24
Ago 2009
ore 21:17

Relais Blu: vista su Capri, cuoco tedesco

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Relais_Blu1.jpg

Un paesaggio che ti incanta ogni volta e la domanda: fino a quando il bello vincerà sulle mille mancanze e disfunzioni di questo territorio?
Ho cenato allo Scoglio di Nerano e conosciuto Peppino, personaggio incredibile che voglio andare a incontrare di nuovo perché è un grande pescatore, un grande contadino e il più grande e simpatico "paraculo" che abbia mai conosciuto.
Ho preso l'aperitivo al Relais Blu, solito tramonto da infarto e vista di Capri e di tutto il Golfo di Napoli che lascia senza fiato.
La pizza all'ora di pranzo, invece, l'ho mangiata al Don Alfonso dove Ernesto Iaccarino sta facendo esperimenti divertenti col forno che fa bella mostra nel giardino dell'hotel.
Chaperon di questa scorribanda Maurizio Cortese, uomo di Costiera e gourmet, con cui abbiamo fatto una 24 ore gastronomica niente male.
Al Relais Blu ci tornavo dopo un pranzo molto buono fatto agli inizi di luglio ma ieri sera, mentre prendevo l'aperitivo e guardavo il tramonto, ho fatto una lunga chiaccherata con Christoph Bob, il cuoco tedesco che in Costiera ha messo profonde radici, visto che ha sposato una ragazza di Vico, e ho pensato che era giusto raccontare quel pranzo fatto a luglio perché il posto lo merita.

Relais_Blu2.jpg

Il Relais Blu era una villa, poi è diventata una piccola clinica della salute dove era implicata Vanna Marchi, che è fallita, e infine è stato acquistato da Antonino Acampora, un noto albergatore della zona.
11 stanze, il panorama che sapete e un ristorante veramente interessante perché Christoph Bob ha lavorato cinque anni con Heinz Beck, ha lavorato con Ducasse e adesso guida la cucina di questo piccolo albergo.

Io nel mio pranzo fatto a luglio ho iniziato con triglia in crosta di pane su insalatina di campo e salsa all'aceto balsamico.
Un piatto fresco, la leggerezza e il sapore del mare
Poi un risotto agli asparagi con formaggio caprino, aneto e capesante che non mi ha entusiasmato, anche se aveva la sua dignità, ma bello a vedersi.

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La tavolata era numerosa e quindi molti piatti hanno girato permettendo più assaggi.
Per esempio i mezzi paccheri di Gragnano con fave, cozze e bottarga erano forti, ben cotti, sapori intriganti e voglia di spazzolarsi il piatto, altro che assaggi.
E così gli spaghetti con le vongole possono diventare ovvi salvo risultare al dente, saporiti in modo perfetto e con vongole super fresche e buone.
Poi ho ordinato ricciola con pesto di peperoncini verdi, fior di ricotta e patate violette e arriva un piatto bello e di grande soddisfazione.

Relais_Blu4.jpg

Giravano bottiglie di Champagne, per dessert frutta, gelato, variazioni di mela annurca con gelato alla cannella.
Un ottimo pranzo e un conto di 125 € a testa per via del bere alto.
Capirete che con una tale scenario davanti agli occhi e una cucina di mano sicura non sono mal spesi gli 85 € per il menu degustazione e i 125 € per il menu compresi i vini.
Tra l'altro mi ha detto Christoph che loro non hanno sentito la crisi e hanno le camere prenotate fino alla fine di settembre.

Relais Blu
Via Roncato, 60 - Massa Lubrense (NA)
‎tel. 0818789552

FOTO S. BONILLI

commenti 26

Quoto direttore e penso che possa solo migliorare la sua valutazione, al momento vedo un buon futuro.

24 Ago 2009 | ore 22:09

direttore, ma il maitre al Relais Blu è sempre il gagliardo Costanzo Cacace, una vita con Alfonso ?
Se sì, e giammai intrusione volendo effettuare, perchè non ne ha fatto menzione ?
Credo che sia un vero asset per il Relais Blu e per la sala in particolare.

Vincenzo

24 Ago 2009 | ore 22:28

Come mai la pizza al Don Alfonso? Certo che sarà superlativa!!

24 Ago 2009 | ore 22:53

Dalle foto devo dire che la presentazione dei piatti è davvero di livello scadente, il pacchero centrale in piedi con la cozza dentro è davvero pacchiano non trova direttore? Eccezion fatta per l'ultimo piatto di ricciola con pesto di peperone verde e patate viola. Davvero una combinazione ben riuscita e peccato non poter assaggiarla qui da pc.. poi però 85 euro visti i prodotti offerti mi sembra un'esagerazione! Ma comunque il posto sicuramente valeva metà del pranzo!
Una bella recensione come sempre però!
L'aspettiamo presto in Sardegna direttore.. ma nella Sardegna che conta non certo a Porto Cervo ;) saluti
simone

25 Ago 2009 | ore 01:42

Ecco, posso allungare la lista dei papabili per un futuro periodo "portafogli a fisarmonica"(che forse non arriverà mai ma poco importa).
Nel frattempo continuo ad andare in "postacci" dove portano la "cofana" (sbeccata) di cavatelli (fatti a mano) ai frutti di mare (freschi) con mestolo annesso (di acciaio, anni '70): la panza ringrazia, l'occhio stanco si rilassa e le tasche non lasciano quell'antiestetica scia di lacrime che fa tanto effetto lumaca.
Però è gradevole assorbire ciò che le recensioni affidabili danno: consapevolezza di ciò che altrimenti non si conoscerebbe.
E' comunque un arricchimento.

25 Ago 2009 | ore 08:28

E perche' non dovrebbe passare da Porto Cervo? Sono sicuro che apprezzerebbe le camere con vista del Pitrizza o del Romazzino, visto che ha apprezzato quelle del Blu. Anzi Direttore: ci vada nel we di settembre quando lo Yacht Club Costa Smeralda ospitera' la terza edizione della Perini Navi Cup che richiamerà sulle banchine della Marina un vera e propria flotta da record, composta da 22 velieri tutti firmati Perini Navi. Insomma uno spettacolo incredibile!

25 Ago 2009 | ore 09:10

E' il primo we di settembre e l'evento e' imperdibile oltre che incredibile...

25 Ago 2009 | ore 09:14

Punta Campanella ha uno dei panorami più belli del mondo, non c'è Pitrizza che tenga, anche perché nella Penisola Sorrentina ci si muove a misura d'uomo, non si è cioè contaminati da umanoidi alla Briatore o Belem che, per quanto bella ha il torto di frequentare un teppista-fotografo-mostro.
Il Relais Blu affaccia su una strada stretta come tutte le strade di qui e anche gli ingorghi del fine settimana rendono selettiva la frequentazione.
Non tutti i panorami mozzafiato sono uguali: vedere il mondo dal San Pietro di Positano vuol dire stare in paradiso, andare in Costa Smeralda vuol dire avere come meta un posto finto e assurdo, la piazzetta come esempio di questo assurdo.
Insomma, prima vedere e poi parlare.
PS A proposito di panorami mozzafiato quelli dell'ABC hanno fatto la solita classifica insulsa dei dieci panorami più belli del mondo e l'Italia non c'è.

http://www.repubblica.it/2009/08/sezioni/esteri/ristoranti-super/ristoranti-super/ristoranti-super.html?ref=hpspr1

25 Ago 2009 | ore 11:03

Infatti appena possibile proporrò all' assessore regionale al turismo, Ennio Cascetta, anche lui vecchio villeggiante santagatese, il rilancio della Circumvesuviana, il treno che parte ogni mezz'ora dalla stazione centrale di Napoli destinazione Sorrento preso d'assalto dai pendolari per il bagno della domenica.
Testimonial Stefano Bonilli il quale ha avuto l'indubbio merito di salirci sopra in una torrida domenica d'agosto. Non l'avrei mai creduto però la sua voce mettallica, ironica, rassegnata che ho ascoltato dal mio cellulare "Sono appena arrivato a Bombay, ci vediamo fra un'ora" è difficile da dimenticare :-))

25 Ago 2009 | ore 11:25

Eh Direttore, la Costa Smeralda non e' solamente quella dei Briatore e delle veline (che stanno poi a Porto Rotondo che e'tutta altra cosa) fortunatamente. Ma e' l'architettura di Vietti che si e' sviluppata nelle belle case e anche negli alberghi: come il Pitrizza. Voler negare questo e' miopia o talebanismo, e lei lo sa meglio di me. Quale delle due? La Costiera e' fantastica: e quindi? Esiste solamente la Costiera??? Quindi perche' paragonare la terrazza del San Pietro alla piazzetta di Porto Cervo? Paragoni altro Direttore: non si limiti demagogicamente ai soliti luoghi comuni briatoreschi... Non e' da lei.

25 Ago 2009 | ore 11:51

La Sardegna non è la Costa Smeralda, piuttosto Sardegna è l'isola di Carloforte oppure Alghero o persino il paese di Su Pallosu, sulla costa occidentale ma la Costa Smeralda no e non solo per l'insopportabile presenza di veline, calciatori e ricchi russi nonchè De Benedetti, Berlusconi ecc... ma perché è il contesto di quel micro territorio che va fuggito.
Io nel 1978 andavo a Porto Raphael, era un paradiso, Spargi e Budelli erano affollate dieci, quindici giorni, non di più.
Quattro anni dopo non riconoscevo più la costa e ho puntato altrove, per esempio in Corsica.
In Costa Smeralda mai.
Che c'entra il talebano, c'entra il gusto.

25 Ago 2009 | ore 12:01

Quando io parlavo di Sardegna che conta mi riferivo al connubio tra paesaggio con odori/sapori. L'interpretazione della cucina sarda non trova l'espressione massima nella costa smeralda e aimè neanche ad Alghero e Carloforte (buonissimo per carità il tonno rosso perdonami Pomata!), il mio sguardo invece punta decisamente all'entroterra... io mi riferivo alla colazione barbaricina dove se hai fortuna riesci a "pranzare" alle 8 di mattina insieme ai pastori del luogo, salsiccia fresca e formaggi in un contesto di profumo selvatico sono sensazioni uniche e irripetibili... quello che ancora manca in Sardegna è l'interpretazione in chiave creativa gastronomica di questi sapori. La costa in Sardegna è bellissima e il pesce trova ampio spazio nei ristoranti isolani.. l'aragosta di Alghero per esempio è senza rivali al mondo.. ma dobbiamo secondo me completare l'idea in cucina della Sardegna!
Cosa mangio al Pitrizza le vele della flotta perini navi?
Se di cucina ancora stiamo parlando ;)
saluti Simone

25 Ago 2009 | ore 12:26

Mi permetto sommessamente di far notare a FIlippo di Seyssel che il direttore sta parlando di Punta Campanella e non della Costiera Amalfitana che, sebbene contigua, è cosa altra.
Dal Blu Relais, poche decine di metri, e si diparte un sentiero solo pedonale, praticamente l'antica Via Minervia, che conduce a quel luogo fatato, Punta Campanella appunto, dove sorgeva il Tempio dedicato alla dea Minerva.
Da lì Capri si tocca con le mani, separata com'è da un tratto di mare chiamato Bocca Piccola.
Ed è lungo il sentiero che si incontra l'ingresso a Le Peracciole, l'azienda agricola amorevolmente curata da Alfonso. Ed un'emozione, credetemi, è anche quella data dall'incontrare Alfonso con i suoi cani che con il suo Ape rientra a Sant'Agata dopo aver effettuato dall'orto gli opportuni approvvigionamenti per la cucina.
Io ho vissuto a Sant'Agata per 14 anni e dell'amicizia di Alfonso mi onoro.
Adesso vivo in Florida, ma a metà settembre rientro a Sant'Agata per starci un paio di mesi e sto già contando le ore.

25 Ago 2009 | ore 13:28

Io comunque trovo più divertente in giro in circumvesuviana, rispetto a Porto Cervo. :-)))
Tra l'altro il mio vicino (uno dei numerosi, in effetti) era un geologo appassionatissimo del suo lavoro che ci ha raccontato passato presente e futuro del Vesuvio. Molto interessante!

25 Ago 2009 | ore 13:48

Direttore concordo con lei, assolutamente! Io sto parlando di architettura dei luoghi. E Vietti forse ne sapeva molto di piu' di tutti noi. Essendo mancato a 95 anni, dopo essere stato uno dei piu' grandi archiettti che il Belpaese abbia avuto. Ma mi vuole paragonare l'architettura del Blu con quella del Pitrizza??? Ma andiamo... Poi che leiprediliga un certo genere di paesaggio ad altro ben venga. Ma non e' possibile paragonare l'architettura di un posto come il Pirizza a quella cosina del Blu. E ribadisco: cosina. Poi se si volesse parlare d'altro, ben venga. Io mi stavo semplicemente riferendi all'architettura di un posto... non paragonabili. Mi spiace!

25 Ago 2009 | ore 17:54

Questo post mi ispira una domanda che forse era già stata tentata altrove ma comunque i lettori attuali sono diversi e si potrebbe ritentare - ancora di più nell'ottica di coinvolgere maschietti e femminucce perché non è una faccenda di élite, vale per tutti. Quando scegliete di andare e/o tornare in un locale a quali aspetti date più importanza?
Ad esempio, alcuni miei amici nell'ordine: facilità di parcheggio, prezzi bassi, ambiente amichevole e informale, quantità del cibo.
Altri miei amici: luogo che faciliti la socializzazione, presenza di tante ragazze/i, cibo spizzicabile liberamente in grandi o piccolissime quantità.
Altri (ipotesi) bellezza del panorama, efficienza di servizio, qualità del cibo.
Eccetera.

25 Ago 2009 | ore 18:46

se hai tra i 20 e i 30 anni mi sa che ti interessano le ragazze, l'atmosfera, il prezzo basso e il parcheggio.
se sie un vecchio gourmet pensi a quello che hai mangiato, a come ti hanno servito e a quanto hai pagato.

25 Ago 2009 | ore 18:49

In generale, dove mangio bene, pago il giusto e mi trattano bene mi faccio piacere tutto il resto...Quindi direi piu' tecnicamente, nell'ordine: qualita' del cibo, rapporto prezzo/qualita', servizio. Dell' 'ambience' mi importa poco. Se voglio ammirare un panorama o l'architettura vado ad ammirare un panorama o l'architettura, non al ristorante. Diverso per l'aspetto albergo dove panorama e architettura invece contano.
(La qualita' puo' ovviamente essere buona dalla trattoria piu' semplice frequentata dai miei socioeconomicamente inferiori fino alle multistelle frequentate dai miei socioeconomicamente superiori.)

25 Ago 2009 | ore 19:04

Ah, non avevo visto il commento di Bonilli. Ovviamente sono un vecchio gourmet...sigh.

25 Ago 2009 | ore 19:28

Uhmm...non corrisponde. Degli esempi che ho fatto sopra (ispirati a persone e fatti realmente esistenti), i primi sono prevalentemente over 40 e 50, e anche qualche over 60.
I secondi effettivamente sono prevalentemente single 20/30 enni, ma anche single di ritorno e ultra 40enni che si divertono a fare i gadani.
I terzi sono di tutte le età. L'unica cosa certa è che la qualità del cibo è per tutti piuttosto irrilevante! :-(((
Io invece scelgo per: cibo che mi incuriosisce assaggiare, ambiente che mi ispira, prezzo.
Però torno quasi solo se mi è piaciuta molto l'accoglienza - perché altrimenti anche se il cibo era buono, il prezzo corretto e il posto carino tendo a preferire sperimentare qualcosa di nuovo da un'altra parte.

25 Ago 2009 | ore 21:50

70% qualità del cibo; l'altra metà divisa tra presentazione dei piatti, originalità, professionalità e cortesia degli addetti ai lavori, tovagliato, arredi, mise en place, e ahimè clientela e vicini di tavolo bisogna ammetterlo!
ma se devo scegliere tra il "Quadri" a Venezia e "da balena" sotto casa mia, scelgo l'ultimo, perchè se all'archittetura non si accompagna la qualità del cibo non ha più senso il mestiere del cuoco, che poi è il mio mestiere, il nostro penso.
salutoni simone

26 Ago 2009 | ore 02:01

Mi ritrovo nella definizione di "vecchia gourmet" del direttore. Mi permetto di aggiungere anche che dovrebbe essere fatta una ulteriore distinzione: come si sceglie quando l'uscita non è "gastronomica" ma obbligata (lavoro, poco tempo, frigo vuoto, etc etc)? I criteri sono gli stessi per giovani e vecchi gourmet?

26 Ago 2009 | ore 08:55

Embè, sarà la mia inguaribile curiosità ma come avrei voluto essere una mosca ed ascoltare i dialoghi fra Bonilli e Cortese in questa "24 ore".
Chissà se si sono incrociati i due mondi.... dialoghi fra un giovane e vecchio gourmet oppure fra due vecchi gourmet?

26 Ago 2009 | ore 09:28

Sono stato al Relais Blu dal 22 al 25 agosto e ho cenato per tre sere di seguito al ristorante di Bob.
Erano 18 anni (ne ho 47) che non mettevo piede in Campania, peraltro mia regione d'origine, preoccupato dai soliti luoghi comuni negativi che, a torto o a ragione, caratterizzano quei luoghi. Il soggiorno è stato gradevolissimo, le cene assolutamente ottime, per non parlare della cantina...Mi ha sorpreso il verde delle colline...non le ricordavo così rigogliose...

28 Ago 2009 | ore 15:29

Caio Stefano, volevo un consiglio diretto su 2 ristoranti da provare nella costa amalfitana/sorrentina visto che la settimana prossima mi trovo da quelle parti.. pensavo il relais blu e dopo? gennaro Esposito o La caravella? Aiutami!!! Grazie

28 Mag 2010 | ore 13:44

Andrei da Gennaro e allo Scoglio a Marina del Cantone.

28 Mag 2010 | ore 14:27

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