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Lug 2009
ore 09:57
ore 09:57
Congressi gastronomici in concorrenza
Martin Berasategui, Juan Mari Arzak e Elena Arzak
Stamattina leggendo qua e là sul web ho trovato nel sito di Apicius questa domanda: San Sebastian o Alicante?
Si parla, per chi non lo sapesse, del Congresso di Gastronomia di San Sebastian, un classico, il più famoso congresso del mondo e di un nuovo congresso, esplicitamente in concorrenza, quello di Alicante.
Qual è la novità?
Che a San Sebastian non c'è più Garcia Santos, che ne era l'organizzatore e l'anima - nei fatti è stato cacciato dopo avere litigato con tutti - e che lo stesso Garcia Santos ha messo in piedi un congresso alternativo a Alicante.
Così alternativo da tenersi dall' 8 all' 11 novembre, mentre quello di San Sebastian si terrà dal 23 al 25 novembre.
Si domanda Apicius, mettendo un vero e proprio questionario: andare a San Sebastian? Andare ad Alicante? Andare a tutti e due? Non andare a nessuno?
Cosa faranno i cuochi italiani? E i moltissimi giornalisti ormai di casa nella città basca?
In effetti ormai c'è l'inflazione di queste manifestazioni in Europa, Australia, Stati Uniti.
I congressi gastronomici, quelli veri, organizzati bene e utili sono pochi e tanto per i cuochi che per giornalisti e appassionati si imporrà una selezione e una scelta.
Chi di voi è stato a uno di questi congressi?
Chi è stato a San Sebastian?
La crisi imporrà tagli e scelte, cosa faranno i cuochi italiani più famosi, i Cracco, Bottura, Alajmo, Iaccarino, Esposito ecc... che da San Sebastian hanno avuto un'investitura internazionale?
Stefano Bonilli
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CATEGORIA International Chefs | TAG Alajmo, Alicante, Bottura, Cracco, Elena Arzak, Esposito, Iaccarino, Juan Mari Arzak, Martin Berasategui, San Sebastian
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la domanda, peraltro non nuova, che mi sono sempre posta è: mi si nota di piu' se vado oppure se non vado?
la risposta, nel mio caso, è nuova ma anche vecchia: non mi si nota comunque:-))
il che, soprattutto se decidessi di andare, non è detto che sia un male......
Non sono mai stato a San Sebastian però ho chiesto lumi ad Ernesto Iaccarino, dato che mi trovo al Don Alfonso.
Ernesto mi ha riferito che sicuramente all'inizio questi congressi hanno rappresentato una novità assoluta perchè si aveva per la prima volta la possibilità di condividere informazioni su tecniche e tecnologie dai cuochi di tutto il mondo.
Questo ha rappresentato uno stimolo concreto per la crescita della ristorazione. Oggi probabilmente ci sarebbe bisogno di altro, più al passo coi tempi, come l'aiuto che potrebbe dare internet per condividere, attraverso un database, quelle informazioni on line che prima venivano rese pubbliche una volta l'anno attraverso il congresso.
Così facendo si potrebbe creare un canale comune di know how condiviso, interfacciandosi anche con altre discipline pertinenti l'alimentazione come la dietologìa e la farmacologìa in modo da fare passi sempre più sicuri verso il progresso, anche in cucina.
Io penso che anche il rapporto personale sia importante e quindi vedo una logica per alcuni di questi congressi, San Sebastian per primo, anche se c'è da verificarne la nuova impostazione.
Ma penso che dopo dieci anni il meccanismo del congresso in sè si sia usurato e che il nuovo di cui si parla, nuove impostazioni e nuove idee, sia auspicabile se si dimostrerà un nuovo con basi di concretezza.
E soprattutto risponda a una reale domanda da parte dei cuochi, della stampa e del pubblico.
E cosa che volete che facciano gli italiani? Andranno in pellegrinaggio ad Alicante prima e a San Sebastian...magari passando per Alicante scopriranno il miglior gelato del mondo e incominceranno a promozionare in giro per il mondo il gelato iberico a gratis ovviamente...Scherzi a parte in un momento di crisi internazionale come questo non sarebbe il caso di organizzare un congresso sotto casa per ripensare la cucina italiana, invece di andare in pellegrinaggio dai maestri spagnoli che hanno insegnato al mondo a cucinare...
Il problema vero è che San Sebastian, al di là dei contenuti del congresso, era diventato un punto di riferimento, un'occasione per incontrarsi e per riflettere e per parlare. Poche volte si sono visti tanti cuochi tutti insieme e il fatto che ciò avvenisse in una "capitale gastronomica" invogliava molto ad andare. Non sarà facile ricostruire questo ad Alicante, così come non lo sarà per i nuovi organizzatori mantenerlo al Kursaal.
Detto questo Garcia Santos ha il merito di avere spesso saputo proporre il nuovo. E ha già annunciato molte novità per Alicante, che vuole a tutti gli effetti essere un congresso nuovo e non un "trasferimento" di quello basco. Sembra che stia mettendo molta carne al fuoco sul fronte del "low cost" e che basso sarà anche il prezzo del biglietto. Staremo a vedere ma è molto probabile che il nuovo sia ad Alicante e non (ahimé) a San Sebastian.
È molto probabile che il nuovo sarà altrove... Perafrasando casa Vianello che barba , che noia! Quanto poco bisogno di congressi e di cavalli da corsa ci sarebbe e quanto bisogno di tornare a parlare, discutere, persino litigAre laicamente, senza preconcetti e vie Pal, di cibo, cucina, materie prime, con passione genuina... Di questa ne vedo poca e ce ne sArebbe un gran bisogno
ps Stefano assai bello il tuo richiamo alla concretezza, un nuovo valore! Chapeau
ciao A
E se il 'nuovo nuovo' fosse invece il Loft Kitchen Project del cuoco portoghese Nuno Mendez Che viole ospitare 'a resisenza' nel suo locale londinese dei giovani chef di tutte le bandiere e estrazioni sociali -quindi non solo i soliti noti- per dei periodi a durata variabile aperti al pubblico x dei workshops poco immaginabili nel conteston dei + istituzionali congressi?
Se guardiamo le date ( Alicante 8 - 11 Novembre e S. Sebastian 23 - 25 Nov ) si può più parlare di un Congresso diviso in " due " anziché di due nuovi congressi. S. Sebasatian aveva certamente una valenza mondiale, vero e proprio punto di riferimento. Di sicuro a mio parere, al di là di chi sarà presente all'uno od all'altro congresso ci ha rimesso l'immagine dell'avvenimento.