19
Ago 2009
ore 10:17

Se Bolt fosse il più grande cuoco del mondo

< >

C_3_Media_857594_immagine_det.jpg


Se imparassimo da lui?
Non a correre ma a sorridere, scherzare.
Se imparassimo a togliere quell'aura di sacralità alla cucina e ai cuochi?
Lui ha trasformato la partenza dei 100 metri in un piccolo show ad uso e consumo della Tv e di quel miliardo di persone che guardavano l'evento.
Ha trasmesso il messaggio che si diverte: è vero, guadagna molto, ma fatica, si allena e lo fa con lo spirito di un ragazzo della Jamaica di 22 anni.
Questo si capiva alla partenza, quando tensione e adrenalina sono a mille.

Se in cucina, in sala, nel raccontare i piatti e i vini il mondo della ristorazione facesse emergere il sorriso, la rilassatezza e la giocosità non sarebbe più facile, bello, divertente per tutti?
Se i clienti facessero i clienti, rispettati e rispettosi, non sarebbe una rivoluzione?
Se i cuochi di vertice - ma anche gli aspiranti - provassero ad addomesticare il loro ego impazzito e fuori controllo non sarebbe tutto più divertente?
E se chi scrive fosse più ironico e meno serioso non godrebbe anche il pubblico degli appassionati?
E non sarebbe una rivoluzione se quelli del vino scendessero in terra e comunicassero in una lingua comprensibile?

Pensieri estivi dopo mille immagini televisive.
Appuntamento ai blocchi di partenza dei 200 :-))

commenti 32

in questa Italia, fatta da noi italiani, non credo proprio accadrà.
Pessimista? realista?
chi vivrà vedrà.
Buona giornata.
Davidino.

19 Ago 2009 | ore 11:19

Veramente io (da cliente) lo faccio già. Se spendo per mangiare, ovvio che mi voglio divertire, non certo passare la serata a guardare se le forchette e i bicchieri sono disallineati! :-)))

Il problema è che da un certo livello in su, l'atmosfera non è quasi mai veramente rilassante perché è appesantita da ansiosità, rigidità e formalità complicate. Ci pensavo proprio in questi giorni, vedendo che sempre più ristoranti di livello propongono menu leggeri a prezzo interessante - un po' come in Francia.
Ci faccio un pensiero però poi penso che tutto sommato io voglio anche starmene rilassata e a mio agio e...cambio genere.

19 Ago 2009 | ore 11:37

ma?
mi ricordo un pranzo da iaccarino con due sodali passato a ridere dall'inizio alla fine.
alle risate partecipava con gusto anche il simpatico e competente sommelier.
oppure gennaro esposito che ricevuta una mail con la recensione "operazione san gennarino" di un pranzo da lui si complimentava con l'autrice dicendo che bisogna ridere!

19 Ago 2009 | ore 11:59

Tu si sa che sei un cazzeggione di primo livello, quindi il problema del cliente incapace di divertirsi non si pone di sicuro! ;-)
Sul lato ristoratore, qualche situazione di chiacchiera divertente è capitata anche a me, però mediamente sono tutti piuttosto seriosi, come si confà all'ambiente.
Sicuramente è anche un mio problema perché io già parto pensando che più di tanto non mi troverò a mio agio, quindi magari mi perdo anche molti posti buoni o mi pongo un po' in difesa. Sotto questo aspetto non riesco proprio a non preferire le trattorie; o certi locali francesi tipo "En mets, fais ce qu il te plaît" di Lione che resta il mio modello ideale di locale! :-)))

19 Ago 2009 | ore 12:12

Se tutti cercassimo di vivere con più leggerezza. Se tutti, in qualunque campo, ci prendessimo meno sul serio. Certo, il mondo sarebbe migliore ma la vedo dura. Ieri ho assistito a una scena che ha fatto aumentare la sfiducia. Un vecchia signora che aspettava l'autobus sotto il sole ha appoggiato la borsa con la spesa sul sellino di una moto, di quelle grosse e penso costose. Bè, è arrivato il proprietario, un "giovanotto" sui 40, e le ha chiesto rabbiosamente se la moto era la sua e come si permetteva di usarla come se lo fosse. La povera signora si è scusata ma lo stronzo ha continuato inveendo e facendole, ad alta voce, un predicozzo sulla necessità di rispettare le cose degli altri. Gli ho dovuto dire che era un grande villano e così ce l'ha avute anche per me. Ha messo in moto e, mentre partiva, ha buttato per terra il pacchetto di sigarette accartocciato. Che dire?

19 Ago 2009 | ore 12:37

di bolt ammiro soprattutto la sua leggerezza nella corsa. è l'unico al mondo a non fare assolutamente fatica. dicono, paginone su repubblica ieri mi sembra, sia un discorso di biomeccanica. io credo che non si dopi. non ci ha la faccia, da dopato. qualche canna di sicuro ma quella semmai lo rallenta.

ritornando a noi il motivo per il quale ho frequentato per tanto tempo l'ambasciata di quistello è proprio dovuto al fatto che per quel livello è quasi impossibile altrove ancora oggi ma soprattutto 10 o 20 anni fa trovare un ambiente rilassato e godereccio come quello.

se la tiravano sempre tutti, altrove. e molti lo fanno anche oggi.
luoghi dove mi trovo come a casa mia a livello stellati sono pochi: a parte i due amici della versilia( ma bisogna anche dire che lorenzo al forte mica fa cosi' con tutti) quest'anno sicuramente da uliassi e a sant'agata( a parte le lunghe menate su vizzari) e comunque al sud in generale. oddio al relai blu se la tirano mica poco anche loro, cuoco a parte.da alajmo son bravissimi ma la simpatia in sala non sanno cosa sia. e anche da bottura la prima volta.... un po' meglio perbellini e perfino da vissani, il che è tutto dire...

comunque la colpa è anche vostra , esimii critici. una per tutte : ricordo una trasmissione di porta a porta in cui sembravate tutti segretari dell'onu. minimo. poi di persona un po' le cose cambiano, è vero, ma mica tutti vi possono conoscere.

ed a vico quest'anno mi sono un po' impressionato: cuochi giovani ed emergenti terrorizzati a far la coda ad un tavolo dove stavano bonilli vizzari e cozzella( e pure il sottoscritto :ecco perchè li ho visti da vicino). sembravano i re magi che portano i doni in visita a cristo.
forse loro non hanno le palle.
certo voi, un po' , li avete terrorizzati in questi anni. anche a fin di bene, non dico di no. ma qualcuno bisogna pur che inizi, a viaggiar leggero come bolt...:-))

p.s. a me quelli del vino vanno bene cosi': mi fanno spatasciare dalle risate. e le interpretazioni sommelieristiche di albanese me le sono registrate e me le godo quando ho il morale a terra:-))

19 Ago 2009 | ore 13:06

Devo dire che ultimamente noto più monostellati e biforchettati che se la tirano più dei bi o tristellati e triforchettati...!!
Devo dire che la classe e simpatia di Uliassi Mauro e Catia e di Massimo Bottura è difficile da trovare in giro..ma come si sà la classe non è acqua e nemmeno ginger.
Per non parlare di quelli che in base a cosa bevi nonostante scegli il menu degustazione cambiano completamente modo di fare!
D'altronde ci sono ristoranti dove ritorni e altri dove li provi una volta e basta.
Si dovrebbe ritornare a pensare al cliente non come uno da una botta e via, ma come uno da far ritornare costantemente nel locale, visto che la crisi la sentono anche i grandi chef.
Ho notato nei precedenti viaggi a Barcelona e New York (Alkimia e altri a Barcelona e Le Bernardin a NY) che c'è più rispetto per i soldi che il cliente a fine serata ti lascia! In Italia ho molti casi (che non cito) dove sembra che il piacere te lo hanno fatto loro a riceverti e a farti mangiare!

19 Ago 2009 | ore 13:42

Penso che ognuno debba cercare di essere se stesso. La spontaneità, sia essa declinata in timidezza che in estroversione, paga sempre, soprattutto quando si accompagna a buone dosi di umiltà sia da parte del professionista che del cliente. Rispetto, dunque.
Non tutti sono Uliassi, come non tutti sono Bolt (al di là del fisico, s'intende ;-)): proprio per questo sono da evitare le copie, le mode, gli atteggiamenti innaturali ai blocchi di partenza come ai tavoli.

19 Ago 2009 | ore 14:01

In effetti, quelli che fanno i simpatici sono una vera tragedia (in qualunque campo). :-)))
Se lo slancio socievole non viene spontanemente è sempre meglio un dignistoso riservato silenzio.
Però poi come la metti con i clienti che se non parlano col cuoco si offendono a morte? Ah è una vitaccia!!!

19 Ago 2009 | ore 14:19

A Ferragosto ho pranzato alla Trota di Rivodutri.
Il sig. Serva, a un certo punto, si è avvicinato al tavolo e ci ha chiesto -con tono serissimo, austero e funereo- se fosse tutto di nostro gradimento e se era la prima volta che mangiavamo là.
Al chè -da bastardi- abbiamo risposto che ci eravamo già stati...ma quando c'era ancora Pezzotti in cucina.
Allora la conversazione si è animata all'istante: lui s'è acceso come un faretto alogeno, ci ha chiesto se avevamo notato peggioramenti e -alla nostra risposta onestamente negativa (era tutto squisito)- è partito con una lunghissima spiegazione (giustamente accalorata ed animata) della nota querelle Guida GR->Bolasco->Pezzotti. A un certo punto la sommelier è dovuta intervenire per portarselo via...
Tocca saperli stimolare, 'sti ristoratori. 8-)

19 Ago 2009 | ore 15:54

In realtà sono convinto che ci vorrebbe più gioia e semplicità nelle nostre vite. Che il mondo del cibo tornasse a parlare alla gente e per la gente... Come faceva Soldati nel da te citato vino al vino ;-). Credo che l'insegnamento che tutti dovremmo trarre dalla primavera strisciante appena passata sia che c'è una buona parte di penisola che ci vede come dei matti, un tempo anche simpatici, ma ora spocchiosi e arroganti... Questo in buona parte è colpa nostra: di cuochi, maetre, produttori, artigiani, scrittori, gourmet e giornalisti che ci sipamo seduti su uno scranno lontano dal mondo reale... Per fortuna c'è una generazione che si sta riavvicinando al mondo reale, a vini più semplici, a cibi più veri e comprensibili, alle storie che stanno dietro saperi e sapori... In verità non è che veda una gran voglia di fargli spazio... Ma questa è un'altra storia ;-)
ciao A

19 Ago 2009 | ore 16:41

Io tranquillo e rilassato ci sono stato in molti posti, ma se devo citarne alcuni che mi hanno sbalordito per cordialita', simpatia, affabilita' questi sono sono stati il Don Alfonso su tutti, poi a seguire Pinchiorri, Guido da Costigliole a Santo Stefano Belbo, La Madia a Licata...ecco da loro molti avrebbero solo da imparare!

19 Ago 2009 | ore 20:21

Ecco uno che non ha capito una sega del post

19 Ago 2009 | ore 22:03

Condivido molto il tuo commento. Un pò di radical chic si annida in noi, magari inconsapevoli

20 Ago 2009 | ore 07:49

..lo assumo in cucina com me...

20 Ago 2009 | ore 09:18

E se il piu' grande cuoco al mondo fosse una donna? Musulmana? E indossasse il hijab? O il niqab? O addirittura un bel burka??? Come si comporterebbe quel radical chic (o shock...) che si annida in ognuno di noi?

20 Ago 2009 | ore 09:50

Se il tema è di essere più allegri e rilassati e divertirsi di più...stai dicendo che una donna musulmana con hijab è per forza triste e noiosa?

20 Ago 2009 | ore 10:39

sinceramente, ammesso possa interessare, a me stimolerebbe una risposta alla rhett butler.
il cuoco credo debba cucinare bene.
poi se non passa a salutare (vedi gumbo), a salameleccare, a fare il giocoliere con tre arance chi se ne frega.
se si veste strano idem.
col burka poi ci sarebbe anche una maggiore igiene.

20 Ago 2009 | ore 10:50

Cordiale e socievole come sul GR, eh Schigi? ;-)
Se avessi letto meglio, avresti notato che la mia era una risposta al post di Gumbo, e precisamente volevo rispondere al punto in cui lei dice "Se lo slancio socievole non viene spontanemente è sempre meglio un dignitoso riservato silenzio". Volevo solo evidenziare che invece -a volte- stimolando un ristoratore con argomenti cui tiene, è possibile andare aldilà del freddo rapporto "è tutto di vostro gradimento?Si, grazie!". La conversazione con Serva, partita gelidamente, ha spaziato in quel modo dalla polemica Pezzotti alla crisi della ristorazione, passando per le materie prime e le tecniche di cottura. In modo molto informale e gradevole.

20 Ago 2009 | ore 10:50

Il tono e i riferimenti della tua risposta li avevo capiti. Però io una lunghissima e animata discussione sulla querelle GR-Pezzotta non la chiamo divertimento, ma sciagura! Questione di gusti eh. :-)))

20 Ago 2009 | ore 11:31

Aò, se proprio mi tocca fare le famigerate quattro chiacchiere con lo chef o col ristoratore -cosa che, personalmente, non mi allieta nè mi funesta un pasto- preferisco buttarla sullo scanzonato gossip enogastronomico che recitare il ruolo del cliente pseudocompetente, saccente e ipercritico :-D
Penso infatti che spesso, negli ultimi tempi, la responsabilità dell'atteggiamento serioso degli chef di cui parla Bonilli sia in buona parte un riflesso pavloviano imputabile a questa nefasta categoria di clienti: tutta sorrisetti ironici o complici, severo roteàr di calici, espressioni pensose nell'assaggio, taccuini, registratorini, blog e flash a tavola.
Giustamente Ciro ha ricordato l'allegria da Iaccarino ed Esposito; ma se non fossero stati così bendisposti, lùdici e socraticamente conviviali i commensali, come si sarebbero comportati gli chef e il personale di sala?
La leggerezza è contagiosa: evviva gli untori, allora!

20 Ago 2009 | ore 12:29

Fantastico: allora burka obbligatorio anche per Vissani, Pierangelini ed ovviamente Adria'.....
Presto presto!!!

20 Ago 2009 | ore 12:30

Ma che paragoni fai? Se la querelle è una sciagura, il monologo del cliente pseudocompetente è un inferno. :-)))
Se chiacchiera dev'essere per me può anche partire dai piatti, dagli ingredienti, dalla cucina in generale, o qualcosa che riguarda la sala o il ristorante - ma si può anche parlare di luoghi da visitare nei dintorni, mercati, musica, libri, del più e del meno.
L'unico gossip che troverei divertente è sentire raccontare le stranezze, le manie e ordinario rompicoglionismo dei clienti. :-P
Certo che la leggerezza è contagiosa, ognuno faccia la sua parte, insomma!

20 Ago 2009 | ore 12:51

ecco, per esempio partendo da questi tre famosi, mi piacerebbe sapere se esistono/conoscete chef più o meno famosi che siano simpatici.
diciamo portati non artificiosamente a socializzare?
l'orco pierangelini mi risulta persona seria ma magari in privato e con chi piace a lui capace che sia diverso.
altri?

20 Ago 2009 | ore 13:26

Intanto farei una differenza tra chef e proprietario del locale... Ad esempio c'e' una certa differenza tra Gioacchino Pontrelli, cuoco e Lorenzo Viani, proprietario dell'esclusivo Lorenzo al Forte...
Don't you agree???

20 Ago 2009 | ore 13:50

Ah pensavo che chiedessi secondo noi quale dei tre sta meglio col burka! :-D
Premetto che io socializzo e cazzeggio solo se sono loro a iniziare e a chiacchierare da persona a persona, non da ristoratore a cliente che è diverso. Di quelli incontrati al ristorante o in eventi gastronomici per me sono: Pierangelini, Bottura (che comunque devo riconoscere che ha una densità media di parole/minuto maggiore), Uliassi, Esposito, Barbieri e Corelli.

20 Ago 2009 | ore 14:35

@federico di san giorgio.... e poverelle davvero con questo caldo in questi giorni in cucina con il burka eccecc non credo si troverebbero bene, sopratutto perche solitamente non sono come le cuicne di casa, almeno la mia..massacrante dal caldo d'estate ed una ghiacciaia d'inverno
lorenzo viani e' forse uno dei pochissimi patron.. si dice cosi'.. che ha stile, gentilezza e sopratutto riesce a mettere a proprio agio chiunque..personalmente ne sono affascinata, oltre ad esere un bell'uomo( son donna che ci posso fa' anche se fa)ha stile....sembra strano ma e'l'eleganza maschile di altri tempi..
@ciro...sai che sono una fans di cesare marretti.... non sara' un " grande " come i tre citati ma e' senza dubbio molto ma molto piu simpatico e decisamente meno snob, geniale a mio avviso, un senso pratico nel proporre il cibo inteso come tale....
@gumbo la piu piacevole conversazione che ho avuto con uno chef.. forse perche nn ha mai perso la sua " normalita" e' stata anna dente, ovviamente non nomino chef di cui sono amica e conosco, non lo ritengo giusto...
acc.... ho sforato di marretti mi ritengo una buona amica avendolo conosciuto nel tempo ma come nn esserlo di chi senza sapere chi sei ti dice.. si ho lavorato in quel ristorante cosi' importante.... lavavo i piatti...

21 Ago 2009 | ore 09:20

Io ho scelto tra quelli famosi perché nei locali poco noti o più tendenti allo stile trattoria la questione dello chef con l'ego impazzito che se la tira da matti mi pare non ci sia proprio - a monte.

Chiarisco che a dire il vero non ricordo nessuno chef antipatico o che guardasse i clienti dall'alto in basso - quindi ho solo fatto una classifica di quelli che sono stati immediatamente più socievoli e che non parlavano solo del ristorante e dei piatti (come molti altri, seppur premurosi e gentili).
Di patron che non fossero anche cuochi non me ne ricordo proprio - ma devo dire che l'eleganza d'altri tempi mi sa che non è tanto il mio genere... :-)))

21 Ago 2009 | ore 11:11

@gumbo.... nemmeno a me piace troppo pero' lorenzo viani ce l'ha nel dna... dovresti conoscerlo poi mi sai dire...
forse mi son spiegata male io..

21 Ago 2009 | ore 12:21

Figurati, era solo per scambiare due battute. E poi per una volta che ci sono consigli di taglio femminile in questa congrega di uomini, è sempre interessante. :-)))

21 Ago 2009 | ore 12:53

Mica l'ho capito il perché dell'assenza quasi totale delle donne nei commenti del papero giallo.
Tutto si può dire fuorché sia un blog dedicato solo agli ometti e anche il linguaggio mi sembra mediamente civile e rispettoso.
Gli argomenti, poi, sono assolutamente pensati con l'ottica di un appasionato, uomo o donna che siano.
Poi vado su alcuni noti blog gestiti da donne e vedo che i commenti sono in prevalenza di donne.
Forse, se anche io mettessi le ricette, ci sarebbero più donne a commentare sul papero?
Se la risposta fosse un si mi cadrebbero le braccia.
Comunque prossimamente erano già previste delle ricette in concomitanza con l'uscita dei primi due libri Giunti, scritti, guarda un po', da due donne, Barbagli e Barzini.
Solo allora si faranno vive sul papero giallo le donne? :-))

21 Ago 2009 | ore 13:10

Bé potresti tagliare i baffi e provare un look più alla New York Dolls, magari ispira di più! :-)))
Ti farà cadere le braccia però...a me sembra che la discriminante principale sia proprio l'argomento prevalente del blog o forum: la più alta partecipazione femminile è (oggettivamente direi) su ricette e cucina di casa.
La più bassa sui ristoranti e probabilmente anche il vino, ma non lo so perché non lo frequento nemmeno io.
A volte capisco chi fugge perché la piega che prende il discorso da Gran Gourmet Uomo - frequentatore medio di questi lidi - è piuttosto noiosa e seriosa (appunto) anche per me.
Altre volte proprio non so...forse alla maggior parte delle italiane non piace andare a mangiare fuori? Boh!

21 Ago 2009 | ore 14:23

scrivi un commento

Puoi scrivere quello che vuoi, ma se è una sciocchezza posso cancellarlo. Se il tuo commento non viene pubblicato subito, è colpa dell'antispam che ha dei criteri tutti suoi. Non ti preoccupare, magari scrivimi un breve messaggio per avvisarmi, appena posso recupero tutto.

Risotto_barbera.jpg Risotto alla barbera

Il cielo è più grigio e la temperatura è calata, è tempo di piatti caldi e...


ultimi commenti

  • Alessandro - Lo stato italiano dovrebbe finanziare le banche ancor piu'...
  • piermiga - Quando Antonella entrò nel camerino lui era seduto e...
  • Raffaele - Mi tocca essere d'accordo con Gumbo Chicken!!!...
  • Roberto Bentivegna - :( Non più tardi di qualche mese fa ti...
  • gumbo chicken - Vista l'insensibilità del commento di Tristano - che condanna...
  • Tristano - Che strana gente è quella che si occupa di...

ultimi post

20
Gen
Una rosa bianca per il Maestro Abbado - Foto ANSAE' morto alle 8,30 del...
18
Gen
Prendere esempio da Ducasse? No, l'esempio sono i fratelli Roca - Avevano già le tre stelle Michelin...
16
Gen
Fool racconta l'Italia del cibo. Un po' come te l'aspetti, ma anche no - E' uscito Fool n. 4 dedicato...
14
Gen
La grande bellezza di Roma che piace agli stranieri e non agli italiani - La grande bellezza è un bel...
09
Gen
Aprire è un po' morire - Lo sai che Piripicchio ha aperto...
07
Gen
Spaghetti alla bolognese made in New Zealand - Venti giorni senza cucina italiana a...
04
Gen
15 giorni da Valerio M. Visintin senza passamontagna, occhiali e guanti neri - Lo sognavo da tempo ma in Italia...
04
Gen
Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina - Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli...
Pici_1.jpg Pici con le briciole

Dopo tanto sud torniamo nell'Italia Centrale, in Toscana, per raccontare una bella ricetta semplice e popolare,...


ultime letture

IMG_2291.JPG Viaggiare in aereo con 200 romanzi, saggi e libri di cucina

Leggendo sul New York Times alcuni autorevoli pareri...


Ferricuoco.JPG Maria Antonietta Quaresima ovvero Marie-Antoine Careme detto Antonin

Poco tempo fa parlavo con un giovane...


IMG_0522.jpg Gianni Brera, il grande padano

Ho ripreso in mano La pacciada, il...


Twitter
Friendfeed