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Giu 2009
ore 07:21
ore 07:21
Pesce fresco... vero: Romano di Viareggio e Lorenzo al Forte
Maffi&Pagano sono andati in trasferta ed ecco un'altra loro cronaca, questa volta sul pesce fresco, un bel tema ricco di "sfaccettature" perché racconta l'approvvigionamento di due ristoranti super che un amante dei crudi, ma non solo, non può non avere visitato, Romano di Viareggio e Lorenzo al Forte dei Marmi.
Ma di pesce fresco ce n'è per tutti? E come funziona il commercio?


Ma di pesce fresco ce n'è per tutti? E come funziona il commercio?

“Maffi sei fortunato”. “Motivo?”. “In Versilia si mangia solo pesce fresco e da tutte le parti, causa sushi in discesa!!”. “Che c’entrano i giapponesi?”. “Prima tutti a chiedere sushi, ora arselle e cannolicchi appena pescati. E si mangia sulla spiaggia nei bagni. Lo scrive Dove”. “Ritorna la tradizione come a Lucca, meglio, anche se i cannolicchi….”. “Già, ma i tuoi stellati e preferiti sono citati come indirizzo e nulla di più, nemmeno una fotina, un commentino, una piccola stroncatura”. Il panorama sul Lago di Massaciuccoli è da lacrime. Il piano di combattimento del generale Maffi è semplice: scendere dalle colline e andare a fare la spesa insieme ai due big della Versilia, Romano Franceschini e Lorenzo Viani, per seguire la filiera dal mare fino al piatto. Per comprendere della freschezza diffusa (a occhio ci saranno tonnellate di pesce fresco guizzanti per rifornire tutti i locali che da Marina di Massa arrivano a Viareggio passando per il Forte) e del palese difetto che ha relegato i due nella semplice citazione per dovere di cronaca: la mancanza di scaletta sulla spiaggia. Sarà una due giorni calda, per temperatura dell’aria e dei fornelli che si incroceranno a singolar tenzone.

Ore 9 di un giorno di giugno dopo il maltempo: porto canale di Viareggio. Romano Franceschini guiderà la prima giornata. Pochissime barche uscite e ancor meno ritornate. Mi chiedo se nei ristoranti sarà avanzata sufficiente materia fresca per i possibili avventori stranieri che passeggiano in direzione delle spiagge. Romano è tranquillo. “La scelta potrebbe essere limitata, ma non la qualità”.
La risposta acquista subito senso, soprattutto a quest’ora non proprio antelucana, davanti alla barca degli sparnocchi. La risposta è sempre la stessa: niente pesce. Tranne che per Romano che incassa dal siciliano Umberto, mentre Mario pulisce la rete dai granchi che, morti, metterebbero sull’avviso le prede nella prossima battuta. La scena si ripete davanti alla barca di Domenico, il calabrese di Siderno Marina con il cane Sampei (sì come il pescatore dei cartoni animati degli anni ’80), che rilascia una bella partita di seppie. Il giro continua dai fratelli Vittorio e Bruno che ben più in là hanno messo da parte il pescato migliore dalle nasse per Romano. Stessa logica alla Antonio Verrini & Figli, dove si pulisce il pescato, e alla Pescheria Volpe comunque “saccheggiata” da quanti hanno optato per i pranzi casalinghi. Il segreto che permette di uscire con la sporta così tardi è la lunga frequentazione con i fornitori che telefonano e dichiarano cosa potrebbe interessare ai clienti. Romano e Lorenzo sono i migliori. I loro ristoranti non si limitano alle impennate ferragostane ma hanno bisogno di approvvigionamento costante e quotidiano. La migliore certezza che il pesce sia di giornata.

Lorenzo Viani conferma le intuizioni del giro. Anche con lui abbiamo appuntamento al porto canale nello steso punto e allo stesso orario. Velocissimo, punta la barca di Nunzio e di Maria Pia a caccia di sparnocchi e cicale. Mi squadra con un saluto asciutto. Non ha tempo da perdere. Pignolo, effettua un’ulteriore cernita dei crostacei che già sembrano a prima vista i migliori. Soffre alla richiesta di una foto ed è già in auto dopo aver chiuso una telefonata. Si va da Marta per frutta e verdura. Fagioli schiaccioni del Chianti fiorentino, ciliegie di Vignola, fragoline. “Guarda i fagioli, devono essere verdi e non gialli”, ammonisce Lorenzo. Guardo la differenza di prezzo: 5,50 € al chilo! Telefonata veloce e via. Ecco il mercato ittico ormai in smobilitazione. Ma Francesco della Milù Pesca sta aspettando Lorenzo. Un paio di pescioni prendono la via del camion frigo. Lorenzo si fa consegnare il pescato, mentre Romano ha attrezzato l’auto con una cassa ad hoc. Il burbero Lorenzo guarda mentre scatto una foto e chiedo degli scampi. “Quelli arrivano direttamente al ristorante alle 20,30 in punto con l’ultima cala”, mi fulmina. Sulla freschezza non si ammettono ritardi. Annuisco, mentre Maffi riaccende il motore. Un altro sbalzo di temperatura lo prendiamo da Gaetano Favazza dove vanno in carniere un pesce nero e un canestrino di ostriche che Lorenzo ispeziona e Maffi assaggia (alle 10,30 del mattino!). Lorenzo mi invita a guardare la “betoniera” dove una schiumetta accompagna una quintalata di molluschi chiaramente in fase di scongelamento. Io e Maffi ci guardiamo perplessi. Alla Tosco Pesce (ormai mi sono perso tra strade e capannoni), Enzo Salemi deve operare di spelucchino per consegnare il tonno come lo vuole Lorenzo.

Maffi è incuriosito dal tabellone delle etichette: code India, sgusciato Cina e un preoccupante scampi “polist”. Che ci facciamo qua, mentre il mio occhio cade su un’inquietante salamoia di alici anziane. Per tutta risposta, Lorenzo mi indica una bacinella con molluschi che si scongelano nel frigo. Brividi. Il tonno da dove verrà? E via ancora. Maffi segue Lorenzo e si chiede che cavolo ci facciamo su quella strada: “Siamo quasi sotto casa e qui oltre a un poco potabile congelatore di robe da supermarket non conosco. Ci sarà una perla nascosta”. Col cavolo. Puntiamo al parcheggio del megastore. Annichiliti. Lorenzo ci consiglia di indossare la giacca: si va al freddo. Possibile che da Lorenzo si mangi pesce congelato? Dura 30 secondi, il tempo di imboccare l’ingresso riservato e oplà: Mario Palmerini e Salvatore Bono hanno messo da parte gamberi rossi e scampi pescati fra Viareggio e l’Elba, qualche “vituperata” aragosta locale, una manciata di triglie e un paio di San Pietro che invece vanno alla moda come ricordato nell’articolo di Dove. Finalmente arriva la spiegazione: “In ogni posto c’è freschezza assoluta e materia di pessima qualità”, ci illumina Lorenzo, “Il guaio è che il 95% è scarto e il 5% va bene”. Ma, se in Versilia si mangia solo fresco, è possibile che il 5% sia sufficiente per tutti i ristoranti? La risposta colpisce: “Guardate che spesso - e intendo in tutta Italia non solo in Versilia - ci sono quelli che lavorano ad alto livello ma usano anche congelato per calamaretti, seppioline, totani. Figuriamoci per le vie di mezzo. O per chi va a fare acquisti per il desco casalingo”.
La prova del nove in effetti l’avevamo già fatta il giorno prima da Romano. I moscardini, ad esempio, vengono presi in cura dalla moglie (e chef Franca Checchi) che con pazienza ed abilità chirurgica li pulisce. Il fresco-fresco è trattato con gran cura nelle cucine dei due big versiliesi. Materia prima di grande qualità non è sinonimo di risultati stratosferici (questo soprattutto a beneficio dei preparatori casarecci) ma è garanzia del primo passo necessario. Poi, ovviamente, si sogna con le papille a manetta. Ecco come è andata. Iniziando in ordine cronologico con Romano Franceschini a Viareggio. Si sale in carrozza.

Romano Franceschini
via Giuseppe Mazzini 122, Viareggio (LU)
tel. 058431382
Calamaretti ripieni di verdure e crostacei: questo è l’anno dei calamaretti, in giro per l’Italia: straordinaria sapidità propria, con tanta piccola/grande sapienza giocata al togli-togli (difficile) piuttosto che al metti-metti (comodo). Voto 18/20
Cucchiaio di tagliatella di seppia al crudo: Conosco certi caviali che si possono attaccare al tram. Chiudete gli occhi: cosa mangiate? Lo saprete…godendo. 17:20
Filetti di triglia, fave, pomodoro, basilico ed olio di oliva extra vergine : più che leggermente “vaporizzati” direi vaporosi. Triglia talmente fresca da essere impalpabile. La favetta gli da’ tono di sostanza. L’olio di Renzo Baldaccini in quel di S. Lorenzo a Moriano merita la citazione. 16,5/20

Insalata crostacei e molluschi con fagioli schiaccioni: Sì, te la servono anche in certe pizzerie/ristoranti extrafighetti Il prezzo è uguale. Il sapore no !!! (qui nulla ha visto l’ormai imperante congelatore). 17,5/20
Zuppa di moscardini: è semplicemente il piatto che Franca, moglie madre e cuoca, porta alla festa di Vico Equense. Pensate che possa essere men che ottima? La sostenibile leggerezza dell’essere. 17/20
Tagliatelline al nero di seppia con scampi, calamaretti e carciofi: Maledizione le ho mangiate almeno altre 10 volte. Sempre buone. Oggi slegate e senza carattere. Il pastaro Pagano indica pollice verso. Romano capirà. 13/20
Spaghetto, di Pacifico Rettaroli d’Abruzzo, con aragosta: Non c’è in lista. In giro con Romano mi ha intrigato un’aragostella piuttosto civile. Mi sono fatto tentare. Qualità della pasta ottima. Un classico. Di “maniera”, si direbbe. 16/20
Sparnocchi con miele di castagno: Mai presi (non amo il miele). Ci vuole il dolce (nel senso che mangia fino all’ultima riga dei menu) Pagano a costringermi: felicissssssima sorpresa. La ruvidezza del gambero viareggino (mica stiamo parlando dei viola del ponente ligure sia chiaro) viene perfino inorgoglita dal castagno (o dal miele di.. fate voi). Perfino sensuale. 18 /20. Al solito, Pagano alza le bandiere di segnalazione per salire in cima.

Orata farcita ai frutti di mare e pesce, al cartoccio: Un piatto da cerimonia? Sì ma è la cerimonia che fa l’orata accogliendo cotanta bontà. C’è maniera e maniera. 16,5/20.
Al netto delle tagliatelle e del rompiscatole pastaro, la media fa 16,5/20 nella giornata. Ma in realtà sale tranquilla a 17/20 per chi va a quella tavola 1 volta a settimana (con tutto il conflitto d’interessi che ne consegue)
Mentre Maffi prende appunti, c’è il tempo anche di assaggiare il vino autoprodotto: un Montecarlo Bianco e un meritevole “Il pagliaio” Merlot di ottima fattura (meno di 1000 ragguardevoli bottiglie l’ultima annata). Un appunto anche per il premio vinto dal figlio Roberto come miglior sommelier. E’ il Premio Internazionale del Vino ’09 dell’Ais.
Certe è strano che a proposito di pesce fresco Romano venga solo citato di striscio: fidati di me, mi dice Maffi, che qui vivo: a Viareggio si mangia da Romano. Il resto (a parte il simpatico e bravo Jonata Rossi a “Il meglio di Jo” ) è quasi sempre aria fritta. Amen

Il problema di Lorenzo Viani è il suo carisma. Problema nel senso che resti piuttosto timoroso nell’ascoltarlo anche solo spiegare i piatti che il suo fidatissimo Gioacchino Ponchielli gli-ci prepara. Insomma sono stati necessari anni perchè non patissi la superiorità della sua camminata e della sua testa ieratica. Certe mie donzelle, naturalmente portate alla frivolezza, stavano spesso con tremolii sospetti in estasi ascoltando le declinazioni dei piatti. Insomma mi giravano anche un po’ i cosiddetti. Poi sono venuto ad abitare qui. Mi ha preso un po’ in simpatia e mi sono fatto passare quella gnagnera che si chiama gelosia. Ieri dopo giro faticosissimo(cavolo va a cento all’ora a piedi a quasi settant’anni ed io e Pagano a quota 210 chili in due stentavamo) ci siamo seduti davanti a un’autostrada di sapori e di freschezza, altro che lungomare.
Lorenzo al Forte
Via Carducci 61, Forte dei Marmi
Tel. 0584874030
Scampi dall’Elba, crudi (a 18 ore dal passaggio all’aldilà): non ci metto nulla, neanche l’olio. Il mare è arrivato nel piatto in filiera diretta. Voto 17/20
Natura di calamaretti di sabbia al forno: aridaje, di nuovo con calamaretti fantastici. Toccati quasi niente: la natura c’è la sabbia no. Nettare puro. 18/20. Pagano sta per svenire, convinto che ci sia un ripieno al primo assaggio. Poi vorrebbe salire sul tavolo in piedi e dare di orazione.
Filetti di triglia leggermente fritti con favette: Grinta, sapidità e golosità. Se lo giocano questo piatto fra Viareggio e il Forte. Un pelino superiore questo anche per via della freschezza estrema della favetta. Pagano ulula per la frittura leggerissima e si agita tarantolato. 17/20 (e +, altrimenti Pagano ari-rompe).
Acciughe viareggine crude marinate con olio e due gocce due di limone: dovevano essere di Monterosso ma il sacchettino che Lorenzo aveva messo in uno dei colli da trasportare si è perso. Aveva anche queste, fuori lista, buonissime ed esplosive con ritorno sulla terra grazie ad una cipolla dolcissima di Tropea. 17/20

Gambero rosso scottato in fonduta di verdure profumate al vermouth dry: piatto storico, ma non per questo vecchio è come andare in pellegrinaggio ad un concerto dei Pink Floyd. Sono sempre più avanti di tutti. 18.5/20 e forchettata all’indirizzo di Pagano che volteggia manco fosse Carla Fracci.
Vellutata di farro e fagioli con briciole di pescatrice: altro piatto indimenticabile. Pagano non lo voleva nemmeno provare. Fa faccine snob quando vede zuppe e simili. A questo giro devo difendere il piatto dall’aspirapolvere. Una cartolina dalla Toscana per chi resta a casa. 18.5/20
Zuppetta chiara di pesce: La tecnologia non permette di trasfrire l’eleganza dei profumi di questa preparazione. Ci provano in tanti, ci riescono in pochissimi. 18/20
Bavette sul pesce (scampetti, sparnocchi, totanini, seppioline): Di solito perfette, in questo giro con i primi non siamo fortunati. Pagano non capisce il mio entusiasmo espresso poco prima e si sente pure un semi-bestemmione di Lorenzo. Il pastaro comincia a parlare di calibri di trafile e si confronta con Lorenzo che ha provato diversi spessori. In sala cominciano a preoccuparsi. Per me sono buone, un poco sotto al solito. Scrivo io, decido io. 15.5/20
Paccheri di Gragnano con pesce bianco, totanini ,seppiette in guazzetto di arselle e vongole: La prova del nove secondo Pagano che ha tutta una sua teoria su questo taglio di pasta che fa il paio con il cacio e pepe. Questi sono buoni e golosini quindi perfettibili. 16,5/20. Non si convince e Lorenzo potrebbe dargli pure ragione.
Tagliata di tonno. Detta così sembra una cosa da pizzeria. Sti’ cavoli. Cotto, poco, e basta. La qualità estrema della materia e tanto rispetto con un filo dell’Oro del Colonnello, un olio da sballo totale come annuncia Lorenzo che ha in lista una ventina di olii. 18/20.

La teoria dell’acqua viene messa a dura prova perché la brava Cristina, assente giustificato il sommelier Libero Musetti, ha proposto almeno un bicchiere dopo il Guinot Cuvée riserva. Pagano va su un Pinot grigio di Felluga, si allunga su un pinot nero Mason Manincor e un finale (dopo la macedonia….) istigato da Lorenzo con un parmigiano di bufala accompagnato da un rutilante Ansonaco Carfagna, poderoso biodinamico del Giglio che fa immergere il naso nelle ceste di trasporto dell’uva. Sulla bottiglia si legge: “Si consiglia di berlo quando se ne ha voglia”. Dal saluto di cortesia del mattino, l’asciutto Lorenzo e l’ampio Pagano sono ormai alle affettuosità. Lorenzo invita ad andare per una bevuta fatta bene con relativa mangiata. Faccia più che consenziente del Pagano, manco se fossimo usciti dalla traversata del deserto, e proposta micidiale di Lorenzo con sorpresa…che non si può preannunciare.
Somma finale: siamo a 17,5. Mica male per un ristorante cui è stato dedicato un rigo di indirizzo alla voce pesce fresco….La morale? Maffi prepara un bel risotto giallo ai fegati di seppia e nero al nero di seppia. Quasi un assaggio di una festa.

TESTI E FOTO VINCENZO PAGANO E GIANCARLO MAFFI







Due bei posti. Due ottime cucine di pesce.
Per il conto più umano e per minori concessioni al cummenda di turno, preferisco Romano.
Ad Majora
I ragazzi, Maffi & Pagano, crescono.
Dove arriveranno?
Di sicuro i loro racconti e le loro fotografie non assomigliano ad un rapporto di polizia. Sono uno il compendio dell'altro, lo stile è fresco, gioioso e questa volta non autocelebrativo.
Bravi.
Ciao
Bhe, che dire? Nulla si puo' aggiungere se non la voglia di ritornarci... In fondo fra 10 giorni saro' da quelle parti, per cui! Al contrario dell'avvocato io preferisco Lorenzo... Il duo lescano in questo tour e' stato esauriente, se non esaustivo, anche dal punto di vista fotografico. Il Direttore fece corso da Gastel: il duo da Bruce Weber? Anvedi...
Tutto molto bello, direbbe Pizzul. Soprattutto la nota sui pescatori che riservano il pesce ai due ristoratori: una telefonata, un mutuo scambio di interessi (io ti riservo il pesce migliore e nel contempo mi avvalgo del titolo di fornitore dei migliori).
E' molto tempo che non vado da Lorenzo: si sa della sua attenzione e della qualità del suo cuoco, tuttavia c'è un invisibile ma avvertibile esitazione nel prendere in considerazione, oggi, una visita. Nella lista dei desideri Lorenzo non compare, e ovviamente non solo nella mia. Perchè?
Io credo perchè è, è stato e sempre sarà, un posto dove ciò che si mangia è secondario rispetto al farsi vedere, al simbolo di stato, al parcheggiare il macchinone sulla zona pedonale, alla distratta sosta dopo lo shopping al mercatino di fronte. Spesso è un modo di dire "andiamo al Forte, due negozi e un gamberone da Lorenzo" per coloro che vogliono, o vorrebbero, essere alla moda, al passo: fighetti, quelli veri. Ed è un peccato.
Quanti sono consapevoli di quella qualità? Lorenzo Viani ne soffre un po'? La sua proverbiale signorilità condita di ruvidezza meriterebbe altra considerazione e diversa "immagine"?
Mah... Basterebbe evitare il forte nei w.e., in effetti. O starsene in collina e calarsi nei giorni giusti. Comunque credo che anche i cummenda sappiano apprezzare la bonta' dei piatti del signor Viani. E poi Lorenzo non e' il Bistrot, fortunatamente... O L'Osteria del Mare (stessa famiglia...): vi e' mai capitato di andarci a colazione il mercoledi', giorno di mercato (e non del pesce...) al Forte? Esperienza educativa... Intanto per il parco-auto: una concentrazione di Range-Rover barra Cayenne barra Carrera4 barra Maseratttti barra Ferrari da far invidia al salonaro di Roma. I telefoni sono ovviamente solamente BlackB o i-phone con qualche puntata sui Vertu... E le signore? Tutte bionde e mesciate. I giornali? Bhe Libero la fa da padrone, indeed. Il cibo? Mandateci Maffi&Pagano, presto presto...
lungi da me voler fare l'esegeta di lorenzo, ma posso dire, conoscendolo da molto tempo, che effettivamente un po' ci soffre.
per carità : quella resta una clientela importantissima e comunque non certo, generalmente, priva di gusto e di capacità interpretative.
comunque molto spesso è distratta, da se stessa e da quanto ha intorno( stupende gnocche e molta danarosità).
consiglio, fabrizio , per te e per quelli come noi di andarci a mezzodi' dei giorni feriali od anche al sabato, dove tutti troveranno un lorenzo meno ruvido, piu' sorridente ed anche capace, raramente, di sedersi al tavolo con te a mangiare un piatto, se ti ha inquadrato dopo qualche volta.
un due mesi fa mi emoziono' mica poco mangiando con me un piatto di spaghetti con "argiolas" ( a metà fra arselle e vongole) inesistenti sul mercato, portate da lui medesimo dopo pesca fra viareggio e migliarino.
ci aprimmo con le mani centinaia di queste piccole meraviglie, a fianco di una decina di clienti esterrefatti!!
alla fine mi disse, lui a me, che gli avevo fatto vivere un'emozione.
è per questo che mi è piaciuta questa esperienza con i due grandi della versilia: sono cose belle, sentite e fatte in amicizia .
oggi è raro, ma è quello che piace a me.
sull'osteria del mare ho già bella pronta una stroncatura pesante. aspetto luglio per replicare con il bistrot: cucina finta e non paragonabile ai due grandi. ma sarà per BEN piu' avanti .
due cose sulla versila non si possono fare a poca distanza e poi non si puo' approfittare eccessivamente dell'altrui ospitalità:-))
Il servizio è bello e vero nelle cose che dice sulla Versilia. Io personalmente preferisco Romano a Lorenzo, ma non perchè mangiare da Lorenzo sia (anche) uno status symbol. Forse perchè a "quelli fuori dal giro" non vengono dedicate attenzioni, ma l'accoglienza è un po' troppo asciutta, anche se si mangia davvero bene.
Il mio voto è per Romano, comunque!
complimenti, e' davvero un bel racconto
Confermo, veramente un bel racconto.
Complimenti a voi e al grande capo che, giustamente, ogni tanto vi lascia la penna.
Siete riusciti a scrivere finalmente un commento diverso e più brillante di quelli che spesso anche su questo blog si leggono: periodi involuti, frasi fatte, utilizzo degli stessi aggettivi per descrivere le circostanze più disparate ( intelligente, Vero, ecc) , abuso di toni entusiastici.
Tuttavia non concordo nella sostanza : se davvero si cercano i crostacei"comme il faut" allora bisogna andare a cancale, al bistrot di olivier roellinger....nemmeno lontanamente paragonabile ai due nostri modaioli ristoranti dove si spendono magari anche 150 euro a persona per ....non incontrare Claudio Lippi.
Un saluto
posso permettermi di dire che le cronache M&P sono, per quanto mi riguarda naturalmente, troppo lunghe? Ben scritte eh, niente da dire, emozioni vere e capacità organolettica notevole. Però io non riesco e non ho tempo di arrivare in fondo.
non essendo io un tipo preciso, ma puntuale si, vorrei solo ricordarti, peraltro ringraziandoti per i complimenti;-)), che la famiglia Lippi, almeno quella di viareggio, è composta da tal Marcello e da tal Davide; uno SOLO campione del mondo sia di club che di nazionale e l'altro procuratore, od ex non ricordo piu' ,di calciatori. sulla Maison de Bricouts sfondi una porta aperta; pero' parliamo di altre cose: lassu' non si sono mai visti i ,per me e non solo, migliori gamberi del mondo e cioè i nostri viola dell'alto tirreno e ligure e nemmeno certi millimetrici calamaretti delle foto che vedi( per il gusto e profumo la tecnologia ci arriverà in futuro:-)). poi a cancale hanno cose che noi non abbiamo ed è vero. ho come l'impressione che tu pero' da questi versiliesi non ci sei mai o quasi mai stato. se vuoi e quando vuoi fammi sapere. qua sto. ma non troveremo claudio lippi, credo:-))
Un pezzo davvero eccellente, educativo e spassoso (tranne che per la preoccupante evidenza sulla qualità della materia prima ittica nei locali di media fattura...)
Ho avuto l'immenso piacere di pranzare da Lorenzo il 29 maggio scorso, un venerdì a pranzo. Esperienza che rimarrà scolpita nei miei annali enogastronomici. Lorenzo Viani è un principe della sala, il suo locale perfetto ed adatto a qualsiasi tipo di cliente (in un venerdì di fine maggio, a pranzo, ho calcolato circa 20 coperti, ma le telefonate si susseguivano: servizio serale pieno per giorni e giorni, alla faccia della crisi che sembra non essere di casa al Forte...).
Condivido al millimetro le valutazioni sugli antipasti, diversi dei quali li ho provati anch'io. Avrei dato mezzo punto in più alle bavette, ma siamo nel campo del soggettivismo culinario. Immagine splendida che vi riporto, accaduta sul finale del pranzo: Lorenzo porta a un piccolo avventore di 6 o 7 anni, seduto al nostro fianco, una bacinella di ciliegie da primato.
Lorenzo Viani entra a pieno dirittto- nella mia personalissima classifica- nel novero dei sommi patron d'Italia, al pari di Antonio Santini e Giorgio Pinchiorri.
Andrebbe scritto un pezzo di colore sul tavolo dei sei clienti abituali che pasteggiavano quel mezzogiorno: si sono scolati 4 magnum di bollicine e vini bianchi da urlo.. Una scena che pareva presa direttamente da Amici Miei, anche per affinità territoriale: grandissimi!!!
A questo punto non potrò far altro che recarmi quanto prima a Viareggio...
Da lettore appassionato del Bonilli blog, infine, avanzo al duo gaudente Maffi-Pagano la proposta di dedicare un analogo reportage all'immensa Valeria Piccini di Caino: ci sono stato il giorno successivo, sabato 30, con sensazioni altrettanto celestiali. Inoltre, da cronista curioso, non mi è scappata la notizia che la famiglia Menichetti sta per approdare a Miami, Florida..
Complimenti ancora a Bonilli, Maffi e Pagano.
Mi spiace ma non condivido i commenti 8 e 11: io ho 35 anni e la mia ragazza 23, venivamo dalla provincia milanese da perfetti sconosciuti per la prima volta, ed abbiamo avuto un trattamento eccellente (il sottoscritto ha un passato da ispettore guidaiolo, fa il giornalista ma non si presenta mai, anche perché non si chiama certo Bonilli). Quanto al signor Max vorrei dirgli che personalmente abbiamo speso 125 euro a testa, inclusi Beyond The Clouds di Elena Walch e whisky di Sua Maestà Silvano Samaroli. A Milano, in alcuni posti, se ne spendono anche di più per un livello qualitativo inferiore dell'80%.
Credo che il duo non cercasse solamente crostacei, ma anche altro! E poi Cancale non e' proprio dietro l'angolo: ed il conto del Bistrot non ha nulla da invidiare a quello di Loremzo...
certo, hai ragione, mi riferivo a Marcello lippi ( non sono un grande appassionato di calcio). Da Lorenzo sono stato una sola volta in effetti e non mi e' rimasto un gran ricordo mentre da romano, avendo una mia fidanzata di qualche anno fa, una casa a viareggio sono stato tre, forse quattro volte, ma ho sempre rimpianto il pescato e la cucina bretoni (e parlo del bistrot non del restaurant gastronomiaue che ora ha chiuso) anche perché non amo i crostacei in formato mignon anche se saporitossimi e certi abbinamenti stanchi e un po scontati. E poi anche il luogo in cui il ristorante e'ubicato !
Una volta cenai da Lorenzo per lavoro e rimasi colpito da una semplicissima frittura di paranza presentata su un cartoccio: pesciolini piccolissimi, totanetti croccanti in una fragranza quasi elegante.
Ci tornai con la ragazza, sai com'è, e ordinammo la frittura: pesci grossi, più greve.
Timidamente sottolineai la differenza con la precedente, deluso perchè non volevo una frittura "normale": Lorenzo arrivò con una bottiglia di Sauternes, un trionfo di verdure e sedani e una sequenza di formaggi erborinati. Tutti ci guardavano. Non so, forse aveva intuito che alla ragazza piacevano, forse mi prese anche un po' per i fondelli, giovane ribaldo, ma fu assolutamente perfetto e imbarazzante. Quasi come il Maffi.
purtroppo, egregio federico! Ma anche viareggio per chi, come me, abita a Roma non e'immediatanente raggiungibile. E allora se proprio mi devo scomodare me ne vado a parigi e se riesco faccio sempre una puntata a cancale anche per dormire una notte allo chateau richeux, altro che il pacchianissimo Principe di piemonte!!
Caro Max, forse la sua risposta era per l'autore del pezzo giornalistico: io mi son permesso semplicemente di dire che i prezzi del Bistrot di Cancale nulla hanno da invidiare a quelli di Lorenzo. Mentre Lorenzo ed il Forte, ovviamente, hanno molto, forse troppo, da invidiare a Cancale in generale ed al bellissimo Bistrot in particolare! Ovviamente amo la Francia per cui con me sfonda una porta non aperta, di piu': visto che la porta e' inesistente. Pero' rimanendo in Versilia, anzi no, in Italia, Romano e Lorenzo (soprattutto) rimangono qualcosa di superlativo.
Un inciso: ritornando al commento di Max concordo pienamente con lui che la magia che si respira al Bistrot di Cancale difficilmente la si respira da Romano o da Lorenzo, come difficilmente la si respira in moltissimi altri ristoranti dove il cibo e' spettacolare ma il ''locale''non e' adeguato al cibo. Poi le valutazioni sul ''dove'' sono estremamente soggettive: pero' pr amando follemente Lorenzo, non posso dire che non lo preferirei diverso nell'arredamento, nei pavimenti eccetera...
caro federico, intervengo solo per un chiarimento: il primo dei miei due ultimi interventi era, in effetti, rivolto agli autori mentre il secondo a lei. Ed il purtroppo faceva riferimento al fatto che cancale non fosse dietro l'angolo. Approfitto comunque per permettermi di dirle che da una persona raffinata come lei (non la conosco ma lo deduco dai suoi interventi) non mi sarei aspettato apprezzamenti soprattutto nei confronti di un posto come lorenzo che, certo, non e' proprio chicchissimo....
un ultimo chiarimento e poi mi taccio, onde non monopolizzare il blog: quando facevo riferimento alla bruttezza del luogo parlavo di quello in cui e' ubicato romano che certo non può ritenersi gradevole ( mi ha dato la stessa sensazione del ristorante miramonti l altro a concesio, non so se lei c e' mai stato: se si, capisce quello che voglio dire)
Un saluto
Signori, a Cancale ho goduto a mangiar ostriche di varie pezzature a cavalcioni sul muretto, davanti alla spiaggia. Altre atmosfere, altre temperature, altri profumi, alghe e ortensie.
Ma è vero che uno come Lorenzo lo vedrei bene, mi incuriosirebbe almeno, in una locascion tipo La Pineta dello Zazzeri, anche per mettere in fuga i tacchi alti (le bionde mi piacciono a piedi nudi);-)))
Caro Max sta dicendo che son maleducato perche' mi permetto di dire che Lorenzo, dal punto di vista dell'arredamento eccetera, non mi piace? Mi spiace ma io queste cose le dico apertamente! Anzi... Le faccio un altro esempio: il pesce della Conchiglia di Marina di Massa e' buonissimo. Ma il locale mi mette il mal di pancia! Torno sempre volentieri alle Tamerici di Ameglia, dove il cibo e' ottimo: ma quelle tende... mi ricordano la casa di campagna di un'amica a Gozzano... Ma vogliamo mettere la semplicita' del Bistrot di Cancale? O l'eleganza campagnola (si fa per dire, ma che charme...) del Moulin di Mougins? O l'arredo retro' di gusto eccezionale del Fat Duck? Ecco in Italia spesso cibo eccezionale non va d'accordo a gusto degli ambienti... Basti pensare ai colori di Pinchiorri... Ecco, i nostri ristoratori stellati secondo me ovviamente) dovrebbero fare un contratto con Michele Bonan!
mi perdoni ma avevo capito esattamente il contrario , ovvero che Lorenzo le piacesse. E poi, certo, non le darei del maleducato.piu che a bonan, che pure mi piace molto (adoro il gallery hotel art anche se ha ceduto un po alle nefaste mode imperanti) , penserei, tanto per tornare alla Francia , a colui cui bonan e non solo si sono ispirati, ovvero al grandissimo Christian liaigre
Michele Bonan, ma anche Cesare Rovatti, Marianna Gagliardi, Stefano Dorata, Julia Scartozzoni se vogliamo restare al classico. E poi per il contemporaneo Giammetta&Giammetta, Diego Granese, Simone Micheli, Labics, Nstudio Filippo Bombace, Andrea Lupacchini, Luca Braguglia, Nemesi, Fabio Novembre......
Capisco la chiccheria di Bonan, ma mettiamo qualche nome italiano. O vogliamo tutti respirare l'aria di Provenza o guardare l'Atlantico?
A me la Provenza piace da morire e guardare l'atlantico dalle coste della Francia è altrettanto bello.
.
Ciao
Spettacolo: tutti architetti che sanno come lavorare. Michele Bonan, italianissimo, secondo me si e' espresso in modo sublime al JK Place di Firenze: tra l'altro al ristorante, lanciato da Bocus prima che si trasferisse a villa Mangiacane, si mangiava anche in modo piu' che decoroso. Poi il ristorante l'han chiuso...
Ad esempio vi siete mai chiesti perche' alle ''guide'' nel Belpaese garbano cosi' tanto i ristoranti pacchiani o pretenziosi? Sembra quasi che l'ambiente debba essere inversamente proporzionale alla qualita' del cibo!
Mi pwrmetto di integrare la lista anche con peter marino ( italoamericano) Tommaso ziffer Andrea truglio antonio citterio Matteo thun .... Bellissimo il jk place ci ho dormito un paio di notti appena aperto e bellissimo anche quello di capri.... Ma 700 euro a notte per la stanza più piccola.... Nemmeno il plaza athenee o il George V!
Il JK di Capri e' super: niente a che vedere con la pacchinaggine del Quisi... Ad Anacapri mi piace molto anche Villa le Scale, anche se e' una cosa totalmente diversa, non un design-hotel bensi' una vecchia casa di famiglia riattata ad albergo. Si potrebbe fare il gioco In e Out degli alberghi: parto con St. Tropez, in la Maison Blanche e out il Byblos!
Molto bello il post con un' unica lacuna (e mi meraviglio di Maffi :-)). Nessuna parola per una delle ragazze più brave mai incontrate, Cristina, lavora da Lorenzo. Non c'era?
Maurizio è il prosciutto casertano sugli occhi, hai bevuto o devi provocare il fidanzato? Leggi bene: "La teoria dell’acqua viene messa a dura prova perché la brava Cristina, assente giustificato il sommelier Libero Musetti, ha proposto almeno un bicchiere dopo il Guinot Cuvée riserva...."
Poi la mente è Pagano :-)))))
Maffi è sempre molto professionale, non distoglierebbe per nessuna ragione al mondo la propria attenzione dal compito che si è o gli è stato assegnato !!!
:-)))
Chiedo venia a FSG e soprattutto all'italianissimo Bonan. Ho fatto un salto logico sulla "tipicità" dei luoghi e degli ambienti. Intendevo dire che la logica della ristrutturazione o della costruzione ex novo di un locale risponde a logiche molto diverse. Penso, e la tua (perdonami la confidenza) riflessione mi soccorre, che "l'importanza" di un locale espressa dalla sontuosità/pacchianeria sia figlia di quel retaggio nazional-popolare che ha dato vita allo spopolamento di tanti centri di piccoli paesi in favore delle periferie con le abitazioni full-optional: tristi mattonelle, riscaldamento per arrivare in tempi più recenti alla vaschetta jacuzzi di serie che manco c'entri se superi quota 1,60 di altezza perchè il bagno è standardizzato sul risparmio. Il contrario di quello che fa Bonan nell'Hotel Heidelberg http://www.heidelbergsuites.com/en/ (tra l'altro doppia a 285 euro) e tanti altri che ho citato. Italiani per dire di una tipicità tradizionale o tipicità contemporanea. Mi riallacciavo all'idea espressa da Bonilli per la Festa a Vico "la tradizione è una sperimentazione ben riuscita" per cercare di superare lo stereotipo mas provenzale, casale toscano ecc che potrebbe non essere in linea con i piatti proposti. Il falso o imitato cozza con l'autenticità del gusto. Ma mi riprometto di essere più chiaro sul punto
Non è giornata.... Ho sbagliato pulsante (invia invece di anteprima per controllare l'indirizzo web). Facciamo che poi lo dico meglio ma un'altra volta. (pure logica e logiche......)
Vincenzo, la vostra recensione è un romanzo, sicuramente bello, ma mette a dura prova la mia capacità di rimanere concentrato per così lungo tempo. Sarà singolare ma prima di scrivere ho chiamato Maffi per fargli i complimenti e gli ho "rimproverato" di non aver speso due parole per Cristina, il bello che neanche lui sapeva che la fanciulla fosse stata citata e ha dato la colpa a te.... Comunque sulla "brava Cristina" mi sei sembrato un pò rachitico, Maffi sarebbe stato molto più esaustivo :-))
sicuramente bella (primo rigo) chiedo venia....è dire che oggi sono andato "ad acqua"....
Caro Vincenzo concordo: però... Nel momento in cui si parla di filiera corta (dal punto di vista agro-alimntare) etcetcetc credo che un discorso del genere debba essere rispettato dalla architettura e dalle architetture più in generale. La tipicità di un luogo dovrebbe essere rispettata: cosa che i geometrini anni '50 in Italia non hanno fatto. Basti pensare agli scempi nel Belpaese. Tre settimane fa ho percorso 250 miglia in UK da Londra a Portmeirion: la metà li ho fatti su strade quasi di campagna. Bene non ho visto una casa, dico una fuori posto!
Poi, non è necessario ''rifare'' il casale toscano nel senese od il mas a Ramatuelle: però, credo, se si avvia un edificio ex-novo molto è permesso. Il recupero di qualcosa di pre-esistente invece, credo..., debba ''sintonizzarsi'' con l'architettura e l'urbanistica circostante.
Ne è un esempio Michele Bonan che ha fatto delle cose incredibili nel centro storico di Firenze per la famiglia Ferragamo (!) ad esempio. Penso alle architetture di Luigi Vietti: prima Cortina poi Portofino poi ancora Porto Cervo, chiamato lì dall'Aga Khan Karim assieme a Jacques Couelle ed a Michele Busiri Vici. E mi riferisco non solamente a case private ma a luoghi pubblici, come alberghi o ristoranti.
Ops: ''la metà l'ho fatta...''
Sorry
bene cerchiamo di fare chiarezza e non seminiamo zizzania, per favore-)). e poi non posso fare gossip in continuazione. Cristina di Lorenzo è brava,bella e ,per la gioia di Cortese, è anche napoletana. pero' abita, con suo marito, a 400 metri da me, nello stesso paesello. è chiaro che mi astengo( ci asteniamo) da qualunque accenno anche solo minimamente "piccante". E' CHIARO????? :-))
@crapapelata: fino ad oggi i ruoli sono stati chiari, nelle cose fatte insieme: IO HO LE IDEE, Pagano fotografa e scrive il discorsivo( e secondo me è molto bravo) e fotografa; io scrivo il raccontino sui piatti e do i voti, lavo, stiro, guido e tolgo le briciole. per il futuro, se ci sarà, aspetto che anche Pagano abbia qualche idea. ma non gli do il tempo: io le penso al mattino alle 5 -6 e ne ho già una decina in cantiere. quindi lui arranca, anche per il peso:-))))
uno degli aspetti di questo racconto è stato di centrare anche il tema: ma quanta merda si mangia in versilia ed in italia come "pesce" ed affini se il 95% dei ristoranti vende congelato e molto spesso di pessima e preoccupante qualità, come abbiamo potuto verificare? tutto "legale" sia chiaro, ma..... trovate che sia un argomento trito e ritrito o si puo' dire qualcosa?
Infatti sono d'accordo con il ragionamento della filiera corta (ma visto che mi provochi con Ramatuelle, devo ricordarti la splendida importazione dello stile di una casa greca compiuta da Nicoletta Marazza). Il problema detto semplice è il Gusto. Quello o lo hai o ti affidi a qualcuno. Quando parlo di "in linea" mi riferisco alla somma paesaggio circostante + offerta piatti che deve/dovrebbe avere un risvolto architettonico e decorativo plausibile. La sintonia quindi è il passo basic (guarda cosa fanno a Parigi dove lasciano la pelle intonsa e modificano tutto l'interno). E a volte l'esterno un po' anonimo ti lascia indifferente mentre la decorazione interna è bella (resto a Parigi e ti cito l'Orenoc a Porte Maillot o il Pershing Hall in cui l'idea del giardino è ripresa in verticale da Andrée Putnam). Possiamo navigare tra mille proposte, in questo senso. Solo che la discriminante è che in Italia ci si affida all'amico compiacente o si fa in casa, mentre all'estero si è più propensi a studiare l'intero pacchetto compresa la comunicazione e l'architettura. Ma penso di non dire nulla di innovativo. Il passaggio successivo è il salto in avanti per arrivare a quel concetto di innovazione come tradizione ben riuscita. E qui sono dolori. Perchè a volte prende il sopravvento la forma sul contenuto e mangi fusion senza vedere cosa c'è nel piatto. Mi viene in mente il Bon di Philippe Starck a rue de la Pompe che è stato ristrutturato a settembre e ci sono andato proprio in quei giorni. E' ovvio che tra i due eccessi, cucina di Maria alla maniera del geometra e l'ufo c'è una via di mezzo. Ma attenzione che McDonald mette il wi-fi gratis e rischi di restare al palo come cultura complessiva. Non ci sono stato, ma la descrizione bonilliana della conchiglia al Fat Duck indica secondo me una possibile strada da seguire.
Comunque, caro Federico, mi sa che a chilometraggio siamo ben messi entrambi. La scorsa estate ho macinato 6500 km di cui un po' a girare dalle tue parti. Londra, Bath, Linton, Bude, St Ives.....
Il Fat Duck è un esempio come ce ne sono migliaia in UK o Francia. Purtroppo in Italia molti di meno. Mi viene in mente una signora simpaticissima che... no, evito. Con un caro amico qualche giorno fa si dissertava, e io chiedevo consigli a lui, di un indirizzo, di una idea: arrivo in Piemonte la prossima settimana e vorrei portare degli amici ed una carissima amica in una ''bettolina'' o alla piemontese ''pioletta''. Di quelle con la ''topia'', i tavolini sotto, un po' piccolini con le tovaglie di cotone a quadrettoni, le acciughe al verde, i tomini elettrici ed il vitel tonné. Bene dopo aver interpellato il mondo... non è risultato nulla. Perchè anche gli indirizzi più simpatici non corrispondono a quello che cerco. Cosa invece che trovo in ogni dove appena passata la frontiera di San Luigi a Latte, o lungo il Tenda. Insomma, al di là della grande ristorazione stellata (dove spesso l'ambiente circostante è dozzinale se non terribile), dei locali medi senza un perchè (tranne poche eccezioni), la ristorazione non sa più di nulla.
Per tornare alla Versilia concordo col Maffi: il cibo è tremendo. Tra l'altro per rimanere a Viareggio mi piacerebbe chiedere conto al dottor Vizzari di che fama possa godere un posto come l'Imbuto, che però l'Espresso considera in modo non indifferente. O di altri posti, tutti con un bel 14 o 14,5... Ma che senso ha dare un giudizio di quel genere a locali di quel genere?
Graaaaande Mr Pagano: ad esempio Bath... Spettacolare, ma dal nulla! Penso ad esempio al Bath Priory Hotel... Gli inglesi sono eccellenti: avessero avuto la storia e l'arte del Belpaese chi sa che avrebbero fatto...
Passando di palo in frasca, qualcuno ha visto il loghino presentato dal nostro premier per la promozione del turismo??? Poi è intervenuta la Brambilla dicendo come fosse soltanto una prova! Ci vuole coraggio ragazzi. E chiudo con un'altra riflessione: avete mai guardato i siti internet di questi ristoranti stellati? Ma è concepibile avere siti del genere???
http://www.romanoristorante.it/
http://www.enotecapinchiorri.com/
http://www.dacaino.it/?Benvenuto~easyadmin:1~italiano
confrontateli con posti non stellati in UK per esempio
http://www.tomskitchen.co.uk/
http://www.thesandsend.co.uk/home.htm
http://www.sophiessteakhouse.com/
http://www.torredelsaracino.it/
Al volo
http://www.torredelsaracino.it/
Ehhhhh... Saracino non male, affatto: ed anche il sito (forse un po' pesantuccio) però è più che accettabile!
ho dato all'uno l'email dell'altro. perchè non vi scrivete in privato? o, se proprio volete, perchè non chiedete a Bonilli di farvi un post tutto per voi sull'architettura dei siti e dei ristoranti.
a me, visto che fare questa cosa mi è costata passione ma anche fatica, piacerebbe che qui ancora qualcuno leggesse cose inerenti ai temi esposti. timidamente grazie:-)
Mr Maffi, chiedo venia... Pero' mi pare che i commenti sul cibo siano pochini... forse estendendo... OK, non rompo, continuo a cicinare...
beh, per tornare ai commenti sul cibo e visto che vico equense e' di grande attualità in questo momento, provo a dire una cosa che potrebbe essere proibita, visto il consenso unanime e indiscusso -a volte un po acritico - di cui gode il personaggio in questione. Premetto che il mio giudizio deriva da tre visite negli ultimi due anni: non trovate che la cucina di Gennaro Esposito sia sopravvalutata? ( perché a lui 2 stelle, le stesse del don Alfonso, e , per fare un esempio, una in più di Salvatore tassa?) non trovate che il suo locale sia decisamente brutto? Non trovate che il servizio sia scadente ( l ultima volta mi sono seduto alle 21 e mi sono alzato all' una, uno strazio!)
continua..... Due stelle come pierangelini!!!! Per quanto il personaggio non sia privo di asperita' la tecnica non e' nemmeno lontanamente paragonabile a quella del cuoco di vico equense che, mi sembra, con le sue feste, abbia anche il fine di ingraziarsi critici, gastronomi, giornalisti ecc. Mezzucci di cui certo Pierangelini non ha bisogno .....
Mai stato da Gennaro Esposito, mi spiace: ma dal sito non mi pare malaccio come locale e sembra molto meglio di Lorenzo.... Anche il sito internet (potrebbe esser migliore...) ma non e' obbrobrioso come quello di Romano...
@ Max e FSG
riporto il mio commento della discussione precedente
http://blog.paperogiallo.net/2009/06/festa_a_vico_il_bisbiglio_dei_cuochi.html#comments
Torre del Saracino. Chiuso per festeggiamenti. Ma anche con le sedie sui tavoli si fa ammirare per la bella ristrutturazione. Una mano felice per un locale che sprizza voglia di fare. Come il suo mattatore, un infaticabile Gennaro che ronza tra i tavoli nella serata inaugurale di pizza (e tante altre cose) con fare impeccabile. Mi fa ritornare in mente il gabbiano dei motori Seagull instancabili che sembrano piccoli ma sono in grado di fare cose grandissime. Come una Festa saporosa. 30/30
Non si e'perso gran che....
Beh, quello di romano , visitato dopo sua segnalazione, oltre ad essere incompleto e' , a dir poco, imbarazzante.
Approfitto poi del mezzo cortesemente messo a disposizione dall ottimo Bonilli per chiederle un consiglio. Mi reco ogni tanto a firenze per tenere delle lezioni al seminario tosi, in via nazionale, e sovente mi fermo a pranzo. Sono stato da mario, alla cantina antinori , agli ottimi cibreo e cibreino. Cosa mi consiglia ancora?
Grazie
Burde. Ottima carne e salumeria.
egregio sig Pagano, nel ringraziarla per le sue tempestive indicazioni, le assicuro che le mie esperienze alla torre del saracino sono state assai deludenti ( anche il luogo non e' bellissimo: un parcheggio semiabusivo e sterrato di fronte , un ristorantone pizzeria sulla destra) e mi e' sembrato che il patron non fosse privo di una certa dose di ruffianeria. So di dire qualcosa di impopolare, ma avevo intenzione di verificare se qualcun altro si fosse riconosciuto nella mia valutazione.
I miei omaggi
E mica ho detto che non le credevo! Peccato sia per lei che per Gennaro che non solo la prova ma anche l'appello siano andati male. Comunque una passeggiata sulla Marina di sera con le luci del Golfo non è affatto male.
Omaggi
eccomi qui, smentendo clamorosamente il mio socio che mi da già nelle braccia di morfeo, alle 20.30:-))))))))))))
26/04/2009:grande pranzo (con cortese e signora d'accordo ma lui la chiama cucina povera o semplice( io non ho ancora capito che vuol dire ma si vede che son duro di comprendonio ,e con me anche vignadelmar) per me voto 18,5/20. l'arredo non mi piace( sembra di essere a milano) ed un paio di camerieri non sono il massimo: e allora?
Gennaro mi pare un grande e non mi sembra ruffiano, ma gentile proprio di natura.
e poi max, sia gentile e non se l'abbia a male:giancarlo maffi si chiama effettivamente cosi', chicco federico di sangiorgio e vincenzo pagano pure, lei max come cavolo si chiama? sarà una fissa la mia ma mi piacciono le persone che ci mettono ,se non la faccia, almeno un nome e cognome, santoddio!!-)))
egregio sig Maffi uso questa sorta di nickname perché ho un nome assai lungo da scrivere ogni volta. Mi chiamo Massimiliano Luca Maglione Piromallo.
Cordiali saluti e,se non la disturba, continuo per comodita a firmarmi max. D altra parte mi sono permesso di intervenire con il mio soprannome anche in considerazione del fatto che su questo blog vengono sovente usati nomi di fantasia (gumbo kitchen, vignadelmar ecc.)
Caro Max, A Firenze io mangio una bistecca ottima dal Latini: capisco che ora si alzeranno cori infamanti... Ma sono molto affezionato a Torello ed a Sonia Latini ed a Palazzo Rucellai. Ed ammetto che godo di un trattamento di favore, come tutti i clienti/amici. Ovviamente mangio ottimamente al Ristoro di Cambi in San Frediano ed al Parione sempre in zona via della Vigna Nuova. Per il pesce? A Firenze preferisco non mangiarlo...
PS: il termine ''imbarazzante'' assolutamente appropriato per il sito di Romano (ma guardi che anche il ristorante lo e'), mi ricorda un caro amico toscano...
Buongiorno... o buonanotte! Fossi al Forte correrei a Migliarino a fare arselle: o a guardare a farle, che e' meglio, ma sicuramente a io mi farei una supernuotata! Invece essendo a Londra vo' addormi!
effettivamente, con tanta lunghezza.........pero' almeno io so che parlo,spero, con persona esistente;
ma guardi che proprio a vignadelmar avevo chiesto la medesima cosa e siamo finiti per conoscerci telefonicamente, vista la lontana sede del suo ristorante( monopoli)
e gumbo è conosciutissima da tutti. a proposito, forse non ti piace la versilia, gisella-))
@FDSG: buonanotte: gnocche come se piovesse, la notte passata?
per tornare al tema: speriamo che qualcuno ci sia effettivamente andato, ad arselle. oggi mi tocca interrompere il mio personale ramadan: mi ha invitato Lorenzo, a cui faro' assaggiare un pezzo della treccia bufalina omaggiatami del pusher di Pagano. di ritorno, visto che sicuramente mi chiamerà l'ottimo Roberto Franceschini, che legge attenzionalmente il papero ma non favella, mi fermero' pure a Viareggio. assaggio per assaggio.... :-))
E si Giancarlo, sei veramente duro di comprendonio :-))
Cucina "povera" non vuol dire scadente, ho già definito la cucina di Gennaro "ECCELLENTE".
Già so che adesso ci sarà qualcuno che mi darà del "fighetto" o dello "snobgastronomico", ma i giudizi te li fai, e saranno sempre più articolati, in base alle molteplici esperienze che si fanno. Ci sono vari livelli di cucine, come si fa a non capirlo? Abbiamo provato insieme, credo nel giro di un mese, Esposito e Uliassi, che possono apparire simili per più motivi, invece non è così. Uliassi "rischia" di più, i suoi abbinamenti, i suoi piatti, quindi le cotture, sono molto più complessi ed articolati e con questo non voglio dire che la sua cucina sia migliore di quella di Gennaro, dico diversa, anche quando possono apparire simili.
Allarga ancora di più la forbice con Esposito punto fermo. Bottura? ECCELLENTE no? Molto diverso da Esposito o sbaglio?. Le grandi tavole francesi, e passo all'estremo opposto, cosa hanno in comune con il ristorante di Gennaro? Nulla. Il piatto che più è rimasto impresso nella mia memoria è quello provato da Georges Blanc, tre stelle Michelin a Vonnas, l'anno passato. Sembra una porcheria a descriverlo invece è stato un piatto fantastico. Non ho il menù a portata di mano perchè ce l' ho a Napoli, comunque si trattava del "degustazione poulet de bresse", prodotto tipico della zona. Quando mi spiegarono che stavo per mangiare un pollo, un' ostrica e dei fagioli, tutti insieme e amalgamati non ricordo da cosa, cominciai a guardare con la coda dell' occhio dove fosse il bagno.....invece il piatto si rivelò straordinario e di un equilibrio PAZZESCO, vallo a fare un piatto così Giancarlo. La famosa minestra di Gennaro, che amo moltissimo, la cucina anche mio suocero, non così bene, per l' amor di Dio, ma è un piatto, così come gli altri piatti di Gennaro, più alla portata di tutti e, probabilmente, proprio per questo intercettano più facilmente il gusto "comune" e quindi consensi più "facili". Tutto qui.
bene. mi tengo il gusto"comune" intercettato anche su di me da Gennaro e resto duro di comprendonio, perchè secondo me resta difficilissimo fare un piatto semplice ai livelli di gennaro, proprio perchè lo fanno tutti. come si vede che non sai cucinare, maurizio:-))) di risotti, per esempio, credo di capirne ma quello di Gennaro al nero di seppia mantecato con conserva di pomodoro e zafferano, salsa di fegato di seppia e cedro candito non credo( con tutto il rispetto per tuo suocero) che si possa fare cosi' come un'avemaria. ed io ci ho provato ,testimone pagano.
infatti quando là vicino qualcuno si avventura su certe faraone di campo ripiene di foie gras i risultati sono poi quelli che sono.
uliassi poi che c'entra? infatti per me uliassi è almeno pari a gennaro. mai detto niente di diverso.
comunque se vuoi andiamo a parlarne altrove.
qui si parla di versilia, e visto che l'ho fatta anche io ,questa cosa, come puoi capire, ci tengo anche un pochino piu' del solito, umanamente ed egoisticamente parlando:-))
Perdonami Giancarlo, però se tu mi chiami in causa credo di avere il piacere e il diritto di risponderti....comunque, tranquillo, non disturberò più il tuo post (sempre con affetto eh), anche perchè mia moglie, appena levata e senza mezzi termini mi ha appena minacciato, "o me o il papero", per cui, con il permesso anche di Bonilli, vado a fare la spesa. Buon w.e. a tutti.
" mi hai convinto" , come dice Pagano.
vado a fare la spesa anch'io, per domani pero'.
Buongiorno ragazzacci... Visto che andate a fare la spesa, pls meringhe, fragole e della creme fraiche!
Posso dire la mia sull'Imbuto? Ci sono stata 3 volte e non è male, ma il voto dell'Espresso e anche il giudizio del Gambero Rosso sopravvalutano decisamente questo locale.
Ognuno è libero di esprimere il giudizio che vuole ci mancherebbe: io ho un ricordo disastroso di quella sera! A parte un tizio che all'inizio si mise a raccontare i piatti: spettacolo, che li raccontino. Ma che partano dalla trisnonna della triglia per arrivare al brodino mi sembra un po' troppo... Quando poi la triglia che ci si ritrova nel piatto non ha nessuna storia, neppure la propria, ebbene la misura è colma. Per farla breve il tizio ci mise almeno una decina di minuti per raccontare sti piatti... I ricordi della serata sono tre: la lunghezza della presentazione, lo scampo nella caffettiera sudicia e la storia del conto finale. Si era in... 5: il conto finale era 460 euro, il nostro ospite lasciò una banconota da 500, ed il resto non è mai arrivato! Allora evviva la ''mancia'', ma che sia una libera scelta e non un diritto acquisito: che almeno si faccia il gesto di portarlo sto resto!
io ci volevo andare qualche mese fa, un mezzogiorno.
le guide me lo davano aperto, invece no.e nessun cartello.
ma quel che piu' è grave è che prima dell'entrata a destra si vede la cucina( eufemismo).
era lurida, con, me lo ricordo sempre , una ciotola di burro lasciata li'ad ammuffire su un ripiano, con tracce di sporco ovunque e sacco delli'immondizia a 30 cm. lutto in famiglia?. si potrebbe giustificare solo cosi' una tale sconcezza.
ho ripiegato( si fa per dire) sul buon jonata rossi, de Il meglio di Jo, bravo e simpatico. prego i curatori delle guide l'espresso e il gambero di rivedere, e velocemente, i voti dati all'imbuto.
mi rifiuto di pensare che Cozzella sia responsabile di tale errore.
sarà stato qualcun altro:-))
Caro Maffi, se Cozzella è la signora che ha giudicato altri ristoranti della Apuo-Versilia, bhe... qualche remora mi sovviene...
Finalmente una che ha capito tutto: "ragazzi, smettete di farvi le seghe parlandovi addosso, e dateci sotto. O almeno rendetevi utili."
no caro, ho interpellato la Cozzella e ,non avevo dubbi, non fu lei a recensire il luogo.
Qui si parla di mare...il Piemonte è un po' OT, ma quali erano gli indirizzi più simpatici che avevi trovato ma che ancora non andavano bene per la topia e le acciughine? E perché non andavano bene?
p.s. concordo sul fatto che trovare locali veri, con un perché e un gusto (secondo i miei criteri) in Italia è molto difficile!
I Catari ed un po' di altri: ma risolveremo con una pranzo a Fontanafredda, colazione da amici e di nuovo pranzo all'Unione a Treiso. E se per caso tu avessi degli indirizzi in zona Alba, bhe ogni suggerimento è graditissimo! Cerea...
grazie dei suggerimenti egregio federico!
Carissimo Massimiliano è un onore, naturalmente, oltre che un autentico piacere. Cheers,
Federico
RICHIAMINO DI OGGI:
ho portato l'ottima mozzarella del pusher di pagano,Rivabianca, in assaggio da Lorenzo, che mi ha invitato a pranzo.
la bufala non si è dimostrata una "bufala" grazie al cielo. meravigliosa .
testuali parole di viani" mi sembra di stare sotto ad una mammella di una bufala".
abbiamo mangiato solo,per fortuna, un risotto con porcini della garfagnana buoni ma chiaramente ancora senza buona parte dei profumi di sottobosco e straordinarie moleche leggermente fritte, assolutamente paradisiache, mentre l'ottimo giacchino ponchielli ci scrutava beandosi del suo pezzo di bufala, gocciolante.
tutto cio' mi fruttava in dono qualche bottiglia del famoso ansonaco di carfagna, che dovro' purtroppo condividere con Pagano, visto che la bufala ha viaggiato grazie alla sua intercessione. me ne faro' una ragione.
poi, doverosamente, sono passato pure dai Franceschini che all'alba delle 15 ci hanno dato dentro pure loro, e di buona lena, con applausi.
me ne resta un pezzo con il quale devo fare felice un'intera famiglia.
la settimana prossima dovro' ordinarne una buona 10 chilata, per riaccontentare tutti comme il faut.
Stefano Bonilli ha editato una guida. Ma il Latini e i l Cambi non sono stati mai citati (o era tutto sbagliato oppure le orecchie non volevano ascoltare). In altre guide ricordo stroncature.
Duro lavorare a Firenze se i pochi gastrocuriosi si accontentano di certi locali... il nazional popolare incombe. Il Bistrot tal dei tali, la Torre del Saracino...., poi qualcuno vi chiede un consiglio su Firenze e le risposte sono queste?
Guardi buon uomo: io ho espresso un giudizio personale. E l'ho pure motivato... Poi Lei faccia quel che crede: ci mancherebbe anche.
Come direbbe Lord Montagu: enema.
Cheers!
Guardi signor Gilberto: se da profano dovessi giudicare il suo sito internet, bhe...
Nel mio post son stato estremamente, non molto, chiaro: ho un rapporto generazionale con Palazzo Rucellai e la famiglia di Torello e Sonia Latini. Sono stato non esauriente, bensì esaustivo (il Devoto-Oli potrebbe essere d'aiuto) sostenendo che da privilegiato, con altri privilegiati, vengo trattato in un certo modo al Latini. Inoltre amo la zona di San Frediano dove i miei genitori hanno avuto una casa al Carmine per decenni. Per cui è naturale andare al Cambi.
Poi, se lei intende male, questo non è colpa mia: il suo ristorante non lo conosco e, mi spiace, dopo la premessa, lo eviterò: come il vaiolo. No come la peste bubbonica.
Stia bene, sa?
Sig. Gilberto, come non dare ragione a FSG dopo aver visto il suo sito poco invogliante. Nemmeno io lo conosco, ma sa, io sono il diplomatico ;-)
Carissimo Pagano, non ho parole... Ma apprezzo la vicinanza. In ogni caso il match Argentina contro il resto del mondo (dove spiccava un cavaliere italiano, team Loro-Piana) è stato un esempio di grande polo. Dubito che dalle parti del signor Gilberto lo si possa apprezzare: considerato il sito, of course. Kind regards, Yours
f.
Sapete questa discussione che mi ricorda?
Fabio de Luigi in "Guastardo": Ah, la tauromachia...!
Ma ogni tanto a lavorare mai, eh?
Beati voi, che iddio vi conservi.
Sappia che di lavora. Assai. Anche se in modo differente.
Sempre che fabbbbiodeluigi lavori....
si
non
di
ma il k imperversa...
ops!
Adoro la conserva: di cipolle di Tropea
sulla questione"andate a lavorare" dico la mia, difendendo pure compare vincenzo e l'amico oltremanica fdsg: il problema è saper ottimizzare i tempi, talvolta ed anche ,nel mio caso, aver trovato il coraggio di rischiar di mangiare pane e cipolla tutta la vita, per avere chili di libertà, che poi è l'assoluta e vera ricchezza.
a bergamo se non lavori 14 ore al giorno sei un fancazzista . infatti me ne sono andato: i miei conterranei, non dico tutti, cosi' facendo si trovano visioni di vita e di mondo limitate, minchiate semi-plus razziste in testa ed anche troppe corna in casa.
pagano credo lavori soprattutto davanti al computer e quindi è piu' facile giochinare ogni tanto, e poi è capace di lavorare fino alle tre di notte ora in cui l'autore del post 85 penso dorma. fdsg se la gode , beato lui e va di relazioni, credo, peraltro molto private:-)) e ,meno,pubbliche.
tornando a temi piu' consoni dico che se dovessi giudicare i ristoranti dai loro siti, mangerei sempre a casa. quindi evidentemente non si puo' equazionare sito-cibo. che poi i nuovi cerchino il bello anche nel sito mi sembra giusto.
a me pero' mette perfino dubbi sulla qualità ristoratoria, invece.
mi piace da sempre, da goloso, quello di Uliassi. ma mi sono convinto che si mangiasse bene solo quando ci sono andato. il sito mi sembrava anche troppo. ora, che da mauro ho goduto posso dire che il suo, di sito, è il piu' goloso che ci sia e ti invoglia a tornarci di corsa.
ma naturalmente i professsssoroni di estetica architettura e tuttologia varia, pagano e fdsg, mi stordiranno con le loro elucubrazioni:-))))))))))))) a proposito genialoni: ma il mio amato tomaso buzzi lo conoscete?
sig. gilberto, ho letto i commenti sulle guide riguardanti il suo locale, ed i voti: 14,5/0 e 76/100.
io che abito relativamente vicino verro' a trovarla, se mi permetterà di fare qualche fotografia.
pero' non se l'abbia a male: i due " filosofi" seriali questa volta hanno proprio ragione: il sito fa schifo.
la ristorazione fiorentina per quanto mi riguarda è un problema, ma non per firenze in sè . in realtà ci sono tante magnificenze in regione... io vado da Burde,che restando fuori è piu' comodo.dai pinchiorri non ci penso proprio. i voti al cibreo sono eccessivi e non ci vado piu' ; alla cantinetta antinori si mangia inadeguato al locale e poi mi intrigava una gnocca televisiva che mangiava li. risolto il problema ho smesso con firenze, ma da lei verro' perchè finalmente un ristoratore scrive qui e quindi lei mi incuriosisce. faremo due chiacchere se le farà piacere, sempre tenendo conto che io sono un appassionato, eehh, mica Cozzella.
Egregio Maffi, mi spiace contraddirla: nel 2009 un sito internet conta (e non e' solamente la mia opinione) e molto. Potremmo girare la domanda ad Oscar ''Natale'' Farinetti. Un portale e' un biglietto da visita: mi spiace ma non mangero' mai in locale del quale non posso vedere le cucine e da qualche tempo evito i locali che hanno portali internet catastofrici.
Poi son convinto che al Pane&Vino si mangi divinamente bene e si beva ancora meglio: ma avendo io gusti nazional-popolari, continuero' a incontrare gli amici a colazione al tavolo d'ingresso dal Latini ed a pranzare con della carne eccellente al Cambi.
Ed ora rifocillato da un buon caffe' e da due gallette Duchy, essendo quasi le sette (nel Belpaese le otto) mi accompagno al canone per una salutare scampagnata: cheers!
Uh, mi alzo presto e prima di mettermi a lavorare ai modelli Unico e ICI (eh, caro scenedilottadiclassea..., ottimo film complimenti, qualcuno lavora pure di domenica: mica come quelli scioperati della triade Maffi/Pagano/FdSG) leggo questa nuova diatriba che non rende giustizia all'interessante articolo della coppia gourmet M&P.
Dichiaro subito che sono due giorni che sto male (salivazione azzerata, apparizioni di gamberi e seppioline sulla scrivania) al pensiero di tutto quello che si sono sbafati i due inappetenti e che è troppo tempo che manco dai tavoli di Romano e Lorenzo.
FdSG ha comunque ragione: oggi un sito web completo e aggiornato spesso fa la differenza e non è male farsi un'idea di quello che troveremo in tavola e, perchè no, pure del costo. Quando però parliamo di grandi artigiani del settore, come i due versiliesi e, se permettete, il grandissimo di San Vincenzo il fatto di non avere il sito internet (o averlo poco friendly) passa decisamente in secondo piano.
Spezzo una lancia (non in testa come meriterebbe per essere entrato nel blog come Goicoechea su Maradona nell'83) a favore di Gilberto, titolare del Pane e Vino di Firenze: il suo sito web fa pena e abbisogna di una notevole ristrutturazione ma nel locale si mangia davvero bene anche se i prezzi sono più vicini a quelli dell'Ora d'aria che a quelli del Cambi e del Latini...
Fine OT e adesso scrivete qualcosa sulla Versilia non dimenticando il Piccolo Principe, terzo incomodo inferiore come cucina ma con location invidiabile (un po' come il Relais Blu in confronto ai grandi della costiera, vero Maffi ?)
leo credo abbia ragione riguardo al Piccolo Principe. dico credo perchè essendo chiuso a pranzo mi pone il problema che mangiarci la sera in solitudine non è il massimo per un romantico come me.
e credete bene che andarci tenendo la manona al pagano non è ne per me ne per l'osservatore quasi romano una bellissima idea.
ma l'estate è arrivata. e quindi qualchuno riusciro' a raccattare per provarlo.
pero' leo non la racconta tutta: la famigliola che si sbaferà l'ultimo pezzo di bufala rimasto è la sua.....
Arrivato ora in campagna: giornata spettacolare! Caro signor Leo, All'ora d'aria il cibo e' ottimo: peccato per le sedie abbigliate, l'arredamento ''vorrei ma non posso'' ma soprattutto per altro, e dettaglio... Ma quando la finiranno i ristoratori di mettere l'articolo davanti al nome del piaatto nelle loro liste??? ''LA terrina di Fois Gras, IL palio di prosciutti, LA ribollita di mare''!!! Assolutamente intollerabile... Il Piccolo Principe non e' male e non e' poi vero si mangi cosi' male: ha pure una stella... Ma molto meglio andare da Franco Pampaloni da Annetta: al Forte, of course.
Eh già... :-)
Dacci oggi il nostro caviale quotidiano, rimetti a noi i nostri gamberi rossi, come noi li rimettiamo ai nostri pescatori. E non ci indurre in Forte tentazione, almeno non più di una volta alla settimana, ma liberaci dal Pane. Amen.
Apprezzo molto il blog di Bonilli e commento/foto su Romano/Lorenzo di Pagano/Maffi. Ringrazio ancora Giancarlo per la mozzarella che si scioglieva in bocca diventando latte pannoso degustata al tavolo assieme a Lorenzo.
2 ristoranti diversi con proposte differenti tutte sotto il comune denominatore dell'eccellenza, con 2 diversi personaggi.... Da non perdere né l'uno né l'altro.....anche per le loro cantine...
A presto
Giovanni
Il caviale un mi garba, mi spiace: lo lascio a lei, molto volentieri...
Esimio FdSG, lasci perdere il finto perbenismo del nostro scenedilotta... (un nick più corto, no, eh ?) Il caviale, se ben inserito non certo quelle tartine da arricchiti degli anni "80, quando saremo attovagliati al medesimo desco lo lasci pure a me insieme a ostriche, tartufi, datteri di mare e tutta quel cibo che fa tanto Forte... :-))
Eh no illustrissimo... il caviale lo lascerò a lei: ma ostriche, tartufi ed altro bendidio preferirei lasciarlo nel mio, di piatto! Che ne pensa del Corton Charlemagne del caro marchese Jean Charles de la Moriniere? '05, naturalmente: finite le nove buche ne attaccheremo sei bottiglie... in tre!
Ahimè, ne penso tutto il bene possibile anche se sui vini sono un incompetente dichiarato e, lottadi... non se ne dolga, amo accompagnare i piatti con del buon champagne :-)
La invidio molto anche per quelle nove buche: Billingbear Park ? ho tirato ad indovinare, eh...
bene,bene, benissimo: comincia a quagliare per sedimento naturale una certa festicciola che si potrebbe fare sulle colline viareggine, a luglio. al momento la vedo cosi':
fdsg
leo,a titolo personale( lui sa cosa intendo)
pagano e signora( vince. ha diritto di cronaca)
giovanni dal forte( che fa anche da medico seppur oculista)
fabrizio provera( ha scritto qui zucchero per le mie orecchie e quindi ha diritto a culatello berkeliano)
maurizio cortese e signora(per la quale è pronto un gianduiotto di gobino da 3kili)
fabrizio scarpato( non che si sprechi molto ultimamente, ma abita vicino)
almeno 4 pescatori che hanno partecipato al racconto, ovviamente col pescato)
cuochi, proprietari e sommelier dei due ristoranti( si cortese, ci sarà pure cristina)
nicola giannettini del grano salis con laurenzi
gisella"gumbo", che tanto opporrà banali scuse e non verrà
bressanini dario, che opporrà interessanti scuse e non verrà
per il momento basta cosi', ma c'è ancora posto.
ovviamente, a puro titolo personale e non in nome e per conto di giornali e blog si intendono assolutamente invitati:
stefano bonilli( al quale verrà fornita kefia di cachemire in caso di vento) e signora
enzo vizzari, anche con paolo(sappia pero' il figliolo che qui non ci sono gnocche da guardare)
eleonora cozzella, anche senza compagno.
per il setter di fdsg e per il mio cagnone viene fornito servizio veterinario.
NON è invitato paolo marchi.
è uno scherzo?
lo sapremo solo vivendo......
Carissimo Leo, Billingbear è un posto fantastico, nel Berkshire: io sono al Puttenham, Guilford (paese natale di P.J.Wodehouse), Surrey. E non vedo l'ora di stappare quelle bocce di Corton: infatti sono molto sconnesso sul campo ed il mio swing è penoso... gioco un driver come fosse una mazzaferrata! Col putter va un pò meglio in effetti...
E chi sarebbe Paolo Marchi? Come nasce? E perchè non lo invita? E' antipatico? Supponente? Sgraziato? Berlusconide? O astemio???????????
Per tornare a bomba alla cucina ed alla Apuo-Versilia al di là di Lorenzo&Romano quali sono invece i ''bagni'' dove si mangia decorosamente? Io apprezzo Annetta ed il Pennone al Forte. Poi mi garba assai il Lidino a Viareggio (a fianco del Principe). Non mi dispiace l'Henderson a Poveromo: in zona anche il Circolo della Vela a Ronchi non è poi male... Spingendomi verso Vecchiano mi piace l'atmosfera da vecchio circolo ACLI del perlappunto circolo ACLI di Migliarino...
Chi è socio qui?
http://www.alcolgym.com/
Complimenti per l'articolo, preciso, dettagliato ma anche spassoso. Lorenzo e Romano mi piacciono molto, Romano lo frequento di più, sia per comodità (avendo una casa a Viareggio) sia perchè, in certi periodi, se posso, evito il Forte ;)
Festa sulle colline viareggine? Potrei unirmi a voi? :)
Io sono sulle montagnole reatine, in compagnia di comune conoscente del Grande Capo. Siamo sull'agricolo biologico
Questo post è talmente lungo che ho notato solo adesso la domanda di Maffi rivolta a me, al lontano commento 63:
in effetti, la Versilia non mi piace. Per me la costa toscana inizia più o meno a Calafuria. Ho visto una volta Viareggio d'inverno completamente deserta e non era tanto male; ma d'estate proprio noooo. Però ho letto comunque volentieri il vostro racconto eh!
Non so, a mio parere si parla troppo di persone e poco di pesce....
finalmente una gentile signora, o signorina. certo che puo', anzi deve. le faro' sapere. lei legga sempre qui.
a proposito , nel caso avrebbe una cagnolina di buon aspetto e di spirito libero per il mio cagnone. lui è un bel meticcio , con sangue labradoriano, gentile e perfino timido, disposto persino a fidanzamento.
@gumbo: come sempre hai eluso l'invito. comincio a pensare che tu sia un ectoplasma automatico internettiano, ma leo dice che esisti veramente. sarà.
il post è lungo , è vero, ma capisci che due ristoranti e due giornate intere piu' di tanto non si potevano stringere.
avevo proposto al pagano di farne due ma lui mi ha ,credo giustamente, mandato a quel paese dicendo che non si poteva monopolizzare casa altrui in quel modo. l'esperto è lui, e quindi.. ma si sa , io sono un po' ingordo:-))
perchè? preferisce la carne:-))
Eh, calma, non ero ancora arrivata all'invito!
Però il risultato non cambia molto perché a luglio:
1. ho le mie uniche 2 settimane di ferie estive in cui sarò già altrove
2. appena torno ho le ultime prove prima di suonare a un festival con i miei gruppi preferiti di sempre (e ci terrei a evitare figure barbine)
3. se avanza un po' di tempo andrò in giro con gli amici di Roma, Detroit e Memphis perché -senza offesa - l'ambiente rock'n'roll è molto più divertente di quello enogastronomico.
Fine del mese, torno al lavoro con divieto assoluto di ferie. In ogni caso, almeno uno dei miei due cani non andrebbe d'accordo con i vostri.
Non so se le scuse sono banali, ma resto ectoplasma; grazie dell'invito comunque. :-)))
poker, ma non pokerissimo: su cinque domande, quattro verità e una castroneria, alla quale sono peraltro abituato. certo che essere originali è difficile, soprattutto quando non si conoscono le persone.
e a data nota, vi farò sapere se posso accettare o meno il non invito, mercoledì 8 ad esempio nulla mi schioderà da San Siro (e il 23 dal Friuli a Udine), bene invece il 24 o il 25 lungo la strada tra Canavese, Levanto e colline pescaresi.
buone cose
oloap
Per quanto riguarda il pesce, come detto, l'idea iniziale di un confronto sul cucinato tra 2 grandi chef della Versilia si è trasformato nella "verifica" della filiera mare - piatto anche causa articolo di rivista quotata che inneggia alla freschezza del pesce della Versilia e cita i due "big" solo per dovere di cronaca. Mi permetto di sottolineare che per parlare di prodotto bisogna necessariamentr di uomini perchè Lorenzo e Romano possono permettersi di comprare al telefono ma se andassi io dovrei accontentarmi del nulla. La credibilità di un ristoratore è il viatico per acquistare prodotto di alta qualità ed il circolo virtuoso si chiude in sala con il cliente che apprezza quel piatto e quella materia prima. Parlare di Lorenzo e di Romano ha questa intenzione. Il dubbio che si parli con facilità di pesce fresco mi è aumentato con il semplice raffronto effettuato con la mozzarella di bufala spesso troppo bufala e poco mozzarella. Il caso di aver incontrato il Presidente di Rivabianca, che considero tra le migliori e comunque sempre nel novero del podio, e che questo prodotto sia stato apprezzato a 500 km di distanza nello stesso luogo del confronto del pesce mi fa comprendere che i protagonisti delle storie sono gli uomini con le loro scelte. Giuste o sbagliate. Ma che devono sempre essere chiare, come si è tentato di fare in questo racconto.
l'unica castroneria potrebbe essere che è astemio, ma non è vero perchè a vico l'ho vista con bicchiere in mano ed a sorseggiare.
quindi il C.F.D.S.G. ha fatto il pieno.
ed è inutile che ci dica i suoi movimenti. anzi no: servono per non andare negli stessi luoghi in quei giorni.
il metodo di conoscenza delle persone per quanto mi riguarda è semplicissimo: osservo il giornale che leggono. lei addirittura ci scrive: figuriamoci se l'invito!!
poi ci sono le eccezioni, naturalmente.
ma quantomeno devono avere un sarto, vivaddio:-))
Perche' essere originali quando e' possibile essere se' stessi? Ma e' lei l'organizzatore di quella ''bellissima'' cosa in London? Appero', compliments. Indeed.
ps: credo non sia astemio.
Che peccato partire questa settimana: quasi quasi rimando e prenoto subito on-line.
tranquillo, la possibilità di essere gomito a gomito ai concerti di U2 e Springsteen è minima, però sempre disposto a indicarle fila e numero di posto così si regola ed evita, nel caso, di ritrovarsi accanto a un appestato. e complimenti per l'intelligenza del metodo di conoscenza, ma preferisco tenermi il mio che va ben oltre i vestiti e i giornali che uno indossa o legge e a volte pure scrive.
astemio davvero no. su tutto resto, a voce e vino/cibo muniti che è sempre un ottimo modo per conoscersi
oloap
mi ha convinto, marchi.
cheers...
quoto il bressa: troppe persone (o meglio troppi nomi), troppi birignao, cibo poco.
quarti (o quinti o sesti) di s-nobiltade, antichi lombi piuttosto che lombate, e punte di vetero-camouflaggiose perfidiàggini.
e, sopra tutti, fichetto d.s.g. che giorno e notte blinka e twinkla sovra i mirti e fra le rose, sovra molli erbe odorose, e discetta e trincia e trancia, storcendo il nasino e ammansendo il volgo, ma convinto scrive - più d'una e più di tre - bhe anziché beh, o magari anche solo bè.
eufemistichevolissimevolmente, maccheppalle.
cibo poco???????????????
cazzo diteci tutto ma non cibo poco: 9 piatti da romano e 10 da lorenzo, dolci esclusi.
comunque , per fortuna a qualcuno il nostro racconto non è piaciuto:-))
venga alla festa, impronunciabile nick name, la ingozzeremo per bene:-))
Schlaks, massimo rispetto a te!
Con tutto il rispetto, appunto, e con tutta la cordialità, a volte mi pare una soap-opera, più soap che opera invero.
Ora chiamo un po' di amici che guadagnano milleduecentoeuroalmese, vediamo che scrivono loro.
Pauperismo? Macchè pauperismo! I Corton piacciono a tutti, sapete? E anche i Salon, se proprio volete.
Non è pauperismo, è senso della realtà.
Ah, la Tauromachia!
Infatti, chi dice nulla! Io quoto Bresse e le poulet... I quarti altrui li lascio ad altri, anche i quinti... Bastano e avanzano quelli che ci sono. Cheers!
''Della superiorita' della Gallina di Bresse su quella di Saluzzo'' di P.J.Wodehouse... interessante... Con la prima ci starebbe anche un Mersault; e la seconda? Gaya e Rey?
Rendez-vous a dicembre: les Glorieuses de Bresse
Più modestamente, a settembre chez moi con i polli di casa mia. Rosso di Sovana per restare in tema o a chi va sul consolidato, Morellino di Scansano - ça va sans dire
Rosso di Sovana non male...
E anche un po' di formaggio di Sorano, quello buono, per ingannare il tempo in attesa degli amici che ritornano dalla caccia
Complimenti al duo Maffi-Pagano per tutte le considerazioni svolte e siprattutto per il giusto risalto dato a quei grandi Professionisti di Lorenzo e Romano.
In ordine poi alla festa in preparazione...io vivo a Pietrasanta.
siprattutto=soprattutto
buon tutto allora
(Ri)entro tardi nel giro, ho perso molte battute, ma tengo a dire che apprezzo molto (condividendo praticamente tutto) il molto (troppo) che Cric e Croc hanno scritto su Lorenzo e Romano.
ovviamente invitato!!( ci stiamo lavorando nulla è sicuro) nome e cognome? oppure si relazioni presso roberto franceschini . ha i miei numeri.
Egregio Maffi, ma quindi chi NON è invitato?
stupendo c.f.d.s.g.: abbiamo ancora un po' di spazio, come dicevo sopra. quindi perchè non invitare un gentile signore di pietrasanta. lei , a proposito, con quei quarti di nobiltà non ha qualche contessina o nobildonna in genere da portare?
Le nobildonne meglio lasciarle a casa a sorvegliare l'argenteria: non si sa mai con la gente che circola oggigiorno in campagna... Però avrei due stupende servotte leggermente in carne e con un bel colorito roseo roseo: da Rovigo...
Ringrazio il Sig. Maffi per la cortese e sollecita risposta.
Il mio nome é Giuseppe Grammauta, rimango a disposizione per il "necessaire".
Più ancora della descrizione comparata dei due locali, ho trovato di particolare interesse e attualità la prima parte del post: il mercato del pesce è affaire delicato assai, e a fronte di pochi eletti che oltre che alla loro competenza possono fortunatamente e ciecamente affidarsi ad un rapporto di fiducia con il loro fornitore, migliaia di vacanzieri invaderanno a giorni la Versilia (e mille altri luoghi di mare) e felici come bimbi sciameranno la mattina verso i porti per comprare il pescato del giorno dal rude pescatore.
Sai le risate, poche ore dopo, di coloro che avranno venduto equivoci animali marini di dubbia provenienza e certa anzianità, scongelati poc'anzi nelle torbide acque portuali, all'ingenuo cittadino...
Ma di questo spunto assai interessante negli oltre 130 commenti successivi trovo poca traccia, persa in un cicipeciciap tra compagni di merende, simpatici e gelosi della loro esclusività. Pazienza.
Poi oggi mi salta all'occhio un breve articolo di un giornale locale ed è così calzante il contrasto che mi piace sottoporvelo.
Poi, ancora, perfido si insinua un dubbio birichino: ma db9 quanti anni ha..? :-)
P.S.: se avanza un posto per la gita sociale a Roses, ben volentieri romperò il diaframma virtuale e con lui il salvadanaio.
Io sono socio su www.alcolgym.com
Serve qualche informazione?
Complimenti per l'articolo, preciso, dettagliato. Lorenzo e Romano mi piacciono molto. Grazie a entrambi per avere portato l'alta cucina versiliese a livello internazionale.Ora tocherebbe alle nuove generazione,"PROIETTARE IL TUTTO CON UN FORMAT INOVATIVO".
Diffatti dopo una straordinaria esperienza internazionale,Lo Chef Filippo Licata, offre un servizio unico in Versilia, che unisce la casa al mare e la buona tavola, il suo servizio completo si chiama "Chef a domicilio". Per info. www.filippolicata.it
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I think all the attention around The governators kid these days is insane. Just leave the kid alone..perhaps The Governator needs to go to the media questions, but leave the kid to himself.
We belive all the attention around Arnold's love child these days is crazy. Just leave the little guy to himself..maybe The Governator needs to answer spotlight, but just leave the poor kid to himself.
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