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Lug 2009
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Maison Colonna: un ristorante con l'orto nel cuore di Roma

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C'è una carta dei vini bella, intelligente, la chiameremo classica, e c'è una carta dei vini che ha 24 anni, quella della cantina di Labico traslocata a Roma, con bottiglie e annate che ormai si trovano con difficoltà, Marc Colin, Ramonet, Leflaive, Nicolas Joly, Ponsot, Mortet ma anche Lafite ecc...
Sulla terrazza c'è un orto con insalate, melanzane, prezzemolo, sedano, carote, pomodori, cipolle ecc... e visto che siamo nel cuore di Roma è un gran bello spettacolo.
Siamo all'Open Colonna, all'ultimo piano del Palazzo delle Esposizioni e lì, sotto quel soffitto di cristallo, trovate tutti i giorni il padrone di casa, il ristoratore Antonello Colonna.
"Io sono un ristoratore - dice infatti Colonna - di chef siamo pieni ma poi quando devi gestire un'impresa, far quadrare i conti e riempire lo spazio grande che c'è tra la cucina e la tavola, e non parlo di metri, allora ci vuole il ristoratore".
E Colonna è un ristoratore bravo ma di una razza particolare, quella delle persone intelligenti, orgogliose, ironiche e con una forte personalità.
Per questo, forse, è antipatico ad alcuni, per questo molti gourmet e addetti ai lavori ne parlano, spesso con sufficienza -  ma poi scopri che da lui non ci sono mai stati a mangiare, nè a Labico - avendo avuto 24 anni di tempo - nè al ristorante gourmet aperto da sette mesi all'Open Colonna del Palazzo delle Esposizioni di via Nazionale.
Potremmo battezzarla "Sindrome Marchesi" o "Sindrome Vissani", tutti ne parlano e scrivono ma pochi ci sono stati a mangiare.
Dal primo gennaio di quest'anno quel ristorante di Labico si è trasferito nel centro di Roma e così anche l'Italia ha dei ristoranti di museo che reggono il confronto con Parigi, Londra, Bilbao, New York, Sidney: uno è al Castello di Rivoli, il Combal.0 di Scabin, un altro è a Roma, l'Antonello Colonna del Palazzo delle Esposizioni.

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Io a Labico, nel ristorante che Antonello Colonna ha aperto il 10 luglio 1985 là dove c'era la trattoria familiare, ci sono stato la prima volta a mangiare il 10 agosto del 1985 e per i casi della vita sono il giornalista che ha scritto la prima recensione di quella trattoria che non era più una trattoria.
L'articolo è stato pubblicato sul manifesto, era intitolato < Teoria e prassi del cibo alla Vecchia Osteria> e si concludeva con una critica ai prezzi dei piatti e al conto finale.
In questi giorni sono stato all'Open Colonna, per lavoro, dal mattino alla sera e così mi sono messo a osservare, a assaggiare e a fare dei confronti.
A pranzo c'è un buffet a 15 € con la possibilità di scegliere anche un primo e secondo piatto espressi, sempre a 15 €. La domenica brunch a 28 €.
Sarà stato il caldo a Roma ma negli ultimi giorni il pieno, tra le 13 e le 15, era costante.
Pubblico di livello, dai turisti al personale del Quirinale, che è a due passi, molta gente di studi professionali di grido con sede nelle vicinanze e poi visitatori del museo.
Io ho sempre mangiato al bancone, un'abitudine che a New York è comune, e che a Roma, città di provinciali che si credono snob, non funziona, chissà mai perché.
Una volta ho provato le tagliatelle col ragù, erano buone, li gnocchi, invece, non mi hanno entusiasmato e ho provato anche la carbonara ma stare tanti giorni in un posto ti permette soprattutto di assaggiare i piatti del ristorante della sera, vedere come lavorano le cucine, osservare la pulizia in sala e in cucina e nei bagni, da far godere Raspelli, e poi osservare il servizio.
Insomma, un po' come stare un paio di settimane a casa di amici, si capisce veramente con chi si ha a che fare e si supera anche la barriera dell'intimità.

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Gli spaghetti ajo e ojo di mare, 26 €, che vedete e il negativo di carbonara - non chiedetemi il perché del nome - 28 €, nella foto qui sotto, sono due bei piatti, mi sono molto piaciuti, saporiti, italiani, serviti al dente e  in porzioni abbondanti e sono un po' il biglietto da visita di questo nuovo Colonna.
In cucina c'è un ragazzo di 23 anni, Marco Martini, uno che se rimane coi piedi per terra e nei prossimi mesi e anni andrà anche un po' in giro a vedere cosa fanno i giovani cuochi bravi - non per copiare ma per capire, per avere un'unità di misura - può andare lontano.
In sala c'è Andrea, il figlio di Antonello Colonna, un ragazzo attento, riservato, grande palato, nulla a che vedere con l'iconografia  dell'oste romano con braccialetto, catena e battute slang.
Ha gestito l'ultimo periodo a Labico e adesso è entrato in pieno in azienda.


Il menu ha pochi piatti del Colonna di Labico, certo non sono spariti i ravioli di pecorino e trippa alla romana, 26 €, certo se chiedete cacio e pepe vi viene fatto, anche come dessert, e il piccione è sempre lì in carta, 40 €,  ma l'antipasto di cubi di coda alla vaccinara, con impasto di pinoli e uva passa e piccole scaglie di fave di cacao sparse nel piatto, 26 € - fotografato in apertura - è un piatto nuovo, un rimando e un omaggio alla coda alla vaccinara di Elio Mariani del Checchino anni Ottanta e il maialino croccante, cappesanta in teriyaki, 38 €, che vedete qui sotto è un altro piatto appena nato e convincente, a cominciare dalla materia prima.
Nuovo è anche il manzo alla tartara, emulsione di ricci di mare, rosso d'uovo, 28 €, che vedete a seguire e che è cotto a bassa temperatura.

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Questa struttura sono stato il primo a usarla presentando due anni fa la guida dei ristoranti al teatro al piano terra con successivo buffet all'Open. Poi ho organizzato il Risotto Day il 17 gennaio di quest'anno, due corsi di cucina sul carciofo e soprattutto, insieme con Antonello Colonna, la cena di omaggio a Marchesi.
Ne ho osservato, dunque, l'evoluzione e ho visto che la qualità migliora ad ogni visita.
Mi piace l'insieme perché nel ristorante sta crescendo il concetto di maison, di cura a tutto tondo del cliente e capisco che i prezzi, sui 100 € per la cena, possano essere considerati alti e dal momento che nella prima recensione avevo criticato il prezzo dei singoli piatti e il conto finale, mi ripeto, visti i tempi.
D'altra parte il ristorante di livello come Labico non potrebbe esistere nel centro di Roma se non fosse inserito nell'Open Colonna con il suo buffet del mezzogiorno e lo spazio per gli eventi.
Ho notato che l'aperitivo è sempre accompagnato, anche per una ordinazione da 5 €, da piccoli arancini, un assaggio di carbonara, e che la politica della casa non è quella di mettere in conto tutto, tanto che spesso a una domanda si risponde con un assaggio, omaggio, ovviamente.
E poi sono dell'idea che la qualità ha un prezzo e ritengo che  sia qualità lo spazio, la pulizia, la cortesia, le terrazze: la possibilità di un dopo cena in terrazza e senza l'assillo della chiusura, dei suonatori o peggio è un plus che a Roma, città che vive all'aperto molti mesi l'anno, non ha prezzo.

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E allora penso che chi legge, se vuole, può farsi la sua prova e verificare cosa è per lui importante, cosa è qualità e, possibilmente, non parlare per sentito dire.
Io sono stanco del pressapochismo romano, dell'elogio del rozzo e del volgare, dei ristoranti e pizzerie dove si attovaglia l'orrenda fauna immortalata dal grande Umberto Pizzi in Cafonal.
Stanco di questa borghesia presuntuosa e gastronomicamente conservatrice, magari con titoli di studio e letture importanti, ma incolta quando parla di cibo e vino.

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Spero che la Maison Colonna sappia crescere con intelligenza e capacità di diventare un modello di stile.
Strada ce n'è ancora molta da fare ma loro l'hanno imboccata con decisione in anni non sospetti, quando vinceva l'apparenza, mentre di questi tempi nessuno può bluffare.

Open Colonna & Antonello Colonna
Roma
Scalinata di Via Milano, 9/a
Ingresso disabili Via Piacenza
tel. 06 47822641
chiuso lunedì

FOTO PAOLO DELLA CORTE

commenti 20

io purtroppo sono stato a Labico sei mesi prima della chiusura, senza saperlo perchè non vivendo a roma e non seguendo allora nè blog nè rumors mica ero tenuto a "sapevatelo".
e, quindi, anche se tutto cio' non dovrebbe essere automatico ma possibile si, per mille motivi, ci ho mangiato non dico male ma in modo assolutamente banale, non meritevole del viaggio e nemmeno del conto pagato.
e, quindi,su colonna ci avevo messo la classica croce.

poi sono stato invitato alla festa per marchesi.

non conoscevo la splendida lochescion, dove mi sembra che colonna vi si sia installato con un certo gusto perfino fisico e dove gli spazi, ampissimi, mi sembrano ottimamente insediati. per non parlare della fantastica terrazza.mi ripromisi già allora di riprovarlo, il colonna. poi a roma ci sono stato solo un'altra volta da allora ma di sabato sera ed io ho la cattiva abitudine che di sabato sera non vado al ristorante, se proprio non ho la pistola puntata alla tempia.

non volevo sprecare un'altra possibilità. quel luogo merita una serata possibilmente serena e almeno giocosa , se non proprio romantica. e quindi mi ero ripromesso di passarci una di quelle magnifiche serate fine settembre romane, senza troppo caldo ed anche un po' struggenti, un po' gucciniane.
e questo pezzo, che mi aspettavo visto che bonilli ancora un po' ci abita, li dentro o li fuori come preferite mi ha solo confermato questo appuntamento che ho preso con me stesso. io credo che colonna dovrebbe avere ed avrà molto successo con una clientela straniera affamata di una roma bellissima e non solo di cibo banale. quel luogo è un incanto. io non penso ,e lo dico comprando a scatola chiusa, che 100 euro siano moltissimi.
solo per fare un esempio da giaccone per un menu' chiuso si spendono 90 euro, ceduti volentieri solo per rivedere un pezzo di storia della ristorazione italiana, secondo me. quindi....

a proposito, sontuosissimi complimenti a paolo della corte: ammazza che foto!!!!! se il buon giorno si vede dal mattino.....

21 Lug 2009 | ore 06:04

Io invece sono stato sia a Labico, ormai molti anni fa, sia al Museo a Roma circa 3 mesi fa a cena. Quest'utlima è stata notevole. Il maialino cotto nella macchina particolare di cui non ricordo il nome (tipo Roner..boh) è stato uno dei migliori secondi piatti che io abbia mai provato nei ristoranti gourmet. E' un progetto ambizioso che può essere "rovinato" solo dal passaparola dei romani.. l'ambiente e il servizio sono di altissimo livello e la cucina (li ho fatti tutti i grandi della michelin) merita almeno due stelle ;)

Con questo ristorante Roma diventa competitiva almeno quanto Milano per quel che concerne la ristorazione gourmet.

21 Lug 2009 | ore 10:02

Non ho ancora cenato all'Open. A Labico si, a suo tempo. Sono molto ammirato da Colonna e dalla sua capacità di essere ristoratore e chef. Trovo che lui rappresenti esattamente la strada che tutti gli addetti al settore dovrebbero imboccare: lamentarsi il meno e dimostrare che con fantasia, concretezza e molto lavoro le cose si possono fare al meglio e si può essere innovatori dove si da per scontato che non ci sia più niente da innovare. L'Open, finalmente, è uno spazio internazionale che contribuisce alla competitività di Roma con le altre grandi città del mondo. Questo sia per la bellezza architettonica e del design, per la qualità del cibo e del vino ma soprattutto per la grande capacità di Colonna di "interpretare" lo spazio in maniera trasversale dando ai suoi clienti l'idea di aver costruito e pensato un luogo intorno a loro e alle loro esigenze. Colonna mi piace. Ha intuito e vede lontano. Lo dimostra il fatto che, giusto per citare un aneddoto, quando Paolo della Corte (il fotografo) stava smontando il suo set fotografico (l'Open Colonna è anche una "bottega artigiana", uno spazio disponibile ad ospitare cose intelligenti) per non disturbare la cena (il giorno dopo avrebbe rimontato tutto), Colonna gli ha detto di lasciare tutto così come era. I clienti avrebbero visto un angolo di lavoro allestito che contribuiva a dare il senso del pensiero trasversale di Colonna rispetto al suo spazio e, scusatemi la parola, al suo "format". Queste sono intuizioni geniali.

21 Lug 2009 | ore 10:50

All'Open ci sono stato due volte nei mesi scorsi, e sempre a pranzo. Ho trovato molto, molto civile ed intelligente il menù a 15 euro. Pochi piatti buoni che permettono un'ora di pausa corretta in un posto onestamente di grande impatto fisico, visivo ed emotivo. Forse unico a Roma nel genere. E credo che sia questa, più che la ristorazione da 100 zucconi a testa, la vera innovazione dell'Open. Non dico che tutti son buoni a farti mangiar bene con 100 euro, ma lo sforzo anche imprenditoriale sui 15 euro a testa lo noti di più. Poi piccole trovate, tipo gli occhialini da sole (!), grande cortesia e professionalità... sempre per 15 euro. Una lezione al tramezzino a 4 euro e 50, no?

21 Lug 2009 | ore 11:19

Bravo Fabio, mi hai tolto le parole di bocca.
L'aspetto più interessante di questo post è il modello di ristorazione che Colonna propone.
Grazie a Bonilli sono stato due volte all' Open ma non credo siano state quelle le occasioni per valutare bene lo "space" di Colonna.
L'intelligenza dell'imprenditore si manifesta nei particolari, piccoli e grandi che siano.
La possibilità di poter consumare un "light lunch" di buona qualità e a prezzi convenienti a pranzo è una mossa intelligente, soprattutto di questi tempi.
"La possibilità di un dopo cena in terrazza senza l'assillo della chiusura" può essere un ulteriore stimolo ad andarci.
Rendere le proprie superfici fruibili ad eventi è un modo intelligente per avvicinare le persone.
Insomma, chiedo venia, ho poca conoscenza del Colonna chef ma molta stima dell'uomo imprenditore.

21 Lug 2009 | ore 11:20

Colgo l'occasione del (bellissimo!) post per ringraziare lo chef Colonna in primis e tutto lo staff dell'Open per il magnifico evento organizzato qualche giorno fa.

Dopo aver partecipato con gioia alla lezione di cucina dei carciofi, il luogo, lo chef e la serietà-bravura-simpatia dello staff mi hanno convinto a organizzare il mio matrimonio all'Open. Il risultato è stato spettacolare, non ci sono parole. Grazie a tutti.


21 Lug 2009 | ore 11:50

Non sono mai stata da Colonna e questo articolo un po' me ne fa pentire, spero di rimediare presto e no, a costo di scatenare qualcuno tra gli agguerriti lettori, in questo caso (a differenza di altri, anche illustri, precedenti) direi che il prezzo sia davvero giusto. Anzi di più: meritato. Saranno 100 euro molto bene spese.

21 Lug 2009 | ore 13:11

Cara Fiordisole, io se fossi in lei opterei per un passetto.. Ma vuole mettere???

21 Lug 2009 | ore 15:17

Da non dimenticare la straordinaria figura di Colonna "maestro" nel senso che alcuni giovani estremamente interessanti sono passati per la sua cucina ... (Raffaele D'Addio per tutti)

21 Lug 2009 | ore 19:17

Mai stato a Labico e neppure all'Open. I commenti al bel pezzo di Bonilli mi "hanno fatto venire fame". A settembre avevo programmato di essere a Roma per lavoro; dopo Pergola e Pagliaccio pensavo di fare un salto da Glass. Beh! Mi avete convinto, farò un salto da Colonna. Ciao!

21 Lug 2009 | ore 20:12

Messere, mi sarei aspettata un suo intervento al mio articolo sulla ristorazione. Com'è la spaventa così tanto non ritrovarsi in territorio amico? Guardi che io sono comunista ma, insomma, senza voler mancarle di rispetto, direi ch'è decisamente fuori target per i miei appetiti.
Con rinnovata simpatia :-P

22 Lug 2009 | ore 10:19

Per me vale saltare Beck (con gran sollievo del portafoglio) e non mancare Glass...

22 Lug 2009 | ore 16:17

Gnam Gnam mi sono spiegato male. Da Beck ci sono già stato lo scorso anno. Ne sono uscito delusissimo: 470 euri buttati via. Non ne valeva neppure un terzo. Fossi stato io l'ispettore della michelin gli avrei tolto due stelle senza battere ciglio! A maggio di Quest'anno sono stato da Genovese....esperienza da 15/20. Non conosco ancora nè Colonna nè Glass. Li andrò a conoscere entrambe, al primo viaggio utile di lavoro a Roma.

22 Lug 2009 | ore 19:09

Ho conosciuto Antonello Colonna ed il figlio Andrea a gennaio in occasione del risotto day. Sono persone di grande professionalità che danno lustro alla categoria dei risotratori. L'open è un luogo bellissimo nel cuore di Roma e le proposte sono decisamente innovative.

24 Lug 2009 | ore 08:15

Ci sono stato parecchie volte a mangiare da Colonna all'Open - è vicino a dove lavoro - ma non mi è mai sembrato niente di che: economico, sì, ma lezioso nello stile e piuttosto banale in cucina.
A Labico, invece - fatte le dovute proporzioni sul rapporto qualità e prezzo - , si mangia bene. Ma anche lì, non tanto bene come si dice. Secondo me, naturalmente.

25 Set 2009 | ore 13:10

Da quello che capisco lei va all'Open Colonna a pranzo.
La sera c'è il ristorante di cui si parla mentre a pranzo, visto anche il prezzo di 15 € è una diversa ristorazione.

25 Set 2009 | ore 20:32

ovato oggi il brunch a 28€ (+ 7 per un calice di vino): un'autentica delusione! piatti tutti banali non solo nella concezione ma anche, anzi soprattutto, nell'esecuzione('normalissimi' tortellini in brodo, pasta e fagioli, lasagnette sommerse nel pomodoro, tre tipi di insalata di riso tutti sciapissimi e pochissimo conditi, frittata 'qualsiasi', anonima insalata di mare, salsicce con patate al forno...); dolci dolcissimi ed eccessivamente pannosi'; servizio impacciato e trascurato (alla domanda: cosa avete di vino, la risposta è stata: pinot grigio, verdicchio e... 'un altro che non mi ricordo').
peccato, perché il posto è bello, centrale, ampio, luminosissimo, con uno spazio attrezzato per bambini che incoraggia anche i genitori dei più piccoli (magari gemelli, come nel mio caso) a concedersi qualche uscita in famiglia.

03 Gen 2010 | ore 16:39

Non sono stata al ristorante di colonna, quindi su quello nessun commento, sono sicura che mi piacerà, le premesse ci sono tutte, vedremo.
Sono stata invece a pranzo: purtroppo pessima impressione. Il posto è bellissimo, ca va sans dire, ma se le stesse cose le avessi mangiate al baretto sotto casa invece che sommersa da una luce bellisssima chiacchierando con una amica...
La formula è convincente, un buffet a 15 euro oppure una scelta tra due primi due secondi e dolcetto sempre a 15 euro..
Deludenti però i risultati: menù banalissimo fuori contesto e fuori stagione, pasta scotta, un polpo sommerso da un sugo indefinito, dolci dolcissimi e una macedonia che navigava in una "guazza" di sciroppo di zucchero...buffet da mensa aziendale.
D'accordo, il prezzo è onesto ma ci vuole tanto a cuocere un piatto di pasta al dente, a scegliere materie prime di stagione, a fare dei dolcetti decenti se pur semplici? a volte la famosa "lochesscion" non basta. Mi consolerò
(spero) una sera al ristorante...

23 Apr 2010 | ore 10:38

Questo ristorante ha un design interno stupendo!
I prezzi a mio parere rientrano nella media dei ristoranti Romani... ma almeno sei sicuro di mangiar bene!
l'idea del buffet a pranzo è ottima infatti attira clienti continuamente soprattutto perchè 15€ è un buon prezzo.

16 Feb 2011 | ore 14:41

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