03
Lug 2009
ore 19:04

Mangiare a Roma: male e bene 2

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Passetto1.jpg

Dagli al Passetto!!!
Ammetterete che è facile, molto facile, fare gli scandalizzati qui e qui e alzare alte grida di dolore che poi la storia mica è così lineare perché i due giapponesi si sono mangiati questo e quell'altro e poi avranno bevuto e sulla mancia si fanno di nuovo alte grida e allora vi ricordo che basta andare a New York e la mancia scippata ti capita in ogni locale e io mi sono fatto numerose litigate in questi anni e, alcune volte, delle quasi risse in inglese, spagnolo e italiano come conclusione "mavaffan...".
Adesso si sveglia anche l'assessore e c'è chi straparla di ronde perché tutti cadono dal pero come se il mondo della ristorazione romana non si sapesse che è diviso tra locali per turisti, dove i romani non mettono piede, locali metà e metà e locali dove vanno i romani.
Infine i trenta, quaranta e non di più locali dove vanno quelli che leggono questo e altri blog, che si interessano di cucina e che vengono visti come dei fissati dalla maggioranza dei romani che pensano solo a fasse do' spaghi e na' pizza....
Roma è questo e se volete provare e vedere cose che voi umani... andate nei locali attorno a San Pietro a vedere cosa si mangia a pulman interi con 8/10 € a persona e magari andateci, lì si, con quelli delle AsL ma anche piazza Navona non scherza e fatevi un piatto di pasta al Pantheon o a piazza del Popolo e non al Bolognese, che lì potrà non piacere ma sono dei professionisti.
E il pesce?
Ne vogliamo parlare? Vogliamo parlare degli spaghetti con le vongole tailandesi e dei risotti di pesce fatti nei locali e bar del centro di Roma per non parlare dei litorali?
E del pesce fresco che fresco non è?
E della pulizia nelle cucine e dei permessi di chi ci lavora?

Passetto2.jpg

Del resto tutto il mondo è paese e se si leggono alcune pagine di Heat di Bill Buford, si scopre lo sporco delle cucine di New York, che è la capitale della tavola del mondo, e si scopre anche che se la polizia applicasse la legge sull'immigrazione chiuderebbero trequarti dei ristoranti newyorkesi.
Sono proprio curioso vedere Maroni che fa le cose che Blomberg si guarda bene dal fare :-))
Insomma, meno ipocrisia e più professionalità da parte degli amministratori e dei ristoratori.
Quanto ai clienti, io penso che ognuno ha esattamente i clienti che si merita.

E per questo motivo appena riapre andrò al Passetto armato di Amex e Canon e farò la mia brava recensione.

FOTO S. BONILLI

commenti 46

Wow, Direttore a ore 9 avanti tutta, armato di missili terra-terra e terra-aria.

Io ho litigato benissimo a NY davanti al Guggenheim per la mancia in percentuale d'obbligo (de' che?) e anche a Parigi quando ho chiesto se tutto l'oceano dalla normandia era arrivato nel mio piatto.

03 Lug 2009 | ore 19:12

ok, quando vai fai un fischio. ci metto la mia Amex e la Nikon per recensire il recensore. che ne dici?

03 Lug 2009 | ore 19:13

ed io appena potro' andro' a venezia dove la situazione è anche peggio, ma molto peggio.

03 Lug 2009 | ore 19:25

Bel post Direttore che mette in luce una situazione oramai cronica. Delle serie: è forse meno scandaloso un piatto di pasta (non espressa) condita con due pelati strizzati a 8/10 euro rispetto alla cucina d'avanguardia? Ma chi l'ha detto che la cronaca gastronomica è finita! Ci sono quintali di argomenti con cui riempire i giornali, la pulizia, il coperto, la qualità degli alimenti, il vino, i prezzi, le mezze porzioni. Questi sono servizi da fare altro che aria frit...

03 Lug 2009 | ore 19:25

La mancia imposta a NY è uno strumento che permette all'imprenditore di negoziare le condizioni del rapporto di lavoro con il suo collaboratore che ha come principio il concetto di meritocrazia tanto caro agli americani.
In tanti casi, soprattutto per i lavori più umili, la mancia viene considerata come base di calcolo per l'ammontare dello stipendio e il non riconoscerla può equivalere a togliere del denaro dalla busta paga dell'eventuale beneficiario. Potrà pure dare fastidio ma spesso ne guadagna il servizio.

03 Lug 2009 | ore 23:25

Mi permetto di precisare che nella corretta catalogazione dei ristoranti romani suddivisi per frequentazione, il gruppo dei "trenta, quaranta e non di più locali dove vanno quelli che leggono questo e altri blog, che si interessano di cucina e che vengono visti come dei fissati dalla maggioranza dei romani che pensano solo a fasse do' spaghi e na' pizza...." è percentualmente molto frequentato dagli stranieri.
Molti, se non quasi tutti, i trenta/quaranta di quel gruppo non sopravviverebbero senza la clientela internazionale; è come se oltre una certa soglia il mercato (fortunatamente) superasse le mura romane e la divisione che ha senso per gli altri 5.000 ristoranti romani, improvvisamente non valesse più.
Sono clienti che nelle proprie scelte di tavola seguono le stesse regole e gli stessi criteri dei lettori di questo blog e la nazionalità diviene irrilevante.

Precisazione inutile per molti ma non per chi parlando di uno di quei trenta pronuncia frasi tipo "Era pieno di stranieri, brutto segno"

04 Lug 2009 | ore 00:13

Sono stato a Londra e ho mangiato molto bene ma nell'immaginario popolare italiano gli inglesi mangiano male.
Sono stato a New York e ho mangiato veramente molto bene spendendo meno che in Italia ma nel nostro immaginario popolare gli americani sono solo quelli degli hamburger.
Noi italiani alimentiamo l'immagine della nostra come la migliore cucina del mondo non essendoci accorti che ormai anche quelli che hanno meno risorse di noi hanno capito che devono puntare su alberghi e ristoranti e servizi per sviluppare il turismo e così mentre noi arretriamo, specialmente per la mancanza di servizi, di scuole, di formazione, gli altri avanzano.
Anche in questo caso il solo modo per uscire da questo impasse è fidare nei giovani, nelle nuove generazioni di ristoratori, più colti, più attenti, più aperti al nuovo.
A Roma ce ne sono molti di questi giovani e dovrebbero mettersi insieme, fare gruppo e fare iniziative che lascino il segno.
Gli altri, si sa, seguiranno se vedranno che una maggiore professionalità e un miglior servizio porteranno risultati economici.
Il sogno di una ristorazione romana professionale, nuova, aperta e vincente.
Un sogno, appunto.

04 Lug 2009 | ore 00:30

Prometto che e' il mio ultimo intervento: poi per forza maggiore (o minore) non interverro' piu' (semplicemente saro' in posti dove risulta scomoda la connessione).
Direttore, come non si fa a darle ragione? Impossibile.
Buone vacanza a lor signori! E arrivederci a Cetona...

04 Lug 2009 | ore 01:09

"Noi italiani alimentiamo l'immagine che la nostra cucina sia la migliore del mondo"...forse gli italiani che vivono all'estero sono piú aperti di quelli che vivono in patria, ma sono anni che sento i miei connazionali dire frasi del tipo "qui si che si mangia bene non come in Italia dove ti spennano per due spaghetti...". Tanto per rimanere a un esempio da lei fatto secondo me nel Regno Unito si mangia meglio che in Italia...lei cita Londra che é tutto e niente, ma il paragone diventa persino imbarazzante a livello di qualitá prezzo se ci si sposta in Scozia o Galles...e a proposito se il mito della buona cucina italiana esiste(va) forse persiste solo in Italia: a Londra la gente comune quando gli parli di cucina italiana o vini italici si mette a ridere...per loro esistono solo Francia e Spagna a livello di cucine interessanti. Dispiace ripetere concetti giá esposti in altre occasioni, ma finché il cittadino medio di Roma e non dirá a pranzo ce mangiamo du spaghi e a cena pizza, non verremo compresi fuori confine e sempre piú saremo derisi...fuori confine si dice: che mangiamo oggi pesce, carne, crostacei, zuppe, fois o cos'altro....

04 Lug 2009 | ore 01:35

è buffo vedere e leggere ancora discussioni su come ci veste a roma o a londra ,sulla differenza tra come si mangia a parigi o a barcellona, in piena globalizzazione dove ormai l'unicità la devi cercare come fosse una professione e se la trovi conservarla come fosse un dono.
oppure del fatto che dobbiamo dare spazio ai giovani o che i giovani non capiscono e non sono all'altezza, pare sia anche scritto nei geroglifici delle piramidi e che la storia con grande ironia della sorte si riproponga sempre in veste nuova - ma conla stessa anima -come un escort di lusso in grado di ammagliare anche le menti piu brillanti e aperte .

il mio non vuole essere un giudizio nè una critica ma una feroce constatazione di come le cose molto spesso si cercano di rendere ancora più difficili di quello che sono anche davanti all'evidenza che a mio parere si chiama mutazione.

per chi ha ancora il dubbio che come popolo gli italiani non valgano niente mi permetto in casa altrui -codesto blog - di leggersi un librettino che rimette il buonumore che combatte da sempre i radicali liberi perciò lo stress....
si intitola " la sindrome di meucci" ed è scritto da giuliano da empoli.
mentre per capire in modo semplice e divertente le varie mutazioni che la nostra società sta subendo scaricatevi da internet
"i nuovi nomadi" di darianna dagnino .
per il resto ho lasciato 3 link nel post precedente che parla dei semi raccolti e sotterati su un'isola come fossero cavoli rossi,magari a chi mi ha deriso può interessare :-)

i libri sono piccoli e scritti in modo semplice -sono riuscita a leggerli anch'io "erudendomi" :-)

kiss con la lingua a tutto il blog e buone vacanze
bd

04 Lug 2009 | ore 08:08

quando abbiamo portato alcuni ristoratori italiani a cucinare a New York, un paio di anni fa, qualcuno di loro mi disse che in Italia alcuni dei ristoranti dove si trovavano, li avrebbero chiusi immediatamente. Per non parlare del personale di cucina, quasi tutto immigrato illegale. Tanto per dire che a volte la realta' e' diversa dall'immaginario.

04 Lug 2009 | ore 08:37

Si salpa ora per cui ho tempo per un ultimo post, non potevo evitarlo..
Carissima babydoll, riporto il suo link da Wikipedia: non mi sembra una cosa sconvolgente anzi... Peccato lei scrivesse che qualcuno stesse cercando in gran segreto di seppellire tutti i semidi cavolo rosso e che qualcuno abbia aggiunto che l'iniziativa fosse stata presa dalla Cocacola... Meglio lasciar perdere, credo...
''Lo Svalbard Global Seed Vault (in italiano Deposito sotterraneo globale dei semi) è localizzato vicino alla città di Longyearbyen, nell'isola norvegese di Spitsbergen, nel remoto arcipelago artico delle isole Svalbard a circa 1200 km dal Polo Nord. Il Seed Vault è gestito attraverso un accordo ripartito tra il governo norvegese, il Global Crop Diversity Trust ed il Nordic Genetic Resource Center (già chiamato Nordic Gene Bank, nato dallo sforzo cooperativo di nazioni nordiche, sotto l'egida del Nordic council of minister).

Il governo norvegese ha finanziato totalmente l'opera, costata circa 8 milioni di dollari[senza fonte]. Il Global Crop Diversity Trust, in italiano Fondo mondiale per la diversità delle colture ha giocato un ruolo chiave nella pianificazione del deposito, e coordina le spedizioni di campioni di sementi, in collaborazione o con il Nordic Genetic Resource Center. Il fondo deve provvedere alla maggior parte delle spese annuali per la struttura, ed ha stanziato fondi di dotazione di farlo, mentre il governo norvegese finanzia la manutenzione della struttura stessa. La fondazione Gates ha previsto circa 750.000 $ per assistere le nazioni invia di sviluppo ed i centri di ricerca agrari per confezionare ed inviare i semi al deposito. Un consiglio consultivo internazionale è stato istituito per fornire indicazioni e consigli. Essa comprenderà rappresentanti della FAO, il CGIAR, il Trattato internazionale sulle risorse fitogenetiche e le altre istituzioni''.

04 Lug 2009 | ore 09:14

>Peccato lei scrivesse che qualcuno stesse cercando in gran segreto di seppellire tutti i semidi cavolo rosso e che qualcuno abbia aggiunto che l'iniziativa fosse stata presa dalla Cocacola..

mio post
sto cercando anche info riguardo ad una multinazionale che ha acquistato tutti i semi del pianeta per sotterrarli in un isola, vorrei capire se è vero.
chiaramente la multinazionale e pro ogm ;-)

non mi sembra di aver scritto quello che tu riporti ,mi sembra di aver chiesto un info in un luogo -questo blog- dove il pubblico è esperto di food per non dire dei veri professionisti.
la curiosità è femmina e più che ammettere la mia non-conoscenza di argomento non so che dire.
a parte il fatto che in ogni caso questa storia della banca dei semi mi sembra un pochino distorta , cosi di pelle.

ma come vedo tu ti stai avviando ad una piacevole vacanza perciò lasciamo perdere .

kiss
bd

ps: bio doll e non babydoll che è un altra cosa ;-)

04 Lug 2009 | ore 09:25

Chiedo venia per il baby...: ineffettiil sottofondo era ''hush'' delle Pussycatdollllll!
Riporto: ''sto cercando anche info riguardo ad una multinazionale che ha acquistato tutti i semi del pianeta per sotterrarli in un isola, vorrei capire se è vero.
chiaramente la multinazionale e pro ogm ;-)''
Una certa differenza tra la Monsanto di turno che seppellisce i semi della papaya per affamare i contadini dell'Uganda ed il governodi un paese nordico, o sbaglio? Insomma qui il dottor Morte non c'entra proprio nulla!
Saluti cari e cerea, ne???
Prosit!

04 Lug 2009 | ore 10:03

Mi ricordo quando siamo andati a cena, appena sbarcati a New York, nel ristorante del nostro albergo, l'Hudson Hotel, al 356 W 58th st. NY, NY, e uno dei ristoratori italiani che era in viaggio con noi disse che in Italia quella cucina a vista - veramente bella e invitante - col bancone direttamente a contatto dei cuochi e delle pentole non avrebbe passato il controllo AsL.
E in quel caso eravamo di fronte a uno spazio nuovo e bello, ma le cucine non a vista di NY sono quelle che più impressionano.
Bene, a Roma noi abbiamo tutte le tipologie, cucine grandi come uno sgabuzziono, pensiamo alla Sora Margherita di piazza delle Cinque Scole, e cucine belle, moderne e a vista come al San Lorenzo di via de' Chiavari.
Poi ci sono "le cucine" dei mille locali di Trastevere con dentro tutta la gamma di immigrati in tenuta da cuoco e i sacchi della spazzatura sulla soglia e le cucine dei locali del centro, alcune belle e splendenti, come Fortunato al Pantheon, altre di dimensioni piccolissime, i ristoranti nella zona Fontana di Trevi, per esempio.
Ultimo discorso dedicato alle piazza - ma questo è un problema mondiale - che più sono belle e più offrono cibo cattivo a prezzi assurdi.
Pensiamo a piazza Navona, provare per capire come si può finire in basso, e Campo dei Fiori, piazza del Pantheon, Borgo Pio-Piazza Risorgimento.
Certo, è il turismo di massa a cui si aggiunge il turismo religioso e anche in tempi di crisi sono decine di migliaia di persone ogni giorno a caccia di un panino, una Coca, un gelato.
Gente che legge il menu esposto e non si ferma certo al Passetto ma dove trova 8 € tutto compreso scritto su una lavagna.
Ma a 8 € cosa puoi dare da mangiare che non siano surgelato e di bassa qualità?
Questa è la Roma dove viviamo noi, facendo lo slalom tra bar e trattorie che nessuno con un minimo di sale in zucca prenderebbe in considerazione e che un certo turismo premia.
E immagino sia così a Firenze e Venezia, le città d'arte.
L'arte di fregare il turista.

04 Lug 2009 | ore 12:36

anzichè triturarci per mesi con la cucina molecolare - un mero pretesto per attaccare la cucina d'avanguardia - sarebbe stato meglio che Striscia e i suoi scagnozzi in cerca di scoop ci avessero introdotto in quei ristoranti schifezza (si vede già da fuori) di cui sono costellati i centri delle grandi città! No, noi abbiamo dovuto assistere i Nas che andavano da Bottura! Abbiamo dovuto assistere allo sputtanamento di Adrà!

04 Lug 2009 | ore 14:06

Guarda che fa notizia il conto dei giapponesi, non la pulizia delle cucine!

04 Lug 2009 | ore 17:39

Ma, come si sa, cane non morde cane.
Tutti i ristoratori romani sono bravi, buoni e onesti :-))

04 Lug 2009 | ore 22:57

non ti preoocupare striscia fa anche queste denunce....non sputiamo contro vento continuo a dire che la verita non è solo da una parte striscia ha detto e dice la sua noi possiamo dire la nostra in una conviviale discussione ma ire che certi programmi... a comodo... dicono stronzate...ba!!! ho i miei dubbi tutto va circostanziato...per il passetto come per i tanti locali dico che sarebbe ora di mettere in agenda il senso civico ed etico della sicurezza e dell'igiene negli ambienti di lavoro molto spesso trascurato e sottovalutato.... per i molti invece di ritenerlo una esigenza e una garanzia è un mero costo anzi un fastidio.
Ho fatto delle stagioni in località di mare dove i turisti se la godono e se la cantano...dove tutti parlano di sole e del bello dello struscio...andate nelle isole di cucina o nei bar...ma dietro le quinte...c'è in molti casi la desolazione ambientale...dove sono gli organi di controllo? si interviene soltanto quando scoppia la denuncia...che pena...a testaccio ultimamente ho mangiato in una osteria dove il padrone per far posto ha ingolfato una sala ostacolando anche le vie di fuga i tavoli erono talmente appiccicati che se fosse scoppiato un incendio saremmo stati buoni come carne arrostita...non ne parliamo quando mi capitò di osservare in un albergo l'omino del bar fare il caffe ai tedeschi riusando i fondi del caffe esausti con un po di miscela fresca....a dritti!!! io marmiton ne ho e ne ho avuto le palle piene
direttore non ho riletto nulla se ci sono errori non mi quereli
...come hai fatto colazione questa mattina? dunque una fetta di pane del buon roscioli marmellata di visciole un caffè corretto al sambuca... e una buona lettura dell'osservatore romano

05 Lug 2009 | ore 07:51

Direttore, mi permetto di allegare il link a questo articolo di Repubblica Roma che molti di noi "romani" avremo letto oggi

oggihttp://roma.repubblica.it/dettaglio/centro-truffe-ai-turisti:-dal-caffe-al-taxi-tutto-e-piu-caro/1667056

Penso che a Roma non ci sia particolare attenzione al turista ed al turismo. Il turismo ed i turisti ci saranno sempre, attirati dai fori, da S. Pietro e dal Colosseo, tutto il resto, ospitalità, buon rapporto prezzo/qualità, buon cibo e bei locali, conta poco o nulla.
L'episodio dei due malcapitati (o più probabilmente ingenui) turisti giapponesi è espressione del modo in cui secondo me praticamente tutto il sistema economico che ruota intorno al turismo in questa città guarda appunto al turismo ed al turista. Non come un bene ed una risorsa da tutelare ma come qualcosa da sfruttare e di cui abusare.
C'è anche da dire che il turismo medio qui a roma è un turismo di basso livello, spesso di grupponi organizzati con guida-con-la-bandierina in testa, che non si informa prima, non consulta le guide, pensa che mangiare sia una tappa necessaria ed inevitabile della giornata ma non una parte importante dell'esperienza turistica.
Mi permetto di raccontare un episodio capitatomi una settimana fa all'aeroporto di Ciampino al rientro da Berlino.
Alle 19,30 usciamo dall'aeroporto alla ricerca di un taxi. La situazione che ci si presenta è la seguente: una 40na di taxi in attesa senza conducente ed un gruppetto di autisti che fanno capannello li vicino. Arriviamo al capannello e nessuno ci degna nemmeno di uno sguardo. Finalmente veniamo notati da uno di questi signori che ci chiede se dobbiamo andare in centro o meno - noi rispondiamo CENTRO (Via Nemorense è centro, no?) - e incomincia a chiedere "Chi se vo ffa na corsa in centro?". Qualcuno, interrompendo le chiacchere, si rivolge a noi con tono piuttosto aggressivo chedendo "Ma in centro dove?", noi rispondiamo Via Nemorense ed allora qualcuno risponde "Eh, ma via Nemorense mica è centro, ce vo' tanto, ce vo' na mezza piotta" (per intenderci 50€ - faccio notare che all'andata, con prenotazione la sera prima, avevamo pagato 28€!!!!!).
Alla fine qualcuno si degna di fare la corsa ed è qui che viene il bello: Partiamo con tariffa 2, il tassista si mette subito al cellulare a chiaccherare e dopo qualche km, già ampiamente in città, io chiedo: "mi tolga una curiosità, ma fino a destinazione sarà tutta tariffa 2????". Risposta: "Ah, ma no... mi scusi... è che stavo a telefonà e me so scordato de cambià a tariffa... eh eh eh". Arrivati a casa (tariffa 30€) mi sarei aspettato un minimo sconto visto il "disguido" verificatosi, invece... 2,50€ in più per il trasporto bagagli, vale a dire 2 borsoni di pochi kg l'uno che avevo personalmente messo nel porta bagagli e personalmente ripreso dal porta bagagli.
Posto che evidentemente il capannello di assisti era in attesa del "giapponese da spennare" e non aveva voglia di fare una corsa regolare, la mia domanda è: quale turista, ma anche romano poco avveduto, avrebbe capito il trucchetto?!
Vi faccio notare anche un'altra cosa: venivamo da Berlino dove con 3€ a persona la metropolitana ti porta dall'aeroporto a tutte le stazioni centrali...

05 Lug 2009 | ore 15:36

E' vero, i tassisti che stanno a Fiumicino hanno tra le loro fila dei delinquenti e dei truffatori e quelli per bene, e ci sono, hanno paura a denunciarli.
E' una storia vecchia e che non sembra avere soluzione quando invece i nostri concorrenti a Madrid, Parigi, Londra o New York hanno un servizio che costa meno e non ha le punte di truffe che accadono sulla Fiumicino-Roma ma anche da Ciampino a Roma per non parlare dei 2€ in più che si pagano a Termini perché i tassisti vengano lì con la loro auto, quasi fosse un piacere e non un lavoro per il quale hanno avuto la licenza.
E' materia del comune e della questura ciò che avviene a Fiumicino ma sembra che siano impotenti e quindi non risolvendo il problema, ormai cronico, ci rimette l'immagine del turismo, a Roma e in Italia.

05 Lug 2009 | ore 17:19

Strada di Roma in zona suggestiva, prima giornata di sole, parecchi turisti per le vie. Mezzogiorno. Per me era l'ora del caffè. Entro nel primo bar che trovo e vedo passare vassoi di pasta surgelata dal frigo al microonde.
Aspetto e bevo il mio caffè. Dal contenitore, la pasta viene passata al piatto con i modi che un muratore usa per girare il cemento con la cazzula. Viene aggiunta una foglia di basilico. La pasta ancora fumante viene portata a una coppia di inglesi (suppongo), nel frattempo dal microonde esce una lasagna.
Mi guardo intorno disgustato e vedo che il cartello che riporta il costo del pranzo (Primo, pane, birra e caffè) è aggiornato con un pennarello da 12 a 18. Pochi tavolini più avanti il gestore è intento a modificare tutti i prezzi con il medesimo pennarello.
E' commercio, non è accoglienza. E' truffa ?

06 Lug 2009 | ore 09:55

Cominciamo a mettere nome e cognome dell'esercizio e magari la foto dell'offerta, di solito scritte su lavagne o cartelli.

06 Lug 2009 | ore 10:18

Mi ricordo che qualche tempo fa lei, direttore, aprì le danze alla notizia della nomina di MVB come ministra al turismo, con un post di suggerimenti al Ministro per migliorare la qualità, la professionalità, l'accoglienza degli operatori interessati dall'arrivo dei milioni di turisti che vengono in Italia, anche se è da qualche tempo che se la squagliano verso altri lidi. Perché? Forse perchè all'estero (leggi Francia, Spagna) queste 'sole' non le prendono, forse perchè c'è maggior promozione mondiale delle ricchezze nazionali, forse non si pensa di fregare un turista pensando 'tanto per uno che perdo (e frego), me ne ritrovo dieci alla porta che vogliono entrare'. Concordo con chi, prima di me, dice che Venezia è peggio... ma anche le altre città d'arte (credo) non scherzano... per non parlare della città in cui vivo, Milano, che reputo tragicamente una situazione allo sbando per accoglienza e mangiar bene.
Qualche anno fa sui canali pubblici francesi c'era uno spot del consorzio dei formaggi olandesi (?) il cui pay-off recitava: 'L'Olanda, l'altro paese dei formaggi'... e noi come promuoviamo le nostre cose???
Comunque, in tutto ciò, in tutto questo marasma, tornando a bomba... il Ministro cheffà? cheddice?

06 Lug 2009 | ore 11:00

Beh, Davide, ti consiglio di leggere l'interessante articolo di Emiliano Fittipaldi a pag 62 de L'Espresso di questa settimana. L'Espresso sarà anche "politicamente orientato" ma penso di poter dire che MVB sia proprio la persona sbagliata al posto sbagliato.

06 Lug 2009 | ore 12:53

Beh, il mio appello alla ministra era assolutamente ironico... anch'io la ritengo assolutamente inappropriata, ma che si facesse almeno sentire, dire qualcosa... o è in vacanza a Ibiza??? :-)))
p.s. ho letto or ora l'articolo on-line...

06 Lug 2009 | ore 13:16

Davide scrive "Forse perchè all'estero (leggi Francia, Spagna) queste 'sole' non le prendono"

Che non si prendano sòle in Spagna e Francia non è assolutamente vero (basta andare in un tapas bar a caso sulle ramblas a Barcellona per verificare).

E' fuor di dubbio invece che all'estero sappiano promuovere i propri prodotti molto meglio di quanto non facciamo noi.

Non mi riferisco solo al reparto enogastronomico ma anche alla gestione/promozione del patrimonio artistico.

In Italia potremmo "campare" tutti con il turismo ed invece molto spesso (quasi sempre) non offriamo al turista altro che sòle e non sappiamo valorizzare l'infinito patrimonio di cui disponiamo.

06 Lug 2009 | ore 13:51

beh ma il tapas bar a Barcellona che tu prendi ad esempio, è l'equvalente degli 'spaghetti bolognese' in piazza Navona... per il resto concordo in pieno (e chi non è d'accordo?)

06 Lug 2009 | ore 14:23

Non ho proprio nulla da dire, trovo il tono di questo post perfettamente indifendibile.

06 Lug 2009 | ore 14:42

C'è percaso un fiscalista o facsimile in giro? Sarei proprio curiosa di come definire (fiscalmente) la quota mance. Perché, al di là di ribadire per l'ennesima volta che l'igiene in qualunque tipo di locale, incluso avere i frighi in ordine e privi di oggetti non identificati e mummificati è OBBLIGATORIA, mi pare che si continui ad avere un atteggiamento benevolo verso questo malcostume che genera introiti completamente in nero.

06 Lug 2009 | ore 14:48

a proposito direttore, ma queste persone che lei fotografa per strada, intenta per esempio a mangiarsi gli spaghetti... le fa firmare un qualche forma di liberatoria??

06 Lug 2009 | ore 15:21

Adorabile Oliva, no, lo confesso, non chiedo la liberatoria per le mie fotine ma se lei conosce qualche fotografo scoprirà che anche loro, ancorché professionisti, fanno le foto senza chiedere la liberatoria.
Tanto in Italia che viaggiando all'estero :-))

06 Lug 2009 | ore 16:14

bè oppure ci si potrebbe servire della stessa agenzia di Antonello Zappadu, se non ricordo male, la Ecoprensa, in Colombia
:-)

06 Lug 2009 | ore 16:31

caro oliva, nemmeno bonilli lo sa ma fino a qualche giorno fa gli"esecutori materiali maffi&pagano", il "complice" lorenzo viani ed il "mandante".... sono stati a rischio per via di quella foto indicante, nel servizio dalla versilia, cassette di polistirolo indicanti "code india, sgusciati cina e i preoccupanti scampi polist." ( peraltro perfettamente"in regola con la legislazione italiana")

ci sono voluti dei bei santioni....... del buon Lorenzo per far decantare definitivamente la questione.

pensi cosa hanno dovuto sopportare 2 poveri e magri cronisti, oltretutto completamente sulle proprie spese!!!!, per tenere alta la fiammella bloggheriana.

06 Lug 2009 | ore 16:57

Gentilissimo Bonilli, suppongo che la prassi sia quella... però al posto della signora nella foto, penso che m'arrabbierei a vedermi in tale posa poca lusinghiera...

06 Lug 2009 | ore 20:28

Costretto fuori casa per la mancanza di corrente in giubbonari rispondo via Iphone che le prossime fotine sarò discreto ma osservero' se altrettanto lo saranno illustri fotografi che navigano e pubblicano, abbia una migliore serata della mia :-))

06 Lug 2009 | ore 21:13

Zittite anche le voci gastronomiche oltre che i cellulari? :-))

06 Lug 2009 | ore 21:56

... ma da Roscioli c'era la luce :-))

06 Lug 2009 | ore 22:09

Direttore, mi scusi per il parziale ot, ma vorrei sapere da lei se, in quanto - come me - appassionato della Apple ha giá comprato l i phone 3gs e, se si, se vale la pena sostituire il 3 g al quale però ho aggiornato il software. Grazie

06 Lug 2009 | ore 22:47

Comprato sabato. Va alla grande. Più veloce, più stabile, più "navigante".

06 Lug 2009 | ore 23:44

Non farsi mancare nulla :-))

06 Lug 2009 | ore 23:46

In compenso Alice fa i capricci da stamattina (e firefox l'aiuta) ......

06 Lug 2009 | ore 23:49

Cari amici, intervengo solo per un aspetto squisitamente fiscale del nostro lavoro, sì dei ristoratori, ( ma vale per tutti i pubblici esercizi )nel nostro paese c'è uno strumento che si chiama contratto di lavoro che prevede per i nostri dipendenti 14 mensilità, il tfr che è una altra mensilità, poi ci sono oltre 100 ore l'anno di permesso sindacale retribuite ed ancora oltre un mese di ferie, pagate, oltre alle varie festività, doppie o anche triple, tipo natale e c. per un totale di 220 giorni più o meno lavorati l'anno, con un calcolo magari in eccesso, ma siamo quasi a 16 mensilità, si avete letto bene 16. per chi naturalmente opera in regola, Ora non voglio difendere nessuno ma non credo che in nessuna parte del mondo ci sia questa situazione. Negli Usa e non solo, la mancia è obbligatoria, perchè non hanno stipendio, o almeno una piccolissima parte, cioè la mancia è lo stipendio, non hanno ferie, credo 8 giorni l'anno, non hanno 13, 14, tfr ecc. ecc., dimenticavo noi abbiamo anche il costo del commercialista per le paghe e i contributi, non voglio dare giudizi, ma come ho gia detto ad un mio amico giornalista,PROVA TU SE SEI CAPACE A FARE IL RISTORATORE CON QUESTE REGOLE in ITALIA,
ragazzi ogni tanto cercate di capire e non giudicate solo i piatti, ma anche la grande fatica che facciamo per continuare a fare questo splendido ma difficile lavoro.

matteo scibilia

07 Lug 2009 | ore 20:12

Caro Scibilia, hai ragione cento volte, il problema è che i conti li sanno fare in pochi però poi le stesse persone pretendono dal ristoratore anche grande qualità a prezzi competitivi.....
Ho sempre sostenuto che se un ristoratore non si attrezza con delle consulenze esterne non può far quadrare i conti per i motivi da te spiegati. Io giro qualche ristorante e non puoi sapere il dispiacere che provo quando incontro persone, soprattutto giovani senza la necessaria esperienza imprenditoriale, che investono i risparmi di una famiglia per acquistare costosissime cucine o fare importanti investimenti in cantina, ma quando recupererranno questi soldi premesso che saranno capaci di fare il tuo mestiere?
Tanti di voi divulgate le storie di un territorio attraverso la vostra cucina ma prova a raccontarlo alle istituzioni locali che pure dovrebbero avere interesse allo sviluppo di questo tipo di attività, invece, come spesso accade, sono proprio loro i primi nemici.
Di recente ho visitato un tre stelle michelin in Francia, il titolare del ristorante mi ha raccontato con orgoglio che a lui, trovandosi in un borgo periferico e grazie alla sua attività catalizzatrice di turisti, lo stato ha costruito un' uscita dell'autostrada apposta affinchè i suoi clienti potessero raggiungere più comodamente il suo ristorante. Sembra fantascienza vero?

08 Lug 2009 | ore 08:07

Caro Matteo,

io invito sempre i tanti ristoratori che mi capita di incontrare e sono insoddisfatti (a ragione) della situazione italiana a mollare l'Italia ed aprire all' estero. In una citta' come Londra, ad esempio. Dove, escluse poche eccezioni, la ristorazione italiana e' rappresentata male (faccio notare en passant che Marchi per Identita' Golose London ha invitato, dei locali, solo il sempiterno Locatelli e l'inspiegabile Angela Hartnett). Non parliamo di altre grandi citta' europee.
Insomma, le opportunita' per chi sa fare bene ci sono. Il trattamento fiscale/burocratico e' piu' amico degli imprenditori.
Ma, mi chiedo, quanti bravi chef che tanto si lamentano in Italia sono sufficientemente imprenditori per resistere e magari perfino affermarsi in un mercato davvero competitivo?

08 Lug 2009 | ore 15:25

solo, e pedantemente, per ricordare che il bel libro di bill buford ricordato e linkato dal sor bonilli esiste da un par d'anni in traduzione italiana, "calore" appunto, pei tipi della benemerita fandango libri ed è veramente gustoso - per chi apprezza il genere, savasandir

11 Lug 2009 | ore 14:04

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a cura di Stefano Bonilli


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in libreria e on-line

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NELLA STESSA COLLANA


notizie in breve

Lucky_Peach.jpg

> Lucky Peach di David Chang, Peter Meehan e Chris Ying è una nuova rivista trimestrale dedicata al cibo pubblicata dall'edtore McSweeney's, e questa è la grande novità per la casa editrice californiana che fino ad ora aveva pubblicato romanzi, saggi ma mai libri e riviste di cucina. Lucky Peach è rivista, ma anche una appllication per l'iPad. Il primo numero è dedicato al "Ramen".

Pasta_broccoli_arzilla.jpg Minestra di pasta, broccoli e arzilla

Lo confesso, io sono un minestraro, adoro tutti i tipi di minestre e purtroppo mi accorgo...


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