30
Ago 2009
ore 14:07

La buona cucina delle Sorelle Simili

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Margherita e Valeria Simili

Adoro le Sorelle Simili e andavo spesso a comprare il pane nel negozio di famiglia di Via San Felice, a Bologna, dove le gemelle, ancora ragazzine, hanno incominciato a lavorare nel 1946. Più che un negozio il forno delle Simili di Via San Felice e poi di Via Frassinago era un punto di incontro per tutti i buongustai di Bologna e non solo del capoluogo perché la fama delle due gemelle aveva superato i confini regionali.
Nel 1986 Margherita e Valeria Simili, da tutti conosciute come le Sorelle Simili, hanno iniziato a tenere corsi di cucina all'Hotel Milano Excelsior di Bologna e dopo tre anni hanno aperto in Via San Felice la Scuola di Cucina delle Sorelle Simili, diventata famosa in tutto il mondo.
Ci venivano i bolognesi, gli italiani di tutte le regioni ma anche americani - molti i nomi e i volti famosi - inglesi, tedeschi, giapponesi per imparare a fare il pane, le tagliatelle, i tortellini, le lasagne sotto la guide delle due sorelle.
Poi gli inviti in tutto il mondo, negli Stati Uniti, in Giappone, in Nuova Zelanda, per non parlare degli inviti un po' da tutta Italia.
La Scuola è stata chiusa nell'estate del 2001.
Due i libri importanti, Pane e roba dolce, editore Vallardi, del 2003 e Sfida al mattarello, sottotitolo I segreti della sfoglia bolognese, sempre con Vallardi, del 2005.
Ora è uscito un terzo libro, La buona cucina di casa, Vallardi ancora una volta.
Il libro verrà presentato al Festival della Letteratura di Mantova giovedì 10 settembre, ore 17, al Seminario Vescovile, da Clara Sereni e Roberta Corradin.
Una mia sommessa critica, all'editore e non alle autrici, riguarda il libro stesso, le foto a colori di scarsa qualità, per non parlare di quelle in bianco e nero, il carattere usato, l'impaginazione.
Credo che le Simili meriterebbero di meglio.

La foto è stata presa da www.meaculpa.it

commenti 27

In pieno conflitto di interesse mi chiedo perchè l'editoria qui in Italia investa così poco nella grafica e nella fotografia dei libri di cucina.
Ho notato un notevole miglioramento in questi ultimi anni, ma ogni volta che apro un libro edito da Mr. Murdoch mi viene il magone.
Il risultato è che lui riesce a venderci i diritti delle sue pubblicazioni, noi riusciamo a vendere le nostre (che culinariamente sono ad altro livello) all'estero?
Mi pare un discorso similare a quello sul Mac. Cosa ne pensa direttore?

30 Ago 2009 | ore 14:46

Francamente le foto di questo libro sono impubblicabili e quindi, per rispondere alla domanda, abbiamo un ottimo contenuto e una pessima confezione e parlo anche della grafica.
Non può essere solo una scelta determinata dal taglio dei costi, credo sia un vero ritardo culturale.

30 Ago 2009 | ore 14:53

adoro anch'io le Sorelle Simili abitando a Bologna mi sarei iscritta subito alla loro scuola di cucina, ieri ho comprato il loro nuovo libro e subito ho iniziato a leggerlo due osservazioni le foto sono inguardabili e alcune ricette sembrano inserite per riempire il libro. Ho tantissimi libri di cucina e riflettevo su quali veramente ho usato:
Amatissime ricette di Giovanna Folonari (stupendo)
Le mie ricette di Paola di Mauro
Sfida al matterello di Sorelle Simili
Pane e roba dolce Sorelle Simile
Sfida al matterello Sorelle Simili
insomma libri dove dietro ci sono donne sul campo e non le varie Donna Hay con belle foto o libri di grandi chef....................frubili per persone che devono fare una cena con amici o semplicemente cucinare nel quotidiano qualche cosa di nuovo )))))))

30 Ago 2009 | ore 15:18

Mr. Murdoch produce, il resto del mondo compra quello che produce. D'altronde se i prezzi di copertina devono scendere per trovare acquirenti e se i libri devono essere progettati in più lingue/mercati per risultare convenienti economicamente è ovvio che l'inglese ha un vantaggio insuperabile. Sul food il discorso è ancora più complesso per via di ricette che devono accontentare consumatori di gusti differenti. Ho visto un libro sulla pasta (in olandese): bellissime foto. Appena lo trovo in una lingua più comprensibile guarderò il glossario con molta attenzione.
Alla fine taglio dei costi+basso prezzo di copertina+database ricette = poco digeribile...

30 Ago 2009 | ore 15:25

a proposito di libri di cucina: oggi su repubblica la sempre brava licia granello( che la smetta pero' di portare abitini da ventenni perchè il tempo passa per tutte e la sua classe nello scrivere non ha bisogno d'altro) presenta " chef academy", anche con dvd.

nell'articolo cita bonilli direttamente ed indirettamente piu' volte, dimostrandosi piu' gentile di quanto detto a vico, qualche mese fa. io ne comprero' almeno la prima uscita, domani, che come si sa è a quasi gratis.

che ne dici , bonilli? hai già avuto una copia anticipata?
possiamo contare su un tuo parere, oggi o domani?

30 Ago 2009 | ore 17:18

Domani compro il primo numero e mi faccio un'idea...

30 Ago 2009 | ore 19:12

vedendo il video di presentazione non è che si rimanga folgorati...

http://tv.repubblica.it/copertina/la-cucina-in-edicola/36205?video

vedrem :-)

30 Ago 2009 | ore 20:02

Delusione!
Libro fatto per sfruttare il successo delle sister però senza una struttura convincente, grafica ospedaliera, insomma troppo raffazzonato con ricette un pò demodè e difficilmente proponibili.
Perchè l'ho comprato? Perchè la parte iniziale sul pane è un bel compendiario di tecniche panificatorie casalinghe.
Peccato, perchè bastava impegnarsi e crederci un pò di più.

30 Ago 2009 | ore 21:28

Le sorelle Simili sono due persone meravigliose. Ho comprato i loro due libri: Pane e roba dolce e Sfida al mattarello, non nascondo la delusione per il contenuto minimo delle ricette, penso che due Grandi come loro meriterebbero molto di piu'.

30 Ago 2009 | ore 22:05

boh? non conosco le sorelle in oggetto.
però a me personalmente pure tutte quelle ricette con bellissime foto del risultato non mi dicono granchè.
innanzi tutto perchè il mio risultato è sempre più brutto....
e poi perchè preferisco la sostanza di una ricetta ben spiegata ai lustrini di una bella foto.
d'altronde capisco pure che mettere brutte foto di piatti equivarrebbe a fotografare la racchia del palazzo mio su playboy.

31 Ago 2009 | ore 09:23

Gribaudo, Guido Tommasi, Giunti, Bibliotheca culinaria, Etoile, ma anche Fabbri (le foto di Grant Symon in "Verdure" e "Crudo"); l'editoria italiana ha fatto passi da gigante negli ultimi anni nel settore dei libri di cucina, con dei veri e propri capolavori. Ma questa è anche un'editoria di nicchia in un paese in cui in genere si legge poco o niente, e in cui il libro non è uno strumento di consultazione o divulgazione (neanche per molti professionisti, purtroppo). Io separerei certi libri di ricette che hanno uno scopo pratico e un prezzo contenuto, da altri che aspirano ad essere anche delle opere d'arte, o nei quali, per esempio, la foto del piatto è la foto di un esempio, di un'opera d'arte, ed è importante proprio per quello.
Tengo sempre con me, anche quando viaggio, "Pane e roba dolce" delle sorelle Simili: è un must, nel quale le sorelle danno dei punti anche a Giorilli. Il formato è piccolino, il prezzo contenuto: le foto sono quelle di un manuale (economico) di giardinaggio. Ma chissenefrega!!! magari ce ne fossero altri mille, di libri così: provate a cercarne...

31 Ago 2009 | ore 12:15

Concordo in parte. Alcune delle pubblicazioni di cui sopra sono edizioni straniere di cui sono stati acquistati in diritti per l'Italia e di seguito tradotte.
E questo a mio modesto parere vuol dire che forse un mercato per questo tipo di pubblicazioni esiste anche in Italia, sennò perchè appunto sopportare il costo di comprare i diritti (che non credo siano economicissimi) e affrontare una traduzione (che anch'essa se fatta con cura non è proprio economica).
Se io entro in una libreria mi vedo in primo piano Jamie Oliver, Bill Granger, Donna Hay, la serie della Hachette ripubblicata in italiano da Guido Tommasi, eccetera.
Siamo così sicuri che partendo dalla nostra qualità gastronomica dei libri che si presentassero graficamente come quelli sopra non venderebbero abbastanza e non avrebbero una buona possibilità di successo anche all'estero?
Era questo il motivo della domanda che avevo fatto al direttore.

31 Ago 2009 | ore 12:31

Bibliotheca culinaria mi sembra vendi anche all'estero: mi pare di aver visto (ad es.) "Pasta" di Beck anche in tedesco. Si tratta di gruppi editoriali (quelli anglofoni) giganteschi, che vendono in tutto il pianeta e che spingono anche di qua. Non credo siano comparabili i nostri canali di diffusione: che poi alcune librerie scelgano di mettere in vetrina proprio quei testi, tradotti e ripubblicati, bisognebbe chiederne a loro il motivo.
Il successo è dovuto ai canali di vendita, alla loro diffusione, alla lingua. L'inglese lo leggono tutti, e un libro pubblicato a Londra o New York lo possono leggere anche negli Emirati o in India: se voglio leggere un libro di Dan Lepard, sono costretto a cercarlo in lingua (e sono anche contento di trovarlo così: spesso i traduttori di questi libri non sono dei tecnici, e creano dei grossi fraintendimenti).

31 Ago 2009 | ore 12:58

Sarò OT e mi riallaccio a qualche post precedente...queste due sorelle Simili chi le aveva mai sentite nominare...buio oltre la padella..però devo ringrazire il Direttore che mi ha permesso di cercare ed informarmi...

Per quanto riguarda le immagini penso che se ci sono degli ottimi contenuti ma espressi male (a livello di immagine) una persona non sia troppo invogliata a fare quella ricetta rispetto ad un'altra... e peggio ancora a comprare un libro.. si può essere puri quanto si vuole ma anche l'occhio vuole la sua parte ;-)

31 Ago 2009 | ore 13:24

Io penso che un libro sia un unicum inscindibile di testo, grafica, foto e confezione.
Il libro in questione mi ha deluso enormemente perché anche dal punto di vista dei contenuti mi sembra che sia disordinato, della grafica ho già detto, è vecchia e brutta, e le fotografie a colori sono indecenti e nessun serio editore le pubblicherebbe nel 2009.
Mi domando come verrà presentato al Festival della Letteratura di Mantova e ci andrò perché sono curioso di vedere come se la caverà la mia amica Roberta Corradin.

31 Ago 2009 | ore 13:43

Quella della lingua inglese è un motivo che ho già sentito ma non regge più di tanto, la Hachette pubblica in francese ad esempio. E comunque come ci sforziamo di tradurre in italiano libri in inglese (e con la conversione delle misure inclusa), così si può preparare un libro fin dall'inizio con una edizione per l'estero anche se rimango convinto che un prodotto editoriale di qualità possa tranquillamente vendere all'estero i diritti (e si occuperà chi li compra della traduzione).
Ad esempio sia il GR che La Cucina Italiana hanno edizioni in inglese e sempre ad esempio non mi pare che Vogue Italia sia frenato dalla lingua e le sue immagini (e i prodotti relativi) sono citate in ogni dove all'estero da chi si occupa di fashion nonostante le edizioni localizzate della rivista.
Chiaro che chiami Steven Meisel a fare il servizio centrale, non lo zio con la digitalina compatta.

31 Ago 2009 | ore 13:44

Verissimo, gran parte dei libri editi da Guido Tommasi o Bibliotheca Culinaria sono traduzioni (in particolare dei libri di Marabout édition). Non si capisce proprio perché la grafica, per gli editori italiani, sia un elemento secondario. Per attrarre pubblico, i libri devono presentarsi bene. Una grafica di scarsa qualità determina immediatamente una perdita di potenziali lettori. Il risultato è che i libri italiani hanno basse tirature e gli editori - anche quelli del settore food & wine - sono sempre in crisi.

31 Ago 2009 | ore 14:18

Ho scoperto - perché neppure io lo sapevo - che Giunti è il primo editore europeo per fatturato di libri gastronomici.
Non parlo di grafica o contenuti ma solo di milioni di euro :-))

31 Ago 2009 | ore 14:21

Gribaudo mi sembra si stia muovendo bene, se vogliamo parlare di editoria "originale", grafica curata e collane anche decenti esteticamente a costi non proibitivi; Giunti diversifica molto la sua editoria di cucina, traduce e no, si occupa di alta ristorazione ma anche no, ha collane curate ma anche no. Forse è per quello che vende. Le riviste sono un fenomeno, almeno per me, sconosciuto...

31 Ago 2009 | ore 15:21

Ho seguito diversi corsi delle Simili e continuerò a farlo, le conosco quindi personalmente e sono tra le poche persone che riescono a trasmettere, con l'amore che ci mettono nelle cose che fanno, una passione veramente incredibile. Non c'è foto che tenga nè libro ben impaginato....sono d'accordo: loro meritano il massimo ma nella loro semplicità va bene anche un libriccino da pochi soldi. Sono certa che questo libro avrà il solito successo perchè Margherita e Valeria lo meritano davvero. Paola

02 Set 2009 | ore 12:22

concordo con paola, valeria e margherita meritano il plauso per la bravura ma soprattutto per l'umiltà con cui insegnano (unita la velocità con cui mandano a stendere i saputoni ;)), la generosità con cui trasmettono tutto il loro sapere senza segreti e la disponibilità verso gli allievi anche dopo le lezioni. tutte cose che ho visto di rado nei corsi di cucina.
i loro libri han successo perché, al di là delle foto e dell'impaginazione bulgara (e non son poi così sicura che alle gemelle non vada bene così: mirano a diffondere la loro arte al prezzo più accessibile), è questo che vien fuori.
ho frequentato molti corsi di cucina ma i loro sono speciali e unici, un paio di volte son pure tornata a rifare i corsi per la gioia che san trasmettere e per la sicurezza che dalle simili c'è sempre da imparare.

04 Set 2009 | ore 15:48

Da Margherita e Valeria ho appreso moltissimo: mi hanno davvero trasmesso la passione per la panificazione e mi sono cimentata, attraverso la lettura dei loro libri, i corsi fatti con loro e i loro preziosi consigli telefonici, in preparazioni che mai avrei pensato!
Il loro libro sulla panificazione è il mio primo libro e ritengo superi (per semplicità di linguaggio e dettaglio nelle spiegazioni) tantissimi altri libri che poi ho acquistato negli anni (Giorilli in primis).
Quest'ultimo libro non mi convince appieno, anche se l'ho acquistato immediatamente.
Mi sembra un tantino raffazzonato, con fotografie anche peggiori dei precedenti...ma la loro capacità comunicativa c'è tutta!
Grazie alle Sorelle Simili!

11 Set 2009 | ore 10:17

A me piace da matti, non condivido la critica all’editore, il libro ha la stessa grafica, impaginazione, e misure degli altri credo che l’obiettivo sia quello di creare un cofanetto e mi auguro arrivi presto il dvd di sfida al matterello
Amo e compro i libri di Tomasi editore o di bibliotheca culinaria, ma hanno uno scopo diverso, li sfoglio li guardo ma poi trovano il loro posto e restano in libreria. Quelli delle Simili sono sempre in giro per casa, li porto al mare d’estate e in campagna il week end, sono sempre lì aperti a sostenermi e aiutarmi
Ultimo lato positivo: il prezzo contenuto non è male

15 Set 2009 | ore 13:49

Cara Rosanna, sono tutti e tre brutti libri quanto a grafica, foto e impaginazione e con la stessa spesa si possono invece fare libri di qualità.
Perché no?
Contrapporre dei bei libri per dire che però quelli non li usi mi sembra un trucchetto, se vuoi ti fornisco una decina di titoli che ti farebbero impazzire.

15 Set 2009 | ore 14:57

ho avuto anch'io il piacere di conoscerle di recente e se è vero che vogliono abbandonare l'insegnamento, sono stata doppiamente fortunata.
concordo, hanno una grande capacità comunicativa, oltre all'indiscussa esperienza!

15 Apr 2010 | ore 13:35

...ora so che hanno integrato i libri anche con un dvd. forse questo sopperirà alla mediocrità iconografica e renderà giustizia alla lore verve.

15 Apr 2010 | ore 13:45

Buongiorno, leggo i vostri commenti e concordo sulla grafica e linea editoriale, purtroppo in Italia vincono le traduzioni e le tradizioni importate dall'estero. Chiederei al signor Bonilli, se possibile, la cortesia di inviare/scrivere una lista di libri come proponeva alla signora Rosanna, aggiornata ad oggi.

26 Mar 2014 | ore 13:48

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