17
Set 2009
ore 13:21

Roma da bere... e da mangiare in 300 mt

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Il Triangolo delle Bevute, quello originario, non esiste più.
Con questo termine era stata battezzata una ben precisa zona di Roma.
Per chi non è romano va spiegato che con questo termine venivano indicate le vie e i vicoli dietro Piazza Navona, cioè via santa Maria dell'Anima, via del Teatro della Pace, via del Fico e  vicoli dei dintorni.
Attricette, fighetti di tutte le età, presenzialisti, fotografi e sfigati in questi ultimi anni si sono dati appuntamento lì, al Bar della Pace, ma non era sempre stato così.
All'inizio degli anni Ottanta Bartolo Cuomo aveva fatto del Bar della Pace il luogo di incontro di pittori, attori, gente famosa e aspiranti tali.
Si diceva andiamo a La Pace, e basta, e lì, in una atmosfera Liberty, ti trovavi spalla a spalla con i famosi di Los Angeles, di Parigi, d'Italia e di Roma e Bartolo dava i ritmi e custodiva l'originalità del locale senza che sbracasse mai.
Era un mondo di atmosfere, aperitivi, incontri e discussioni, non certo di cibi e vini di qualità perché, salvo eccezioni, pittori, critici, attori e intellettuali più in generale di cibi e vini di qualità non ne hanno mai capito un cavolo.
La Pace era stata, agli inizi del '900, una latteria, poi bar e luogo dove venivano intellettuali famosi, Unagaretti, Quasimodo, Palazzeschi, Amelia Rosselli e, molto più recentemente, Gregory Corso.
Attorno alla Pace era cresciuto il Triangolo delle Bevute e, lo si deve dire, in breve tempo anche il triangolo delle sniffate, perché a Roma circolava e circola un sacco di droga.
E così chi ci andava per l'atmosfera affascinante che aveva La Pace era scappato già da tempo verso altri lidi, come del resto Bartolo Cuomo, che lasciata La Pace ha gestito il Ristorante Santa Lucia di Largo Febo, fino al giorno della sua morte.  

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Adesso il nuovo triangolo del cibo&vino&birra è cresciuto dalle parti di Campo dei Fiori ma col pubblico di turisti, un panino, una Coca e via, non c'entra molto.
Le vie di questa nuova concentrazione della qualità hanno come perno Piazza del Monte di Pietà, da usare la sera come parcheggio (se ci riuscite) e le vie attorno come mete del buon mangiare e bere, a cominciare da via dei Giubbonari, dove ha le sue vetrine l'Alimentari con cucina Roscioli. aperto da sette anni, un successo ininterrotto e una carta dei vini tra le migliori in Italia.
Nella vicina via dei Chiavari c'è invece l'Antico Forno Roscioli dove dal mattino alla sera si sfornano montagne di pizza bianca, di pizza rossa, di pane di tutte le tipologie tra i più buoni di Roma e, all'ora di pranzo, piatti caldi.
Sempre in via dei Chiavari c'è il Ristorante San Lorenzo, grande qualità di pesce e crostacei di qualità pescati nel mare di Ponza.
In via Monte della Farina c'è il Vinaietto di Marco e Giancarlo, un indirizzo notissimo a chi vuole bere bene a un giusto prezzo e sempre consigliato bene dai due titolari.
E, ultimo arrivato, l'Open Baladin di via degli Specchi, 40 birre artigianali italiane alla spina e 100 birre artigianali in bottiglia.
In un raggio di trecento metri tanta qualità per chi è appassionato.

Roscioli
Via dei Giubbonari 22
chiuso domenica
ferie mai
carte di credito tutte

Antico Forno Roscioli
via dei Chiavari

Ristorante San Lorenzo
Via dei Chiavari
chiuso lunedì e sabato e domenica a pranzo

Il Vinaietto
Via Monte della farina

Open Baladin
Via degli Specchi

commenti 29

In effetti Roma, pur con i suoi difetti, è uno dei luoghi in cui è più bello abitare e, perchè no, andare in vacanza.

Mi chiedo perchè non esista a Milano un triangolo simile. La clientela non mancherebbe di certo.

17 Set 2009 | ore 16:39

Roma... Roma
il più grosso difetto di Roma?
i romani, ovvio.

17 Set 2009 | ore 16:48

Ma il Bric non è menzionato perchè via del Pellegrino non rientra nel triangolo o per scelta precisa? E' strano che di questo locale si parli sempre pochissimo, eppure è lì da tanti anni, si mangia discretamente a prezzi accessibili e ha una buona cantina. E sempre a via del Pellegrino, per mangiare c'è Settimio: una bella istituzione, in zona.

17 Set 2009 | ore 17:01

insisto, come i vecchi rimbambiti... ma il filettaro a santa barbara? daiii nessuno ne parla mai... eppure più istituzione di quello!

17 Set 2009 | ore 17:08

Open Baladin è uno di quei locali che mi piacerebbe provare presto. Spero di riuscirci in un tempo ragionevole.
Penso che andrà alla grandissima, anche nella remota provincia pugliese si incomincia a parlare ed appassionarsi alle birre artigianali italiane, figuriamoci in un mercato più ricco, aperto e maturo quale è sicuramente Roma.
Ciao

17 Set 2009 | ore 17:19

Non mi piace fare la solita noiosa tirata moralista sul tema del traffico e soprattutto della sosta, ma se è giustissimo invitare il pubblico a provare il concentrato di qualità enogastro della zona in questione, è davvero insostenibile consigliare loro di venire in macchina (cosa che un tempo neppure si poteva fare, essendo a partire dalle 21 chiusa la ztl oggi sciaguratamente aperta). Stiamo parlando di un contesto di una fragilità unica al mondo, che fa fatica a sostenere l'impatto degli essere umani ma che caracolla letteralmente sotto il peso e l'oscena estetica delle lamiere a quattro ruote. In tutto il mondo civilizzato occidentale Piazza del Monte di Pietà (tanto più che tram, autobus e taxi -e presto un nuovo metrò- la lambiscono a pochi metri) sarebbe un salotto pedonale di caffe e ristoranti. A Roma, invece, anche un importante giornalista la segnala come parking. Perdonatemi, ma su certi temi sono troppo, troppo sensibile. Problema mio. Non abito vicinissimo a Campo de Fiori, ma di venirci in automobile non mi è balenato nell'anticamera del cervello manco mezza volta.

17 Set 2009 | ore 18:24

Dio mio, certo che si potrebbe venire in bus ma uscendo da un ristorante mettiamo alle 0,30 come si torna a casa essendo il territorio del comune di Roma sette volte più grande di quello di Milano?
E' facile predicare bene ma a Roma i trasporti sono un problema e allora che si fa? Si va a piedi e poi autostop?

17 Set 2009 | ore 20:06

Si posteggia al Gianicolo e poi si fanno la bellezza di ottominuti a piedi. Si posteggia sul lungotevere. Ci si muove in scooter. Insomma, si evita di entrare in ztl. Comunque, è una battaglia persa, me ne rendo conto.

17 Set 2009 | ore 22:43

Non bisogna dirlo a me che abitando qui e avendo il permesso non trovavo da parcheggiare mai. Ho abbandonato l'auto, Atac intera rete, € 30 al mese, e Trenitalia fuori Roma, in casi estremi Avis.

17 Set 2009 | ore 23:07

Io parlavo di buon mangiare e con il termine buono intendo anche la voce digeribile.
Non so in quale olio friggano i filetti ma la mia digestione è durata molto più di quella dedicata alle patate fritte e hamburger di McDonald's.
Ecco perché non metto il filettaro che, tra l'altro, è a 50 metri da casa mia.

18 Set 2009 | ore 00:08

Il mercato romano è sicuramente più ricco di altri, sull'apertura e maturità nutro qualche perplessità.
A mio avviso a Roma ci sono moltissimi altri triangoli o segmenti che sarebbe interessante segnalare.

18 Set 2009 | ore 00:28

Riprovato ad inizio estate dopo tanti anni. Filetti davvero troppo, troppo unti. A fatica ne ho mangiato mezzo. Peccato.

18 Set 2009 | ore 11:46

sono anni che non ci vado.
peccato veramente se fosse (addirittura) peggiorato.
già a fine pasto quando ti davano un vinsanto fatto a pero....
era un posto pieno di ricordi.

e comunque di quelli nominati
- il bar della pace l'ho sempre evitato accuratamente
- il sanlorenzo non m'è piaciuto
- da roscioli non m'hanno dato da bere

18 Set 2009 | ore 11:57

Chissà cosa avevi ordinato !!!!!
;-))
.
Ciao

18 Set 2009 | ore 12:39

E poi ci accusano di essere fighetti!!!

18 Set 2009 | ore 13:41

niente.
hanno detto che non era ora.

18 Set 2009 | ore 17:10

Beh certo se chiedi un aperitivo alle 11.10 di mattina puoi anche corre il rischio che ti dicano di no. :-)))

18 Set 2009 | ore 17:48

invito alla lettura di "causa di forza maggiore" di amelie nothomb, dove il personaggio femminile beve sempre champagne alle 11,00.
pratica che condivido in toto.
e comunque era pomeriggio.

18 Set 2009 | ore 18:34

Certo che se invece di provare a elencare altri luoghi simili in Roma si passa alle pagelle per dire che questo elenco non è di qualità cascano un po' le braccia.

18 Set 2009 | ore 21:45

Roscioli Alimentari e Forno, gli altri segnalati da Bonilli ... posti unici, ma in che contesto!
Lasciando a direttorTonelli gli strali contro le auto, ho trovato via dei Giubbonari e le vie intorno degli immondezzai a cielo aperto. Non c'è nulla per buttare rifuti e il risultato è un constesto urbano deprimente: una distesa di cartacce, mozziconi di sigarette, bottiglie vuote. E' veramente incredibile questo contrasto fra il costante miglioramento dell'offerta eno-gastronomica e il deterioramento dell'ambiente urbano.

18 Set 2009 | ore 21:51

ah no capo.
figuriamoci se il suo elenco non è di qualità.
personalmente portavo il mio giudizio.
che, se ci fosse il sistema "una capoccia un voto" varrebbe quanto il suo.
però sinceramente direi che qui il professionista der magnassimo/bevessimo è lei.
quindi mi accontento di un rapporto al 50% (max).
poi quella zona non la conosco manco tanto bene.

ho mangiato da mastai (rip) e mi piacque (a parte i camerieri toreri).
pagliaccio pure mi pare sia nei dintorni? mi piacque così.

e, appropo' di gregory corso quest'anno è un x (30?) anniversiario dei poeti a castelporziano.
lancerebbe un argomento?
o semo vecchi solo noi due?

18 Set 2009 | ore 22:54

in via dei Giubbonari tra le 1,45 e le 2,15 ogni notte passa la scopa elettrica che pulisce e lava la strada.
non so in quante altre strade viene fatta una pulizia così costante e quindi lo sporco proprio non lo vedo così drammatico mentre in molti vicoli laterali il problema esiste.

19 Set 2009 | ore 01:14

qui un'opinione, qualunque opinione, pesa come quella del tenutario :-))

19 Set 2009 | ore 01:15

allora verrò spesso.
se non altro per fare flanella.

19 Set 2009 | ore 10:40

condivido pienamente le scelte sopratutto per i camerieri (si fa per dire ) del roscioli gaetano mi ha consigliato due sere di seguito fantastici vini mentre io li proponevo abbinamenti molto discutibili (ostriche,olio santo e vini moscati tedeschi)veramente una perla dovremmo parlare di celebrity oste o cameriere e meno di celebrity chef,a roma a me piace molto il bar del hotel locarno sarà da fighetti ma bellissimo ambiente e personale gentilissimo con molti buoni cocktails, cari saluti anch'io dalla puglia

13 Gen 2010 | ore 18:02

Il Sanlorenzo, per quanto mi riguarda, è un covo di grandissimi maleducati: prenotazione alle 21.30, sono andata via dal locale alle 23.00, senza alcuna scusa da parte loro per il ritardo ("no, è che ci mancava una sedia", hanno detto -come se noi avessimo dovuto capire- quando siamo fuggiti). Per quanto riguarda il cibo, non saprei dire, visto che non mi hanno dato da mangiare.

23 Feb 2010 | ore 12:59

Mi spiace molto per la cattiva esperienza che, forse, potrebbe stare nel capitolo Come è difficile gestire il successo :-))

23 Feb 2010 | ore 16:15

Sì: lo credo anche io. Quello che ho trovato maggiormente sgradevole, è stata proprio la mancanza totale di considerazione, l'assenza di cortesia: un errore può capitare, se fossero stati onesti sarebbe stato decisamente meno fastidioso.
In Sardegna si direbbe "si che gherene mandigare su mundu" (vogliono mangiarsi il mondo): capita troppo spesso che la scortesia regni in ristoranti "quotati". Insomma: io prenoto, capisco che stanno lavorando ma, cielo!, sono io l'ospite e come tale vorrei essere trattata, anche al cospetto di un grande Chef, che mi aspetto che se fa un errore con una prenotazione, si scusi mica poi che si cosparga il capo di cenere!

26 Feb 2010 | ore 13:04

Salve Signora Maria Teresa, sono Enrico Pierri titolare del ristorante IL SANLORENZO di Roma.
Volevo ufficialmente chiederle scusa per l 'increscioso episodio dell' altra sera che non ammette assolutamente nessuna giustificazione da parte mia e di tutti i collaboratori per l'errore nel gestire la sua prenotazione e soprattutto nel fastidioso modo di gestire la lunga attesa.
Non siamo per nulla gistificabili e soprattutto ci dispiace di averle rovinato una serata che se pur affollata non le ha dato certamente l 'immagine di quelli che siamo, ossia un gruppo di persone che cercano di dare il massimo 350 giorni all' anno dedicando massima attenzione alle materie prime, all accoglienza e alla sala come se fosse per noi sempre il primo giorno.
Dopo esserci scosparsi il capo di cenere- oltretutto attuale in periodo di quaresima- vorremmo averLa nostra ospite per scusarci di persona e cercare quanto meno di farLe dimenticare il nostro atteggiamento maleducato nei confrontiSuoi e della persona che era con Lei quella sera .
ENRICO PIERRI

03 Mar 2010 | ore 12:42

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