07
Ago 2009
ore 14:19

Zagat: come fare soldi con una guida ristoranti

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La Zagat compie 30 anni.
Tim e Nina Zagat hanno dato il loro nome a una guida che è un marchio, un business, l'identificativo di guida dei ristoranti per un americano, come Michelin per un europeo.
La Zagat in realtà non è una guida ma sono tante guide delle principali città americane, ognuna redatta con la collaborazione dei lettori.
La prima è stata la guida di New York e da allora la piccola casa editrice è diventata un impero e come in molti altri campi gli americani hanno pensato che il loro metodo si potesse adattare a tutto il mondo.
Non è così.
Se prendete la Zagat Paris e Zagat Rome vi accorgete che sono improbabili, in certe recensioni quasi ridicole e se questo è il biglietto di presentazione...
Nel 1985 ho vissuto tre mesi a New York e ho usato molto la guida scoprendo quasi subito che è filo francese, nel senso che al vertice dei ristoranti della Grande Mela ma anche di quasi tutte le città americane, i punteggi più alti sono sempre per i francesi ma poi gli americani vanno a mangiare nei ristoranti italiani, cinesi, vietnamiti, indiani e americani.
Molti dei ristoranti italiani di allora erano abbastanza caricaturali ma c'è da dire che in 15 anni la cucina italiana a NY è molto migliorata ma comunque le indicazioni della guida vanno sempre prese con le pinze.
zagat-731068.png

Anni fa, quando dirigevo un canale televisivo di enogastronomia, ho intervistato i signori Zagat a Parma, nella sala del consiglio di amministrazione della Barilla, che li aveva invitati in Italia.
Devo dire che i signori Zagat, per nulla modesti, hanno dichiarato nel corso dell'intervista che la loro guida è la migliore del mondo perché la più affidabile e alle mie numerose e precise obiezioni hanno continuato a rispondere con monotonia che i lettori erano i migliori segnalatori.
In Italia Marco Benedetto, a quel tempo amministratore delegato di Repubblica, provò ad importare il metodo Zagat in Italia facendo la guida di Roma con le segnalazioni dei lettori di Repubblica.
Risultò primo un ristorante sulla Tiburtina.
Il metodo era stato semplice, il ristoratore aveva acquistato 1000 copie del quotidiano e si era votato.
La Zagat Italia non vide mai la luce.
Forse questa è una delle differenze tra Zagat Usa e le guide italiane ed europee ma in ogni caso girando negli anni successivi molte città degli Usa ho preso numerose fregature targate Zagat.
Però loro ti dicono che sono i migliori.
Nel business certamente

commenti 10

come al solito, hai centrato il problema, cioè l'affidabilità di chi vota.

07 Ago 2009 | ore 15:52

Unico dubbio sull'articolo: temo che un sistema del genere rischi la forte concorrenza di forum e blog locali. Peraltro, sono molto più affidabili tanti utenti storici del forum del GR che gente che passa in un ristorante una volta e scrive due righe. Magari riparliamone nel 2019 e vediamo ancora se Zagat fa gli stessi introiti...

07 Ago 2009 | ore 16:02

La versione web "alla matriciana" della Zagat di Roma si chiama www.menudiroma.com: oltre ad un forum oramai deserto, ha un homepage contenente i commenti di "semplici" lettori ai ristoranti iscritti al sito. A parte l'improponibilità del lessico e la scarsità di dettagli di moltissime recensioni (che rientra nella mera "ingenuità" gastronomica), è proprio l'attendibilità generale che va a farsi benedire: è pieno zeppo di recensioni compiacenti e/o addirittura autorecensioni. Ora, un occhio allenato, in aggiunta ad una buona conoscenza panoramica della ristorazione romana, le scopre alla quinta parola, ma moltissimi ignari sprovveduti finiscono facilmente in trappola, ritendendole sincere e oneste.
Anche là c'è (o c'era) la classifica dei più cliccati, per cui risultava miglior ristorante di Roma una mezza fetenzia ora fortunatamente scomparsa.

L'unica guida valida è e sempre sarà il passaparola fra persone del cui spessore morale non si dubita e con cui si condividono i gusti.

07 Ago 2009 | ore 16:56

ce ne sono molti di siti dove mandare un giudizio, e chi ha qualche dimestichezza o passione può interpretare con i suoi "sensori", ma il punto è che c'è sempre chi vorrebbe avere indirizzi e non ha voglia o strumenti mentali per fare l'esegesi dei testi. Uno dei punti di successo di Zagat può essere l'aggiornamento continuo dei dati di base. Per esempio, su Tripadvisor a Viareggio è segnalato Il Patriarca

http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g194946-d743732-Reviews-Patriarca-Viareggio_Tuscany.html

Peccato non ci sia più da almeno un decennio!
Hanno tolto una recensione che diceva appunto questo in toscano "schietto"....

07 Ago 2009 | ore 17:55

dunque, in effetti, a New York City, sta benedetta Zagata sta appiccicata sulle porte a vetri di molti ristoranti. Qual è il consiglio, fidarsi o non fidarsi?

09 Ago 2009 | ore 10:54

Il miglior consiglio è quello di confrontare i giudizi della Zagat con quelli di altre guide, per esempio quella del NYT e comunque non prendere mai il giudizio Zagat a scatola chiusa.

09 Ago 2009 | ore 11:00

beh, ma il panorama è sempre assai vario - non solo dei locali ma anche dei gastravellers© - e chi vuole informarsi davvero ha tanti mezzi, fra cui - savasandir - i forum (più che i blogghe): semel in anno non mi faccio mancare una visitina su egullet e i risultati non mi sorprendono tanto: come ci conoscono!

10 Ago 2009 | ore 10:32

Se gestisco un ristorante e voglio avere un buon punteggio, voterò molte volte la mia attività. Quindi un po' come avviene nei concorsi online, vince chi si autovota maggiormente. Purtroppo è così.

08 Feb 2010 | ore 11:54

Ciao ragazzi, speriamo presto passi questo momento particolare da un punto di vista economico..abbiamo bisogno di guadagnare un po di soldi in più per vivere meglio...

28 Apr 2010 | ore 15:29

Ciao ragazzi, speriamo presto passi questo momento particolare da un punto di vista economico..abbiamo bisogno di guadagnare un po di soldi in più per vivere meglio...

28 Apr 2010 | ore 21:28

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