07
Set 2009
ore 19:17
ore 19:17
Libri da mangiare
Mi sono arrivati 2 libri ordinati ad Amazon Uk, mi sono stati consegnati in tre giorni lavorativi.
Sono due libri molto belli e io mi domando perché i libri di cibo migliori siano quasi sempre prodotti esteri, o inglesi o statunitensi o, come nel caso delle edizioni del Bulli, spagnoli.
Belle foto, grande cura editoriale e successo di pubblico.
Eppure uno direbbe che ultimamente gli italiani non si occupano d'altro che di cibo.
Si, ma a parole.
FOOD for thought THOUGHT for food è il libro sul Bulli e Ferran Adrià curato da Richard Hamilthon e Vincente Todoli.
Prima di tutto ne parlo dal punto di vista del tatto e dico che è un libro erotico - parlo agli amanti dei libri - perché è compatto, cromaticamente ricchissimo, graficamente bello.
Se ne parlo complessivamente come libro di cibo, foto e testi devo dire che già la copertina, con il disegno di Ferran Adrià fatto da Matt Groening, l'autore dei Simpson, fa capire che al libro hanno messo mano pezzi da novanta, grossi calibri dell'arte e della cultura, spinti dalle polemiche per l'invito fatto ad Adrià a documenta Kassel 2007, la più importante mostra d'arte del mondo che si tiene nella città tedesca ogni cinque anni.
L'inizio del volume è impressionante: in 38 pagine sono rappresentate le foto dei 1461 piatti fatti al Bulli dal 1987 al 2008.
Piccoli francobolli che raccontano una storia inimitabile e corrispondono alle splendide foto di Francesc Guillamet per i cinque volumi del Bulli.
E' una raccolta di testimonianze, due tavole rotonde fatte a tavola, ma a Cala Montjoi!!! fotografie e "reperti" provenienti dai cinque tomi editi dal Bulli e sul Bulli nel corso degli anni che rendono il volume un'appendice necessaria per tutti coloro che vogliono entrare in profondità nel mondo del grande cuoco catalano e della incredibile creatività gastronomica, editoriale e di comunicazione di questa equipe che è al primo posto di tutte le classifiche del mondo.
Food for thought
Thought for food
Actar
pag 346
£ 23,96
Mangiare a Londra, invece, è una guida graficamente bella, con le foto di Lisa Linder e la mano di Sir Terence Conran, proprietario dei più importanti ristoranti di Londra, a partire dal famoso Bibendum, la sede della Michelin inglese che lui acquistò e trasformò nel primo ristorante di successo della città.
Conran è anche architetto, designer, fondatore di Habitat, catena di negozi famosa nel mondo e molte altre cose.
Il libro quanto a carta, grafica, foto, impaginazione e stampa e un compendio di come dovrebbe essere una bella guida.
Per tutte, valga l'idea geniale della copertina con la mappa di Londra e tutti gli indirizzi che avvolge la copertina di cartoncino con una confezione geniale.
Eat London
Conran Octopus
pag. 304
£ 12,34









Grande qualità e prezzi accessibili.
....fico Adrià versione Groening.
che bella ricerca che fà direttore! comprerò Eat London
grazieeeeeeeeeeeee
All'estero stanno saggiamente utilizzando copertine, impaginazioni, lettering etc. come importanti strumenti di marketing per la vendita di libri. Mercato, si sa, in grande crisi.
In Italia ancora non c'è un uso così diffuso di media alternativi (alias Kindle by Amazon per i libri o iphone per le mappe) che mette in seria discussione l'esistenza del caraceo, forse anche per questo non c'è l'esigenza di creare prodotti così accattivanti.
Poi è un periodo che Italia so' tutti bravi a parole, ma in quanto ai fatti...
Credo che questa analisi sia abbastanza approssimativa, la grande diffusione di sistemi digitali metterà certamente in difficoltà il classico libro ma non lo sostituirà mai. Contribuirà in modo determinante a ridurre i costi di realizzazione e quindi anche i costi finali.
a) Il marketing nell'editoria è fondamentale ma non lo enfatizzerei così tanto perchè altrimenti correremmo il rischio di cadere nello stile di autori tipo Rossella.
b) la differenza fondamentale tra l'editoria anglosassone e quella nostrana sta nel coraggio della scelta delle publicazioni. Da noi ce ne un po poco e ci sono pochi editori coraggiosi.
Una divertente istantanea dell'editoria la da Marco Cassini in Refusi, che consiglio vivamente.
c) credo che belle publicazioni in Italia le faccia la Biblioteca Culinaria e Giunti (cibo parlando)
Mi permetto anche di suggerire anche i diversi numeri del mercato potenziale: in italiano sono in quattro gatti i possibili lettori. In inglese c'e' mezzo mondo che puo' acquistare
Questa notte e' mancato Mike Bongiorno.
Credo, dico io (poi vedano loro) che Mike si meriti un post tutto suo. L'ho conosciuto per anni: si sciava a Cervinia. Ero spesso ospite a Dagnente, nella casa di Daniela, consorte di Mike. Credo lasci un vuoto. Un lutto: dopo Fernanda Pivano, Mike. Due facce di una medaglia, una ''upper class'' l'altra molto ''popular''. Ma la medaglia e' la stessa. Grazie Mike: mi piace ricordarti sci ai piedi buttarti sul Ventina.
Lo dice anche Lui: qui è con la tv che si comunica. E ha ragione Dario, l'asfittica editoria nazionale non può più permettersi lussi grafici, al massimo manualetti. Invece i mercati televisivi (in Europa il Mipcom, a breve) e i palinsesti d'autunno stanno per essere invasi da una valanga di film, documentari e formati influenzati dal food fashion, o meglio dai suoi profeti più fascinosi: sempre più chef/s, meglio se gnocche, sempre meno gourmet/s, brutti e grassi (meno uno). A meno che non facciano un reality show del loro snellimento...
Lo conferma la controtendenza dei giornali italiani a ignorare nei loro portali i food vlogs, ormai così diffusi nei mondi web civili.
A questo punto, sarebbe curioso sapere che combinano al "nuovo" Gambero Rosso Channel, se non è indelicato parlarne qui, vero, Sbo?
;o)
E hai visto cosa dice Sir Terence nell'intro dei professionisti italiani? :-)
Stefano, un parere sui DVD+libro dell'Espresso-Repubblica?
Mi aspettavo molto di più visto che sono stati fatti appositamente per questa collana. Sono datati sia come ambientazione che per riprese e montaggio.
C'è da dire che sono parte in causa e i nostri Dvd che usciranno alla fine di ottobre sono quello che io intendo per un modo agile e moderno di raccontare la cucina.
Tempo un mesetto e chiederò io a te un giudizio :-))
Ho in mano il primo volume (non ho visto ancora i DVD) e devo dire che le fotografie sembrano un po' datate, anche come stile. Mi ricordano La Cucina Italiana degli anni '70-'80
Sigrid e' un'altra cosa :-)
Anche secondo me sono fatti male, foto sbiadite, testi identici ai contenuti su DVD, lento nel raccontare le ricette... un disastro.
Ho acquistato ieri il libro 'Ingredienti' dei fratelli Alajmo delle Calandre. Non riesco a staccarmici. Faccio il cuoco ed ho la fortuna di apprezzarne forse un po' più di un semplice appassionato i contenuti e la passione che è trasmessa.