forse gente improvvissata?

Scusate per la lungaggine ma non tollero che si spari a zero su ciò che non si conosce

30 Giu 2009 | ore 11:23

Proprio perché a Roma si sta sviluppando il fenomeno della ristorazione di quartiere sarebbe interessante avere le segnalazioni dei nuovi protagonisti, dei locali e dei cuochi che hanno puntato su questa nuova dimensione anche perché il centro di Roma è saturo e gli affitti, anche se c'è la crisi, sono insostenibili.

30 Giu 2009 | ore 11:26

Brava Valeria! Chissà perchè tutti parlano - male, bene, ecc - del Santin e suo staff e nessuno pensa che il ristorante possa essere chiuso per altri motivi... extraculinari!

30 Giu 2009 | ore 11:32

DICO PERO'CHE NON è CERTO UN MERITO GETTARE IL PROPRIO NOME E QUELLO DI UNA FAMIGLIA IMPORTANTE DELLA RISTORAZIONE ITALIANA IN PASTO A GENTE SU CUI PROBABILMENTE NON SI SONO CHIESTE NEANCHE INFORMAZIONI...........

30 Giu 2009 | ore 11:52

Grazie Alberto, ho solo esternato alcune considerazioni finora fatte in silenzio.
Secondo me tutti parlano di Santin perchè è facile centrare un bersaglio in vista, ben più arduo è mirare oltre la prima linea!
Lui ci ha messo la faccia e il nome (oltre alla conoscenza e bravura indiscutibile), gli altri ci hanno messo le mani senza sposcarsele! Perchè nessuno parla dei soci? Un'azienda/ristorante non è fatta solo di cucina, ma di tanto tanto altro.

30 Giu 2009 | ore 11:57

Proviamo a ragionare un momento.
Io conosco Maurizio da bambino perché conoscevo e frequentavo il grande ristorante dei Santin - senza la i finale - a Cassinetta di Lugagnano.
Quella dei Santin è una delle grandi storie della ristorazione italiana e Maurizio è uno che ha fatto 4 anni nelle grandi cucine di Francia a imparare il mestiere.
Ho in parte la "responsabilità" di averlo fatto trasferire a Roma chiamandolo al canale televisivo che dirigevo.
Maurizio a Roma ha fatto tv, ha insegnato e poi si è voluto misurare con la ristorazione, coma da tradizione familiare.
Sbagliando però i soci, capita, io sono l'ultimo a potere fare critiche su questa materia :-((
Proprio perché la chiusura ha cause extra gastronomiche ovvero le ha ma solo indirettamente, Maurizio riprenderà a settembre il suo lavoro, aprirà un altro ristorante Cuoco Nero, penso con la stessa squadra, Gaia Giordano in testa, ovviamente in un'altra location.
Gli dico in bocca al lupo e dico anche che non c'è mai da godere quando qualcuno chiude.

30 Giu 2009 | ore 12:03

E' bene quando una ristorazione locale mette da parte un pizzico di omogeneità - lasciando spazio a declinazioni creative differenti, anche da zona a zona...

30 Giu 2009 | ore 12:07

E SONO NESSUNO IO?!?

30 Giu 2009 | ore 12:21

Rientro in Versilia dopo il w.e.: e trovo il disastro di Viareggio, bimbi arsi vivi, una specie di catastrofe. E mi rendo conto che il mio Corton, Romano, il tempura, il Forte, Lorenzo, il Fat Duck, Pierangelini o Ducasse ma anche Roma ed i suoi puttanieri oggi mi vanno un po' stretti. Scusatemi.

30 Giu 2009 | ore 15:06

Buonasera Stefano, questa tua lista ci riconcilia (!)
Anche se c'è un nome che in passato ci ha trovato in disaccordo, e altri due che potrei stroncare facilmente (ricordi? Io dico che forse a te sul piatto arriva sempre il massimo) noto con piacere che le mie hit coincidono con le tue. Bella soddisfazione per una semplice appassioanta no? Ah dimenticavo: domenica sera ho assaggiato le cozze di Fausto, a Sperlonga... avevi proprio ragione. A titolo di cronaca, per me L'Acquolina è in questo momento al top. Ciao,

30 Giu 2009 | ore 15:45

Difficile tornare in tema dopo il commento di Federico su una catastrofe così più grande di quello di cui stiamo parlando, ma ci provo lo stesso.

Il problema di Roma, capitale con 2,7 milioni d'abitanti è evidenziato, in modo chiaro, proprio nel post di Bonilli.
I locali interessanti sono praticamente quelli (quanti sono, 15?) che citava lui, con l'aggiunta di una (1) pasticceria e qualche gelateria.
A Parigi, Londra, per non dire Tokyo o New York, ne aprono a stagione, di interessanti, un numero superiore; così come risibile è lo stesso numero se confrontato con quanti sono i locali di nessun interesse (a dir bene).
D'altronde siamo sempre gli stessi e ci diciamo le stesse cose da tempo.
Guardavo ieri su Tv5 Monde un servizio sul concorso per i Meilleurs Ouvrier de France e bastava poco a capire che, anche nella paludata tradizione, siamo lontanissimi; servizio seguito da un altro sul bravissimo Enrico Bernardo che, guarda caso, è diventato una celebrità oltralpe (qui, a parte i soliti, sarebbe considerato un "cameriere che capisce di vini")

30 Giu 2009 | ore 15:48

Siamo sempre gli stessi? Dal 2004 non so quante volte ho discusso di queste cose ma qualcosa è cambiato - se non lo pensassi smetterei subito - e sono molti i giovani che stanno maturando.
I più intelligenti lo fanno all'ombra di cuochi affermati e in cucine di grido, d'altronde chi conosceva il giovane cuoco che ha lavorato nel primo Pinchiorri a Tokyo? Era un certo Genovese e sempre a Tokyo ha lavorato un certo Crippa e quindi immagino che in questo momento una serie di giovani stiano affinando le loro capacità in giro per l'Italia e per il mondo.
E anche a Roma, dove la crisi c'è e si vede e si sente, si muovono i giovani, con fatica perché è un mercato pigro ma rispetto a cinque anni fa mi sembra un panorama migliore.
O almeno lo spero :-))

30 Giu 2009 | ore 16:04

Caro Bonilli,
anche se abbiamo avuto talvolta punti di vista differenti, non posso che confermarle la gratitudine per le scoperte fatte grazie al Gambero di un tempo (il confronto con l'attuale la dice tutta) e la passione che ancora ci mette.
Forse sono io pessimista e, non avendo dati puntuali, mi fido delle mie impressioni.
Alcune recenti (che spero davvero siano smentite da altrettante, o più, positive, sue):
- incontro per caso sempre gli stessi clienti nei posti tipo 00100, Cristalli, Bir & Fud, Arcangelo. Spesso sono proprio i proprietari di questi stessi posti (es: Arcangelo). E temo che una rete così ristretta non si autofinanzi.
- "il mio gelato naturale", che avrà prezzi assurdi, avrà un proprietario sui generis, ma fa un gelato strepitoso è SEMPRE vuoto (gli scontrini di sabato sera estivo raramente arrivano a 10). Un pubblico di nicchia di, non dico molto, 50 persone al giorno d'estate sarebbe impensabile non trovarlo, in altre capitali, con quella qualità
- sabato scorso a pranzo, in quel di Rivisondoli, in un bistellato dove si spendono meno di 100 euro a testa (e si mangia splendidamente) a un'ora e mezza da Roma, in un week end lungo per i romani, c'erano tavoli vuoti (e nel tavolo accanto al mio lo stesso signore, solo, trovato l'anno scorso)

Spero migliori anch'io, mi creda e...teniamo duro

30 Giu 2009 | ore 16:53

caro direttore, trovo che la tua lista sia condivisibile... Hai dimenticato qualche indirizzo che so che conosci, quindi alla tua ottima lista mi permetto di aggiungere qualcosa: Armando al Pantheon (l'ultima trattoria del centro di roma), Green tea (non il solito cinese), Hasekura (da tempo semplicemente il miglior giapponese in città), Sodukhai (una strepitosa trattoria thai a monteverde), la Gatta Mangiona ( con il fratello Sforno le migliori pizze in città e non solo), checchino (un grande classico tornato in gran spolvero), i primi che mi vengono in mente... Quello che manca sono posti nuovi interessanti, spero che questo post possa aiutarci a trovarne qualcuno...

30 Giu 2009 | ore 19:15

Ps domenica a pranzo nel medesimo bistellato, la situazione non cambiava, due tavoli e come sempre un pranzo meraviglioso...

30 Giu 2009 | ore 19:17

Solidarieta' a Maurizio e al suo staff.....

30 Giu 2009 | ore 19:19

l'è dura , l'è dura.

30 Giu 2009 | ore 19:22

non li avevo dimenticati ma speravo che come te altri intervenissero a completare una lista che tra centro e periferia non va oltre la trentina di locali di vario livello e costo.
tra l'altro non ho messo Beck perché lo considero fuori gara, ma c'è in qualunque lista si faccia.

30 Giu 2009 | ore 19:23

l'assenza di Beck l'avevo compresa, il suo campionato è il mondo... ;-)

30 Giu 2009 | ore 19:27

@ Alesssandro :Settimio al pellegrino :-))))))imperdibile.......ed aggiungerei a'ciaramira a via natale del grande.

30 Giu 2009 | ore 19:34

Mi dispiace molto! Conosco bene entrambi, di Maurizio sono amico e collega, per quanto riguarda Gaja, oltre che a esserele amico, posso forse vantare di essere stato il primo a mostrargli come si teneva in mano un coltello in una cucina professionale.
Stimo molto entrambi e sono piu che sicuro che presto li ritroveremo dentro qualche cucina a far parlare di loro.....e BENE!

Fabrizio Fatucci

PS. A me piace molto anche L'OFFICINA DEL GUSTO a via Flaminia Vecchia

30 Giu 2009 | ore 20:07

L`ultima volta che sono stato a Roma (l'anno scorso) ero ospite di alcuni amici, quindi sceglievano loro le trattorie, ricordo solo "l'incubo" della bieta, ovunque andassimo c'era. A bieta, a bieta, sempre " a bieta", me la sognavo di notte.

30 Giu 2009 | ore 20:51

E qualcuno osava parlare male di Bologna la grassa...

30 Giu 2009 | ore 23:24

per nico: mirko moglioni, ex al ceppo, attuale chef dell'antico arco

30 Giu 2009 | ore 23:48

solidarietà e un grande in bocca al lupo al grande Maurizio Santin, mio superlativo Maestro, per un ritorno alla grande spero sempre in quella zona (ove abito)
ps: un saluto a Fabrizio Fatucci, altro mio Maestro di grande competenza e simpatia.

01 Lug 2009 | ore 10:10

Roma:

L'officina dei Sapori - Via Flaminia
Cucina interessante con qualche slancio verso l'innovazione. 45 €

Manali - Viale Avignone
Ristorante curato in una zona di scarso appeal. Buona cucina, piccola ma interessante la lista dei vini, servizio curato e gentile. 40 €

Osteria della Gensola - Piazza della Gensola
Trastevere per i non turisti, solida cucina soprattutto di pesce, servizio giocoso e informale, alcuni vini interessanti. 50 €

Arancia Blu - Via Prenestina
Vegetariano con ottima cucina che non fa davvero rimpiancere l'assenza della carne, diverse serate di musica e degustazione di vini, locale piacevole con buono spazio all'aperto, bel sevizio, Cantina studiata e con il giusto ricarico. 40 €

Poi ovviamente 'Gusto per l'ambiente, Casa del Jazz per il Bruch la domenica, Il Giuda Ballerino.

Dal Cuoco Nero ci sono stato solo una volta, mi è piacuto molto lo stile dei piatti. Forse per la troppa attesa sono rimasto un po' deluso dal dolce. A Settembre lo aspetto nel nuovo ristorante.

Migliore scoperta dell'anno:
Osteria del Glicine - Cernobbio - Como

Migliore cena dell'anno:
Locanda della Tamerice - Ostellato

01 Lug 2009 | ore 10:53

Interessante la segnalazione del Direttore, per quanto io possa condividere la indicazione dei posti dove certamente si mangia meglio a Roma, condivido poco la perplessità e le motivazioni sugli altri. Ritengo che per ogni grande ristorante ci voglia un porto di mare. La mia è una considerazione legata agli equilibri dell'offerta. Se dovessimo sommare i coperti di Glass, Pagliaccio, Alloro e Giuda Ballerino saremmo ancora sotto i caoperti complessivi di Pierluigi. Anche questo è un problema. Condivido il punto di vista di Alessandro Bocchetti e le sue segnalazioni. Credo che non ci sia nulla di male ne commercialmente ne eticamente parlando nel condurre un ristorante che io definisco "Porto di mare" si può discutere sulla qualità della proposta ma non credo sia necessartio entrare nel merito di chi siano i frequentatori e i motivi che gli spingono a frequentare l'uno o l'altro posto. Le segnalo che i Gastrosnob stanno scomparendo.

01 Lug 2009 | ore 13:15

Grazie per aver scritto a riguardo. Proprio di oggi e' la notizia della coppia che ha pagato 570 Euro per una cena a via Zanardelli (http://roma.repubblica.it/dettaglio/articolo/1664777)
Mi dispiace per il cuoco nero, ero andata di recente e lo avevo trovato buono, diverso, una boccata d'aria.

Ora vado alla ricerca di altro. Grazie mille

01 Lug 2009 | ore 14:44

Mi riferisco al ''Passetto'' ed al pezzo di Repubblica: mi torna in mente la polemica sul conto salatissimo pagato da un noto imprenditore in uno stra noto ristorante milanese dove l'oggetto del contendere era la bianca trifula...

01 Lug 2009 | ore 17:10

In quel caso però sembra che il noto imprenditore nel noto ristorante si sia fatto grattuggiare qualcosa come 4 etti di trifula al non proprio popolare prezzo di 10€ al grammo :-) Immagino che i poveri giapponesi abbiano pagato circa 700€ (mancia e servizio compresi, badate bene) per due carbonare e due abbacchi...

01 Lug 2009 | ore 17:45

Immagini...
Ecco il problema: scrivere senza conoscere. Ma e' giornalismo quello di Repubblica? Perche' non e' stata pubblicata, ad esempio, la copia della ricevuta fiscale??? Chi ci dice che i due clienti giapponesi non abbiano consumato una bottiglia di Sori Tildin in carta a 400 euro?

01 Lug 2009 | ore 18:03

Il Messaggero ha chiesto spiegazioni al ristoratore:
http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=64151

01 Lug 2009 | ore 18:21

Un minimo di fiducia nella stampa ce la posso anche mettere... la cosa certa é che c'é stata una chiusura e una denuncia per truffa. Purtroppo non credo che nessuno possa verificare direttamente quanto accaduto. Il Corriere comunque parla di "due antipasti, due primi, due secondi, due coppette di gelato". Per quel che mi riguarda se un cameriere propone una bottiglia da 1000€ senza informare il cliente o presentargli la carta dei vini penso che si palesi comunque il reato di truffa. Ma se c'é qualche avvocato chiederei lumi :-)

01 Lug 2009 | ore 18:23

Se la cosa fosse successa (come la descrive il ristoratore al Messaggero) a Parigi o a Londra il conto sarebbe stato 3 volte tanto.

01 Lug 2009 | ore 18:25

Leggendo Repubblica si parla bene di un certo Al Passetto, nelle vicinanze di Piazza Navona...
Meta preferita di turisti giapponesi che lasciano laute mance...

Se avete letto la notizia capite come al peggio non ci sia mai fine davvero.

01 Lug 2009 | ore 18:29

Scusate la notizia era già stata citata più volte.

E perchè mai dovrei dubitarne?
Si dice che la Polizia abbia accertato che il conto non avrebbe dovuto superare i 60 euro...
E del resto un posto dove si auto accreditano la mancia sulla carta... indifendibile.

01 Lug 2009 | ore 18:34

Dalle dichiarazioni sul Messaggero del ristoratore non sembra che la cosa sia andata esattamente come sostenuto dai denuncianti...
Poi tutto e' da vedere...

01 Lug 2009 | ore 18:40

federico di san giorgio non ho capito se stai difendendo i115 euro di mancia che si sono presi senza autorizzazione o altro.
Un ristorante che fa questo gesto, a tuo avviso, ha ancora dei margini per essere difeso?
Come vedi non ho nemmeno sfiorato il conto del pranzo in se, non ce n'è bisogno, basta la ricevuta della cc

01 Lug 2009 | ore 18:53

Su Dissapore hanno recuperato le copie dello scontrino e della ricevuta della carta:

http://img407.imageshack.us/img407/4917/scontrinoo.jpg

http://img34.imageshack.us/img34/1241/rics.jpg

01 Lug 2009 | ore 19:22

Io non sto difendendo nessuno... Io sto semplicemente ai fatti, alle dichiarazioni, a quello che ha detto l'uno ed a quello che ha risposto l'altro. Non credo che nessuno QUI sia nella condizione di esprimere condanne inappellabili: visto che nessuno di NOI era presente. Cio' premesso, sono convinto che spesso da parte dei ristoratori ci sia ''furbizia'' nell'approciare i clienti, soprattutto stranieri.Ma sono anche convinto che altrettanto spesso da parte degli avventori ci sia pressapochismo. Qualche sera fa in un noto ristorante dell'Arcipelago toscano siedono al tavolo accanto a quello che occupavo io con degli amici due coppie milanesi. Ordinano con fare spavaldo del pescato al sale, delle catalane e ''ostriche, ma di quelle francesi, come piovessero'' con patate fritte (mon Dieu...) e ''del Cervaro ghiacciato e che sia del 2008'' (mon Dieu bis). Arriva il cameriere, delizioso, che si scusa se in cantina ci sono esclusivamente le annate '04 e '05... Una delle ragazze dice all'accompagnatore ''ma dove ci porti.. e vada per il 2005'' ed inizia la cena. A fine serata al quartetto meneghino arriva un conto di 500 euro: e si scatena la guerra... ''Ma io la denuncio, io chiamo il 177, ed io chiamo il 169, ed io chiamo mio zio abate, ma non sa chi sono io'' e avanti Savoia. Il patron del ristorante ha chiamato i Carabinieri...
Consumate: quattro catalane di sparnocchi, aragostelle e gamberoni a 40 euro il piatto, due dozzine di ostriche per 48 euro complessivi, pesci del giorno come indicato in carta a 60 euro al chilo per due chili, 4 bottiglie di Sanpellegrino a 3 euro l'una, 5 dolci a 5 euro l'uno, 3 bottiglie di Cervaro della Sala del 2005 in carta a 45 euro. Fate voi il totale.

01 Lug 2009 | ore 19:52

Per quanto riguarda la ''mancia'': da grande utilizzatore di rettangoli di plastica... so perfettamente che per aggiungere il tip ad un conto occorre farlo in modo consapevole. A meno che il ristoratore non lo abbia aggiunto direttamente al totale: ma allora non risulterebbe come ''mancia'' sullo scontrino rilasciato dalla macchinetta...
Un discorso diverso potrebbe essere se ''la gabella'' del 20per100 non fosse per la voce servizio: voce spiacevole, ma se indicata chiaramente sulla lista, chi puo' sollevare lamentele? A parer mio i due turisti giapponesi hanno peccato di pressapochismo: avrebbero dovuto chiedere la carta, avrebbero dovuto chiedere il costo delle singole portate. Perche' vergognarsi di chiedere? Del resto credo che il ristorante. del quale non ricordo piu' nemenno il nome e che non rientra nelle mie frequentazioni, avra' avuto il menu' esposto all'esterno del locale: anche perche' da quel che ho letto nei vari pezzi giornalistici non mi risulta che sia stato multato per la mancanza esposizione del listino prezzi...
A questo punto,e sulla base della ricevuta fiscale emessa dal ristoratore, mi fa specie che l'Associazione dei Ristoratori, o come diavolo si chiama, non sia intervenuta a difesa di quel Signore. Poi che l'Asl lo abbia fatto chiudere per non so quali motivi e' tutta un'altra storia.

01 Lug 2009 | ore 20:04

La serata doveva essere noiosa visto che ricorda per filo e per segno quanto mangiato, commentato, pagato dai vicini di tavolo...purtroppo, con simpatia le dico, che difende l'indifendibile e che purtroppo da vari secoli la fama di furbetti che ci accompagna non si smentisce mai. Chi mi conosce sa che rifuggo dall'amore esagerato tutto italico per la Spagna che é tutto meno che il paese della perfezione, ma comunque cose del genere qui non capitano né fatti che non vengono denunciati ma che sono piccoli furti quotidiani come i 7 euro per un caffé in Piazza della Signoria, le cioccolate a 12 in Piazza San Marco, i limoncelli a 8 euro al bicchierino nella piazzetta di Capri...finché non ci libereremo di questo tarlo, ma bisognerá aspettare le generazioni successive alle nostre, l'apertura mentale degli italioti quadricolati, la mescolanza delle razze, non faremo che continuare a perdere turisti...

01 Lug 2009 | ore 21:00

invece io preferisco attenermi ai fatti, e i fatti, appunto, cosa dicono? che c'è uno scontrino da 579,50 euro di pasto e una ricevuta di carta di credito di 695 euro. In base a questa prova le forze dell'ordine hanno ritenuto di intervenire. Che poi le stesse forze dell'ordine abbiano trovato che un ristorante così rinomato da far pagare per un primo piatto (per quanto succulento) più di 100 euro avesse una situazione antigienica e di sporcizia tali da renderlo inagibile, lo stabiliranno le eventuali perizie.
Però diciamocelo, per 579,50 euro io mi aspetterei un ristorante con la cucina in ordine, come minimo.
E questo è quanto riguarda il conto e l'intervento dei carabinieri.
Adesso parliamo un po' del malcostume di prendere per fesso ogni turista che ha la disavventura di sbarcare qua. A parte il fatto che se a me presentassero un conto di 579,50 pretenderei, incluso nel servizio un pediluvio pre-pranzo, una manicure, un addetto ad imboccarmi quel famoso primo succulento ed un altro a farmi fresco. Ci starebbe dentro anche uno spettacolino di lapdance, ma quello, diciamo, che lo lascerei di mancia. Dicevo a parte il particolare di prezzi leggermente fuori dal mondo civile (e normale) perchè uno per pagare quei conti come minimo deve rubare ad altri o fare il politico (ch'è uguale), però ce lo vogliamo dire che un pincopallo che ne viene dall'altra parte del mondo non è tenuto a sapere che l'Italia è il paese dei puttanieri e dei lestofanti? Magari l'ingenuo giapponese li ha pure letti i giornali, ma può pure essere che abbia deciso che mica sempre raccontano la verità ed abbia voluto dare a quel ristoratore un credito di fiducia che si è rivelato immeritato.
Non è il primo caso di truffa in Italia, in genere si preferiscono gli stranieri per una questione di lingua (e conseguentemente per l'eventuale alibi, di fronte ai carabinieri, di un ipotetico fraintendimento) ma vorrei che fosse chiaro che il cliente ha tutto il diritto di essere ignorante (da cui il pressapochismo) sta alla serietà del ristoratore renderlo edotto e cosciente. Non solo per il valore dei prodotti che andrà a mangiare ma anche per il loro valore commerciale.

01 Lug 2009 | ore 23:28

E caro il Signor Gigio, la serata non era noiosa, anzi... In ogni caso, i 7 euro per un caffe' in piazza della Signoria, da Rivoire, son anche pochi: considerato quando paga d'affitto il titolare. Del resto non mi pare che il medico ordini di bere il caffe' seduti da Rivoire...Idem a Venezia. Il bello, la storia, la tradizione...Tutte cose che, giustamente, si pagano. Vado spesso da Rivoire ed il caffe' al bancone costa come in qualsiasi bar: poco piu' di un euro. Se poi uno volesse sedersi in una delle piazze piu' belle al mondo paga. In compenso in un qualsiasi Caffenero a Londra un caffe' imbevibile costa due sterline. Ribadisco il concetto: nessuno obbliga nessuno a sedersi in piazzetta a Capri. A Procida il limoncello costa meno.

02 Lug 2009 | ore 00:43

Cara Fiordisale la disinformazione galoppa... Intanto lei sta facendo confusione, e molta! I turisti sisono rivolti alle forze dell'ordine le quali hanno raccolto una denuncia. Si vedra' il giudice a chi dara' ragione. O e' suff il giudizio suo e dei giornali? Qui si scherza davvero! Poi e' intervenuta l'Asl (che non son le forze dell'ordine...) e' ha dato via ad un fermo amministrativo sulla base di alcune rilevanze. E su questo non discuto nel modo piu' assoluto! Se han trovato schifezze bene han fatto a chiudere. Anzi: dovrebbero ritirare la licenza.
Per il resto evito ogni commento perche' si commenta da sola...

02 Lug 2009 | ore 00:51

immagino che l'asl l'abbia chiamata l'uccellino, vero? Può essere che mi commenti da sola, ma pure lei non scherza.

02 Lug 2009 | ore 01:15

Ovviamente l'Asl e' stata sollecitata dalle Forze dell'ordine, madame... Io mi sono semplicemnte soffermato su alcune incongruenze. Ma proprio lei che nel suo bloggo ce l'ha tanto con il tappo-papi, come fa ad esprimere le sentenze che ha espresso? Questa e' la domanda che marzullescamente mi son posto...

02 Lug 2009 | ore 01:25

Ma tu guarda,
http://www.anticaosteriadelponte.it/sito/ita/micro_menu.html
all'osteria del ponte, del neo cavaliere dell'ordine del merito, si riesce a mangiare dignitosamente, in 2, con una cifra attorno ai 205 euro. Con un po' di fortuna potrebbe essere che abbiano la cucina perfettamente in ordine!
federico di san giorgio pensi neanche questo ho letto sui giornali, è solo un fatto. Anche questo, intendo.
:-)))

02 Lug 2009 | ore 01:38

non ho frequentazioni marzullesche, mi duule non poterle essere d'aiuto, io non ho espresso sentenze, legga meglio, ma ho solo esposto fatti, cioè il richiamo agli scontrini. il resto, separato dai fatti (il punto c'era, l'ha notato, si?) erano mie considerazioni generali sul rapporto qualità/prezzo e sul presunto pressapochismo dei clienti. Sbaglio o è stato proprio lei che ha sentenziato del pressapochismo per quei due?
Appena può, quando riterrà, con tutta calma, (sissamai non vorrei affaticarla), mi spieghi il nesso tra la mia avversione per puttanieri anziani e il contesto su cui si stava discutendo, grazie per la benevola pazienza :-)))

02 Lug 2009 | ore 01:44

Guardi Signora, a Cassinetta ci pranzavo con i miei genitori 30 anni fa, per cui...
Ma lei, e tanti altri come lei purtroppo, continua a fare demagogia. Contenta lei!

02 Lug 2009 | ore 01:45

noto che sfugge ai quesiti. Accidenti, non vorrà mica che a 'st'ora vada a disturbare D'Avanzo con altre ten new question, eh! essu annamo

02 Lug 2009 | ore 01:49

La sua avversione per gli anziani puttanieri e' da me condivisa: cio' non toglie che poco c'entrava coi suoi commenti. Lei ha espresso dei giudizi, non ha raccontato dei fatti, mi spiace. Come i fatti non sono stati raccontati dai giornali. Il fatto e' che due turisti vanno in un locale ''di tono'' e senza chiedere un prezzo fanno fare al cameriere mangiando non so quane portate... Viene portato un conto, viene pagato, viene strisciata una carta dando pure l'autorizzazione all'addebito di una ''tip''. Questi sono i fatti. I turisti insoddisfatti si rivolgono al commissariato di polizia che compila una denuncia per truffa. Il commissariato (osa che viene fatta di routine) segnala il caso all'Asl che procede.
Questi i fatti: il magistrato valutera', forse si arrivera' ad un processo ed allora si potra' discutere.
Questa e' democrazia: il resto e' aria fritta.

02 Lug 2009 | ore 01:56

quindi lei è abituato ad avere scontrini di carte di credito incongruenti rispetto ai conti? Ommioddio, ma che genere di locali frequenta? :-P

E non ci metta sempre di mezzo papi, che proprio non c'entra... almeno in questa vicenda, in tutte le altre si, persino la caduta dalle scale di mia nonna gli attribuirei, ma nel locale non c'era, di lui forse c'era quella certa filosofia a voler pigliare per fesso l'interlocutore, dando sempre per scontato di avere di fronte, giust'appunto, un fesso.
Ha educato un'intera generazione con questa filosofia, quindi è equamente suddivisa tra fasce sociali e categorie professionali, probabile che sia pure tra ristoratori furbetti, le pare?

02 Lug 2009 | ore 02:06

Guardi che ''papi'' lo ha messo di mezzo lei....
Sul discorso carta di credito: lei le usa? Suppongo di si. Non puo' sussistere incongruenza: le mance sui terminali pos vanno inserite separatamente! Tra l'altro, escludendo le carte emesse in Italia, normalmente (anche Amex) i terminali chiedono al cliente la digitazione del Pin... E se non lo si digita l'operazione non va a buon fine. e quando digito il Pin mi compare la cifra che mi verra' addebitata... Per cui...

02 Lug 2009 | ore 02:11

Senta mi ha dato della disinformata, della demagoga e se aspettiamo ancora un po' mi imputerà pure la pendenza della torre di Pisa, prima di farci ulteriori figure guardi meglio questa foto, il secondo scontrino, plis.
noterà che è un totale di 695 euro, ovvero cresciuto rispetto al primo quel famoso 20% di mancia carpito indebitamente.
Buona visione e buona notte

http://images.corriere.it/Media/Foto/2009/07/01/SCONTRINI.jpg

piesse, mi riduole dirle che io parlavo di generici politici ladri, nel primo intervento (se non ci crede si rilegga il tutto), il papi ce lo ha messo di mezzo lei.
ma non gliene voglio e mi accodo nell'associazione.

02 Lug 2009 | ore 02:29

''che l'Italia è il paese dei puttanieri e dei lestofanti?''
lo ha scritto lei, non io: e mi sembra un chiaro riferimento a quel signore...
Per quanto riguarda lo scontrino dell'American Express, che non avevo ancora visto, non fa che suffragare quel che ho sempre scritto... E' riportato un importo, poi e' aggunta un ''tip'' e poi e' indicato il totale. Ma lei crede che una operazione di questo genere possa essere fatta in automatico senza che il proprietario della carta ne sia a conoscenza???
Vedo ora anche la ricevuta fiscale: e continuo a ribadire che non mi scandalizza. Dipende da quello che i signori hanno ordinato o che hanno accettato di farsi servire. Infatti son certo che il ristoratore Fioravanti, leggo sulla ricevuta il nome, non verra' condannato.

02 Lug 2009 | ore 04:29

E senza acrimonia, chi leggera' i nostri rispettivi interventi potra' farsi una opinione: su chi sta sostenendo una tesi che fila e chi continua no. Poi che il signore in oggetto sia un lurido (lo dice l'Asl a quanto pare), molto pobabilmente e una certezza. Buona notte anche a lei.

02 Lug 2009 | ore 04:34

Buondi'!
Secondo me in realtà non c'è conflitto: una dice che è una schifezza, l'altro che la schifezza è stata accettata ovvero firmata. Sono d'accordo che è una schifezza (perché al limite posso accettare un 20% di servizio, ma mai di mancia "di default"!), ma sono d'accordo che se la firma è stata apposta, forse ci sarà assoluzione....

02 Lug 2009 | ore 05:21

Passando ad altro, e parlo della tragedia di Viareggio, non so se si e' fatto caso a quello che dice oggi Rainews24: Matteoli, nessuna anomalia al convoglio e la Procura, chiaro segno di corrosione...
Chi ha ragione?

02 Lug 2009 | ore 08:41

Trovo assolutamente onesto un prezzo di 35 euro per una degustazione di 4 vini come quelli... anzi direi davvero appetibile!!

02 Lug 2009 | ore 08:47

Si scatenerà la solita guerra di perizie e controperizie.
E considerata la velocità dei processi in questo paese... i bimbi rimasti orfani diventeranno adulti prima di veder un responsabile condannato, se mai ce ne sarà uno.
Intanto la società proprietaria del carro ha dichiarato che era ''nuovissimo'' e che le cause vanno ricercate altrove.
La compagnia proprietaria del carico ha dichiarato che la manutenzione era stata demandata ad una società di Trenitalia...
L'AD Moretti ha detto che i nostri carri sono i ''più sicuri d'Europa'' e che quel carro era ''straniero'' (e quello di San Rossore, e quello di Vaiano? Tutti extracomunitari?).
6 anni per una revisione su materiale rotabile che fa decine di migliaia di kilometri con tonnellate di carichi... e le auto van revisionate ogni due anni? Non vi sembra incongruente?
Insomma, son tutti con la coscienza a posto... e i casini se li tiene chi li ha subiti.
Ho perfino sentito uno che diceva (''...ma del resto, se compri una casa lungo la ferrovia..., qualche rischio te lo assumi...'').

02 Lug 2009 | ore 09:00

Concordo: in tutto.
Ma la cosa piu' e mi si permetta il termine ''schifosa'' e' la dichiarazione dell'AD di Trenitalia, una sorta di Tronchetti Gruviera in salsa Nord-Est. Indignitoso.
Ieri son passato da Viareggio: una tristezza. Ma la cosa ancora piu' spettacolare (per modo di dire) e' il pezzo comparso ieri sul Corriere a firma di tal Marco Gasperetti

http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_01/discoteca_viareggio_gasperetti_201cf5d0-662f-11de-8bcb-00144f02aabc.shtml

In sostanza l'ottimo (!) Gasperetti osanna l'iniziativa di Marcello Lippi e del di lui figliolo, soci dell'esclusivissimo (doppio!) Twiga di chiudere il locale per lutto ieri e oggi, ovvero mercoledi' e giovedi'. Iniziativa appoggiata anche dal proprietario di Capannina e Bussola, altri due locali storici della Versilia. Peccato che il mercoledi' ed il giovedi' in questi locali non ci vada nessuno...

02 Lug 2009 | ore 09:53

Sarà un complotto internazionale ahahhahahahahhaah
A me di questa storia colpisce come al solito la chiusura della stalla dopo la fuga dei buoi. L'ASL fa chiudere per mancanza di igiene. Mi chiedo, i giapponesi sono transitati lì per caso (non sono più arrivati al Colosseo, sigh), mentre l'ASL è un'istituzione preposta al rispetto di obblighi di legge e a garantire la NOSTRA sicurezza a prescindere da quanto si paga in quel ristorante: dove erano, possiamo avere qualche bella fotografia delle ispezioni effettuate oltre che degli scontrini che necessitano dell'esegesi del nostro FSG?. Ora tutti a strepitare e a invocare punizioni esemplari.
Io taglierei la testa al Dirigente preposto (nel caso fosse accertata una responsabilità omissiva dell'ASL, sia chiaro), mi chiederei cosa fa il Comandante dei Vigili Urbani (quello Generale e quello del Municipio), il Delegato al Centro Storico, il Vice Sindaco che progetta parchi a tema invece di rendere SICURO il turismo, e via discorrendo.
Perchè mi chiedo sempre nella mia umile ignoranza: quanti altri passetti indietro dobbiamo fare per toccare il fondo (considerato che solo quando picchiamo la faccia a terra iniziamo a guardarci intorno?)
Ovviamente erro perchè tutto l'universo mondo discetta e discetterà su quanto doveva costare il pranzo o sull'inglese o l'ingenuità degli avventori :-))

02 Lug 2009 | ore 10:02

Egregio signor Pagano, come sono d'accordo con lei!
Pero' per rimanere al caso apparso sui giornali, bhe...

02 Lug 2009 | ore 10:09

come spesso accade, i commenti di federico di san giorgio mi trovano in assoluto accordo....sarà l'aria londinese che ci accomuna...
E comunque il ristoratore ha l'obbligo di esporre i prezzi ma non di chiedere ogni minuto al cliente se questa o quella cosa se la può permettere....non vi darebbe fastidio...

02 Lug 2009 | ore 10:43

Signor Filippo, troppo buono. E lei tocca un altro tasto importante: andare al ristorante deve essere un piacere, se no uno se ne sta a casa e si cucina ''pastasciutta''. Se tutte le volte mi devo far domandare dal cameriere se mi posso permettere una cosa oppure no, bhe altro che piacere. Comunque, visto gli accetamenti dell'Asl, il signore in questione molto probabilmente la nomea romana da gran posto non se la dovrebbe meritare. In ogni caso, da quanto letto sui giornali, non risulta che i piatti siano tornati pieni in cucina...

02 Lug 2009 | ore 10:52

Il cameriere premuroso che dice: «Trust in me».
Quando sostengo di andarci piano a fidarsi degli uomini, mica esagero, eh.
Che i giornali internazionali siano pieni di storie di puttanieri e minorenni, citando il nostro paese non è una mia responsabilità.
Se la vada a pigliare coi puttanieri di cui sopra.
:-)

02 Lug 2009 | ore 11:08

Caro signor FSG, anch'io sono d'accordo con quanto da lei scritto.
E appunto resto a quanto apparso sui giornali :-)
http://roma.corriere.it/roma/notizie/cronaca/09_luglio_1/giapponesi_ristorante-1601523696202.shtml

02 Lug 2009 | ore 11:29

E vuoi mettere Procida con Capri !! (io possiedo una casa nell'Isola di Arturo se non si fosse capito)

02 Lug 2009 | ore 11:36

tranne che per quel paio di incongruenze, come ad esempio il conto che non quadrava coi prezzi del menù e l'appropriazione indebita di 115 euro aggiunti alla carta di credito, motivi per cui è scattata la denuncia che ha generato i controlli e quindi la chiusura.
http://www.unita.it/news/cronaca/86026/pranzo_da_euro_a_roma_chiuso_il_passetto

02 Lug 2009 | ore 11:36

Federico... Londra...
Una domanda fuori tema, scusa se approfitto.

Il Nam dell'Hotel Alkin, lo hai mai provato?
grazie,
Claudio

02 Lug 2009 | ore 12:34

nella fattispecie non conosco il ristorante in questione ed essendo un toscano trapiantato a londra non posso certo esprimere giudizi sulla ristorazione romana.....ma quante volte nei ristoranti ho visto fare gli splendidi o "sboroni" (stile papi....) e ordinare champagne, ostriche senza chiedere il prezzo ("....è da barboni" dicono)....
Ognuno fa i prezzi che vuole, sta al cliente la scelta.....a volte 20-30 euro per una cena sono troppi ed altre volte 150-200 sono giusti....

02 Lug 2009 | ore 13:13

S', ma quella è la goccia che ha fatto traboccare il vaso. O secondo te è la normalità che un ristorante abbia le cucine da chiusura per motivi igienico-sanitari? Scusa tanto, se il conto a te italiano lo portano giusto, la cucina che fa? diventa pulita? Cerchiamo di mettere in ordine le priorità. Poi si tratta sempre di reati, ma per due che hanno denunciato un comportamento che, per quanto ne sappiamo (toccherà alla Guardia di Finanza il probabile esame?) potrebbe essere limitato a quel caso, c'è il sospetto che le gravi carenze igienico sanitarie, le carenze strutturali, gli ambienti sporchi e i frigoriferi non funzionanti fossero così almeno dalla mattina. O no? Adesso fammi capire il peso del paio di incongruenza! Poi si parla di gastrosnob :-)

02 Lug 2009 | ore 13:47

Appoggio pienamente Federico di San Giorgio. Aspettiamo le sentenze. E' facile fare i giustizialisti formato bigino, agitare il cappio e le manette e via dicendo.

02 Lug 2009 | ore 14:20

Infatti siamo nel campo delle ipotesi. Restiamo in attesa di sapere se il conto era in linea e le cucine erano frequentabili. Senza agitare cappi, ma casomai senza attaccarci le maniglie al posteriore :-))

02 Lug 2009 | ore 14:49

grastrosnob? potrebbe citarmi dove ha letto questa parola da me?. Forse sarà il caso di fare ordine, perché mi pare che si siano tratte deduzioni ben distanti dalle mie considerazioni. E devo dire che, qua come altrove, si è maestri nel far dire alla gente quello che non ha detto e scritto.

La mia frase Però diciamocelo, per 579,50 euro io mi aspetterei un ristorante con la cucina in ordine, come minimo. Sta a intendre che mi aspetto una cucina in ordine sia dalla bettola a 15 euro sia da parte dei ristoranti blasonati. Quindi questa è una cosa che sta al di sopra di qualunque altra considerazione, per quanto ci si sforzi di cercare il pelo nell'uovo il fatto che ad avere la cucina poco igienica fosse un ristorante con quel tipo di menù (e di prezzi) è solo un'ulteriore aggravante. Sempreché ci si accordi sul valore da attribuire alla parola ulteriore. Per me significa in aggiunta ad una situazione già grave, e per lei? Che la asl sia intervenuta su segnalazione dei carabinieri e sia partita proprio da uno dei tanti scontrini pazzi delle famose estati italiane, è un'ulteriore aggravante, visto che ci sono fior fior di funzionari pubblici pagati solo che per gestire/disporre/fare quel lavoro di controllo (ma a quanto pare è molto più figo e politicamente accettato se ci si concentra solo sui locali stranieri. Che famo lo diciamo o lo omettiamo?). Anche mi corre l'obbligo, per le fonti dirette che ho da tempo immemore sul mio territorio, che i budget assegnati a questa tipologia di interventi sono (di governo in governo) sempre più risicati. Ma l'elettore tipo è convinto che i soldi da investire nelle asl, nell'arpal, etc debbano essere frutto di chissà quale marchingegno economico-finanziario e non semplici scelte politiche (bisogna omettere anche questo?)
Tornando allo scontrino, nessuno ad oggi ha pubblicato la lista del menù per mettere a confronto le dichiarazioni dei giapponesi ed i riscontri dei carabinieri che, appunto, hanno notato subito la prima incongruenza (prezzo dei piatti sullo scontrino lievitati rispetto al menù). Ci sarebbe pure la quisquilia della mancia carpita e checchè ne dica il caro FDG per me è una cosa fuori dal mondo. Qui non credo che sia mai stata applicata, che io sappia. Il tutto per dire i problemi emersi da questa vicenda sono molteplici e non esiste la possibilità di fare una scaletta di priorità delle schifezze e delle gravità, perché in quel caso sarebbe una bella lotta. Una cucina in ordine non può giustificare uno scontrino truffaldino come del resto uno scontrino contenuto a 15 euro non può far tollerare una cucina antigenica. Cercare a tutti i costi il pelo nell'uovo, arrampicandosi su specchi scivolosi (e non alludo necessariamente a lei) non fa fare bella figura a nessuno, ed anzi offre la sonda ad alibi improbabili. Perché da questa vicenda chi ci rimette veramente sono i ristoratori seri che si impegnano ogni giorno per fornire al cliente un servizio di buona qualità (ma che la loro associazione, latitando, non tutela affatto).
Credo di essere stata sufficientemente chiara e a prova di qualunque tipo interpretazione strumentale.

02 Lug 2009 | ore 15:01

La discussione mi interessa il giusto: essendo in Toscana significa nulla. Quoto il Signor Farina: decideranno i Superiores preposti. Passo e chiudo.
Mi piace che di queste cose se ne occupino i prevenuti... Ma perche' continuare a travisare?

02 Lug 2009 | ore 15:32

Signora Fiordisale, prima di parlare di approprazione indebita dei 115 o che euri, di ''mancia'' si documenti con Amex: cosa che io stamattina ho fatto... E qui ci scapperebbe la pernacchia, cara la mia Signora. Amex conferma i miei post: se non ci crede, prima di parlare di appropriazioni indebite, si documenti. Io se fossi il ristoratore la citerei... E mi fermo qui perche' non voglio essere poco galante con una Signora.

02 Lug 2009 | ore 15:39

Intanto guardi le faccine. Non ho detto che gastrosnob l’abbia usatolei.
Cerco di essere sintetico. Se lei dice: Però diciamocelo, per 579,50 euro io mi aspetterei un ristorante con la cucina in ordine, come minimo, in italiano significa che se costava 5,79 non se lo aspettava. E’ cosa differente dire Però diciamocelo, per 579,50 euro io mi aspetterei un ristorante con i piatti d’oro, come minimo. Quindi veda di chi sono i polpastrelli (necessariamente, appunto).
Non c’è ulteriore. E’ grave truffare. E truffi se fai pagare non in linea con il menu, truffi se ti accrediti 115 euro di mancia, truffi se hai un ristorante e il tuo cuore, la cucina, è sporca. Le figure giuridiche saranno diverse, ma tu stai raggirando il prossimo.
Faccenda politica. L’amministrazione di Roma ha dichiarato che c’è necessità di sicurezza. Badi bene, sono di destra (così tagliamo subito la testa al topo), ma vorrei essere sicuro che posso mangiare al kebab come al Tavolo d’Oro senza rischiare la salute. Quindi, per me, l’ordinaria amministrazione poggia anche sul controllare le cucine e i frigoriferi dei ristoranti. Fa bene Alemanno ad indignarsi ma, forse, invece di chiedere alla Polizia Municipale di effettuare controlli straordinari anche con personale in borghese, sarebbe sufficiente che chiedesse (come in latino, peto = chiedo per ottenere) i controlli ordinari e anche in divisa. Perché esistono quelli che vanno a fare le multe a chi ha il telo dell’ombrellone più grande di quello precedente o a chi non ha compreso bene l’obbligo di esposizione del menu in doppia lingua.
E ripeto. Non è possibile avere sempre la cultura dell’emergenza. Un ristoratore “abusa” della carta di credito e via alle ronde travestite. Qualcuno parla di chimica nel piatto e abbasso tutto quello che non è pasta e fagioli. E quelli che proprio non lo fanno lo scontrino e sono pagati con vile carta moneta? Le cucine le avranno per forza pulite perché non ci sarà nessuna denuncia di un turista che non avrà il mezzo di prova? Suvvia Fiordisale, è chiaro che chi è in regola non ha nulla da temere. Nemmeno dai Vigili in borghese che casomai potranno caricare qualche scontrino a piè di lista per controllare se veramente l’astice deve costare 100 euro…
:-)))

02 Lug 2009 | ore 15:42

Lei, invece, Cavaliere, lo sa che sono di una volgarità inaudita e quindi mi sono permesso di rispondere non avendo però visto questo suo post. I polpastrelli stanno sempre meglio :-))

02 Lug 2009 | ore 15:45

Halkin hotel, conosco: sborone, ma non male: molto meglio il Blakes... Ma e' solamente la mia opinione.

02 Lug 2009 | ore 15:45

La ringrazio per il Cavalierato: ci sta tutto ma smom of course. Dico ma qui si scherza davvero: lor signori continuano a far polemica sul ''tip'' ma e' venuto in mente a lor signori di chiamare Amex e di chiedere le procedure di addebito di una carta? Credo di no, se no i toni sarebbero differenti. poi se si vuol raccontar panzane, va benissimo. Io son liberale: oddio dovrei esser altro, forse. E da liberale Alemanno un mi garba: non che preferissi Rutelli o Veltroni... Insomma natraggggedia. Cerea...

02 Lug 2009 | ore 15:53

Mi quoto da solo! Tres chic... a parte gli scherzi. Ci si ricordi della farinettata, della mirogliata etc: ho un brutto vizio. Io, mi documento, e con questo prendo la bestia (in effetti due) e mi faccio na nuotata. Cheers!

02 Lug 2009 | ore 16:02

Io in realtà sono fermo alla Repubblica. Sono uomo di Tabularium. Roba antica. Vale.
PS mi sa che Bonilli ci caccia fra poco :-)))

02 Lug 2009 | ore 16:02

O al Corriere... il Direttore e' a Ponza? Buon per lui! Presto presto, in acqua il pattino...
Ventotene: arrrrrrrivoooooooooo. Ma senza carte di credito: e portandomi un'aragostella da casa, tze... (madre zeneise)

02 Lug 2009 | ore 16:07

Poi mi eclisso, di Zena?

02 Lug 2009 | ore 16:09

Eh si... A lanterna etc.etc.
Mi tuffo. Anyway al di la' di tutto Mrs Fiordisale e' charmant. Servo suo.

02 Lug 2009 | ore 16:15

Io veramente sono a Roma e non ho mai fatto bagni nell'ultima settimana :-((

02 Lug 2009 | ore 16:21

Carissimo Max, come la invidio! Un invito??? Scherzo, naturalmente. Acqua fredda al punto giusto: l'irlandese ringrazia...

02 Lug 2009 | ore 16:22

Direttore, molto male! La prima settimana di luglio e' la migliore per i bagni di mare, chieda a Max.
Pero' mi par di capire che ci ha dato a giugno... Buongustaio! No si smentisce: sempre per le nicchie!

02 Lug 2009 | ore 16:32

Sti attento con quei piatti d'oro, se glieli riga è capace che il ristoratore glieli addebiti.

02 Lug 2009 | ore 18:06

Ma questo è il blog di Bonilli o di questo signor di San Giorgio che scrive sempre lui e vuole sempre avere ragione? Che Palle!
Io sto sicuramente con fiordisale.

02 Lug 2009 | ore 18:11

cara la mia Signora non sapevo che mi avesse preso con una strisciata con la Amex. Appartetutto, dica un po', quanto le sono costata in mancia? Non è che adesso mi tirerà fuori il diritto di recesso per liberarsi di me, nevvero? :-)))))))))))))))))

02 Lug 2009 | ore 18:11

onnò Luca scappa, che questi comprano pure te con la carta di credito (ovviamente!) :-))

02 Lug 2009 | ore 18:14

EEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE
Quando non si han argomenti saltan fuori le palle! E la solidarieta'... Ma state con Bersani? Prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr....

02 Lug 2009 | ore 18:44

Le salutero' Lapoz, comunque...

02 Lug 2009 | ore 18:46

veramente ho goduto non poco del suo duetto amoroso coll'uomo di Tabularium. Uno spettacolo imperdibile davvero

02 Lug 2009 | ore 18:52

Lo immagino! Ma guardi che la mia risposta, madame, non era per lei bensi' per il sodale... Finalmente una serata tersa e ''bagnosa'': cheers!

02 Lug 2009 | ore 19:01

che palle, il cavaliere di san giorgio?

ma faccia il piacere.

tante cose (o tanta roba), alcune anche leggermente disdicevoli.

ma che palle proprio no.

averne, invece:-))

02 Lug 2009 | ore 19:37

Abbe' messer Maffi, anche del disdicevole debbo prendermi...

02 Lug 2009 | ore 20:09

e meno male che c e' l ottimo di san giorgio, altrimenti sai che p.....
Ps io, per cavalleria, non parteggio per nessuno dei due protagonisti della singolar tenzone ma fra messer federico e il sig. Luca non ho dubbi

02 Lug 2009 | ore 23:06

Cavaliere FSG, ha trovato un altro commensale per la tavola rotonda. Basta che la si imbandisca. Mi raccomando, poco sale :-)))

03 Lug 2009 | ore 00:25

Caro Pagano, mi sa che lei ha ragione: il sale fa malissimo! Me lo ha detto il medico...

03 Lug 2009 | ore 04:54

il garzanti mi aiuta, caro federico.
disdicevole: CHE NON SI ADDICE.
a cosa?
al SALE:-))
APPUNTO

03 Lug 2009 | ore 06:51

Chiedo venia messer Giancarlo! Per sdebitarmi la invitero' a colazione al Passetto.

03 Lug 2009 | ore 08:28

il sale per intanto bisognerebbe averlo, quantomeno in zucca :-))))

ciapalì, besuga :-P

http://www.unita.it/news/cronaca/86067/pranzotruffa_da_euro

03 Lug 2009 | ore 10:29

Come mai non siete in otto? Perchè manca Lancillotto!

03 Lug 2009 | ore 10:29

E' inutile che continua a riportare articoli della carta stampata: consulti le fonti. Consulti Amex e chieda quale e' il meccanismo per l'addebito su una carta di una mancia. Pare proprio che sia ostinata, la signora...

03 Lug 2009 | ore 10:33

Lancillotto ha un oiccolo probbbblema...

03 Lug 2009 | ore 10:48

uff che barba, che noia!

03 Lug 2009 | ore 12:16

caro san giorgio: la signora offende: besugo è si un pesce di fondale assolutamente straordinario di gusto, ma il significato genovese è pesantissimo, come lei dovrebbe sapere benissimo:scemo, sciocco ed altro che non voglio dire.
sull'andare al passetto l'idea m'intriga .
appena si calmano le acque potremmo fare un blitz, con pagano armato di macchina fotografica e recensioncina finale.

"passetti" chiari ed amicizia lunga.....:-))

03 Lug 2009 | ore 12:26

uff che barba, che noia! (bis)
«ne saprai assai (te) di Mazzini e Garibaldi!»

03 Lug 2009 | ore 12:50

di mazzini sicuro: via mazzini a viareggio : sede del noto e alquanto ottimo ristorante "da romano". di gar. ci devo pensare: mi ricorda qualcosa di rosso ma al momento mi mancano degli zuccheri.
piu' del sale.

03 Lug 2009 | ore 13:26

Orsu' essendo di madre genovese...
La signora si affanna...

03 Lug 2009 | ore 13:46

sig maffi, forse non e' il momento di parlare di ristoranti e altre amenita' di viareggio. Che ne dice?
Un viareggino

03 Lug 2009 | ore 15:14

Vuol fare anche lei come Lippi che ha chiuso il Twiga mercoledi' e givedi'?

03 Lug 2009 | ore 15:28

Clamorosamente OT: chissà perchè non lo chiude nel week-end ?

03 Lug 2009 | ore 15:36

Messer Leo come sta? Pensi che ho scritto pure una mail a quel grande giornalista che sul Corriere ha sbandierato la bonta' d'animo di mastro Lippi. Senza risposta...

03 Lug 2009 | ore 15:40

mi scusi ma cosa c'è di scandaloso nell aver chiuso il twiga in segno di lutto. Proprio non capisco: pensi se non avessero chiuso invece cosa si sarebbe potuto dire. Quindi hanno sbagliato chiudendo ma avrebbero sbagliato anche non chiudendo.
Si ragioni prima di sparare a zero

03 Lug 2009 | ore 16:00

Una partecipazione al lutto cittadino, peraltro tenendo conto che il Twiga è nel comune di Pietrasanta, mi pare, non mi sembra possa avere più "valore", maggior peso e significato a seconda dei giorni (e relativi fatturati) in cui avviene o dei disagi che provoca. Non si tratta di uno sciopero, insomma. Poi uno decide come si sente.

03 Lug 2009 | ore 16:23

Buon uomo, ma lei crede che Lippi, socio minoritario di Briatore, abbia deciso di chiudere senza un calcolo? Anzi, prima ha chiamato l'amico giornalista che gli ha fatto una mezza pagina sul Corriere, poi ha chiuso. Nei giorni in cui la chiusura ha arrecato il minor danno. Economico. Poi se si vuol fare demagogia se la faccia.

03 Lug 2009 | ore 16:48

Egregio Scarpato, lo han fatto anche Capannina e Bussola (non uno nel comune di Viareggio...): dandone prima notizia agli organi di informazione.
Una chiusura ha un senso se non e' fatta a scopo pubblicitario.

03 Lug 2009 | ore 16:50

sono perfettamente d'accordo con lei, mi scusi. era solo un passaggio su una via non implicata nella dolorosa vicenda. ho visto foto di gente che guardava quello che succedeva mangiandosi un gelato, come fosse ad un spettacolo, se è per questo. manco ne voglio parlare.:-((((

03 Lug 2009 | ore 17:07

buon uomo ci sara lei!non so se e'piu squallida la vicenda della chiusura (sempre che sia andata come lei ipotizza) o la sua dietrilogia!

03 Lug 2009 | ore 17:39

Bhe allora cattivomo: uno fa il cortese e questo e' li risultato. Anyway, se vuole legga qui
http://www.corriere.it/cronache/09_luglio_01/discoteca_viareggio_gasperetti_201cf5d0-662f-11de-8bcb-00144f02aabc.shtml
e nessuna dietrologia: non me ne occupo, lei forse si

03 Lug 2009 | ore 18:30

Uh, mi dispiace aver innescato un dibattito proprio intorno a una tragedia come quella della mia Viareggio. Ma sono d'accordo con Federico e Giancarlo quando parlano di lutto calcolato. Nel mio piccolo, invitato ad una festa privata sabato sera al Twiga, rimarrò a casa e forse è quello che dovrebbero fare molti, senza proclami e articoli sul giornale.

03 Lug 2009 | ore 20:05

Leo, buonasera. Concordo assolutamente con lei. Sara' da vedere che combineranno in Darsena o a Torredellago... Nulla, semplicemente. Per il semplice fatto che la gente e' sempre piu' menefreghista.

03 Lug 2009 | ore 20:19

ho visto anche io quelle foto: disgustose! Mi hanno fatto pensare ad un capolavoro dimenticato del grandissimo Billy Wilder che anticipava di 60 anni la spetacolarizzazione delle tragedie. Si tratta dell asso della manica (big carnival ) che spero molti di voi abbiano visto: PROFETICO!

03 Lug 2009 | ore 21:32

Se Paolo conosce Billy Wilder non può essere un "cattivomo" :-)

Ma quelli di noi che hanno visto Vermicino sanno che lo spettacolo della tragedia tira più dei Grandi Fratello :-(

03 Lug 2009 | ore 23:19

Immagino che le nuove notizie siano bastanti per fugare ogni eventuale dubbio sull'onestà del posto...

Ancora due giapponesi, conto di circa 300 euro per pranzo normale (ordinati porcini ma non serviti, ordinata aragosta ma servito astice...).
Il conto sulla carta arriva però di oltre 350... i due chiedono spiegazioni... gli dicono che sono le tasse...

Letto sul giornale capiscono di essere stati truffati e denunciano anche loro, con ricevuta...

Ecco svelato l'arcano, al turista che chiede conto dell'addebito in più sulla carta gli dicono che sonole tasse... metteteci la poca padronanza della lingua, l'abilità del lestofante cameriere... et voilà.

Diceva bene mio nonno che a pensar male non si sbaglia mai...

07 Lug 2009 | ore 17:51

Caro sig.Bonilli, sono un giovane chef di 28 anni, ci siamo visti molte volte da colonna, ma lei non si ricorderà di me. Ero uno dei tanti stagisti che il mondo di oggi fa passare "velocemente" in ristoranti come quello.
I Roscioli sono stati miei "professori" al Gambero Rosso.
L'altra sera sono andato a Castel Santangelo e ho visto questo "ROCHE". Ho letto i prezzi e:"Mamma mia!" Davvero non bassi, così mi son detto vediamo che c'è... ...e mi sembra qualcosa tipo fiori di zucca in tempura 12 Euro... Nn vorrei sbagliare. Cmq menù non gourmet, poco interessante a mio avviso, una puzza di fogna schifosa, da far girare la testa, che sale dal tevere, e i tavoli del ristorante sono proprio lì sopra...
Nonostante questo (che forse è negativo solo per me) il Roche aveva clienti. Passo davanti alla cucina e vedo la boulle cn la pastella per la tempura appoggiata sul pavimento, così come quella che aveva credo del pan grattato. Insomma una cucina in condizioni pessime, sporca, con lo "chef" che sformava e smadonnava, dei commis scuri di carnagione che correvano parecchio e la macchina per sottovuoto pure quella a terra.
Meno male che sopra, ai giardini di Castel santangelo ti fanno gli arrosticini di pecora e bufala davanti agli occhi...

Saluti.

09 Lug 2009 | ore 10:52

Sicuramente non è facile individuare ristoranti validi in una città come Roma , molto dispersiva. E' vero che ogni quartiere ha i suoi ristoranti di riferimento, ma non è giusto soffermarci sui "luoghi comuni" esistono nuovi mondi da esplorare ...
Sono capitata in un ristorante in centro per una cena di lavoro,si chiama Sa Tanca Crostaceria ed è un gioiellino nascosto dietro il Viminale in una parallela di Via Nazionale. Sono rimasta sbalordita dall'eleganza e qualità del cibo perche è insolito trovare un ristorante di qualità in zone del centro frequentate per lo più da turisti . Parlando con il titolare del ristorante sono venuta a sapere che lo chef è un giovane allievo di Heinz Back ed ho capito il perchè della qualità e presentazione di quei piatti a base di pesce.
saluti

17 Dic 2009 | ore 17:40

Cara Barbara,
condivido pienamente il tuo commento e mi rammarico delle serate sprecate a cercar parcheggio in centro per arrivare poi a cena troppo stressata per godermi la serata. I locali in periferia cominciano a proliferare come ormai avviene in tutte le capitali europee. A tal proposito ti segnalo un nuovo ristorante-enoteca aperto non lontano da Giuda Ballerino. Si chiama Salotto Culinario ed è su Via Tuscolana altezza raccordo/Ikea. Ti piacerà sicuramente.
Ciao ciao, elisa

21 Dic 2009 | ore 19:35

Egregio Bonilli,

leggo con interesse il suo Blog nonostante riesco a ritagliare sempre meno momenti di libertà, soprattutto da quando ho aperto un mio ristorante nella periferia di Roma.
Ho condiviso appieno i suoi commenti in merito all'eccessiva esosità degli affitti in centro e alla mancanza di novità in tema di enogastronomia. Da qualche mese ho aperto un ristorante, Salotto Culinario, su via Tuscolana 1199, a ridosso del GRA. Lo scenario urbano della zona è quello delle periferie metropolitane ricche di contrasti e di grandi edifici che maldestramente si abbinano l'un laltro.
Ma nonostante ciò credo di aver fatto la cosa giusta, aprendo un ristorante unico con uno chef creativo e rifinito, un menu legato alla stagionalità, al buono e al pulito. Carta dei vini con più di 100 etichette, ambiente informale ma personalizzato.Cerco di far provare ai miei clienti un'esperienza memorabile e non limitarmi solo ad un buon servizio.
Ho deciso di fare il ristoratore per passione, per vedere i miei clienti appagati e curiosi di riscoprire la buona cucina.
Un posto in cui la gente "normale" può mangiare bene, parcheggiare subito e rilassarsi anche in salotto. Culinario appunto. Raffaele

21 Dic 2009 | ore 20:01

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