13
Ott 2009
ore 00:07
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Amarcord

Un pranzo al Bulli, 16 maggio 1998 -
Conservo una serie di quaderni con la copertina nera rigida dove per anni ho preso gli appunti dei ristoranti che visitavo.
Altro che iPhone e mac book pro, vuoi mettere la carta, la penna e gli appunti nervosi e veloci tra un piatto e l'altro.
Ne ho molti di questi quaderni, visti in pila uno sull'altro fanno un bell'effetto, come fossero quaderni di scuola.
Ho dovuto riaprirli e sfogliarli per individuare gli episodi più significativi di un percorso che è iniziato nel 1965, quando ero all'Università di Bologna.Sabato 17 alle ore 14 sono sul palco dell'Arena Grande della Fortezza da Basso a raccontare 30 anni di storia della gastronomia, del vino, delle persone.
La nostra storia, di sicuro la mia, che questi decenni li ho percorsi con curiosità, allegria e tanta passione.
Tutto è iniziato, come ho detto, a Samboseto, vicino a Busseto, nel 1965, nel locale di Peppino e Mirella Cantarelli, per me una vera università, da allora frequentata fino alla sua chiusura, all'inizio degli anni Ottanta, un ristorante-trattoria- bottega che diventa la pietra miliare della cucina italiana uscita dalla guerra, il luogo del mangiare che diventa in quegli anni il parametro della nuova cucina.

Peppino Cantarelli
Poi il mestiere del giornalista al manifesto dal 1971 al 1982 e poi la televisione, Di Tasca Nostra, il settimanale dei consumatori del Tg 2, nel '84, '85, '86 e poi nasce il Gambero Rosso, il 16 dicembre del 1986.
Nessuno aveva fatto progetti particolari quando è nato queste prodotto editoriale particolarissimo, frutto di un progetto sviluppatosi tra Piergiorgio Maoloni, grande grafico, ed io, atipico giornalista economico-politico.
Guidava solo la passione per il buono - cioè il mangiare e bere - e il bello - cioè la grafica del gambero, assolutamente innovativa, e la scrittura.
Da
allora le cose sono cambiate per tutti e sabato sarà una carrellata
sull'America e i viaggi da costa a costa, ecco qui la ricevuta del 1992 del Bouley, allora il miglior ristorante di New York, sul Giappone, con il primo
viaggio nel 1992 assieme a Annie Feolde che già viaggiava spesso con meta Tokyo dove aveva aperto il Pinchiorri giapponese, ristorante bellissimo e di grande successo e poi ancora altri viaggi in Giappone, invitato dal mensile Brutus per recensire i ristoranti italiani presenti a Tokyo e nel Giappone, nel
'98, nel '99 e nel 2001.

Foto giocose con la giornalista del magazine Brutus
Tanti ricordi che vengono fuori da questi quaderni, tante storie dell'Italia e del mondo, di un mondo che che ama la cucina e i prodotti italiani e il Giappone è forse l'esempio più interessante, con suoi circa 1500 ristoranti di cucina italiana, dei quali almeno 500 di qualità decente e una ventina a Tokyo, Osaka e Kyoto di qualità eccelsa.
Ma sempre il centro di tutta questa ricerca, di viaggi, di contatti e di scoperte rimaneva e rimane l'Italia col suo immenso patrimonio e, per me, la nuova sfida su un terreno da molti ritenuto minore, di poco conto, "cose da donne" ho sentito dire e penso che sia vero ma nel senso più positivo della frase, quello delle ricette con l'uscita dei primi due volumi di una collana, Cucinare insieme, edita da Giunti, che sarà in tutto di 20 volumi e 20 Dvd.
Il passato è importante ma il futuro è per tutti la vera sfida.
Tutto è iniziato, come ho detto, a Samboseto, vicino a Busseto, nel 1965, nel locale di Peppino e Mirella Cantarelli, per me una vera università, da allora frequentata fino alla sua chiusura, all'inizio degli anni Ottanta, un ristorante-trattoria- bottega che diventa la pietra miliare della cucina italiana uscita dalla guerra, il luogo del mangiare che diventa in quegli anni il parametro della nuova cucina.

Peppino Cantarelli
Poi il mestiere del giornalista al manifesto dal 1971 al 1982 e poi la televisione, Di Tasca Nostra, il settimanale dei consumatori del Tg 2, nel '84, '85, '86 e poi nasce il Gambero Rosso, il 16 dicembre del 1986.
Nessuno aveva fatto progetti particolari quando è nato queste prodotto editoriale particolarissimo, frutto di un progetto sviluppatosi tra Piergiorgio Maoloni, grande grafico, ed io, atipico giornalista economico-politico.
Guidava solo la passione per il buono - cioè il mangiare e bere - e il bello - cioè la grafica del gambero, assolutamente innovativa, e la scrittura.
Da
allora le cose sono cambiate per tutti e sabato sarà una carrellata
sull'America e i viaggi da costa a costa, ecco qui la ricevuta del 1992 del Bouley, allora il miglior ristorante di New York, sul Giappone, con il primo
viaggio nel 1992 assieme a Annie Feolde che già viaggiava spesso con meta Tokyo dove aveva aperto il Pinchiorri giapponese, ristorante bellissimo e di grande successo e poi ancora altri viaggi in Giappone, invitato dal mensile Brutus per recensire i ristoranti italiani presenti a Tokyo e nel Giappone, nel
'98, nel '99 e nel 2001.
Foto giocose con la giornalista del magazine Brutus
Tanti ricordi che vengono fuori da questi quaderni, tante storie dell'Italia e del mondo, di un mondo che che ama la cucina e i prodotti italiani e il Giappone è forse l'esempio più interessante, con suoi circa 1500 ristoranti di cucina italiana, dei quali almeno 500 di qualità decente e una ventina a Tokyo, Osaka e Kyoto di qualità eccelsa.
Ma sempre il centro di tutta questa ricerca, di viaggi, di contatti e di scoperte rimaneva e rimane l'Italia col suo immenso patrimonio e, per me, la nuova sfida su un terreno da molti ritenuto minore, di poco conto, "cose da donne" ho sentito dire e penso che sia vero ma nel senso più positivo della frase, quello delle ricette con l'uscita dei primi due volumi di una collana, Cucinare insieme, edita da Giunti, che sarà in tutto di 20 volumi e 20 Dvd.
Il passato è importante ma il futuro è per tutti la vera sfida.







Salvo problemi dell'ultimo minuto dovrei essere a Firenze.
I ricordi sono il passato per chi li ha vissuti, ma il presente per chi li vive in forma di racconto.
Non c'ero (gastronomicamente parlando) in molte delle fasi della tua vita, e alcuni (molti) dei ristoranti di cui parlerai non esistono più. Ormai per le sensazioni e le atmosfere legate a quei posti non ci può essere nulla di più concreto e presente che sentirle raccontare da chi sa farlo. Io per questo sarò lì.
A proposito, buona continuazione del viaggio.
...Presente... Ma ci sarai anche domenica alla presentazione del libo di Stefania Barzini? Buona giornata a tutti
Bellissimo post. Complimenti. Mi rendo conto che sarebbe difficile, ma raccogliere tutto in un libro andrebbe oltre l' emozione di una racconto orale in un pomeriggio d' autunno.
"Il passato è importante ma il futuro è per tutti la vera sfida."
Mica vero. Pensiamo ai pomodori, che spesso hanno proprio il passato nel loro futuro.
Bello leggere questo post, però l'idea di mettere tutto in un libro mi piace molto, cosa ne pensa Dr.
Bonilli?
Amarcord e anche amarEcord direi :)
Per me che ho scoperto da poco questo mondo è sempre un piacere leggerla :)
Una domanda sorge spontanea: hai girato il mondo, hai mangiato in ogni luogo e mai, dico mai. sei passato da Castrovillari.
Perchè?
Bella idea. Anche io ho il mio moleskine su cui appunto cose analoghe.
Saluti.
Enrico
Margherita, ma dove ha imparato a fare fotografia? Ma le pare il modo???
E' bravissima! Complimenti, sua
helen
Insomma troppi brand da queste parti.. e poi ste moleskine... qualcosa di più originale? Un vecchio quaderno di scuola? Incomincio ad avere a noia mac e mondo mac: ma non ne posso fare a meno... da sempre!
Marco Lungo, non ho mica capito il suo commento sui pomodori... in che senso c'e' il passato nel futuro?
Dottor Bressanini, intendeva che nel nostro futuro c'è la passata: di pomodoro. E non il concetrato.
Devo complimentarmi con lei, anche se ho scoperto da poco tempo il suo sito, lei è un grande personaggio e merita Tanto, peccato che non posso venire sabato a sentirla, mi piacerebbe un sacco.
credo che intendesse dire che nel futuro del pomodori... c'è il "passato/a di pomodori"! :P
Che fa? Mi copia?
Guardi che le dico che le sue foto sono tremende...
ops... scusi... mi ero persa il suo messaggio :P
e grazie mille per la visita al blog e i complimenti :)
Le sue foto sono veramente notevoli, compliments. Dove ha imparato? Posso chiederle che macchina usa? Grazie!
Chiedo scusa al signor Bonilli per aver invaso il suo spazio... rispondo comunque al volo.
Sono un'autodidatta, sto "studiando" con il materiale che trovo in rete, video e post che parlano di foodphotography e seguendo i blog che ritengo più interessanti.
La macchina è una reflex, Nikon D90.
Eheheheh!
Ti ha risposto Margherita....
Quanto è poco cavaliere lei... Mica come Frattini: ieri lo hanno fatto Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Costantiniano di San Giorgio!
Per cui stendo un velo: ti pasta tirata a mano, sottile sottile, sulla sua pummarola!
Un vero peccato non esserci, mannaggia!
Naaaahhhhh, è che il senso che io intendevo era quello che ha decodificato Margherita, tu ti sei avvicinata... Cavaliere, poi... preferisco gentiluomo, di questi tempi... ;-)
Haaa grazie, ora ho capito :-) (ma lasciamo perdere il Dottor, per favore eh ;-) )
Grazie anche a Margherita e Marco Lungo. Comunque anche il concentrato ha un suo perche' (io un po' di triplo concentrato nel ragu' alla bolognese ce lo metto :-) )
Dario
La mia era una battuta... Chiamerei i lacchè...
Ci piace questo Bonilli unplagged.
Tornando al tema centrale, mi fa davvero molto piacere poter venire a Firenze sabato.
Ci sarà anche Iannone a Firenze? Domenica linea verde gli ha dedicato una puntata. Dopo le polemiche di striscia mi ha fatto emozionare. Se uno spazio così importante gli dedica un'ora vuol dire che ormai rappresenta la cucina italiana in modo autorevole. Se qualcuno sà mi faccia sapere.
Io non dimentico che Iannone ha attaccato frontalmente i suoi colleghi e ha dato modo a Striscia di sputtanare Massimo Bottura.
Mi è difficile dimenticare, comunque buon per lui.
Coerente,come sempre.
E chi sarebbe codesto Iattone???? Come nasce?????????????????
Sbircio dal taccuino: percebes - sensazioni di mare assolute. Oh, preciso!!
:-))
Molto bello leggere i commenti del Direttore sotto forma di appunti, dicono molto di più di tante recensioni.
Belle anche le foto di Marhgerita, anch'io ho la D90 ma le mie foto fan pena.
io pure ce ne ho una pila di agende del genere.
boia se ci fosse scritto qualcosa dentro!
almeno fossero quaderni li potrei rivendere per nuovi!
la ricevuta di daiwa zushi ....mamma mia che roba , ho fatto 2 ore di fila (ero l'unico straniero) per entrare e di notte ancora sogno quello che ho mangiato
Ho speso l'equivalente di 45 euro mangiando tutto quello che si muoveva:-)
Per chi ha la fortuna di andare a Tokyo , vicino all'entrata di Tsukiji (mercato del pesce) sulla sinistra ...seguite la fila...
non andrete piú a mangiare sushi qui in italia.
Ho messo il biglietto col nome di daiwa zushi perché solo chi c'è stato poteva cogliere la citazione.
Luogo mitico dove si va verso le 7 del mattino a fare una robusta "colazione" dato che se si è seguita l'asta del tonno ci si è alzati verso le 3,30 del mattino e quindi alle 7 esplode il bisogno di nutrirsi e lì, in quel piccolo bar che ricorda tanto il bar di Guerre Stellari, si mangia il zushi più incredibile del Giappone, come ti spiegano gli amici gourmet.
Ero lì insieme con i giornalisti di Britus, il magazine sugli stili di vita più interessante del Giappone.
Curiosare fra gli "archivi" e i taccuini altrui è molto divertente! :-)
Quindi il bonilli prendeva appunti mangiando già molto prima del Gambero Rosso?
Ho sempre preso appunti dei piatti e dei vini perché non me li ricordavo mai tutti e poi perché a distanza di tempo gli appunti sono uno strumento formidabile per ricordare un dato momento e il suo contesto.
..che tristezza non potere essere presente :(
Cosa era quel salume che peppino cantarelli aveva tagliato e teneva in mano?
...ma un culatello, suvvia...
spero che nel frattempo il numero della AMEX sia cambiato, altrimenti editerei la foto :)
No caro direttore era una spalla cruda di quelle che purtroppo non si trovano più.
Tanti saluti a tutti Marino Giannarelli