17
Ott 2009
ore 13:09

Caffellatte a Firenze

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Caffelatte_Firenze1.jpg

Colazione di buon mattino in una Firenze che di sabato ha ritmi più lenti.
Colazione che è anche uno stupendo viaggio nel tempo da Caffelatte, La latteria con cucina, come recita l'insegna, di via degli Alfani.
Un viaggio nel passato è la grande tazza bianca, per me ricordo dell'infanzia, piena fino all'orlo di caffè e latte accompagnato con pane, burro e marmellata, comodamente seduti al tavolo di questo piccolo locale che ha una lunga storia ed è luogo di piacevole relax leggendo il giornale e consumando la colazione dei bambini che non conoscevano il Mulino Bianco o le mille merendine.
Caffelatte_Firenze2.jpg

E' un locale che ha una lunga storia, prima macelleria, poi latteria e ora latteria con cucina e questa storia si sente e si vede perché c'è il vecchio frigorifero, sempre quello, con gli sportelli con le maniglie e il vetro che fa vedere l'interno, sempre quello, solo il motore è stato cambiato.

Caffelatte_Firenze3.jpg

E ci sono i vecchi pavimenti, la piccola cucina sul retro e una gran calma.
Ci sono le torte, lo yogurt, le uova al cucchiaio con pane tostato, i dolci biologici senza zucchero.
E' aperto tutti i giorni dalle otto a mezzanotte, anche la domenica.
Se passate da Firenze di gran fretta venite qui a respirare una boccata dell'aria di un tempo.
Nel nostro passato c'erano tante cose buone da non perdere e da cui imparare.

FOTO iPhone S. BONILLI

commenti 80

C'è un posto simile anche nella mia città a Como nella parte vecchia, e fa quasi uguale, tipo latteria con le torte e i biscotti come fatti in casa. E sempre pieno di donne che vanno a prendere il cappuccino al mattino e tanti portano via i dolci genuini. Sono posti da preservare.

17 Ott 2009 | ore 20:43

amarcord! Ci andavo a fare colazione qualche volta quando facevo l'Universita', era vicino a casa mia...sic, molto tempo fa.

17 Ott 2009 | ore 20:59

Oggi ero presente al Dissapore Camp, è stato un piacere ascoltarla.

saluti
Gabbry

P.S.
le è piaciuta la schiacciata che ha sbocconcellato prima dell'intervento?

P.P.S.
Caffel(l)atte con due elle, alla fiorentina, riguardi anche le insegne ;-)

17 Ott 2009 | ore 21:26

@Claudia
Indirizzo preciso a Como?

17 Ott 2009 | ore 21:41

Grazie :-))
Corretto

17 Ott 2009 | ore 21:56

E ti pareva se dovesse mancare la bandiera della pace... Anche in latteria...
Hanno anche una gigantografia di Obama? O del futuro Papa nero???

17 Ott 2009 | ore 22:27

Era meglio la bandiera con teschio?
O quella della Fiorentina?
O una bandiera italiana?

17 Ott 2009 | ore 23:01

Claudia, anche io come schigi vorrei sapere dove a Como di preciso (così ci faccio un salto prima di andare in ufficio :-) )

17 Ott 2009 | ore 23:16

Ottimo il caffèlatte. Però, però.....basta bandiere. Basta con le divisioni.
Il caffèlatte unisce e fa sperare
ciao

17 Ott 2009 | ore 23:30

La bandiera Pace divide?
Cado dalle nuvole.
Quanto alle divisioni ci sono e non siamo tutti uguali, tutti amici, tutti che ci vogliamo bene.
O almeno io di sicuro non sono tra i buonisti-ipocriti :-))

17 Ott 2009 | ore 23:40

grande Bonilli. Un grande indirizzo, poco conosciuto dalla "critica" fiorentina.

17 Ott 2009 | ore 23:58

ops: volevo incavolarmi con lady, poi è prevalso l'entusiasmo per il post

18 Ott 2009 | ore 00:04

il mondo è diviso dalle bandiere
forse è per questo che penso che il cibo (diversamente) riesca nel miracolo: unire.
sai, la condivisione, il gusto, i sapori, il piacere;
no ti prego, è tutto magico
la tua colazione, quando pensi alla (prima colazione) con non c'è più
ma la bandiera ricorda il presente
pace-guerra-frazionamenti, linee etc.etc.
a presto{ }

18 Ott 2009 | ore 00:30

Eh si: colazioni con le bombe.

18 Ott 2009 | ore 02:30

Graaaaaaaaaandissima Helen!
Fare colazione con Giulietto Chiesa deve essere inquietante... In ogni caso ci capitavo, alla latteria, quando andavo all'opificio. Diciamo che non era la mia colazione preferita... Ma i gusti son gusti, naturalmente.

18 Ott 2009 | ore 06:13

si, e' vero!
mettiamo la bandiera della guerra!
perche' e' quella che ci accumuna.
vabbe, a me comunque da ragazzino a casa mi chiamavano "ancora pane e ancora latte".
il motivo, intuitivo, era la mia continua richiesta seduto a tavola davanti alla tazzona.
sara' per quello che sono arrivato in tripla cifra?
ah, saperlo!
W la guerra, sempre e comunque!

18 Ott 2009 | ore 06:59

Sono tornato a Roma e sto facendo colazione.
Fuori piove e quindi oggi musica e giornata di letture.
Davanti al mac a dare un'occhiata rapida alla posta con la mia tazza di caffè e latte e un paio di fette di pane e marmellata, una marmellata buona che mi ha portato una mia amica dalla Calabria.
Un bell'inizio di giornata, tazza bianca, naturalmente :-))

18 Ott 2009 | ore 09:52

Glielo lo faccio sapere , perchè la via non me la ricordo, ma è vicino a zona San Martino, all'entrata della vecchia città, vicino all'Archivio di stato, comunque appena ci vado, glielo faccio sapere esattamente.

18 Ott 2009 | ore 09:54

Grazie caro...
Insomma hai colto nel segno! Io non ho nulla contro la bandiera della pace, ci mancherebbe anche. Però al solito non capisco che c'entri la bandiera della pace con il latte&caffè.
Al di là che Mr Obama appena arrivato alla Casa Bianca ha pensato bene di aumentare le truppe invece di ritirarle...
Facile dire pace: soprattutto mentre gli ''altri'' son sempre lì a preparare azioni terroristiche. A volte le pensano, a volte le concludono.

18 Ott 2009 | ore 11:06

Ma parlare della propria colazione, nooo?????
E poi non mi sembra elegante vedere una persona sempre col dotino alzato... questo va bene, questo no, così non si fa... uno scaricatore direbbe Che palle!!!
Io molto british mormoro uhmm... uhmmm

18 Ott 2009 | ore 12:34

La mia colazione, pesando 130 chili, consiste in una fetta biscottata e del miele. Sigh...
Ditino io? Una mortadella... Comunque visto che lei è tanto democratico, abbozzi: e non faccia il berluschino. Non le si addice... Comunque dare dell'inelegante ad una signora è così cheap...

18 Ott 2009 | ore 13:41

Signora?
Diciamo che lei è un Mac Truck simpatica, a volte :-))

18 Ott 2009 | ore 14:02

Mi fa piacere che tu abbia seguito il consiglio, Stefano, è una colazione fuori dai generis fiorentini, il che non è poco, visti gli standard della città, che non brilla per caffè e pasticcerie: si salvano Caffè Cibreo, Andrea Bianchini, e pochi altri. Mancano, soprattutto, gli ambienti, poi magari i dolci buoni si trovano, meno ove gustarli a dovere. Bandiera della pace...se scandalizza tanto alcuni gastro snob vuol dire che colpisce ancora nel segno ed è bene esporla. Magari qualcuno preferisce altre bandiere, altri colori, altri saluti..purtroppo ritornano!

18 Ott 2009 | ore 14:12

Oddio sulla questione che il cibo, inteso come frammento godurioso nella vita di ciascuno e non come mera alimentazione, sia un collante perfetto tra le genti avrei qualche perplessità. Facciamo un esempio concreto, se mi trovassi a cena con occasionali commensali (di cui in genere si sa ben poco) e qualcuno tra essi cominciasse a lodare le perle del nostro governo, mi si bloccherebbe all'istante la masticazione, provocandomi una sorta di strano prurito in gola, fenomeno che causerebbe un fortissimo attacco di tosse, tale da sconfinare nel riversamento del cibo poco prima ingerito, direttamente nel piatto dei poveri astanti.
Quando un governo comincia a fare cose che turbano la normale digestione dei propri cittadini, allora le cose sono veramente gravi.

18 Ott 2009 | ore 14:58

Che c'azzeccano in questo contesto le critiche alla bandiera della pace? Mah. :-(

18 Ott 2009 | ore 15:44

4 noci, spremuta d'arancio fresca - quando non si può un ace bio (o anche no) - qualcosa di abbastanza compatto e un po' dolce tipo plumcake (in questi giorni l'angelica del mulino del dottore).

18 Ott 2009 | ore 16:22

Non sono d'accordo. Allora perché parlare (e poi scrivere) di cibo come elemento catalizzante, distensivo e genericamente empatico? Così ne fai un discorso prettamente ideologico che odora di '70 (nel senso politico). A quel signore che parla di "gastrosnob" in maniera così disinvolta e sentenziosa dico apertamente che ogni bandiera è mezzo per comunicare un'idea, spesso assoluta e come tale limitante. In pratica dove sta scritto che la stessa sia buona o cattiva?
Sono allergica alle bandiere e alle icone, scusatemi tanto.
La libertà e la pace sono soprattutto nella nostra testolina!

18 Ott 2009 | ore 17:26

Ma dedicare così tanto spazio e tempo a una bandiera e non alla qualità della colazione di Caffellatte o locali simili, questo si mi suona tanto di ideologico e anni '70.
Quando entri lì la gentile signorina che ti serve mica ti chiede come voti o dove sfili e che slogan preferisci ma che colazione vuoi fare.

18 Ott 2009 | ore 17:33

Colazione migliore a Firenze non poteva farla...fuori dai soliti circuiti riportati sulle guide. Romannelli è sempre un grande!!!
Poi diciamo che ha fatto una colazione senza parti perchè la bandiera della pace non è di nessuno non ha parte politica e tantomeno padroni... cerchiamo di limitarci a leggere quello che c'è scritto senza interpretare una volta tanto...
P.S. Colazione con caffellatte e tre biscotti...caffè Illy moka rosso... latte della centrale (classico) biscotto di grano saraceno zuccherato con zucchero di canna...

18 Ott 2009 | ore 17:38

Si certo. Raccontiamocela!
Quando vivevo a Firenze non mi sembrava che quel luogo fosse cosi' amato dai fiorentini... I quali, allora, preferivano altro. Un po' come la vecchia latteria dietro corso Venezia a Milano, presso Hotel Diana. Tante bimbe from USA: ma milamnesi pochi...
Vecchia storia questa. E mi spiace che tutta la polemica nasca attorno ad una bandiera. A volte sono i contenuti a latitare. O un buon passaggio di granata. O di cencio.

18 Ott 2009 | ore 18:09

Il caffelatte.... ma quanti ricordi...sono una di quelle bambine cresciute lontana dal mulino bianco e con una particolare predilizione per la colazione del mattino, momento di grande relax (quando si può),ricordo perfettamente il profumo del caffè nella cucina di nonna con il latte caldo e biscotti secchi!! ah che meraviglia!
Grazie Stefano per il tuffo nel passato!

18 Ott 2009 | ore 18:45

Quoto in pieno.
Ste bandiere dei paciafichisti mi fan venire la depressione.

18 Ott 2009 | ore 19:42

Caro Colombo accetto. Del resto la considerazione la si accetta da tutti: anche se si parte da punti di partenza differenti. Ma sono, volendo, democratica pure io: la servitù non la frusto.
Buona serata.

18 Ott 2009 | ore 20:13

Il locale sembra davvero molto carino!
Il fatto che ci siano così tante lamentele sulla bandiera (della pace mica di un partito poi)- mi conferma l'impressione che in questo ambiente c'è un sacco di gente che si focalizza su questioni che io trovo assurde o irrilevanti (dalla grinza sulla tovaglia alla bandiera sulla porta passando per il gabinetto non abbastanza chic) - invece di godersi quello che c'è di bello. Boh!

19 Ott 2009 | ore 10:17

Si si...ma in tutte le vostre colazioni mancano le proteine!!!

19 Ott 2009 | ore 10:22

Carissima Gumbo,
lo sa meglio di me che significato ha oramai assunto la bandiera della pace: non riconoscerlo significa essere o in malafede o sprovveduti.
Sicuramente le colazioni servite in questo localino saranno migliori di quelle servite al Colle Bereto, immagino: o perlomeno più a buon mercato!

19 Ott 2009 | ore 10:36

Sono sicuramente migliori le colazioni alla Latteria di quelle del colle bereto, anche solo per le motivazioni che hanno portato alla chiusura di quest' ultimo

19 Ott 2009 | ore 11:13

A parita' di prodotto spalmato, le fette biscottate sono molto piu' caloriche (e a mio giudizio molto meno buone) di un buon pane! Per forza che chi fa la 'dieta' a fette biscottate e miele si trova sovrappeso...

19 Ott 2009 | ore 11:27

La latteria in via degli Alfani restituisce una bella atmosfera, che si comincia gia' a respirare arrivando dalla rotonda e proseguendo in direzione mercato di Sant'Ambrogio, dove si trova anche la variegata offerta del Cibreo.

19 Ott 2009 | ore 11:31

Vedo che l'ironia i ''signori bandiera della pace'' non la sanno cogliere...
Non fosse stata ironica la cosa avrei scritto il nome di qualsiasi altro locale fiorentino: la prerogativa del Bereto è la farina bianca...

19 Ott 2009 | ore 11:36

Oltre a consigliare i peggiori ristoranti di Londra si mette anche a sindacare sul mio peso da Silfide??? Questi commoners...

19 Ott 2009 | ore 11:42

Si può essere diretti senza fare ironia su un locale che è stato chiuso per spaccio di cocaina, documentata attraverso filmati, c'è poco da ridere. Tornando ai locali da colazione, manca fondamentalmente il posto dove sedersi e mangiare con un po' di calma. Per chi fa colazione tardi, ed ama il tè, provate "La via del Tè", al mercato di S.Ambrogio oppure non è male anche il Rifrullo nella rive gauche fiorentina, il quartiere San Niccolò.

19 Ott 2009 | ore 11:47

Come siamo poco sorridenti, caro il mio signore...
Comunque se dovessero chiudere tutti i locali, a Firenze come a Roma o Milano, per non parlare di Torino, dove la farina principale è la stessa usata in piazza Strozzi ci sarebbero pochi posti dove desinare!

19 Ott 2009 | ore 11:51

@lady helen
"per non parlare di Torino..."
dovresti essere solo più diretta e fare i nomi di questi locali. L'ho scrivo con il sorriso stampato in faccia, neh..

19 Ott 2009 | ore 12:24

Ah, Leonardo, il Rifrullo: quanti ricordi anni "80; ma più per il dopo-cena che per la colazione..

19 Ott 2009 | ore 12:30

Curioso che ci si turbi tanto per una bandiera della pace... D'altronde, ciascuno è libero di esporre ciò che gli pare nel proprio locale, come ciascuno è libero di non frequentare locali che espongono simboli non graditi. Conosco un paio di bar che espongono busti di Mussolini e me ne tengo alla larga.
Naturalmente, ciascuno è anche libero di pubblicare nel proprio blog le foto che preferisce e di parlare dei locali che preferisce. O è diventato anche questo un uso criminoso di qualcosa?

19 Ott 2009 | ore 12:46

@Loris: mai stato ai Murazzi? Non ci credo... O nel quadrilatero romano??? Idem...
@Giovanna: mi sa che è scesa dal letto col piede sinistro... o insegna alle medie? Lettere? Si, proprio da ''professoressa...''

19 Ott 2009 | ore 13:01

Dal 12 settembre del 2008 non vado più in ufficio, in un ufficio qualunque, ma lavoro da casa.
Prima del 12 massimo alle 9 del mattino salivo in auto e andavo dalle parti di viale Marconi dove restavo fino a tardi.
Io abito nel cuore di Roma ma il quartiere me lo godevo solo il sabato e la domenica.
Adesso, invece, io esco, prendo i giornali, vecchio vizio da giornalista attempato, e se c'è il sole faccio una sosta al bar prima di tornare a casa a lavorare.
Campo dei Fiori, dove abito io, è pieno di gente fin dalle sette del mattino: molti sono lì per il mercato, molti sono turisti ma tanti sono apparentemente "sfaccendati" come me.
Che meraviglia sarebbe se qualcuno pensasse che la colazione del mattino è forse il momento più bello e importante della giornata.
E invece tutti i bar, compresi quelli dove mi fermo io, solo perché hanno i tavolini al sole, servono cornetti industriali per me non commestibili, cappuccini altrettanto mediocri e spremute costose e industriali.
Ma possibile che nessuno intraveda il business della prima colazione buona?
Ecco perché ho raccontato Caffellatte, perché se l'avessi sotto casa... in compenso sotto casa ho Roscioli :-))

19 Ott 2009 | ore 13:04

Siamo una famiglia di genovesi e il ricordo della prima colazione è legato alla nonna mia: immancabile il caffellatte abbondante e la striscia di focaccia genovese, fragante, pucciata dentro. Si, proprio la focaccia unta e salata. E macchie d'olio meravigliose si allargavano sulla superficie del latte...

19 Ott 2009 | ore 14:27

Bello sapere che esistono posti come caffèllatte
io da bimbo,quando avevo la fortuna di stare in campagna dai nonni,il latte lo andavo a mungere.
la mattina tazzoni di lllatteee,di un sapore stupendo,con dentro il pane raffermo. Oppure ogni tanto l'uovo sbattuto che il nonno arricchiva con una lacrima di marsala. che ricordi.
Oggi giorno purtroppo il latte non lo digerisco più, ed ora che sono in una fase di transizione (ho più tempo libero) la mattina faccio colazione con mio figlio. Ci regaliamo un'inizio di giornata assieme. Francesco (20 mesi) la Milla (cammomilla ) e miele con qualche biscotto ed un pò di frutta ,per me del tè con miele e frutta.
E' bello poter iniziare la giornata con piccoli riti e più tempo per se stessi.

19 Ott 2009 | ore 15:35

no guarda odora di anni 2000. Tu pensala come ti pare ma se a me capitasse la sventura di avere al tavolo un Calderoli qualunque, preferirei accomodarmi altrove. Questo si chiama schiettezza priva di qualunque forma di ipocrisia. Per me il cibo non è sacrificio ma puro piacere e se non ho piacere a cenare con gente sgradita, che piacere sarebbe gustare piatti e aromi? (è semplice logica lineare eh)

19 Ott 2009 | ore 21:18

opppsss mi ero scordata sta perla "La libertà e la pace sono soprattutto nella nostra testolina!"

Sonia mia cara, lei la pensa esattamente come Barbara Berlusconi, sicura di non essere parente?

19 Ott 2009 | ore 21:21

tornando incidentalmente OT, non foss'altro che per rispetto al padrone di casa, hai nominato Torino e mi hai fatto venire in mente favolose colazioni sotto i portici di piazza San Carlo. Le briosce erano favolose veramente (invece so poco, anzi nulla, di altri luoghi torinesi con farine stravaganti, diciamo).

19 Ott 2009 | ore 21:30

ancora no, ma ci stanno studiando. É solo una questione di tempo.

19 Ott 2009 | ore 21:32

ne ho (s)parlato mesi fa,
http://www.fiordisale.it/2009/05/29/puo-darsi-chio-non-sappia-cosa-dico-ovvero-colazioni-dellaltro-mondo/
è un discorso vecchio e mi sono resa conto perdente. Perché il pincopallo qualunque manco ci fa caso a cosa mette in bocca alle 7, 8, 9 del mattino. Milano è stata l'esperienza più traumatica ma non credo che altrove le cose vadano meglio. Quando vengo a Roma, ad esempio, me ne guardo bene di consumare briosce o croissant. Genova si salvava con la focaccia, ma adesso che si sono messi a farla i vari stranieri (che hanno prelevato dai vecchi proprietari) comincia a fare schifo pure quella. I posti da focaccia buona sono rari, ma in genere vale la pena farci anche la coda. Recco, Camogli e Santa per ora reggono bene la qualità (del resto è il loro pane 12 mesi l'anno), la panificazione è quotidiana e sempre ottima, a parte la focaccia di Recco col formaggio che non c'entra nulla. Per ritrovare colazioni buone, come quelle che faceva mio nonno, veramente buone intendo bisogna spostarsi di qualche metro all'interno ed allora potrebbe capitare che per colazione, l'oste, porti al tavolo il bicchiere di bianco, il piattino di pesce e il pane ancora caldo col salame casalingo tagliato a coltello. Ma per andarci ci vuole almeno un giorno di ferie, liberi dal lavoro, ma queste sono colazioni che si ricordano.

19 Ott 2009 | ore 21:45

I croissant in alcuni bar del centro di Torino sono buonissssssssimi; anche il cappuccino - per una gustosa colazione - e il caffé.
Però gli ambienti in media sono belli eh un po' troppo sontuosi per i miei gusti.
Preferirei un posto tipo Caffellatte...

19 Ott 2009 | ore 22:01

Ma lei e' proprio antipatica di natura o ha studiato? Complimenti.

19 Ott 2009 | ore 22:34

Come disse Totò in "Miseria e nobiltà" io nel caffelatte non metto niente, nè latte nè caffè.
Per altri motivi non faccio colazione se non uno sporadico yogurt quando lo trovo nel frigo.
Lo ammetto, è cosa triste.
Le mail da spedire prima che cominci la giornata, i bambini da accompagnare a scuola troppo presto, l'entrata alle otto, orario disumano per loro ma che permette ai genitori di cominciare la giornata lavorativa in orario.
Bisogna correre e fare tutto in fretta.
Certe colazioni, almeno quelle descritte nel post, sono un "lusso" che non tutti possono permettersi.

19 Ott 2009 | ore 22:35

Sa, buon uomo: io sarò antipatica. Ma dico le cose come stanno. Lei sarà simpatico: ma in fatto di cibo è un incompetente. A meno che non la paghino. Poco.
Saluti, ne????

19 Ott 2009 | ore 23:18

TORINO. Già: purtroppo non c'è più lo Zucca in via Roma... Il ''messicano'' che era? Madama Brizio era un mito. Quando sono in città mi piace far colazione da Venier, in via Monte di Pietà: i cannoli alla crema sono incredibili. Se no il Lavazza, via San Tommaso: insomma la sede storica della ''ditta''. Vale il viaggio esclusivamente per i poster e le lattine di ''Paulista''. Uccidendo il caffè Elena di piazza Vittorio tanto vale andare nella latteria di corso Re Umberto: colazione con crema chantilly e panna montata da urlooooooooooooooooooo... E senza bandiere varie. Solamente un profumo di Vecchio Piemonte!

19 Ott 2009 | ore 23:24

Da ragazzo non facevo colazione, ero sempre di fretta perchè preferivo spendere dieci minuti in più a dormire. Se capitava era thè zuccherato con crackers salati: contrasto molto interessante. Odiavo il latte, ricordo di bicchieri duralex bollenti dell'asilo: detestavo l'odore del latte caldo e la pellicina che si creava sulla superficie.
Da adulto ho scoperto il latte freddo, faccio colazione sempre di fretta, in casa, anche perchè quei dieci minuti per dormire un po' di più ancora non me li nego: ma col tempo, lentamente, sto riscoprendo la colazione al tavolo di un bar.
Un bombolone fresco di pasticceria e un caffè si identificano con la domenica mattina, il giornale, due chiacchiere e una passeggiata: bello, tanto da desiderare di potermelo permettere come abitudine, come sosta, senza l'esigenza interiore di scappare via, come faccio di solito, dopo un caffè al bancone.
Mi piacciono i colori, le tazze, lo zucchero, i piattini che accompagnano cappuccini, thé e cioccolate: atmosfere, dettagli che mi piace fotografare, tempi un po' più lunghi, un modo di rispecchiarsi, quasi per riafferrare il tempo, per concedersi dolcezze girando lentamente il cucchiaino nella tazzina.
Forse non è buon sintomo questa voglia di volersi un po' più bene, almeno uno o due giorni la settimana.

19 Ott 2009 | ore 23:25

Non posso che essere in linea con te!!! ;-)

20 Ott 2009 | ore 07:28

ne girano de sfigati eh?

20 Ott 2009 | ore 10:14

Se ti riferisci a me, hai ragione, sei perspicace. Il ricordo specifico risale infatti, e con qualche difficoltà, al secolo scorso, quando intorno alla metà degli anni settanta....o ottanta o.....

20 Ott 2009 | ore 12:11

veramente no.
perchè?
se dovessi essere sfigato tu in quanto ragazzino negli anni 70-80, io dovrei proprio tacere.
o almeno prima di parlare rimettermi la dentiera.
conta che il mio ricordo della colazione da ragazzino che sta al numero 16 è degli anni 50!!!!!!!!

20 Ott 2009 | ore 12:40

C'è il latte che da solo ha il giusto rapporto proteine/grassi/carboidrati, poi con pane e marmellate il rapporto si sbilancia.
Anche io metteri qualche proteina in più.
:-))))

20 Ott 2009 | ore 22:52

"La libertà e la pace sono soprattutto nella nostra testolina!" spero anche in quella di chi parla... quindi perché scaldarsi tanto per un (bel) drappo multicolore??

Coerenza.

20 Ott 2009 | ore 22:58

"nel nostro passato....."

l'unico modo per farmi tagliare i bizzosi riccioli, da bimbo, era portarmi in centro sotto i portici del Sentierone di Bergamo dove, in sequenza clamorosa pensandoci molto piu' tardi, si trovavano il barbiere, l'orologiaio con lucidi rolex ed i lussuriosi patek philippe( professione del futuro) e il profumatissimo Balzer, la pasticceria caffe' d'eccellenza della mia città.

si poteva anche essere ciechi dalla nascita ma l'entrata del balzer non si poteva sbagliare: bastava seguire gli effluvi della lavorazione della pasta frolla.
e allora non facevo piu' i capricci.
previo contratto morale con la paziente mamma mi toccava, prima dello shampoo e dell'odioso taglio, un meraviglioso cappuccino che il quasi settantenne Pellegrini, allampanato factotum secolare del balzer, mi serviva in una di quelle vecchie meravigliose tazze color moretto.
già allora con qualche disegnino e ghirighoro sulla perfetta schiuma.
nell'altra mano un delizioso croissant che a ma piaceva fatto con la stessa pasta dei cannoncini con la crema.
un natale , ogni mese.

quando capitava che il barbiere aveva molta gente e mia mamma mi lasciava tranquillo ad aspettare con il topolino da leggere, poteva andarmi anche meglio: mi riprendeva verso le 11/ 11,30 e per premiare la mia pazienza mi riportava ancor là a prendere quella che per me era una vera goduria: il panino rotondo, leggermente bucherellato e di soffice pasta tipo pain brioche, alla crema di pollo.
una cosa stellare nel 1962-68.

si svenava mia mamma, che lavorava prima come operaia e poi impiegata alla centrale del latte, per
rendermi felice. diceva che gli occhi felici che facevo addentando quel panino valevano una giornata di lavoro.

da quei tempi e dalle quelle coccole non poteva che venirne fuori un maffi goloso ad " oltranza".

il Balzer, fortunatamente, c'è ancora anche se ha cambiato proprietà piu' volte. gli ultimi gestori sono gente molto seria che ha saputo riportare qualità ed ambiente.

nei tempi era anche un caffè letterario e luogo dove si formava quel poco di intellighentia laica della città.

li' sarebbe bello, stefano, nelle sue sale superiori, presentare i tuoi libri,nell'inverno gelido. oppure nel suo dehors, a primavera inoltrata, affacciato sul salotto buono di bergamo, il sentierone, in una domenica mattina......

21 Ott 2009 | ore 07:26

Daniela anfatti mica sono stata io a scaldarmi, stupirmi, scandalizzarmi, per la bandiera, ma la signora a cui rispondevo. Potessi ne metterei un drappo ovunque, perché la gente prima o poi ne comprenda il valore, perché no, magari sorseggiando un caffellatte

21 Ott 2009 | ore 09:22

La signora è una alimentarista? Dietologa? Insomma un medico??? Che bello! Oltre che di bandiere ne sa anche di alimenti!

21 Ott 2009 | ore 11:48

ma non si parla di alimenti in questo blog? (si dice così?)
perchè neanche io ho un phd in dietologia e quindi chiederei al capo se posso raccontare la mia colazione preferita attuale oltre a quella di 50 anni orsono.

21 Ott 2009 | ore 12:07

Mah io pensavo si scambiassero quattro chiacchiere sulle colazioni invece c'è un sacco di gente che si agita per una bandiera arcobaleno e ora dobbiamo pure essere tutti laureati per intervenire! Che pesantezza!!! A confronto il croissant più burroso abbinato al cappuccino è nulla! :-))

21 Ott 2009 | ore 13:51

Ok, il latte è già bilanciato di suo ma son sempre 3 gr di proteine su 100 di latte...
Io un 50-80 gr di salumi magri, a colazione, non me li faccio mai mancare.

21 Ott 2009 | ore 14:36

soprattutto nei confronti di chi, come me, provenendo da famiglia umile non ha potuto studiare.
la vivo come una pesante ingiustizia.
nel frattempo, non avendo ricevuto dal capo alcun cenno di assenso (ergo silenzio/assenzio?) passo alla mia colazione attuale che è meglio.
in casa prendo un tè qualsiasi con pane fatto da me e marmellata idem.
al momento vado fortissimo con quella amara di arance prese direttamente dall'albero in giardino.
assolutamente bio (bio c'è!). anzi direi provenienti da albero trascurato.
altrimenti e altrove, se possibile, mi cerco un bar che abbia una buona pasticceria.
non essendo uno che distingue il caffè buono da quello cattivo metto l'accento sul mangiare invece che sul bere.
ordino un caffè molto lungo da mischiare con orzo in tazza grande (diciamo che ne viene fuori una sorta di caffè americano/tedesco) e paste a seconda dell'offerta.
mi siedo, possibilmente vicino a clienti sordomuti, con la mazzetta dei giornali e ci passo almeno un'ora.
questo, seddiovole, lo posso fare quotidie visto che ho preferito la vita al lavoro.

21 Ott 2009 | ore 14:53

Chiaro che era un silenzio con assenzio :-))

21 Ott 2009 | ore 15:28

Orsù, vedendo che il buon Maffi e Ciruzzo nostro, migliardari di sinistra :-), sono ritornati in topic anch'io metto una breve madeleine proustiana.
.
Bambino a Viareggio. Partenza mattutina dalla casa (erano i tempi in cui si stava un mese al mare: faceva bene lo jodio !), il sabato e la domenica sosta dal grande Galliano, davanti al Principe di Piemonte, assortimento di pasticceria dolce e salata e in quei giorni migliore gelateria della città.
.
Giovane a Firenze. Cibreo Bar, creatura del geniaccio Fabio Picchi: tavolini minuscoli ma ottimo caffè portato in tazza "coperta" (a Firenze quasi nessuno lo fa), era ottimo soprattutto la sera visto il discreto giro di gn...a che vi transitava :-))
.
Adulto a Montecatini Terme. Due ottimi bar da colazione: Giovannini e Biondi. il primo purtroppo non ha praticamente tavoli e sedie ma la bontà dei suoi croissant e dei suoi panini morbidi imbottiti con i cibi più sfiziosi sopperisce a quello. Il secondo ha invece numerosi ampi tavoli fuori e nella veranda e annovera un servizio d'altri tempi.

21 Ott 2009 | ore 18:28

che bel posto!
ne ero rimasta incantata conoscendolo attraverso un altro blog.
se lei non le ha viste, forse potrebbero garbarle le belle foto:
http://lacucinadicalycanthus.net/?p=1443

22 Ott 2009 | ore 17:13

Rimanendo in tema:le colazioni al forno San Giorgio a Modena,purtroppo adesso
trasformato in un qualche cosa d'altro,
e i meravigliosi,incredibili,fantastici panini del caffè Schiavoni,per fortuna
ancora esistente,di fianco al mercato coperto.

23 Ott 2009 | ore 15:46

Mah, io non capisco ma mi adeguo...lei non mi conosce, va in un ristorante che ha uno chef diverso da quello su cui io avevo commentato, e da questo deduce che io non capisco nulla di cucina. Va un po' a capire. Certo e' che lei difetta fortemente non solo di educazione, ma anche di logica.

24 Nov 2009 | ore 19:49

chissà se anche Collodi andò in questo posticino :)

23 Giu 2010 | ore 12:29

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