06
Set 2009
ore 14:17

Nouvelle Cuisine cosa?

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Henry Gault e Christian Millau Foto Pierre Boulat 1967

La cucina non ha storia

Una persona famosa e di buona cultura che scrivesse un libro e confondesse il Medioevo con il Rinascimento e poi ripetesse l'errore marchiano in un'intervista per pubblicizzare questo libro, verrebbe subito corretta, irrisa e depennata dal novero degli intellettuali.
Accade, invece, che una persona famosa possa parlare tranquillamente di Nouvelle Cuisine alla fine del 2009, per pubblicizzare un suo libro (di modesto interesse) senza che nessuno alzi un sopracciglio e accade che un grande quotidiano nazionale, per lanciare il libro di questo potente, faccia il titolo dell' articolo a tutta pagina con nouvelle cuisine scritto a tutte lettere, e non se ne accorga nessuno.
Sofisticherie, diranno subito i corifei del potente, si capisce che voleva parlare di quella corrente della cucina moderna, la nouvelle cuisine, che ha stravolto la nostra cucina, che è invece una cucina classica e che, tra l'altro, tutto il mondo ci invidia.
E così l'incidente sembrerebbe chiuso se non fosse che l'incidente è il sintomo di una incultura più profonda che riguarda la nostra cucina e la storia della gastronomia più in generale.

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Christian Millau e Henry Gault Foto Pierre Boulat 1967

La Nouvelle Cuisine nasce in Francia agli inizi degli anni Settanta per la necessità di alleggerire e adeguare allo spirito dei tempi una cucina francese pesante e molto lavorata.
La spinta viene da un piccolo gruppo di cuochi, Paul Bocuse a Lione, i fratelli Troigros a Roanne e Alain Chapelle Chapel a Mionnay che rivoluzionano i piatti e la cucina francese tutta.
La rivoluzione gastronomica viene colta, raccontata e sistematizzata da due giornalisti di Parigi, Henry Gault e Christian Millau, che fin dal 1964 curavano una rubrica di recensioni dei ristoranti di grande successo e che nel 1969 avevano fondato un mensile, GaultMillau.
Sono loro due che fanno uscire nel 1973 la prima Guida dei ristoranti di Francia Gault Millau, che rompe l'immobilismo della guida Michelin.
Grazie a loro emergono nuovi nomi come quello di Michel Guerard, e la figura del cuoco diventa centrale, la sua immagine nota, la critica gastronomica una nuova professione.
In Italia chi si ispirò all'esperienza della Nouvelle Cuisine fu Gualtiero Marchesi che aprì il suo ristorante di Milano nel 1977.
Da allora ci sono stati molti cambiamenti in Francia, in Italia, negli Usa con New York come nuova capitale della cucina mondiale, alla Nouvelle Cuisine è seguita negli anni Novanta la rivoluzione ispirata da Ferran Adrià e la cucina del Bulli e oggi la Nuova Cucina Moderna ispirata al cuoco catalano è una delle correnti che più influenzano le cucine e i cuochi di tutto il mondo.
Il 1973 è lontano, uscivano nei cinema film memorabili come Serpico e l'Esorcista, in Italia il Presidente del Consiglio era Rumor, in Francia era Presidente della Repubblica Georges Pompidou.
Siamo ai libri di storia e anche la Nouvelle Cuisine è nella storia e non più nell'attualità.
Però se un italiano, colto o ignorante è uguale, vuol parlare di una cucina diversa da quella degli spaghetti e della pasta e fagioli che fa? Tira in ballo la Nouvelle Cuisine.
E' normale, ti dicono, è un modo di dire.
E così si scopre che la cucina non ha una storia.
 

commenti 55

mah.... è da un po' di tempo che mi sono reso conto della mancanza di cultura della cucina e di molti cuochi, della stessa.
proprio lei, Stefano, constatava come siano pochi i cuochi attivi sui blog, mentre molti quelli passivi....
per questo credo che di questo passo, saremmo definitivamente sorpassati in cucina, forse meno in cantina, ma più per le quantità a volte che per le qualità...
grazie del post

06 Set 2009 | ore 14:15

Sempre più spesso sento parlare di esperti di cucina...o si spacciano come tali senza aggiungere niente di caratteristico alla moltitudine di parole spese sull'argomento negli ultimi periodi...Manca la cultura gastronomica, quella che spiega l'evoluzioni dell'arte in base ai tempi e alle varie caratteristiche che possono essere di qualsiasi genere...
Forse quegli esperti di cucina sono in senso architettonicoo di design... ;-)

06 Set 2009 | ore 15:32

non so, io da semplice appassionato senza troppe pretese ma con molta voglia di imparare, penso che in molti settori esistono le stesse figure di "mestieranti" ed "appassionati accreditati".
ad esempio i critici cinematografici che non vedono i film e recensiscono leggendo la sola sinossi.
ricordo che fight club fu erroneamente definito un film d'azione

06 Set 2009 | ore 15:52

Solo nell'Italia di videocracy quella persona può diventare famosa come intellettuale e (cosa ancor più ridicola) Come dandy... Roba da matti!
Cmq uno straccio di link per chi è ancora in vacanza e ha difficoltà a trovare i giornali italiani potevi anche metterlo ;-)
ciao A

06 Set 2009 | ore 17:06

Corriere della Sera, 6 settembre, Cronache, pag 23
Non esiste link

06 Set 2009 | ore 17:49

grazie! Lo vedrò domani, allora...
ciao A

06 Set 2009 | ore 19:12

ma di che ci meravigliamo ? che a parlare di nouvelle cuisine sia uno che tiene una rubrica sui compleanni di principesse e veline ? l'ignoranza (in campo gastronomico) fa sì che ogni tipo di cucina che non sia l'amatriciana, il risotto alla milanese o i tortellini ...e via dicendo, venga echitettata come nouvelle cuisine; dove la "novità", nonostante risalga a 30 anni fa e da almeno 20 sia stata abbandonata dal più fedele dei suoi sostenitori,continua a contrapporsi alla "tradizionalità"; tertium non datur; fra i miei amici, ne conto (purtroppo) diversi che, pur avendo una certa cultura e pur frequentando ambienti non retrogradi, ogni volta che gli si presenta un piatto al quale non sono abituati, parlano, imperterriti, di nouvelle cuisine .... ho rinunciato a spiegare che quella era un'altra cosa ....

06 Set 2009 | ore 19:23

Giustissimo. Il problema è che "nouvelle cuisine" viene preso in Italia nella vulgata comune come sinonimo di cucina frivola, di porzioni scarse, di accostamenti insulsi. Bisognerebbe sempre conoscere prima di parlare, e la conoscenza spesso è in secondo piano: c'è stata anche messa, in soffitta, in cambio d'altro. Vogliamo parlare dell'informazione, del giornalismo, dello spessore culturale di chi lo fa? O piuttosto degli stagisti usciti freschi freschi dalle scuole, di quello che gli insegnano della storia della ristorazione, da dove vengono certe tecniche? Delle panzane, degli sfondoni che escono dalla bocca di molti cuochi, a dispetto della loro bravura professionale? Delle invidie, degli attacchi personali, delle accuse prive di senso che spesso si lanciano?
Nessuno, nel nostro lavoro, ripete qualcosa che dovrebbe essere sacro: la formazione impegna tutta la vita, la curiosità non dovrebbe essere un questione d'istinto, ma di educazione. E se non sai dove sono le radici della tua modernità, del tuo presente, come fai a farlo godere a pieno?

06 Set 2009 | ore 23:29

Spesso si confonde la ''nouvelle vague'' con la ''nouvelle baguette''. Indi per cui...

07 Set 2009 | ore 01:12

Solo che poi si pensa alla Baguette: ma di Fendi.

07 Set 2009 | ore 01:13

Collina di ridentissimo paesino ligure, mooolto prestigioso (ci tiene casa anche B. ma non e' sua bensi' della Signora B.B.)
Compleanno di fanciulla ben nata...:
Billecart, rose'
burrata e crostini con pomodoro sardo e basilico di Ventimiglia
gazpacho
insalata d'astice all'americana
Eton mess
Nouvelle o non nouvelle?

07 Set 2009 | ore 01:23

Nouveau realism, piuttosto.
E le fragole (da dove)?

07 Set 2009 | ore 01:33

Nella Eton lo chef, anche lui moooolto conosciuto..., ha sostituito fragola con banana. Pero' il mio gusto dozzinale non mi ha consentito di stabilire se fosse piu' o meno Ciquita...

07 Set 2009 | ore 08:47

Quella dei cuochi che non parlano e non intervengono è una bella questione: la prima risposta, e anche sensata, è che non si ha tempo per queste cose (e in generale, rimane poco tempo per poco altro). Ma bisogna dire anche che molti non sono interessati, o sono interessati solo quando si tratta di farsi pubblicità.
Del resto, mi sembra anche che circoli una certa ostilità, o diffidenza: i cuochi dovrebbero, come le brave massaie di una volta, starsene buoni dietro ai fornelli, farsi giudicare ma non esprimere giudizi su cose che non competono (il resto del mondo, voglio dire). A me personalmente è perfino capitato in un blog un idiota che mi chiedeva perchè mai intervenissi in orario di lavoro....

07 Set 2009 | ore 09:55

Sono le fonti ad essere ancora frammentarie e disomogenee. Lasciamo un capitolo fondamentale della nostra (e non intendo solo italica) cultura a mode, slogans chiacchiere da salotto televisivo e non. Tralasciado alcune belle pubblicazioni spesso monotematiche che affrontano il tema con taglio nutrizionale, chimico, economico, o storico per quanto ne so non esiste una letteratura più organica una sorta di insieme di testi didattici ed accademici cui fare riferimento. Uno spezzatino mediatico di non verificabile attendibilità semina la rete di miriadi di affermazioni a volte armonizzate a volte dissonanti che sovente confondono la storia, il fatto con l'opinione (e l'utilitarismo). Un semplice clik basta per leggere (citazione): "Avviata nella Francia dell'epoca dei Lumi nei primi decenni del Settecento e fiancheggiata da un vivace dibattito scientifico e filosofico, la riforma della cucina produsse, nel giro di un cinquantennio scarso, l'estinzione della civiltà gastronomica dell'antico regime e la nascita della cuisine moderne (o nouvelle cuisine, o cucina borghese). Ciò che si verificò fu un mutamento radicale non tanto della dieta e delle tecniche di cottura, quanto più propriamente del gusto: la cucina delle carni, delle spezie, dei sapori forti, ibridi e artificiosi fu spazzata via da una cucina che scoprì gli alimenti freschi;"...la zuppa di cavolo deve sapere di cavolo, quella di cipolla deve sapere di cipolla..." le verdure, le erbe aromatiche, i confini netti dei sapori, le salse delicate."
Pare di capire dunque che cuisine moderne, nouvelle cuisine, cucina borghese siano la stessa cosa, che siano nate dopo la metà del settecento e che ovviassero ad un brodo primordiale di alimenti differenti con lo stesso gusto. A parte la provocazione è nelle scuole ( e direi in famiglia) che dovrebbe partire la prima critica (intesa come krino) alla sensazione gustativa tattile ed olfattiva, la curiosità per la differenza e la diversità, la embrionale didattica intesa come inizio di una formazione umanistica che passa per la storia dell'alimentazione, dell'evoluzione e spostamenti dei popoli in funzione di essa e via via alla chimica ed organolettica del cibo come educazione alimentare, come ethos ed ethnos dei popoli. Forse dopo il bar sport, la velina di turno, il qualunquismo politico questo è l'argomento più stuprato dal luogo comune, dalla sentenza a buon mercato. Che sia forse ora, oltre a poche ottime pubblicazioni di ricette, di pesare ad una seria letteratura e storia dell'alimentazione e del gusto?

07 Set 2009 | ore 12:01

Buongiorno a tutti.
Molte le cose condivisibile, innanzitutto quanto stigmatizzato sull'uso ignorante del termine Nouvelle Cousine dal popolo italico.

Non sarebbe male , per non seguirne l'esempio, scrivere almeno giusto il nome di un grandissimo della cucina di quel periodo : Alain Chapel e non Chapelle.

Grazie

07 Set 2009 | ore 18:39

...Cousine inteso come Cicina Cugina, ovviamente.

07 Set 2009 | ore 18:43

Grazie della segnalazione.
Io sbaglio il nome di Chapel, e chiaramente è una disattenzione ma tu, caro presidente, sbagli l'italiano, rileggere prego l'intervento.
Lo dico non per piccola rappresaglia ma perché se uno è così attento ad alzare il dito per indicare l'errore altrui poi non deve farne lui.
Grazie :-))

07 Set 2009 | ore 19:18

Direttore, ma lui e' un presssidente.

07 Set 2009 | ore 19:40

Sa com'è, di Cappella in Cappella, non vorrei incontrare un Reblochon ;-)

07 Set 2009 | ore 20:13

Smettendola di scherzare , se Gentilmente, volesse evitare di storpiare ogni cognome di grande chef francese in articolo e in tag.

TROISGROS e non Troigros.

Infinite grazie.

07 Set 2009 | ore 20:44

Ma lei torni a scrivere in italiano, mi faccia il piacere, ci tengo e non è poi così difficile :-))

07 Set 2009 | ore 20:49

non me ne voglia il presidente, ma qui avrei una listarella da farlo star male, certo un po' goliardica terza media, ma cosi', tanto per decantare.
in stile sessual empirico abbiamo:

il grande ALAIN DUCAZZ per scendere fino al nuovissimo 3 stelle ERIC FRESCON, per passare ai due, sicuramente divenuti ciechi nel frattempo, MARC MENO' e ALEXANDRE DUMAIN.

sembra abbastanza annoiarsi di questa (MICHEL) TRAMA, una stella 2004, un tale PASCAL BARBO'( idem 2007).
dall'alto, o dal basso dipende dai gusti, ci osserva un certo BERNARD L'UASO'( nasce loiseau ma la pronuncia ci frega).

la squadra ha il suo commissario tecnico nello stellato( 2007) ALLENO( mica poteva fare il cuoco questo!!!) che peraltro predica vegetariano aiutato dal suo secondo JEAN-LUC RAPANEL.

mica uno qualsiasi: nuovo 2 stelle.

la difesa è retta dal vecchio ma sempre valido STEFANO CATENACCI( 1 stella a stoccolma nel 1998).

la cassa ovviamente tenuta da LAURENT LE-CONT, una stella 2007) aiutato dal sempreverde MICHEL ROT( non si sa se sul campo od altrove).


nella speranza di avervi fatto sboccare un sorriso, inviterei ( è successo anche a me che cavolo)di vedere la trave nei propri occhi invece che le pagliuzze in quelli degli altri, soprattutto in questo caso: due travi in un botto solo( quell'improbabile COUISINE!! poi).

insomma, col francese non ci sapete fare un granchè. mandate i testi a me prima di pubblicarli, che ci ho anche la tastiera francese: lo faccio volentieri.

allons enfants de la patrie e tanti saluti:-))

08 Set 2009 | ore 07:21

Quasi 40 pubblicazioni all'attivo sul sito e direi poche sbavature, arriva qui e fa un casino con la tastiera, sarà stata l'emozione ... che vi devo dire :-)) Perdonatelo.
Ognuno di noi ha qualcosa da farsi perdonare.
Un'ultima curiosità Stefano, ma questi due Rottweiler ti seguono sempre fedeli ?

08 Set 2009 | ore 08:19

Sbagliano tutti, figurarsi, ma se io non mi scaglio subito contro uno che scrive cousine - magra figura visto che era il tema centrale - sarebbe bastato avere un altro tono e invece non vergognandosi dell'italiano maccheronico dell'intervento, presidente, che credo sia un nome collettivo? alza il ditino sfottente e allora si becchi i mastini.
Io penso che sbagliare un nome straniero, anche famoso, sia possibile, scrivere "un'uomo" sia macchia indelebile :-))

Il mac si è mangiato un pezzo...

Sarebbe bastato, visto l'interesse che presidente e voi tutti avete per la Francia e la sua cucina, prima intervenire nel merito del post, dal momento che la materia trattata non è poi così diffusa e anche perché l'autore - privilegio dell'età - la Francia l'ha visitata usando quella GaultMillau, ed era il 1973, e poi dire "...guarda che hai scritto due nomi in modo errato".
A volte, caro Cauzzi, il tono è tutto e tu sempre così gentile lo sai bene :-)

08 Set 2009 | ore 08:50

questa pero' non mi è piaciuta, nemmeno un po' cauzzi.
e rottweiler dillo a tua zia.

a volte si sbaglia e lo facciamo tutti, soprattutto quelli che vengono da ragioneria, come me. ma non ammetterlo è da pirla.

tanto per essere chiaro, se tu qui avessi sempre letto, e non credo, spesso mi sono scontrato con stefano e parecchie volte mi ha anche mandato affanculo e alcune volte ci sono andato vicino io.

nonostante cio' reputo il blog di bonilli largamente il piu' interessante di tutti, in questo campo. e certo non ha bisogno di me....

per quanto riguarda il vostro, di blog, se mi posso permettere, è pure carino, estremamente autoreferenziale ed anche abbastanza poco frequentato, almeno come gente che ci scrive, visto che che a parte il sottoscritto ve la cantate e suonate abbastanza da soli, mi sembra:-))

08 Set 2009 | ore 08:53

e comunque, se posso scegliere e per restare in tema francese, come mastino preferisco il dogue de bordeaux, grande cane lavoratore all'antico servizio dei macellai come cane da trasporto e che ha anche fatto parte, purtroppo solo per 4 anni, della mia famiglia, con nome Aston, ovviamente.

cane dolcissimo, amante della pigrizia e del buon cibo.

a patto che non gli si rompa i coglioni:-))

08 Set 2009 | ore 09:01

qui consecutio ferit, aejaculatio perit.

e sempre allegri bisogna stare
che il nostro piangere fa male al re
fa male al ricco e al cardinale
diventan tristi se noi piangiam!

08 Set 2009 | ore 09:29

Prima di parlare sul seguito o meno di un blog bisognerebbe conoscere le statistiche, e tu non le conosci, io si.
Mi spiace che tu sia così nervoso. Pensa poi che io adoro i molossi, per me essere accostato ad un rottweiler sarebbe risultato un complimento, un pochino di ironia-autoironia non guasta. Io ho avuto 3 Corsi, ora mia figlia ha scelto un Bulldog Francese di nome Tommy che da un paio d'anni allieta la nostra esistenza ... un Abbraccio Giancarlo, senza rancore ...

08 Set 2009 | ore 09:44

Caro Maffi, prendo atto delle sue osservazioni su Passione Gourmet. Noi facciamo del nostro meglio con grande dedizione e passione.Certamente c'è da migliorare e lo faremo, per adesso spero che voglia comunque apprezzare il nostro sforzo.

Ad Majora

08 Set 2009 | ore 09:54

va bene, va bene:-))
le statistiche non le conosco ma la quantità di persone che ci scrivono, beh quella si vede. comunque i corsi sono bellissimi e grandi filosofi ed i bulldog francesi sono tenerissimi.
tutti animalisti, vedo. bene.

forse sono nervoso si:sono alcuni giorni che non vado in un buon ristorante ed i due soliti qui vicino non ne possono piu' di vedermi.

forse vado da zazzzzzzzeri oggi, se riesco a togliermi dal computer.

rancori zero:-))

08 Set 2009 | ore 09:57

Non è questione di gusti, Giancarlo.
Bernard Loiseau non può che osservarci dall'alto.
Per il semplice motivo che è morto suicida nel 2003 pare per la perdita della terza stella michelin.

08 Set 2009 | ore 10:08

Credo che Loiseau si sia suicidato perchè malato, sofferente psicologicamente, e forse anche non curato da chi gli era vicino: la minacciata perdita della stella può essere stato solo un pretesto. Non confondiamo la (tristezza della) realtà con la frivolezza di certo giornalismo scandalistico.
Scusa la correzione, mi sembrava importante sottolinearlo.

08 Set 2009 | ore 10:33

Giusto sottolinearlo. Non lo credo nemmeno io infatti ho scritto PARE anche se le cronache francesi, sicuramente per i motivi che tu hai segnalato, l'hanno sempre raccontata così.

08 Set 2009 | ore 10:55

Il soprannome di Tommy è Ferran, per ovvi motivi ... aggiungi un corso femmina di ormai 10 anni, una rarità :-), tre gatti, di cui uno cieco per diabete senile, una cocorita ed un pesce rosso.
Tutti non commestibili, altrimenti :-)
Scusa l'OT Stefano, prometto che non ne farò più ...

08 Set 2009 | ore 11:12

Voi de PassionGourmet cominciate dare già fastidio :-)) .Buon segno.

Franck

08 Set 2009 | ore 11:40

Torniamo al tema? Nomi come Chapel, Lameloise, Loiseau (esiste una libro con la versione della famiglia in merito alla morte) citati all'interno di alcuni post sono parte ormai della storia e gloria di quel periodo oggi Philippe Jousse a Mionnay, Patrick Bertron a Saulieu, Éric Pras a Chagny sotto la gestione di Frédéric Lamy, nipote di Jacques Lameloise che ora ha preso le redini del famoso Relais omonimo, sono i nuovi (per alcuni si fa per dire) attori di una commedia che anche oltralpe non trova più scontati copioni. Siamo alla vigilia (se non già all'interno) di cambiamenti sostanziali senza purtroppo vedere all'orizzonte convincenti soluzioni. Alcune rivoluzioni hanno fatto il loro tempo altre si sono impallidite velocemente subendo le stesse regole di quella "maionese impazzita" che è la visibilità che tutto macina senza dare il minimo tempo di approfondimento. Io in Borgogna ci sono stato in Agosto, ho cenato dai succitati come ho pranzato da meno stellati di Beaune e Tournous e devo dire che è in questi ultimi che ho trovato maggior grinta, ricerca, azzardo; presso i "grandi" invece un certo senso di attendismo, di arroccamento su cliché spesso scontati che ruotano attorno ad homard, foie gras, pigeon bar... (per dirla alla Gennaro Esposito dal quale mi sono deliziato all'inizio del mese scorso) quasi fosse il mezzo migliore per rimanere all'interno di certe valutazioni piuttosto che lo stimolo per cercare nuovi percorsi. Niente di scorretto (ci mancherebbe) ma un tuffo nel “previsto” piuttosto che nell’emozione. Da Bertron concordo con la “sontuosità (a volte eccessiva)” descritta in altra sede da Cauzzi anche se per quanto riguarda il “pavé de bar côtier à la vapeur, étuvée de coques et rollmops aux légumes acidulés” ed il “Rognon de veau cuit dans sa graisse, girolles et petits pois, jus à la moutarde de Dijon « Edmond Fallot » et mélisse” devo dire che l’emozione è stata grande soprattutto in merito alla dosatissma ma chiarissima scala di differenti acidità del piatto di pesce così come l’intensità e la particolarità del rognone che, in una semiseria nostra personale classifica, era di pochissimo sotto la geniale trovata del rognone al gin di Scabin. Per integrare ancor più le esperienze transalpine a fine anno vorrei ancora affrontare Troisgros, Pic e Piramide ma soprattutto cercare fra le novità, stellate o meno, quei giovani chef che sappiano sdoganare e trasmettere l’idea del nuovo sia nella patria della nouvelle cusine sia nelle nostrane menti a volte argute a volte solo potenti o famose che di quella pur nobile vague fanno tuttora di ogni erba un fascio.
Cari saluti
Pier

08 Set 2009 | ore 12:16

Bello e denso questo tuo intervento, grazie :-))

08 Set 2009 | ore 12:39

Tra i più o meno grandi forse ti mancano i due al momento più frizzanti : L'istituzione Troisgros, tutt'altro che immobile, e forse un altro buon esempio Francese (dopo i Pic e i succitati Troisgros) di interessante passaggio generazionale, Regis et Jacques Marcon. Forse quest'ultimo, almeno per noi di Passione Gourmet, il più interessante e cristallino esempio di grande ristorante di provincia in Francia, dopo il duplice triste abbandono a Cancale e Veyrier-Du-Lac. Un nome su tutti della Nouvelle Vague francese ? Sa.qua.na. Io poi adoro Petter Nillson, secondo me cuoco di sensibilità e capacità uniche. Mi piace molto la "generation Passard", a parte qualche caso sporadico malriuscito. Insomma, in Francia, checché se ne dica, si possono ricevere ancora tanti stimoli. E non si parta con la solita solfa “siete franco-centrici”. E’ almeno da tre lustri che giro e rigiro il mondo ma alla fine, quando torno da quelle parti, riesco sempre a trovare qualcosa di intrigante. Più che a Copenaghen, da cui sono appena tornato, e che mi ha regalato un ottimo pranzo. Non è però scattata la scintilla come a Cancale, Veyrier-Du-Lac, Girona, Saint-Bonnet-le-Froid, Roanne, Parigi in Rue Varenne per farti qualche esempio …

08 Set 2009 | ore 12:51

appunto, era un quadruplo senso,maurizio.

dall'alto per chi, come me, pensa che il suicidio sia un gesto disperato ma nobile.

dal basso dell'inferno per chi la pensa modello vatican.

e, ultimo ot giuro,

@cauzzi: complimenti per la "corsa" e speriamo che faccia il record del mondo.

mi dileguo( a proposito zazzzzeri era chiuso, maledizione.)

08 Set 2009 | ore 14:42

La cucina e' sempre stata ''francocentrica'', naturalmente. Approvo, quoto ed evidenzio tuuuuuutta la linea.
Setter, mai rotw...

08 Set 2009 | ore 14:45

A proposito: questa notte e' mancato Mike Bongiorno.
Credo, dico io (poi vedano loro) che Mike si meriti un post tutto suo. L'ho conosciuto per anni: si sciava a Cervinia. Ero spesso ospite a Dagnente, nella casa di Daniela, consorte di Mike. Credo lasci un vuoto. Un lutto: dopo Fernanda Pivano, Mike. Due facce di una medaglia, una ''upper class'' l'altra molto ''popular''. Ma la medaglia e' la stessa. Grazie Mike: mi piace ricordarti sci ai piedi buttarti sul Ventina.

08 Set 2009 | ore 15:09

Cancale, Veyrier-Du-Lac, Girona, Saint-Bonnet-le-Froid, Roanne, Parigi in Rue Varenne tour svolto negli ultimi 10 anni, caso mai non si sia capito :-)

08 Set 2009 | ore 15:48

scusa ma non capisco la precisazione.

non ho capito se dobbiamo fare una gara.

comunque a cancale ci sono stato 12 anni fa e per tre giorni mi sono mangiato tutto il menu' a mezzodi' all'albergo e la sera dall'altra parte.

e da veirat addirittura 13 o 14 anni fa. e per non sbagliare mi sono fatto anche l'auberge du pere bise a talloires, li vicino, che allora mica paglia.
e lo stesso anno o giu' di li' da girardet a crissier che sarà pure in svizzera ,pero' che livelli!!!: e allora? il problema qual'è: le tacche sull'albero? :-))

08 Set 2009 | ore 16:06

Ho capito, sei proprio nervoso :-)
Era in risposta alla tua frase "@cauzzi: complimenti per la "corsa" e speriamo che faccia il record del mondo.". Forse ho frainteso, perdonami. Era per puntualizzare che non è stata una "corsa", ci ho messo un pochino, son lento :-)

08 Set 2009 | ore 16:10

Sacrebleu!! E dopo che avete tirato fuori tutta l'artiglieria napoleonica, volete limitarvi a questo? Sono contento, anzi felicissimo che Alberto Cauzzi abbia tirato in ballo Alexandre Bourdas, l'unico vero delfino di Bras. A mio semplice parere (e torno un po' sul tema), se c'è un filo che passa dalla Nouvelle Cuisine ad oggi, quel filo non può fare a meno di Michel Bras, magari di molti altri pezzi da novanta, ma non di Bras: e questo oggi si può sentire e apprezzare soprattutto nella cucina ispirata, essenziale e "modernissima" di Bourdas.

08 Set 2009 | ore 16:44

va bene non è giornata . la "corsa" è il tuo corso femmina di dieci anni a cui auguro di fare il record del mondo, di longevità!!!!!!!!!

08 Set 2009 | ore 17:00

Sorry Giancarlo, non avevo afferrato il senso :-)

08 Set 2009 | ore 17:35

Qualcosa era già fra i miei programmi di un futuro piuttosto prossimo. Grazie Alberto e un rimando al piacere di discorrerne presto.
Saluti
Pier

08 Set 2009 | ore 18:40

non c'è problema: ammetto che era un po' criptica:-)

08 Set 2009 | ore 18:42

Scusa Giancarlo, stavolta il nervoso ero io :-) Non avevo colto ... in effetti 10 anni e 6 mesi per un corso son tanti, speriamo arrivi anche oltre. Per Filippetto risposta dall'altra parte, Ciao

08 Set 2009 | ore 20:29

Scusa Giancarlo, stavolta il nervoso ero io :-) Non avevo colto ... in effetti 10 anni e 6 mesi per un corso son tanti, speriamo arrivi anche oltre. Per Filippetto risposta dall'altra parte, Ciao

08 Set 2009 | ore 21:49

Su Loiseau c'e' un libro di Rudolph Chelminski, non so se sia stato tradotto in italiano: The Perfectionist : Life and Death in Haute Cuisine. Questo Chelminsky non era un critico gastro bensi' un corrispondente dagli esteri americano mi sembra, e un affezionato cliente di Loiseau con molta insider information. Anche se mi pare di ricordare un paio di sciocchezze dal punto di vista strettamente culinario, avevo trovato il libro davvero interessante come spaccato sul mondo dell'alta cucina e della nuvel chiusin (va bene cosi'?), a tratti anche commovente (almeno io mi sono commosso): la durissima gavetta dai Troisgros e Verger, il lancio nella gloria grazie proprio alla Gault Millau, l'ambizione e la guasconeria a braccetto con l'insicurezza, una donna forte e ambigua a fianco, il 'tradimento' della Gault Milleau, e naturalmente il disturbo psichiatrico (depression) che condusse alla tragica fine. Ci sono anche chicche divertenti: in un periodo in cui Loiseau faceva la 'cuisine de l'eau' (niente salse, sgrassamento al limite dei piatti), alcuni tristellati piu' conservatori lo visitarono a Suaulieu e, passeggiando accanto a un ruscello nel parchetto, gli fanno: ma caro Bernard, quanta salsa sprecata!
E tante altre cose. Un libro che ogni giovane chef dovrebbe leggere.

12 Set 2009 | ore 15:47

Il libro è stato tradotto da Ponte alla grazie; e il battutone è di Bocuse, che alludeva, probabilmente, anche ad una certa "debolezza" nella formazione di Loiseau. Il terribile Bocuse e Loiseau erano amici.

13 Set 2009 | ore 09:04

CIAO,MI FATE UN TEMA SULLA NOUVELLE COUSINE,DOVREI SCRIVERE I VANTAGGI E GLI SVANTAGGI SULLA N.C.E LA DIFFERENZA CON LA CUCINA TRADIZIONALE..NON SO PROPRIO COSA SCRIVERE.GRAZIE MLLE!!CIAO

22 Feb 2010 | ore 20:59

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a cura di Stefano Bonilli

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Redzepi_1.jpg René Rédzepi, numero 1 del mondo

Quando il Gambero Rosso era proprio un'altra cosa Andrea Petrini era uno degli inviati del mensile.Il...


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