30
Lug 2009
ore 10:44

La cuoca che ha cambiato l'America

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Meryl Streep-Julia Child in una scena del film

Gli americani hanno fatto un film su Julia Child, la  signora che ha insegnato a cucinare a tutti gli abitanti degli Stati Uniti, morta a 91 anni nel 2004.
Julie & Julia, è il titolo del nuovo film di Nora Ephron (Insonnia d’amore) che vedrà Meryl Streep dividersi la scena con Amy Adams. La Streep interpreterà Julia Child, un monumento dell'immaginario americano, la protagonista di una serie televisiva durata anni e autrice di libri fondamentali per il cambiamento delle abitudini alimentari americane.

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Julia Child è stata un personaggio romanzesco. Si chiamava Julia McWilliams ed era nata il 15 agosto del 1912 a Pasadena.
Allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, giovane e ribelle, andò a lavorare per i servizi di informazione delle forze armate.
Nei suoi viaggi in Asia incontrò Paul Child, un importante funzionario dell'OSS, e con lui andò a Ceylon e in Cina e successivamente a Parigi dove il suo amore della cucina si concretizzò insieme a quello per Paul Child, che sposò, nel 1946, quando aveva 34 anni.
A Parigi la Child fece i corsi di Cordon Blue e poi aprì una scuola di cucina con due amiche, L'Ecole des Trois Gourmandes, che insegnava a cucinare agli americani che in quel periodo affollavano Parigi.
Il suo primo libro fu Mastering the art of French Cooking, Vol I e di lì fu un continuo successo e di libri ne scrisse altri 11 nel corso degli anni.
Il successo si dilatò anche grazie alla sua trasmissione televisiva The French Chef che nel 1965 ottenne l'Emmy come migliore serie televisiva.
La serie venne poi ripresa dalla PBS e la Child divenne la mamma d'America, col suo fare bonario.
Famosa la scena in tv quando maneggiando un pollo questo le cadde per terra e lei senza scomporsi lo raccolse, lo pulì e disse "questo è quello che vi può capitare" e continuò tranquilla a cucinare.
Noi avevamo Ave Ninchi e Luigi Veronelli, con una trasmissione televisiva che fece storia e avevamo Mario Soldati che nel 1956 fece Viaggio nella Valle del Po.
Per i più giovani solo dei nomi.

commenti 14

Sono sì nata 20 anni dopo il '56 ma guardare Rai 3 in tarda ora mi ha fatto conoscere tempo fa quel capolavoro de "Il Viaggio nella Valle del Po" di Soldati.
Affascinante tutto con particolare attenzione alle rane!

30 Lug 2009 | ore 12:16

Meravigliosa icona americana, conosciuta da tutti specialmente nel west. E' un mito puro, senza discussioni e come pochi altri. Mi viene in mente, per fare un paragone molto diverso ma analogo per potenza rappresentativa, il quarter horse Rugged Lark, il superhorse di tutti i tempi. Quando sono stato a Copia in Napa Valley ho avuto il piacere di vedere la piccola cucina museo dedicata alla Child dove c'erano tutti i suoi utensili, pentole e vasellami vari. Bella l'idea di dedicarle un film, speriamo all'altezza dell'incredibile vita che ha vissuto.

30 Lug 2009 | ore 12:22

Io non dimenticherei nemmeno la più prosaica ma efficace cucina di Wilma De Angelis, appuntamento per me imperdibile da piccolo grassotello che ero. La sua cucina spontanea e conviviale mi ha fatto appassionare allo splendido mondo che ruota intorno alla tavola!

30 Lug 2009 | ore 15:08

Le trasmissioni di Soldati si possono rivedere sul sito della Rai, belle davvero, anche quelle sulla lettura.

Confesso invece di non avere visto Ave Ninchi e Luigi Veronelli, anche se l'età per averle viste in diretta dovrei averla. Qualche particolare in più?

30 Lug 2009 | ore 18:51

A tavola alle 7 con Veronelli e Ave Ninchi fu la trasmissione che dal 1974 al 1981 insegnò agli italiani a scoprire il grande patrimonio enogastronomico della penisola.
Una trasmissione che segna una svolta per la televisione italiana e per lo stesso Veronelli che diventa il gastronomo italiano più famoso e autorevole.
Purtroppo quando si passa alla nostra storia gastronomica e più in generale alla storia della gastronomia internazionale si scopre un grande vuoto di conoscenza e di memoria.

30 Lug 2009 | ore 23:31

Mai acceso un televisore prima delle 14! Ecco perchè mi sono persa la trasmissione. Ma Veronelli lo conoscevo e seguivo già :-)

31 Lug 2009 | ore 08:31

... a tavola alle 19 suonava male :-))

31 Lug 2009 | ore 08:53

Certo che la RAI all'epoca riusciva a produrre programmi veramente innovativi e dai contenuti, ancora oggi, attuali e interessanti. Per citare un altro esempio (trovate alcune puntate su youtube) in campo musicale erano gli anni del programma C'E' MUSICA E MUSICA di Luciano Berio e Vittora Ottolenghi. Fu un successo clamoroso. Provate a scaricare qualche puntata e vedete un pò che genere di ascolto Berio proponeva al pubblico. Oggi invece l'educazione musicale nelle scuole è relegata a qualche minuto di flauto dolce e fra martino campanaro. Perchè "ieri" era possibile fare certe cose e "oggi" no? Canali francesi (ART'E') e inglesi (BBC) hanno resistito con successo su questa linea. Lo spartiacque da noi invece è stato COLPO GROSSO...e quando c'è stato chi ha capito come era importante la metafora del "paese dei balocchi".

31 Lug 2009 | ore 11:59

La BBC produce documentari interessanti, i bambini inglesi hanno sale da musica con tutti gli strumenti immaginabili. Mi sembra coerente.

Ma vuoi dire che c'è stata un'epoca in cui i ragazzini italiani non dovevano sorbirsi il flauto dolce, la clavietta o (nei giorni particolarmente fortunati) il metallofono con le lamelle mancanti nell'ora di musica? :-O

31 Lug 2009 | ore 14:43

ti rispondo come memoria storica, visto che ho cominciato le elementari 50 anni fa (intanto le ho pure finite).
noi a scuola non avevamo niente per la musica.
cantavano (perchè a me mi buttavano fuori pure lì)canzoni tipo il piave, l'inno di mameli e di garibaldi, la valsugana e basta così.
ma tanto non era un problema di musica.
in 13 anni di scuola mai avuta una palestra, mai viste aule di chimica, fisica, lingue, ecc.
però ricordo orgogliosamente di aver fatto l'esame di 2° elementare (esisteva!) dietro la lavagna.

31 Lug 2009 | ore 18:27

E' vero, avrei dovuto immaginarlo, le trasmissioni mattutine sono arrivate dopo... o sbaglio ancora?

31 Lug 2009 | ore 23:02

E' vero, anch'io ho fatto l'esame di seconda elementare! Ci siamo persi l'esame di ammissione alla scuola media, che intanto era diventata unica, si studiava l'inglese fin dalla prima media, e il latino era diventato facoltativo, e c'era l'educazione musicale (cori patriottici, nessun genitore avrebbe comprato un flauto, seppur di plastica) e l'educazione domestica si è trasformata in applicazioni tecniche femminili e maschili. Per tornare all'argomento del blog, io avevo un libro di applicazioni tecniche femminili dove c'erano delle ricette assolutamente disgustose, che avremmo dovuto preparare a scuola, immagino. Per nostra fortuna, mancavano le attrezzature...

31 Lug 2009 | ore 23:14

Oddio noi avevamo pure certi personaggini che di cognome facevano Brera, a cui si attinge ancora oggi per trovare ottimi motivi per non entrare nel vortice dell'antipatia padana. Anzi bisognerebbe prescriverne la lettura ad ogni apprendista destrorso.

01 Ago 2009 | ore 00:45

Sempre Federico dall'Umbria
ormai è da tempo che frequento il Blog e ora ho deciso di prendere parte alle conversazioni.
Questa per me è una grande notizia. Mia moglie è una chef di origini Scozzesi/Irlandesi americana di terza generazione e nata a Filadelfia e mi parla in continuazione di Julia Child come la vera rivoluzione della cucina in America e per loro (Americani) è talmente famosa che ha sempre dato per scontato che anche io la conoscessi e che fosse ben nota anche in Italia! Finalmente la conoscerò!!

07 Ago 2009 | ore 10:59

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a cura di Stefano Bonilli


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> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

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Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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