22
Set 2009
ore 12:03

De Benedetti copia Farinetti

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De_Benedetti-Farinetti.jpg

Il Gruppo Cir aprirà una catena di ristoranti all’estero.
Detta così la notizia non fa effetto e allora proviamo a riformulare la frase:
la Cir, Compagnie Industriali Riunite, fondata nel 1976 dall’Ing. Carlo De Benedetti e controllata dal gruppo Cofide, la finanziaria della famiglia De Benedetti, tra l’altro editrice del Gruppo Repubblica-Espresso, e attualmente guidata dal figlio Rodolfo (nella foto apertura) ha deciso di aprire una catena di ristoranti italiani all’estero.
E così dopo il Gruppo Benetton, che ha fatto bingo con Autogrill ma ha clamorosamente toppato con Pastarito, un altro gruppo della finanza alta, quella odiata dal ministro Brunetta, entra nel business della ristorazione.
La notizia la dà La Stampa a pag 28 della sezione economia.

Eataly_1.jpg

Il primo ristorante dovrebbe aprire nel 2010 a Monaco di Baviera con 100-150 coperti e qualche milione di euro di investimento per poi aprire in Gran Bretagna e successivamente in Usa.

La linea gastronomica prevede, con grande originalità, pizza e pasta.
Una piccola quota della società è stata concessa a Mark Korzillius, che sarà l’amministratore delegato, ed è colui che aveva già guidato la catena Vapiano, specializzata in cucina italiana (?) che dalla Germania è già sbarcata negli Emirati Arabi e in Usa.

Eataly_2.jpg

Nel frattempo, nella primavera del 2010, Farinetti sbarcherà con Eataly a New York, soci dell’iniziativa Usa la famiglia Bastianich e Mario Batali.
Vuoi vedere che anche gli italiani riusciranno a fare delle catene di ristorazione di successo nel mondo?

FOTO Sigrid Verbert esclusa foto di Rodolfo De Benedetti

commenti 55

"pasta e pizza"...e il menestrello con il mandolino immagino sará incluso nel prezzo....

22 Set 2009 | ore 14:38

Tutto dipende da come si fanno le cose, non sarei così schizzinoso.

22 Set 2009 | ore 14:51

Confermo l'esistenza e il successo notevole di Vapiano - http://www.vapiano.de/frame.php?section=ueberuns&lang=deen . A Monaco ci passo spesso davanti, è sempre pieno, mi si dice che si mangia più che discretamente, ma personalmente non mi attira.
E' low-cost, a loro dire interpretano - a modo loro - la filosofia slow, come farebbe intuire il nome della catena.
Comunque nulla di ruffianamente italiano, tipo mandolini, ruote da carro siciliane, mazzi di pomodorini di plastica.

22 Set 2009 | ore 15:00

Le ''catene'' italiane di qualita' e di successo gia' esistono: senza scomodare l'Ingegnere o Farinetti.
A Londra, ad esempio, esistono almeno una ventina di locali apparteneti al gruppo ''Carluccio's''. Qualita' non da poco: vendono anche i prodotti di Romanengo...
E che dire delle pizze di ''Rossopomodoro''? Semplicemente ottime e distribuite in tutta Londra. Per non parlare di Made in Italy ed i relativi Santa Lucia, Funicola' etc: pizze e cibi assolutamente ragguardevoli. Ovvio, non ipereconomici...
Poi ben vengano Farinetti, l'Ingegnere e? Ebbene si': sembra in arrivo qualcun altro, in modo mooolto cavalleresco, ovviamente!

22 Set 2009 | ore 16:06

ottima Rossopomodoro?
a Roma fa abbastanza schifo, forse a Londra sara' meglio ...

22 Set 2009 | ore 16:09

Certo: ottima. E non solamente per gli standard inglesi.
Infatti e' frequentatissima, o meglio sono frequentatissimi: soprattutto quello di Chelsea, in Fulham Rd e quello di Covent Garden, poco distante dal mercato coperto.
Stesso discorso per Made in Italy di King's Rd e la gemellata Santa Lucia di Hollywood Rd.
Provare, per credere......................
PS: Rossopomodoro non e' neppure male a Firenze, dietro le Tombe Medicee (San Lorenzo).

22 Set 2009 | ore 16:16

Beh, Rossopomodoro di piazza Argentina a Roma deve essere un sosia perché definire buona quella pizza è operazione ardita :-))

22 Set 2009 | ore 16:23

Sosia o non sosia, o io di pizza non ci capisco nulla: e ci puo' anche stare... Nella ''sede'' romana non ci son mai stato: alcune volte a Firenze e spessissimo a Fulham Road. Sempre strapieno di italiani non sprovveduti: sul genere giovani diplomatici in servizio alla nostra ambasciata (ma provenienti da Napoli), docenti alla LSE o presso altre universita' eccetera.
Qualcuno mi ha detto che durante una sua recente visita londinese ha assaggiato la pizza del Santa Lucia: se la notizia fosse corretta magari ci potrebbe dire come l'ha trovata!

22 Set 2009 | ore 16:34

"io di pizza non ci capisco nulla".
Iniziavo seriamente a sospettarlo.

Ad Majora

22 Set 2009 | ore 16:55

a genova dovrebbero essercene due di rosso pomodoro... una in centro ed una nella nuova marina a sestri ponente... personalmente nn ci son ancora ... ma chi l'ha provata nn ne e' rimasto entusiasta...
farinetti a torino ha fatto una grande cosa nel ex palazzo carpano...nn essendo stata a bologna n posso commentare.. ce chi dice grande chi sostiene che non e' nulla di che.. comunque bisogna dargli atto che e' riuscito a valorizzare e far conoscere prodotti veramente ottimi.. mi dicono che in giappone considerando i loro standard sia una gran cosa.. idem dovrebbe essere la prossima apertura a ny... ho un amico che ha collaborato in questi mesi nella stesura di 1400 ricette(traduzione nn facile )
puo' darsi che l'ingeniere abbia la stessa fortuna o intiuto di farinetti chissa... io aspetto sempre che apra a genova...forse stimolerebbe in positivo alcuni colleghi....

22 Set 2009 | ore 17:14

Riuscire ad infilare Farinetti (e ben 6 foto di Eataly) in un articolo in cui il gruppo De Benedetti entra nel mercato della ristorazione (di massa, 100/150 coperti) e non distribuzione, quindi non certo in concorrenza col gruppo Farinetti/Miroglio, è un'impresa mica da poco!

Non me ne voglia Bonilli ma l'assonanza è veramente lontana.

22 Set 2009 | ore 17:24

Rossopomodoro non è la Notizia, ma non è malissimo. L'idea di Franco Manna di creare una pizzeria moderna ed esportabile è riuscita (e non è riuscito a Solopizza, ben più vecchio di nascita che a Roma, se la memoria non mi inganna, aprì con un altro nome nei pressi del Colosseo). Il gruppo si è fatto strada anche se ogni tanto qualche chiusura di qualche franchisee lascia perplessi come ad esempio ad Eboli dove il giovane Massimiliano Concilio ha preferito abbandonare il marchio per aprire il suo Terrah o nella stessa Salerno dove Anema e cozze - marchio dello stesso gruppo - ha soppiantato Rossopomdoro forse in ragione della vicinanza dell'accorsato Spunzillo. A Roma, il locale di Corso Francia a volte stecca per l'errata lievitazione della pasta ed è stato rivoluzionato nella parte di gestione. Ma si tratta pure di una catena. Insomma, un Hippopotamus! [url]http://www.hippopotamus.fr/accueil/[/url]

22 Set 2009 | ore 17:54

Concordo in pieno.

Ad Majora

22 Set 2009 | ore 18:02

Eataly Torino fa 2000/3000 coperti al giorno e quello è il grande business, ecco perché l'ho citato... e all'estero va proprio con Rossopomodoro per le pizze.

22 Set 2009 | ore 18:32

Appero'...
Diciamo che qualche dubbio rimane, avvocato...
Per quel che riguardi Eataly, sappiamo tutti come funziona. Vedremo come funzionera' l'iniziativa di CIR: se tutto fosse fatto sotto l'occhio vigile di Vizzari, sarebbe gia' una garanzia.

22 Set 2009 | ore 18:33

Quindi se il carissimo Farinetti ha scelto Rossopomodoro, vuol dire che la pizza non fa proprio schifo.
Per cui, caro avvocato Gagliardi, forse di pizza qualcosina, ina ina, ci capisco...
Per il resto, in bocca al lupo al simpatico Rudi De Ben!

22 Set 2009 | ore 19:41

molto interessante l'iniziativa, staremo a vedere
ciao
Enrico

22 Set 2009 | ore 20:31

Sorry Federico. Io fino a pochi mesi fa ero un docente alla University of London. Di docenti alla LSE e ad altre universita' ne conosco qundi proprio molti, e posso garantire che quasi nessuno capisce una mazza di pizza (o di gastronomia). Purtroppo avere un PhD e un cervello funzionante non migliora le papille gustative; una triste osservazione che ha accompagnato la mia carriera. Temo che lo stesso si possa dire per il servizio diplomatico. Non sono dunque sorpreso di apprendere che questo tipo di clientela si accalchi in, e manifesti vivo apprezzamento per, locali che servono pizze mediocri.
Rientrando in tema. Sono sempre felice di vedere imprese italiane di successo nel mondo, ma mi chiedo sinceramente se questo modello sia il migliore per promuovere la cucina/ristorazione italiana. Mi piacerebbe vedere piu' top chef fare mosse decise verso l'estero. E anche la legione di giovani talenti ancora non ai vertici che si sentono frustrati in Italia. L'alta cucina italiana ha ancora molto da dire nel mondo. A Londra l' Italian 'fine dining' ha come maggiori rappresentanti, oltre a Locatelli, due chef inglesi (Theo Randall e Andy Needham di Zafferano). Perche'? (Un bravo per Beck che e' appena entrato nel mercato).

22 Set 2009 | ore 20:59

Carissimo, ho molti amici nel Corpo Diplomatico: ed altrettanti insegnano in vari Universita'... E ti garantisco che sono fini buongustai!
Poi diciamo che e' arrivato l'attestato di benemerenza anche dal Direttore (su Rossopomodoro).
Non amo la cucina della Locanda, mi spiace. Preferisco nettamente il Dolada di Albemarle Street.
Take care, Federico

22 Set 2009 | ore 21:51

Tempo fa a Torino fecero la "sfida" pizza eataly VS pizza rossopomodoro, ovviamente votavano i clienti e vinse eataly, diciamo però che giocava in casa.

22 Set 2009 | ore 23:28

Certo che Farinetti ha scelto un partner in USA che meglio non poteva. Joe Bastianich, insieme a Super Mario Batali, sono un vera e propria forza della natura. Joe e' giovane, intelligente, e ha gia' tanta esperienza, Batali e' un superstar. Sicuro che avranno successo.

22 Set 2009 | ore 23:40

Ad Eataly a Tokyo son stato 2 volte e non c'è dubbio che abbiano replicato il successo di Torino: sempre pieno di gente, servizio ottimo, cibo decisamente sopra la media a prezzi che a Tokyo sono una barzelletta per cibo di quella qualità...pasta buona, pasta fresca ok, formaggi molto buoni, pizza notevole. Dimostrazione che se si usa il cervello prima di fare un investimento il successo è garantito, cosa che non è successa qua a Pechino con "Piazza Italia", abominio aperto da Crai e regione Lombardia con un investimento di proporzioni bibliche senza minimamente avere idea del mercato di prodotti im portati nella capitale: a poco più di un anno dall'apertura girano già voci di fallimento e la comunità di expat pechinese continua a servirsi di ristoranti italiani e di supermarket con prodotti importati di proprietà di cinesi...che si dimostrano più furbi degli italiani come al solito...
Peccato che come di potenziale ve n'era in quantità industriali ma come sempre ci piace sguazzare nella nostra italianità sperando che "l'eccellenza" si venda da sola...sigh...

23 Set 2009 | ore 03:30

Carissimo, si metta d'accordo con se stesso era lei che affermava di non capirne.
Quanto a Farinetti e al suo modo di andare all'estero con le pizze, nulla aggiunge ai miei sospetti che a questo punto diventano certezze.
Quando vorrà mangiare una buona pizza sarò lieto di accompagnarla. A Napoli, ovviamente. E non da Rossopomodoro altrettanto ovviamente.

Ad Majora

23 Set 2009 | ore 08:45

A Napoli, di pizzerie ne ho provate molte, a cominciare "da Michele" in su, o in giù, quasi tutte ottime, ma devo dirti che quella di Eataly-Torino NON ha nulla di meno di queste. Forse non sarò obiettivo, perchè abito qui in Piemonte, ma è così.
Ad... dopo

23 Set 2009 | ore 09:15

La certezza che Gagliardi non abbia mai messo piede a Eataly Torino a questo punto è vicina al 99% :-))

23 Set 2009 | ore 09:33

Sulla Locanda L siamo quasi d'accordo! A me non e' proprio che non piaccia; e' una cucina corretta ma un po' stanca, datata.
Dolada, gia' raccomandato qui da un altro gentiluomo, e' primo nella mia 'eating list' la prossima volta che scendo a Londra (e il tempo permette).

23 Set 2009 | ore 09:49

Qualche volta sbagli anche tu Bonilli.
Certo non ci ho mangiato la pizza. Cercavo altro sinceramente.
E comunque il simpatico confronto con l'ottimo Federico aveva a che fare con RossoPomodoro.

Ad Majora

23 Set 2009 | ore 10:12

Avvocato... io vivo a Londra: non a Napoli. Per cui se ho voglia di una pizza vado da Rossopomodoro o da Made in Italy o al Santa Lucia. Quando sono a Torino da Gennaro Esposito o da la Cozza...

23 Set 2009 | ore 10:21

a) il titolo del post non mi piace
b)@ gagliardi: mal gliene incolse a non mangiarla, a torino: è squisita. almeno spero ci abbia comprato una scorta di pane, sontuoso.

c) certo anche farinetti non è un santo. qualche tempo fa cerco' di pagare un'ottima mozzarella prendendo per il collo(figurato ovviamente) il basito produttore. certo farinetti fa il suo mestiere di imprenditore ma dovrebbe anche sapere che se vuoi qualità la devi pagare il giusto e magari anche 50 cents. in piu' al chilo, per averla.
insomma l'aggressività in campo alimentare va usata con parsimonia. altrimenti ,alla lunga, rischi di trasformare un luogo interessante in una coop per snob danarosi.

23 Set 2009 | ore 10:55

Buongiorno
mi permetto di intervenire con altri commenti.
Vivo in Germania e nella mia attuale cittá c´e un frequentatissimo Vapiano, frequentatissimo da giovani fighetti e studenti. Ho provato ad andarci piú volte, ma non sono riuscita a sopportare il rumore assordante (l´acustica della sala é penosa) e la puzza terribile di cibo cucinato, che investe dai diversi banchi di distribuzione. Risultato: sono scappata via subito, costringendo il mio accompagnatore a scappare con me verso altri luoghi. Di Vapiano peró mi piace la concezione di tavolo-decorazione, con richiami all´Italia e al mediterraneo fatti di (pseudo)marmo di Carrara, piante di Basilico, bottigliette d´olio dorato, iconografia leggera e solare.

Sono stata anche da Eataly, unica italiana in un gruppo di nordeuropei: tutti conoscevano o avevano sentito dire del posto e quindi era un obbligo andarci.
Posso dire che non mi é piaciuto? Non é possibile mangiare pizza, o pasta, o tartufo, o carne, o pesce, tra commensali dello stesso tavolo, perché sono cibi diversi serviti in sezioni diverse della struttura. La verdura in vendita, la sera sta tristemente al buio delle tende dei banchetti da mercato; Marché mi sembra sappia fare di meglio. La pizza o la pasta hanno i sapori qualunque di un posto qualunque, cosí come la cortesia dei ragazzi che servono. E gli alti sgabelli non sono propriamente comodi, ma forse proprio per permettere un piú veloce ricambio di clienti. Nota positiva: lí ho scoperto il chinotto Lurisia.
Nei pressi di Eataly c´ é una vecchia osteria da menú fisso e facce simpatiche che di gran lunga ho preferito.

23 Set 2009 | ore 10:56

Federico di Sam Giorgio ora è a Londra, ora è in vigna a Lucca a seconda del blog! Sorry, it's a joke!

23 Set 2009 | ore 10:57

rispondo io a garanzia notarile. egli vive molto a londra ed abbastanza in versilia, in estate. ed oggi io ci vado a pranzo dove gossiperemo spaventosamente di gente che qui scrive e viene citata:-)))))

23 Set 2009 | ore 11:02

OT Ti sei ripreso ? confermo le mie prime impressioni sull'osannato prodotto campano.

23 Set 2009 | ore 11:09

In Toscana ancora per 4 giorni carissimo: e poi si ritorna nella perfida Albione. Se passa da quelle parti l'accompagno da Rossopomodoro o al Santa Lucia: se preferisse Locatelli ci si faccia accompagnare da Man...
La vendemmia volge al termine: qualita' alta per chi ha raccolto con grandissima cura e una volta arrivato in cantina ha vinificato scegliendo ogni singolo acino. Per gli altri? Annata da dimenticare: bassissima resa e, se non si e' fatto un lavoro di cernita, qualita' poco elevata. Bisognera' vedere chi avra' il coraggio di ammetterlo o chi ricorrera' alla scienza e ad altro per indorare la pillola.
Prosit!
PS: a colazione un po' di sano gossip col Maffi alla ''Dogana'', una bettolina assolutamente non male in quel di Capezzano Pianore.

23 Set 2009 | ore 11:14

Visto che vive a Londra, mi tolga una curiosità! Ho notato che tutti i pub del centro (da Tottehnam Court Road fino a Westminster) hanno praticamente lo stesso menu, stesso cibo, stesse birre (solo "multinazionali"!) finanche la stesso stile grafico! Come mai? Non sono riuscito a trovare una birra che non sia di quelle bevibili ovunque! Possibile??? Grazie

23 Set 2009 | ore 11:23

Appunto, San Giorgio.
@Maffi, la prossima volta la mangerò. D'accordo sulla bontà del pane.

Ad Majora

23 Set 2009 | ore 11:23

Devo dirle che non sono un grande frequentatore di pub: nel senso che oltre al pubino vicino a casa, l'Hollywood Arms, frequento solamente il Sands End.
Per la sua domanda credo il motivo principale sia che i pub non sono di proprieta' di Mr Brown o di Mrs Godiva: bensi' di enormi gruppi, generalmente le aziende che producono birra, le quali semplicemente mettono uno staff (i ''crew'') a gestire i singoli locali. Sul genere Mc Donald's, insomma...

23 Set 2009 | ore 11:32

Leo: stiamo ancora aspettando i risultati delle prove alla cieca sui vari prodotti da voi testati :-)

23 Set 2009 | ore 11:53

Pensi a Young's: credo che gestisca almeno centocinquanta pub... e questo esclusivamnte in Londra!

23 Set 2009 | ore 11:53

La ringrazio ancora! Next time mi inoltrero' nella campagna inglese per vivere l'atmosfera e godermi una birra in un vero pub! In Scozia non è così; nei pub di Edinburgo, accanto alle "solite", trovi una serie di gustosissime birre scozzesi dai nomi a me ignoti! A Dublino regna invece il marchio Guinness!

23 Set 2009 | ore 11:59

Certo che quanto a essere "fighetti" questo intervento è un capolavoro :-))
Con simpatia e totale dissenso, se mi è concesso :-)

23 Set 2009 | ore 12:29

Ma Eataly quando aprirà a Roma? E dove?

Sono impaziente...

23 Set 2009 | ore 12:44

Mi è giunta voce di risultati impensabili !!!
La vita è una scala c'è chi scende e c'è chi sale....
.
Ciao

23 Set 2009 | ore 12:58

Forse e' per questo che Leo tarda a pubblicarli, per temere che qualche gourmet faccia rappresaglia :lol:

23 Set 2009 | ore 13:06

ahahhahahahhahaha. Comunque occorrono almeno 30 anni a mozzarella di bufala per riconoscere al buio. e non sempre si riesce. 30 su uno dei due territori, sia chiaro ;-)

23 Set 2009 | ore 14:07

Gossip: a iosa...
In ogni caso ... versus ...: 1 a 1!
Avanti the next one!
Cerea!

23 Set 2009 | ore 16:12

Autoquotarsi e' una grande cosa...
Il commento, ovviamente, era riferito a due mozzarelle campane: una che e' in ascesa. Una che forse sta caracollando... Cio' premesso, visto che come dice il carissimo avvocato Gagliardi, ovvero che ci capisco pochetto, dvrei tenere il mio giudizio in sospeso... ebbene si: dal mio punto di vista opto per il challenger. E non per il defender.
Fa un po' Coppa America: ma avendo le orecchie giuste...

23 Set 2009 | ore 16:31

Conte, l'Armada Invencible doveva essere tale e si sa come andò a finire. Un corsaro di Sir divenne famoso quanto un altro Conte che menava per la Manica navi agili e veloci insieme a battelli incendiari. Eppoi le classifiche sono lì per essere scalate ;-)

23 Set 2009 | ore 16:51

Potrei sapere di che mozzarelle si tratta?

Ad Majora

23 Set 2009 | ore 17:30

Chicco, per correttezza direi di non menzionare i due contendenti (per modo di dire..)

23 Set 2009 | ore 17:34

Anche perchè di certi Giudici non mi fido mica tanto............
:-DDDD

23 Set 2009 | ore 17:43

Ovvio! Mica siamo in Coppa America...
In ogni caso pare che Bertarelli abbia superato Sir Thomas.
Lipton!!!!!!!!!

23 Set 2009 | ore 17:45

gentile gagliardi, in realtà non si puo' sapere. e poi qui cazzeggiano: si intende mozzarella in senso..... fisico: sei una mozzarella... lei è del nord . non so se capisce:-))

23 Set 2009 | ore 18:17

Caro Maffi, grazie davvero pensavo ai latticini.
Ci terrei comunque a sottolineare che sono napoletano. Verace.

Ad Majora

23 Set 2009 | ore 18:27

Ad Eataly ci ho mangiato spesso. Buona la qualità, ottima l'operazione commerciale. Ci ho mangiato pure la pizza e non la reputo male in un panorama dove c'è moltissimo peggio e pochissimo di molto meglio. Il pane, invece, mi piace sempre e molto. In ogni caso Etaly rappresenta, a mio giudizio, forse l'unica operazione sufficientemente completa attorno al pianeta cibo, l'unica fin qui capace di instillare curiosità ed offrire una qualche didattica in un più vasto pubblico attraverso le comuni operazioni giornaliere del mangiare e fare la spesa con una buona/ottima qualità globale. Un serio modo di non fare SOLO mero commercio. In risposta ad Eursosia sono perfettamente cosciente che in merito ai "ristorantini" si può trovare di meglio ma che c'entra? la tipologia è quella ed a mio giudizio è assai pertinente. Se poi si vuole cercare il sesso della pulce posso dire che ho trovato pure differenze fra le diverse aree tematiche preferendo per tutta una serie di motivi le zone pesce e verdure rispetto a paste e carni ma questo è un fatto soggettivo su cui potremo confrontarci ma che non inficia certamente l'intuizione di base.
Saluti
Pier

24 Set 2009 | ore 12:07

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