02
Nov 2009
ore 12:09
ore 12:09
Cucinare allegri, cucinare tutti
Pierluigi Roscioli
Mancano dieci giorni alla presentazione dei nostri libri il 12 novembre all'Open Colonna.
Noi vorremmo che il cucinare diventasse una attività semplice e gioiosa e quindi la sera del 12 faremo il pane tutti insieme - si sono prenotati già in molti - con l'aiuto e le spiegazioni di Annalisa Barbagli e di Pierluigi Roscioli, uno dei migliori giovani panificatori italiani.
Nel loro forno di famiglia si fanno molti tipi di pane e fra gli altri anche il pane del sabato, quello la cui ricetta è descritta nel libro "I menu della Festa" ma nel Forno Roscioli si fa a sei trecce.
Poi ci sono quelli che cucineranno - si sono prenotati già in molti - cioè spadelleranno usando i fornelli a induzione sotto l'occhio vigile di un cuoco e quindi sarà una grande festa perché a noi le presentazioni con il solito tavolo con microfono e gli autori che parlano a una platea ordinatamente seduta, non divertono proprio.
Cucinare è per alcuni una professione - nella foto i giovani cuochi del Bulli - per i più, invece, una necessità, per pochi un divertimento che rilassa, permette di riscoprire la manualità e ci fa fare continue scoperte.
Perché nel cucinare non ci sono solo il gesto e la necessità ma anche storia, cultura, la tradizione, tutti elementi che le ricette portano in sè ma che i più non vedono.
Cucinare come terapia contro la noia e la monotonia della quotidianità è ciò che differenzia gli appassionati, uomini o donne che siano, dalla massaia-casalinga che sente il cucinare come dovere-obbligo e quindi ha un rapporto col cibo completamente diverso.
Negli ultimi anni la nascita e lo sviluppo dei blog di ricette - ce ne sono alcuni nazionali molto belli e alcuni esteri altrettanto interessanti - ha introdotto un cambiamento non da poco perché per molte donne, e anche alcuni uomini, il cucinare anche quotidiano è diventato un esercizio di fantasia e di ricerca, un grande gioco nel quale misurarsi e divertirsi.
Anche molti lettori di questo blog sono abituali frequentatori dei migliori blog di ricette e mi piacerebbe sapere se è vero che li frequentate-usate e quali giudicate i più utili e i più belli non per le solite e inutili classifiche ma perché le ricette belle, vere e ben fotografate sono una delle novità più concrete e più utili del web.









"frequento" i foodblog da qualche anno e per me sono stati ultilissimi. Non essendo bravissima in cucina ho imparato molto e non mi riferisco solo al mettere insieme qualche ingrediente per far venir fuori qualcosa di commestibile. I Foodblog sono molto di più che un insieme di ricette e chi li frequenta lo sa.
Tuttavia quello che mi stupisce di questo suo post è il fatto che lei poco temo fa abbia scritto: "Tutti cucinano, tutti hanno un blog, tutti si vedono. A quando il riflusso?"...
evidentemente avevo interpretato male questa sua frase :)
Riguardo al segnalarne qualcuno.... ce ne sono diversi degni di nota, ma tra i miei preferiti rimane al primo posto il cavoletto di Sigrid :)
al secondo posto credo "la cucina di calycanthus"
Mi chiedevo quando sarebbe iniziato il riflusso del settore perché erano molti, direi troppi, i libri di cucina, il parlare di cucina, le rubriche di cucina e non tutti belli e interessanti.
Il troppo, si sa, non è mai positivo ma il bello, la qualità è chiaro che non stancano mai.
Quanto al cavoletto, con me sfonda una porta aperta :-)), calycanthus me lo andrò a guardare.
Il mio blog è nato oltre 3 anni fa proprio per passione e spinto dalla passione che ho visto in altri che avevano già intrapreso questa strada. È verissimo che cucinare funziona da "terapia contro la noia e la quotidianità" e per me ciò vale sempre, sia che prepari una pasta al burro sia che mi cimenti nelle 9 ore di preparazione di un croissant (vabbè lì forse avevo esagerato!). Anche la mia scelta, spesso discussa, di non voler inserire pubblicità all'interno del blog, nasce dall'idea, opinabile, che non si possa quantificare economicamente la passione e che per rimanere realmente tale non possa appunto essere contaminata dal guadagno pecuniario (il mio tipo di guadagno è ben diverso, umano direi, e giunge dall'interazione con gli utenti). E sempre perché si tratta solo di passione, mi permetto anche di prendermi delle pause senza sentire la necessità di dover sempre essere "sul pezzo" giorno per giorno perché a quel punto vivrei come routine anche lo scrivere su quelle pagine e comincerei a sentirmi in qualche modo svilito. Credo sia anche per questo che evito di pormi sotto ai riflettori e non partecipo quasi mai agli eventi culinari in giro per l'Italia (ma al DeGustibooks c'ero e mi ha fatto un gran piacere conoscerla, anche se solo in quei 30 secondi prima del suo intervento) perché il mio obiettivo non è di farmi conoscere ma solo di condividere qualcosa con gli altri.
Negli anni il blog mi ha dato molte soddisfazioni e mi riempie di gioia vedere che le persone apprezzano ciò che faccio e quel pezzetto di me che metto ogni volta in ciò che scrivo... Ogni volta che guardo le statistiche mi sobbalza il cuore nel leggere certi numeri perché davvero credo di non meritare così tanta attenzione e per questo ringrazio sempre tutti dal profondo.
Non vorrei fare torto a nessuno citando alcuni blog e non altri, ma quelli che le hanno già segnalato sono anche tra i miei di preferiti.
soltanto 2
paperogiallo per una cultura del cibo, del mangiare e del bere
cavoletto di bruxell per le ricette e le foto
il resto non mi ha mai convinto troppo...
Posso dire in giro di aver pranzato con il maestro Stefano Bonilli al banco dell'Open Colonna!!? ...Avrei desiderato tanto stringerla la mano, ma come al solito ha trionfato la mia timidezza!!
Da poco mi affaccio in questo meraviglioso mondo, penso che oltre a lei naturalmente, il cavoletto sia insuperabile, adoro Luciano Pignataro e Fabien!
Al prossimo incontro, nel frattempo accetti i miei più sinceri complimenti!
Allora mi sa che c'ero anche io - se si tratta di ieri - con famiglia al seguito. Davvero bello l'Open Colonna. Torneremo per la cena.
Complimenti al Direttor Bonilli
Per quella che è la mia esperienza i food-blog mi hanno prima affascinato per le foto - trovando terreno fertile sia per un appassionato di cucina che di foto. Poi i contenuti, talvolta le tecniche - non troppo spesso, ahimè. E poi le scuole del Gambero Rosso.
E come si dice: "Impara l'arte e mettila su un blog"
:o)
No, io non li frequento molto. Per me la cucina si abbina con il web solo quando faccio qualche ricerca specifica: un libro, qualche articolo generale da leggere, un video su qualcosa di tecnico e molto preciso (sui dolci in particolare), un modo diverso di fare una ricetta che conosco o varie alternative per fare una ricetta che non conosco, informazioni e modi di utilizzare un preciso ingrediente che ho in frigo e che vorrei cucinare fare qualcosa di diverso dal solito ma non mi viene in mente niente.
Per cui sì, a volte capito su qualche blog - di cui poi non necessariamente segui i consigli, tra l'altro! - ma è molto casuale dipende più che altro da Google!
Ma tu già lavori al-con il computer e quindi sei soggetto particolare.
Non c'è dubbio che si sia formata in rete una specie di comunità di appassionati, molti con i loro blog di riferimento.
E comunque tutto questo ha dato una scossa al "mondo delle ricette" che ultimamente sto studiando con attenzione e dove c'è tutto e il contrario di tutto.
Di sicuro il web porterà dei miglioramenti.
ogni tanto passo sul cavoletto, che peraltro ho conosciuto qui, come fotografa.
preferisco un rapporto diretto con gli chef.
ovunque vada per solito dopo un due tre volte riesco ad intrufolarmi in cucina e seguire direttamente la preparazione di un piatto che mi ha intrigato.
il web sarà grande, ma per me il rapporto umano, le emozioni che ti trasferisce la passione di uno chef, veder crescere una creazione davanti a te, i profumi, anche i sudori di una cucina in estate...... un' altra cosa.
quella è vita.
a me sarebbe piaciuto essere li, questa estate con voi, il caldo ed, immagino, i bestemmioni del fotografo.
quella è vita vissuta, mica paglia.
Anch'io faccio un po' come gumbo chicken: uso la rete in cerca di idee su come usare qualche particolare ingrediente, cercare varianti di ricette che ho più o meno in testa o le cui varianti sui libri non mi soddisfano appieno. Poi, c'è da dire, per me le ricette sono più che altro spunti, non sono mai riuscita a seguirne una da cima a fondo pedissequamente. Per altro, ho l'impressione di dedicare al cibo e alla cucina in media meno tempo - anche se non meno attenzione - di molti altri frequentatori assidui del papero giallo (giudizio spannometrico e magari errato, chissà).
Questo blog è l'unico che leggo quasi quotidianamente, se ho due minuti di tempo, a tema enogastronomico (altrove mi accontento di dare qualche fugace sbirciatina quando trovo qualche segnalazione interessante). Ogni tanto mi chiedo tristemente che cosa facciano nella vita quelli che intervengono di continuo, e come si guadagnino quello che spendono in vini e ristoranti. Ho la quasi certezza di avere sbagliato mestiere! :-(
Conosco alcuni ristoratori che hanno il computer, accanto alla cassa, sempre in rete con alcuni blog e siti di loro interesse mentre il ristorante marcia.
Conosco degli avvocati che tra un cliente a l'altro sbirciano questo ed altri blog.
Conosco gente tanto appassionata di cibo, vino, prodotti di qualità e indirizzi dove andare a mangiare da rimanere incollata all'iPhone per ore.
Insomma, come vedi, anche chi fa altro riesce se vuole a mantenere il contatto.
E' vero, fino ad ora io ho sempre pubblicato poche ricette ma credo che col proseguire del lavoro della collana, che andrà avanti per altri 18 volumi e due anni di tempo, le ricette faranno sempre più irruzione nel paperogiallo.
Però scritte, fotografate e impaginate come piace a noi :-))
Ho capito: è l'iPhone a fare la differenza. L'avevo detto che avevo sbagliato mestiere.
;-)
Aspettiamo con ansia le ricette. Meglio se con varianti vegetariane. :-)))
comunque pensavo di festeggiare il mio compleanno a breve da Roscioli e spanzarmi.
mi spanzo il 12 ???
chi sono gli eletti?
questo sembra gran bello!
http://www.flagrantedelicia.com/en/
Alla Feltrinelli di corso Buenos Aires i suoi libri c'erano.
Mi sono ripromesso di tornare a sbirciare, visto che da tempo desidero passare un pò di tempo seduto in libreria. Ho visto sul Papero alcuni consigli di lettura che mi hanno riportato indietro nel tempo. Massimo Montanari lo portai all'università per un esame di antropologia dell'alimentazione.
Quanto ai blog sono contento che il Maiale ha da tempo i suoi lettori abituali. Riceviamo molte mail che premiano, oltre che le ricette, le foto e la scrittura. Io vengo spesso qui sul Papero, poi leggo l'archivio stampa di slowfood e trovo interessanti Lucianone Pignataro e L'oste di una colica d'acqua. Farete tappa qui a Milano?
Stefano
Non amo i blog di ricette e non li seguo, trovo la ricerca di ricette in internet molto noiosa, ma non e' nemmeno per le ricette stesse. In generale qualsiasi tipo di ricerca sul web generalista mi repelle abbastanza e appunto mi annoia: mi sembra inutile e passivo quanto lo zapping televisivo. Oltretutto non ho l'indole di cacciatrice di ricette, magari faccio una capatina su qualche blog se decido di fare un dolce..cosa che mi capita dalle 3 alle 5 volte all'anno..Quindi a parte pochi blogs su cultura e infomazione alimentare (questo, Pignataro e oramai molto raramente Dissapore) non 'viaggio' molto, preferisco la domenica mattina godermi il mio gourmet traveller e affini, a colazione.
Ah, ultima osservazione i fans dei blog di ricette, quelli tipo 'fogliolina-di-prezzemolo', 'cotichetta', 'mozzarellina' etc, tutte/i gridolini e sospiri - ahhh questa ricetta e' magnifica!! corro a preparla!!! Uhhhh che bonta' e che fame mhhh!!! - insomma tutta sta roba qui mi fa venire davvero l'orticaria, non la reggo proprio.
leggo con regolarità molti food blog, l'elenco della cartella foodblog tra i miei favorites è il più nutrito. la maggior parte sono stranieri e li seguo per ragioni diverse: di alcuni ammiro estasiata la bellezza delle fotografie, come ad esempio http://cannelle-vanille.blogspot.com/ , anche se poi trovo troppo spesso che le sue ricette siano complicate e quindi irrealizzabili per chi -come me- ha tempo di dedicarsi seriamente alla cucina soltanto il fine settimana e quindi trovo che in fondo venga un po' meno lo spirito stesso del blog, in altri casi (oltre che per le belle foto) adoro lo stile e l'ironia di www.mattbites.com
sono molto incuriosita dai raffinati autori di www.lacucinadicalycanthus.it di cui adoro l'atmosfera sognante che propongono nei loro PDF. e poi ci sono i blog perfetti di bea www.latartinegourmande.com e di sigrid www.cavolettodibruxelles.it dove l'aspetto estetico e la vera utilità vengono sapientemente coniugate, nel senso che non solo le immagini sono sempre splendide, ma ti fanno venire voglia di provare a realizzare le loro ricette che, guarda un po', riescono anche bene! il sito di sigrid ha sicuramente una marcia in più, cosa che chi lo frequenta abitualmente avrà potuto constatare, ovvero la piccola comunità di lettori abituali che lo anima. si, è vero che moltissimi lasciano i soliti commenti melensi che (concordo con nadiap) a volte possono risultare perfino fastidiosi, ma qui si respira un'aria diversa, che non ho mai trovato in atri blog, nella vera e propria "piazzetta" di commentatori c'è ampio spazio per consigli di cucina, altre ricette che i lettori si scambiano, comunicazioni di servizio, cazzeggio libero.. insomma, alla faccia di brunetta, un vero e proprio passatempo irresistible che ruota intorno al post del giorno e che troppo spesso distrae la nostra attenzione dall'attività lavorativa...
In parte concordo, le informazioni trovate in rete (ricette comprese) sono spesso imprecise, incomplete e quasi sempre scopiazzate qua e là. Ma l'emozionalità che emerge da alcuni blog, la passione e perchè no i gridolini di entusiasmo fanno parte del gioco, coinvolgono chi legge, ti fanno partecipare all'emozione di chi ha creato, cucinato, fatto disastri...
Provi,se vuole,appunti di gola,di stefano caffarri,per mè è molto interessante e poi scrive benisimo.
E' vero, è buffo che nelle zone web in cui si parla di ristoranti e vino è molto diffuso un atteggiamento scontroso e borbottone.
Nelle zone ricette c'è un'alta percentuale di persone iperentusiaste di tutto. Sarà che cucinare mette di per sé più allegria,appunto? ;-)
Io penso che nella parte delle ricette si colleghi la gente "normale" che ha scoperto la rete e le ricette, legge, si appassiona, le usa e partecipa a delle piccole comunità.
Nella parte dove veleggia il paperogiallo e molti altri si collegano "gli esperti", quelli che la sanno lunga e, naturalmente, anche gli umani normali e non incazzosi e mugugnanti.
Poi ognuno nel suo blog clea un determinato clima e ha i suoi frequentatori abituali e quelli saltuari e quelli che c'erano e sono spariti e non si sa perché.
Alcuni commenti a questo post mi sembrano come quelli del grande fratello, un po' troppo anziosi di dire "io i blog, no, non sia mai" e probabilmente e' vero (ovviamente io il Grande fratello non lo guardo, non sia mai :))
Vado al punto, caro direttore: il cavoletto e' stato ovviamente il punto di partenza e il punto di riferimento a cui si ritorna perche' o si impara qualcosa o comunque si trascorrono dei minuti molto piacevoli.
Le ripropongo la Mercante di spezie, come feci tempo fa, perche' grazie al fatto di essere una professionista ha spesso la pazienza di insegnare tecniche e ricette che difficilmente si trovano in altri blog, e per me che sono una dilettante questo e' molto importante.
Comida de mama, proprone sempre spunti interessanti, le sue ricette non sono mai li' tanto per, c'e' sempre un'origine, un evento, un trend da qualche parte del mondo o d'Italia che lei ci anticipa.
Fanny di Foodbeam e' una pasticcera provetta che fa anche delle bellissime foto, tutto da lei sembra paurosamente perfetto.
Ce ne sarebbero tanti altri, ma questi mi vengono in mente ora.
Sulla questione delle ricerche sul web: io ne faccio parecchie quando ho in mente di preparare qualcosa, e guarda caso spesso i libri (almeno certi libri) o i siti non personali sono sempre molto meno affidabili, precisi ed esplicativi di molti blog.
Per quanto riguarda l'aspetto "sociale", e cioe' la rete che si instaura tra i blogger, e' un effetto "collaterale" che puo' essere positivo (per lo piu', nella mia esperienza), o negativo, dipende anche da come lo si gestisce.
Vorrei iscrivimi al corso facciamo il pane con Annalisa Barbagli il 12 novembre
"LA BUFALA DEL GAMBERO ROSSO 2010" Premiata la CASCINA LENGA (Ristorante di San Gallo di Botticino-Brescia) da 76 a 77/100,Bufala? perchè La Cascina Lenga nel 2007 è bruciato completamente e non ha più ripreso l'attività.Come può essere stato recensito dagli ispettori del Gambero Rosso nel 2008 per il 2009 e nel 2009 per il 2010? e se ogni recensione è garantita da una ricevuta fiscale,come spiegava tempo fa anche il Sig.LUIGI SALERNO direttore generale di Gambero Rosso Holding.Chi ha emesso quelle ricevute negli anni 2008 e 2009??????????
Scusa ma perché secondo te persone che evidentemente frequentano piuttosto assiduamente blog (fino a prova contraria questo lo è) secondo te tenterebbero di nascondere il fatto che...frequentano blog (come alcuni spettatori del Grande Fratello)?!?
Hai sbagliato indirizzo, qui è territorio Free :-))
Io modestamente credo che nel "settore" ricette, nonostante le apparenze, la parte più importante sia il "tipo di linguaggio" usato. Mi spiego: le ricette, bene o male, hanno sempre la stessa struttura che è fatta dagli ingredienti, eventuali dosi,a volte titoli più o meno descrittivi di ciò che si andrà a preparare e poi la parte discorsiva, il racconto, il discorso che l'autore della ricetta fa con il lettore. Qui credo la differenza diventi enorme e il linguaggio usato può essere quello personale (di solito il più apprezzato) e/o quello studiato per rivolgersi ad un "target" o pubblico prestabilito. In questo senso credo che i blog di ricette possano avere una grande varietà e a volte anche grande successo proprio perchè il linguaggio che si utilizza, se non si è dei professionisti della comunicazione, col tempo svela la persona, l'anima del blogger e qui si apre il capitolo delle affinità....
Gumbo
non volevo mettere in dubbio la veridicita' delle vostre affermazioni, (tant'e' che io DAVVERO non seguo il grande fratello :), non vedo perche' qui o da altre parti di dovrebbe mentire su alcunche', soprattutto quando si parla solo di passioni.
Forse mi ha colpito il tono un po' snobistico con cui si afferma di non seguire o amare i food blog, poiche' sono profondamente convinta che spesso siano piu' utili e ben fatti di alcuni/molti libri (ed io sono piuttosto fissata pure con i libri), a saper ben guardare e ben scegliere: poi, ovvio, uno potra' ben seguire quello che gli pare :)
Domanda: al mondo ci sono più massaie-casalinghe o cuochi-che-si-divertono? Scusate ma considerando il dovere-obbligo il mio gesto eroico, ci andrei piano a considerare il vostro fantasioso atto creativo un po' più sù del mio, almeno nelle intenzioni.
Dunquedunque, in molti blog di cucina da voi citati, l'ultima cosa che importa è la resa del piatto. Molte regine si guardano allo specchio e si adorano! E noi qua a sgobbare e a buttare, perchè in realtà molti piatti vengono un gran bene in foto ma non donano per niente al palato. Ma forse voi parlate d'altro, anzi vi parlate e vi capite in un linguaggio tutto vostro. Forti del fatto che nei blog è bello esserci, partecipare e sognare un po'. A me tutto sommato piacciono quelli che mantengono la promessa
Comida mi ha dato 2 torte fantastiche, tempodicottura parla la mia stessa lingua, io da grande è intelligente, la cuoca felice fa una sfoglia da sogno.
Ho abbassato un po' il livello della conversazione?
Mah, io sono daccordo con Gumbo, sicuramente il pubblico dei blog di ricette non coincide con quello di siti che fanno informazione gastronomica e simil-cultura alimentare. Certo decidere dove 'abitano' le persone normali diventa arduo.. A me non sembra normale reagire con un gastro-orgasmo ogni volta che in una ricetta ci piazzi 100 gr di cioccolato fondente! Insomma nei blog di ricette ci sono veri e propri casi di isterismi sensoriali collettivi, anche quello normale non mi sembra..ed e' un modo di comunicare che non mi appartiene semplicemente, quindi appunto non riesco a starci piu di 3 minuti in un blog di ricette. Certo anche su certi blog di 'informazione' tirano delle ventate di pesantezza e spocchiosita' a volte insostenibili..Tra le due anormalita' comunque sicuramente la prima, per modalita' di espressione, non mi appartiene.
Puoi avere tutte le convinzioni che vuoi a proposito dei blog di ricette, ma considerare 'snobistica' la prospettiva di chi invece di avere convinzioni esprime un'opinione e inclinazione personali verso certi modi di fare e non fare gastronomia e cucina in rete, mi pare eccessivo. E poi, certo, ci mancherebbe che una non puo' seguire quello che le pare..
:)
mi sembra di aver capito che è uscita una collana scientifica di cucina con te e la barbagli...da colonna non sono stato invitato quindi mi ritengo triste... a proposito di roscioli il pizzicarolo mi ha detto che assomiglio al figlio der sor bonilli...quasi mi ci ha scambiato... direttore me ne dia conferma...un'altra volta so che rispondergli
buon sapore di cannella a te e a colonna
Nadiap
infatti la mia intenzione era quella di esprimere un'opinione sulla base di quello che riesco a vedere in giro, mica un credo da diffondere :)
La profusione di entusiasmo che si vede sui blog e' sicuramente una deriva non produttiva, pero' tante volte si instaurano delle discussioni e degli scambi di opinioni molto interessanti; ora capisco che "scremare" e' arduo, e puo' risultare di scarso o nullo interesse, ma dire che "il pubblico dei blog di ricette non coincide con quello di siti che fanno informazione gastronomica" mi sembra azzardato. Oppure io e tanti altri siamo degli ectoplasmi :)
I blog di ricette mi sembrano blog dove si consuma una comunicazione, uno scambio, e una certa felice complicità; non sono tutti uguali, non sono tutti interessanti, però è interessante, qualche volta, osservarli dall'esterno con occhio investigativo, di analisi del costume, e (dirò una porcheria, ma forse non eccessiva) socio-antropologica. Ci si misura quasi sempre il modo in cui sono cambiati i gusti comuni, l'effettiva diffusione di alcune scuole, di alcune tendenze, di alcune tecniche spesso partite da molto più in alto o da più lontano (anche geograficamente).
E' bello veder comunicare una tecnica, una conoscenza, e non mi sorprende (e non dovrebbe sorprendere nessuno) il fatto che sia soprattutto un pubblico femminile, a farlo.
I blog di enogastronomia sono blog di scontro: il maschio "colto", scolarizzato, professionista, il leone spennato e l'ippopotamo sdentato, lo scimmione ingrugnito, tutti quanti scendono nell'arena con la scusa del cibo per misurare la lunghezza... la grandezza e la vastità delle loro vedute, delle loro esperienze, in sostanza del loro io, che qui diventa un superIOIOIO.
Sono i blog che preferisco. Voglio dire, sono un "maschio" allenato da decenni di cattività, e ho avuto sempre voglia di sfasciare la gabbia; di dire anche ciò che sono, che penso, oltre che ciò che faccio.
Qualcosa dentro mi dice però che la mia esperienza, le energie, e persino il mio veleno non sono sempre ben spesi. Prima di tutto perchè questi blog consumano tutto troppo rapidamente, troppo per me. Io sono un discreto operaio, e conosco già questo tipo di alienazione su ciò che produco: ora mi si replica nello sfogo, nella battuta, nella presa di posizione. La comunicazione sul web è poi spesso fresca e potente: ma riproduce con la stessa velocità e forza, come virus ipernutriti, certi difetti di carattere, e di cultura, di atteggiamento.
La mancanza di rispetto per il discorso in sè, e la sopravvalutazione di alcuni "concorrenti", mi sembra il più delle volte lampante, lapalissiana; mi sembra spesso anche voluta e spinta da uno spirito che vorrei definire di partecipazione fine a sè stessa, di numerazione, di attrattiva circense. E' un fenomeno dal quale non mi sento affatto escluso.
Sento sempre il bisogno di lavorare e di giocare, ma con delle regole di civiltà, talmente "regole" da coincidere con il buon senso.
Lo scambio, sia di ricette che di opinioni, di visione del mondo attraverso il gusto, dovrebbe sempre prevalere, e insieme contribuire a costruire qualcosa di più duraturo, di progettuale. Dovremmo, un po' tutti, cercare di riempire un po' più il discorso, e svuotare definitivamente le trombe.
Dio come mi piace quando si discute alto e poi interviene Lady Helen e poi di nuovo si va sul tecnico.
Questo è il bello di un blog e in questo caso, caro chefclaude, l'intervento mi piace molto perché comincia ad affrontare alcuni problemi sui quali, dato che mi occuperò di libri di ricette per i prossimi due anni, cerco di capire come ci muoviamo noi uomini e come si muovono loro donne di fronte alla ricetta, al cucinare, al fare un blog, al fare un blog con belle foto di ricette e al farlo ogni giorno.
Mi piacciono gli spunti che ci sono nell'intervento e spero che altri interverranno su questi temi, io ci penso ancora un po'.
che simposio di discorso a volte perdo il filo...forse sono quei discorsi che andrebbero fatti in salotti o around the table...tutte belle parole scambio opinioni...riempire i discorsi e svuotare le trombe...a me sembra che molto spesso molti vogliano riempire i scaffali delle edicole e delle librerie con i soliti libri sulla cucina piu o meno arricchiti di fronzoli e piu o meno con le stesse ricette che vanno avanti da anni....quindi gia dato grazie.
sui blog e sulla potenzialità di dialettica e di confronto mi trovi in sintonia...malgrado coloro che inchiodano il blog alla sola espressione culinaria è melassa e poco istruttivo e non da motivo di dibattiti o commenti.
domanda ovvia...hai un blog?dove scrivi cosi apro una simpatica arena anche con te
buona tisana a te e al tuo scrivere
Io di mio trovo il blog enogastronomico un luogo d'incontro, una sorta di piazza virtuale dove incontrare persone,amici, con le mie stesse passioni ed i miei stessi interessi.
Visti gli impegni di lavoro visto il veloce scorrere della vita oggi giorno, un modo per restare legato ad una "piazza" e di scambiare pareri ,opinioni e confrontarsi.
Poi per quando riguarda i blog con ricette , ci do una sbirciatina per vedere cosa succede ma non più di tanto.
il bello è che girando tra i vari blog si ritrovano,spesso,gli stessi utenti , i stessi simpatizzanti o appassionati.
Una sorta di tribù gastronomica che gira intorno ad una decina di blog (quelli più interessanti o più visitati).
Una differenza ovvia - a parte l'attitudine media e la percentuale di frequentatori maschi e femmine - è che i blog di cucina rientrano nella sfera del fare, quelli di enogastronomia del parlare. Stessa differenza che c'è tra un blog frequentato da appassionati di uno sport che praticano lo sport e appassionati che lo guardano in tv e ne parlano soltanto!
Prima che lo dica qualcun altro: certo che mangiare o fare aquisti enogastronomici rientra in una certa misura nel fare. Come andare a vedere manifestazioni sportive e comprare libri e riviste sul tema oppure - per un appassionato di musica - andare ai concerti o comprare dischi (rispetto a suonare).
Però quando si devono affrontare e risolvere problemi pratici per realizzare qualcosa o creare qualcosa...si deve per forza assumere un atteggiamente più pragmatico, ridurre almeno un po' le chiacchiere superflue, osservare le cose da un punto di vista diverso.
Il fare-cucinare riguarda le donne a casa e gli uomini al ristorante.
Non è vero, non è così ma il comune sentire porta a fare questa divisione facilitata anche dalla visione di una miriade di cuochi-ristoratori e da un'altrettanto grande miriade di donne-massaie-casalinghe-cuoche.
Ecco che con lo svilupparsi del web e il crescere anche dei siti-blog di cucina cominciano ad affacciarsi anche gli uomini che negli ultimi anni avevano impazzato nelle cucine di casa.
Si era infatti sviluppata la moda, tra architetti, avvocati, manager, gente ricca di cucinare per gli amici acquistando cucine, pentole, coltelli e ogni altro ben di Dio e facendo spese costosissime per soddisfare l'ego cuochesco.
Poi la crisi, il taglio delle spese, il mangiare un po' tutti di più a casa e l'inizio di una migrazione anche sul web, per ora timida e assolutamente minoritaria come numero di siti-blog e come qualità.
Ed ecco che proprio facendo questi ragionamenti noi gruppo di lavoro abbiamo puntato sul Cucinare insieme e pensiamo che saranno tanti gli uomini che dalla discussione passeranno al fare-cucina.
Se poi lo vogliono raccontare in un blog con tanto di belle fotografie ecco che sarà stata abbattuta una barriera psicologica e pratica.
Di qui a pensare che gli uomini sostituiscano le donne-massaie-casalinghe-cuoche ce ne passa... almeno altre due o tre generazioni.
Caro direttore, la profezia dell'ultima frase mi ha fatto davvero cadere le braccia, spero ci voglia molto meno di due o tre generazioni (ed ho qualche esempio intorno a me che mi incoraggia a pensarlo) affinche' in cucina ci si metta chi ha voglia e passione, indipendentemente dal fatto che sia uomo o donna :), per cui ben vengano questo tipo di presentazioni "incoraggianti" :)
Sul concetto della praticita' e della pragmaticita' di Gumbo mi ci ritrovo, sara' anche la deformazione professionale da ingegnere, ma mi perdo quando si spendono tante parole girando attorno ad un concetto astratto o filosofeggiato fino allo stremo, o discutendo animatamente come se si appartenesse ad una curva (ChefClaude, la parte di "scontro", oltre un certo livello di scambio proficuo, e magari anche adrenalinico, la trovo quasi fine a se stessa come quella dei "belloooo" e "Ohoooo" :)).
Oltre al blog di Sigrid, leggo (e ogni tanto commento) sul blog di Paoletta (Anice&Cannella) e leggo quello di Adriano (profumodilievito) e altri
Anche io ho notato differenze notevoli tra blog di ricette e blog/siti che parlano di ristoranti. Insomma, tra chi cucina e chi mangia. E' vero che i blog di ricette attirano i "gridolini" (ma mica tutti comunque), che anche io sopporto poco. Ma sopporto altrettanto poco l'incazzosità di vari blog/siti dove invece si parla di ristoranti (che a differenza dei blog di cucina attirano prevalentemente uomini). E dove spesso i commentatori si citano addosso e sono un po' troppo egocentrici (Non me ne volere Stefano, ma a volte anche qui sul Papero i tuoi commentatori si avvitano in discorsi personali che capiscono solo in quattro gatti ;-) )
Quindi non posso che vedere con favore l'aumento della "ricetttosità" qui sul papero ;-)
Discutere e filosofeggiare a proposito di cibo, beh a me sembrano cose piacevoli da fare, e anche interessanti, magari anche per me si tratta di distorsione professionale. Invece e' proprio con le ricette che mi perdo. Piuttosto mi/vi chiedo ma siamo sicuri che da un lato e dall'altro dei foodblogs (di informazione o di ricette che siano) si comunichi qualcosa? No perche' da una parte si sospira e si sbava, e ci si sovraeccita alla vista di un'insalata, dall'altra si fanno classifiche, si giudica, si litiga, si distruggono ristoranti e ristoratori con un post, ma dov'e'la comunicazione?? Questo deve essere il punto di discriminazione probabilmente, e qui si torna alla bravura di chi gestisce il blog.
Caro dottore, lei si che è saggio!
Ma del resto un blog come il Papero è un pò come andare dall'analista: sia per chi vi partecipa, per quei quattro gatti che si scrivono addosso, tutti uomini cattivoni, ed una donna, la sottoscritta, sia per chi lo gestisce.
E costa molto meno (dell'analisi).
Sua,
elena
Vabbé che nel nickname c'è Lady, ma addirittura autonominarsi come unica donna frequentatrice del Papero Giallo!?!
nadiap: attenzione pero' a non confondere i lettori con i commentatori. Questi ultimi sono una PICCOLA parte, normalmente, dei lettori di un blog. I momenti "comunicativi" di un blog sono, per la maggior parte dei lettori, solamente le informazioni del post. La ricetta ad esempio. Solo alcuni poi prendono parte alla comunita' virtuale dei commenti ed e' li' che si sentono i gridolini orgasmici
Cara Gumbo credo che la cara Elena si riferisse alla ''cricca'' di commentantori autereferenziali ed egocentrici, dove credo ci siamo il Maffi, Pagano ed io... e la cara amica per solidarieta' si e' auto-inclusa!
Gentile signora, ma la traduzione in inglese del suo blog la fa per impratichirsi della lingua o perche' la leggono molto all'estero? Ricette geniali!
With compliments.
Ah su questo allora concordo! :-PPP
In effetti quando partite per la tangente capisco ben poco - tranne quando segnalate qualche locale in zona, che può sempre far comodo.
Il che rimanda alla questione commenti: per me sono più interessanti quando hanno un'utilità pratica. Nel caso della cucina, scremando "oh ah, fantasticooooo!", sono comunque più numerosi
Scusate, rispondevo al numero 48
Concordo... Le ricette ad esempio non mi interessano: o molto poco, visto che cucino raramente... Ma capisco che il Direttore sia interessato all'argomento. Ed anche parecchio!
FSG: io mi sono fatto un'idea leggendo ormai un po' di blog e forum di "mangiatori" al ristorante. Magari e' sbagliata e chiedo: ho il sospetto che molti di quelli che "mangiano" non cucinano e non comperano le materie prime da trasformare. Magari sono bravissimi a descrivere un piatto, ma a volte leggo descrizioni che nascondono ingenuita' perche' ignorano le tecniche con cui sono stati preparati i piatti in questione. Anche l'ABC della cucina.
Mi sono fatto un'idea sbagliata? Quanto "capiscono" di cucina cucinata i recensori dei piatti? (Ovviamente non mi riferisco al Direttore che, anzi, viene a volte criticato perche' parla "troppo" di ricette :-D )
Puo' essere, caro Bressanini.
Io ad esempio mangio malissimo: al ristorante pilucco. Bevendo pero' una buona bottiglia...
Credo di capirci un poco, sui vini... Forse perche' ho avuto la fortuna di poter assaggiare dei grandi vini nelle cantine dei miei nonni prima e di mio padre poi. Ho anche la fortuna di ''lavorare'' nel vino, per cui mi torna anche piu' facile.
quasi quasi mi trovo d'accordo con fichetto di san giorgio; spilluzzicare proprio no, ma se manca una buona bottiglia metà del piacere del pasto se ne va (mentre una buona bottiglia non può salvare un pasto scarso); resterebbe da stabilire cosa sia, per lui e i suoi antichi e pregiati lombi, una buona bottiglia...
Nadiap: si', si comunica qualcosa secondo me, torno a dire che l'impresa titanica e' scremare, ma questo vale un po' per tutti i mezzi di comunicazione, vedi libri, vedi TV, vedi radio.
Federico
Ho cominciato a tradurre per esercitarmi e per vedere se poteva essere utile anche ai lettori: ora dalle statistiche vedo che un buon 25% degli accessi viene dall'estero, ma non saprei quanti di questi leggono la versione inglese (traduco poi solo la ricetta, quindi la "comunicazione" accessoria va a farsi benedire :P ).
Nell'indecisione se leggere i suoi complimenti in chiave ironica o realmente positiva ho deciso per comodita' mia di optare per la seconda che ho detto, grazie mille dunque :)
...personalmente sono molto attratto dalle urla e poco dai gridolini: ma è vero comunque che ad un maschio "alfa" corrisponde una femmina "omega"... che certe risse roboanti di mangiatori e, insieme, certe tortine tiepide di fornarine dicono poco, forse offrono solo un quadro un pochino impietoso di come o di cosa si comunica oggi.
Ma facciamo un attimo finta che nessuno ha peccato, e torniamo al discorso sulle ricette..
Per me, e per molti mi sembra di capire, le ricette sono solo "una scusa", ma rilevante; se metto da parte l'interesse puramente professionale, cerco in realtà qualcos'altro dietro la ricetta.
Nei libri di ricette cerco il libro, cioè l'oggetto che ho imparato ad amare per educazione e per confronto con gli altri che lo amano. Non il catalogo, né la lista o l'archivio, perché non li trovo per nulla stimolanti, ma l'avventura dell'intelletto e della creatività, la storia, o l'insieme delle storie. L'avventura semplicemente umana: per questo mi attirano anche le ricette dei carcerati, per esempio, o un libro che ho apprezzato in passato "venti donne, cento ricette da tutto il mondo", intelligente anche nell'uso di una fotografia bella perché vera, quotidiana, priva di patinature.
Faccio un'altra considerazione, sulle ricette in sè: qualcuno le considera la fine di un percorso, per altri sono solo l'inizio. Se per fare intendiamo anche prendere possesso di questa storia, di questa circolarità, senza un inizio né una fine, allora la ricetta non dovrebbe certo imporsi come un comandamento, come il monumento di una tradizione o di un maestro. Lo vediamo anche quando si parla di piatti tradizionalissimi: le varianti sono quasi sempre un albero che si ramifica per conto proprio, e il diversificarsi dei procedimenti implica un “pestare il tasto” che per ognuno può essere diverso, anche quando si cerca l’assoluto rispetto delle origini.
Inoltre, c’è la tecnica: e insieme il lato affascinante, smontato delle sue intuizioni e alchimie, che oggi è divenuto l'investigazione scientifica sulla materia, sui suoi mattoni, sulla sua chimica. Grazie al lavoro di molti (e penso a Bressanini, in particolare), anche questo comincia a far parte del senso comune di ognuno di noi, una conoscenza quotidiana che riordina e ridà quota allo stesso discorso, e ci fa ancora più padroni del "fare".
Sono tutte visioni valide, tutti viaggi possibili.
Il lettore deve essere lasciato però libero di prendere il treno che vuole; i "blog di ricette", potenzialmente, offrono oggi maggiori possibilità in questo senso, ma forse ancora - mi pare di capire - non completamente espresse.
E' forse perche si pensa che le ricette siano solo il lato pragmatico del cibo, e vengono sottovalutate o scambiate come francobolli; o forse perché molti blogger non riescono a costruirvi dietro quella storia (di investigazione, collettiva, o personale) realmente significativa.
Penso che il nuovo post Cucinare & Mangiare spieghi molte cose e chiarisca cosa io intendo per ricette e il pubblicare le ricette.
Che bello!!!!!!vorrei partecipare anche io....magari a cucinare...come posso fare?grazie in anticipo