10
Nov 2009
ore 12:01

Ciao Ruth, in bocca al lupo Sigrid

< >

Gourmet_nov2009_cop.jpgAgli abbonati era già arrivato e oggi è arrivato anche nelle edicole.
E’ l’ultimo numero di Gourmet, il mensile di cibo, stili di vita gastronomici e foto, le più belle foto di food dell’orbe terracqueo, che ci fossero in circolazione, diretto da Ruth Reichl.

E’ stato chiuso improvvisamente dalla Condè Nast dopo un esame fatto dalla McKinsey ai bilanci delle molte riviste della casa editrice newyorkese.

E’ stato un fulmine a ciel sereno e una perdita per tutto il mondo della gastronomia internazionale. Quasi comiche le offerte di abbonamento a Gourmet con sconto natalizio presenti nelle ultime pagine.

Era stata fondata nel 1941, la chiamavano “la Regina”, è morta in un novembre di crisi del 2009 tra il rimpianto di molti.


SIgrid_Librodelcavolo.jpgPresenta il suo libro, edito da Cibele, in giro per l’Italia, prima tappa, ovviamente, Roma.
Lei è Sigrid Verbert e il libro si intitola “Il libro del cavolo”.
Il suo blog, www.cavolettodibruxelles.it è ormai un caso che va ben oltre l’ambito dei puri gourmet perché è fatto con le ricette che Sigrid cucina e fotografa ogni giorno, un vero lavoro eseguito con uno stile di narrazione, sia fotografica che testuale, che lo rendono uno dei più bei blog in circolazione sul web.
Il libro non viene venduto in libreria ma solo via web scaricando il Pdf  dal blog di Sigrid ovvero prenotando a Cibele il volume, che costa € 28, e questo lo rende un libro particolare perché, pur fuori dal circuito delle librerie, dopo due settimane Il libro del cavolo ha esaurito la prima tiratura.
E’ un libro molto bello, elegante e sofisticato, come l’autrice, e penso vada acquistato perché è un lungo racconto ma anche un "diario di ricette" nessuna delle quali banale.

commenti 18

Non ho mai avuto la fortuna di leggere Gourmet... e come tutte quelle cose che rimandi, rimandi e rimandi, finisci per perderle.
Il caso di Sigrid è qualcosa che apre una nuova era, un era che vede il web, i blog e i nuovi sistemi di comunicazione come qualcosa che si sta naturalizzando. Il web sta diventando uno spazio comune e il mondo diventa sempre più piccolo e ricco di legami.
Complimenti per lo stile di scrittura sig.Bonilli e complimenti a Sigrid!

10 Nov 2009 | ore 13:06

Effettivamente in libreria non lo vendono, ma alla bottega delle spezie (ex emporio delle spezie) a Testaccio(Rm) si. Sigrid è davvero brava.

10 Nov 2009 | ore 13:31

Complimenti a Sigrid!!!!!

10 Nov 2009 | ore 15:27

Brava Sig!

10 Nov 2009 | ore 16:03

Buonasera direttore,

mi piace che lei abbia scelto queste due significative e divergenti notizie, oggi:
una rivista storica, di grande qualitá, che viene chiusa; un libro inaccessibile ai piú in libreria, ma solo via internet, non proprio economico, la cui prima tiratura viene velocemente esaurita.
Non sono in grado di fare analisi di marketing e strategia, ma mi sembra davvero un bello spunto per provare a farne.
Dove stiamo andando? E come orientarsi (nella vendita e nell´ acquisto)?

Ci ricordiamo con nostalgia della colazione dell´infanzia e della prima volta in cucina e poi ci innamoriamo follemente di Kindle e co.,
smaniamo per cucinare insieme (io vorrei tanto esserci, ma non posso), ci entusiasmano le foto seppiate con cibi e ricette.

Allora siamo tutti foodies o gastrocultori della domenica? Oppure anche del lunedí?

Le mie nonne, entrambe, usavano il cibo come mezzo per diffondere e dimostrare amore, per accogliere e rinfrancare.
A me piace pensare che io vengo da lí, perció mi leggo il suo blog e quello del cavoletto e di Gourmet e vari altri e cucino come una matta quassú nella Germania del nord, per non dimenticarmene.

10 Nov 2009 | ore 16:20

Crepi il lupo! E grazie per il resto :-)

ps: per quanto riguarda la futura eventuale analisi di eurSonia, vorrei aggiungere una cosetta che 'sento' un po' ovunque e che mi piace molto: è che in questo mondo, globale, industriale, quel che si vuole, mi sembra che si sta molto timidamente tornando anche alla materialità, al gesto artigianale, carico di sapere e coscienza, che si era un po' perso per strada. E la cucina è certamente un modo concreto per riallacciare se stessi e il proprio futuro con quel 'vecchio' mondo. Quindi questo vuole essere un libro così, fra il surf e l'artigianalità (e l'artigianalità in generale ha un suo prezzo, inanzitutto umano, che è quello... d'altronde, io non penso che la forzata economicità sia, di per sé, un valore :-)

Ci vediamo fra un po'!... :-)


10 Nov 2009 | ore 16:36

Ho scelto questi due esempi perché secondo me sono emblematici del periodo nel quale viviamo.
L'una, Gourmet, era la più bella rivista del mondo di food ma aveva costi esorbitanti che reggevano finché la pubblicità macinava e si vendevano le pagine a $ 100.000 l'una.
Quando il meccanismo si è inceppato è crollato tutto.
Certo, rivedendo l'impostazione e i costi la rivista penso che sarebbe sopravvissuta in qualunque altro paese che non fossero gli States perché la sua fama e il suo marchio erano e sono fortissimi.
L'altra, cioè Sigrid, il suo blog, le ricette e il libro nascono e crescono in una logica professionale ma di tipo nuovo: si sceglie di spendere sul prodotto, di curare al massimo la scelta della carta, della stampa, della confezione e di uscire dal circuito delle librerie, dove si arriva dando il 60% al distributore, privilegiando invece il web e le presentazioni in giro per l'Italia.
E' una scelta innovativa e molto coraggiosa che sta avendo da subito un grande successo e la cosa a me, amante di Kindle e della tradizione libraria di qualità, di Adrià e della cotoletta alla bolognese, sembra un segnale chiarissimo che la qualità vera paga sempre, indipendentemente dai media che si usano.
In questo caso il circuito era virtuoso di partenza perché il blog di Sigrid è bello, l'editore Cibele è raffinato, il prodotto libro assolutamente da strenna.
Il tutto fuori da qualunque circuito editoriale tradizionale.

10 Nov 2009 | ore 16:36

Forse ha ragione Sigrid, forse stiamo veramente tornando a mettere qualcosa dietro quelle belle facciate vuote che ci ha offerto il postmodernismo. Personalmente lo spero con tutto il cuore!

E' anche vero, per fare un esempio, che mia nonna durante la guerra mangiava carruba e oggi la vendono a 2 € al Kg. Dico questo per far capire quanto quel prodotto genuino, naturale e povero tanti anni fa oggi è un bene costoso e ricercato.

Per tornare alla vera qualità è necessario che questa sia disponibile alle masse e non solo alla minoranza benestante.

10 Nov 2009 | ore 18:53

Sensazioni genuine. Sarà un marketing spontaneo o ragionato, ma penso che questa sia la leva su cui ha fatto forza il "sistema cavoletto". Stasera sono andato alla presentazione per acquistare il libro (ho desistito invece dal tentativo di avere un autografo) l'indicazione era questo. Come mi faceva osservare il Direttore, molti giovani, soprattutto donne, e una grande allegria. Gourmet e Cavoletto sono strade divergenti nel momento in cui rispondono a logiche diverse: la necessità di aderire al responso di una società di consulenza che indica nel riassetto di una società editoriale importante come la Condè Nast condannando Gourmet a favore di Bon Appetit contro la costruzione di un nuovo modello agile e appassionato. Vedo un punto comune: il target di riferimento e cioè quell'utenza media, riassumo frettolosamente l'indicazione che ha portato alla chiusura di Gourmet, che chiede un ruolo da protagonista nelle scelte e nei commenti dei blog gastronautici. Dove per medio secondo me sempre di più si dovrà intendere quell'area interessata a provare esperienze autentiche come quelle raccontate da Sigrid nel suo blog in cui la bellezza delle foto è la rappresentazione visiva di odori e sapori buoni che lo schermo non può rimandare. In mattinata un'amica di mia moglie mi spiegava che la sua gastronomia era premiata nel discorso qualità che ha prezzi più sostenuti da una fascia di clientela che non è quella dei grandi stipendi o dei ricchi onorari. Penso stia cambiando la percezione del benessere alimentare che non si configura più come il carrello strapieno del supermercato. Un cambiamento che percorsi come quelli di Sigrid aiuteranno a scoprire grazie a quei giovani che stasera sfogliavano un oggetto molto bello.

10 Nov 2009 | ore 23:34

Beh, la serata è stata un successo e la cosa che più mi ha impressionato sono state le decine e decine di ragazze giovani e allegre in fila per avere la dedica.
Cose che in Italia così di massa si vedono raramente.
Un clima rilassato e un bel modo di stare insieme.
Si replica :-))

11 Nov 2009 | ore 01:53

Qualita' di massa?
Filosofia molto difficilmente preseguibile... Pensi alla gallina di Saluzzo: sarebbe bello che tutti la potessero gustare, invece del pollo plasticone modello grande distribuzione (con steroidi annessi). Peccato sia impossibile!

11 Nov 2009 | ore 09:50

Ero tra quelle decine di ragazze giovani e appassionate, un po' perché "fatto 30 famo 31" preso il libro volevo anche l'autografo (domani tocca a Lei) e un po' per studiare da vicino il fenomeno (lavorando anche io su internet...).

Molte appassionate di cucina, alcune meno, ma tutte catturate dal fenomeno, dal piccolo grande sogno di Sigrid.

Domani si studia un altro "fenomeno"!

11 Nov 2009 | ore 10:10

Ella potrebbe definirsi il gran pignolo :-))
la "massa" in questo caso erano 200 ragazze e donne + alcuni uomini, tutti intervenuti per la presentazione di un libro.
Come si vede la gallina di Saluzzo è salva ma dal momento che il giorno prima ero stato alla presentazione del libro di Ammaniti e c'era meno gente ho scritto un commento così.
Bacio le mani

11 Nov 2009 | ore 10:36

Direttore, che succede???
Io rispondevo ad AA...
''Per tornare alla vera qualità è necessario che questa sia disponibile alle masse e non solo alla minoranza benestante''.
Quindi?

11 Nov 2009 | ore 16:52

Buonasera.
Grazie mille ad entrambi, Bonilli e Cavoletto ,
ché mi avete ri-dato energia per un progetto.. artigianale ;-)
Grazie

11 Nov 2009 | ore 17:05

Il parallelo è un interessantissimo spunto di riflessione di come le cose stiano cambiando e come a volte (anzi spesso) purtroppo la qualità subisce delle logiche implacabili.
Il libro di Sigrid è molto riuscito, non solo è estremamente curato ma perfettamente moderno nel senso di autentico, genuino ma mai banale.
Sul "ritorno" del supporto libro sono pienamente d'accordo (anche se secondo me non si è mai veramente abbandonato, è troppo prezioso).

12 Nov 2009 | ore 12:08

Gentile Bonilli,
crede che senza il suo appoggio, la brava Sigrid avrebbe avuto lo stesso sperato successo?

13 Nov 2009 | ore 10:26

Penso proprio di si, io ho solo colto le carratteristiche che la rendono brava e le ho dato delle opportunità, il resto è suo.

13 Nov 2009 | ore 11:25

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a cura di Stefano Bonilli
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