30
Ott 2009
ore 11:15

Per un Halloween italiano

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cisra_zuppa_ceci.jpg

La globalizzazione anche delle feste?
Ma no, dai, la globalizzazione no, proviamo a guardare invece cosa si fa in casa nostra senza bisogno di inventarsi tradizioni americane e diventare seguaci delle zucche.
Le festività dei morti, a parte gli ingorghi attorno ai cimiteri, le speculazioni sul costo dei crisantemi e una netta divisione generazionale - nei cimiteri si vedono solo anziani o persone di mezza età - è sempre stato un motivo di riunione attorno alla tavola.
Perché si pensava che il giorno dei morti le anime dei trapassati tornavano tra noi vivi per condividere la tavola.
Tutte le nostre regioni hanno delle ricette e delle tradizioni, nel piacentino, per esempio, si mangiano le castagne bollite col finocchio, nel nord est la zuppa della tradizione era con fagioli cotti con grasso di maiale.
E nel Monferrato si faceva la Cisrà.

ceci_secchi.jpg

cisrà - zuppa di ceci

INGREDIENTI PER 6 PERSONE

500 g di ceci
200 g circa di cotica di maiale fresca
un mazzetto di erbe aromatiche (2 foglie di alloro, un rametto di rosmarino, un ciuffo di salvia, gambi di prezzemolo, legati insieme con filo bianco)
3 foglie di verza
una cipolla
3 coste di sedano
2 porri
2 patate
una carota
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Per il soffritto
80 g di lardo
15 g di funghi secchi
2 spicchi d'aglio
rosmarino
salvia

Per completare
6 fette di pane casereccio
uno spicchio d'aglio
Il giorno prima metto a bagno i ceci in abbondante acqua oligominerale (oppure aggiungo una punta di bicarbonato all'acqua di rubinetto). Il giorno seguente, li scolo e li metto in una pentola con 2 litri di acqua fredda, 2 cucchiai d'olio, la cipolla e il mazzetto di erbe aromatiche. Copro, faccio alzare il bollore quindi abbasso la fiamma al minimo e proseguo la cottura per circa un'ora e mezzo.

Nel frattempo fiammeggio la cotica, la raschio bene con il coltello e la scotto per 10 minuti in acqua in ebollizione, quindi la scolo e la faccio lessare in acqua salata fino a quando è tenera (tre quarti d'ora). Pulisco la carota e la taglio a dadini. Elimino quasi tutta la parte verde dei porri e li taglio prima a metà per il lungo e poi a fettine. Lavo le foglie di verza e le taglio a strisce. Pulisco e taglio a dadini anche il sedano. Sbuccio le patate e le lavo. Scolo la cotica e la taglio a striscioline.

Trascorsa l'ora e mezzo, unisco ai ceci tutte le verdure, la cotica a striscioline, le patate intere e il sale e proseguo la cottura per un'altra ora. Faccio ammorbidire i funghi secchi in acqua calda e li strizzo bene. Spezzetto il lardo e lo frullo con i funghi secchi, gli spicchi d'aglio, qualche foglia di salvia e le foglioline di un rametto di rosmarino. Faccio soffriggere dolcemente il trito in una padellina per una decina di minuti quindi verso questo soffritto profumato nella zuppa, una mezz'ora prima di toglierla dal fuoco.

Quando la zuppa è pronta, elimino il mazzetto di aromi e la cipolla intera. Tiro su le patate, le schiaccio con la forchetta e le rimetto nella pentola. Assaggio, regolo il sale e insaporisco con un'abbondante macinata di pepe. Arrostisco le fette di pane, le strofino con l'aglio e le distribuisco nei piatti fondi con sopra due o tre mestoli di zuppa. Ci sta bene anche un giro di olio d'oliva.
Da l menu della Festa pag. 110

Giunti
I menu della Festa
Annalisa Barbagli e Stefania Barzini
pp. 160 + Dvd
€ 19 in libreria e on-line col 10% di sconto

FOTO PAOLO DELLA CORTE

commenti 61

Direttore Halloween e' una tradizione irlandese, non americana :D Poi il fatto che gli americani l'abbiamo commercializzata e' un altro paio di maniche.

http://en.wikipedia.org/wiki/Halloween

30 Ott 2009 | ore 11:24

Halloween è americana nel suo affermarsi come festa, i poveri irlandesi non avrebbero mai contagiato neppure la Scozia.
Wikipedia l'ho letto, si può immaginare diversamente?
Ma qui si fa un altro discorso, era così chiaro, pensavo... :-))

30 Ott 2009 | ore 11:33

Advertising..that's it!

30 Ott 2009 | ore 12:22

eh vabbe' che c'è di male se il direttore fa un po' di advertising?
d'altra parte per fare spesa da roscioli ci voglino tanti tanti soldini...

30 Ott 2009 | ore 12:34

Io la chiamo promozione dei libri sui quali ci siamo impegnati.
Sarebbe stupefacente che non li promuovessi, piuttosto, Cara Lady, li ha acquistati?
Si sbrighi :-))

30 Ott 2009 | ore 12:53

nel mio paese di nascita (spagna) si preparano alcuni biscotti meravigliosi per queste occasioni. le tavole madrilene sono zeppe de colori. halloween? meglio un italianissimo ognisanti, no?? almeno mia suocera così mi dice-:)
ciao ciao

30 Ott 2009 | ore 14:49

Premesso che adoro Halloween, specialmente dopo un paio d’anni negli Stati Uniti, dove tutto si tinge dell’arancione allegro delle zucche, non credo che guardare con curiosità a questa festività - e alle sue ricette - svilisca le nostre tradizioni italiane. Perché oltre a puro marketing questa festa è comunque un fenomeno culturale interessante. E poi diciamolo: per una volta una festa che ha origini pagane dopo secoli di festività cristiane!!! :-))
Detto ciò è bello vedere cosa accade in casa nostra,scoprire che anche la Festa dei Morti ha il suo risvolto "mangereccio" proprio legato alla commemorazione dei defunti e sconosciuto ai più.E allora cosa bolle in pentola oltre al Cisrà o alle castagne bollite?

30 Ott 2009 | ore 15:10

Succulenta questa ricetta, davvero succulenta.
Io hallowen non lo festeggio mai in alcun modo ma questo piatto è assolutamente da provare...

30 Ott 2009 | ore 15:34

sia chiaro: sono assolutamente favorevole sul blog di bonilli a trovare la promozione del libro di bonilli: ci mancherebbe altro.
spero pero' che non sia cosa eccessiva.

non vorrei che non spendendo un solo euro ed avendo pazienza, molta pazienza, tutti i lettori del blog possano trovare la maggior parte delle ricette che io ho SONORAMENTE pagato:-))

è vero che ho una mezza cena a credito col titolare ma non ho nemmeno potuto scegliere dove, porca paletta. e non vorrei che se la cavasse con due fette di prosciutto da roscioli:-))

con tutto il rispetto per roscioli, sia chiaro.

30 Ott 2009 | ore 16:37

Devo provare a farla questa ricetta, mi ispira; normalmente la facevo senza la cotica, che è un pò più leggera. Comunque deve essere deliziosa.

30 Ott 2009 | ore 16:53

Per tutti quelli che leggono questa ricetta e la trovano succulenta sussurro all'orecchio che prossimamente le ricette di Annalisa Barbagli - non quelle dei libri, ovvio - cominceranno ad apparire qui in rete.
Così, tanto per non perdere l'abitudine di cucinare insieme :-))

30 Ott 2009 | ore 17:30

io la cisrà l'ho mangiata a Dogliani, accompagnata dal dolcetto, però c'era la trippa al posto della cotica di maiale: quale la versione originale?

30 Ott 2009 | ore 17:47

è stranissimo che ancora una volta chi crede e la religione sia banalizzata. invece un po' di vero ritorno al culto e alla liturghia regalerebbe più serenita. no?? questa è festa religiosa. i defunti e la loro memoria.
ciao ciao

30 Ott 2009 | ore 17:53

scusate, ma nella situazione in cui siamo in Italia oggi, al governo, in televisione, nei commissariati di polizia, nelle strade, il fatto che domani sera i nostri figli festeggino un rito importato dall'America e non genuinamente autoctono mi sembra DAVVERO IL MALE MINORE eh !!!

30 Ott 2009 | ore 18:46

si propone solo una ricetta, non mi sembra un gran peccato :-))

30 Ott 2009 | ore 19:29

@ Sonia: perdoni la battuta tra il serio e il faceto. Rispetto molto le nostre tradizioni e le nostre feste, religiose e non. Ma e' bello aprire gli occhi anche ad altre culture, tradizioni, altre festività, religioni...può solo arricchirci, senza toglierci nulla

30 Ott 2009 | ore 20:28

@cosa dovrei perdonare?? di ludico nella battuta raccologo poco, ma se l'intento era quello di spronare all'ennesima esplorazione laica, guardi, non attacca. Gli occhi li tengo costantemente aperti e la realtà che mi attornia è così desolante e priva di riferimenti che solo la fede riesce ancora a darmi una spinta. Se tutto ciò la fa ridere è una cosa che non mi tocca...... non sono una bigotta anche se fino ai 26 anni ho vissuto in paese dove la religione è vissuta in modo più intenso, davvero!

30 Ott 2009 | ore 21:05

ah no, no, la ricetta, quella non si tocca, è davvero strepitosa !!! :-)

30 Ott 2009 | ore 21:58

guardi cara Silvia che la realtà non è che è così desolante e priva di riferimento perchè non c'è più dio, la realtà è così desolante e priva di riferimento al limite perchè non c'è più l'uomo. E magari ci fossero più esploratori laici !...

30 Ott 2009 | ore 22:06

...ma una versione meno "tosta" e non esclusivamente per stomaci robusti?... buona, ma...

30 Ott 2009 | ore 22:09

a proposito di ricette sulla festività dei morti, mia nonna, che era di Foligno, faceva i maccheroni dolci alle noci: fettuccine acqua e farina (ma in mancanza anche pasta secca)cotte al dente e condite con noci, cannella, scorze di limone e cacao e infine fatte a quadratini una volta riposate

30 Ott 2009 | ore 22:20

@ Gian Dei Brughi: Sonia e' per la realtà desolante...Io ero quella delle esplorazioni laiche... Giusto per fare un po di chiarezza :-))

30 Ott 2009 | ore 22:38

Una ricetta si porta dietro una storia, la scrittura ora e con i mezzi attuali, la voglia di ripeterla in chi la legge, la discussione.
Una ricetta è una cellula di storia che solo ultimamente viene penetrata e sviscerata, certo, una ricetta è una ricetta ma non si può più aggiungere, come si faceva un tempo, "... e niente più".

30 Ott 2009 | ore 23:04

SONORAMENTE??? Cosa vuol dire? ma è quanto si paga per mangiare una buona pizza! Francamente non mi pare davvero una cifra inavvicinabile.
Se il prosciutto di Roscioli ti pare poco, mi candido a sostituirti.

31 Ott 2009 | ore 00:16

calma, calma. sonoramente proprio nel senso letterale: ho raccolto tutte le monetine che giravano per casa,( i tempi sono grami ed ho finito i "violoni") ho messo tutto in un sacchettino che ho "sonoramente" svuotato sulla cassa dell'odiosa libreria viareggina:-)
il prosciutto che vende roscioli( dipende poi quale) è rispettabilissimo. il problema è che bonilli mette troppi paletti.
offre il pranzo , ma decide lui.
porca paletta dovrebbe decidere il vincitore.
era l'unico modo per trascinarlo in versilia, mi pareva. mi è andata buca anche questa:-)


a sproposito di ristoranti mi si permetta qui un leggero ot, ma quando prometto di fare una cosa la faccio e quindi mi preme dirlo: tempo fa si baccaglio' un po' sul fatto di riuscire ad andare da ADRIA'. spingendo , spintonando e rompendo i cabasisi a mezzo mondo ed anche piu' ce l'ho fatta. ma purtroppo per un numero limitatissimo di persone ( solo 4) ed in una data già impegnatissima per altri nobili motivi( tuberi).

e quindi abbiamo rimandato al mittente l'offerta con ringraziamenti e preghiera di allargare od allungare un po' il tavolo per altra data.

e mi corre l'obbligo di ringraziare pubblicamente il lunatico, volubile,capriccioso, incostante e mutevole seppur conte, FEDERICO GALIMBERTI DI SAN GIORGIO, che tante energie(!!!!!!) ha profuso nella meritoria impresa:-))))))))))

31 Ott 2009 | ore 06:29

Ieri sera ho fatto un salto al Victoria&Albert Museum: si, di sera. Perche' i musei a Londra hanno una fantastica abitudine, quella di fare il ''late friday''. E a rotazione, una volta il V&B, una volta il British o la Tate si trasformano in luoghi dove prendere l'aperitivo, cenare e anche ballare. E quindi invece che andare da Roscioli o da Lorenzo, da Cova o al Caffe' Elena si va al Museo!
E ieri sera, naturalmente si festeggiava halloween ''the day before''. E mi ha fatto tenerezza vedere anche gente attempata, signore che a Milano senza la Kelly non uscirebbero neppure per andare dal verduriere, signori che o la barba da Colla o niente, bene, tutti vestiti e parruccati, mischiati a giovani punk, new romantic e quant'altro.
Ma la cosa piu' toccante, a modo suo, e' stato il ''clochard'' che vive sulla scalinata del V&A ballare tutta la sera, decisamente alticcio, con al collo una bellissima cravatta blu di Prussia. Ed al ''carriage'' ritrovarlo fuori, accucciato, dormiente e russante. E molto probabilmente felice.
Ps: sulla storia di Cala Montjoi... semplicemente si era liberato un tavolo causa influenza.

31 Ott 2009 | ore 09:11

Ed a proposito di ieri notte al V&A, il pezzo forte e' stato una vera e propria rappresentazione teatrale, dedicataad Halloween: ''In the Dead of night''.
Recitava l'invito:
''Join us on the eve of Halloween with an evening of performance, screenings and unnerving tales as we explore figures of folklore both east and west. Witness the ‘Dine with Death’ promenade performance created by set designer, Simon Costin. Explore the history of the vampire through film and learn how to create your own un-dead look. Unearth the ritual and magic during the witch hunts and rediscover fairytale figures with shadow puppet performance and a collaborative block printing workshop. Uncover the roots of Japanese horror through curator-led tours and screenings and create your own Japanese lantern. All events are free and drop-in, unless stipulated otherwise. Filming and photography will be taking place at this event''.
Altre, interessantissime, informazioni si trovano al link
http://www.vam.ac.uk/activ_events/events/friday_evenings/friday_late/events/October%202009/index.html

31 Ott 2009 | ore 09:30

anche mia nonn a terni faceva questa pasta dolce.
una cosa che non riuscivo neanche ad immaginare di assaggiare da ragazzino.
altro dolce tipico di zona erano le fave dei morti.
volendo una sorta di amaretti.
e, per inciso, che la festa dei morti sia una festa religiosa non saprei.
certamente non cristiana.
sarà stata una delle tante feste pagane dove poi i cristiani hanno fatto esercizio di sovrascrittura.

31 Ott 2009 | ore 09:56

Io credo che se ''noi'' cristiani abbiamo fatto un esercizio di sovrascrittura sulla commemorazione dei defunti, che male c'è? Anzi. Lì come altrove, naturalmente.
Direttore ho acquistato, apprezzato e sperimentato!
Comunque vista la stagione evviva la tofeja, qui in ricetta, e viva il Canavese e San Giorgio, of course:

Ingredienti per 4 persone:
fagioli secchi bianchi g 300
cotenne di maiale g 100
1 zampino di maiale
1 codino
1cotechino
1 mazzetto di aromi, aglio, rosmarino, noce moscata, sale e pepe

Mettere a bagno i fagioli in acqua molto fredda (fa la differenza) per almeno 8 ore. Tagliare a rettangoli la cotenna, insaporendoli con pepe, noce moscata, aglio e rosmarino tritati fine fine e poi arrotolarli e legarli con dello spago. Adagiare in un recipiente di terracotta (la tofeja) la cotenna così preparata, gli zampini, i codini, il cotechino ed il mazzetto di aromi. Coprire con acqua e portare a ebollizione. Aggiungere i fagioli e fare cuocere in forno a una 120° per almeno 6-8 ore: a fine cottura salare e servire bollente...
Io ci bevo sopra un Barolo Arione Sorì dell'Ulivo prodotto dal mio amico Claudio (Cantina Gigi Rosso)

31 Ott 2009 | ore 11:22

Halloween?? Un'ottima occasione per stare chiusa in casa con maritino e cenetta prelibata....
Magari un sano risottino con la zucca/parmigiano e buon vino... come "tradizione autunnale" vuole dalle mie parti....
saluti!!

31 Ott 2009 | ore 14:56

Il torrone dei morti. Buono.... da morire

31 Ott 2009 | ore 15:10

Ricordiamoci dei Colonnatesi...che seppero trasformare un luogo di lutto (le casse di marmo per i morti) in momento di gaudio gastronomico...finalmente una ricetta spiegata facile, facile...purtroppo la cotenna non é cosí facile da trovare in certe zone. Epoi, che ceci? Quelli di Spello o quelli di Onano?

31 Ott 2009 | ore 20:49

Onano, Onano. Con le castagne.

31 Ott 2009 | ore 23:15

Fa un po' impressione pensare ad uno che onana con le castagne. Speriamo che almeno il riccio sia stato tolto.

02 Nov 2009 | ore 07:51

Simpatico. Invece lei i ceci dove se li mette? Che di questo stavamo parlando se non se ne fosse accorto. Da una questione spinosa a una questione dura: che dice sua moglie/fidanzata/compagna-o?

02 Nov 2009 | ore 08:29

Che volgarità, signor Lungo! A parte che lei sembra predestinato.
Anche nel cognome.
Porta pure lei i tacchi?

02 Nov 2009 | ore 08:39

dio che volgarità mi tocca sentire, sig lungo.
io poi fossi al suo posto maneggerei quel cognome con molta attenzione. potrebbe risvegliare i sensi di alcuni trans-frequentanti, con e senza tacchi.

02 Nov 2009 | ore 09:02

oddio signor lungo!
cosa debbono sentire le mie povere virginali recchie!
quale abissi di aberrazione raggiunge la sua mente contorta!
o senza torta?
cose da denunzia alla polizia postale.
ritirerommi immantinente nel mio esclusivo club a bere sofisticate bevande calde singalesi.
fellone!
marrano!
non escluderei dovesse ricevere visita dai miei padrini.

02 Nov 2009 | ore 09:12

Per favore lasciate perdere, capito?

02 Nov 2009 | ore 09:45

peccato non avere la possibilità delle immagini, capo.
avrei inserito garibaldi che risponde al re: "obbedisco".
quindi mi faccio rivenire in mente una cosa collegata alle tombe.
il grano bianco, cresciuto in cantina in assenza di fotosintesi della clorofilla.
queste belle piante bianche si portavano al cimitero ma mi viene un dubbio collegato alla stagione.
sarà stato a pasqua?
ne sapete qualcosa?

02 Nov 2009 | ore 10:08

Era Pasqua e precisamente il giovedì santo. I vasi con il grano bianco si portavano in chiesa come ornamento per "i sepolcri".

02 Nov 2009 | ore 10:24

infatti mi pareva strano che ci fosse qualcosa di germogliato a novembre.
e comunque da noi li portavano pure al cimitero sulle tombe dei parenti.

02 Nov 2009 | ore 10:28

Alouette, gentille Alouette
Alouette je te plumerai
Alouette, gentille Alouette
Alouette je te plumerai
Je te plumerai la tete
Je te plumerai la tete
Et la tete, et la tete
Et la tete, et la tete
O-o-o-o-oh
Alouette, gentille Alouette
Alouette je te plumerai

E mi fermo qui...

02 Nov 2009 | ore 10:38

qui dove vivi tu
no piu' non cerchero'
un altro nido ormai
tu sei l'acqua dopo il fuoco
non ti lascio piu'
uh uh uh

incredibile come incrocio

02 Nov 2009 | ore 11:06

Caro Ciro, anche lei la mattina ci va giu' pesante... Altro che un frittino: roba da principianti del gusto, Isn't it?

02 Nov 2009 | ore 11:18

avevo trovato interessante il gancio fra la canzone che parla di un'allodola, il finale mi fermo qui. poi dik dik col nido.
però non mi mangerei l'allodola, nè il dik dik, magari su un nido di fettuccine un pensierino ce lo farei.

e, tornando a tomba, la festa dei morti da noi era una vera festa.
si andava a piedi da casa al cimitero, adesso figuriamoci se non ci si va tutti in macchina.
ed era una continuazione di bancarelle coi fiori, ovviamente, fave dei morti ed altri dolci meno tipici della festa come croccanti, zucchero filato, ecc.
poi palloncini di tutti i tipi.
a ripensarci era strano veramente.

02 Nov 2009 | ore 11:28

Io mi riferivo al tasso alcooloico...
In ogni caso dobbiamo ricordare che la festa e' ognissanti, che e' precedente ala giorno di commemorazione dei defunti...

02 Nov 2009 | ore 11:32

per i santi da noi non si faceva niente.

02 Nov 2009 | ore 11:41

Ah... in Piemonte si festeggiava tutti e due i giorni, invece!

02 Nov 2009 | ore 11:43

Caro Marco Lungo, amico mio, sei un incompreso.
Non capiscono i giochi di parole con i quali, per anni, ci hai allietati sul forum. E dei quali sei indiscusso Maestro.
Caro Pagano, la tua reazione mi è sembrata un po' sopra le righe.
.
Ciao

02 Nov 2009 | ore 19:26

Insomma, mazziati dal Grande Capo e pure dal Bakunin alle cime di rape... Caro Signor Pagano, caro Maffi prepariamo la cenere e facciamo ammenda: siamo ai morti ma pare Quaresima.

02 Nov 2009 | ore 20:53

Avete letto Repubblica, ragazzi? Immagino di si: difficilmente avrete letto Libero... Bene su Repubblica l'ex governatore del Lazio ammette un bel consumo di polvere bianca: come ce ne fosse necessità. Di ammettere... Mi si perdoni l'OT, naturalmente.

02 Nov 2009 | ore 20:56

Ho ben capito, tanto che ho parlato di ceci, argomento del topic. Poi a volte è sufficiente mettere una faccina :-). Pensa te, a Pitigliano si dice agli avversari che "a Onano non si conta" quando è chiaro che è inutile arrivare a fine della partita di briscola per decretare il vincitore.

02 Nov 2009 | ore 23:45

Pitigliano?
Come, Pitigliano?
Il paese de la mi' nonna, m'ha cresciuto lei!

02 Nov 2009 | ore 23:49

Pitigliano, Pitigliano. E allora vorrà dire che farà penitenza sui ceci di Onano con il 2 di coppe in mano quando regna denari. E resto a credito della spalletta ahahhahahahahhahaha

03 Nov 2009 | ore 10:51

Mamma mia, come è piccolo il mondo...
A casa mia girava solo il vino di Pitigliano, arrivava a damigiane a settimana a casa, insieme alle uova e alle salsicce, c'era il contadino che le portava giù apposta. Altri tempi...

03 Nov 2009 | ore 23:42

e che ci azzecca?

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15 Mag 2011 | ore 08:50

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