02
Lug 2009
ore 12:32

In difesa del cibo buono

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Pollan_cop_difesacibo.jpgHo letto in treno tra Roma e Bologna e ho terminato la lettura al ritorno da Bologna a Roma dell'ultimo libro di Michael Pollan, l'autore de Il dilemma dell'onnivoro.
Ha un titolo, In difesa del cibo, e una copertina - una foto a colori di Paul Outerbridge, Dispensa - nel solito raffinato stile Adelphi ma contrariamente all'altro è un libro che guarda al mercato e ai modi di vivere prettamente americani e che letto da un italiano sembra più un libro di profezie sul futuro - tragico - che verrà, piuttosto che sul presente.
Il mondo attuale dell'alimentazione, dice Pollan, è in mano all'industria alimentare che compra e corrompe in modo soft tutto e tutti ed è in mano ai nutrizionisti.


Michael_Pollan.jpg
Michael Pollan - Wikimedia Commons

Chiariamo subito che io non sono un tecnico, uno specialista nè un nutrizionista.
Il nutrizionismo è un'ideologia, dice Pollan, che si basa su un postulato comunemente accettato ma non dimostrato che afferma che la chiave di comprensione degli alimenti è il nutriente.
Il nutriente non si vede e quindi è un po' misterioso e sta agli scienziati e ai giornalisti che diffondono le loro idee spiegarci la realtà nascosta del cibo.
Una concezione quasi religiosa, commenta Pollan.

Altro postulato dei nutrizionisti messo in discussione è quello che dice che lo scopo essenziale del mangiare è conservare e migliorare la salute fisica.
Ci sono altre culture che nel cibo vedono il piacere, la convivialità o l'identità e ciò non rende quelle popolazioni meno sane.
Dal presupposto che la funzione del cibo è promuovere la salute fisica discende che i suoi componenti verranno suddivisi a seconda dei loro effetti sulla salute, in buoni e cattivi.
E così nell'Ottocento il nutriente dominante sono state le proteine, nel Novecento i grassi e nel Duemila sarà la volta dei carboidrati.

La grande industria adora i nutrizionisti e la margarina e il latte per neonati sono due monumenti falliti di questo matrimonio.

E qui arrivano i capitoli del libro che per un italiano sono ancora, per fortuna, solo in parte sconosciuti o non praticati perché Pollan dà una serie di consigli, che sono capitoli e paragrafi del tipo, Mangiate cibo vero: Non mangiare nulla che la vostra bisnonna non riconoscerebbe come cibo, Evitate cibi che contengono ingredienti sconosciuti, Evitate i prodotti che pubblicizzano gli effetti sulla salute, Nel supermercato state lontani dalla zona centrale e fate i vostri acquisti nelle zone periferiche.
Soprattutto, mangiate vegetali: Preferite i vegetali, e in particolare le verdure a foglia, Siete anche quello che mangia l'animale mangiato da voi, Se avete lo spazio acquistate un freezer, Siate onnivori, Mangiate cibo cresciuto in modo sano su un terreno sano, Mangiate cibi selvatici quando ne avete la possibilità, Prendete a modello le persone che prendono integratori, Mangiate più come i francesi, o gli italiani, o i giapponesi, o i greci, Considerate i cibi non tradizionali con scetticismo.

Per un italiano molti di questi suggerimenti sono già stile di vita abituale e anche storia personale ma è vero che stiamo sempre più andando nella zona centrale dei supermercati, là dove non ci sono i prodotti freschi, stiamo usando sempre più cibi pronti, non cuciniamo più o meno di un tempo.
E' purtroppo vero che stiamo cambiando il nostro stile di vita, uno stile che Pollan cita come esempio, e stiamo trasformandoci sempre più in consumatori anonimi, senza memoria storica.
Per questo "In difesa del cibo" è una lettura stimolante e per questo vale la pena ripensare le nostre tradizioni alimentari, troppe volte cancellate per confusione mediatica, per pigrizia o per ignoranza.
Buona lettura.

In difesa del cibo
Michael Pollan
Adelphi
pp. 252
€ 19

commenti 54

Ho trovato interessante e anche un po' allucinante la parte riguardante il mais.

02 Lug 2009 | ore 14:00

Che orrore la giacca monopetto coi rever a punta di lancia da doppiopetto.
I contenuti sono molto meglio.

02 Lug 2009 | ore 14:39

Spero che i prossimi interventi volino un po' più alto :-))

02 Lug 2009 | ore 15:02

l'ho preso e devo ancora cominciarlo, grazie per la segnalazione

02 Lug 2009 | ore 15:04

concordo quasi con tutto

ma questo mi pare troppo radicale:
"Non mangiare nulla che la vostra bisnonna non riconoscerebbe come cibo, Evitate cibi che contengono ingredienti sconosciuti"

e come la mettiamo poi con la cucina molecolare?
e il kebab? la mia bisnonna non avrebbe mai mangiato un kebab

02 Lug 2009 | ore 15:43

Concordo, la seconda parte è ad hoc per il Nord America.
Dopo 3 mesi in Canada sono ancora stupida da:
- mele sbriluccianti e peperoni perfetti
- yoghurt arricchitti di tutto ed il tutto è lo pseudo sano come Omega 3, calcio ecc. NOn esiste un cibo naturale, senza aggiunta di qualcosa di "naturale" che in teoria faccia bene alla salute
- succhi di frutta dai colori strani ma presentati come naturali
- prodotti vegetali biologici, a loro dire, che sono esteticamente perfetti come i prodotti normale. Come se non cadessero mai dall'albero...se l'albero esiste

Il vantaggio è che c'è varietà, forse più che noi.
Ma che gioia andare lunedì a Campo dei Fiori a far la spesa e riscoprire le verdure ed i frutti di stagione.

02 Lug 2009 | ore 16:10

"Il nutrizionismo e' un'ideologia"... e gia' prendo il libro e lo uso per accendere il camino!
E comunque Pollan e' molto "ammmericheno", e con un buon marketing si e' fatto passare per pseudo-scienziato... un Beppe Grillo in salsa Scientology!

02 Lug 2009 | ore 17:00

hai ragione: pensa che anche la Pasta per essere esportata in USA deve essere per legge "vitamin enriched"...

02 Lug 2009 | ore 17:35

Le frasi "Mangiate cibo cresciuto in modo sano su un terreno sano, Mangiate cibi selvatici quando ne avete la possibilità" mi fanno pensare a come sia difficile stabilire cosa è bene e cosa è male, e indirettamente, alla decisione della UE di consentire il commercio di frutta e verdura "non conforme" a parametri estetici. Sembra quindi che finalmente si potranno acquistare prodotti "difformi esteticamente" che molti definiscono più veri e altri più salubri, fuggendo ormai da una standardizzazione e omogeneizzazione dei prodotti agricoli: in realtà da un lato il provvedimento riguarda molte verdure, ma lascia intoccati dieci prodotti (tra gli altri, fragole, mele, pesche, pomodori, peperoni, kiwi...) che da soli costituiscono il 70% del mercato, e dall'altro non prevede una tutela del prodotto "del contadino" o del piccolo produttore, bensì la possibile commercializzazione di prodotti non ben riusciti da parte della medesima grande azienda agricola o da aziende dell'est europeo non ben controllate dal punto di vista qualitativo.
Insomma, mangiare semplice e sano, per non dire selvatico, non passa necessariamnete dall'estetica, ma solo dal rapporto diretto col produttore: infatti ammesso e non concesso che bello non sempre significhi buono, oggi non possiamo nemmeno confidare sul fatto che il frutto stortignaccolo sia necessariamente sinonimo di genuinità e salubrità.

02 Lug 2009 | ore 18:13

Beh, come critica mi sembra argomentata e immagino che avrai letto tutto il libro :-))

02 Lug 2009 | ore 18:30

Qualche volta vieni anche nei mercati di periferia a scoprire frutta e verdura veri... non quelli iper-selezionati per i mercati del centro.

02 Lug 2009 | ore 18:34

io vado in molti mercati e comunque gli iperselezionati, se devo ascoltare Pollan - spendere di più e mangiare meno - vendono delle verdure da sballo, basta saper scegliere... e pagare :-((

02 Lug 2009 | ore 18:55

Credo che nessuno sul pianeta terra può suggerire un "paradigma" di come dovrebbe essere l'alimentazione o di come sarà. E' indispensabile aprire gli occhi per mangiare bene senza bisogno di guru in vena di aspergere valori fondamentali...

02 Lug 2009 | ore 19:00

Io l'ho letto qualche mese fa. E' scritto bene e interessante, con molti riferimenti bibliografici seri. Merita di essere letto sicuramente. Spesso non condivido il punto di vista di Pollan (specialmente quando è troppo slowfoodista :-D american style ) ma è anche per questo che lo leggo.
Il libro mi pare attaccabile proprio con i suoi stessi argomenti, quando nello spiegare perchè certi alimenti sono consigliati lui tira in ballo l'omega-3, che è proprio l'ultima frontiera del nutrizionismo. Pare che il nutrizionismo per Pollan non vada bene quando è applicato agli alimenti "industriali" ma va benissimo invece se si tratta di magnificare l'organic o qualche altra cosa a lui ideologicamente vicina.

02 Lug 2009 | ore 19:09

Io una bella discussione sullo slowfoodismo la vorrei fare, senza preconcetti ma anche dicendo le cose con chiarezza e invece c'è sempre un modo trattenuto di parlare dell'argomento quasi che slow food fosse argomento tabù per alcuni, per te non di certo :-))

02 Lug 2009 | ore 19:41

Che poi io l'unica guida che possiedo è quella delle osterie di Slow Food eh.... non è che gli contesto tutto :-) su alcuni temi abbiamo posizioni diverse.

A proposito di SF, chi è Luca Simonetti? Ho trovato questo saggio online sull'ideologia di Slow Food
http://www.rachellaudan.com/wp-content/uploads/2009/05/the-ideology-of-slow-food2.pdf

é scritto in inglese e non ne ho trovata una versione italiana, per cui credo sia la versione originale. E' una lettura interessante. Puoi partire da lì per aprire la discussione :-)

02 Lug 2009 | ore 20:45

non ho letto il libro e ringrazio per la segnalazione perchè prima di accenderci il camino vorrei leggerlo :-)

sul fatto che sia molto ammerricheno ,beh anche quelli di seattle erano molto ammericheni, forse su qualche cosina avevano ragione, magari non tutto .

slowfood è good per me ,solo per il fatto che è contro gli ogm ,poi petrini potrebbe andare a puttane anche piu di berlusconi e vendere l'anima al diavolo, sempre non l'abbia gia venduta .

la perfezione è noiosa e uno dovrebbe cercare di cogliere il meglio della vita...
sto cercando anche info riguardo ad una multinazionale che ha acquistato tutti i semi del pianeta per sotterrarli in un isola, vorrei capire se è vero.
chiaramente la multinazionale e pro ogm ;-)

kiss
bd

02 Lug 2009 | ore 21:09

A volte mi sembra di essere in Vandea... Ma certa gente da dove sbuca? Dottor Bressanini la prego! Spezzi una lancia in favore della modernita'

02 Lug 2009 | ore 21:24

''sto cercando anche info riguardo ad una multinazionale che ha acquistato tutti i semi del pianeta per sotterrarli in un isola, vorrei capire se è vero'' e qui siamo giunti veramente al traguardo

02 Lug 2009 | ore 21:28

bio doll, legga pure, si erudisca, e mischi pure puttane, papi, petrini, e multinazionali. Caotico, ma basta star bene...magari con un Big Mc menu di fronte!

02 Lug 2009 | ore 21:31

caro federico, e' tutto vero, ed ovviamente trattasi della Coca Cola (in associazione con Mc Donalds), e i semi in questione sono niente popo' di meno che quelli del cavolo rosso. Apocalipto!

02 Lug 2009 | ore 21:36

C'è poco da nascondere e sotterrare, quasi il seme ogm fosse la peste o la pietra filosofale: non occorre in realtà andare lontano, perché l'EFSA, con sede a Parma, ha finalmente promosso il mais ogm Mon810 in quanto "ha poche probabilità di avere effetti avversi su ambiente e salute umana e animale". In pratica via libera, dopo la Spagna, alla Monsanto (fonte Repubblica - L. Granello).
Avrei preferito "nessuna probabilità anzichè "poche", ma resta evidente che l'unico eventuale problema da governare rispetto agli ogm è quello economico-commerciale. Sarà per questo che circolano leggende come queste dell'isola dei semi?

02 Lug 2009 | ore 21:50

beh
io leggo ,cerco di erudirmi e mischio tutto ,puttane ,petrini e multinazionali magari pure davanti ad un mc donalds perchè per fortuna sono viva e la mia condanna come la vostra è quella di vivere su questo pianeta che non credo sia messo proprio al meglio.

sicuri che sia una bufala quella dei semi?

kiss
bd

02 Lug 2009 | ore 21:56

il nutrizionista è colui che ha inventato l'intolleranza alimentare...concetto che non ho capito bene da quale cilindro è stato tirato fuori

Un signore si reca da un nutrizionista detto medico Questi, visitatolo attentamente, comincia a porgli alcune domande:
"Lei fuma?"
"Solo l'odore del fumo mi fa star male!"
"Lei beve?"
"Sono totalmente astemio!"
"Fa uso di droghe?"
"Mai fumato mezzo spinello in vita mia, figuriamoci altro!"
Il medico spazientito: "Insomma! Cos'è che le piace?!"
"La Nutella."
"Ecco! La eviti assolutamente!!!!"

scustae se ho disturbato il vostro salotto ;))
me ne vado

02 Lug 2009 | ore 22:13

@marco

>"Insomma! Cos'è che le piace?!"

eheheh!
foodpleasure in forbidden darling ;-)

kiss
bd

02 Lug 2009 | ore 22:20

sorry
is forbidden

02 Lug 2009 | ore 22:21

foodpleasure in forbidden darling... minchia e che vor di? lo metto su google traslate...quel kiss mi rilassa grazie bio doll tu si che sei una nutrizionista

02 Lug 2009 | ore 22:23

Peccato che la bambola non avesse specificato... che si trattasse di UN seme...
E poi ho dei dubbi anche sul aolo cavolo rosso! E seri.

02 Lug 2009 | ore 22:50

Comunque, lasciando perdere gli ogm che in questo libro Pollan neanche ne parla, qualche argomento forte ce l'ha contro il nutrizionismo, o per lo meno quello spicciolo utilizzato dal marketing dei produttori per vendere cibo: non perchè è buono ma perchè "contiene X" o "contiene Y" o addirittura "addizionato con Z". Questo andazzo è già iniziato anche da noi. E meno male che c'è l'EFSA che bacchetta rigorosamente le mani alle pubblicità alimentari che vogliono suggerire proprietà non dimostrate sulle confezioni

02 Lug 2009 | ore 23:00

Noi italiani siamo molto confusi, da un lato applaudiamo Striscia che si fa cassa di risonanza della cucina tradizionale e dall'altro stiamo subendo mutazioni comportamentali gravi passando da una tradizione di cucina casalinga ai piatti pronti, un salto dalla nostra storia a quella della tradizione Usa, vassoio e cibo scaldato nel forno a micro-onde come si vedeva nei film americani e non si immaginava potesse prendere piede in Italia e oggi invece si fa anche da noi con 4 salti in padella o cose simili e con la fine anche della cena tutti insieme, che sta sparendo.
Comabattere la deriva con decaloghi e scomuniche mi sembra la strada peggiore, bisogna invece affascinare e convincere chi deve fare la spesa e chi deve pensare alla cena e sarebbe importante incominciare a parlare anche con i giovani e su questo i ritardi della ristorazione e di noi giornalisti sono enormi perché non puoi pensare di attirare un ventenne o poco più con riti antichi, articoli pallosi e incomprensibili, prezzi non abbordabili dalle nuove generazioni.
C'è tanto da fare e ci sono pochi cervelli freschi in circolazione, almeno secondo me.

03 Lug 2009 | ore 00:01

Ancora una volta mi pare che si perda l'essenza della questione che, a mio avviso, e' politica, e lo e' sempre stata. Insomma, scegliere di mangiar bene e' un'atto politico al limite del sovversivo, e questo slow food non lo ha capito e non lo capira' mai (o fa finta) fino a quando decidera' di far da baderuola ad ogni cambio di governo. Insomma anche terra madre, l'anima radicale e globale di slow alla fine e' solo l'ocasione per un'evasione borghese nell'esotico, in puro stile coloniale. Certo che poi tutti ne vogliono parlare bene ovviamente non si puo' negare a Petrini di avere avuto delle grandi visioni e di averle realizzate, ma alla fine slow rimane piu di ieri radical chic. e anche l'universita' a mio parere non fa che creare un piccolo esercito di slow fuddini che andranno capillarmente a inserirsi nei mercati dei prodotti di nicchia per promuoverli, ne inventeranno di nuovi anche, inneggiando alla tracciabilita', al local etc. slogan che oggi gia cominciano a traballare. Insomma, torno a dire come fatto in un vecchio commento: ma dov'e' slow food quando e' scoppiata la bomba dei terreni inquinati a nord di napoli? dove sono questi paladini del buono e del giusto sul territorio?? A che serve preservare il san marzano se non si denuncia il disastro ecologico che circonda quel prodotto e che e' ne' buono ma soprattutto ingiusto per milioni di persone che mangiano cavoli avvelenati e manco lo sanno. Dov'e' slow quando si e' parlato di mozzarella di bufala alla diossina?? E soprattutto dove erano i suoi delegati, quelli delle condotte: gli avvocati, i notai buongustai, i dottori col palato fine, slofuddisti a tempo perso?? magari si svecchiassero tali avamposti della qualita' si comincerebbe a vedere qualcosa di diverso oltre alla festa del maiale, alla fagiolata di roccacanuccia e alla gita in costiera con annusata di sfusato amalfitano.Insomma tutto vecchissimo, solo per pochi: zero attivismo alimentare ma tanto attivismo di panza. Poi Pollan..insomma apre una dialettica con il l'industria alimentare convenzionale e poi ammicca indirettamente verso una nuova e florida industria, quella delle produzioni alimentari alternative, e anche li' poi ci sarebbe molto da dire, ma penso di essermi dilungata alquanto...scusate.

03 Lug 2009 | ore 05:22

sono tanti anni che sento parlare del binomio giovani cibo... giovani nutrizione... e sono anni che si dice di portare la cultura giusta del cibo e della buona nutrizione nelle scuole....sono tanti anni che cio non avviene perchè per molti il cibo lega al concetto di sfamarsi punto...il resto per molti è da secondo piano... i giovani!!! ma che gle ne frega ai giovani di quello che mangiano.... siamo stati tutti i giovani e quando lo si è si pensa alla comitiva al divertimento a mangia due pizze e quattro patate fritte...quando si è giovani si pensa alla moto al telefonino e a rimorchiare la cultura del cibo e della buona nutrizione viene quando si è piu consapevoli...quindi in eta adulta...allora si fa salotto si parla di protreine grassi e tric e trac...senza capirne in fondo un caz..
noon ho tempo di rileggere spero di aver scritto qualcosa di leggibile...spero che il concetto ci sia ora tocca a voi comunicatori fare qualcosa di concreto per i cosi detti giovani non consapevoli
scappo c'è il popolo affamato che mi aspetta ;))
buoni fritti a tutti
kiss alle femmine di questo buon blog che trovo piu interessante ora che allora con il gambero

03 Lug 2009 | ore 08:31

Io ho sempre creduto molto nei giovani e quando ho pensato la Città del gusto ho voluto le scuole e dalle scuole, fatte senza nessun aiuto e senza un euro da comune, provincia e regione, sono usciti ragazze e ragazzi bravissimi che mai avrei incontrato in altro modo e naturalmente questi ragazzi si sono scontrati con un sistema, quello italiano, che non ti premia perché sei giovane, anzi, e non ti lascia avanzare per meriti ma solo per raccomandazioni e appartenenza politica.
In un sistema come questo, totalmente marcio, puntare ancora e sempre sui giovani è l'unica strada ma gli ostacoli sono molti, basta averne coscienza perché non è che si può dire allora lasciamo perdere i giovani.
e nell'alimentazione dovremmo prima di tutto noi essere capaci di discuterne in modo aperto e curioso.
Io comunque non mi arrenderò mai, ho la testa dura :-))

03 Lug 2009 | ore 10:07

BASTA, dico BASTA con questa balla , questa cazzata dello slowfoodismo: e'soltanto un'invenzione di quattro paraculi che ha permesso loro di arricchirsi sfruttando la credulita'popolare. E mi stupisco che tanti sedicenti esperti ancora lo rilancino: evidentemente ne ricavano benefici

03 Lug 2009 | ore 15:06

Insomma, lei si esprime in modo... come dire... folcloristico: pero' credo che un fondo di ragione la abbia! Basti pensare ad alcuni personaggi: al loro conto in banca 40 anni fa. Ed a quelli odierni. Di conti in banca.

03 Lug 2009 | ore 15:32

Un po' rozzo come intervento ma in compenso totalmente scentrato :-))
Che quelli di slow food si siano arricchiti è una assoluta balla smentibile da chiunque non voglia fare provocazioni e basta.
Quanto alla credulità popolare questo intervento ne è un esempio perfetto: luoghi comuni e sicumera per parlare di cose che non si conoscono ma di cui si è sentito dire...

03 Lug 2009 | ore 15:32

Direttore... Andiamo! Non puo' sostenere che il cc di Carlo Petrini di oggi sia lo stesso di 30 se non 40 anni fa! In ogni caso, io, riconosco a mastro Petrini grande intelligenza e professionalita'

03 Lug 2009 | ore 15:37

io rispondevo al rozzo e posso dire che il cc è uguale e che su quello il gruppo storico è inattaccabile :-)

03 Lug 2009 | ore 15:41

Marco, il tuo intervento è invaso di crudo realismo però credo che se ti guardi un pò intorno ci sono paesi che sono in condizioni peggiori o anche migliori delle nostre quindi il discorso sui giovani come concetto assoluto non regge.
Dall' America abbiamo importato mc donald che di certo non ha contribuito ad elevare il nosro livello culturale riguardo il cibo ma in Spagna, ad esempio, anche lì i giovani pensano a rimorchiare ma contemporaneamente hanno una cultura del cibo pari ai cinquantenni italiani. E allora?
Se leggi attentamente i due commenti, quello precedente e quello successivo al tuo, troverai la risposta che non è, come tu sostieni, del giovane superficiale poco attento a ciò che mangia ma semplicemente per la mancanza di un progetto serio, del totale menefreghismo della politica, come dice giustamente Nadia, e la riprova è, come dice Bonilli, che un' idea interessante come la città del gusto non abbia trovato alcun sostegno politico. Se fossero sorte in ogni città delle piccole città del gusto sotto l'egida di comuni e regioni così come sono sorte spa e scuole di tango e merengue potresti oggi constatare che anche i giovani si sarebbero ben presto appropriati della cultura del buon cibo.

03 Lug 2009 | ore 15:43

Allora Carlin Petrini e' un benefattore dell'umanita'.
Come il Pricipe Carlo.
Mi era sfuggito, ma ci credo!

03 Lug 2009 | ore 15:46

Lei è uno snob d'oltre confine, Carlo un attempato apprendista re e Petrini un signore che ha mixato le migliori idee in materia di cibo buono pulito e giusto :-))

03 Lug 2009 | ore 15:51

Ecco, appunto, le idde, anzi l'idea, il sogno: quanti in Italia negli ultimi decenni hanno saputo rappresentare fisicamente, impersonificare un sogno? Carlin Petrini lo ha fatto, facendo anche politica, cultura, informazione, passione, come nessuna personalità politica, associazione culturale, organi di informazione o circoli di appassionati è riuscita a fare. Questo vedendo il fenomeno col grandangolo: volendo usare uno zoom si potrebbero discutere posizioni e intraprese, e comunque avercene di cose su cui discutere senza acrimonia e malafede, come siamo abituati a vedere.

03 Lug 2009 | ore 16:10

in queste giornate dolorose e calde non vorrei permettermi di metter voce, ma se non ricordo male e per motivi di cui non ricordo bene, mi sembra che il conte chicco federico di san giorgio non possa essere uno snob; almeno cosi' dice lui:-))))))))

03 Lug 2009 | ore 16:17

e comunque penso che petrini sia piu' un benefattore dell'umanità piuttosto che uno dei soliti stronzi

03 Lug 2009 | ore 16:19

Benefattore è tanta roba, anche se ormai è stato definito guru o padre spirituale, quindi non mi stupirei.
A costo di apparire ruffiano solo il Gambero Rosso, quello da una costola del Manifesto eccetera, si è avvicinato a Slow Food, almeno per gli aspetti culturali e di divulgazione positiva: chissà che un giorno queste due esperienze non possano ritrovarsi in un progetto comune.;-)

03 Lug 2009 | ore 16:35

bellino il lancio del sassetto, scarpato.
come sempre ,essendo io notoriamente incosciente e spaccamaroni , la tentazione di dire la mia ce l'ho.

per di piu' bonilli non ci legge di sicuro:-))

non vedo prospettive future: i due molto si rispettano ma credo che non si amino piu'( il tempo passa e l'amore sfiorisce? o sfiorisce l'innamoramento? boh non ricordo piu') . devo telefonare ad alberoni.

comunque le strade non credo si uniranno, se non per eventi sporadici.

cosi' a naso, ehhhh.

03 Lug 2009 | ore 16:55

Caro Direttore, Petrini e' un ottimo amico di HRH. Ed entrambi conoscono e sanno condurre ottimi business. Petrini con lo SF e tutte le attivita' collaterali (un pozzo di denari) il Windsor con Duchy e tutte le altre ''imprese''. Stessa eta', stessi gusti: forse differenti in fatto di donne visto che HRH preferisce le bionde e Petrini le more.

03 Lug 2009 | ore 16:59

Un piccolo esempio: andate un po' a chiedere ad Alba come ha fatto a vincere il ballottaggio il candidato del centro-sinistra... Appoggiato da Natale Farinetti. Ed ovviamente da Carlin Petrini. Andate un po' a chiedere quali sono i nuovi orientamenti in materia di mercato della trifula: basta chiedere.

03 Lug 2009 | ore 17:03

Se è per questo, e aggiungo purtroppo, in Liguria, un candidato appoggiato dai due, Franco Bonamini, presidente del Parco delle Cinque Terre, è risultato primo dei non eletti nel Nord-Ovest, pur avendo passeggiato con Farinetti e Petrini nel Bosco dei Pensieri. Anzi prima non eletto, poi, alla conta, eletto, infine alla riconta non eletto: a favore di un dalemiano(azzarola). Insomma, non tutte le ciambelle o trifule o focacce riescono col buco.

03 Lug 2009 | ore 17:27

Mi sa che il Bosco non porta fortuna...

03 Lug 2009 | ore 17:40

Questo discorso sui giovani mi pare che lo abbiamo già fatto tempo addietro: io non sono del tutto daccordo sul fatto che i giovani bravi non emergono, anzi, devo dire che negli ultimi tempi ho frequentato alcune aziende dove dei molto giovani - una trentina d'anni diciamo - occupano dei posti anche importanti, e sono situazioni belle da vedere e fantastiche con le quali collaborare perché appunto, i giovani hanno questa cosa dell'entusiasma e della creatività che poi purtroppo con il tempo si perde. Quindi non sarei così pessimista. Penso invece che i giovani - quei giovani che non si trovano in quei posti di cui prima - hanno da un po' preso la brutta piega di lamentarsi a priori, e davvero ne ho visto di gente che non s'era impegnata a sviluppare un qualche talento, che non si era data da fare più di tanto (per dire, mandare 30 lettere + cv tutti uguali in grandi aziende prese a casaccio non è 'darsi da fare', è semplice stupidità), e che invece erano molto impegnati a lamentarsi di quanto questa società non gli lasciasse dello spazio. Insomma, non siamo in uno stato communista, nulla è dovuto a nessuno, e questo mi pare che spesso lo si perde di vista. Chiusa questa parentesi direi che Pollan non mi piace un granché, mi sembra un filino estremista. Capiamoci, sono perfettamente daccordo sul mangiare fresco, sul fatto che le grandi aziende cercano di sedurre vendendo, oltre allo yoghurt, un pezzetto di buona coscienza (e spesso basta quello, è tutto suggestione, nessuno sa a cosa servono i lattobacilli ma basta comprarli e ingurgitarli per sentirsi una persona migliore, insomma, è chiaro che è sbagliato, che è tutto una suggestione e che gli industriali, insieme ai loro simpatici uffici marketing, sfruttano il lato debole delle coscienze, ma daltronde questo lo hanno sempre fatto, è il loro mestiere. Probabilmente, anche se abbiamo ragione, dobbiamo smettere di pensare agli altri, di sperare di convertire il popolo, poiché il popolo vuole berlusconi al governo e vuole mangiarsi le schifezze tranne poi darsi buona coscienza bevendo tanti danacol e sparando a zero sui cuochi 'molecolari', beh, lo faccia. In fondo, a noi che ce frega? :-P

03 Lug 2009 | ore 23:05

E' vero, abbiamo una discussione che è un moto circolare che si completa nel giro di alcuni mesi. Abbiamo già discusso dei giovani e torneremo a discuterne tra alcuni mesi.
Attorno a noi il cambiamento sta avvenendo in peggio e di soldi ce ne sono meno.
C'è di che essere ottimisti?
Beh, discutere lo trovo positivo, la rete serve anche per trasmettere idee nuove e senza un futuro chi è giovane vivrebbe in modo molto meschino.
A noi che ce frega?
Ci importa, ci importa, credetemi solo che è diventato tutto un po' più difficile.
Ma si può fare :-))

04 Lug 2009 | ore 00:16

Appunto, beata lei! Direi che probabilmente qui da noi il kebab potrebbe assimilarsi al Mc Donald's negli USA anche come qualità.

20 Gen 2010 | ore 16:01

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