08
Giu 2009
ore 00:07

Note di un turista gourmet a Londra

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Leggere guide e scegliere ristoranti

A Londra ci sono tutte le cucine possibili, tanti indiani, tanti cinesi, ristoranti francesi per tutte le tasche, italiani in grande numero e ristoranti di cucina inglese con i nuovi pub attenti a una cucina inglese moderna.
Pochi giorni a disposizione vogliono dire scelte e mobilità da una parte all'altra di Londra in metropolitana, che funziona bene.
Volevo provare la Michelin Londra 2009 e quindi con la guida in tasca ho scelto i posti dove mangiare.
Al Tate Modern Restaurant si mangia mediamente però ha una bella carta dei vini.
Siamo all'ultimo piano, affacciati alle vetrate e si ha una vista incredibile su lo skyline che si affaccia sull'altra riva del Tamigi.
Bella serata a L'Autre Pied, ristorante di cucina francese moderno e intelligente a prezzi assolutamente abbordabili.
Soft Poached Hens Egg, Morteau  Sausage, Peas, Broad Beans, Smoked Butter Emulsion, £ 9,95 un piatto splendido, cottura perfetta, si rompe l'uovo e il rosso copre il verde del brodo, sapori netti.
Roasted Chicken Breast, Confit Leg of Spring Chicken, Hand Dived Scallops, Soft Polenta, Green Olive Jus, £ 21,95 anche qui un divertimento e un bravo al cuoco.
Bentley's è stata una tappa all'ora di pranzo con un amico che vive a Londra e ci voleva far provare un luogo british: un locale di pesce e crostacei dove ho voluto provare fish&chips ma il fish era abbastanza buono e le chips, invece, mediocri mentre le ostriche erano splendide.

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Amici gourmet mi hanno detto "non andare alla Locanda Locatelli", è un locale sopravvalutato, e io ho ubbidito, un altro mi ha detto vai da Zuma, un cinese interessante, ma io ho lasciato perdere e poi sono passato davanti al primo ristorante di Sir Terence Conran, il Bibendum, che ha rivoluzionato i giochi della ristorazione londinese una ventina di anni fa.
L'ultima visita all'ora di pranzo è stata per Bombay Brasserie, divertente e soprattutto attaccata all'albergo, alle valige e perfetta per l'orario del volo di ritorno.

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La colazione

In albergo fare colazione è suicida, tra le £ 18 e le £ 22, e quindi ogni mattina io sono andato in un locale delizioso, il Forum Cafe, vicino alla stazione della metropolitana di Gloucester Road, la mia stazione di arrivo all'albergo.
Al Forum Cafe ci sono giornali di tutta Europa, servizio rapido e sorridente e prezzi assolutamente inferiori a Roma e così un'ora ogni mattina era per la colazione, la lettura dei giornali e la posta su internet.
Una vera vacanza.

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Camden Town

E' un mercato molto bello e il sabato, anche con la pioggia, è un'esplosione di colori, di banchi di cibo, negozi di tutti i tipi e tanta gente che la metro scarica a vagonate per tutta la giornata.

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Io ci sono tornato per nostalgia perché nel 1977, quando ho abitato a Londra, venivo il sabato ad ascoltare del buon Jazz al Dingwalls, oggi chiuso.
In giro tanti giovani, vestiti sgargianti e studenti universitari ingaggiati per fare pubblicità.
Vale la visita anche se ci siete già stati.

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Harrods

Sabato pioveva e alla fermata del metro di Harrods fin dal primo mattino uscivano sciami di turisti che puntavano al grande magazzino famoso e che per un gourmet è una tappa interessante per guardare, per mangiare ho i miei dubbi.
Tutti con la macchina fotografica e la cinepresa in questa era digitale che lì, da Harrods si snoda tra la pizza e il maiale, le spezie e i crostacei, con i commessi in divisa, col cappello d'ordinanza.

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E poiché la mia Oyster Card ha ancora molte sterline di credito non mi resta che tornare a Londra.
Certamente non volando Alitalia...

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FOTO S. BONILLI

commenti 23

Ottimo Sir Bonilli!
Davvero da tener presente questo mini reportage.
Camden Town è davvero un piccolo mondo... antico e non. Bravo a consigliarlo, perché tra negozietti, mercato & co, è un posto davvero sui generis.
Londra è fantastica.
E' un posto in cui ricrearsi, da un certo punto di vista. Ogni tanto.
a presto

08 Giu 2009 | ore 00:34

dovrei andare domani a Londra, scrivero' due righe anche io se lo faccio. Come si fa a non amarla?

08 Giu 2009 | ore 08:48

Gentile Bonilli,
davvero interessante questo reportage, grazie. Se decide di tornare, per sfruttare il credito residuo della Oyster, non perda Daylesford, (http://www.daylesfordorganic.com/page/home) una serie di negozi sparsi un po' per Londra, in cui fare una spesa di ottima qualitá (nemmeno troppo cara) di frutta, carni, formaggi prodotti nelle loro fattorie e sorseggiare del té o mangiare a pranzo, immersi in atmosfere assolutamente english style.

08 Giu 2009 | ore 09:16

bello , mi viene voglia di tornate....

08 Giu 2009 | ore 14:04

NON MI HA MAI ATTIRATO LONDRA, NON SO' PERCHE' MA ORA VEDENDO LE SUE BELLISSIME FOTOGRAFIE STO' CAMBIANDO IDEA GRAZIE PER LE INFORMAZIONI CHE SEMPRE RIESCE A DARE MARINA.

08 Giu 2009 | ore 14:18

Eh si', Direttore: daylesford è un posto interessantissimo, soprattutto quello di Pimlico! Ma anche quello di Nottingh Hill non è male, in effetti. Su Camden ho qualche remora: difficile vedere inglesi aggirarsi in quelle zone, di giorno per lo meno. Ora poi che anche Amy Winehouse ha cambiato indirizzo... Praticamente è affollato di italiani in libera uscita o poco più. Diverso il discorso di Greenwich, dove c'è un mercatino divertente ed è pieno di studenti che arrivano da tutto il mondo. Da Bentley's mi capita di passarci e le sue ostriche sono ''divine'': peccato lei abbia optato per le chips, se ho letto bene. A quando una sua incursione a Parigi?

08 Giu 2009 | ore 14:20

Tornare...1989...:-)

08 Giu 2009 | ore 14:44

L'architetto: chi è? Il suo, dico...

08 Giu 2009 | ore 17:24

di cosa scusi...l'architetto indendo

08 Giu 2009 | ore 18:28

intendo..(due errori su due) :-)

08 Giu 2009 | ore 18:30

Del suo locale, ovviamente.

08 Giu 2009 | ore 18:38

ho fatto di mia iniziativa...improvvisando non poco...:-)

08 Giu 2009 | ore 18:46

Direttore se la prox volta a Londra le serve qualcuno che le porti le valigie l'accompagno io.
Bellissime le foto ed il post ti fan venir voglia di visitare la città, specialmente a chi non l'ha mai visitata come me.

08 Giu 2009 | ore 22:29

Salve Direttore,
vivo a Londra da 3 mesi e sembrerà strano ma l'ho scelta anche per l'eterogeneità della sua offerta gastronomica. Ho assaggiato in questi mesi cucine di tutto il globo, e adesso che devo ritornare in Italia mi domando come sopravviverò senza i noodle cinesi che si trovano qui.
Una domanda: Secondo lei perchè la cucina cinese autentica (so che ci sono molte e diverse scuole) non riesce ad approdare nel nostro paese? E' solo una questione di proibizionismo gastronomico-culturale italiano? Eppure ci sono numerose comunità cinesi anche in Italia!
Ad ogni modo le consiglio per il prossimo tour all'interno del Brick Lane Market, c'è un mercato con bancarelle e cibo di tutto il mondo cucinato sul momento. Ancora il Borough Market, il mercato più antico di Londra e Vinopolis, la città del vino.

Grazie

09 Giu 2009 | ore 12:31

Zuma e' giapponese (izakaya), non cinese.
L' Autre Pied lo trovo anch'io davvero buono.

09 Giu 2009 | ore 16:08

Buonasera...
In ogni caso a Londra amo ''mangiare'' inglese... Poi ovviamente ci sta il giapu, il cinese, il vietnamita, il coreano... Ma credo sia giunto il momento di rendere onore ad un paese che dal punto di vista gastronomico ha fatto dei passi incredibili.
Da provare il Kensington Place, in Kensington Church Street, a due passi da Notting Hill Gate: è un ottimo esempio, ovviamente secondo me, del nuovo corso del british food. Tra l'altro a prezzi abbordabilissimi. Altro indirizzo secondo me più che valido è il Sands End in Stephendale Road nella zona più trendy di Fulham:e si mangiano le migliori lumache inglesi (non francesi...) di tutta Londra. Se sarete particolarmente sfortunati ci troverete a turno Harry e William con relative fidanzate...

10 Giu 2009 | ore 11:33

Da provare il Kensington Place...

A former Terence Conran spot, one might add.

10 Giu 2009 | ore 13:13

Da 15 giorni è segnato con foto sul Papero Giallo, in alto a destra :-))

10 Giu 2009 | ore 14:52

Ma carissimo Bonilli, lei mi cade sulla geografia londinese :)
Il Papero Giallo segnala l' ultimo opening di Conran in E2, il quartiere Tower Hamlets dei diseredati, dove peraltro abito io ;),...mentre quello segnalato dal nobile San Giorgio e' invece un ex-Conran nella ricca Knesington.

10 Giu 2009 | ore 15:35

Knesington? Kensington!

10 Giu 2009 | ore 15:36

Ricca o non ricca... io ci mangio bene bene spendendo il giusto!

10 Giu 2009 | ore 16:58

trovo curioso che un giornalista enogastrocritico come lei e con la sua esperienza scriva: "...Amici gourmet mi hanno detto non andare alla Locanda Locatelli, è un locale sopravvalutato, e io ho ubbidito." Il tutto suona molto come: "...hanno ragione!" accreditando, con il suo tacito consenso, l'opinione di non ben definiti amici.

Non credo lei sarebbe particolarmente felice o troverebbe particolarmente corretto se un famoso ed accreditato giornalista inglese scrivesse: "....amici giornalisti mi hanno detto che il nuovo blog di Bonilli è sopravvalutato, quindi non lo leggo....senza un ma ne un però o un vedremo....

Forse non se ne rende conto ma il suo giudizio, il suo scrivere e le sue valutazioni hanno un certo peso e vanno quindi pesate parole e libere divagazioni...

per la serie mi sono svegliato con il piede sbagliato

con stima

Cristiano

23 Giu 2009 | ore 11:32

Caro Signor Bonilli,

Ha mai provato Manze?
Il piu' vecchio Pie & Mash shop di Londra:

http://www.manze.co.uk/

Non e' un high end ristorante ovviamente, tuttavia e' di ottima qualita' nella semplicita' del cibo offerto, esempio della migliore tradizione culinaria inglese.
Curiosita':
E' parzialmente featured in un documentario del 1967 intitolato "The London Nobody Knows" che le consiglio di vedere nel caso non l'abbia mai visto.

Cordiali saluti

01 Ott 2009 | ore 06:54

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